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Il respiro dei nostri padri

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Cosa ne sarà dei giovani italiani quando i padri e le madri esaleranno l’ultimo respiro?
Tempi impensabili aspettano i ventenni, i trentenni e i quarantenni italiani; quelli che, oggi, smanettano allegri in metropolitana o chattano tontoloni passando da un lavoricchio all’altro mentre il Bullo di Firenze (uno dei tanti usurai), tra una barzelletta e l’altra, gli smonta il welfare, il futuro e il loro stesso paese, lentamente, con la sicumera e l’arroganza del vassallo, ogni giorno, bullone dopo bullone, legge dopo legge, comma dopo comma, capoverso dopo capoverso.
Che ne sarà di loro?
Possibile che non dimostrino nessuna vera inquietudine?
Possibile che gli sbocchi di bile, un impasto irrazionale di odio cieco e rassegnazione, vengano solo a chi ha già dato alla vita, come me?
Possibile che nessun giovane ventenne o trentenne o quarantenne si accorga che c’è una bestia immane celata nell’ombra del suo destino?
Non provano costoro rabbia – quella furente depressione che nasce dall’impotenza di fronte ai venduti, ai criminali, ai porci che svendono il territorio, le aspirazioni, la storia, l’arte, il genio e il passato dell’Italia?
Non sanno di essere già oggi, mentre smanettano sul cellulare perdendo tempo con Le Iene o Crozza o altri buffoni di regime (scene a cui assisto ogni giorno), perdendo tempo con baruffe chiozzotte (l’arresto di Corona!) – non sanno di essere già pezzi di carne appesi ai ganci del macello?
Sanno questi ventenni o trentenni o quarantenni gozzovigliatori e stupidi che il filo della loro spensieratezza è legato al respiro dei padri e delle madri?
Sanno che i loro vecchi sono l’unico ammortizzatore sociale a cui potranno fare ricorso? E che, eliminato quell’amorevole paravento, il futuro (che non potranno intaccare di un micolo perché allora il futuro sarà già presente, inscalfibile come una roccia) li inghiottirà nelle fauci per risputarli ancor più pavidi, rassegnati, impotenti e poveri?
Io leggo e leggo l’infame letteratura italiana di oggi, ma non trovo nessuna paura, nessun timore. Di che parlano questi imbecilli? Nostalgie da liceo, qualche cascame delle lotte comuniste, ciarpame da Beautiful, amoretti da Moccia, fantasy escapista, saggi politicamente corretti, stupidaggini contro la mafia, scemenze assortite.
In che mondo vivono? Li hanno evirati? Che fanno? Li hanno gli occhi? Tutti in punta di penna o menefreghisti. O arrampicatori sociali, come quel tizio (scrittore ignobile) che, grazie alle lappate di partito, è riuscito a arrivare alla dirigenza di un famoso Salone del Libro. Oppure scrittori lounge, come Baricco, facitore di operine inutili, buone per le signore bene che, leggendo lui, credono di accedere al cenacolo dell’arte e non sanno di essere nello stanzino di un imbonitore midcult.
Certo, ogni tanto qualcuno dice la verità. Sono sprazzi, però, piccoli ritagli in un mare in bonaccia. Ecco uno di quegli sprazzi. È il breve estratto da un romanzo di Francesco Maino, Cartongesso. Il protagonista, avvocato quarantenne, è il tipico ragazzo cresciuto dei nostri tempi, un pupazzotto postmoderno vien da dire; uno di quelli che va avanti nella vita a forza di inerzia. Un indifferente, amorfo, né carne né pesce. Ha affittato una casetta (la chiama casa B), ma sostanzialmente vive nel cono d’ombra dei genitori (la cosiddetta casa A). È l’italiano, più o meno, di cui prima ho tentato la definizione. Nelle pagine iniziali del romanzo l’autore intercetta fuggevolmente una verità. Una verità, o forse la verità su tale generazione di futuri poveri e di futuri falliti. Leggiamo:

“... io non pranzo mai nella casa B, e neppure ceno, se è per questo … Mi faccio una doccia al mattino, metto sui fornelli la pentola della pasta e scaldo l’acqua su fornelli, visto che la caldaia non funziona, col gas faccio solo questo, nel Duemila mi lavo ancora come nell’Ottocento, lo specchio di fronte, appannato, a controllare la decadenza di faccia e pancia. Poi quello che faccio prima di metter piede nello studio legale, con i vestiti vetusti dell’avvocato, è entrare nella casa A, l’altare caldo della madre. Percorro il corridoio che separa la cucina dalla camera da letto, come un sagrestano, o un guardaparco della laguna, mi affacci giusto il tempo di verificare se le schiene di mia madre e mio padre, l’una contro l’altra, nel letto del matrimonio più che trentennale, respirano. Sì. Ci sono. Sono schiene vive. Va tutto bene, mi dico. Non pensando alla loro fine, non penso alla mia. Respirano, quei due. Sono vivo anch’io. Nel buio che filtra, a gennaio, tra le stecche delle persiane degli anni Settanta, vedo il suono dei respiri, sento il movimento della pancia di mia madre e di mio padre che si alza e si abbassa di pochissimo, come due mantici … esco e affronto spettinato, disarmato … il mondo violento della professione dentro l’Italia schiantata … A pranzo mi scaglio da mia madre, nella casa A. Dipendo da mia madre, inutile girarci intorno …Pago l’affitto della casa B, fingendo una supponente indipendenza … ma continuo a vivere anche nella casa A, con l’ombelico quarantenne attaccato all’ombelico sessantenne di mia madre. Almeno fino a che mia madre sarà viva, cioè per sempre. La mia vita è tutta qui: una serie ininterrotta di tentativi d’affrancamento dal giogo di mia madre, dalla perentoria autorevolezza di mio padre, che mai abdicherà, lo so, a mio favore, a favore di suo figlio primogenito …

Questa è la verità. Tutti i giovani, la naturale carne da rivoluzione, vive all’ombra dei padri e delle madri. Il loro respiro è ciò che li tiene in vita, come in una mostruosa placenta. E quando i padri non respireranno più? Cosa farà la menefreghista, bella gioventù? Quando si troverà di fronte il notaio che gli succhierà via metà patrimonio e li abbandonerà con uno stipendio da mille euro (se gli va bene) davanti ai grassatori istituzionali, alla sanità inesistente, al welfare inesistente, ai mille balzelli sulla casa, al nuovo mercato libero dei servizi, sempre più onerosi e truffaldini, all’inefficienza dello Stato, alla complicità omertosa dei sindacati?
Cosa farà allora il ventenne che sarà trentenne, il trentenne divenuto quarantenne e il quarantenne sulla via del declino fisico?
Cosa accadrà a tale generazione quando il grasso da tagliare sarà esaurito e ognuno, da solo, spietatamente solo, dovrà affrontare una società disastrata, in cui il vecchio ordine, tanto deriso, è stato sostituito dall’individualismo più feroce, dal darwinismo sociale, dal feudalismo plutocratico? In cui dovrà rappattumare la propria vita fra supermercati da quattro soldi, legami affettivi insidiati dall’edonismo straccione, perso senza nessun riferimento politico, religioso e culturale?
Chissà se fra dieci o vent’anni l’ex giovane, con l’alito fetente per le carie che nessuno gli curerà più, ciarlerà di diritti civili, matrimoni gay, libertà un tanto al chilo.
Qualcuno mi dice che questo stato di cose, inevitabile, segnerà un ritorno a sentimenti reali di cambiamento. Alla rivoluzione.
Io, invece, ne dubito.
Ho da tempo passato il regno delle sicurezze.
Una volta credevo che la consapevolezza della verità portasse all’azione. Ora non più. Vedo, anzi, che la verità, evidentissima, viene accuratamente negata in luogo del rassicurante tepore dei pregiudizî.
Allo stesso tempo credo che l’impoverimento generale testé descritto recherà solo rassegnazione ulteriore.
Quando leggo La Grassa che scrive: “Manca una forza durissima in grado di spazzare via tutti i venduti agli Usa …” o qualcun altro parlare di “mitra” e “lotta” o quant’altro non posso che sorridere.
Non è un sorriso cinico, s’intenda.
È disperato.
Manca una forza durissima; e mancherà, caro La Grassa.
Per cambiare serve il mitra, ma soprattutto chi lo imbraccia. E chi lo imbraccerà qui da noi? Non si riesce nemmeno a organizzare uno sciopero degno di questo nome!
Stiamo scherzando? Quanti, oggi, fra noi, sanno sparare? E sanno la differenza fra le varie armi? Chi sa come procurarsi munizioni? Esplosivi? E un documento falso? Sapete fare una molotov? Chi conosce il segreto di nascondersi alla macchia? Chi conosce come opera la polizia politica (sì, c’è ancora)? I suoi trucchi? Chi riesce a procurarsi cibo in clandestinità? Chi sa spellare un coniglio? Chi sa orientarsi, accendere un fuoco, coltivare un campo? Chi può vivere senza luce e acqua? Chi possiede nozioni mediche di base? Sapete attivare un timer, una radio, un automobile ferma da anni? Intercettare un telefono? Schermare comunicazioni? Chi è in grado di tacere se un tizio dei servizi gli fa saltare dieci denti con un colpo di manganello? Chi sa resistere di fronte alle minacce fisiche alla propria famiglia? …
E non dite che la battaglia non è fisica, ma culturale … in fatto di cultura il sistema ne sa più di noi. Guardate le visualizzazioni dei video di Lady Gaga …
No, ne sono certo. Solo un implosione del sistema può donarci un barlume di speranza.
Da noi non è lecito aspettarsi niente.
Continueremo a vivere a spanne, un po’ cialtroni un po’ barricaderi da tastiera. Qualcuno, più avvertito degli altri, durante l’alta notte, si chinerà sui corpi dei padri e delle madri che riposano leggeri; farà questo con cautela, furtivo come un ladro, sospeso fra tenera nostalgia e interessata sollecitudine. Vuole sincerarsi disperatamente della regolarità di quel respiro, ultimo baluardo a una realtà senza preoccupazioni, lontano dai mostri di ogni giorno.

PS di Alceste

Non mi chiamo Maino, né conosco Maino, né ambisco a fargli pubblicità.
Ho quarantotto anni.
Disprezzo il termine “bamboccioni” e chi lo usa o lo ha usato

 

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2016/10/14/il-respiro-dei-nostri-padri-alceste/

14.10.2016

Pubblicato da Davide

  • Enrico S.

    In altre parole: il domani non esiste, facciamo saltare l’oggi.
    Una posizione grillina.

  • Tonguessy

    Esiste un nesso (per me fin troppo evidente) tra la denunciata catalessi
    sociale e la tecnologia. L’Iphone vale ben più di uno sciopero, le
    smart tv aggregano più di qualsiasi partito. Già, partiti. E mai più
    ritornati, questi sembrerebbero i “giovani” di oggi. Latente, nelle loro
    coscienze, è la necessità. Molto più presente l’adattabilità. E’ chiaro
    (almeno per me) che adattabilità senza necessità diventa un esercizio
    oltre l’inutile; grottesco e patetico per natura. La necessità di essere
    presenti nella propria vita, invocandone il futuro come Thor invoca ed
    imbraccia il suo solido martello, cede oggi il passo ad una duttilità
    sociale che in vita mia non avevo mai conosciuto. Si adora la mancanza
    di confini, si cede la propria ed altrui sovranità ed indipendenza per
    ragioni di abietta adattabilità. Viva Erasmus da Bruxelles, indegno
    nipote di quell’Erasmus da Rotterdam che la Follia dipinse così
    sapientemente.

  • Tosto.

    Chiederò a mio figlio di vent’anni cosa ne pensa. A me mi lascia un attimo senza parole.

  • cdc_16

    Ehhh visto che succede a voler il figlio dottore o ingegnere?

  • Primadellesabbie

    Forse non sarete d’accordo, ma credo di averla vista cominciare questa saga, e ne sono stato consapevole fin da allora.

    Quando c’ero anch’io, i giovani che volevano o dovevano lavorare non avevano alcun diritto, a meno che non si trovassero un impiego statale o bancario, venivano pagati quanto, quando e come voleva il datore di lavoro, regolarmente una vera e propria miseria, o quasi niente.

    Ad un certo punto i sindacati, allora discretamente forti, ottennero un improvviso e consistente adeguamento delle condizioni. Sarà stato l’inizio degli anni ’70, ma potrei sbagliare.

    La cosa ebbe delle conseguenze vistose, l’offerta di merci si adeguò all’istante, comparvero oggetti futili e la qualità di tutte i prodotti scese repentinamente.

    I giovani, grazie alla nuova disponibilità ed alla propensione a spendere divennero, da allora, il punto di riferimento della produzione e dell’organizzazione sociale.

    Fino agli ultimi sviluppi illustrati qui.

    Il giovane mai stato giovane, solo e intento sul suo portatile é un poema, una favola, probabilmente la fine di un’epoca!

  • vocenellanotte

    Credo che l’autore non abbia figli. Io ne ho 3 e relativi nipoti perciò non ci penso.
    Finché vivo c’è vita dentro e fuori di me.
    Ho fatto ciò che creduto fosse giusto fare.
    Il risultato è deludente, forse anche un po’ angosciante . . . ma ho almeno provato a cambiare qualcosa.

  • Apollonio

    Questi sono ragionamenti del tipo armatevi e partite…!
    ma che cosa dovrebbero fare le giovani generazioni di oggi ?
    contro chi dovrebbero ribellarsi ?
    e sopra tutto per che cosa ?
    tutto è merce, tutto è spettacolo, loro sono solo parte di questo spettacolo la colpa non è loro, fanno bene a comportarsi così pe chi dovrebbero farla la rivoluzione per metter al posto di questi altri Camerieri che servirebbero un pasto già cucinato..?
    E poi che centra la tecnologia ? i giovani di oggi sono meglio dei loro padri con la pancia piena e la ricca pensione con quattordicesima anessa

    • ws

      contro chi dovrebbero ribellarsi ?

      trattandosi essenzialmente di una gioventù anestetizzata . sarebbe già un passo avanti se almeno cominciasse a domandarsi contro COSA ribellarsi …

      • Apollonio

        ahahah..!
        scusa l’ irriverenza, ma perché non si sono ribellati con le primavere arabe e come è finita ?
        non si sono ribellati in Grecia hanno cambiato un cameriere per metterne un’ altro peggio?

        • ws

          appunto e’ “il cosa” che conta . Era scontato che una rivolta con l Iphone contro vecchi “feticci ” era quello che voleva il padrone.
          Come dice sun tzu se ti fai confondere dal nemico ( o peggio nemmeno vedi chi e’ il tuo VERO nemico ) ha gia’ perso.

    • Tonguessy

      ” i giovani di oggi sono meglio dei loro padri con la pancia piena e la ricca pensione con quattordicesima anessa”. Aspetta che raggiungano l’età pensionabile (quando cioè tutte le loro “risorse aggiuntive e necessarie” -ovvero i genitori- saranno defunti) e poi ne riparliamo. Meglio in che senso? perchè non sanno a chi ribellarsi mentre i loro genitori invece si? Perchè non hanno chiaro il motivo per cui ribellarsi e preferiscono giacere supini attendendo il cetriolone che immancabilmente sfonderà il loro sfintere? Perchè non hanno capito che c’è differenza tra colpa e responsabilità, e che se anche la colpa non è loro la responsabilità del cambiamento è tutta loro? Perchè sono così prevedibili e vuoti che non hanno capito che al solito “pasto già cucinato” ci sono molte possibili alternative e che non sono necessari camerieri?
      Mi sembra di parlare a Jacques de La Palice….e alla sua logica stringente (o astringente per via del cetriolone): “qualcosa cioè che è talmente evidente, stanti le sue premesse logiche, da risultare ovvio e scontato, se non addirittura ridicolo per la sua ovvietà”. (wiki)

      • Apollonio

        Meglio in che senso?
        perché comprendono quello che in generale i loro genitori non hanno ancora capito, non seguono il Pifferaio magico ma cercano di imitarlo perché è l’ unico modo per fargli cambiare musica e vedrai che quando saranno all’ età della pensione il Pifferaio avrà cambiato perché costretto
        …. il Cavallo non beve piu…!

        si si..! pensa alla pensione a 18 anni.
        vai avanti tu che a me scappa di ridere..! pensa pensa.. tanto io ho la quattordicesima e magari sono anche in pensione a 45 anni e ciò pure il Suv.
        Il cambiamento non spetta ai giovani i quali seguono l’ esempio ed il sogno..!
        i giovani non sognano più è questo il dramma , perché gli esempi sono quelli che sono, la società o l’ ambiente in cui vivono, dove tutto è un Fake, Freak, solo merce da scambiare, a scadenza .
        Un giovane deve solo pensare a realizzare il suo sogno e gli adulti devono dargli la possibilità di realizzarlo, che prospettive vuoi avere in un paese dove un’ alta% di giovani indigeni sono costretti alla Caritas o fuggire all’ estero mentre chi ha le Responsabilità pensa agli anziani e fare in modo che cambino il Suv ogni 2 anni oppure imbarcarsi Immigrati a 50euro al giorno che poi reclamano pure il televisore ed il jeans firmato a sbafo.

        • Tonguessy

          “Un giovane deve solo pensare a realizzare il suo sogno e gli adulti devono dargli la possibilità di realizzarlo”.

          E questo in che Bmovie l’hai visto? Oppure è il frutto di un qualche trip mal riuscito? Il giovane certo che ha il dovere di realizzare il suo sogno, ma se per farlo deve mettere in croce i genitori è meglio che si spari. Sappi che Federconsumatori ha appurato che per mantenere un giovane fino ai 18 anni (e non è praticamente mai finita lì….) spendono in media 170.00€.

          http://www.federconsumatori.it/news/foto/I%20costi%20per%20crescere%20un%20figlio.pdf

          E ti ricordo il caso Maso, il giovane che per realizzare il suo sogno (comprarsi la BMW) ha ammazzato a martellate i genitori. I quali giustamente si opponevano a quel sogno demente.
          Tu stai dicendo quindi che quell’idiota ha fatto bene…..grazie del contributo. Adesso sappiamo chi sei. Sei il cugino di Fabrizio Corona. O lui stesso.

          • Apollonio

            va bene Tonguessy
            toglieremo la possibilità ai pazzi di sognare..!
            il giovane deve pensare alla pensione..
            io sono Corona
            al tempo di papà non esistevano i Corona o i Maso
            e dal mio ragionamento deduci che io pensi che Maso ha fatto bene.
            Perfetto…!

          • Primadellesabbie

            Ho già riportato, a mente, qui, il pensiero di uno dei primi grandi imperatori della Cina:”Il mio compito é provvedere al sostentamento di tutti coloro che hanno lavorato per me, compresi gli animali, e badare che i ricchi non diventino troppo ricchi”.

            La tua osservazione, i suv e la “ricca” pensione, non é infondata, solo un pò precipitosa e tendente a generalizzare un fenomeno appariscente e particolarmente fastidioso.

            La grandissima parte delle pensioni consente di sopravvivere e, talvolta, di far fronte alla malasorte.

            Non bisogna dimenticare che il primo boom economico del dopoguerra é coinciso con un adeguamento diffuso delle pensioni che ha consentito allora, ai genitori, di mettere una firma in banca e finanziare così le iniziative dei figli.

            Sono d’accordo che a vent’anni non si può (non si deve!) pensare alla pensione. É un pessimo sintomo che avvenga, e mi capita di sentire spesso conversazioni in questo senso.

            La pretesa di essere messi, voi giovani, al centro delle preoccupazioni, stona, e ricorda maledettamente il primo femminismo. Lo siete già al centro e nel modo sbagliato, sarebbe opportuno che tornaste al vostro posto. Schivatevi, toglietevi di lì.

            E occupare il posto che vi appartiene permetterebbe di concepire i sogni che avete il diritto di coltivare e ai quali dedicarvi, e quando possibile realizzare.

            Sogni che vi appartengano, che vi aiutino a diventare adulti, e non da pretesi adulti precoci ed irresponsabili, sogni il cui ricordo vi aiuti, nel resto della vita a cercar di capire chi siete veramente, a scoprire quale sia la vostra profonda natura.

            E infine, occupare il posto che vi appartiene e vi spetta vi allontanerebbe dalla precipitazione che vi caratterizza, che vi costringe ad abbarbicarvi ad una dimensione moralistica per estrarne un risultato immediato, un’opinione a qualunque costo che può benissimo attendere che viviate la vostra giovinezza, prima.

            Ma di quest’ultimo aspetto la colpa non é vostra.

            PS – Prima di mettere nel file “noiosi predicozzi”, pensaci.

          • Apollonio

            Non sapevo di fare dei predicozzi..!
            grazie di cuore Pms terrò conto del suggerimento, devo rivedermi.
            La mia, Pms non deve essere intesa come una generalizzazione
            so bene che la maggioranza dei pensionati stenta ad arrivare a fine mese e molte di queste fungono da ammortizzatore sociale proprio per quei giovani e vengo al punto del mio post ricollegandolo al tuo sull’ Imperatore Cinese credo che sia Confucio, infatti mi riferivo ai nostri governanti che si preoccupano di ingrassare già il maiale grasso e fanno finta di niente dei nostri giovani, cioè il Futuro,
            A tal proposito è uscito un rapporto dalla caritas dove evidenzia che vi sia ormai più popolazione indigena tra cui una alta perc. di giovani che si rivolgono alle loro strutture piuttosto che Immigrati extraEu, la cosa sommata al fatto che nel 2015 sono espatriati 116.000 ragazzi sotto i 30 anni e nei primi 6 mesi del 2016 il fenomeno sta aumentando se questo lo rapporti a quello che leggi nella Finanziaria in corso dove sono stati stanziati 100 Miliardi per far fronte al fenomeno Immigrazione ad ingrasso dei Crocerossini del Mar Mediteraneo concludo che rattristarmi è il meno a questa vista, ma non posso che ribellarmi a chi imputa la colpa di quello che succede ai figli che non hanno chiesto di venire al Mondo e si sentono governati da questi che i loro padri hanno votato.

          • Primadellesabbie

            Hai frainteso: metto in guardia che il “noioso predicozzo” é il mio.

            Opinione personale: i giovani se ne vanno, se possono, e se appena la loro cultura (non l’istruzione) glielo permette, perché l’Italia é diventata invivibile, una trappola senza scampo.

            Questa immigrazione, come tante altre, non é una bella cosa.

            Ciao.

          • Apollonio

            Ma no… io ti leggo volentieri..!
            sono d’ accordo con la tua opinione e su quanto riportato sotto da FBF nel suo post :
            …..Nella penisola che influenza pesantemente il pianeta, c’è però una sostanziale differenza. Mentre negli altri paesi una normale meritocrazia sopravvive – sarò pessimista – magari solo per interesse economico nella penisola regna il peccato. Una forma di genuinità al di fuori della penisola si trova ancora perciò esiste ancora le “anime gemelle” da non confondere con la catastrofe “amore”. Ed infatti i capaci o chi ha il denaro sufficiente scappano perché neanche il denaro rende felice in una società oramai prostituita. Chi non lo è dovrebbe difendere l’Occidente dalla bestia immane.
            Ciao Pms.

  • Primadellesabbie

    Qualche minuto fa ho messo un commento che non vedo.

    Non mi pare che il motivo della mancata pubblicazione possa essere il contenuto.

    • cdc_16

      Se è quello che inizia con “Forse non sarete d’accordo”, tranquillo, si vede.

      • Primadellesabbie

        OK
        Grazie.

      • Apollonio

        perché non fate vedere un mio post In risposta su ” Va tutto bene ”
        disturba? censura ? verità indicibili ? cosa ?
        grazie

        • cdc_16

          Perchè lo chiedi a me?

          • Apollonio

            pensavo eri parte dello Staff di C d C

        • WM

          Apollonio, se pensi che in questo sito si censuri in base alle opinioni, faresti meglio a non scriverci e questo tipo di illazioni te le puoi risparmiare.

    • WM

      Se il commento non si vede, sono due le possibilità: o ci sono due o più link, oppure ci sono delle parole che Disqus definisce “sensibili” con criteri che sono fuori dal nostro controllo e quindi, in ambedue i casi, il commento finisce in coda di moderazione e resta lì finché un moderatore non lo revisiona e lo approva o meno.
      Questo può richiedere del tempo, anche ore e, nel frattempo, è perfettamente inutile reinserire un messaggio identico, tanto farebbe la stessa fine.

      • Apollonio

        Per questo Disqus fa schifo..! è parte del regime dell’ elite che controlla ..!
        Disqus censura gli argomenti scomodi che smaschera la propaganda dalla verità..!

        • WM

          Disqus viene usato in miriadi di contesti diversi e ogni tipo di sito, per ogni tipo di audience, quindi è normale che abbia dei filtri, ci piaccia o meno.
          Forse ti è sfuggito che c’è il reato di negazionismo e mille altre restrizioni alla libertà di stampa e questa gente non aspetta altro che mettere le mani su siti di informazione alternativa per farli chiudere.
          Quindi, se permetti, preferisco che un commento finisca in moderazione e che sia revisionato prima di pubblicarlo, che accettare tutto e poi prenderlo in quel posto.
          O tu credi di scrivere verità così oggettive ed urgenti, che il tuo commento non possa aspettare?
          Finiamola qui, ci sono degli appositi spazi sul forum, se hai rimostranze da fare usa quelli, sui commenti bisogna restare in qrgomento.
          Grazie

          • Apollonio

            va bene…però allora è censura…!
            il negazionismo non centra un tubo con il mio Post, parlavo di economia in risposta ad un utente.
            Ma quanto tempo occorre per revisionarlo visto che non è stato ancora pubblicato ?

          • WM

            Non ci sono articoli tuoi in moderazione, sono tutti pubblicati.
            Quale parte di “ci sono degli appositi spazi sul forum, se hai rimostranze da fare usa quelli” non hai capito?

            Non ti risponderò più qui e i commenti non in argomento saranno cancellati, usa il forum.

  • Fabio Finco

    I ventenni che diverranno trentenni e via discorrendo: spazi temporali di dieci anni. Con il turbinio di eventi che sta avendo luogo com’è pensabile fare previsioni sul lungo periodo..?

    • Apollonio

      Ed è certo che entro 10 – 15 anni ci sarà un’accelerazione improvvisa ed iperbolica della trasformazione della società in tutti i settori ed in tutti i campi, dovuta alle nuove conoscenze.

      • Fabio Finco

        Motivo in più per non fare previsioni sul lungo periodo: “…di doman non c’è certezza”.

  • magnumchaos

    Tale figlio, tale padre. Tale padre, tale nonno.
    Per non parlare di quei coglioni dei bisnonni, corsi alla mattanza delle due guerre o tutti eccitati a sentir cosa diceva la radio.

    E poi questa dialettica favolistica del confronto e del conforto gerontozionale tra i vecchi e i nati vecchi, ha un po stancato.
    La gioventù è morta qualche secolo fa ormai, e con sé, si è portata pure la vecchiaia.
    Attualmente esiston solo pezzi nuovi e pezzi usurati.

  • Adriano Pilotto

    Quel che è davvero indisponente in questo Alceste è l’abuso del pronome “noi”, quando sarebbe più preciso e più chiaro l’uso del pronome “io”.
    Pauperclass, ma anche paupermens

  • RenatoT

    Alceste, tu descrivi un layer che non è ancora la punta del tutto… è in mezzo tra il layer standard, degli informati, quelli che guardano le iene… e il genocidio di massa in corso tutt’ora… nel quale ci siamo dentro tutti fin da dentro l’utero… eccetto quelli che se ne sono accorti.

  • ws

    Io, invece, ne dubito.
    anchio

  • rossland

    Mi ponevo quasi le stesse domande tempo fa, in un vecchio post del marzo 2011. E da allora, se possibile, lo stato di sottomissione silente a ciò che viene loro proposto è peggiorata. Non solo non si lamentano, ma si piegano fino alle ginocchie in cambio dell’illusione di un futuro che mai verrà, difendono l’oggi precario convinti che se stanno buoni diventerà sistemazione certa.
    Unico caso di lotta nobile è forse quello in corso di Foodora. E speriamo serva da sveglia per tutti gli altri…

  • GioCo

    Caro Alceste, devo farLe qualche appunto severo. Primo, non è detto che in un era avviata a cambiare radicalmente l’Uomo e il suo proprio rapporto con la realtà, le rivoluzioni debbano somigliare a quelle del passato. Secondo, se esiste un distacco dalla realtà (ed esiste) l’Uomo ha dimostrato infinite volte che sul primato degli istruiti e potenti ha recuperato sul filo dei centesimi 100 mt esattamente su 100 mt. di corsa, come nel mito della tartaruga: la lepre pensa di vincere perchè più veloce ma ritrova l’avversaria ad attenderla all’arrivo con il caffè in mano, semplicemente perchè ha sbagliato strada. In altre parole, nelle autoproclamate province autonome dell’Ucraina, non combattono militari addestrati ma esattamente gli stessi “citrullI” digitali che avevano le stesse prospettive di quelli nostrani e adesso stanno al fronte. Lo dico diversamente: non è MAI stato il coraggio a spingere le persone a fare le rivoluzioni, ma l’idea pragmatica adeguatamente cavalcata che non c’è alternativa; nulla ci dice dove e quando quell’idea tornerà ad abitare (ancora) cervelli. Fine delle trasmissioni (per chi vuole intendere …). Infine, mi permetta di aggiungere una nota presa dalle strategie CIA. Nessuno ha mai convinto qualcuno indicando DIRETTAMENTE ciò cui si deve pensare. Questo è un vecchio cretinismo nonché mantra del potere individuale che ritorna ciclicamente ad abitare le menti dei più rozzi (=troll) in periodo decadente e purtroppo è pure un meme (=morbo) molto contagioso. Pur ammettendo che sono in perfetto accordo con Lei nel non credere che sia in corso un “risveglio quantico” e che piuttosto ci troviamo nel punto più orribilmente buio della coscienza collettiva umana in atto di sprofondare ulteriormente a piombo tutt’ora, un qualunque aiuto (se in Lei c’è questo intento) voglia opporsi, deve apparire come un idea che sorga “spontanea” dal nostro prossimo. Oppure non se ne farà semplicemente niente e si continuerà fino alla fine, cioè fino a quando non rimarrà più niente da sprofondare. Questo (è bene dirlo) significa attendersi che il pensiero “suggerito” possa anche non emergere, o emergere in tempi del tutto disarticolati da quelli attesi. Un po’ come dare la corrente a uno che è appena deceduto: non c’è nessuna garanzia che questo gli permetterà di ripigliarsi alla Vita, tuttavia è il solo modo “tecnico” che ci rimane per tentare (oltre sperare in Dio ovviamente).
    In questo senso un suggerimento (un po’ per tutti): se Trump viene attaccato continuamente non è (ovviamente) per suggerire che è il brav’uomo che non sembra, dato che o siamo proprio scemi o possiamo vedere anche da soli quale Signore è questo palazzinaro da 70 QI. Oppure c’è qualcuno che crede che i commentatori delle bravate trumpiane siano necessari? Forse a chi ha ancora meno QI … ok, tra milioni di potenziali elettori americani non ne mancano di certo, ma non penso siano LA rappresentanza di una massa di elettori, ne che sia necessario “usare la forza mediatica” per convincere scimmie a odiare Trump. Quindi a che serve? Esattamente a DETTARE il pensiero che votare per Hillary è il male minore. Pensiero che MAI sarà formulato a chiare lettere perché deve emergere “come spontaneo” dai babbei … ops scusate, dalla mente del consumatore medio. Sapete cosa? Funziona. Ca…o se funziona.
    Quindi adesso ditemi: perché dev’essere una tecnica unilateralmente sfruttata?

  • FBF

    Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo Principe di Salina che in “Il Gattopardo” vide che “cambiare tutto per non cambiare niente” è il principio profondo che regola il mondo. Era pessimista, ma d’altra parte, anche l’Ecclesiaste con il suo “nihil novi sub sole” diceva la stessa cosa, tremila anni prima.

  • ignorans

    Cosa accadrà a tale generazione quando il grasso da tagliare sarà esaurito e ognuno, da solo, spietatamente solo, dovrà affrontare una società disastrata, in cui il vecchio ordine, tanto deriso, è stato sostituito dall’individualismo più feroce, dal darwinismo sociale, dal feudalismo plutocratico?

    Aridagliela con lo spauracchio del “darwinismo sociale”.
    Questi giovani sono proprio i figli dell’assenza del darwinismo sociale, sono i figli del welfare. Se non si capisce questo non si capisce nulla.

  • FBF

    Ogni tentativo di Rivoluzione conservatrice in Europa è fallito, meno quelle progressiste francese e russa che hanno hanno modificato geneticamente e antropologicamente il continente. In Russia venne creato quello che scientificamente viene chiamato homo sovieticus. Chi ha tentato di opporsi al cambiamento e perciò a NON cambiare a difendere le cose e di conservare, ha fallito ed è stato ucciso ed estinto perché conservatore. I montanari erano conservatori per natura perciò sono stati massacrati. I figli i nipoti e i pronipoti dei vinti della seconda guerra mondiale sono ancora colpevoli delle colpe oltre ad essere egoisti, razzisti etc. mentre il “male necessario” e milioni di altri con la “licenza di uccidere” i “malati” se la godono. Perciò per qualcuno questo altro olocausto non è stato un fallimento ma bensì mezzo per uccidere – anzi no – per crocifiggere milioni di esseri per fare un Cristo più cristiano cioè meno malato e fare una società fondata sull’Ethos e non sull’Ethnos. Per cui i nazisti, i fascisti, i comunisti, partigiani, americani, europei, partecipanti alle due guerre mondiali, sovietici compresi, furbi, ebrei, ingenui genuini, disoccupati etc. … insomma tutti … sono stati ingannati o usati e saranno – anzi saremo – ingannati ed usati fino ad essere cancellati dalla faccia della terra. I rimasti agiranno o per devozione nei confronti della bestia immane perché pagani servi e peccatori con il diritto di riprodursi o se communis per coscienza indotta. A comando useranno lo smartphone e i social networks naturalmente controllati e monitorati e dunque nazionalizzati per fare “la rivoluzione”. Il metodo è antichissimo: tradimento ed inganno. Nella penisola che influenza pesantemente il pianeta, c’è però una sostanziale differenza. Mentre negli altri paesi una normale meritocrazia sopravvive – sarò pessimista – magari solo per interesse economico nella penisola regna il peccato. Una forma di genuinità al di fuori della penisola si trova ancora perciò esiste ancora le “anime gemelle” da non confondere con la catastrofe “amore”. Ed infatti i capaci o chi ha il denaro sufficiente scappano perché neanche il denaro rende felice in una società oramai prostituita. Chi non lo è dovrebbe difendere l’Occidente dalla bestia immane.
    A questo punto, smartphone o no, lavoro o no, impegno o no, genitori o no, rivoluzione o no … chi è predestinato ad essere estinto dalla bestia immane lo sarà. E nulla cambierà mai, fino alla fine del mondo.

    • Apollonio

      ….” Ed infatti i capaci o chi ha il denaro sufficiente scappano perché neanche il denaro rende felice in una società oramai prostituita. Chi non lo è dovrebbe difendere l’Occidente dalla bestia immane. “…..

      Grande….!

      • FBF

        Grazie 🙂 pensavo di essere arrugginito.

  • fastidioso

    A legger questa roba divento idrofobo,,

    Renzi:  
    “And we consider United States of America as our point of reference, our clear leader, and we will continue to work together. But the real challenge today is not simply to create a common value to work together in international issues. It’s fight together against the culture of hate, against the culture of intolerance, against the culture of lack of respect. United States are a model in this fight, and I think we need a new efforts in this particular moment, because we risk not only out of our borders, a deviation, a deviation from our ideals and from our identity. For that reason, I think the presence of great country as United States in our destiny is a gift…”

    • WM

      Sei fuori tema, metti questo commento in un articolo sull’America, per favore

      • Primadellesabbie

        Ma devi ammettere che é esilarante con la faccenda del rispetto, la deviazione, il destino, il regalo!

        Troppa roba!

  • leda

    e a chi dovrei sparare? proprio a quelli che dormono tranquilli sul letto!
    dovrei sparare ad ogni angolo di strada …fare una strage di miei concittadini..
    ho la tua stessa età e non mi sento molto responsabile di questo facelo. La colpa la do soprattutto a chi ci ha preceduti…e poi non mi pare che i giovani siano così serene. Leggi “L’ospite inquietante” e capirai perchè i giovani sono così annichiliti… ho pena per loro e per me.

  • Federico

    Che fare? Ho 30 anni ma non vedo Luce in condo all tunnel, ci hanno anestetizzato atomizzato sfiduciato, quali alternative si hanno? Chi puo’ scappa, chi non puo’ si sorregge con LA famiglia se ne ha una decente, ma non vedo vie per reagire, le Lotte armate non hanno spettinato Il potere negli anni 70 figurati ora, I movimenti occupy sono buoni per riempire i tg, e in generale LA generations dei nostri padri che ha usufruito di un welfare decente sembra non supportare uno scontro ma e’ piu propensa ad un atteggiàmento di vivi e lascia vivere, la speranza era I’ll g8 a genova ma I manganelli hanno tagliato LA test a ad un movimento reale, senza organizzazione non si costruisce nulla