ASL condannata dal tribunale di Ivrea: nessuna sospensione a dipendendi non sanitari

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Nuova sentenza, molto pesante, in cui il Tribunale di Ivrea condanna l’ASL per aver sospeso un impiegato che non si era sottoposto alla vaccinazione contro il Sars-Cov 2.

Tale impedimento all’esercizio delle mansioni è in ottemperanza con la “legge”, in quanto non è previsto l’obbligo vaccinale a un dipendente amministrativo, anche se esercita la professione all’interno di un ambiente sanitario e formalmente è inquadrato come operatore socio sanitario.

Il giudice Magda D’Amelio, sposando la tesi dei difensori Valerio Savino e Fabio Pansera, ha bollato come ingiustificata la sospensione dal lavoro:

Mancando il rischio specifico che la norma mira a neutralizzare – si legge nella sentenza – è inconfigurabile un obbligo di vaccinarsi a carico del lavoratore, in quanto non svolge le sue mansioni in strutture dedicate all’assistenza e al ricovero dei pazienti e, conseguentemente, non risulta giustificata la sua sospensione dal servizio.

La condanna, per l’illegittimità della sospensione, varrà all’ASL 10.000 euro di spese (7.025 euro oltre rimborso spese forfettarie del 15%, iva, cassa di previdenza e assistenza e contributo unificato) e tutti gli arretrati maggiorati degli interessi legali del ricorrente.

L’operatore socio-sanitario, impiegato in sole mansioni amministrative, invalido civile e portatore di handicap, nel frattempo è stato riammesso in servizio.

 

FONTI:

Sara Iannaccone, 03.08.2022

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