Benvenuti nel 1492, ma 2.0

Benvenuti nel 1492, ma 2.0

di Fabrizio Bertolami per Comedonchisciotte.org

I recenti attacchi degli Houthi alle navi mercantili in transito al largo dello Yemen hanno costretto le principali compagnie di spedizioni internazionali e petrolifere, ad evitare il transito attraverso il Mar Rosso, costringendole a circumnavigare l'Africa.
Le compagnie Maersk (danese), Hapag-Lloyd (tedesca), Evergreen e Yang Ming (taiwanesi), oltre a diverse altre altre, hanno già deciso di aggirare la navigazione verso il Golfo di Aden per evitare problemi al carico ed agli equipaggi. Per comprendere l'impatto,basti dire che le tre più grandi compongono il 53% del totale del traffico merci su quella rotta.
Le navi devono ora doppiare il Capo di Buona Speranza, in Sudafrica, per evitare di essere preda di attacchi con droni e missili e ciò ha, e avrà, un impatto sia sui tempi di navigazione che sul costo del carburante, considerato che la rotta è più lunga del 30% rispetto a quella che passa dal Mar Rosso e giunge a Suez.

Il rischio di attacchi porta con sè anche un problema di aumento dei costi dell'assicurazione che questi convogli devono sottoscrivere, portando ad un aumento ulteriore del costo delle merci trasportate.

Secondo Bloomberg, la copertura è ora salita a circa lo 0,5% del valore dello scafo di una nave. Si tratta di un forte aumento rispetto all’inizio di questo mese, quando i costi erano compresi tra lo 0,1% e lo 0,2% circa del valore dello scafo.

Ricordiamo che da Suez passa il 12% del trasporto di petrolio e GNL e circa il 10% del commercio mondiale, ma soprattutto la grande parte del traffico tra Asia ed Europa.

Gli USA si sono subito fatti promotori di una coalizione per pattugliare con navi militari l'area di mare prospicente lo stretto di Aden e il Mar Rosso in generale. Si chiamerà "Operation Prosperity Guardian" e vi aderiranno Regno Unito, Bahrain, Canada, Francia, Italia, Olanda, Novegia, Seychelles e Spagna. La Cina, che possiede la sua unica base militare all'estero a Djibuti, proprio di fronte allo stretto di Bab Al-Mandab, pare non sia stata invitata, mentre Arabia ed Emirati hanno declinato l'invito.

Fin qui la cronaca, che di giorno in giorno si arricchisce di nuove compagnie marittime pronte a fare la stessa scelta e aggirare Aden.
Ovviamente si pone un problema di sicurezza delle rotte commerciali, uno di quei "Beni Pubblici" che gli USA garantiscono, con la loro ampia presenza militare navale e la domanda che subito si pone è: quali altre rotte potrebbero rappresentare un'alternativa economicamente comparabile a quella che passa per Suez? Cosa implicherebbe il loro utilizzo?

Tolta la rotta che circumnaviga l'Africa,che essendo appunto marittima è sotto il potenziale controllo americano, le alternative sono terrestri o passano dall'artico e sono quindi sotto lo stretto controllo russo (e in parte cinese).

Esiste infatti una via terrestre che da ChongQing, nel cuore della Cina, e da Shenzen sulla costa, arriva fino a Duisburg in Germania , senza quindi mai toccare il mare. E' questa la Trans-Eurasia Logistics, altresì detta CHINA RAILWAY Express.
Grazie alla ferrovia, le merci cinesi possono raggiungere l'Europa in metà del tempo (15 giorni contro circa 28) e aggirare il controllo americano sui mari: è questo è l'incubo anglo-americano preconizzato da Mackinder 120 anni fa. Questa via di 10000 Km attraversa Cina, Russia, Bielorussia e Polonia prima di giungere al più grande scalo ferroviario tedesco, quello di Duisburg, al centro della Germania (già noto agli italiani per via della famosa strage di n'drangheta del 2007) da cui le merci possono poi raggiungere facilmente tutte le restanti nazioni europee (Gran Bretagna inclusa grazie all'Eurotunnel sotto la Manica).

Chiaramente la Guerra in Ucraina, e la conseguente ostilità polacco-bielorussa, hanno ridotto questa possibilità, ma se la situazione attuale dovesse perdurare, potrebbe tornare ad essere una valida alternativa.
Le condizioni geopolitiche attuali la rendono una possibilità molto ridotta, considerato che, sempre secondo Mackinder, è proprio questa facilità di trasporto tra Asia ed Europa a dover essere interrotta, per ridurre il rischio che un nuovo, dominante, soggetto geoeconomico emerga in Eurasia, estromettendo le potenze insulari, USA e Inghilterra.

Tra le alternative alla TEL, vi è poi la rotta Nord-Sud o INSTC che partendo dall'India, passando dall'Iran, giunge fino a Mosca, attraverso il Mar Caspio o dagli stati caucasici. Dalla capitale Russa, la linea continua su quella della Duisburg-ChongQing.Sebbene ancora in fase di completamento, (il progetto è partito nel 2002), questa linea ha prospettive di crescita considerato che oltre a Russia e India, dal 2024 anche l'Iran entrerà a far parte dei BRICS.

Entrambi i percorsi non solo aggirano Suez, ma anche il controllo militare americano in atto nell'Oceano Indiano e nel Mediterraneo, essendo il loro percorso prevalentemente terrestre.
Dal punto di vista logistico le due linee hanno il vantaggio del tragitto terrestre, più sicuro di quello marittimo e con un costo assicurativo minore. Il costo è anche ridotto anche in termini energetici, potendo sfruttare la parziale elettrificazione della linea, sebbene parte della rete ferroviaria debba ancora essere gestita con locomotrici Diesel, considerate le distanze.
Tra i fattori negativi, si possono citare i molteplici punti di interscambio sulla linea, necessari per trasbordare le merci dalle navi ai treni, e fra treni e treni, poichè esiste ancora un problema di diverso scartamento ferroviario tra alcune nazioni.

Infine, esiste la Rotta del Nord (Northern Sea Route o NSR) che, partendo dai porti della costa cinese e russa, raggiunge il Mare del Nord, attraverso lo Stretto di Bering lungo tutto il Mare Artico e quello di Barents. La zona costeggia l'intera piattaforma ("plateau") che la Russia può vantare quale zona di sfruttamento esclusivo secondo l'UNCLOS. Ciò porta con se poterne controllarne i mari, sino a 200 miglia dalla costa sebbene il transito nell'artico alle navi militari non sia inibito alle altre nazioni.

Oltre al controllo militare, la Russia garantisce anche il servizio di rompighiaccio che necessariamente deve essere approntato per permettere il transito, anche nel periodo estivo.
E' una via ardua e che attualmente non permette un elevato traffico, ma le dinamiche ambientali in atto nell'area artica la stanno rendendo degna di nota (vedi traffici qui )

In conclusione: nel 1492, quando Cristoforo Colombo propose ai Sovrani di Spagna una via alternativa alla storica Via della Seta, cercò di trovare una soluzione all'impossibilità di poter vedere garantiti i traffici su una via ormai completamente sotto il controllo dell'Islam.
Quella rotta, dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, fu impedita ai traffici europei e soprattutto cristiani, ma era stata per secoli la via più efficiente per trasportare tessuti e spezie dall'Asia all'Europa, e trarne grande profitto. Quella mitica via era costellata di molteplici punti di passaggio, sia terrestri che marittimi, con un percorso che ricorda molto quello della INSTC.
Solo dopo la prima circumnavigazione del Capo di Buona Speranza (Vasco Da Gama, 1497), si aprì l'era della ricerca di nuove rotte marittime che portarono poi alla crescita esponenziale del commercio tra i continenti.
E' presto per dire se la sicurezza dell'unica via di mare che dall'Europa permette di aggirare l'Africa, possa essere chiusa a tempo indefinito, ma se dovesse accadere sappiamo che il commercio trova sempre le sue vie, basta mettersi d'accordo.

Fabrizio Bertolami per Comedonchisciotte.org

20.12.2023

Fonti:

https://www.alexbank.com/document/documents/ALEX/2023/Report_reserch/Other/Suez-23-DIGITAL-27323-h1140-(1).pdf

https://www.seanews.com.tr/maersk-and-hapag-lloyd-suspends-red-sea-route/199147/

https://www.insurancejournal.com/news/international/2023/12/20/752727.htm

https://sputnikglobe.com/20231019/northern-sea-route---key-to-global-trade-1114321168.html

https://english.www.gov.cn/news/internationalexchanges/202207/12/content_WS62cce1fcc6d02e533532d9ee.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Trans-Eurasia_Logistics

http://en.trans-eurasia.com/

https://en.wikipedia.org/wiki/International_North%E2%80%93South_Transport_Corridor

https://www.aljazeera.com/economy/2022/7/27/russias-new-economic-escape-route

https://valdaiclub.com/files/24967/

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-reuters__litalia_valuta_partecipazione_alla_coalizione_marittima_contro_lo_yemen/8_52091/

https://www.zerohedge.com/markets/red-sea-blockage-means-new-round-surging-cost-push-inflation

https://arctic-lio.com/transit-voyages-on-the-nsr-in-2021-the-results-as-of-the-current-date/

https://www.unclos.org/

Immagini:

By Zbk1 - Modified version of "1-12 Grey Map World" & CIA Maps, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37645439

By Pechristener - Own work, map was created using Open Street Map, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=37637614https://www.researchgate.net/publication/332347535/figure/fig2/AS:746481363464192@1554986434095/A-faster-route-for-trade-between-Chongqing-and-Duisburg-Source.png

https://www.seanews.com.tr/images/haberler/2016_02/159499/Suez_drewry1.jpg

http://By Susie Harder - Arctic Council - Arctic marine shipping assessment - http://www.arctic.noaa.gov/detect/documents/AMSA_2009_Report_2nd_print.pdf, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36253405

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Commenti (8)

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    1. Astronauta 21 dicembre 2023

      Gli houti fanno tutto questo per i palestinesi.
      Di fatto se fermassero il bibi tutto si risolleverebbe,ma preferiscono fare coalizioni perdenti per continuare a massacrare i palestinesi.
      Di fatto Israele nelle prossime settimane si trova senza forniture e questo potrebbe far crollare la loro economia prostrata dalla guerra e fra tre settimane anche noi dovremo far fronte ai rincari che si produrranno inevitabilmente sulle merci.
      Senza contare che mandar navi e uomini nel mar rosso non e‘a costo zero.
      A questo punto i palestinesi cacciati dalla loro terra stanno meglio dei sionisti che stretti fra nemici giurati, ancora piuferoci per il massacro in corso, dovranno sopportare ristrettezze e anche fame.Il deserto che hanno nel territorio e il deserto che loro hanno voluto li haportati a tutto questo.
      O si gettano nel mediterraneo o se ne vanno via dalla Palestina. Per l Europa e‘una notizia pessima ma se la sono voluta e anche per l Onu che si dimostrano entrambi dei quaraqquaqqua‘.

    1. clausneghe 21 dicembre 2023

      L'articolo, seppur valido, non dice due cose importanti e cioè che gli Houti non prendono di mira il naviglio Russo e Cinese che passa tranquillamente, mentre si accaniscono su quello Israeliano e dei suoi sostenitori, tra i quali figuriamo, disgraziatamente anche noi Italiani. Il danno che procurano ai sionisti e alleati è enorme.
      E a poco serve la smisurata flotta Nato messa in acqua davanti allo Yemen, gli Houti sono come le caprette, si nascondono tra le vette nere e aguzze delle loro inaccessibili montagne da dove lanciano i loro micidiali missili, un po come la versione 2.0 del "Vejo de la Montagna" che esigeva tributo dai signorotti tutti, pena la morte certa per mano dei suoi "ashassini" in delirio da astinenza..
      Quelli non hanno paura di nessuno, hanno già sconfitto nemici potenti e non hanno nulla da perdere, aspettano il confronto con Americani e Israeliani e nelle loro canzoncine rituali attorno ai trofei di guerra appena conquistati e ancora in fiamme non mancano mai di urlare un: "A mort Ammerica a mort Israel" o almeno io così capisco.

    2. Astronauta 21 dicembre 2023

      Gli houti (partigiani di Dio) sono sostenuti dall Iran.
      Saranno pochi ma si dimostrano armati per bene.
      Non c e da aspettarsi altro che l Iran chiuda il golfo persico a breve.

    1. Eugiorso 21 dicembre 2023

      Interessante questa ulteriore guerra, delle rotte commerciali e del trasporto soprattutto via mare delle materie energetiche, in particolare, spiegata e dettagliata molto bene nell'articolo.

      Agguingo solo che la situazione nel Golfo Persicopotrà essere foriera di brutte sorprese, nel caso di un attacco usa-ebreo all'Iran ... Ricordiamoci che è una via marittima importante per il trasporto delle materie energetiche e, in generale, per i commerci internazionali.

      Cari saluti

    1. Shax 21 dicembre 2023

      la traditrice della patria meloni ci porta in guerra inviando navi a sostegno di israele (ossia a sostegno del genocidio e della pulizia etnica sionista, ossia crimini di guerra, diventando di fatto complice di tale azione!) e inviando armamenti secretati nella qualità e quantità in ucraina.
      siamo in mano a gente che non ha alcuno scrupolo e che ha trasformato l'italia in un lupanare a servizio del padrone americano.

    2. Eugiorso 21 dicembre 2023

      Gli zerbini degli usa, della nato e degli ebrei in Italia coprono l'intero "arco costituzionale", tutto il cosiddettoparlamento, il governo, la presidenza della repubblica, eccetera eccetera, e vanno dai sinistroidi ai finti patrioti, quindi non c'è da stupirsi che si siano messi,anzi, ci abbiano messi ancora una volta a novanta gradi davanti ai loro padroni, saccheggiatori e guerrafondai, facendoci rischiare nuovi conflitti del tutto indesiderati ...
      sopranazionali, e nel loro interesse da basso impero (per essere eleganti) di servi ben pagati, palesemente contro i nostri interessi vitali, come popolo e nazione ... Data l'inerzia di una nazione che appare zombificata, non hanno nemmeno la necessità di nasconderlo.

      Nessuno stupore, quindi.

      Cari saluti

    3. Espatriato 21 dicembre 2023

      "... siamo in mano a gente che non ha alcuno scrupolo e che ha trasformato l’italia in un lupanare a servizio del padrone americano."

      Si, ma son più di 30 anni che va avanti così...

    4. Shax 21 dicembre 2023

      ovviamente si ma con la differenza rispetto al passato che ora siamo di fronte a due guerre esiziali, e noi siamo completamente sguarniti di fronte alle possibili pericolose conseguenze derivanti da queste folli voglie belliche meloniane al guinzaglio americano

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