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ALLE PROSSIME ELEZIONI, VOGLIAMO PARLARE DI SOVRANITA’ MONETARIA ?

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Le elezioni politiche sono ormai alle porte, probabilmente ci saranno prima della loro scadenza naturale del 2018, e quindi probabilmente da oggi si comincerà a parlare di programmi elettorali e di proposte per uscire dalla crisi economica.

Allora voglio chiarire a tutte le forze politiche un concetto chiaro e semplice: inutile che ci parliate di proposte come gli 80 euro o l’eliminazione dell’IMU sulla 1° casa, che sono come l’acqua calda per un tumore, noi vogliamo conoscere la vostra posizione sulla sovranità monetaria e sulla possibilità che lo Stato la usi per risolvere i problemi ed uscire dalla crisi economica.

Oggi il denaro si crea, ma solo per le banche ed i mercati finanziari

Mario Draghi ha dovuto finalmente ammettere che “non possono finire i soldi“, perché “abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre esigenze“, dimenticandosi di ammettere che le “loro esigenze” sono solo le banche ed i mercati finanziari, mai che si sia impegnato per venire incontro alle esigenze di noi cittadini e dell’economia reale, neanche nel caso di eventi tragici come un terremoto o un’alluvione.

Quindi smettiamola con il solito mantra che ci ripetono sempre i Governi: “Vorremmo risolvere i problemi e venire incontro alle esigenze dei cittadini, ma purtroppo non ci sono i soldi e dobbiamo ripagare un debito enorme, per cui è necessario continuare a fare i sacrifici altrimenti sono guai peggiori.”

La moneta si crea e lo fanno di continuo ed in grandi quantità, serve solo la volontà politica di utilizzarla per il bene di tutti e non solo di pochi privilegiati. Questo è quello che vi chiediamo.

La scarsità di denaro è voluta per aumentare il debito

L’Italia è una nazione che ha risorse umane, ambientali e culturali in abbondanza, come nessun altro paese al mondo, ma stiamo assistendo impotenti alla loro distruzione per mancanza di soldi, che è l’unica risorsa di cui potremmo disporre in abbondanza, visto che non si trova in natura ed è creata dal nulla dall’uomo attraverso lo Stato, come strumento per realizzare gli scambi di beni e servizi.

Per mancanza di soldi stiamo sprecando le nostre risorse più importanti, il nostro immenso patrimonio ambientale ed artistico che si deteriora, ma soprattutto le grandi competenze e capacità dei cittadini, che non possono essere utilizzate a causa dell’aumento delle persone disoccupate o costrette a riciclarsi in lavori sempre più umili e sottopagati.

I politici e gli economisti corrotti e vassalli del sistema, ci hanno fatto credere che il denaro è un problema se è creato dallo Stato, che oggi crea solo le monete metalliche, mentre è sicuramente meglio se viene creato quasi interamente dal sistema bancario, cioè la BCE, la Banca d’Italia e tutte le banche private, attraverso i prestiti che siamo costretti a chiedere per la scarsità della moneta di stato, rendendo ineluttabile e matematico il nostro indebitamento continuo, sia pubblico che privato.

Ma mentre lo Stato almeno deve rendere conto ai cittadini delle proprie scelte, il problema è che in realtà la BCE ed il sistema bancario rendono conto solo ai propri azionisti ed hanno come unici obiettivi la massimizzazione del loro profitto ed il mantenimento di questo enorme potere e privilegio che gli abbiamo concesso.

La sovranità monetaria è dello Stato

Non serve scomodare la Banca d’Italia per comprendere che “lo Stato è il titolare ultimo della sovranità monetariawww.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/index.html.

Se è lo Stato, per conto dei cittadini, che determina il valore del denaro attraverso l’imposizione del corso legale, è chiaro che solo lui può decidere quali strumenti monetari dichiarare “legali”, attraverso la loro accettazione per il pagamento delle tasse all’interno del proprio territorio.

E fino a quando la fiscalità sarà di sua esclusiva competenza, com’è attualmente previsto dai Trattati, lo Stato potrà sempre “inventare” un qualsiasi strumento che può dichiarare di accettare per il pagamento delle tasse sul proprio territorio.

Per quanto riguarda gli strumenti che hanno invece validità all’interno di tutta l’Unione Europea, come le banconote e le monete metalliche fino a 2 euro, questi sono di competenza esclusiva dell’Eurosistema, costituito dalla BCE e dalle Banche Centrali Nazionali.

Le soluzioni per creare denaro da parte dello Stato possono essere tante e diverse, a seconda delle necessità : noi proponiamo da tempo ad esempio monete metalliche superiori a 2 euro, biglietti di stato, moneta elettronica e titoli di stato a valenza fiscale, l’importante a che siano strumenti non previsti dai Trattati e dichiarati dallo Stato validi per il pagamento delle tasse solo all’interno del nostro territorio.

Questo uno stralcio del mio intervento alla Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, durante l’incontro organizzato dal M5S il 4 novembre 2017 su “Banche e creazione di moneta” : https://www.youtube.com/watch?v=0vPIKzYxYDk.

Ma più recentemente, precisamente il 31 gennaio 2017, anche Claudio Borghi Aquilini a Milano, nell’incontro “Oltre l’euro“, ha proposto “Bot a valenza fiscale“, in formato cartaceo e di piccolo taglio, dichiarandoli dei veri e propri “biglietti di stato“.

Gli schieramenti alle prossime elezioni politiche

Alle prossime elezioni politiche, noi cittadini dovremo essere attenti alla corretta valutazione degli schieramenti e delle proposte, che saranno sostanzialmente caratterizzati da due diverse visioni della società e dell’economia :

  • quelli schierati dalla parte del sistema finanziario e bancario, che vogliono proseguire con le politiche di austerity che stiamo ancora subendo (semplificando quelli che hanno votato la Clinton, il NO alla Brexit ed il SI alla Riforma Costituzionale);
  • quelli schierati dalla parte dei cittadini, che vogliono politiche di espansione creando denaro per aumentare il benessere di tutti e non solo di pochi privilegiati (semplificando quelli che hanno votato Trump, il SI alla Brexit ed il NO alla Riforma Costituzionale).

In pratica le forze politiche dovranno dichiarare in maniera esplicita se sono per la ridistribuzione della ricchezza prodotta a favore del 99% di popolazione sempre più povera, o se vogliono seguitare a fare gli interessi di quell’1% di popolazione che si arricchisce sempre di più a scapito di tutti gli altri.

Certamente gli argomenti classici come il lavoro, l’immigrazione, la corruzione, l’evasione fiscale, la sanità, la scuola, saranno importanti e dovranno essere discussi, ma se per la loro risoluzione seguiteranno a proporci la solita ricetta dell’indebitamento e dell’austerity, dobbiamo rispondere in coro … no grazie, abbiamo già dato !

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito

Alle prossime elezioni politiche, dobbiamo pretendere da tutte le forze politiche, che dichiarino in modo chiaro ed esplicito, al 1° punto del proprio programma, se vogliono che il sistema monetario seguiti ad essere controllato e gestito dalle banche e dai mercati finanziari, o se si impegnano a fare in modo che sia lo Stato a farlo per conto e nell’interesse di tutti i cittadini, visto che è il solo titolare della sovranità monetaria e fiscale sul proprio territorio.

Posta in questi termini la questione, la discussione sull’eventuale uscita dall’euro diventa secondaria,  perché in realtà saranno la Commissione Europea e la BCE a dover valutare se l’Italia soddisfa ancora le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro o se non sia necessario applicare ad essa la denominazione di “Stato membro con deroga”, come previsto agli artt.139 e 140 del TFUE per la Danimarca ed il Regno Unito.

L’Italia nel frattempo comincia ad emettere euro italiani a valenza fiscale nazionale, in modo da  favorire la crescita economica e la piena occupazione, che in realtà sono gli obiettivi economici e sociali previsti dal Trattato dell’Unione Europea che abbiamo firmato e che non vengono rispettati :

Art.3 – comma 3 – L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi (ndr cioè inflazione 2%), su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.”

E’ chiaro che l’utilizzo da parte dello Stato Italiano della propria sovranità, anche se fosse di natura esclusivamente fiscale e non monetaria, potrebbe far nascere conflitti con il sistema finanziario e bancario attuale e con la Germania che ne è capofila, i quali non accettano la limitazione del proprio potere, minacciando ritorsioni o addirittura di farci uscire.

Ma in questo caso, uno Stato che ha già cominciato ad usare la propria sovranità monetaria, avrebbe sicuramente maggiori armi per eventualmente contrastare questi attacchi e limitare i danni economici e finanziari che ne deriverebbero, evitando il ricatto e l’obbligo di mantenere ed incrementare le disastrose politiche di austerity ordinate dalla Troika.

Dobbiamo però essere noi cittadini a pretendere che le forze politiche dichiarino, senza tentennamenti, se sono disposte a mettere finalmente al 1° punto del proprio programma, l’utilizzo della sovranità monetaria a favore dei cittadini.

Questa sarà la vera posta in gioco nei prossimi mesi.

 

Fabio Conditi     

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.it

5.02.2017

Pubblicato da Truman

  • Tizio.8020

    Potrei sottoscrivere “quasi” tutto.

    Ma un paio di domande vorrei fargliele: ma veramente credi che queste cose i vari Monti, Draghi, etc. NON le sappiano??

    Secondo me, lo sanno benissimo, meglio e da prima di noi.
    Quindi, la seconda domanda è: se nessuna forza politica volesse farla, questa dichiarazione?
    Come pensi di costringerli?

    • Fabio Conditi

      Monti, Draghi & Co. queste cose le sanno benissimo, solo che seguitano a raccontarci lo stesso mantra da anni, come se noi “bambini” non sappiamo che il denaro si crea. A questo punto hanno dimostrato ampiamente di non rispettare tutti gli obiettivi previsti dai Trattati, a cominciare dalla stabilità dei prezzi con inflazione 2%, la crescita economica equilibrata e la piena occupazione. E se loro non rispettano i patti, compresa la Germania con il suo surplus commerciale, perchè dobbiamo farlo noi ?
      Come penso di costringerli, con la consapevolezza dei cittadini.
      Un popolo che sa, non lo freghi facilmente.

  • ant85

    PD – FI – NCD pro Euro
    M5S – Lega Nord – FDI a favore dell’uscita.
    La prima coalizione (pro euro) è quella che continuerà a governare indisturbata se i partiti NO EURO continueranno a correre da soli.

    • Fabio Conditi

      L’euro non è il problema fondamentale, ma la sovranità monetaria dello Stato.
      Il denaro lo deve creare lo Stato e spendere per il bene di tutti i cittadini.
      Negli Stati Uniti c’è il dollaro, nel Regno Unito c’è la sterlina, ma la gente ha votato comunque contro il sistema bancario e finanziario, ti sei chiesto perchè ?
      Anche in quelle elezioni tutti dicevano che avrebbe vinto il voto pro-sistema.

      • ant85

        “L’euro non è il problema fondamentale, ma la sovranità monetaria dello Stato.”

        Ciò significa che l’euro è il problema fondamentale, poi possiamo scrivere un’enciclopedia che riporti tutti i problemi strutturali dell’Italia (criminalità organizzata, burocrazia, regioni, spese etc) ben presenti ancor prima dell’arrivo della moneta unica ma che comunque non avevano impedito al nostro paese di diventare una delle più grandi economie del pianeta. Vivo in uk e chi ha votato leave, immigrazione a parte, era (è) più che convinto che l’obsoleta UE sia un giocattolo nelle mani di Angela Merkel, credono e pensano (a ragione) che trattare con i singoli stati sia la soluzione migliore per tutti.

        • Fabio Conditi

          Se vivi in UK conoscerai certamente Positive Money, con i quali condividiamo la visione del problema. La causa di tutto non è l’euro o la sterlina, ma il fatto che il 97% del denaro viene creato dalle banche quando fanno prestiti. Lo Stato non crea quasi più denaro, ma anche le Banche Centrali ne creano solo in minima parte. Visita il nostro sito http://monetapositiva.blogspot.it/. Grazie comuque per il contributo alla discussione.

      • Tizio.8020

        Il non poter svalutare per noi sarà sempre un problema, euro o no.
        Dal 1981 in poi l’interesse pagato sui Titoli di Stato è aumentato enormemente, e l’euro non c’era.
        Credo che il problema sia a monte.
        Eliminiamo radicalmente la vecchia classe politica (e utti i manutengoli!), e forse cambierà qualcosa.
        Altrimenti si tratterà solo di ri-affidare la “Stampante Magica” ai soliti noti..

        • Fabio Conditi

          Per avere prodotti competitivi ci sono tre sistemi : svalutazione della moneta, riduzione dei salari o riduzione delle tasse. Se lo Stato stampa i soldi potrebbe ridurre le tasse, evitando la riduzione dei salari e riducendo la necessità di svalutare.
          Ma sono convinto anche io che comunque dovremo uscire dall’euro, però, preferisco farlo avendo già la “stampante magica” in funzione ed in mano ad una nuova classe politica controllata dai cittadini.
          Sarei molto più tranquillo !

          • se lo Stato che siamo noi crea moneta che ci appartiene, e che in parte ci distribuisce in reddito di cittadinanza in altra parte immette con le opere pubbliche e altra parte immette con il credito per i fabbisogni dei singoli, non c’è bisogno di tasse se non in settori e casi sporadici perdrenare l’eventuale eccesso di liquidità

          • Fabio Conditi

            Se semplifichiamo i numeri, la quantità di moneta attualmente in circolazione è di circa 2.000 mld €, mentre lo Stato ha un fabbisogno annuo di circa 1.000 mld €.
            Ora, pensare che questo fabbisogno si possa soddisfare tutto ed esclusivamente con nuovo denaro creato, significa che la quantità di moneta in circolazione aumenterebbe ogni anno di 1.000 mld €, cioè in 10 anni diventerebbero 10.000 mld €, troppi per un economia con un PIL di circa 1.600 mld €.
            Le tasse svolgono due funzioni fondamentali, il pagamento dei servizi gratuiti e accessibili, ma soprattutto la necessità di ridistribuire i redditi.
            E’ chiaro che nella situazione attuale bisogna inizialmente creare nuovo denaro denaro (circa 200 mld di euro all’anno) per uscire dalla crisi e far ripartire l’economia, magari riducendo le tasse.
            Perchè è necessario tenere sotto controllo la quantità totale di moneta in circolazione, riducendo la creazione di nuova moneta fino ad un valore sufficiente a sostenere la crescita, senza per questo provocare un eccessivo aumento dei prezzi.

          • Tizio.8020

            Eh no: quella è la ricetta per avere “prezzi” competitivi, non “prodotti”.
            Se non investi in teconologia & ricerca, puoi svalutare e financo regalare i tuoi prodotti, ma sarai sempre svantaggiato.
            Le nostre industrie erano all’avanguardia in molti settori, ma adesso , prezzo a parte, non reggono più il ritmo.
            E se continuerà la “fuga di cervelli” sarà sempre peggio.
            Ho nipoti che i stanno laurendo, e le uniche offerte “serie” di impiego vengono dall’estero, in primis Irlanda ed UK.
            Noi stiamo esportando laureati ed importando manovalanza non specializzata.
            Sai che vantaggio…
            Partiamo spazzando via i responsabili, poi riappropriamoci della “Sovranità” (assoluta, NON solo monetaria).

          • Fabio Conditi

            Hai ragione Tizio.8020, ma se non riduci le tasse come fanno le aziende ad investire in tecnologia&ricerca, con il livello di tassazione che abbiamo oggi ?

          • Tizio.8020

            La tassazione non è alta in sè, è il carico burocratico ad essere elevatissimo.
            Per fare investire le Aziende, il sistema già esiste: si chiama “detassazione degli utili reinvestiti”.
            Il problema è che la maggior parte delle Aziende non sono più di proprietà nostra, e servono solo a drenare brevetti e tecnologie.
            Una volta asciutte, vengono lasciate fallire.

          • stefanodifrancesco

            Che il livello di tassazione sia eccessivo , mi pare evidente. Su un PIL accertato ( quindi escludendo la componente stimata legata alle attività illegali paria a circa il 13%) di 1.400 miliardi , lo Stato ha entrate (REALI, NON STIMATE) per 786 miliardi ( 56% del PIL !)

          • Tizio.8020

            No, Stefano.
            Quello da te indicato è il livello totale di tassazione.
            Ma include imposte dirette ed indirette.
            Questo l’inganno!
            Una volta la Tassa sul reddito era modulata in scaglioni dal 10% al 72% , adesso si va da un minimo del 23% ad un massimo del 43%!!!!
            Diciamo che è sbagliato il metodo di distribuzione della tassazione, considerando anche che una cosa come le accise varie e l’IVA colpisce soprattutto i redditi bassi.
            Non dimentichiamo mai che le Aziende, l’IVA la recuperano!!!
            La paga solo ed esclusivamente il cliente/utilizzatore finale.
            Idem con le accise, mi sembra assurdo pagare una addizionale sulla bwenzina per la “guerra di abissinia”, che è finita nel 1936!
            Spiegami per quale motivo il GPL da riscaldamento debba costare oltre 1 € al litro, quando lo stesso identico GPL per uso autotrazione viene venduto a 0,60 € ???
            Io sono costretto ad utilizzare il GPL per riscaldarmi (la zona non è servita da metano), mentre non è obbligatorio avere auto a GPL.
            Allo stesso tempo, chi ha partecipazioni azionarie paga pochissimo, sulle trasazioni finanziarie addirittura nulla.

          • stefanodifrancesco

            Ho capito il tuo discorso; è corretto. Purtroppo hai ragione; le distorsioni sul pagamento delle imposte sono oggi “demoniache” e gravano in realtà sugli “ultimi”.

        • Toussaint

          Dal 1981 gli interessi sui titoli pubblici aumentarono esponenzialmente perché fu scisso il legame fra Tesoro e Banca d’Italia. A dare l’ordine le oligarchie economiche anglosassoni, ad obbedire Ciampi e Andreatta (spero che nell’aldilà qualcuno abbia chiesto loro il conto), con Monti che “spingeva” a più non posso. Non ci furono sostanzialmente altre cause per il drammatico aumento degli interessi. La classe politica, quindi, c’entra nella misura in cui non si oppose (o non poté farlo) a quella decisione.

          Mi resta la curiosità di sapere quale sarebbe stato il pensiero di Andreatta (papà politico di Prodi), visti i risultati (in quegli anni una malattia lo ridusse, e per molti anni, in stato vegetativo). Il White Eagle Ciampi, per quanto lo riguardava, mai si scusò per gli errori sconvolgenti che fece sia da Governatore (tranne che per quando causò la perdita in due giorni di ca. 60.000 miliardi di lire, nell’inutile difesa della permanenza della lira nello SME. In quel caso offrì le dimissioni) che da politico. Anzi, è stato forse il vero padre dell’euro (compreso il cambio lira/euro), anche più dello stesso Prodi. Del resto era laureato in lettere antiche, mica in economia! Prodi, invece, si sarà probabilmente laureato nella stessa Università di Giannino.

          • Tizio.8020

            ..o in quella del “Trota” !!!

            Troppo facile dire che “la classe politica non c’entra”.
            Non ci voleva un genio per capire che mettere i Titoli sul mercato anzichè farli acquistare alla Banca D’Italia, avrebbe fatto aumentare gli interessi.
            Visto che non potevano non saperlo, sono tutti colpevoli.
            E mi devono ancora spiegare per quale motivo non hanno ripreso a fare come prima del 1981.
            Nessuno glielo vietava.

          • Toussaint

            I liberisti dicevano che la separazione fra Tesoro e Banca Centrale averebbe costretto i politici a tagliare il deficit di bilancio dello stato. Il fatto è che il deficit è vero che non fu tagliato, ma decisamente nemmeno aumentato (i politici di quegli anni, quindi, non furono così dissipatori, come pure si è cercato di far credere). Aumentarono solo gli interessi da pagare sui titoli di stato. Per dirla in termini “aulici”, ricorda la storia del marito che per punire la moglie si tagliò i …..? Ecco, più o meno andò così. A comprensione (non giustificazione) dei politici, bisogna ricordare che erano ben consci che a ribellarsi si faceva una brutta fine. Caso Moro docet.

          • Tizio.8020

            Hanno ottenuto anche di spostare gli investimenti dei grandi industriali!
            Per quale motivo reinvestire gli utili nel miglioramento aziendale (dove il massimo aumento di guadagno poteva essere del 6/7%), quando un banale Titolo di Stato rendeva molto di più senza sforzi?
            E almeno l’aumento di debito pubblico fosse andato nelle tasche degli Italiani “comuni”, con servizi e redditi.
            Fino a metà anni ’80 un banale operaio permettersi di acquistare casa e mettere denaro da parte, quando adesso è già difficile non dico risparmiare, ma solo vivere!
            Guarda quanto è cresciuto il dislivello fra paghe (stipendi/salari/etc.) e costo degli immobili.

          • Tizio.8020

            Altra cosa: il clientelismo di quegli anni lo stiamo ancora pagando sotto forma di stipendi pagati a parassiti, Enti inutili, pensioni d’oro ed anticipate etc.etc.

          • Pedro colobi

            Ciampi era il prediletto pupillo del professor Sabato Toaff rabbino di Livorno.

          • Toussaint

            … che lo fece entrare, da laureato in lettere, in Banca d’Italia. E poi (Magaldi docet), dopo essere entrato nella superloggia White Eagle, fu nominato, fra lo stupore della finanza internazionale (veniva considerato al più un esperto di ristrutturazioni bancarie, ma palesemente digiuno di valuta e mercati), Governatore della Banca d’Italia. Ma doveva eseguire gli ordini, non pensare. La storia non lo tratterà bene.

          • Tizio.8020

            Siamo sicuri che i loro furono “errori” e non invece mera esecuzione di ordini?
            Perchè a giudicare i risultati, ma visti dall’ottica dei “padroni” (cioè le oligarchie finanziarie), hanno fatto un lavoro meraviglioso!
            Hanno distrutto il substrato industriale e colpito il Paese in maniera da renderlo schiavo per decenni.

          • cdcuser

            hai detto bene,
            …la perdita in due giorni di ca. 60.000 miliardi di lire, nell’inutile difesa della permanenza della lira nello SME….. (per comodità ho ripreso la tua citazione Toussaint)
            no fu un “errore”, fu una vera e propria truffa organizzata (aggiungendoci anche la finanziaria da 90k miliardi di lire di quell’altro criminale di “topo-gigio” con annesso aumento di miseria ulteriore per i soliti che “pagano” tutto e perpetuazione nel disfacimento del tessuto industriale del Paese etc…etc…) ….. ah, e i “tedeschi”, 10k di quei 60k miliardi di lire, li “passarono” ai croati!!!

  • Se dobbiamo essere lo “Stato membro con deroga” ci devono restituire 300 miliardi di euro che abbiamo perso dall’entrata nell’Euro.

    • Fabio Conditi

      Se lo Stato usa la propria sovranità monetaria, i soldi se li stampa.
      La condizione di “stato membro con deroga” permette la doppia valuta, ma non stampata dalla Banca d’Italia e fornita alle banche per poi seguitare ad indebitare i cittadini e le aziende, ma emessa direttamente dallo Stato all’attivo del proprio bilancio.

      • Pedro colobi

        Kennedy ha provato a stampare dollari e si è visto come è finata. Gheddafi stampava la sua moneta è si è visto come è finito.Qualcuno dice che anche Moro è stato ammazzato per la stampa delle cinquecento lire e allora credete che questo lo possa fare facilmente l’Italia?

        • Fabio Conditi

          Crediamo che se il cambiamento è richiesto da milioni di persone, cosa possono fare, ucciderle tutte ?

          • Pedro colobi

            Il problema è che la maggioranza dei cittadini ignora completamente come funziona il sistema monetario e nemmeno lo capisce con facilità se qualcuno glie lo spiega.

          • Ormai abbiamo studiato diversi sistemi di comunicazione anche interattiva, che ci permettono di far capire a tutti e con facilità, come funziona il sistema monetaria.
            Il problema riuscire ad arrivare in televisione per raggiungere un numero maggiore di cittadini, ma non è facile …

  • Francesco Corgnoli

    come diceva Ennio Flaiano questi non sono incapaci bensi’ capaci di tutto, va come è gia’ ampiamente stabilito da euro-progetto

    • Fabio Conditi

      Anche con la Brexit, con Trump e con la nostra Deforma sembrava tutto stabilito …

  • gix

    Totalmente d’accordo su pressoché tutto, sto aspettando le elezioni per ricordarmene, sempre che ce le facciano fare. Solo una domanda provocatoria, per cosi dire, all’esperto. E’ certamente vero che i soldi si stampano e quindi non sono merce rara, se a gestirli è lo Stato e non privati, che ne possono limitare la quantità. Ma allora come mai per esempio che in tutta l’africa ci sono i paesi più poveri della terra, che pure oltre ad essere liberi da unioni territoriali canagliesche come l’europa attuale, hanno in molti casi anche immense risorse naturali, ricchezze come metalli pregiati ed altro? E’ solo per ignoranza o per sottomissione ancora di tipo coloniale, che molti governi africani non sfruttano la loro sovranità monetaria per dare inizio a politiche economiche di vero sviluppo per il continente africano? Questo vale per tutti gli Stati poveri della terra, naturalmente.

    • Fabio Conditi

      Il problema è che i soldi non sono una ricchezza, ma solo uno strumento per aumentare la ricchezza attraverso la produzione di beni e servizi. Nelle nazioni povere manca la capacità di creare beni e servizi, magari hanno materie prime pregiate, ma non sono in grado di usarle e quindi dipendono dai grandi gruppi finanziari e dalle multinazionali. Inoltre i paesi occidentali hanno fatto di tutto per “convincerli” a non usare la propria sovranità monetaria, arrivando spesso alle guerre per impiantare le Banche Centrali con il loro sistema del debito.

      • Pedro colobi

        Ecco si, questa è la causa della povertà di queste popolazioni.

    • stefanodifrancesco

      Il Debito dei Pasi del terzo mondo è un grande raggiro, utilizzato dai paesi occidentali per continuare ad esercitare una qualche forma di dominio sulle loro ex- colonie. I creditori, prestando dollari, sterline, euro ben sapevano che ciò avrebbe presto generato un problema di sostenibilità di debito estero dei debitori e sulla base di questo, hanno sottratto ricchezze reali a queste economie ancora deboli ed embrionali. Ignoranza o connivenza della classe politica locale? …certo, se la popolazione fosse a conoscenza dell’inganno sulla moneta, le cose cambierebbero anche in un contesto come quello dei paesi in via di sviluppo.

  • stefanodifrancesco

    Esercitare la Sovranità Monetaria è ciò che permetterà all’economia di crescere stabilmente e creare benessere. Sostituire alla moneta bancaria, la moneta di Stato significa eliminare il debito ed il costo del suo servizio. Oggi siamo vittime di un raggiro; ci han fatto credere che il denaro sia scarso e che il lavoro sia a buon mercato, così da poter giustificare l’interesse sul primo e la riduzione dei salari dell’altro. In tutto ciò l’euro c’entra poco. Dobbiamo schierarci per chi vuole liberare i cittadini dal peso del debito, da una globalizzazione senza regole, dalla crescita delle disuguaglianza ,dal liberismo senza regole, dalla tirannia del sistema bancario; non è più tempo di dividerci su destra e sinistra.

  • Ronte

    Tutti accettano la Repubblica dei capitalisti (inclusi i comici), ognuno con la propria parte in commedia. Il capitalismo è fallito, in Italia, in Europa e in tutto il mondo. Ed è fallita ogni pretesa a ‘riformarlo’. Il suo unico scopo è scaricare il proprio fallimento sui lavoratori e la popolazione povera. Industriali e banchieri impongono la distruzione delle pensioni, della sanità, della scuola al solo scopo di incassare il pagamento degli interessi sui Titoli di Stato dove hanno investito. Gli uni e gli altri finanziano tutti quelli che portano avanti il loro programma di saccheggio. E nel nome della privatizzazione. Perciò parlare di sovranità monetaria è quantomeno ridicolo e umiliante. L’unica via d’uscita risiede nella nazionalizzazione delle banche a Gestione Pubblica. Ma per arrivare a ciò è indispensabile abbattere il Sistema Capitalborghese.

    • Fabio Conditi

      Gli industriali e i banchieri, aggiungerei le istituzioni finanziarie e le multinazionali, traggono il loro potere dalla gestione e dal controllo del sistema monetario, tutto incentrato sulla creazione del denaro da parte delle banche attraverso il debito e gli interessi. Sicuramente la nazionalizzazione delle banche a Gestione Pubblica è utile, ma non risolve il problema alla radice.
      Se non parliamo di sovranità monetaria e di come utilizzarla per il benessere di tutti, al cosiddetto Sistema Capitalborghese non gli fai neanche il solletico !

      • Gino

        Sig Conditi Lei ha ragione. Ma temo che questi discorsi siano stati già fatti a suo tempo. La politica è succube delle lobby e la selezione avviene da tempo per far arrivare nelle istituzioni solo persone conniventi con questo sistema. Gli altri sono già stati farti fuori qualche decina di anni fa. Il gioco è chiuso.
        Siete in ritardo nel denunciare tutto questo che doveva venire fuori negli anni 90 e non nel 2017 quando ormai il potere ha salde in mano le redini e non le cederà facilmente.

        • Tizio.8020

          Anche nel 1789 la Monarchia Francese, i nobili ed il clero credevano di avere le redini ben salde!

          • Gino

            nel 1789 era un tantino diverso. LE possibilità di “eversione” sono ormai finite. LE selezioni delle classi dirigenti ben salde, e gli eroi non passano dalle maglie di una “fratellanza” molto stretta. I controlli le manipolazioni intercettazioni rendono la battaglia politica impossibile. Se si volesse fare una rivoluione “sotterrane” certo non si puo usare internet. VI ricordo che qualche hanno fa, quattro leghisti avevano organizzato un trattore a mo di mezzo”blindato” del tutto dimostrativo e avevano gia le telecamere nelle officine. VOi sognate pure…..capisco che rassegnarsi è terribile!

          • Filippo Alberti

            Per spegnere un fuoco piccolo basta un secchio d’acqua, se aspetto che diventi troppo grande sarà davvero difficile soffocarlo.
            Prima inizio a spegnerlo più probabilità di successo avrò.

          • Gino

            Ma qua non bastano i pompieri con i Canadair altro che secchiu d acqua! Le cose sono molto complicate. L opinione pubblica si forma sui media e nelle scuole/università entrambe in mano ai piromani. Il sistema politico sia nel senso delle persone sia nel senso dell architettura istituzionale è ormai corrotta legalmente e illegalmente dai piromani. La società è quasi completamente dipendente dai piromani che la gestiscono con banche, lavoro,, economia, mercato editoria, cinema, cultura vita quotidiana.
            Altro che secchio d acqua…..

          • Filippo Alberti

            Beh! Se l’ànimo è questo, parlare e scrivere è solo tempo perso

          • Gino

            la realtà è questa. e se nn si vuole vederla è tempo perso.

        • Fabio Conditi

          E’ vero che queste denunce potevano essere fatte negli anni 90, ma non avevamo gli strumenti (internet) che abbiamo oggi per sperare di essere ascoltati. Le ultime elezioni hanno dimostrato che il potere non riesce più a controllare la comunicazione come un tempo, dimostrando che non ha le redini salde in mano come prima.
          Non le cederà facilmente, ma gli stanno scivolando via…

          • domenico d’amico

            Le denunce SONO state fatte negli anni Novanta, quando nessuno si sognava di mettere in campo il problema monetario, men che meno questi attivisti dell’ultim’ora, propensi a pensare, non si sa perché, di essere depositari di chissà quale primogenitura o di quale verità.
            Forse qualcuno farebbe bene a ricordare, di tanto in tanto, che il prof. Giacinto Auriti aveva già da tempo delineato il problema e provveduto a fare le denunce del caso, oltre che ad attivarsi in innumerevoli modi, che per completezza vado elencando:
            – denuncia alla Banca d’Italia nella persona del suo Governatore dell’epoca Fazio (realmente, non in modo finto come vanno tanti avvocati di ventura sovranari dell’ultim’ora);
            – denunce e interpellanze in Parlamento, col sostegno di parlamentare di schieramenti anche opposti;
            – attivazione di corsi all’Università di Teramo, nel suo dipartimento;
            – convegni e conferenze di livello universitario;
            – programma televisivo sui canali regionali abruzzesi, seguitissimo e ancora oggi visibile sui canali you tube, autofinanziato dal prof. Auriti;
            – messa in opera del più importante esperimento monetario mai tentato in Italia fino ad ora, il SIMEC, finanziato dal prof. Auriti con le proprie sostanze;
            – costruzione di una vasta rete di attivisti, composta da personalità di elevato livello; in questa rete era coinvolto anche Beppe Grillo, che costruì l’intera turnè teatrale del 1998 avendo come consulente proprio il prof. Auriti;
            – pubblicazione di testi e studi dedicati alla materia, ancora oggi insuperati (i concetti di sovranità monetaria, di reddito di cittadinanza, di riforma monetaria, di moneta pubblica etc sono in questi testi già completi e purtroppoTOTALMENTE INCOMPRESI dai sedicenti riformatori monetari (denoantri) di cui è pieno il presente e psicotico panorama italiano).
            E molto altro di cui non ho piena contezza.
            Tutto ciò ebbe vastissima eco all’epoca, su giornali e media non solo locali.

            Tutti quelli che sono venuti dopo, e mi ci metto dentro, non sono riusciti minimamente neanche ad avvicinare i risultati ottenuti dal prof. Auriti, al quale va data in modo incontestabile l’assoluta primogenitura della lotta per la riforma monetaria in Italia.
            Quasi tutti poi hanno fatto finta di non sapere, come se tutto fosse cominciato con loro, dai sovranari ai più spregiudicati riformatori dell’ultima ora.
            Una cosa molto triste, anche perché quasi tutti hanno seminato per lo più confusione ed egocentrismi da banco, confondendo idee e concetti cristallini, che il prof. Auriti invece aveva da tempo fissato.

          • Fabio Conditi

            Nessuno potrà mai mettere in discussione il grande lavoro del Prof. Auriti, anche perchè lo considero il “padre spirituale” di tutti noi.
            Ma bisogna riconoscere che i tempi sono cambiati ed è soprattutto cambiato il modo di comunicare.
            Forse non è un caso che quelle sue straordinarie rivelazioni siano rimaste confinate all’interno di una cerchia ristretta di persone, nonostante lo straordinario apporto di ascolto di Beppe Grillo.
            Oggi i mezzi di comunicazione su internet permettono di arrivare a molte più persone, ma ritengo che sia necessario, purtroppo, semplificare il messaggio per renderlo accessibile a tutti.
            Questo, però, non significa togliere l’assoluta primogenitura del Prof. Auriti nella lotta per la riforma monetaria in Italia.
            Se vogliamo davvero il cambiamento del sistema attuale, è necessario che ci decidiamo tutti ad unire le forze, senza sterili polemiche, per cercare finalmente di realizzarlo.
            Serve il contributo di tutti.

          • cdcuser

            Dott. Conditi,
            non so se lo conosce, per ampliare una “cultura” in merito a sistemi monetari, la “storia della moneta”, etc… , io consiglierei la lettura e diffusione dei libri di Alexander Del Mar (https://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_del_Mar) e sarebbe un’ottima iniziativa, a mio parere, se si potesse fare uno “sforzo” per tradurne i più importanti in italiano, con l’aiuto di qualche piccolo editore, per ampliarne la diffusione e la comprensione.

          • Fabio Conditi

            Abbiamo chiara l’importanza della Storia della moneta e nel nostro piccolo iniziamo sempre i nostri corsi con questo argomento, qui può trovare il video del Corso che ho tenuto a Ferrara. https://www.youtube.com/watch?v=nZIILdDhl7w
            La storia è sempre una grande fonte di conoscenza e di informazioni, per analizzare il presente e scoprire il nostro futuro.
            Perchè purtroppo la storia spesso … si ripete !

          • Gino

            Si questo è il frame del momento. E come a tutti gli altri frame, non ci credo molto. Le ultime elezioni hanno solo dimostrato la capacità di manipolare l’opinione pubblica ancora più sottilmente. COme ho gia spesso scritto, l’esempio piu lampante è Trump, fatto passare per un antiestablishment (e ci vuole veramente coraggio) a quella parte di popolo americano incazzato e impoverito. E CI HANNO CREDUTO e continuano a crederci anche gli “intellettuali” che non si accorgono di come internet e la controinformazione siano usati esattamente come è usato il main stream.

  • Un questione per volta.
    La sovranità monetaria è il potere di emettere uno strumento monetario che abbia valore per il pagamento delle tasse in un determinato territorio, in questo senso è ancora dello Stato, come lo dichiara anche la Banca d’Italia, qui trovi una trattazione più dettagliata http://monetapositiva05.blogspot.it/2016/10/la-sovranita-monetaria-e-dello-stato.html.
    Quindi basta che lo Stato ricominci ad usarla, emettendo un qualsiasi strumento valido per il pagamento delle sue tasse.
    Ma il problema è che lo Stato crea solo lo 0,3% di tutta la moneta che usiamo, mentre il restante 99,7% è creato dal nulla dalle banche con i prestiti, la famigerata “moneta-debito” che è la causa principale dei nostri mali.
    Se solo ci rendessimo conto che questa moneta-debito ha valore solo perchè noi l’accettiamo, avremmo la consapevolezza del nostro grande potere di cambiamento.
    Per vincere le elezioni la nostra ricetta è semplice, bisogna mettere al 1° punto del programma elettorale la volontà di utilizzare la sovranità monetaria che lo Stato ha ancora, per immettere almeno 400 mld di euro nell’economia reale, senza uscire dall’euro, perchè tanto saranno gli altri che si dovranno porre il problema mentre noi facciamo ripartire l’economia come solo noi sappiamo fare.
    Il mondo è cambiato, se è vero che oggi le guerre si fanno con armi economiche, allora è chiaro che le rivoluzioni non si possono fare con i forconi … seguici, sappiamo quali sono le “armi economiche” giuste !

  • Ilario Fontanella

    carissimi, vorrei aggiungere un mio contributo. In Italia esisteva uno strato industriale, con alcune eccellenze come Olivetti e altri… ora, perchè queste eccellenze siano state smembrate e distrutte è chiaro, nel 1944 abbiamo perso una guerra, e tanti che si sono battuti e morti per la libertà sono stati ingannati, (per lo meno i “rossi” volevano che i Russi avessero il comando, giusto o sbagliato che sia) finchè la URSS è esistita, dovevano, per motivi di consenso politico mantenere una parvenza di libertà monetaria, una volta che un sistema è crollato, non hanno avuto più la necessità, di “comportarsi bene”

    • Grazie per il contributo. Il nostro tessuto industriale e le nostre eccellenze, sono state distrutte per il più classico dei motivi : eliminare la concorrenza conquistare mercati. Dove non sono riusciti con i carri armati, stanno riuscendo con le “armi economiche e finanziarie”. Cambiano gli strumenti di guerra, ma gli obiettivi nella storia sono sempre gli stessi, le guerre di colonizzazione.