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PUTIN FA ABORTIRE IL SOUTH STREAM E VA IN TURCHIA

FONTE:

Putin fa abortire il “South Stream” Pipeline e invece investirà massicciamente nella costruzione di un nuovo Pipeline verso la Turchia. Il progetto South Stream è ormai finito. “Putin ha detto che Mosca smetterà di spendere soldi per il progetto del gasdotto South Stream della Gazprom per la fornitura di gas naturale all’Europa ed ha incolpato l’Unione Europea di averlo fatto naufragare.”

Con il senno di poi, avremmo dovuto averlo capito già da agosto.

Allora scrivemmo che il Primo Ministro della Bulgaria, Plamen Oresharski, il paese membro dell’UE paese in, più povero, all’inizio di giugno aveva ordinato un primo fermo al progetto (l’Europa offre un’ancora di salvezza al sistema bancario nazionale) e successivamente lo aveva bloccato in quanto non soddisfaceva i requisiti previsti dalla Commissione Europea.

E poi, arrivò a Putin un altro messaggio molto chiaro su dove si possono spingere le alleanze di questa nazione ex satellite sovietico, la NATO schierò 12 F-15 e 180 uomini nella base aerea bulgara di Graf Ignatievo.

Una dozzina di F-15 e circa 180 uomini dalla 493° base della RAF di Lakenheath, in Inghilterra, si sono spostati nella Base aerea di Graf Ignatievo per partecipare a due settimane di esercitazioni bilaterali con le forze aeree bulgare, secondo quanto ha riferito il portavoce del Pentagono, Colonnello Steve Warren, ai giornalisti lunedì.

L’esercitazione è cominciata lunedì scorso che continuerà fino al 1 settembre.

il motivo di questo schieramento è “addestrare e mettere a fuoco il mantenimento di un’allerta congiunto e di costruire una interoperabilità” ha aggiunto Warren.

La mossa è arrivata nel momento in cui i partner americani dell’Europa dell’est e i loro alleati si sono resi conto dell’importanza dell’intervento militare russo in Ucraina. Ci sono timori che Mosca possa provare a destabilizzare altri paesi nella regione.

Questo è un riflesso del nostro impegno costante per migliorare la sicurezza della regione“, ha detto Warren parlando delle esercitazioni.

Noi concludemmo l’articolo come segue: “Come reagirà Putin ci si deve chiedere


Ora abbiamo la risposta:

stamattina, con un annuncio sorprendente, Putin ha rivelato che il progetto South Stream è ormai finito. Come riporta il WSJ : Putin ha detto che Mosca smetterà di perseguire il progetto del gasdotto South Stream della Gazprom per rifornire di gas naturale l’Europa attraverso un collegamento sottomarino con la Bulgaria, ed ha incolpato l’Unione Europea di aver fatto naufragare il progetto.”

“Non abbiamo potuto ottenere le autorizzazioni necessarie dalla Bulgaria, e quindi non possiamo continuare con il nostro progetto. Non possiamo continuare a fare investimenti solo per essere fermati alla frontiera della Bulgaria, ha detto Putin. “Naturalmente, questa è un scelta fatta dai nostri amici in Europa.”


“Pensiamo che la posizione della Commissione Europea non sia stata costruttiva“, ha detto Putin. Se l’Europa non vuole che questo progetto non venga realizzato non verrà realizzato.”

Putin ha ragione: l’Europa – eccetto l’Austria – negli ultimi mesi, aveva visto aumentare le resistenze al South Stream, con l’intensificarsi della crisi in Ucraina. L’UE era preoccupata che il progetto avrebbe consolidato la posizione della Russia come fornitore dominante di gas naturale in Europa. La Russia già fornisce circa il 30% del fabbisogno annuo di gas europeo.

Così che cosa poteva fare Putin?

Poteva firmare una alleanza strategica con la Turchia membro della NATO, unico paese in Europa che è tutt’altro che europeo (dovuto al veto infinito della Germania che impedisce la sua entrata nella UE, per paura del basso costo del lavoro degli immigranti) e che ultimamente è sempre più anti-occidentale – per la costruzione di un nuovo mega-oleodotto verso la Turchia. Come scrive RT , il CEO della Gazprom, Aleksey Miller, ha detto che il gigante energetico costruirà un enorme gasdotto che congiungerà la Russia, passando attraverso la Turchia, e si fermerà al confine con la Grecia consentendo alla Russia di accedere al mercato europeo meridionale. In effetti, la Russia in questo modo avrà ancora accesso ai punti terminali del Southern Stream.

Il gasdotto avrà una capacità annua di 63 miliardi di metri cubi. Un totale di 14 miliardi di mq verrà consegnato alla Turchia, che è il secondo più grande cliente della Gazprom’s nella regione, dopo la Germania.

Il Ministro dell’ Energia russo, Aleksandr Novak, ha detto che il nuovo progetto includerà un HUB costituito appositamente sul confine turco-greco per rifornire i consumatori dell’Europa del sud.

In una conferenza stampa congiunta di Putin e del leader turco Erdogan, il presidente russo ha detto che lo scorso anno la fornitura di gas russo alla Turchia è aumentata di 3 miliardi di metri cubi già attraverso il già operante gasdotto Blue Stream. Secondo la Reuters il gas russo che ha raggiunto la Turchia attraverso il Blu Stream è stato di 13,7 miliardi di metri cubi.

Altro vantaggio collaterale nel divenire alleato russo privilegiato: Mosca ridurrà del 6% il prezzo del gas per i clienti turchi a partire dal 1 ° gennaio 2015 – ha detto Putin. Poi, ha detto Novak, lo sconto potrebbe raggiungere il 15%, ma questo è ancora oggetto di trattative. Sorry Ucraina.

E anche sorry Bulgaria, che pur essendo totalmente dipendente dal gas russo per le sue esigenze commerciali, industriali e residenziali, ha deciso di schierarsi con la nave che affonda capitanata dall’ Unione Europea, cosa che rende questo paese come l’ultimo stato vassallo e insolvente in una Eurozona che affonda.

Questi punti Putin li ha ribaditi con abbondante chiarezza durante la conferenza di oggi:

  • PUTIN: BULGARIA E’ INCAPACE DI AGIRE COME STATO SOVRANO PER DECIDERE SUI COLLEGAMENTI PER IL GAS
  • PUTIN: LA RUSSIA HA RIORIENTATO LE PROPRIE RISORSE ENERGETICHE VERSO ALTRI MERCATI: IFX

La Bulgaria deve ora si aspettarsi che i costi per il gas arrivino dove erano già coraggiosamente arrivati sul coraggioso mercato ucraino.

Per quanto riguarda la Turchia, il paese che collega l’Europa con l’Asia è solo l’ultima propaggine dell’alleanza anti-dollaro di Putin: La TURCHIA e la RUSSIA accettano di utilizzare valute locali nell’interscambio commerciale: TRT

O, come direbbe Obama, la Russia sta continuando ad “isolarsi” ancora di più.

Fonte: http://www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2014-12-01/putin-kills-south-stream-pipeline-will-build-new-massive-pipeline-turkey-instead

1.12.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • Primadellesabbie

    Mi sembra si possa osservare che Putin stia pilotando una crescita laddove i suoi avversari sono alle prese, nei loro Paesi, con la tendenza inversa.

    Non so se abbia, per conseguenza, un vantaggio ma certo gode di una maggior libertà di fare e disfare progetti.
    Sarebbe interessante poter confrontare i costi, e l’inesorabile incremento che li caratterizza, dell’apparato di aggressione occidentale con quelli del sistema difensivo russo.
    In queste condizioni non mi meraviglierei che ciò che pare rappresentare un peso, al punto di cercare di scaricarlo sugli alleati, per l’uno, potrebbe essere un’ulteriore occasione di sviluppo per l’altro.
    O sbaglio?
  • MarioG

    Ecco fatto!
    Grazie zio Sam

  • geopardy

    Un attacco alla Russia sarebbe un suicidio reciproco.

    Non potendo attaccarla con l’esercito, cercheranno estremisti disposti ad immolarsi in una mega operazione di terrorismo utilizzando, non so se possibile in Russia (ora non credo proprio), una qualche protesta golpista.
    La Russia sa certamente di questo risvolto, è l’unica grande potenza che da anni mette in guardia chi finanzia queste scuole del massacro, dipinte di connotazioni più o meno religiose, circa la loro pericolosità globale, cioè, per tutti.
    Aspettiamoci ogni tentativo, compreso quello finanziario in atto, per "fermare" con guerre asimmetriche la Russia.
  • AlbertoConti

    " … un HUB costituito appositamente sul confine turco-greco per rifornire i
    consumatori dell’Europa del sud"

    Pofferbacco, aveva ragione
    Monti:

    Qual’è il più grande successo dell’euro? La Grecia!

    Povero
    Monti, non è stato capito, non si riferiva al passato, stava annunciando una
    profezia! Cose che succedono andando a messa tutte le sante domeniche!

  • Penta

    Rifiuterà la Grecia di far passare il gasdotto sul suo territorio?
    E poi l’Italia?
    E poi …

  • glab

    secondo me sono "quelli" del nabucco che ancora non hanno capito che il loro nabucco non lo vuole nessuno perchè non serve a nessuno salvo che a loro ma costa a tutti gli altri.

    nel frattempo si adoperano ad impedire agli altri di fare ciò che realmente gli è utile, il south stream.
  • Chiloe12

    Putin decapita il south stream però rilancia il BLUE STREAM, e forse Erdogan è abbastanza scaltro da stare al gioco, allargandolo al Sud Europa (Grecia,..).

  • albsorio

    Cambiando piano, ma dalla Turchia non passavano i mercenari/ribelli contro Assad?

    Militarmente (intelligence) la Russia aiuta la Siria di Assad poi fa affari con la Turchia che difatto diventa un cuneo piantato nella politica economica EU-NATO, è un mito Putin.
  • adriano_53

    Putin è uno statista, ma gli altri sono delle ciofeche infernali.

  • luiginox

    il tubone russo sarà una benedizione per l’economia turca.speriamo che una derivazione possa,attraversando grecia e albania,giungere anche a noi.si può disobbedire all’impero?

  • Earth

    Una super supposta da inculata a tutti gli oppositori.

    Piu’ gli vanno contro e piu’ la grandezza della supposta aumenta.
    Putin chapeau!
  • glab

    mah … si vede che a sti qua gli piace! 

  • Tao

    Il South Stream è morto. Il progetto russo-italiano-francese-tedesco finalizzato al trasporto di gas dal porto di Beregovaya, in Russia, direttamente in Europa, con due tronconi distinti che sarebbero sbucati in Austria ed in Puglia, è stato abortito a causa delle pressioni statunitensi su Bruxelles. L’Europa, minacciata da Washington, ha fatto di tutto per scoraggiare i russi e questi hanno rinunciato alla posa dei tubi.

    Per l’Italia è un danno economico e strategico immane. La Saipem perde di colpo un contratto di 2,4 miliardi di dollari per la costruzione del tratto offshore del dotto e l’Eni perde la faccia con i suoi partner slavi. Il Corriere delle Sera, confermando la sua natura antinazionale, quasi esulta per questa disfatta che potrebbe costarci cara sul fronte della sicurezza energetica. Ora Roma sarà costretta a sfruttare, senza risparmio, le sue risorse interne, con le comunità locali già sul piede di guerra (vedi Basilicata) poichè temono trivellazioni eccessive, o dovrà acquistare tale materia prima su mercati meno stabili dove i prezzi sono anche più elevati.

    C’è la crisi, la nostra bolletta energetica non gode di buona salute e qualcuno si permette di lasciarsi scappare chance come queste, solo per fare un dispetto a Putin o assecondare le manie monopolari di Obama. Occasione che non si è fatta soffiare la Germania, Paese ancora molto più serio del nostro, che ha finalizzato, senza troppi problemi, il North Stream (sempre in compartecipazione con Gazprom, compagnia che detiene il pacchetto di controllo della società North Stream AG), progetto gemello e più “fortunato” del South Stream, assicurandosi la certezza dei rifornimenti per un lungo periodo.

    Berlino sì e noi no, questa è L’Europa dove l’Italia è un membro di serie B, tollerato e mazziato, anche da quest’ultimo affronto che ci nega approvvigionamenti garantiti. E’ stato proprio il Presidente russo ad annunciare la sospensione del programma South Stream: “Tenendo conto della posizione della Commissione europea, tenendo conto del fatto che non abbiamo avuto il permesso dalla Bulgaria, riteniamo che la Russia non sia in grado di sviluppare questo progetto. Dovremo riconsiderare la partecipazione a questo progetto”. Più duro il capo di Gazprom Alexei Miller che ha parlato di cessazione definitiva delle attività: “Tutto il progetto è chiuso ha dichiarato a RIA Novosti. Tuttavia, la Russia ha già deciso che ricorrerà ad un potenziamento del Blue Stream, il gasdotto che rifornisce la Turchia, anche impiegando hub supplementari, per non subire cali nella commercializzazione e nella produzione. Il raddoppiamento della capacità del Blue Stream ripagherà i russi del fallimento del South Stream e risulterà anche meno oneroso di quest’ultimo sotto il profilo degli investimenti. Infatti, il tratto di mare per l’accesso al territorio turco è più corto di 500 km rispetto a quello, ormai naufragato, del gasdotto che sarebbe emerso in Bulgaria. Chissà se i russi chiederanno ancora alla Saipem di essere della partita dopo quanto accaduto col precedente contratto appena stracciato.

    L’Italia, invece, risulta nuovamente danneggiata nei suoi interessi fondamentali da questa Ue senza capo né coda che prende ordini da Oltreoceano e bastona gli Stati più deboli. Per motivare quest’ultima défaillance i burocrati di Bruxelles sono ricorsi ad una giustificazione che sa di beffa, soprattutto per il (fu)Belpaese. In realtà, le sanzioni occidentali che hanno colpito il Cremlino sarebbero la causa di questo passo indietro di Putin, il quale, senza i capitali messi a disposizione dalle banche del Vecchio Continente, non è in grado di concretizzare grandi piani infrastrutturali. E’ una balla colossale ma gli euroburocrati non sanno più dove attaccarsi per mascherare la propria inadeguatezza, in un mondo che cambia velocemente e del quale non sanno tenere il passo. Per quanto tempo ancora l’Italia se ne starà buona buona in questo circolo di strozzini, chiamato Unione Europea, che la depreda come una colonia africana? Quanti filo-americani dovranno ancora alternarsi al Governo prima di veder nascere un esecutivo autenticamente attento a conservare la propria sovranità nazionale? Giriamo la domanda ai nostri dirigenti politici, se c’è qualcuno che ancora merita questo titolo, tra i tanti crapuloni che ormai occupano il Parlamento solo per strafogarsi alla buvette.

    Gianni Petrosillo

    Fonte: http://www.conflittiestrategie.it

    Link: http://www.conflittiestrategie.it/litalia-perde-la-faccia-la-credibilita-ed-il-south-stream

    2.12.2014

     

     

  • giannis

    un futuro con l europa al freddo ??

  • Cataldo

    Siamo arrivati al punto di non ritorno, questi stanno distruggendo il nostro futuro nelle fondamenta !
    I traditori della Patria che sono al governo, ad iniziare dal vertice delle istituzioni in giu stanno demolendo uno dopo l’altro i capisaldi economici del paese costruiti con tanti anni di sacrifici, per continuare a godere dei loro privilegi di casta sono disposti a qualsiasi distruzione del bene comune, senza curarsi delle conseguenze a lungo termine.

    Putin prova a far emergere le contraddizioni turche, che stanno con le mani in pasta un po con tutti, troppi ! Quindi una scelta di base deve essere operata dalla leadership turca, Putin ha messo sul tavolo una bella opzione ai turchi, ma come andrà a finire non è ancora chiaro, viste le pretese turche di potenza regionale che sono alimentate con un interventismo estremamente pericoloso. Non si possono mettere in cantiere tre centrali nucleari con tre differenti partner, ad esempio, Putin accellera il tempo delle scelte con questo rilancio.

  • bstrnt

    Da quanto è dato a sapere il sistema difensivo russo è piuttosto efficiente e si basa su sistemi d’armi asimmetrici, oltre alla deterrenza nucleare e antiaerea tra le più sofisticate e funzionali; questo permette di evitare corse economicamente suicide agli armamenti (vedi URSS).

    Gli Iskander dovrebbero essere già attivi a Kaliningrad e in Bielorussia, assieme ad armi asimmetriche come 3M-54 (Klub-k) o 9K333 o RPG-29 potrebbero rivelarsi un vero incubo per eventuali attaccanti.
    Gli iskander sono distruttori di aeroporti e centri logistici immuni da contromisure, con i Klub-K qualsiasi natante si rivelerebbe un incubo per navi da guerra (portaerei incluse) oltre a essere un’arma di arresto per attacchi da carriarmati, mentre i 9k333, versione potenziata degli Strela e Igla (questi ultimi ben noti per aver praticamente annientato l’aeronautica ucraina); mentre RPG-29 sono noti per aver messo fuori combattimento carri come Abrams e Markava nel 2006 in libano.
    In poche parole come fermare con 10000 $ armi da 1 milione di $.
    Non parliamo della difesa antiaerea sicuramente la più efficiente al mondo (i sistemi top di gamma sono ora adottati anche dalla Cina), poi è noto che in caso di attacco al territorio nazionale si sentono autorizzati all’utilizzo di armi nucleari come armi d’arresto definitive, ma non è una novità, visto che le 90 testate nucleari presenti in Italia dovrebbero servire proprio a questo.
  • Primadellesabbie

    Diversi anni or sono, a completamento di un articolo sul Vietnam, ricordo uno specchietto che riportava quanto costasse e fosse costato un giorno di guerra di un soldato dal tempo dei romani ad oggi nei diversi eserciti.

    Naturalmente tra il soldato vietnamita e quello yankee (contemporanei) c’era un gap incredibile che, in qualche modo, aiutava a spiegare l’epilogo di quella avventura.
    Per quanto la abbia cercata, quella tabella non l’ho più trovata.