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PIKETTY E IL PAPA, E PERCHE’ STA RITORNANDO MARX

DI SANTIAGO ZABALA

rt.com

La critica della disuguaglianza dei redditi esposta da Thomas Piketty nel suo fortunato libro “Il Capitale nel 21mo secolo” non si allontana molto da quanto espresso da Papa Francesco riguardo al capitalismo nella sua esortazione apostolica dello scorso anno, “Evangelii Gaudium”.

Il Financial Times s’impegna a dimostrare che la teoria dell’economista francese è sbagliata, e Rush Limbaugh, tra gli altri conservatori, ha accusato entrambi i personaggi di essere marxisti, che per lui è sinonimo di essere in errore, ovviamente. Ma ormai essere etichettati come marxisti non è più un’offesa: è semplicemente segno che Marx è riemerso dalle vestigia del comunismo per invitare accademici, attivisti e persino uomini del clero, a cercare nel suo pensiero delle soluzioni alla perdurante recessione globale.

Nonostante Piketty e il Papa (già Cardinale Jorge Mario Bergoglio) abbiano negato di avere interesse o fede e nel marxismo, non verranno perdonati molto presto, perché chiunque metta in evidenza le pecche sociali del capitalismo suona un campanello d’allarme nella nostra condizione d’eccezione.

L’aspetto positivo di tale allarme è che indirettamente conduce a ricompattarsi tutti coloro che si occupano di tematiche così vitali quali la distribuzione della ricchezza, della salute e dell’istruzione, come dimostrano UNASUR ed il movimento Occupy.

Il Papa ha invocato la redistribuzione, e Piketty ha suggerito una strada per conseguirla, attraverso un’imposta progressiva globale sul capitale o sulla ricchezza. Ed è anche diventato (indirettamente) l’economista del Papa. Per spiegare perché la soluzione ideata dall’economista francese ben si adatta alle sollecitazioni del Papa, ricordiamo qui brevemente entrambe le tesi.

L’aspetto più interessante dell’ “Evangelii Gaudium” non è che il Papa auspichi una più equa distribuzione della ricchezza, ma piuttosto che egli formuli tale auspicio nello spirito della teologia della liberazione di Gustavo Gutierrez.

Secondo Papa Francesco, una “riforma della finanza” è necessaria non solo “perché il sistema socioeconomico è fondamentalmente ingiusto”, ma anche perché “l’attuale meccanismo economico comporta uno spreco eccessivo.” Quando questo consumismo senza freni si unisce alla disuguaglianza si rivela particolarmente dannoso per la nostra società, in cui “gli esclusi non sono (più) gli ‘sfruttati’, ma gli emarginati, gli ultimi.”

Come si può vedere, il Papa è contrario non soltanto ad un sistema economico in cui è possibile l’esclusione, ma in cui essa è diventata la norma, cioè “la conseguenza di ideologie che difendono l’assoluta autonomia del mercato e della speculazione finanziaria.” Come un vero filosofo postmoderno, Papa Francesco conclude le sue osservazioni sottolineando quanto “siamo lontani dalla cosiddetta ‘fine della storia’ ”, poiché la crescita economica, incoraggiata dal libero mercato, invece di portare maggior prosperità per tutti, ha aumentato “la corruzione dilagante e l’evasione delle imposte, che hanno assunto dimensioni planetarie.”

Piketty sembra aver fornito una spiegazione sia storica che economica alle preoccupazioni del Papa riguardo ad una “economia dell’esclusione” e ad un “sistema finanziario che si pone al comando piuttosto che al servizio..” Se il capitalismo è diventato un sistema economico di questo genere non è semplicemente a causa della sua naturale tendenza verso una forte disuguaglianza, che l’autore dimostra con un’analisi storica dettagliata, ma anche perché il capitalismo consente alla concentrazione della ricchezza di perpetuarsi da una generazione all’altra (come la famiglia reale spagnola ha appena dimostrato).

Questo avviene quando “il tasso di rendimento del capitale supera il tasso di crescita della produzione e del reddito” e “il capitalismo genera automaticamente ineguaglianze arbitrarie ed insostenibili che minano alla base i valori meritocratici sui quali si fondano le società democratiche.” L’economista francese suggerisce l’introduzione di “un’imposta annuale progressiva sul capitale”, che potrebbe frenare “la crescita illimitata della disuguaglianza globale della ricchezza, che aumenta ad un tasso non sostenibile sul lungo termine e dovrebbe preoccupare anche i più ferventi sostenitori dell’autoregolazione del mercato.”

Se Piketty pare essere diventato l’economista di Francesco, non è semplicemente perché formula una soluzione che al Papa piacerebbe molto appoggiare, ma anche perché ha preso le distanze dalla natura scientifica della sua disciplina, cioè dal determinismo economico. Dopotutto, l’economista francese è convinto che “il ritorno della disuguaglianza dopo il 1980” non è stato determinato solo dall’inevitabile tendenza del capitalismo verso l’ineguaglianza, ma anche “dai mutamenti politici delle ultime decadi, soprattutto relativamente alla tassazione e alla finanza.” L’appello del Papa per un sistema finanziario che “sia al servizio e non al comando” è rivolto contro questo mutamento politico, che ha sempre evitato riforme finanziarie come quelle preconizzate da entrambi.

Anche se Piketty probabilmente continuerà ad insegnare economia in Francia e non si trasferirà in Vaticano, il Papa adesso dispone di un economista sul quale può fare affidamento quando esercita il ruolo pontificio a Roma, a dispetto di tutte le accuse di marxismo. Queste accuse non sono soltanto necessarie ad avvicinare gli economisti e la Santa Sede, ma sono anche utili a segnalare un allontanamento dall’accelerazione capitalistica dell’ineguaglianza da parte di chiunque riceva tali accuse, a prescindere dalla sua fede o dal suo status sociale.

Santiago Zabala è professore ordinario (ICREA) di filosofia all’Università di Barcellona.

È autore, tra gli altri libri, di “The Hermeneutic Nature of Analytic Philosophy” (2008), “The Remains of Being” (2009), e più recentemente, di “Hermeneutic Communism” (2011, coautore G. Vattimo), tutti pubblicati dalla Columbia University Press e tradotti in diverse lingue.

Il suo prossimo libro è “Only Art Can Save Us”.

E’ anche opinionista per The New York Times, Al-Jazeera, The Los Angeles Review of Books, e The Guardian.

Fonte: http://rt.com/

Link: http://rt.com/op-edge/164156-piketty-pope-marx-back/

6.06.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTIANA CAVAGNA

Vedi anche:

IL FUTURO A ROVESCIO Di David Brooks

Il capitale nel XXI secolo di Loretta Napoleoni

Il Capitale nel Ventunesimo secolo e lo Zeitgeist di l’Antidiplomatico

Pubblicato da Davide

  • ROE
    Sono tutte esortazioni e richieste prive di effetti. Come si può pensare che siano accolte da chi ha oltre 500 trliardi (500 mila miliardi) di dollari (Rothschild). La diseguaglianza nasce dalla divisione sociale (non tecnica) del lavoro (il classismo) ed aumenta con la concentrazione della ricchezza attraverso il plusvalore (i profitti) e la rendita finanziaria (i prestiti con interesse). Chi controlla il denaro ed il credito non accetterà mai di ridistribuire la ricchezza. L’unico modo per iniziare a liberare i dominati (la larga maggioranza degli esseri umani) è un sistema di credito alternativo (non integrativo) a quello bancario per dare denaro sulla fiducia senza interessi a chi ne ha bisogno per vivere e per lavorare. Tutto il resto è solo sogno ed illusione, come tutta la storia dimostra.

  • GioCo

    Non vedo molto nei contenuti pratici di questi appelli, perché sono al solito appelli generici che non possono in alcun modo avere effetti sostanziali nella nostra vita.
    Non è un problema secondo me di capitalismo, post-industrialismo, democrazia impazzita o altro, ma come sono convinto ha individuato La Grassa (anche se le sue teorie sono ancora parziali e per altri aspetti nutro dei dubbi) il problema è lo spostamento da una realtà mono-centrica a una policentrica, dove i centri sono conglomerati di interessi, non necessariamente di nazioni (le nazioni sono per lo più strumenti di questi consessi). Il punto che non evidenzia La Grassa è la convergenza di due mega-fenomeni, quello della ricerca tecnologica e quello del collasso ambientale.
    Comunque (come si nota) non cito ne il fenomeno economico, ne quello spirituale. Il motivo è semplice, il fenomeno economico è limitato al modello (finto) della moneta, cioè più in generale dello scambio indiretto di beni. Il punto è che anche se scambio aria fritta (bit di informazioni tra computer) e questa ha conseguenze drammatiche concrete (come il disastro in Grecia) ciò è dovuto a una forzatura politica (come dice coerentemente La Grassa) e in aggiunta mia, per grazia della tecnologia e della mancanza dei puntelli ambientali, cioè di quegli elementi eventualmente resi inaccessibili nell’ambiente (come acqua e aria pulita, cibo abbondante) che rendono il sistema sociale in loco più resiliente. Ad esempio Cuba, pur sottoposta a pressioni enormi politiche ed economiche da Washinton che sperava di aver ragione dell’isola dopo il crollo del muro di Berlino e per l’improvvisa assenza di aiuti da parte dell’ex URSS, ha resistito proprio poggiando sull’evidente assenza di tecnologia di massa diffusa (cellulari, videogame, etc.) e per la relativa migliore condizione ambientale. Sostanzialmente ha usato una differente ricchezza, sempre materiale, ma non basata sugli oggetti di consumo.

    L’altro fenomeno è dovuto alla fragilità estrema del sistema tecno-centrico. Dipende da troppe variabili, che hanno tra l’altro la caratteristica di diventare sempre più complesse e sempre più ingestibili e di poggiare su materie prime finite e molto rare, come il coltan. Per ciò ha senso che alcune elité vogliano restringere la popolazione mondiale a 500miliioni di persone: un mondo ideale e tecnocratico in cui tutti stanno bene non sarebbe sennò in alcun modo realizzabile.

  • Affus

    SE  QUESTO PAPA FACESSE ALMENO IL MESTIERE DEL PAPA BENE , FAREBBE DANNI .   SE NON E’  CAPAACE DI AFFRONTARE IL PROBLEMA DELL INGIUSTIZIA UMANA SUL PIANO MORALE E DEL PECCATO , FAREBBE BENE A STARE ZITTO E  A NON SCIMMIOTTARE MARX E COMPANY .

  • Affus

    alla base di ogni sistema associativo umano innanzitutto c’è un problema morale e non un problema di distribuzione  ugualitarista  delle ricchezze o altro: SE un papa non è capace di arrivare a capire questo, meglio che  si ritiri e dia le dimissioni . Ecco perché su Fb sto promuovendo un gruppo in cui si chiede le dimissioni di questo impostore falso profeta .  

  • Tanita
    Ordine Mondiale alternativo?
    Bolivia promueve Ordine Mondiale giusto e sostenibile.
    Santa Cruz de la Sierra, Bolivia
    Il tema di summit è "Un nuovo ordine mondiale per una vita felice", e i
    rappresentanti di più di 130 paesi hanno discusso su come eliminare la povertà,
    affrontare i cambiamenti climatici e promuovere un sano sviluppo dell’economia e
    della società. Ha partecipato al summit il vice presidente dell’Assemblea
    Popolare Nazionale Cinese, Chen Zhu, inviato speciale del presidente cinese, Xi
    Jinping.

  • Ercole

    Alternativo a che cosa…….Se poi partecipa anche la Cina il problema è risolto dal momento che da Mao in poi sono da sempre   "comunisti "  "libertari "  "anticapitalisti " ed ecologisti rispettosi dell’ambiente . Il Marxismo è un’altra cosa .

  • Gil_Grissom

    Il vano tentativo di accostare il Vangelo e il Capitale(inteso come opera) vanta da sempre molti sostenitori, peraltro piu’ da parte dei secondi che dei primi. Papa Francesco, sebbene abbia criticato aspramente il capitalismo esasperato e teso unicamente all’obiettivo del profitto, si e’ sempre tuttavia dichiarato un "Non marxista" e lo ha ripetuto in svariate occasioni e per chi conosce il linguaggio della Chiesa il messaggio e’ chiarissimo. Questo Papa in apparenza progressista, e’ in realta’ stato eletto proprio per contrastare la teoria della liberazione di Gutierrez, gia’ aspramente contrastata da Woytila, e non e’ un caso che sia stato eletto proprio uno che era stato vescovo di Buenos Aires, uno che non e’ mai entrato in contrasto col regime dei desaparecidos, uno che ha dichiarato che"Gli omosessuali sono la distruzione del progetto di Dio." Dunque la Chiesa vuole ribadire ancora una volta, anche per i sacerdoti che non l’hanno ancora capito tipo Don Capitani, di essere assolutamente alternativa al marxismo, come del resto al capitalismo neoliberista.

  • Affus

    Che scemo Leonardo Boff , l ‘ ex  frate teologo della liberazione che si è sposato,con la suora . A quest ora Ciccio lo creava cardinale come ha fatto con Gutierrez !!|!   La fretta di scopare lo ha fregato !!!

  • Quantum

    Parla l’economista francese Alain Parguez:
    Alain Parguez
    Cito il direttore generale del ministero delle finanze francese, che
    appartiene all’ordine monastico dei Benedettini ed è anche il capo
    dell’Opus Dei francese
    – fra l’altro, anche la Commissione Europea (come il governo francese) è
    ampiamente controllata dall’Opus Dei. Ho provato a parlare con lui di
    questa questione, e mi ha detto: «Sì, l’ economia [www.libreidee.org]
    francese è morta, ma non abbastanza». Mi ha detto: «Professore, lei
    deve capire perché esiste il sistema europeo. Che cosa vogliamo?
    Vogliamo distruggere, per sempre, la gente. Vogliamo creare una nuova
    tipologia di europeo: una nuova popolazione europea, disponibile ad
    accettare la sofferenza, la povertà. Una popolazione disposta ad
    accettare salari inferiori a quelli cinesi. E questo rappresenterà il
    fulcro del mio impegno».

    LINK [www.libreidee.org]

  • Tanita
    Certo, il marxismo é un’Utopia mai realizzata. I mezzi di produzione nelle
    mani dei lavoratori. Dove s’é visto mai?????

    Tuttavia, da noi c’é qualche cooperativa in cui le cose sono cosí. Certe,
    nonostante, configurano rápidamente élite direttive e gestiscono le cooperative
    come fossero aziende loro.
  • Zret

    Saranno i cambiamenti climatici da CO2?