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SI PUO' PROVARE SIMPATIA PER UN MOSCERINO ?

DI RAFFAELE LA CAPRIA
corriere.it

Mentre sto leggendo un libro vedo sulla pagina un puntino nero che si muove. È arrivato dal buio attratto dalla luce del paralume, un cosino che neanche si può definire un insetto, più piccolo di un moscerino, un niente, ma a guardarlo meglio ha sei zampine filiformi e anche quelle si muovono, non con la velocità con cui si muovono di solito gli insetti, ma lente e strascicate.

Guardo con più attenzione. Quanta complessità strutturale in un cosino da niente, nemmeno lo vedresti se non si muovesse sul foglio bianco su cui cade la luce del lume.
Si muove indeciso tra le parole stampate come uno che non sa dove andare. Ha le ali, per un momento le ha aperte, due alucce nere, poi le ha chiuse e ha ripreso a camminare sulla pagina che sto leggendo con quell’andatura da vecchietto.

Vediamo cosa fa. La pagina su cui cammina deve essere per lui come una grande piazza, e le parole, quei segni neri, chissà forse strade e stradine tortuose. Gli pianto davanti come un ostacolo la punta della matita. Si ferma perplesso a guardare la cosa enorme che all’improvviso gli si è parata davanti, poi cambia direzione, e così fa più volte secondo il mio capriccio. Quanta pazienza e quanta rassegnazione ci vogliono da parte sua, mantenersi in vita è complicato.

Si può provare simpatia per un moscerino? Penso alla sua estrema piccolezza e la metto in rapporto con la grandezza del salotto in cui sto leggendo, forse è questo che ha destato la mia simpatia. Ma il puntolino nero provvisto di zampette e di ali nulla può sapere del salotto, dei quadri appesi alle pareti, delle librerie. E però su questo rapporto tra la sua piccolezza e la grandezza del salotto comincia il gioco della mia fantasia e mi distrae dalla lettura.

Stavo leggendo un libro di Conrad appena uscito, un libro intitolato Il caso pubblicato da Adelphi, incuriosito dal titolo, perché pur amando Conrad e conoscendo la sua bibliografia, non ricordavo un titolo simile nell’elenco delle sue opere. E mi ero fermato su una frase che mi era sembrata strana perché messa lì, quasi al di fuori del contesto, come un pensiero che improvvisamente si presenta. La frase era questa: «Era una di quelle notti di rugiada, limpide e piene di stelle, che ci opprimono lo spirito e soggiogano la nostra superbia con la luminosa evidenza della tremenda solitudine, della irrimediabile, oscura insignificanza del nostro pianeta, perso nella splendida rivelazione di uno sfavillante universo senza anima».

E adesso ecco che, non so come, partendo da questa frase, penso al rapporto tra il minuscolo insetto che il caso ha portato sulla pagina che sto leggendo e il salotto dove mi trovo. Questo salotto è un mondo che lui non sa che esiste, e invece esiste, e da questo mondo io lo guardo. Lui non sa che io lo guardo e non può sapere che mentre lo guardo all’improvviso il mio punto di vista e le mie prospettive cambiano, la situazione si capovolge, e io penso a me stesso come a un puntolino nero nell’universo e a tutte le cose che ci sono e che non so. Insomma io mi trasformo nel minuscolo insetto e volo in un’altra dimensione in cui le cose non sono più riconoscibili ma sono totalmente inimmaginabili, così come per questo insettino sono inimmaginabili i mobili del salotto, i quadri, le opere complete di Shakespeare, e tutto il resto. È un universo similmente sconosciuto quello in cui anch’io mi trovo per caso, come lui nel mio salotto. Penso al moto incessante dei pianeti che girano e rigirano nelle loro orbite, al silenzio immenso che avvolge i loro eterni ritorni, al silenzio incredibile in cui tutto si svolge. Nessuna «musica delle sfere», quella è una metafora creata dalla mente umana, e allude alla perfezione, alla matematica armonia del moto dei corpi celesti. La realtà vera, li fuori di noi, è il silenzio. Un silenzio abissale, che ci esclude, che non possiamo immaginare. Possiamo immaginare una grande fabbrica silenziosa? Senza il minimo rumore?

Quante cose che non possiamo immaginare ci sono nella grande fabbrica universale! Non parlo di fantascienza, che è combinazione arbitraria, a volte mostruosa a volte ridicola, di cose già conosciute. Parlo invece di qualcosa di magnifico e spirituale che va ben oltre la fantascienza, che sta a me come a questo insettino lo Shakespeare che è lì nella libreria del mio salotto. Quante mai cose ci sono che io come l’insettino non so e mai saprò! E magari ci fosse, tra tutte le cose ignote e inconcepibili, nel silenzio dell’universo un occhio che mi guarda curioso e benevolo, come il mio che guarda il nero minuscolo insetto portato dal caso sulla pagina del libro che sto leggendo!

Raffele La Capria
Fonte: www.corriere.it
12.07.2013

Titolo originale “L’INSETTO PERPLESSO CHE ESPLORA CONRAD”

Pubblicato da Davide

  • Black_Jack

    E anche questo va nella lista insieme a Massimo Fini e Sergio Di Cori Modigliani.

  • yakoviev

    …e poi improvvisamente dal cielo buio arriva una enorme manona che lo spiaccica (non il moscerino ma La Capria)

  • tersite

    A me sfugge cosa abbiano in comune i due che hai citato.

  • Black_Jack

    Ne ho citati tre. Hanno in comune che scrivono un ammasso di ***** e sono tutti e tre degli ***** del *****; quindi stanno sulla lista dei **** ******.

    Mi hanno scritto in privato gli amministratori chiedendomi di moderare il linguaggio.

  • cirano60

    E se era una zanzara “tigre”? quelle conoscono benissimo il mondo circostante si accorgono anche se le hai nel mirino dello splash delle due mani; chissà se lo scrittore avrebbe filosofato o smadonnato.

  • Aironeblu

    Fiuu… Per un attimo ho temuto per il moscerino.

  • ilsanto

    Carissimo, consentimi di dirti che la natura ci ha dotati di un cervello che sempre si chiede il perchè delle cose e non è pago se non trova una risposta, è la sua natura. Ma di fronte all’inconoscibile erra e si inventa una soluzione che appaghi la sua sete, non esiste nessun occhio benigno che ci guarda, siamo quà senza un perchè e soli con le nostre forze dobbiamo fare, capire, lottare, senza aspettarci nulla da un Dio quantomeno distratto ed è meglio così visto che l’ultima volta che ha guardato giù è stato il diluvio.

  • cirano60

    A quanto al chilo questo cervello? Vorrei contraddirti dicendo che la parola cervello è stata introdotta nel linguaggio umano per far scomparire l’altra: l’anima.
    Tutto secondo i piani dell’ideologia materialista scientista che appunto ci ha strappato l’anima. Eppure basta applicare la parte maccheronica del nostro organo per scoprire che la sua fisiologia neuroelettrica è ben lungi dal dare una risposta coerente all’interno del meccanicismo: patterns di segnali sinaptici on-off che interagiscono con la memoria,associazioni neuronali che determinano il comportamento, interazione con il sna .
    Di progressi la scienza ne ha fatti , ma secondo me alla fine ci ritroveremo al punto di partenza ovvero se considerare il cervello un medium del pensiero “oltre” o la causa deterministica di tutto. In analogia con un computer , il significato che questi da alla sequenza di bit che ha in memoria non proviene da se stesso ma dal significato che un ente esterno – la persona del programmatore- gli ha indotto.

  • vraie

    continuo a preferirgli De Amicis e Fogazzaro, perchè sono più “moderni”

  • luigidifrancesco

    Fossi in te, modererei radicalmente anche la frequenza dei commenti,fino a una quantita tendente a zero

  • ilsanto

    Rispetto la tua idea ma “Il Cervello” ha 100 Miliardi di cellule nervose e Trilioni di cellule di supporto ( glia ) ha 10 alla 14 o alla 15 collegamenti ( sinapsi ). Questa struttura enormemente complessa è di fatto solo in parte “programmata” per lo più apprende dalla sua interazione con l’ambiente, i suoi simili, l’istruzione etc. Il cervello di un bambino ha lo stesso numero di neuroni che un vecchio quindi se fosse solo un medium per l’anima da bambino farebbe e saprebbe subito tutto quello che fa da adulto ma non è così vero ? e come te lo spieghi ? del resto l’anima dovrebbe essere immortale non essendo fisica e non puoi dire che nasce e muore col cervello ti pare ? Comunque per me è la religione che è una macchinazione nasce per giustificare la paura e l’ignoranza di quello che accade nel mondo, poi usata da stregoni o sacerdoti per avere potere e vantaggi e di seguito dai faraoni e da tutti i potenti per il controllo sociale. Se no come giustificavano che loro vivevano nel lusso sfrenato e gli altri a sudare nei campi o innalzare piramidi ? Però se erano figli di Dio o loro messaggeri o incarnazione ……Spero di essermi spiegato ma mi piacerebbe sapere la tua opinione

  • lynx

    Quasi tutti i libri che parlano di cosmologia,fanno l’esempio del moscerino ignaro dentro una stanza.
    Forse ci voleva segnalare il libro?

  • cirano60

    Concordo in parte con la tua affermazione circa la strumentalizzazione del “senso religioso” da parte del potere per giustificarsi e dare una struttura alla società;
    d’altra parte alcuni hanno detto che la società non potrebbe sussistere senza una sovrastruttura di tipo simbolico, che questa sia poi la risultante del complesso gioco economico in un dato momento storico non cambia la sua realtà.
    Ad esempio il cristianesimo ha indubbiamente dato il là alla nascita della civiltà europea, tutta la sua cultura ne ha avuto l’impronta, a prescindere se Cristo sia mai esistito oppure sia stata una invenzione ebraica portata avanti ad esempio dal rabbino Paolo di Tarso.
    Che il cervello contenga 10^14 sinapsi a me non spiega nulla. un universo di segnali elettrochimici che si intersecano, interagiscono con altre parti del corpo, con la memoria etc; sono come vettori di informazione significanti ma l’interprete che che attribuisce loro un significato dove è situato? questo le moderne neuroscienze ancora non lo hanno svelato.E’ come indagare la materia a livello di particelle :la conoscenza avanza ma anche i suoi limiti. Alcuni filosofi ed anche qualche scienziato sostengono che “l’interprete” posto ad un livello più alto sia la mente(individuale-universale) una idea difficile da digerire da chi ha una visione materialistica della vita.Per mio conto la trovo abbastanza razionale: il destino ha messo al mondo ciascuno con la sua radio ricevente in testa che può captare solo quello che l’ambiente,l’istruzione,dove e come è nato gli permette: il karma delle religioni orientali. il neonato ha uguali neuroni dell’adulto ma non le sinapsi, e la vita che poi le forma ,ma potremmo anche dire che sono l’effetto di altra causa. Credo di aver stancato un po’ i tuoi neuroni e ti saluto.

  • nigel

    La consapevolezza della propria miseria e caducità e’l’unica via che l’essere umano ha per essere ( lievemente) superiore al povero moscerino. D’altro canto e’ stato detto: ” beati gli umili, perché saranno esaltati”. A me l’articolo e’ piaciuto, permeato com’è di garbo e sensibilità non posticci.

  • alvise

    Anche a me è piaciuto, forse perchè sono ingenuo più di chi viene quì a postare, e non vado più in la di una semplice lettura, e quindi non critico quando qualcuno filosofa, mi piace leggerlo o ascoltarlo, stop.E comunque c’è una sostanziale differenza tra il moscerino della cosmologia e questo.Tutti e due hanno lo stesso scopo dell’immaginario, solo che questo era tangibile, non frutto di un meccanismo analitico, pur evocativo, di quello citato nella cosmologia

  • Allarmerosso

    Fermati anche tu ad osservare un insetto nel suo mondo e prova a comprendere quanto tu sia piccolo rispetto all’universo che ti circonda e forse comprenderai quel che dice l’autore.
    Cos’è l’infinito per te ? Non mi aspetto da parte tua capacità riflessive in merito a tali argomenti , non certo dopo aver detto di questa riflessione ammasso di cazz….

  • mazzam

    Articoletto breve e godibile. Tema non originale ma per niente scontato in questo mondo di braccia tatuate. Grazie CDC.

  • ilsanto

    sono vecchio ma non mi stanchi i neuroni tranquillo. La scienza ha molta strada da percorrere è vero ma propone una tesi la studia cerca prove e se non và ha l’umiltà di cambiare la teoria con una migliore.
    Sai ho fatto una prova ho cercato l’anima, mi sono rilassato ed ho provato ad escludere tutto di me l’abbigliamento, le braccia, le gambe, la memoria, i sentimenti come amore ed odio, le sensazioni come fame, sete, caldo, freddo, la capacità di fare 2+2 etc etc alla fine resta la coscienza di se ! un miracolo si un qualcosa che non è nulla ma anche questa coscienza di di se immateriale, che sembra immortale non è l’anima anche se sembra è solo l’autocoscienza è solo il cervello che dice ecco io sono distinto da altro, io sono e senti che sei eterno inviolabile immutabile ma è solo una illusione del cervello. Questa è la base di tante filosofie orientali un semplice gioco di specchi una falsa illusione di immortalità che non c’è.
    Visto che precedentemente hai fatto l’esempio del computer ti dirò che appunto non c’è il programmatore perche il cervello si programma da se e non c’è un’anima confusa dagli orientali ( i cristiani non lo pensano affatto ! ) con l’autocoscienza che è ben altro. Ma, e ti do ragione , esiste un altro livello. Il primo era il DNA ma come sai era una memoria chimica che solo dopo eoni poteva mutare, troppo lenta ed allora nasce il cervello la sala controllo degli organismi multicellulari !. Non sottovalutarlo pensa a quanto è piccolo in un insetto eppure che meraviglie sà produrre pensa alle formiche ai ragni alle api ed ora pensa a 1,4 Kg di cervello ! Poi raggiunto il suo limite fisico ecco il passo successivo la società. La famiglia, la tribù, la città, lo stato, l’impero. In questa fase l’individuo deve avere delle leggi perchè una società possa crescere e deve avere un principio superiore ( non avrai altro Dio all’infuori di me, non ruberai, non ucciderai, non desiderai la donna d’altri, onora il padre e la madre, non darai falsa testimonianza ….) non vedi che sono solo leggi che devi introiettare per essere un individuo “Sociale” ? la religione è solo la regola per fare una società. Sempre della serie i computer vedrai che le società si evolvono su 3 direttrici ( capacità di calcolo, memorizzazione, comunicazione ) ma i dati devono essere quelli giusti ecco il valore della verità. Se vuoi possiamo continuare per mè è interessante spero anche per te altrimenti addio per ora non mi hai convinto.