A Davos prove tecniche di distopia: la “Known Travel Digital Identity”

Edward Hasbrouck

Papersplease.org

 

“Known Travel Digital Identity” – “Identità digitale del viaggiatore conosciuto” (KTDI)

Il 26 marzo 2020 il World Economic Forum ha pubblicato le specifiche e ha lanciato un nuovo sito internet per un progetto che ha battezzato “KTDI (Known Travel Digital Identity)”:

KTDI è una visione di “sorveglianza concettuale” per il monitoraggio e il controllo dei viaggiatori più distopica di qualsiasi altra cosa che abbiamo visto prima.

KTDI utilizzerebbe un libro mastro basato su una tecnologia blockchain per legare insieme, attraverso un’applicazione su un dispositivo mobile di un viaggiatore, tutti i seguenti dati:

  • Biometria (inizialmente immagini del viso, eventualmente anche impronte digitali, ecc.)
  • Credenziali di identificazione rilasciate dal governo (numero di passaporto, ecc.)
  • Cronologia dei viaggi, compresi i registri dei passaggi di frontiera, dei soggiorni in hotel ed eventualmente anche del noleggio auto e/o di altri eventi
  • Registri degli acquisti ed eventualmente informazioni sul conto bancario e/o altri documenti finanziari e di transazione
  • La “valutazione del rischio” predittiva pre-crimine e i punteggi di profilazione generati in ogni punto di “intervento” prima e durante ogni viaggio o transazione

Ogni soggiorno in hotel, acquisto o altra transazione diventerebbe come un passaggio di frontiera permanentemente timbrato sul passaporto come parte di un “trip pass” digitale soggetto a controllo su richiesta delle autorità nei successivi punti di “intervento”:

Tutti questi dati sono destinati ad essere utilizzati per discriminare tra i viaggiatori i cui profili pre-criminali legati all’identità sono classificati come “ad alto rischio” o “a basso rischio”:

L’accesso a una storia di viaggio più completa e ai registri delle transazioni è un obiettivo di lunga data delle agenzie governative di sorveglianza e di controllo dei viaggi. In conformità con gli standard stabiliti dall’ICAO [Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile], sul chip RFID è riservato uno spazio su ogni passaporto elettronico per i dati relativi alla cronologia dei viaggi. Ma questo è stato inteso, per quanto possiamo dire, esclusivamente per i dati di attraversamento delle frontiere o per i dati di ingresso/uscita, non per i registri dei soggiorni in hotel o altre transazioni. Per quanto ne sappiamo, pochi paesi hanno registrato dati storici di viaggio su chip RFID per passaporti, probabilmente a causa dello spazio limitato riservato nella struttura dei dati e delle complicazioni di cambiare o aggiungere in modo sicuro i dati sul chip una volta che è stato scritto per la prima volta e firmato digitalmente dal governo di emissione.

In una presentazione alla conferenza dell’Hotel Electronic Distribution Network Association (HEDNA), i rappresentanti di Accenture (l’appaltatore principale del World Economic Forum per il progetto KTDI) e Marriott si sono vantati di come, sulla base dei dati KTDI, un individuo potesse essere scelto tra la folla per essere inserito in una “lista nera” utilizzando il riconoscimento facciale automatico, “senza fermarlo o controllare la telecamera”. Quindi può essere usato per una sorveglianza di massa surrettizia e non consensuale.

Meglio conosciuto per le sue manifestazioni annuali a Davos, in Svizzera (da ultimo nel gennaio 2020, dove la KTDI è stata tra i temi discussi), il World Economic Forum si definisce “l’Organizzazione internazionale per la cooperazione pubblico-privata”.

Tra i partner del progetto KTDI vi sono agenzie governative (DHS, ICAO, INTERPOL, ecc.) e le compagnie aeree e l’industria informatica (IATA, Amadeus, ecc.). Ma non è tutto.

Altri partner del progetto KTDI sono Google (Google ha acquisito un fornitore di sistemi di prenotazione online nel 2010, ma non è chiaro in quale veste Google partecipi al progetto KTDI), le catene alberghiere Marriott e Hilton (con sede negli Stati Uniti) e Accor (con sede in Francia), e la società di elaborazione dei pagamenti e delle carte di credito Visa.

Il primo progetto pilota della KTDI era stato pianificato per l’utilizzo da parte di passeggeri selezionati su voli Air Canada e/o KLM tra gli aeroporti di Amsterdam Schiphol (AMS), Toronto (YYZ) e Montreal (YUL). Il progetto pilota era previsto per l'”inizio del 2020″. Per quanto ne sappiamo, questo non è accaduto, anche se non lo sapremmo necessariamente, dato che “la partecipazione dei passeggeri sarà … solo su invito”.

È sconcertante il motivo per cui il Canada e i Paesi Bassi siano i paesi coinvolti nei primi test previsti. L’accordo che avrebbe permesso la condivisione dei dati PNR sui passeggeri aerei tra il Canada e l’Unione Europea è stato invalidato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel 2016. Nessun nuovo accordo è stato approvato, tanto meno rivisto o confermato dalla CGUE.

Sospettiamo che il progetto pilota sia stato rinviato a causa della pandemia COVID-19 e dei tagli al servizio aereo. Il rilascio della prima versione pubblica delle specifiche della KTDI la scorsa settimana potrebbe essere stato inteso come un modo alternativo per mantenere lo slancio del progetto durante questo lento periodo di viaggio. Questo è un concetto che non sta per morire.

Fonte: https://papersplease.org/wp/2020/03/30/known-traveler-digital-identity-ktdi/

Pubblicato il 30.03.2020

visto su activistpost.com

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di Riccardo Donat-Cattin

Pubblicato da Riccardo Donat-Cattin

Sociologo e media analyst. Consiglia Kropotkin e Malatesta.
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