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REINVENTARE IL SISTEMA BANCARIO: DALLA RUSSIA ALL’ISLANDA E ALL’ECUADOR

DI ELLEN BROWN

Gli sviluppi mondiali nel campo della finanza e della geopolitica stanno portando ad un ripensamento sia della struttura del sistema bancario che della natura stessa del denaro. In evidenza, fra le notizie più interessanti:

  • In Russia, la vulnerabilità alle sanzioni occidentali ha portato a proposte volte alla realizzazione di un sistema bancario indipendente da quello Occidentale e fondato su principi diversi.

  • In Islanda, la forte espansione che si è conclusa con la crisi bancaria del 2008-09 ha spinto i legislatori a considerare la possibilità di togliere alle banche private il potere di creare denaro.
  • In Irlanda, Islanda e Regno Unito la carenza di credito a livello locale, indotta dalla recessione, ha portato a proposte volte alla realizzazione di un sistema di ‘banche d’interesse pubblico’, sul modello delle Sparkassen tedesche.
  • In Ecuador, la Banca Centrale sta rispondendo alla carenza di dollari, la moneta ufficiale dell’Ecuador, attraverso l’emissione di dollari digitali disponibili su Conti Correnti a cui tutti hanno accesso, diventando in questo modo una vera banca del popolo [1].

GLI SVILUPPI IN RUSSIA

Nel Novembre del 2015, in un articolo dal titolo ‘Russia Debates Unorthodox Orthodox Financial Alternative’, William Engdahl ha scritto che:

“”In Russia è in corso un significativo dibattito sulle sanzioni finanziarie che l’Occidente ha imposto alle banche e alle imprese russe [2014]. Il Patriarcato di Mosca della Chiesa Ortodossa ha presentato una sua proposta, svelata per la prima volta nel Dicembre del 2014, per rispondere alla profondità della crisi del Rublo e al collasso del prezzo del petrolio – per molti aspetti ricorda il modello bancario islamico senza interessi.

Lo scorso Agosto l’idea ha ricevuto un’enorme spinta dall’approvazione della ‘Camera di Commercio e dell’Industria’ russa. Potrebbe cambiare in meglio la storia, a seconda delle cose che saranno fatte e dei loro possibili sviluppi””.

Engdahl rileva che le sanzioni finanziarie lanciate dal Tesoro degli Stati Uniti nel 2014 hanno costretto gli intellettuali e i funzionari russi ad un ripensamento critico. Analogamente alla Cina, la Russia ha messo a punto una propria versione interna per i pagamenti interbancari SWIFT [2] e sta valutando un piano per la ristrutturazione del sistema bancario russo. Engdahl scrive che:

“”Analogamente ai modelli bancari islamici, che vietano l’usura, con il ‘sistema finanziario ortodosso’ non ci sarebbero interessi sui prestiti. Coloro che partecipano al sistema dividono i rischi, i profitti e le perdite. I comportamenti speculativi sarebbero vietati.

Se accettato, darebbe vita ad un nuovo tipo di banca o ‘organizzazione di credito’ a-basso-rischio che controlla tutte le transazioni e i ‘fondi d’investimento’, oltre al ‘project financing’ … La priorità sarebbe quella di garantire il finanziamento all’economia reale …””.

Il 15 Settembre 2013 Sergei Glazyev, uno dei consiglieri economici di Vladimir Putin, ha presentato al ‘Presidential Security Council’ alcune proposte economiche portatrici di un cambiamento radicale, per ridurre la vulnerabilità alle sanzioni occidentali e per garantire sia la sovranità economica che una crescita a lungo termine.

Particolarmente interessante è la proposta di concedere prestiti a basso tasso d’interesse al commercio e all’industria, dall’1 al 4 %, finanziati dalla Banca Centrale con un apposito Quantitative Easing – creando, in altre parole, moneta digitale.

La proposta consiste nell’emissione di 20 miliardi di rubli in cinque anni. L’utilizzo di un Quantitative Easing volto allo sviluppo economico rispecchia la proposta del leader laburista britannico Jeremy Corbyn, che auspica un ‘Quantitative Easing per le persone’. William Engdahl conclude che:

““A causa degli attacchi occidentali, la Russia ha avviato un affascinante processo di ripensamento che riguarda ogni aspetto della sua sopravvivenza economica. Un processo che potrebbe produrre una trasformazione molto sana, lontana dai difetti mortali dell’attuale sistema bancario””.

IL PIANO RADICALE DELL’ISLANDA

Anche l’Islanda sta pensando ad una radicale trasformazione del suo sistema monetario, dopo aver subito il devastante ‘boom-bust cycle’ [3] del suo modello bancario [privato] che, nel 2008, mandò in bancarotta le banche più grandi. Secondo un articolo del Marzo 2015 dello ‘UK Telegraph’:

“”Il governo islandese sta esaminando una proposta monetaria rivoluzionaria, che consiste nel togliere alle banche commerciali il potere di creare denaro, per poterlo poi consegnare alla Banca Centrale.

La proposta – un’autentica svolta nella storia della finanza moderna – faceva parte di una relazione scritta da Frosti Sigurjonsson, un Deputato del ‘Progress Party’ al governo del paese, intitolata ‘Un miglior sistema monetario per l’Islanda’.

Il Primo Ministro David Sigmundur Gunnlaugsson ha dichiarato che ‘… lo studio è un importante contributo alla discussione, sia qui che altrove, sulla creazione della moneta e sulla politica monetaria’. Il rapporto ha lo scopo di porre fine all’attuale sistema monetario, portatore di numerose crisi finanziarie, fra le quali la più recente è quella del 2008””.

Generando una ‘moneta sovrana’, la Banca Centrale islandese diventerebbe l’unica creatrice di soldi. Le banche commerciali continuerebbero a gestire i Conti Correnti e i pagamenti, facendo da intermediarie fra risparmio e prestito. La proposta è una variante del ‘Piano di Chicago’ [4] promosso da Kumhof e Benes del FMI e dal britannico ‘Positive Money Group’ [5].

INIZIATIVE PER IL ‘PUBLIC BANKING’ IN ISLANDA, IRLANDA E REGNO UNITO

Una delle principali preoccupazioni, privando le banche commerciali del potere di creare denaro, è che potrebbe ridursi fortemente la disponibilità di credito in un’economia già di per sé stagnante. Una soluzione potrebbe consistere nel trasformare tutte le banche, o solo qualcuna, in ‘istituti pubblici’.

Potrebbero ancora creare denaro, quando concedono i prestiti, ma lo farebbero nelle vesti di ‘agenti del governo’. Gli utili, in altre parole, sarebbero disponibili per un uso pubblico, sul modello della ‘US Bank of North Dakota’ e delle tedesche Sparkassen, ‘Casse di Risparmio’ pubbliche.

In Irlanda, ad esempio, tre Partiti politici – il Sinn Fein, il Partito dei Verdi ed il Renua Ireland – stanno sostenendo iniziative volte alla creazione di una rete di banche locali di proprietà pubblica, sul modello Sparkassen.

Anche nel Regno Unito la New Economy Foundation [NEF] sta proponendo che la fallita ‘Royal Bank of Scotland’ venga trasformata in una rete di ‘banche d’interesse pubblico’, costituite sulla base di quel modello. In Islanda, infine, un settore bancario di tipo pubblico fa parte della piattaforma di un nuovo Partito chiamato ‘Dawn Party’.

L’ECUADOREGNO ‘DINERO ELETRONICO’: UNA MONETA DIGITALE NAZIONALE

Fino ad ora queste revisioni sono solo al livello di proposta ma, in Ecuador, è già in corso una radicale trasformazione del sistema bancario.

Fin dal 2000, quando l’Ecuador decise di utilizzare il dollaro statunitense come moneta legale ufficiale, si son dovute spedire nel paese delle ‘barche’ cariche di dollari di carta solo per poter condurre i normali scambi commerciali. Per “migliorare l’efficienza dei sistemi di pagamento e contribuire alla stabilità economica del paese”, il governo del Presidente Rafael Correa ha quindi dato vita alla prima valuta-digitale nazionale mai emessa al mondo.

A differenza del sistema Bitcoin [5 bis] e delle cripto-valute private similari – che sono state dichiarate fuori legge nel paese – il ‘dinero electronico’ dell’Ecuador è gestito e sostenuto dal governo. La moneta digitale ecuadoregna è, più che del tipo Bitcoin, del tipo M-Pesa [6], un servizio privato di trasferimento del denaro basato sull’utilizzo del telefono-cellulare. Creato dalla Vodafone, ha generato la rivoluzione del ‘denaro mobile’ in Kenya [7].

Anche le Banche Centrali occidentali emettono moneta digitale, ma è ad uso esclusivo delle banche commerciali perché possano gestire i loro ‘conti di riserva’ – non è disponibile al pubblico.

In Ecuador, invece, ogni persona avente diritto può aprire un Conto presso la Banca Centrale. Aprirne uno è molto facile, basta rivolgersi ad un istituto finanziario e scambiare i soldi di carta con moneta elettronica memorizzata sul proprio smartphone.

A Maggio 2015 le banche e gli altri istituti finanziari dell’Ecuador hanno ricevuto l’ordine di adottare, entro il prossimo anno, il sistema di pagamento digitale che li rende ‘macro-agenti’ del ‘Sistema Valutario Elettronico’ [8]. Secondo una dichiarazione dell’Assemblea Nazionale:

“”La moneta elettronica stimolerà l’economia. Sarà utilizzata da un numero sempre maggiore di cittadini ecuadoregni, in particolare quelli che non dispongono di un Conto Corrente o di una Carta di Credito. La moneta elettronica sarà sostenuta dagli assets della Banca Centrale dell’Ecuador””.

Tutto questo significa che non c’è alcun timore che la banca possa fallire e che possano esserci ‘assalti agli sportelli’ o bail-in. Né pericolo che la moneta digitale possa essere svalutata da short-sellings speculativi [9]. Il governo ha dichiarato che si tratta del commercio 1-1 di dollari digitali degli Stati Uniti … prendere o lasciare. E la gente sta prendendo.

Secondo un articolo dell’Ottobre del 2015 intitolato ‘Ecuador Digital Currency Is Winning Heart’ [10], la moneta sta effettivamente prendendo piede in Ecuador. Diversi altri paesi, sia in America Latina che in Africa, non sono molto indietro [dal prendere questa decisione].

Il Presidente del ‘The Ecuadorian Association of Private Banks’ [11] ha osservato che la moneta digitale potrebbe essere utilizzata per finanziare il debito pubblico. Tuttavia, il governo ha insistito sul fatto che questa possibilità non sarà presa in considerazione. Secondo un economista della Banca Centrale dell’Ecuador [12]:

“”L’abbiamo creata [la moneta digitale] come espressione del governo perché volevamo che fosse un prodotto democratico. In tutti gli altri paesi è fornita dalle aziende private ed è costosa. Ci sono barriere all’ingresso ed anche dei costi per trasferire il denaro da un operatore telefonico all’altro. Quello che abbiamo fatto, nel nostro paese, è un qualcosa che può essere utilizzato da tutti, indipendentemente dall’operatore che sta utilizzando””.

IL ‘BANKING MOVES’ NEL 21° SECOLO

I catastrofici fallimenti del sistema bancario occidentale hanno portato ad una nuova visione del sistema bancario. Queste trasformazioni, solo proposte o già in attività, sono dei passi costruttivi verso la sua razionalizzazione, eliminano i rischi che hanno devastato le persone ed i governi, democratizzano il denaro e promuovono economie prospere e sostenibili.

Sono portatrici, inoltre, di alcune domande piuttosto provocatorie:

  • Un Quantitative Easing pari a 20 miliardi di rubli, volto allo sviluppo della Russia, scatenerebbe l’iperinflazione?
  • La fusione della versione islandese del ‘Piano di Chicago’ con un sistema bancario pubblico, potrebbe restituire il potere di creare denaro allo Stato senza far crollare il credito?
  • La moneta-digitale nazionale ecuadoriana sarebbe compatibile con la ‘guerra al contante’ in corso in Europa?

Le questioni saranno esplorate negli articoli successivi. Restate sintonizzati.

Ellen Brown

Fonte: http://ellenbrown.com/

Link: http://ellenbrown.com/2015/12/11/reinventing-banking-developments-in-russia-iceland-the-uk-and-ecuador/#more-10574

11.12.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore, ed inoltre:

[1] Per saperne di più, fra i numerosi articoli pubblicati sull’argomento, si può vedere qui: https://www.rt.com/news/183960-ecuador-currency-digital-dollar/, oppure qui: http://www.theguardian.com/world/2015/feb/26/ecuador-digital-currency-dollar-rafael-correa o infine qui: https://bitcoinmagazine.com/articles/ecuador-pushes-forward-upcoming-electronic-currency-system-1433277129.

[2] Per una descrizione del sistema Swift russo si può consultare, fra i tanti, questo sito: https://aurorasito.wordpress.com/2015/01/03/il-sistema-di-pagamenti-della-russia-alternativo-a-swift/

[3] Boom-Bust Cycle. Per la sua definizione si può vedere qui: http://www.investopedia.com/terms/b/boom-and-bust-cycle.asp

[4] Qui il piano: https://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf

[5] Per saperne di più: http://positivemoney.org/about/

[5 bis] Per saperne di più: https://bitcoin.org/it/

[6] Per saperne di più: http://www.cnbc.com/2015/02/06/ecuador-becomes-the-first-country-to-roll-out-its-own-digital-durrency.html

[7] Qui un video sull’argomento: http://www.cbsnews.com/videos/the-future-of-money/

[8] Qui i dettagli: http://bitcoinist.net/ecuadors-e-money-initiative-outlaws-bitcoin-makes-mandatory-banks-follow-dictate/

[9] Speculazione al ribasso.

[10] Qui l’articolo: http://www.newsbtc.com/2015/08/13/ecuadors-digital-currency-is-winning-hearts/

[11] Qui l’articolo: http://www.newsbtc.com/2015/08/13/ecuadors-digital-currency-is-winning-hearts/

[12] Qui l’articolo: http://www.techtimes.com/articles/75609/20150810/ecuador-first-country-use-public-digital-currency-system.htm

Pubblicato da Davide

  • geopardy

    Bene, siamo d’accordo, nulla da recriminare.

    L’unica cosa che temo, è che tutto ciò aumenti a dismisura la possibilità di una guerra mondiale nel vero senso della parola, poichè, si andrà restringendo enormemente il potere di usura del sistema vigente per carenza di popoli da sottomettere con il debito e, inoltre, pieni di quelle risorse necessarie (come la Russia e l’Iran, ad esempio) per il controllo globale.
    Le cose sono due, o anche il sistema "occidentale" si adegua oppure gli altri non riusciranno nell’intento.
    Nel  caso in cui gli altri ci riescano, avremo un inasprimento dell’usura in Ue e Usa, con conseguenze devastanti (da qui la guerra per prevenire ciò), se non riuscissero, avremo un periodo più o meno lungo di alleggerimento da noi, ma è solo questione di tempo, poi, sarà l’intero globo ad essere sotto un’intollerabile usura, alla meglio delle ipotesi, avremo un periodo difficile da quantificare di "compromessi" internazionali, volti ad evitare l’irreparabile "crollo".
    Pensando ai posteri, spero che la soluzione sia la prima.