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SILICON VALLEY: UNA NUOVA BOLLA COME NEL 2000?

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DI SIMON BLACK
Alti dirigenti della Silicon Valley dicono che :“Se nel 2000 la bolla era a fattore 10, oggi sarebbe a 8 o 9.”
Nel 2000 la gente credeva che il profitto non avesse nessuna importanza per una impresa, e in quel periodo era tipico che le compagnie che “perdessero denaro” e che continuassero ad avere delle quotazioni da centinaia di milioni di dollari.

E’ cambiato qualcosa da allora?

Se qualcuno parlasse della bolla dot.com, la prima azienda che verrebbe in mente a chiunque sarebbe la Pets.com.

Un negozio online di prodotti per animali che è malamente fallito in brevissimo tempo. In appena 268 giorni, la compagnia è passata dal IPO (la raccolta di capitali) alla liquidazione, riuscendo a concretizzare una perdita da 300 milioni in questo breve arco di tempo.

Eppure era sembrato un buon affare per gli investitori, almeno in un primo momento.

Pet.com spese una somma esorbitante di denaro in pubblicità; la sua mascotte, un pupazzo di pezza, negli anni 90 era stato qualcosa che era sembrato un fenomeno virale.

Ma mentre la compagnia spendeva e spandeva in pubblicità, Pets.com continuava a perdere denaro per ogni vendita che faceva, perché il suo catalogo conteneva dei prezzi SOTTO costo. Capito?

Pets.com fu quotata al NASDAQ a Febbraio del 2000 (proprio mentre stava scoppiando la bolla) a $11 per azione.

Poi il valore è salito fino a $ 14 e la quotazione della compagnia è arrivato a superare i 300 milioni. Niente male per una compagnia il cui modello di affari, virtualmente, garantiva che si sarebbero persi dei soldi.

Ma si tornò con i piedi per terra nove mesi più tardi. Le azioni della compagnia crollarono del 99% ed il management annunciò che l’ avrebbero liquidata.

Ora …. potremmo anche criticare il management di Pets.com, per una giornata intera e per il loro ridicolo modello di affari, ma teniamo bene a mente che gli investitori si sono bevuti tutta questa storia.

La gente credeva che il profitto non avesse nessuna importanza, e in quel periodo era tipico che le compagnie che “perdevano denaro” potessero ancora avere delle quotazioni di centinaia da milioni di dollari.

E’ cambiato qualcosa da allora?

Facebook ha comprato Instagram – una compagnia che non fa nessun utile – per 1 miliardo di dollari nel 2012. Ma anche Snapchat – una app di sesso digitale per i ragazzi – che nemmeno fa utili, oggi è quotata 10 migliardi. Ci sono molti esempi con questi, è proprio come nel 1999 ma sembra che non importi niente a nessuno.

Gli investitori di Silicon Valley continuano a firmare assegni enormi. il “Mi Piace” è diventato il nuovo metro per le valutazioni, non i profitti dell’azienda.

Parecchi alti dirigenti della Silicon Valley stanno cominciando a sventolare le bandiere rosse per dire che “troppo è troppo”.

Bill Gurley, uno dei venture capitalists di maggior successo nel mondo, la scorsa settimana ha detto al Wall Street Journal che : “Silicon Valley nel suo insieme . . . in questo momento, sta prendendosi una quantità eccessiva di rischi. Come non aveva più fatto dal ’99.”

Fred Wilson di Union-Square-Ventures fa eco a questa sensazione sul suo blog, mettendo le mani avanti contro questo modello – universalmente accettato – che sia una cosa normale che certe compagnie “brucino il contanti”. – Che perdano soldi, mettendo molta enfasi sul losing-money –.

George Zachary di Charles River Ventures ha scritto: “tutto ciò mi ricorda il 2000, quando i capitali di investimento avevano allagato le start-ups e poi erano straripati fino alle compagnie dell’indotto. Se il 2000 fosse considerato una bolla a fattore 10, secondo me in questo momento noi ora siamo a fattore otto o nove.”

Come in tutte le bolle, scoppia tutto insieme quando di denaro, nel sistema, comincia a girarne troppo.

Il capitale costa troppo poco e questo spinge la gente a prendere decisioni azzardate se non folli.

Quando viene detto che è sicuro che si perdono soldi, se si calcolano le tasse e l’inflazione, quando si tengono i propri risparmi in un conto bancario, praticamente si comincia a credere che qualsiasi altra proposta spossa essere una miglior alternativa.

Ecco perché la borsa continua a salire, ecco perché le azioni spazzatura ancora portano a casa un pietoso 5% e perché dei governi, già praticamente in bancarotta, continuano a prendere prestiti al 0% di interessi.

Jared Flieser di Matrix Partners a Palo Alto ha riassunto quanto aveva detto al Wall Street Journal, “non potete permettervi di restare seduti in panchina.”

In altre parole, i money managers intendevano dire che NON investire significa perdere, anche se questo significa doversi caricare di rischi enormi.

E’ una situazione veramente abominevole. Se non si fa niente, si perdono i soldi ma se si fa qualsiasi altra cosa, bisogna assumersi dei rischi enormi.

Per questo, naturalmente, dobbiamo ringraziare un sistema monetario nel quale una ristretta elite di persone che gestiscono il sistema bancario centrale possono creare miliardi di dollari dal nulla e solo in base ad una loro assoluta discrezionalità.

La storia ci insegna che questo gioco normalmente finisce, dopo aver creato tutto quello che si può immaginare di “spiacevole” con una carneficina finanziaria. Questo è già accaduto tante volte prima, e sarebbe arrogante da parte nostra voler credere che questa volta le cose possano andare in modo differente.

Ma sorge spontanea una domanda: che cosa dobbiamo fare? Val la pena provare a cavalcare la bolla e cercare di saltarne giù un attimo prima che scoppi tutto?

Forse. ma ci sono ancora delle sacche di valori del mondo, di cui vorrei parlarvi, che sono ancora dei posti sicuri.

Nei mercati pubblici, il settore minore delle miniere annovera molte compagnie che hanno un valore commerciale inferiore a quello che è il loro vero tangibile valore in contanti. Praticamente è l’esatta antitesi di Pets.com.

Nei mercati privati​​, le startup che cominciano a operare in tante fiorenti comunità di tutto il mondo (dalla Nuova Zelanda fino al Cile) hanno delle valutazioni a livelli molto più adeguati.

Per quel che riguarda il rendimento, abbiamo visto dei conti bancari in dollari USA che, in certe parti del mondo, pagano fino al 7%, e anche per una azienda a basso rischio, di proprietà del governo di Singapore ( che non ha debito) sono state emissione delle obbligazioni con rendimento superiore al 5%.

Altre opzioni ci sono.

E’ come nella musica. Un sacco di gente pensa che la musica oggi sia morta. Dove sono oggi i Led Zeppelin, i Pink Floyd, i Grateful Dead, i Bob Marley e i Bob Dylan?

E se volessimo basare la nostra affermazione solo su quella merda che vomitano le radio centralmente controllate dalle multinazionali, avremmo ragione a dirlo.

Ma la musica non è definitivamente morta. Ci sono delle cose incredibili che si possono sentire, là fuori. I titani delle multinazionali che controllano il sistema però non ci faranno sentire niente di tutto quello che suonano per in tanti per tutti noi.

Ma la musica è . Proprio come i grandi investimenti. Bisogna andare a guardare dove nessuno guarda. E bisogna scavare un pò di più per trovare anche dove sta l’oro.

Il nostro obiettivo è semplice: aiutare a raggiungere la libertà personale e la prosperità finanziaria indipendentemente da tutto quello che succede.

Simon Black

Fonte: thesovereignman

Link :http://www.sovereignman.com/trends/silicon-valley-insider-if-2000-was-a-bubble-factor-of-10-we-are-at-an-8-to-9-right-now-15046/

24.09.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario