Home / ComeDonChisciotte / BOMBE A LONDRA: I FATTI PARLANO DA SOLI

BOMBE A LONDRA: I FATTI PARLANO DA SOLI

DI JOE QUINN
Sign of the Times

Un anno fa, la mattina del 7 luglio 2005, qualcuno fece esplodere a Londra quattro bombe in punti strategici. Tre di esse esplosero alle 8.50 sui treni della metropolitana, a distanza di cinquanta secondi l’una dall’altra: la prima sulla Circle Line in direzione est, la seconda ancora sulla Circle Line in direzione ovest, e la terza sulla Piccadilly Line in direzione sud. Una quarta bomba scoppiò circa un’ora dopo, alle 9.47, su un autobus a due piani in Tavistock Square. Morirono 52 civili britannici innocenti, molti dei quali erano già diventati elettori delusi del governo Blair, come testimoniato dalla massiccia perdita di voti del partito laburista nelle elezioni politiche del marzo 2005.

Il governo britannico, pur ritenendo inizialmente che picchi di tensione nelle rete elettrica della metropolitana avessero causato esplosioni nei circuiti di potenza, dichiarò immediatamente che si trattava di un attacco terroristico, e identificò “quattro attentatori suicidi di origine islamica” attraverso i filmati delle telecamere a circuito chiuso, che li riprendevano mentre entravano nella stazione di Luton, la mattina del 7 luglio.
Chi è stato?

Più tardi, quello stesso giorno, su un sito web islamico comparve la rivendicazione da parte di ‘un gruppo in precedenza sconosciuto’ che si autodefiniva “La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa”. Sempre il 7 luglio venne resa pubblica una lettera, datata 20 giugno e firmata presumibilmente da Bin Laden, in cui si affermava che gli attentati di Londra facevano parte di una più ampia offensiva estiva da parte di Al Qaeda. Questa è la traduzione di parte di quella lettera:

“Gioiamo, perché è arrivato il momento di vendicarci dei massacri che sta compiendo in Iraq e in Afghanistan questo governo britannico di crociati sionisti. Gli eroici mujaheddin hanno portato a termine un sacro assalto a Londra. Ora l’Inghilterra brucia di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest. Abbiamo più volte ammonito il governo e la popolazione. Abbiamo mantenuto la nostra promessa e messo in atto il sacro attacco, e il successo di quest’attacco è dovuto agli strenui sforzi compiuti per un lungo periodo di tempo da parte dei nostri mujaheddin” etc etc.

Nel settembre del 2005, il presunto numero due di Al Qaeda, Ayman al-Zawahri, in un messaggio video trasmesso da Al Jazeera, dichiarava per la prima volta che Al Qaeda era responsabile degli attacchi suicidi del 7 luglio. Curiosamente in quel video il Mr. Magoo del terrorismo islamico affermava che i piani per rafforzare le leggi anti-terrorismo britanniche in seguito agli attentati, erano la dimostrazione della “orribile indole colonialista della Gran Bretagna”. Come avevamo notato già in precedenza, sembra che Al Qaeda sia ben lieta di fornire al governo un pretesto per l’introduzione di rigidissime leggi anti-terrorismo, e nello stesso tempo di criticarlo quando queste leggi entrano in vigore.

[Ayman al-Zawahri]

Come detto, la rivendicazione da parte dello sconosciuto gruppo chiamato “La Cellula Segreta di Al-Qaeda per la Jihad in Europa” apparve su un sito internet islamico. Una piccola ricerca ha prodotto un articolo pubblicato sul Guardian, il quale afferma:

La rivendicazione degli attacchi di Londra è apparsa per la prima volta su uno delle decine di siti islamici costantemente monitorati dai servizi segreti occidentali. Il comunicato, a nome di una “Organizzazione Segreta di Al Qaeda per la Jihad in Europa”, diceva: ‘Gli eroici mujaheddin hanno messo in atto un sacro assalto a Londra. Ora l’Inghilterra arde di paura, terrore e panico, da nord a sud e da est a ovest’.

Il sito è arabo, al-qal3ah.com, registrato da Qalaah Qalaah ad Abu Dhabi, e usufruisce di un server di Houston. La società di Houston che possiede il server, di nome Everyone’s Internet, ha dei collegamenti interessanti. E’ stata fondata nel 1998 dai fratelli Robert e Roy Marsh, e dal 2002 ha guadagnato oltre 30 milioni di dollari.

Noto per le sue attività benefiche, Roy Marsh annovera fra le sue amicizie l’ex cognata del presidente George Bush, Sharon Bush, e il Segretario della Marina.

Nonostante queste ammissioni di colpevolezza da parte di un gruppo islamico e di Al Quaeda, nell’aprile del 2006 l’Observer ha pubblicato alcuni dettagli riservati di una prima stesura di quello che sarebbe poi diventato il rapporto del Ministero degli Interni sugli attentati, stilato da un funzionario pubblico per l’allora Ministro degli Interni Charles Clarke. Dopo gli attentati, il governo impedì un’indagine pubblica e approfondita sull’accaduto, pubblicando invece un rapporto finale “fantasioso”, per così dire. Secondo quel primo rapporto, gli attentati erano stati organizzati con un budget di poche centinaia di sterline da quattro uomini che avevano utilizzato informazioni prese da internet. Nonostante essi si fossero recati in Pakistan, e nonostante le dichiarazioni di Osama e Al Zawahiri, il rapporto affermava che non c’era stato alcun supporto diretto da parte di Al Qaeda, e che gli incontri in Pakistan erano di natura “più ideologica che pratica”.

Sfortunatamente, il rapporto finale del governo Blair ha poi sorvolato sui numerosi e pertinenti dettagli che pongono seri dubbi sull’accuratezza delle conclusioni ufficiali in merito alla natura sia degli attentatori che degli attentati.

Chimica fatta in casa o esplosivi ad alto potenziale?

Il governo Blair ha sostenuto la tesi secondo cui le bombe non erano altro che rudimentali ordigni fatti in casa, a base di acetone perossido messi insieme alla bell’e meglio, dato il ristrettissimo budget. Tuttavia, il 12 luglio del 2005, il Times di Londra ha pubblicato un articoloin cui si sosteneva che “probabilmente l’autore dell’assemblaggio delle quattro bombe è un’unica persona, molto esperta, che ha usato esplosivi militari ad alto potenziale“. Il giornale affermava anche che componenti chimici simili erano stati trovati in tutti e quattro i luoghi degli attentati, portando così gli investigatori a credere che tutte le bombe fossero opera di una sola persona, in possesso di materiali che “non erano certo di fabbricazione casalinga, ma piuttosto sofisticati esplosivi militari, fatti entrare clandestinamente in Gran Bretagna dai Balcani”. Il giornale citava anche una dichiarazione del Sovrintendente Christophe Chaboud, il capo della polizia anti-terrorismo francese, che si trovava a Londra per aiutare Scotland Yard: “La provenienza degli esplosivi sembra essere militare, il che è molto preoccupante”.

Ulteriori conferme del fatto che gli esplosivi usati non erano ‘fatti in casa’ da quattro ragazzini si trovano in un articolo del luglio 2005 apparso sul quotidiano tedesco Bild am Sonntag, citato dal sito israeliano ‘Ynet News’:

Gli attacchi terroristici avvenuti a Londra la settimana scorsa potrebbero essere collegati ad un attentato suicida avvenuto sul lungomare di Tel Aviv nell’aprile 2003, ha scritto lunedì il quotidiano tedesco Bild am Sonntag.

Secondo il giornale, agenti del Mossad hanno informato le autorità britanniche che l’esplosivo usato nell’attentato di Tel Aviv sembra uguale a quello utilizzato negli attentati di Londra.

Dopo aver analizzato il materiale ritrovato dopo l’esplosione nel pub Mike’s Place a Tel Aviv, il Mossad è giunto alla conclusione che è stato prodotto in Cina, e successivamente contrabbandato in Gran Bretagna, scrive ancora il giornale tedesco. Gli esplosivi sono stati probabilmente tenuti nascosti da terroristi legati ad Al Qaeda, che avevano la possibilità di eludere i controlli da parte delle forze di sicurezza inglesi.

Sempre secondo il quotidiano, il capo del Mossad Meir Dagan, ha detto che l’esplosivo in questione è molto potente, e ‘molto più letale del plastico, e inoltre non viene rilevato ai controlli a causa della sua particolare composizione chimica’.

Il Mossad ha anche scoperto che la sostanza è stata sviluppata e prodotta dalla ZDF, una fabbrica di armi cinese situata a circa 65 chilometri da Pechino.

Come regola generale, difficilmente una minuscola organizzazione terroristica o qualche ragazzino inglese sarebbero in grado di procurarsi esplosivi militari ad alto potenziale, comprandoli da una fabbrica di armi cinese che generalmente circoscrive i suoi affari nell’ambito del commercio internazionale di armi fra governi. Ed è certamente interessante notare che gli esplosivi usati nei presunti ‘attacchi terroristici islamici’ di Londra e Tel Aviv siano stati fatti risalire ad una fabbrica cinese, considerando che sia il Regno Unito che Israele da lungo tempo commerciano armi con la Cina, in particolar modo esplosivi militari ad alto potenziale.

Tutti questi fatti sono stati ignorati dai rapporti governativi britannici, i quali continuano a sostenere che gli esplosivi usati sono stati prodotti usando ‘sostanze chimiche di fortuna’.

Sorprendenti coincidenze?

Incredibilmente, proprio la mattina del 7 luglio 2005, la Visor Consultants, un’agenzia di ‘consulenza per la gestione delle crisi’, stava conducendo un’esercitazione antiterrorismoche simulava attacchi dinamitardi nelle stesse stazioni ferroviarie in cui poco dopo si sarebbero verificati davvero.

Peter Power, direttore della Visor Consultants ed ex membro del ramo anti-terrorismo di Scotland Yard, il 7 luglio 2005 in un’intervista alla BBC dichiarò:

POWER – ‘Stamattina alle 9.30 noi eravamo effettivamente in piena esercitazione, per conto di una società che conta più di mille persone a Londra, esercitazione basata su alcune bombe sincronizzate che dovevano esplodere esattamente nelle stazioni della metropolitana dove sono poi effettivamente esplose. Mi si rizzano ancora i capelli quando ci penso’.

INTERVISTATORE – ‘Per essere più chiari, voi avevate organizzato un’esercitazione per essere preparati a gestire una certa situazione, e questa si è verificata proprio mentre voi conducevate questa esercitazione?’

POWER – ‘Precisamente, erano circa le 9 e 30 di mattina. Noi avevamo organizzato quest’esercitazione per una società, di cui non dirò il nome per evidenti ragioni, ma loro in questo momento mi stanno ascoltando e lo sanno. Eravamo in una stanza piena di esperti in questo genere di cose che si incontravano per la prima volta. In cinque minuti abbiamo deciso che quello che stava accadendo era reale e abbiamo attivato le appropriate procedure di gestione della crisi, in modo da poter passare dall’azione lenta all’azione rapida, e così via’.

Il signor Power si è rifiutato di dire il nome della società che aveva richiesto il suo aiuto per inscenare un finto attacco terroristico sulla metropolitana di Londra, tuttavia il sito della Visor dichiara: ‘fra i nostri clienti ci sono una delle sette maggiori compagnie degli Stati Uniti, e i dipartimenti chiave del governo britannico‘.

Può davvero essere considerato una semplice coincidenza il fatto che una simulazione di attentato veniva organizzata nello stesso momento e negli stessi luoghi in cui avvenivano gli attentati reali? E il fatto che una simile incredibile coincidenza si sia verificata anche la mattina dell’11 settembre 2001, quando la FEMA [1] stava simulando un attacco terroristico biochimico, non dovrebbe farci drizzare le antenne?

E che dire del fatto chela mattina dell’11 settembre 2001, funzionari dell’NRO [2] avevano pianificato e stavano mettendo in pratica un’esercitazione in cui un aereo senza controllo si schiantava contro uno dei loro edifici?

Il governo degli Stati Uniti ha parlato di ‘bizzarre coincidenze’. Voi come le chiamereste? Da quale punto in poi le ‘coincidenze’ si possono considerare prove di un’attività criminosa?

La mattina dell’11 settembre, oltre alla FEMA, provvidenzialmente già sul posto quando avvennero gli attentati, un certo signor Richard Sheirer, in qualità di Direttore dell’Ufficio Gestione delle Emergenze del Sindaco, fu uno dei principali protagonisti nella supervisione delle operazioni di salvataggio e recupero. Nell’ufficio dell’ormai uscente Sindaco di New York, Giuliani costituì la Giuliani and Partners, una società ‘dedita ad aiutare i leader a risolvere questioni strategiche critiche, ad accelerare lo sviluppo, e ad accrescere la reputazione e il prestigio delle loro organizzazioni in un contesto di valori strenuamente difesi’, e altre espressioni senza senso del gergo affaristico. Il punto cruciale è che Giuliani prese Sheirer come suo stretto confidente, e Sheirer attualmente si gode la vita come vicepresidente della Giuliani and Partners. La ‘bizzarra coincidenza’ che vorrei far notare sta nel fatto che Sheirer e il summenzionato Peter Power, direttore della Visor Consultants, hanno rapporti piuttosto stretti, e a partire dal gennaio 2005 fanno parte del comitato consultivo del Canadian Centre for Emergency Preparedness , e sia la Giuliani and Partners che la Visor Consulting sono specializzate nella sicurezza e nelle esercitazioni anti-terrorismo.

Coincidenze su coincidenze! Ma c’è di meglio.

Giuliani e Netanyahu sulla scena

Indovinate dove si trovava, casualmente, Rudolf Giuliani la mattina del 7 luglio 2005? Rudy era comodamente ospitato al Great Eastern di Londra, un hotel a poche centinaia di metri dalla stazione di Liverpool Street, luogo dell’esplosione di una delle quattro bombe. Nello stesso hotel di Giuliani, la Borsa di Tel Aviv, sempre casualmente, stava tenendo una conferenza. Indovinate chi era il relatore principale? L’allora Ministro delle Finanze israeliano Benjamin Netanyahu. La stessa persona che subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, ad un giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse, rispondeva:

‘Va molto bene, cioè voglio dire, non va bene, ma tutto ciò susciterà un’immediata simpatia verso Israele’.

Alla fine Netanyahu non arrivò mai al Great Eastern Hotel perché, come abbiamo saputo dalla stampa nei giorni successivi, Netanyahu era stato avvertito dall’ambasciata israeliana (per mezzo della polizia) che sarebbero esplose alcune bombe, e che era meglio che se ne rimanesse nel suo albergo di Mayfair. Il famoso rapporto del governo non finge nemmeno di indagare sul fatto che la polizia sapesse degli attentati almeno 6 minuti prima (forse anche di più), quando invece ‘ufficialmente’ le autorità non sapevano nemmeno di avere a che fare con delle bombe, e almeno fino a quando non è saltato in aria il bus, un’ora dopo la prima bomba, pensavano che le esplosioni fossero state provocate da un sovraccarico elettrico.

CC TV – Circuito Chiuso o Completa Contraffazione?

Secondo il rapporto ufficiale, gli attentatori furono identificati attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso, che li ripresero mentre entravano nella stazione ferroviaria di Luton alle 7:21 della mattina del 7 luglio.

Tuttavia, un articolo del Sunday Mailriportò la testimonianza di un sopravvissuto all’esplosione del bus, che affermava di aver visto il presunto attentatore Hasib Hussain:

Richard Jones, scampato all’esplosione del bus, ieri ha raccontato di come si è trovato faccia a faccia con uno degli attentatori. L’esperto di informatica scozzese è sceso dal bus maledetto pochi secondi prima della terribile esplosione che ha ucciso 13 passeggeri.

‘Quel giovane a un certo punto ha iniziato a frugare in una borsa, o qualcosa di simile, che teneva fra i piedi’. ha raccontato all’Associated Press.

Jones ha detto che il ragazzo era alto circa un metro e ottanta, sui venticinque anni, ben rasato e ben vestito. Indossava pantaloni a scacchi chiari a vita bassa, che lasciavano intravedere biancheria intima firmata, e una maglietta coordinata. ‘La biancheria sembrava molto costosa, bianca con una striscia rossa sull’orlo…Si trovava proprio davanti a me, al piano inferiore, dal lato del conducente, esattamente dove è avvenuta l’esplosione’.

A sinistra, nell’immagine sopra, si vede Hasib Hussain entrare nella stazione di Luton il 7 luglio, portando con sé presumibilmente la bomba.

A destra, sempre Hussain all’interno della stazione.

Confrontate i suoi vestiti con quelli descritti dal testimone oculare che afferma di averlo visto sull’autobus.

Fino ad oggi, queste sono le uniche immagini che la polizia inglese ha reso note, e si rifiuta di diffondere ulteriori filmati delle tv a circuito chiuso, che a loro dire mostrerebbero i quattro ‘attentatori’ comparire nell’atrio della stazione di King’s Cross dove, secondo il romanzesco rapporto del Ministero degli Interni, si abbracciano fra di loro e sembrano ‘euforici’.

Carte d’identità Indistruttibili

La polizia dichiarò di essere in grado di recuperare dalle scene degli attentati, grazie ad un incredibile colpo di fortuna, carte di credito e documenti, cosa che avrebbe permesso di identificare rapidamente gli autori del crimine. In mezzo ad un inferno di lamiere contorte e brandelli insanguinati di corpi umani, vennero recuperate carte di credito e carte d’identità. Due settimane dopo gli attacchi, il governo pakistano, per ragioni ignote, rilasciò la copia di un passaporto appartenente ad Hasib Hussain. Secondo le autorità britanniche, quel passaporto testimoniava che il 15 luglio del 2004 Hussain e i suoi amici terroristi avevano visitato Karachi in Pakistan, e ciò costituiva la prova che avevano ricevuto ‘una formazione ideologica orientata alla Jihad’. Il fatto è che, come riportato dalla BBC, quel passaporto apparteneva in realtà ad un ragazzo decisamente vivo, residente ad High Wycombe, un quartiere a nord ovest di Londra, e anche lui di nome Hasib Hussain. Come si diceva nel servizio della BBC: ‘La prova che dimostrava che tutti e tre gli attentatori di origine pakistana erano stati in Pakistan l’anno scorso è quantomeno dubbia’.

Le dichiarazioni sui miracolosi ritrovamenti dei documenti dei terroristi sono curiosamente simili ad alcuni eventi dell’11 settembre, in particolare all’incredibile (letteralmente) recupero, tra le macerie delle torri, del passaporto appartenente ad uno dei presunti dirottatori. Ricordiamo anche che secondo la BBC,almeno quattro dei dirottatori, subito dopo l’attentato erano ancora vivi.

Viaggi Impossibili?

Secondo il governo e la polizia, i terroristi salirono a Luton alle 7.40 sul treno per King’s Cross, da cui avrebbero poi preso i rispettivi ‘treni della morte’. I tre treni lasciarono la stazione di King’s Cross alle 8.35, 8.42 e 8.48.

Però, come si può vedere dall’orario ufficiale, il treno delle 7.40 da Luton fu cancellato, così come quello delle 7.46, lasciando così agli attentatori come unica possibilità quello delle 7.48, che arrivò a King’s Cross alle 8.42. Questo significa che due di loro non avrebbero avuto il tempo di prendere il treno sul quale sarebbero poi state fatte esplodere le bombe. Naturalmente, se fossero invece arrivati a Luton alle 7.21 avrebbero potuto prendere i treni delle 7.24 o delle 7.30 per King’s Cross, ma il romanzesco Rapporto Ufficiale insiste col dire che presero quello delle 7.40. Nessuna spiegazione al proposito è stata mai fornita dalle autorità.

Treni Thameslink: da Luton a King’s Cross, 7 luglio 2005

Orario Ufficiale

Orario del 7 luglio

Partenza da Luton

Arrivo a King’s Cross

Binario

Orario di Partenza

Arrivo a King’s Cross

7.04

7.40

1 o 3

7.04 (In Orario)

7.40 (In Orario)

7.08

7.56

1 o 3

7.08 (In Orario)

8.26 (rit. 30 minuti)

7.16

7.48

1 o 3

7.21 (rit. 5 minuti)

8.19 (rit. 31 minuti)

7.20

8.08

1 o 3

7.20 (In Orario)

8.15 (rit. 7 minuti)

7.24

8.00

1
o 3

7.25

8.23 (rit. 23
minuti)

7.30

8.04

4

7.42 (rit. 12
minuti)

8.39 (rit. 35
minuti)

7.40

8.16

N/A

Cancellato

Cancellato

7.46

8.28

N/A

Cancellato

Cancellato

7.48

8.20

N/A

7.56 (rit. 8 minuti)

8.42 (rit. 22 minuti)

7.56

8.32

N/A

Cancellato

Cancellato

Bombe a risucchio?

Analogamente, nel rapporto ufficiale brilla per la sua assenza qualsiasi riferimento ad un’inquietante testimonianza riportata dal Cambridge Evening News del luglio 2005. Il ballerino Bruce Lait era appena salito sul treno alla stazione di Liverpool Street quando si verificò l’esplosione.

‘Eravamo saliti da non più di un minuto, quando accadde qualcosa. Ci fu come una gigantesca scarica elettrica che ci fece esplodere i timpani e perdere i sensi. […] Eravamo proprio nella carrozza in cui si trovava la bomba. Non capivo cosa stava succedendo’.

Lui e Crystal, la sua partner di ballo, furono aiutati ad uscire dalla carrozza, e appena fuori un poliziotto indicò il punto in cui era esplosa la bomba.

‘Il poliziotto disse ‘attento a quel buco, lì è dove era la bomba’. Il metallo era stato spinto verso l’alto come se la bomba fosse stata sotto al treno. Pare che pensino che la bomba sia stata lasciata sul pavimento in una borsa, ma io ricordo che dove si sarebbe trovata la bomba non c’era nessuno, e nessuna borsa’.

Se qualcuno fosse così gentile da spiegarmi come una bomba posta in una borsa sul pavimento di un treno, esplodendo possa piegare le lamiere verso l’interno, gliene sarei molto grato.

Per Amore del Terrore

Ho già scritto in precedenzaa proposito della strategia di contro-insurrezione attualmente adottata dai servizi segreti militari britannici e statunitensi in Iraq, strategia che prevede operazioni segrete contro i civili, con lo scopo di confondere e demoralizzare la popolazione irachena e la resistenza da essa sostenuta, nel tentativo di consolidare il controllo da parte del governo Usa sul futuro dell’Iraq. La mia opinione riguardo agli attacchi dell’11 settembre, e alle bombe di Madrid e Londra, è che siamo di fronte allo stesso tipo di tattica. L’unica differenza è che questa volta viene utilizzata contro la popolazione civile degli Stati Uniti, della Spagna e della Gran Bretagna.

Esiste un legame molto chiaro fra la guerra anglo-statunitense e israeliana in Iraq, in Palestina e presto in tutto il Medio Oriente, e il bisogno da parte della popolazione europea e statunitense di credere che la ‘guerra al terrorismo islamico’ esista veramente. Dopotutto l’invasione e l’occupazione dell’Iraq da parte delle forze anglo-statunitensi è iniziata sotto l’egida della suddetta comune ‘guerra al terrorismo islamico’, dunque è necessario che la popolazione di questi paesi continui a credere nel ‘pericolo del terrorismo’, in modo che i governi statunitense, britannico e israeliano possano impunemente continuare, ed espandere, la loro guerra di aggressione in tutto il Medio Oriente. Data l’assenza di qualunquerealeminaccia terroristica nel mondo, questi governi hanno capito ormai da tempo che una minaccia di questo tipo bisogna fabbricarla. In tutti i presunti attentati di matrice islamica avvenuti in questi ultimi anni esistono prove di questa campagna di mistificazione, e i macroscopici buchi nei resoconti ufficiali su questi attentati non fanno altro che avallare questa tesi.

Forest Gate – Operazione Terrore Psicologico

Il 2 giugno 2006, 250 agenti di polizia armati fino ai denti hanno fatto irruzione in una casa in East London dove, secondo loro, i ‘terroristi islamici’ stavano fabbricando armi chimiche da usare contro gli innocenti londinesi. Durante l’operazione, diventata famosa come ‘Forest Gate Raid’, I due fratelli che vivevano lì sono stati arrestati, e uno di loro anche ferito. In una conferenza stampa dopo il loro rilascio, i fratelli (di 20 e 23 anni) hanno raccontato le loro traversie.

Quando Kahar ha sentito che la porta d’ingresso veniva sfondata, ha pensato che si trattasse di una rapina, ed è uscito dalla sua stanza da letto per scendere al piano di sotto. Lì, da nemmeno un metro di distanza, un poliziotto ha aperto il fuoco senza prima né identificarsi né dare un avvertimento. ‘Appena mi ha visto mi ha sparato’ ha raccontato Kahar. Il proiettile è entrato nel torace ed è uscito dalla spalla, e non lo ha ammazzato per pochi centimetri. ‘Lo supplicavo ‘per favore, per favore, non riesco a respirare’, e lui mi ha preso a calci in faccia dicendo ‘chiudi quella cazzo di bocca’…un altro degli agenti mi ha schiaffeggiato…ho pensato che mi avrebbero sparato di nuovo, o che avrebbero sparato a mio fratello’.

Anche Koyair, l’altro fratello, è stato insultato e malmenato. La loro anziana madre è stata trascinata fuori in manette. La sorella, Humeya Kalam, ha raccontato alla BBC: ‘Mi sono svegliata col rumore di porte e finestre che venivano sfondate. Mi sono alzata, ho aperto la porta e ho visto un uomo vestito di nero che mi puntava contro un fucile’. Nel frattempo, la polizia irrompeva nella casa accanto, e riservava ai residenti il medesimo trattamento.

Come prevede l’ormai noto copione, la polizia ha tentato subito di infangare le due vittime, prima dicendo che Kahar era stato colpito dopo una colluttazione con gli agenti, poi che in realtà era stato colpito da suo fratello durante la lotta, e infine che un poliziotto aveva sparato ‘accidentalmente’ per colpa dei guanti troppo spessi che indossava. È stato anche dichiarato che i due fratelli avevano partecipato a manifestazioni di militanti islamici, e che la ferita di Kahar era superficiale. Naturalmente erano tutte spudorate bugie, e i due fratelli erano totalmente innocenti, ma la cosa più assurda è stata la successiva rivelazione per cui l’informatore che ha portato la polizia a compiere il raid era un ‘totale incapace’ con un QI di 69.

Si tratta di Mohammed Abu Bakr Mansha (22 anni), è un amico dei due fratelli, e in gennaio è stato imprigionato perché trovato in possesso dell’indirizzo di un soldato britannico decorato. L’operazione di cui sopra ha richiesto 250 agenti armati e vestiti di tute anti-contaminazione, per un raid prima dell’alba in una casa di Londra. Operazioni come questa non vengono autorizzate senza prima una preparazione meticolosa, compresa, in teoria, una rigorosa verifica delle informazioni, per essere certi che ‘l’obiettivo’ sia un autentico, o almeno verosimilmente autentico, ‘terrorista’. Dobbiamo dunque presumere che i ‘sicurocrati’ britannici che hanno deliberato l’operazione non si fossero resi conto che, visto che l’informatore era un incapace idiota di 22 anni, qualunque sua affermazione avrebbe dovuto essere esaminata con un certo sospetto, soprattutto sapendo che gli era stato offerto un rilascio anticipato in cambio di qualunque informazione sui ‘terroristi’ potesse fornire, e che quindi c’era la concreta possibilità che le informazioni fossero false, come poi in effetti si sono rivelate essere?

L’ovvia conclusione è che il raid di Forest Gate ha avuto il via libera nonperché nessuno ha avuto dubbi sulla ‘soffiata’ dell’idiota, ma più che altro perché sarebbe servito a rafforzare nella mente della popolazione britannica la convinzione che il terrorismo islamico è una minaccia reale per tutto il mondo, e che quindi il governo Blair è pienamente legittimato ad introdurre draconiane leggi anti-terrorismo. Dopo tutto, se 250 poliziotti in assetto da guerra sfondano porte e sparano alla gente, devono avere un’ottima ragione per farlo, giusto? Beh certo, un’ottima ragione c’è, ma non ha niente a che vedere con la giustizia come io o voi la intendiamo, a meno di non essere stati raggirati.

Caramelle da un bambino

Ricordiamoci anche dell’‘affare Miami Seven’ , in cui un agente dell’FBI sotto copertura, fingendo di essere un membro di Al Qaeda, entrò in contatto con un gruppo di sempliciotti che vivevano in un magazzino in Florida. Il nome del gruppo era ‘The Sea Of David’, ed era quanto di più lontano ci potesse essere da una cellula di ‘terroristi islamici’. Dichiaravano di essere Cristiani ‘educati dalla bibbia’. In un perfetto esempio di come gli agenti del governo degli Stati Uniti si adoperano alacremente per fabbricare il terrorismo islamico, l’agente sotto copertura:

contattò il gruppo e chiese ai componenti se volevano entrare in Al Qaeda;

fece prestare giuramento ad uno di loro come membro di Al Qaeda;

offrì loro 50.000 dollari;

fornì loro equipaggiamento militare e una videocamera;

riferì che avevano intenzione di far saltare qualche edificio governativo;

riferì che volevano far saltare la Sears Tower [3];

riferì che volevano scatenare ‘una guerra a tutto campo contro gli Stati Uniti’;

disse che uno di loro sapeva cosa fosse la Sears Tower, e che addirittura una volta era stato a Chicago.

Tutto questo ebbe gran risalto sui canali d’informazione ufficiali, e fu portato come prova che una ‘cellula terroristica islamica’ si stava preparando ad un attacco contro la popolazione statunitense. Nessuno si sognò di usare l’espressione più appropriata per tutta la faccenda: trappola.

[Sciocchi incompetenti: l’FBI Vi Vuole per Opportunità nel Campo del Terrorismo Islamico!]

Jihad dalla prigione

Il grande spauracchio ed ex leader di Al Quaeda in Iraq Al Zarqawi, è stato ucciso nel giugno del 2006 da un bombardamento sul suo nascondiglio in Iraq. Una foto della sua faccia solo leggermente ammaccata, nonostante due bombe da 500 libbre avessero colpito la sua testa, ha fatto il giro del mondo affinché tutti vedessero che non solo al ‘guerra al terrore’ è reale, ma che gli Stati Uniti la stavano attivamente combattendo. Immediatamente dopo la dipartita di Al Zarqawi, c’era assoluto bisogno di un successore, e così, per gentile concessione di uno dei tanti dubbi filmati di Osama, saltò fuori un certo Abu Hamza al-Muhajir, il quale venne nominato ufficialmente successore di Al Zarqawi, nonché colui che guidava la guerra santa contro gli invasori dell’Iraq. Purtroppo però il governo statunitense non fece in tempo a sbattere sulla sua testa 5 milioni di dollari di taglia, perchè questa nuova bolla di finto terrorismo islamico venne fatta scoppiare senza troppi complimentida un avvocato egiziano, che dichiarò di aver recentemente visitato ‘al-Muhajir’ in un carcere egiziano, in cui aveva trascorso gli ultimi sette anni della sua vita.

[Abu Hamza al-Muhajir]

Ora, mi piacerebbe avere le risposte ad un paio di domande: non pensate che Osama, se è veramente quello che gli Statunitensi dicono sia, avrebbe dovuto sapere che nominare come nuovo leader della Jihad un uomo rinchiuso in una cella in Egitto potesse essere leggermente problematico? Per quale motivo dunque avrebbe dovuto annunciare, attraverso uno dei suoi tristemente noti (e piuttosto sospetti) filmati, che un detenuto avrebbe guidato il terrorismo in Iraq e nel resto del mondo?

Amici, tutto questo puzza, e abbiamo a che fare con un odore particolare. Se ne seguiamo la scia, arriviamo a Langley in Virginia, Thames House a Londra, ed Herzliya in Israele [4].

Affermare l’ovvio

I fatti sono chiari: non esiste il terrorismo islamico nei termini in cui ce lo raccontano, cioè una rete mondiale di terroristi che vogliono ‘colpire la popolazione civile ovunque’. Ogni affermazione di questo tipo è pura propaganda governativa di stampo nazista.

Tutto questo potrebbe sembrare uno scherzo, sebbene alquanto malato, che gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele stanno facendo al resto del mondo, ma dal loro punto di vista è tutt’altro che uno scherzo, e i 200.000 civili iracheni più un imprecisato numero di palestinesi massacrati in nome della ‘guerra al terrore islamico’ sono lì a testimoniarlo.

E’ (di nuovo) ora di svegliarsi, e di smetterla di ingoiare allegramente le bugie e le mistificazioni dei governi. Una guerra inutile e brutale è stata scatenata nel nostro nome e, fino ad ora, con il nostro sostegno. Per quanto ancora il massacro continuerà, dipende solo ed esclusivamente da noi.

Note del traduttore:

[1] Federal Emergency Management Agency, un’agenzia incaricata della gestione delle crisi.

[2] National Reconnaissance Office. E’ un ufficio facente parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che costruisce e gestisce i satelliti spia. Il dipartimento è stato creato nel 1960 e la sua sede principale si trova a Chantilly, Virginia. Il NRO inoltre coordina la gestione e l’analisi delle informazioni ricevute dagli aeroplani e satelliti spia militari di proprietà della CIA. (fonte: Wikipedia)

[3 ]Uno dei grattacieli più alti del mondo, simbolo di Chicago.

[4] Sedi rispettivamente della CIA, dell’MI6 (servizi segreti britannici) e del Mossad (servizi segreti israeliani).

Joe Quinn
Fonte: http://signs-of-the-times.org/
Link
07.07.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di GIUSEPPE SCHIAVONI

Pubblicato da Das schloss