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QUI' GIACE SYRIZIA

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

La spietatezza regna, l’amarezza è al colmo. Nulla sarà più come prima, salvo per la continuazione del genocidio economico. La nostra situazione è paragonabile alla terza battaglia di Ypres, di Montoire e di Vàrkiza… SYRIZA non è più come prima, oserei dire che in un certo senso SYRIZA non esiste proprio più. Si fa la storia in diretta, e a piena voce. Martedì 14 luglio, in serata, ho assistito come osservatore invitato alla riunione plenaria di Piattaforma di Sinistra, la corrente di sinistra in seno a SYRIZA. Le fotografie che ho scattato di nascosto sono per forza di cose mosse. I giornalisti erano esclusi, perché la riunione non era né pubblica né aperta, e la consegna degli organizzatori, ribadita da Panagiotis Lafanzànis in persona, era di “non registrare il dibattito né darne comunicazione, al di fuori della dichiarazione che faremo alla stampa che ci aspetta fuori”.

Secondo il reportage della stampa greca del 15 luglio, “in occasione della riunione dei dirigenti di Piattaforma di Sinistra si è cercato un coordinamento con altri gruppi organizzati e dissidenti in seno a SYRIZA al fine di adottare una linea comune per le prossime riunioni, sia in Parlamento sia negli organi del partito. «La nostra tabella di marcia è andare verso la moneta nazionale, avremmo già dovuto farlo e possiamo farlo ora, utilizzando i 22 miliardi di euro della riserva della Banca di Grecia per pagare i salari e le pensioni e approfittare così di questo lasso di tempo per stampare una nostra moneta» questo è quel che avrebbe detto Lafazanis, ma non è dato saperlo poiché la riunione era a porte chiuse e non è stato rilasciato alcun comunicato”.

“Chiaramente molti membri di questa corrente di SYRIZA si sono apertamente dichiarati a favore di un voto contrario alle proposte del governo per un accordo, ciò nonostante hanno lasciato la porta aperta, la porta della comunicazione e del dialogo, ribadendo la necessità assoluta che il governo, anche in questo momento, rigetti l’accordo. Voci di corridoio indicano che Piattaforma di Sinistra è in contatto con l’ex Ministro delle Finanze (Yanis Varoufakis)”. Così dice il quotidiano «Ethnos» del 15 luglio. È tutto vero, ma… non posso dire di più sui dibattiti e su quanto è stato detto ieri [martedì 14, N.d.T], i lettori di greekcrisis.fr capiranno!

Posso però dire che il clima era teso, i volti erano tirati e i cuori battevano forte. I ministri della corrente di sinistra di SYRIZA (che fra qualche ora non saranno più tali) hanno precisato una cosa che, peraltro, tutti sanno: “La procedura è anticostituzionale, più anticostituzionale che mai. Nessuno ha letto davvero il testo, che è stato presentato solo in due articoli, nemmeno i ministri più direttamente interessati. È un diktat… imposto e dettato, quindi è una violenza anzitutto della volontà popolare, che si è espressa con il referendum, quindi della sovranità nazionale e, per inciso, anche della sinistra, in Grecia come altrove. Non accetteremo questa versione della storia… della nostra storia”.

Raggiunto al telefono in diretta sul canale Ant1 (15 luglio), il deputato di Piattaforma di Sinistra eletto al Pireo, Leoutsakos, ha spiegato che “il suo obiettivo è quello di Piattaforma di Sinistra, che in realtà è lo stesso di tutta SYRIZA fedele alla propria storia, ai propri impegni nei confronti del popolo greco, referendum compreso: informare, lottare, preparare il popolo perché alla fine si esca dall’euro… perché nessuna politica di sinistra è possibile nei paesi della cosiddetta zona euro, ed è da qui che deriva il disastro totale della strategia di SYRIZA fino ad adesso. Se l’accordo passa (il memorandum III) allora lotteremo finché verrà annullato”.

“Alexis Tsipras ha commesso un grave errore nell’accettare l’accordo, perché è un errore restare in un’unione monetaria da sottomessi. Voteremo NO al testo ma non ci dimetteremo da deputati, perché quel mandato appartiene a SYRIZA e noi restiamo fedeli alle idee del partito, rispettandone la deontologia interna. Non fonderemo un nuovo partito, solo dentro SYRIZA è possibile un cambiamento, questo è certo”. (cito a memoria).

Dimistris Vistas, anche lui deputato di SYRIZA (ma della maggioranza) ha abbandonato infuriato lo studio di un dibattito tv: giusto per dimostrare qual è il livello del dibattito in SYRIZA. Poco prima di mezzogiorno del 15 luglio, Nadia Valavani (ministro con delega all’Economia) ha rassegnato le dimissioni, mentre Zoe Kostantopoulou, Presidente del Parlamento, ha esortato i deputati a non cedere al colpo di stato e alle pressioni.

Gli avvenimenti si addensano davanti all’uscita di sicurezza della storia. Piazza Syntagma, schiacciata dal nazismo blu dell’UE e di una Berlino eterna… una nuova tipologia di manifestanti fa la propria comparsa. Sono i sostenitori di Syriza, indignati, manifestano con rabbia e determinazione, alcuni hanno pure bruciato una bandiera del partito. Il nuovo slogan, che decora ormai la pavimentazione della piazza, è il seguente: “qui giace SYRIZA… che un tempo sostenevo”. Le forze speciali della polizia hanno ritrovato la loro piazza davanti al Parlamento. Qui giace una certa parte di SYRIZA.

La strategia di Piattaforma di Sinistra sembra prender forma: assumere il controllo del partito e relegare il governo Tsipras al rango di elettrone libero del memorandum. Sembra fatta, ma è prematuro dirlo. Mercoledì 15 luglio un testo sottoscritto da 109 membri del Comitato Centrale di SYRIZA (su un totale di 201 delegati) e subito reso pubblico alla stampa lancia un appello all’unità di SYRIZA, al rispetto degli impegni presi prima delle elezioni e nel corso dell’ultimo congresso del partito.

Ecco il testo integrale: “Il 12 luglio c’è stato a Bruxelles un colpo di stato. È stato provato che lo scopo dei dirigenti europei era lo sterminio di un popolo per farne un monito, lo sterminio di un popolo che aveva sperato in un’altra strada, al di là e al di fuori dal modello neoliberista della austerità più estrema. Un colpo di stato diretto contro ogni idea di democrazia e sovranità popolare. L’accordo con le “istituzioni” [ex-Troika, N.d.T.] è il risultato delle minacce dirette di strangolamento economico, introduce un nuovo memorandum che in termini di controllo è ancora più pesante e umiliante, un disastro per il nostro paese e il nostro popolo. Comprendiamo bene la situazione, o per meglio dire le pesanti pressioni esercitate sulla parte greca nel corso dei negoziati, ciò nonostante riteniamo che il fiero NO di un intero popolo al referendum non autorizza il governo a sottomettersi alle pressione e all’ultimatum dei creditori. Questo accordo è incompatibile con le idee e i principi della sinistra, ma soprattutto è incompatibile con i bisogni dei ceti popolari. Queste proposte non possono essere accettate né dal popolo, né dai dirigenti di SYRIZA. Chiediamo la convocazione immediata di una riunione del Comitato Centrale e invitiamo i suoi membri, i dirigenti e i deputati di SYRIZA, a salvaguardare l’unità del partito sulla base degli impegni che abbiamo fatto nostri nel gennaio 2015 e su quanto uscito dall’ultimo congresso di SYRIZA”.

In più, venti delegazioni regionali di SYRIZA hanno preso la stessa posizione, e non è che l’inizio. In qualche maniera il memorandum III segnerà la sorte di SYRIZA almeno quanto segna la sorte dell’europeismo. Pétros, un vicino che ho incontrato mercoledì mattina, è della stessa idea: “SYRIZA, per come la conosciamo, è finita. Questo memorandum è un genocidio. Non lo permetteremo, con una nuova SYRIZA, con un altro movimento politico e soprattutto mobilitandoci e prendendo nuova coscienza, faremo ogni cosa per resistere e per uscire dall’UE. Non importa come, ma bisogna uscire in modo meditato e preparato dall’Euro. E infine bisogna capire che la via che ci indicano è la strada della morte assicurata, mentre con l’altra via sarà forse più difficile, ma almeno potrebbe tornare la speranza”. Sei mesi fa Pétros, elettore di SYRIZA, credeva che l’Europa fosse il quadro naturale per la Grecia. Ora non lo pensa più, e non lo penserà mai più.

La tragedia politica, e senza dubbio personale, di Alexis Tsipras ha avuto comunque il merito di smuovere le linee dell’Europeismo, in Grecia come altrove. Nel corso della riunione di Piattaforma di Sinistra Panagiotis Lafazànis ha insistito sui falsi sondaggi, pagati profumatamente. “Credetemi, tutti i sondaggi su questa storia della presunta immagine positiva dell’UE e dell’Euro sono stati pagati affinché fossero falsi: bisogna esserne consapevoli”.

Nel suo intervento di martedì sera (14 luglio) Costas Lapavìtsas, economista e deputato di SYRIZA (Piattaforma di Sinistra) ha insistito su due punti, che già aveva reso noti davanti ai giornalisti: “Prima di tutto è la prima volta nella mia carriera di economista che vedo una simile bozza di accordo. Non solo è di tipo neo-colonialista, e nessuno può dire il contrario, ma soprattutto contiene alcune formule e giri di parole che gli danno un’aria apertamente punitiva e di rivincita, che va oltre ogni logica economica (anche di tipo neo-colonialista). È così che l’élite tedesca pensa di «regolare la questione greca». In secondo luogo, lo ripeto, noi abbiamo un piano B, attraverso il quale usciremo dalla zona euro, tappa dopo tappa”.

La Grecia sa e la Grecia capisce. Suicidandosi in piazza Syntagma, l’ex farmacista in pensione, Dimistri Kristoulas, non aveva risparmiato le sue ultime parole. C’ero quel giorno… strano caso. “Ne sia prova il biglietto visionario, scritto di suo pugno, che il nuovo martire dei tempi moderni che è stato Dimistris Kristoulas, una vita da farmacista, lasciò espressamente in tasca, un vero manifesto ideologico ancor più che un testamento spirituale, prima di lasciare questa terra ingrata. Credo che un giorno i giovani senza futuro, in questo paese, prenderanno le armi e andranno a prendere i traditori”. Così scrive Daniel Salvatore Schiffer, sulla sua rubrica de… Le Nouvel Observateur.

Memorandum dopo memorandum, suicidio dopo suicidio, è un legame sociale intessuto attorno alla paura e alla morte a diventare un incontrollato catalizzatore del futuro. La barriera anatomica della società greca è stata aperta e da allora la ferita non si è rimarginata. Solo che, in fin dei conti, la paura è stata sconfitta, già nel gennaio 2015 e, in seguito, in occasione del recente referendum. Da qui, è logico, la spedizione punitiva, eredità del passato imperiale e nazista dell’élite tedesca.

Se non fosse che in Germania sono già molti i cittadini o le organizzazioni politiche che esprimono il proprio disaccordo. Wolfgang Schäuble, ladro e peggior mafioso dei mafiosi, “non solo prepara un progetto per un’Europa germanocentrica, ma è altresì l’usufruttuario di un tale progetto. I fondi del Lussemburgo dove dovrebbero essere trasferiti i 50 miliardi di dollari provenienti dalle privatizzazioni greche imposte nella prima versione del memorandum III sono in realtà una società della quale Schäuble è presidente del CdA. Questo spiega tutto, e dobbiamo capire che cosa significa l’ipoteca sui popoli europei messa dall’oligarchia tedesca”. Così ha dichiarato il Ministro del Lavoro Panos Skourlétis (SYRIZA) davanti ai deputati, mercoledì scorso.

Il memorandum III introduce, fra le altre cose, un automatismo delle misure di austerità che scatta quando alcune cifre non corrispondono al programma algoritmo-liberista di Angela Merkel e François Hollande. È un saggio della Nuova Europa in gestazione. È anche per questo che essa è diventata sinonimo di odio, guerra e distruzione massiva delle società, della democrazia, delle nazioni e delle sovranità. Perciò fermiamoci finché c’è ancora tempo: in altri termini, bisogna rifare l’UE, e questo deve essere il solo e primo programma della sinistra.

Syriza non c’è più, e il memorandum III finirà molto male. Presto o tardi la società greca esploderà. Ne sono convinto e non solo il solo ad Atene a pensarlo.

La… «Grrrrrecia», tutta la Grecia, sta mordendo i denti. Per la strada, nei caffè, la gente è infiammata, infuriata, amareggiata e determinata. Non ha altre armi al di fuori della propria presenza fisica o del voto, malgrado le truffe e i colpi di Stato.

Alla fine della riunione di Piattaforma di Sinistra siamo andati a bere un bicchiere di vino in un bistrot all’angolo. Abbiamo commentato i fatti, compresa l’intervista che Alexis Tsipras aveva rilasciato alla televisione pubblica ERT quella sera stessa. “Non è convincente, sta sulla difensiva…”. Quando si è trattato di pagare il conto, Caterina Thanopoulou, di Piattaforma di Sinistra e vice presidente della Regione Attica, con delega agli affari sociali, ha tirato fuori un biglietto (falso) da «500 nuove dracme». “E’ un po’ presto, ma è anche troppo tardi, continuiamo a guardare sempre il sole… dietro la griglia dell’euro!”.

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2015/07/Fr0448.html#deb

15.07.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    Uscire dall euro ?
    Questo avrebbe dovuto essere il tema del referendum indetto da Tsipras , non quella buffonata dove si chiedeva alla gente se era favorevole o contraria a nuove misure di " austerita’ "
    Tsipras e Varoufakis hanno bluffato ma gli altri sapevano che  non avevano le carte giuste in mano ed erano pronti a cercare la prima scusa per buttare la Grecia fuori dall euro , cosa che a quanto sembra i greci non vogliono .

  • adriano_53

    Se la vicenda SYRIZA si è chiusa, la vicenda Grecia-Euro è più aperta che mai, anzi, è destinata ad incancrenirsi giorno dopo giorno, ora dopo ora. Le convulsioni greche saranno la colonna sonora dell’euro nel prossimo futuro.

  • Veron

    C’è aria di rivolta in Grecia. E i potenti non aspettano altro, già abbiamo visto girare i primi black block ad Atene.

    Tsipras ha sbagliato a mollare, ma era solo contro tutti. Avrebbe dovuto tenersi Varoufakis e prepararsi a uscire dall’euro. Non può esistere un euro senza austerità.

  • PietroGE

    [i]" È stato provato che lo scopo dei dirigenti europei era lo sterminio di un popolo per farne un monito, lo sterminio di un popolo che aveva sperato in un’altra strada,"[/i]

    Sterminio, colpo di stato, trattato di Versailles 2.0, Merkel come Hitler, nuova occupazione. Si fa a chi la spara più grossa. Ma allora perché la gente vuole restare nell’euro? Forse perché Syriza che sa fare le assemblee, le dimostrazioni, i bei discorsi roboanti e iperbolici, non è capace di gestire l’economia di un Paese con una moneta autonoma?

  • makkia

    Qui giace la sinistra, non Siryza.

    Mi sembra un po’ di rivivere la gestazione del governo Letta. Gli elettori del PD, indignati, che scendono in piazza contro i loro dirigenti. Traditi come più sfacciatamente non si poteva: erano andati a votare Bersani e il "Mai con Berlusconi!" e si ritrovano il nipote del n°2 di Silvio PdC e la Große Koalitione.

    Ma poi… la stabilità, la paura del futuro, fanno sì che non si vada oltre l’indignazione.
    I politici piccoli e grandi temono per le loro poltroncine e preferiscono moderare i toni, annacquano il fiele fino a renderlo bevibile.
    E poi arriva Renzi (che un anno prima gli elettori avevano "sconfitto" alle primarie), fa due gabole di marketing partitico e stravince le europee.
    Il "piddino" esisteva già, nei modi e nei risultati, ma con Letta è stato sancito ed esposto al pubblico.

    Il punto non è neanche più l’uscita dall’euro. Il punto è che la sinistra nel mondo non è più pensabile come motore di cambiamento e come difensore degli strati deboli della società.
    Siryza e Podemos possono anche raccogliere queste istanze negli elettori, ma ne sprecano i voti e la volontà di opporsi e le trasformano in una indignazione velleitaria e di facciata, buona solo per assolversi dall’essere complici del massacro sociale. Che lo facciano i socialisti nell’UE, Obama, il Labour o la socialdemocrazia nordica, gli esiti sono gli stessi delle destre.

    Ma non è vero che non c’è differenza fra destra e sinistra. Gli elettori di destra sono meno ipocriti: votano per salvaguardare i pochi privilegi che ancora hanno. E se questo significa uscire dall’euro, gli elettori di destra non ne hanno altrettanta paura di quelli di sinistra.