Amazon, l'alba di domenica e il ricsciò

Amazon, l'alba di domenica e il ricsciò

DI ALESSANDRO GILIOLI

Piovono rane

L'altro giorno, era domenica, mi sono alzato molto presto causa insonnia e quasi per caso ho finito per fare un piccolo e stronzo esperimento sociale.

Erano le cinque e mezza del mattino. Di domenica appunto. Stropicciandomi gli occhi ho aperto la posta sul tablet e c'era una pubblicità del servizio di Amazon che ti porta la spesa a domicilio, con tanto di codice sconto. Ho cliccato. Ho fatto la spesa per una cinquantina di euro, ho applicato il codice-sconto del 10 per cento, consegna a domicilio gratis. Ah, prezzi uguali o più bassi del supermercato fisico, anche al netto dello sconto.

Insomma come consumatore "ci ho guadagnato", diciamo, se questa frase ha un senso.

Ma soprattutto alle 8 e mezzo del mattino di quella domenica d'inverno al mio citofono c'era già il tizio spedito da Amazon con tutta la mia spesa, perfettamente impacchettata.

In altre parole: da qualche parte a Roma esistevano (esistono) degli esseri umani che all'alba della domenica, mentre fuori era ancora buissimo, hanno raccolto il mio ordine, hanno messo insieme le banane, le birre, i surgelati e il resto, li hanno ficcati in una scatola e trasportati a casa mia.

Personalmente ho cercato di lavarmi la coscienza per il mio infame esperimento dando al tizio salito in casa una mancia che probabilmente era il doppio della sua paga oraria, ma ovviamente non è questo il punto - tanto più che gli altri tizi che hanno lavorato per me, quelli che mi hanno cercato le banane e i surgelati, quelli non li ho potuti né li potrò mai risarcire.

Il punto è che da almeno un ventennio - la nostra società ha vissuto una spaventosa separazione/alienazione tra il produttore e il consumatore, con una trasformazione violenta dei rapporti di forza tutta a vantaggio dei secondi.

In altri termini, come consumatori siamo tutti molto più serviti e coccolati, come produttori invece i nostri diritti sono andati gradualmente in vacca. Per tutti - tranne per chi, come il qui scrivente, ha avuto la pura e immeritata fortuna di aver messo il culo al caldo prima della tempesta perfetta neoliberista.

Ma siamo pochi, noi privilegiati, sempre meno, quasi tutti vecchi - e comunque prima o poi la campana suonerà anche per noi. Cioè siamo o saremo tutti abbattuti come birilli da questa slavina che divide ciascuno in consumatore soddisfatto che ha diritto a tutto e lavoratore sfruttato che i diritti non sa nemmeno cosa siano.

Ora, io davvero non ho una ricetta e forse nemmeno un'idea di come combattere questa mostruosa alienazione, se mai si può combattere.

Boicottare Amazon? Sì, è bello e giusto. Tuttavia da ragazzo partecipai a diverse campagne per boicottare la Coca-Cola, la Nestlé e forse anche McDonald's, e mi pare che stiano ancora tutte lì belle in salute quelle aziende, anzi nel frattempo si sono mangiate anche l'altra metà di mondo dove al tempo non esistevano. Insomma non sono sicuro che funzioni, o comunque che basti. E a volte penso che forse boicottare Amazon fa stare meglio solo chi lo fa, è un lavarsi la coscienza non così diverso dalla mia mancia al fattorino domenicale.

E se davvero volessimo boicottare acquisto per acquisto tutta la colossale macchina del neoliberismo probabilmente non dovremmo occuparci d'altro dal mattino alla sera, e che ne sai di come è stato prodotto e trasportato il caffè che ti prendi al bar.

E poi c'è anche il famoso dilemma del ricsciò, lo conoscete no?

Siete in India (o altro paese orientale a piacimento) e c'è un vecchietto di quelli che spingono il ricsciò solo con la forza delle braccia, nemmeno a pedali. È molto anziano, magro e male in arnese. Ma vi implora di salire a bordo del suo carretto, per un dollaro vi porta in albergo, per favore signore per favore. Cosa fate, lo prendete vergognandovi del vostro peso trasportato a mano o lo rifiutate perché non volete farlo spingere? O pensate che basti dargli il dollaro senza prendere il ricsciò per aver risolto la questione?

Ecco, siamo un po' lì dentro, tutti quanti, tutti davanti al dilemma del ricsciò di Amazon - e delle sue consorelle che fanno lo stesso.

Ripeto, non ho una ricetta e nemmeno un'idea, se non quelle vaghe e inutili del tipo "diffondere la coscienza di quanto abbiamo davanti", "promuovere una rivoluzione umana in cui il nostro essere consumatori non distrugga bulimicamente il nostro essere produttori", o magari sperare in una società dove la regola è che se proprio ho bisogno di una banana alle otto del mattino della domenica la devo pagare dieci euro, ogni singola banana, e che cazzo, e quei dieci euro a banana vadano a chi era sveglio all'alba nel week end in un magazzino di Roma, e che venga protetto con un solido contratto da aristocrazia operaia tedesca.

Insomma cazzate, sogni, utopie, rabbie, impotenze.

Voi avete idee migliori?

Alessandro Gilioli

Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/01/21/amazon-lalba-di-domenica-e-il-ricscio/

21.01.2020

Commenti (37)

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Mostra commenti 25 caricati
    1. gnorans 15 febbraio 2020

      E' vero, come consumatori le cose ci vanno meglio, come lavoratori ci vanno peggio.
      Ma detta così sembrerebbe che basta consumare di meno o alzare i prezzi perchè i lavoratori stiano meglio.
      Le merci sono migliori solo grazie al progresso tecnologico, progresso che viene sfruttato e monopolizzato dai soliti pochi, e che invece potrebbe migliorare tutti gli aspetti della vita, compresi quelli di lavoratore e consumatore.

    1. Mario Poillucci 15 febbraio 2020

      ''Amistad''!!

    1. Marco Tramontana 15 febbraio 2020

      Lo sfruttato esiste perché si fa sfruttare, non perché c'è qualcuno che lo obbliga.
      Necessità? Quando supera la dignità, non basta a subire oltre un certo livello.
      Sopravvivenza? Zombie non è proprio vivere.
      Basta con le seghe mentali, esiste fare o non fare, come disse quel vecchietto

    1. Bertozzi 15 febbraio 2020

      Un altro vecchio col culo al caldo che non si spiega come sia possibile che il lavoro non abbia più senso, e si chiede se esiste uno schiavo figlio della modernità che in due ore gli porta la spesa, risultato? Esiste eccome boomer, l'avete creato voi!
      Eh ma grazie, lui il culo l'ha messo al caldo prima del liberismo - come candidamente ammette - e tutti gli altri cazzi loro, però si lava la coscienza con la mancia al facchino, lascia cadere qualche briciola dal piatto quanta umanità, e gli altri tutti a lavorare per mettergli via le banane a tre euro l'ora, ma è colpa del liberismo brutto e cattivo mica di sti debosciati perdigiorno che in 50 o 60 anni di vita han fatto i villeggianti coi soldi dei padri e adesso campano con le pensioni pagate da figli e nipoti (quelli delle banane...).

      Loro il culo al caldo col retributivo e noi caldo nel culo col contributivo.

      E però parlano e parlano, si annoiano capito? Fanno gli esperimenti sociali con gli schiavi di Amazon perché alle 5 del mattino non sanno che fare.
      Non c'è limite alla vergogna.

      Apriamo gli occhi! È ora o no!?

      (Anche perché il passo successivo sarà vedere il vecchietto che alle 5 del mattino si vede recapitare la spesa con un drone con buona pace di Besos dei giovani e dei vecchi, e ancora avrà il coraggio di chiedersi come ci si è arrivati.)

    1. Vincenzo Siesto da Pomigliano 15 febbraio 2020

      A proposito: sembra che il "buffone" (meschina marionetta nonché novella maschera "carnascialesca" nelle mani dei poteri "forti" della becera finanza) alla guida degli americani USA (poveracci loro!), non voglia la tassa sul Web (o Web tax) che gli "europei" vorrebbero istituire… Cosa fa pensare tutto questo (domanda retorica per alimentare la discussione, ovviamente)?

    1. Roberto Giuffrè 15 febbraio 2020

      Quest'uomo mostra empatia, una psiche sana e altruista.

      La soluzione è nel rispolverare la decrescita felice, eliminare il capitalismo, ridare agli Stati il controllo sulle loro monete. Promuovere piena occupazione con il salario mionimo dignitoso, che comprenda l'essenziale.

      Il mercato si muoverà di conseguenza.

      E poi parliamoci chiaro, se l'infelicità non fosse creata ad arte la gente sarebbe felice, e persone felici è ovvio che non consumano, perché non hanno bisogno di nulla, sono già nella condizione che cercavano.

      “Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l’universo.
      Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare
      cose che non avrete mai. Cielo sempre blu, ragazze sempre belle, una
      felicità perfetta, ritoccata in Photoshop. Immagini leccate, musiche nel
      vento. Quando, a forza di risparmi, voi riuscirete a pagarvi l’auto dei
      vostri sogni, quella che ho lanciato nella mia ultima campagna, io
      l’avrò già fatta passare di moda. Sarò già tre tendenze più avanti,
      riuscendo così a farvi sentire sempre insoddisfatti. Il Glamour è il
      paese dove non si arriva mai. Io vi drogo di novità, e il vantaggio
      della novità è che non resta mai nuova. C’è sempre una novità più nuova
      che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel
      mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice
      non consuma.”

      FREDERIC BEIGBEDER

    2. Primadellesabbie 15 febbraio 2020

      L'ho letto, conclude il libro con alcune citazioni, una é questa:
      "On nous inflige des désirs qui nous affligent."

      Dove eri finito?

    1. Primadellesabbie 15 febbraio 2020

      La questione é posta bene, adesso si vede meglio perché i danneggiati, che sono gli sfruttatori di prima, oggi scalzati dal cambiamento di passo che c'é stato, si sbracciano ad indicare gli aspetti dello sfruttamento che nessuno conosce meglio di loro, anziché nasconderlo e giustificarlo come hanno sempre cercato di fare.

      Un'altra cosa: "...consumatore soddisfatto che ha diritto a tutto e lavoratore sfruttato..."

      é difficile da sostenere, le prime avvisaglie del cambiamento in atto si sono notate proprio osservando gli oggetti, i prodotti, che ad un certo momento hanno cambiato i requisiti, sono divenuti ostili, portano senza pudore i segni del potere acquisito sul consumatore, le auto che non si possono riparare in casa, oggi i portatili che non si possono spegnere e ti spiano, ma l'elenco é senza fine e comprende spesso il non poter più scegliere la qualità o essere indotti ad una utilizzazione diversa da quella desiderata e cercata.

      E non dimentichiamo il vero inizio di questa trasformazione, l'apparire dei "servizi", prima proposti e, via via, imposti anche con leggi apposite o concepite su misura ed infine dilagati.
      Questo fenomeno ha cambiato radicalmente la filosofia, sia nel mondo dei produttori e dei distributori che in quello dei consumatori e ha preparato il terreno al rimaneggiamento di cui Amazon é un esempio.

      Certo si può sempre scegliere di astenersi per quanto possibile, ma ci vuole cultura e personalità.

    1. a-zero 15 febbraio 2020

      In effetti anch'io mi chiedo, spesso e da tanto, quel che si chiede l'articolista. Come già accennato da altri commentatori, concordo col fatto che sarebbe bene consumare l'essenziale per vivere e l'essenziale strumentale per autocostruirsi la propria autonomia (individuale) e quella sociale in cui possa vivere ed espandersi l'autonomia individuale; ma questo attiene alla morale individuale e io non sono un moralista delle mutande e degli stomacialtrui, un prete, un capo morale, ecc ...

      Condordo con il concetto di corresponsabilità degli sfruttati. Soprattutto si tende a sottacere (grazie alla sinistra storica riformista credo) che lo sfruttato è corresponsabile del suo stesso sfruttamento, ma lo sfruttato rispetto allo sfruttatore ha sempre ragione (a-priori); questa fondamentale facoltà naturale dello sfruttato attiene, o meglio, è limitato dal codice civile e sopratutto dal codice penale e tenuto a bada dalle ideologie dei dominanti (falsa coscienza), per cui seuno sfruttato o degli sfruttati bloccano, sabotano o distruggono cosa e chi lio sfrutta allora si leva la cagnara moralista-legalista e partono criminalizzazioni denunce, confische, arrsti, ecc...

      Ma perchè lo sfruttato ha sempre ragione a-priori in questo mondo? Perchè esiste il RICATTO. Il ricatto occupazionale, il ricatto sussistenziale (che me magno sennò?), il ricatto del debito, il ricatto del guappo-mafioso, ecc... Di fronte al RICATTO lo sfruttato ha sempre ragione, al di là del codice penale che non contempla o non vuole o non potrà mai contemplare la posizione di debolezza dello sfruttato nel rapporto di forza con lo sfruttatore.

      Il ricatto esite grazie al monopolio osociale, che in realtà è ed è sempre stato un OLIGOPOLIO sociale che determina le gerarchie sociali secondo i rapporti di forza. I rapporti di forza sono mantneuti materialmente, a livello basico, da sgherri, guappi, militari agenti di sicurezza publbica (in cui la commistione bene/male è diabolica) e privata e, non ultimi i mercenari. Il tutto ti tiene ben insieme e si perpetua tramite il controllo ideologico della morale attraveso i meccanismi di mediazione informativa che qui in molti possono benissimo insegnare.

      In definittiva, mi scuso per il brodo lungo, non credo che il boicottaggio consumistico sia importante o incisivo. Importante è la lotta individuale, collettiva e sociale per mutare a proprio favore, se non addirittura ribaltare i rapporti di forza sociali.

    1. Holodoc 15 febbraio 2020

      Articolo esemplare, bravo Giglioli!

      Avevo già parlato nei commenti ad un articolo precedente dell'esistenza di un sottoproletariato invisibile quale motore del "miracolo digitale".

      Riguardo alla soluzione per risolvere il problema, al di là del caso specifico, questa non può prescindere dal fatto che è necessario prima di tutto ripristinare il primato della politica sull'economia.

    1. YohannesIV 15 febbraio 2020

      ..parte tutto da lontano e si è evoluto in maniera esponenziale...in modo forse minore...ma non hanno forse cambiato in peggio le cose anche i supermercati ?

    1. Il Topo 15 febbraio 2020

      Se siamo compratori/consumatori, al fine di mantenere il potere dei produttori/venditori, non resta che sperare che loro, i padroni, si inventino sempre qualcosa per tenerci buoni, sazi, relativamente sereni. Oggi è la democrazia elettiva, domani la rete, poi qualche droga magari.
      Ma il sistema è basato sul consumo, e il consumo sul lavoro salariato, precario o meno che sia.
      Finquando un giorno tutto imploderà sotto il peso matematico dell'impossibilità pratica di accontentare tutti.
      Vince chi vive la sua vita in mezzo a due picchi socioeconomici.

    1. Annibal61 15 febbraio 2020

      Boicottare Amazon dici? Anche. Io comunque direi su Amazon che non dovrebbe nemmeno esistere già oggi se fossero applicate le normali leggi antitrust, nemmeno se fossero applicate le altre leggi sulla concorrenza sleale...Per cui quello che si deve assolutamente fare è impedire che Amazon possa finanziare la politica in qualsiasi modo. Il resto sarà un automatismo. Ma fino a quando tutti i politici sono dei "delinquenti meritevoli di sevizie..." E' il cerchietto magico del potere!

    1. Il Topo 15 febbraio 2020

      La Cina ha triplicato e oltre la offerta di beni e prodotti di consumo sul mercato mondiale. Bisogna venderli!
      Punto. E non è che si possono aprire un miliardo di negozietti in tutto il pianeta.
      Oh, ma non mi pare difficile.
      Se non ci si inventava qualcosa a livello distribuzione qualcuno ha una vaga idea di cosa sarebbe successo?
      Altro che Gengiz Khan.
      Questi manco con le atomiche li fermavi. Anzi, facile che gli facevi pure un favore a tirargliele.
      Questi la roba che fanno la devono vendere, a noi. Che poi ci ridanno i soldi comprando il nostro debito, se no falliscono pure loro. E qualcuno specula sugli interessi di sto giro di merxa.
      Ma è una catena di Sant'Antonio ma non avete capito?

    1. chimbi dfe 15 febbraio 2020

      Mi ricorda qualcuno che mentre bastona il prossimo piange, stride e si straccia le vesti. Perfetta sintesi della nauseabonda ipocrisia occidentale. Che schifo! :D

    2. Bertozzi 15 febbraio 2020

      Amen.

    1. Pandroid 15 febbraio 2020

      Poco importa se mc donalds e coca cola sono sempre li.

      Boicottare un'azienda, un prodotto, un comportamento sociale, uno show, determinata musica etc non serve solo al soggetto che boicotta, ma ha l'importantissima funzione di creare il fattore "pecora nera" all'interno del gruppo sociale/familiare in cui il soggetto vive.
      Se io non fossi il cagaca..i che sono nessuno tra i miei amici, la mia ragazza, la mia famiglia si sarebbe mai posto il minimo problema sociale. Ho risolto qualcosa? Tendenzialmente no, il risultato più evidente è che tutti mi considerano, giustamente, un cagacaz..i.
      Però alcune di queste persone oggi sono più sensibili, altre si vergognano di più a comportarsi in determinati modi.

      Ho lanciato un piccolissimo seme, che sicuramente niente cambierà senza l'aiuto di altri come me.

      Ma meglio questo che accettare tutta questa m'erda come normalità.
      A proposito, andate a vedervi l'ultimo di Ken Loach invece che Tolo Tolo e le altre cagat.e che ci propinano

    1. giuseppe sartori 15 febbraio 2020

      la soluzione a tutti i problemi è solo una: bisogna imparare a convivere costruttivamente cogli altri. il potere è in mano a delle cupole che, se sgarri, sono cazzi tuoi. per questa loro peculiarità comandano dappertutto. il popolaccio invece è sempre diviso e litigioso: milanisti/interisti; rossi/neri; cattolici/protestanti; e potete andare avanti all'infinito.
      per bloccare l'imperialismo che guevara aveva inventato lo slogan 10, 100, 1000 vietnam.
      per cambiare l'educazione, il modo di produzione, l'economia, il commercio, la sicurezza sociale ci vogliono 1000, 10000, 1000000 comuni o comunità.

    1. CARLA 15 febbraio 2020

      Prima di tutto per risolvere la questione si dovrebbe vivere in un paese dove le poche e basilari leggi in vigore sono rispettate.
      Non dove abbiamo le medesime leggi di paesi evoluti (vedi Norvegia per la tutela della maternità) e tutti se ne infischiano da ben prima che la legge entrasse in vigore.
      Sono una ex 68ina e già ai miei tempi alle donne facevano firmare la lettera di licenziamento prima dell'assunzione nel caso fossero rimaste incinta. Alle meno giovani invece chiedevano direttamente se avevano ancora intenzione di figliare in barba a qualsiasi legge sulla privacy.
      Quindi pensate voi a che livello siamo oggi dopo mortimer e frignero sardine e gretini.
      Lasciamo perdere tempo sprecato già da molti prima di me.
      Almeno in Francia sembra abbiano ancora qualche sindacato degno del nome

    1. ignorans 15 febbraio 2020

      Se uno vuol fare un consumo "sociale", è cioè attento ai risvolti sociali del suo consumare, penso che la prima cosa sia cercare di consumare l'essenziale. O poco più.

    2. Vincenzo Siesto da Pomigliano 15 febbraio 2020

      Consumare l'essenziale? Magari! E come una volta! Ma nella società liberale (e consumista) niente è più necessario del superfluo!!!
      Un "superfluo" che per le masse è diventato indispensabile droga! E' "oro colato" per la criminale oligarchia finanziaria… Ed è soprattutto "inesorabile veleno" per la Vita sul Pianeta!!!!

    3. ignorans 15 febbraio 2020

      Infatti quello che manca è una guida spirituale, cioè qualcuno che faccia notare che il vero guadagno sta nel contegno.

    1. Predator 15 febbraio 2020

      La soluzione al problema esiste.
      E' talmente vera che è sempre stata lì, sotto il naso di tutti.
      Il sistema globale sotto cui viviamo l'ha scovata prima di noi e l'ha resa sua, indisponibile a nessun'altro.
      Ebbene la soluzione è educare, plasmare l'individuo (io dico deformare, tarare) al proprio sistema.
      Chi controlla il sistema educativo della popolazione vince sempre.
      Per cambiare un sistema di comportamenti devi educare le nuove generazioni, ed è esattamente quello che è stato fatto.
      Sigmund Freud aveva un nipote, Edward Louis Bernays i cui studi sono stati enormemente apprezzati in america all'epoca e attentamente apprezzati da Paul Joseph Goebbels.
      Oltre che manipolare le masse, si è pensato bene anche di formarle opportunamente.
      Ecco perchè il sistema scolastico, ultimo baluardo contro il fascismo attuale, viene demolito sistematicamente.
      La soluzione è educare le nuove generazioni.

    1. CARLA 15 febbraio 2020

      Al momento mi chiedo solo :e quando dovesse esserci solo Amazon che prezzi farebbe.
      Già questo mi terrorizza, magari ti porta banane strafatte al prezzo più alto possibile e te ne accorgi quando il fattorino poverino è già andato.

    2. Il Topo 15 febbraio 2020

      Questa sta a penza' a e banane...

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