Home / ComeDonChisciotte / PERCH INEVITABILE L’ESTINZIONE DEL GENERE UMANO A BREVE TERMINE
14417-thumb.jpg

PERCH INEVITABILE L’ESTINZIONE DEL GENERE UMANO A BREVE TERMINE


DI ROBERT J, BURROWES

informationclearinghouse.info

L’espressione “estinzione umana a breve termine” è relativamente recente nella letteratura scientifica, ma a differenza di altre realtà che le ‘élite’ nazionali e i canali d’informazione dominanti sono riusciti a soffocare, questa continuerà a filtrare finché non inizierete a sentirla regolarmente. Perché? Perché questa verità è semplicemente troppo grande da poter essere soffocata in modo permanente e l’ambiente del nostro pianeta ce ne fornisce direttamente prove continue sotto forma di catastrofi naturali e ambientali ed altro, indipendentemente da quanto ce ne diano notizia o meno i mezzi d’informazione.

E’ opinione diffusa oggi che stiamo per vivere la sesta grande estinzione di massa nella storia del pianeta. L’ultima è avvenuta 65 milioni di anni fa, quando scomparvero i dinosauri. Oggi stiamo perdendo la biodiversità a un ritmo simile ad allora. Ma questa estinzione la stiamo causando noi stessi. E noi ne saremo una delle vittime. L’unico dubbio è quando avverrà esattamente. E questo dubbio è fondato sulla presunzione non dichiarata, e fortemente discutibile, che possiamo continuare ad evitare una guerra nucleare.

Quindi, che significa l’espressione “estinzione umana a breve termine?” In sostanza, secondo quegli scienziati che la usano, significa che gli esseri umani si estingueranno intorno al 2030. Per avere una sintesi di questa opinione, ricca di riferimenti, ascoltate la lezione del Prof. Guy McPherson su “Crisi del clima ed estinzione umana a breve termine” . Perché il 2030? Perchè, secondo McPherson, la “tempesta perfetta” di attacchi ambientali che stiamo attualmente infliggendo al clima del pianeta, compresi i 28 cicli ambientali autorigeneranti che già si sono instaurati, sono già molto ben oltre quello che la Terra possa sopportare e assorbire e che si verificheranno in successione dei crolli definitivi di sistemi e processi ambientali fondamentali – ovvero, perdita degli habitat – che darà il via all’estinzione dell’homo sapiens.

Ora, va detto che sono molti gli scienziati che non condividono i termini temporali di questa prospettiva. Ad esempio, il giornalista scientific Scott K. Johnson espone la sua opinione in “’Dove sbaglia Guy McPherson”. E, recentemente, il Dr Piers J Sellers, direttore esecutivo di scienze della Terra al Goddard Space Flight Center della NASA, ha affermato che: “E’ praticamente certo che assisteremo all’aumento di 2° gradi Celsius prima del 2100, ma anche possibile che siano 3° o più. Gli impatti in questo spazio temporale considerato saranno enormi. Più rimandiamo delle azioni correttive, più devastante sarà il quadro”. Vedasi: “’Esitando sul Cambiamento Climatico”.

Anche se Johnson e Sellers avessero ragione e McPherson torto sulle previsioni, ci sono tuttavia moltissimi altri scienziati convinti che oggi stiamo per raggiungere dei “punti di rottura”, superati i quali la sopravvivenza degli uomini diventerà molto problematica. Nel 2009, ad esempio, Johan Rockström, James Hansen e loro colleghi hanno spiegato che sono stati superati già tre dei nove limiti planetari interconnessi – relativamente al clima, alla perdità di biodiversità e ai cicli biogeochimici. Vedasi: ‘Uno spazio vitale sicuro per l’umanità”.

Inoltre, nel 2012, il Prof. Kevin Anderson, Vice Direttore del primario istituto britannico di modelli climatici, il Tyndall Centre for Climate Change Research, lanciò l’allarme che attualmente le emissioni sono fuori controllo e a questo passo andiamo verso un aumento della temperatura del pianeta di 6°C; aggiunse che anche l’ International Energy Agency e altre organizzazioni simili ad essa, prevedevano, all’attuale passo, un aumento di 4°C di temperatura globale (a livello pre-industriale) entro il 2040. Anderson accusò anche molti studiosi climatici di rimanere troppo inerti di fronte alle valutazioni poco realistiche fornite dai vari governi. Vedasi: ‘Quello che non ti diranno mai sulla catastrofe del clima”.
Quello che tali valutazioni non considerano necessariamente è l’impatto sinergico dei vari attacchi combinati al clima, compresi anche quelli non legati al clima. Questi comprendono gli attacchi all’ambiente causati dalla violenza militare (che spesso lasciano vaste aree inabitabili), la distruzione delle foreste pluviali, l’agricoltura industriale, le attività minerarie, la pesca commerciale e la diffusione della contaminazione nucleare causata da Fukushima. Stiamo anche distruggendo sistematicamente le già limitate riserve idriche di acqua del pianeta, il che significa che la scarsità di acqua sta già diventando oggi una realtà per una parte della popolazione del pianeta, e che entro il 2020 assisteremo al crollo dei sistemi idrogeologici. Le attività umane attuali stanno già facendo estinguere ogni giorno circa 200 specie, tra mammiferi, pesci, uccelli e insetti; l’80% delle foreste del mondo e il 90% dei grandi pesci degli oceani sono già stati distrutti.

Nonostante queste informazioni facilmente disponibili, i governi continuano a spendere ogni giorno prioritariamente $US2,000,000,000 in violenza militare, il cui unico scopo è quello di terrorizzare ed uccidere esseri umani.
Il punto è, semplicemente: potete pure analizzare da voi stessi le prove scientifiche e fare le vostre valutazioni sulle tempistiche e il livello di gravità della minaccia. Forse l’estinzione umana non avverrà fino al prossimo secolo. Ma sia che parliamo di estinzione entro il 2030, o 2040 o anche per il prossimo secolo, resta il fatto che l’estinzione è una possibilità ben definita. E dopo 200,000 anni di specie, sembra una cosa ragionevole chiamarla “estinzione a breve termine”.

Dunque, è inevitabile l’estinzione umana a breve termine?

Secondo me, l’estinzione è un’evenienza molto probabile. Ma non solo perché stiamo infliggendo al nostro paese troppi colpi mortali. L’estinzione è inevitabile a causa delle paure umane, in particolare di quelle inconsce. La paura in noi stessi e negli altri di cui non ci si rende conto, ma che spesso determina tre capacità di importanza vitale in qualsiasi contesto: il centro dell’attenzione, la nostra capacità di analizzare adeguatamente le prove (se cioè concentriamo o meno su di esse la nostra attenzione) e il nostro comportamento in risposta a tale analisi. Ad esempio, se tu non sai che è la tua paura che non ti fa vedere dei fatti sgraditi, allora non noterai neanche che la tua attenzione è rivolta altrove e hai già dimenticato quello che hai appena letto. O la tua paura ti impedisce di analizzare adeguatamente le prove e/o rispondere ad essa in modo intelligente. Vedasi ‘Perchè la Violenza?’ e ‘Psicologia senza paura e Psicologia della paura: principi e pratiche.’.

Quindi, se state ancora leggendo questo articolo, probabilmente avete meno paura di quanta ne abbia la maggior parte delle persone. Molti altri hanno smesso di leggere molto prima di arrivare a questo punto. Lasciatemi quindi dire qual è il problema principale della paura. Distorce la concentrazione mentale, la capacità di analisi e il comportamento dei leader di un paese, vale a dire i proprietari di aziende e dei loro lacchè burocratici, militari, d’informazione, accademici, politici e giudiziari. In sostanza, è impossibile massimizzare i profitti di un’impresa in un mondo che contempla dei vincoli ambientali, siano essi dettati dalla propria sensibilità o imposti per legge; quindi sarà la paura a determinare l’attività aziendale disfunzionale, a prescindere dai suoi costi ambientali. E i dirigenti di un’azienda faranno in modo che i loro lacché politici e di altro genere non siano di ostacolo, poiché le paure che muovono il loro comportamento è molto più profonda e forte delle paure legate all’ambiente. Per una maggiore spiegazione di questo punto, si legga: ‘L’amore negato: psicologia del materialismo, della violenza e della guerra.’

Ecco perché è inutile tentare di convincere i leader a modificare i loro comportamenti verso modelli di sostenibilità ambientale, di pace, di giustizia, ecc.: è una totale perdita di tempo. E’ la loro paura che li blocca in ciò su cui sono concentrati, in quello che pensano e in quello che fanno; qualsiasi argomentazione, sia pure la più ragionevole ed evidente, non funzionerà per sbloccarli.

Quindi è la paura che spinge i comportamenti ambientali disfunzionali. E, la storia ci dice, sarà la paura ad impedirci di prendere in tempo utile delle misure adeguate. Questo forse significa che è inutile fare qualsiasi cosa per impedire che avvenga l’estinzione umana a breve termine? Significa forse che siamo spacciati?

Beh, se siete come me, allora siete quel tipo di persone che non si arrendono senza combattere. Una grande battaglia! Quindi potreste considerare l’ipotesi di aderire al ‘The Flame Tree Project to Save Life on Earth’, una strategia di quindici anni per affrontare sistematicamente tutte le nostre sfide ambientali in modo da minare la paura che muove i nostri leader. Potreste anche voler firmare l’impegno online ‘The People’s Charter to Create a Nonviolent World’.

Il Flame Tree Project è stato ispirato da un grande ambientalista, Mohandas K. Gandhi, che identificò il problema dell’ambiente quasi cento anni fa, e dopo averlo fatto, scelse di vivere una vita di straordinaria semplicità e autosufficienza, simboleggiata dal suo motto: “La Terra ha abbastanza per tutti, ma non per l’avidità di tutti”.

Lo spettro dell’estinzione può anche essere lì, dietro la nostra porta, ma se avete coraggio potete ancora lottare. Di certo tentar non nuoce. Ma è necessario lottare in modo strategico e sistematico, per tentare di sconfiggere quella maledetta paura che guida i nostri leader. Quanto volete aspettare ancora prima di unirvi a questa lotta?

Robert J. Burrowes è da sempre impegnato a comprendere e a porre fine alla violenza dell’uomo. Ha condotto numerose ricerche fin dal 1966 nel tentativo di comprendere il motivo per cui gli esseri umani sono volenti; attivista della non-violenza dal 1981. Autore di ‘Why Violence?’ Il suo sito internet è http://robertjburrowes.wordpress.com

Fonte: www.informationclearinghouse.info/

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article40499.htm

17.12.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    La geoingegneria, 1) esiste? 2) se esiste è usata a fin di bene?

  • Aironeblu

    1) Sì.

    2) No.
  • leront

    A me sembra che sia l’avidità di quei pochi dell’elitè mondiale a inquinare e perseguire la riduzione del genere umano, ovvero l’attuazione della cosidetta Agenda 21, che ci sta portando verso l’estinzione. Altro che la ‘paura’ di cui parla l’autore. Inoltre, lo stesso autore ha tralasciato la geioingegneria, le scie chimiche, il fraking ecc..

  • PietroGE

    L’articolo non cita la causa più importante del degrado ambientale del pianeta : l’incremento demografico. Il motivo è facile da capire, siccome le popolazioni che crescono di più sono quelle africane e musulmane in genere, si ha la sempre la paura di essere accusati di razzismo. Così però non si fa un bel servizio alla causa della verità, o quanto meno alla precisione dell’analisi. Una analisi che è sempre difficile da fare in quanto l’interazione tra clima e alterazione dell’ambiente da attività umane è sempre difficilissimo da studiare con metodo scientifico. Infatti è già quasi impossibile prevedere i cambiamenti climatici di per sé, figuriamoci poi insieme all’impatto delle attività umane.

  • ROE
    L’estinzione si può impedire e comunque bisogna tentare.

  • SanPap

    Prima fanno i danni poi iniziano ad interrogarsi

    Climate Ethics Essential Readings – Caney, Gardiner, Jamieson and Shue.pdf

  • giannis

    per adesso siamo 7 miliardi e la gente continua a fare figli , anche se ultimamente  vedo problemi di salute strani e morti strane

  • Eshin
    Consiglio, fatto bene
     For better or worse, our generation will determine the future of life on this planet. We can either continue to serve this system of destruction until no memory of our existence remains. Or we can wake up. Realize we aren’t evolving upwards, but rather falling down…we just have screens in our faces so we don’t see where we’re heading.
    This present moment is what every step, every breath and every death has led to. We are the faces of all who came before us. And now it is our turn. You can choose to carve your own path or follow the road countless others have already taken. 
    Life is not a movie. The script isn’t already written. We are the writers.
    This is Your Story, Their Story, Our Story.
  • makkia

    Ah, OK, la soluzione c’è, per fortuna: firmare petizioni per la decrescita felice.

    Mi sembra più sensato, efficace e a breve termine promuovere l’emigrazione su un altro pianeta. Le probabilità di fare questo sono più alte che convincere l’1% a smettere di essere l’1%.

    Direi che l’unica speranza della Terra sia che il "sistema" occidentale si autodistrugga prima che si superi il punto di non ritorno. Quindi l’unica azione sensata è rivelare la disfunzionalità del sistema a più persone possibile e sostenere chi si oppone a questo sistema.

    La decrescita non si oppone affatto. Sostiene la intrinseca razionalità dell’autolimitarsi nello sfruttamento delle risorse e l’abbandono del sistema occidentale "in automatico", per ragionevolezza e maturità raggiunte a livello di coscienza globale.
    Semplicemente irrealistico, come progetto.

  • saurowsky

    quindi il più grande degrado ambientale del pianeta sarebbe l’aumento demografico??? Questa e’ seconda solo all’ effetto serra, ma entrambe sono figlie della stessa propaganda e vedo che attecchisce anche in "potenziali" lettori fuori dal coro.

    Giusto per chiarificare:

    1) l’impatto dell’uomo sulla produzione di CO2 e’ da considerarsi trascurabile, cioè vicino allo Zero%!!!
    Chi dice il contrario o mente o è ignorante, studiate il Ciclo della CO2 e capirete che il questo è un ciclo che può essere modificato solo prendendo in considerazione una scala temporale di MILIONI DI ANNI!!!
    e anche ammesso che fosse di origine antropica (tanto per dirne una) un aumento della CO2 provocherebbe solo un conseguente aumento di biomassa, cioè un aumento della flora che sappiamo essere la maggior fonte di assorbimento per il biossido di carbonio, cioe avremmo semplicemente un aumento del regno vegetale!

    2)L’aumento della popolazione non ha NULLA a che vedere con la carenza di cibo, visto che ogni anno circa l’80% dei cereali viene semplicemente bruciata x tenere i prezzi alti, informarsi x credere!
    Semmai il problema si potrebbe porre nei termini di consumo di cereali al fine di allevare CARNE (malata, trattata con antibiotici, “ormonata” non che non compatibile con la struttura anatomica dell’uomo che si evince essere un frugivoro/fruttivoro, non certo un carnivoro).

    Si cita giustamente l’Incidente di Fukushima, dimenticando pero l’altro grande danno creato nel Golfo del Messico dalla BP, che sta modificando il cammino della CORRENTE DEL GOLFO, che avrà conseguenze climatiche disastrose su tutto il mondo, qualora si arrestasse( la corrente sta rallentando a ritmi significativi!!!)

    MA soprattutto non si cita la fonte REGINA delle modificazione climatiche:
    LA GEOINGEGNERIA / CHEMTRAILS (scie chimiche) che dal 2003, come secondo accordo firmato dall’italia con USA (consultabile in rete) sta insistendo anche sull’Italia e provocando SICCITA in alcuni luoghi e ALLUVIONI in altri (leggasi SArdegna, Emilia, Toscana, Calabria, Campania e Lazio, tanto x citarne le ultime).
    E’ ora di iniziare a svegliarsi, a documentarsi.
    Chi fa finta di credere alla propaganda NE E’ COMPLICE e responsabile tanto quanto il governo occulto mondiale che la sta mettendo in atto!

  • saurowsky

    quindi il più grande degrado ambientale del pianeta sarebbe l’aumento demografico??? Questa e’ seconda solo all’ effetto serra, ma entrambe sono figlie della stessa propaganda e vedo che attecchisce anche in "potenziali" lettori fuori dal coro.

    Giusto per chiarificare:

    1) l’impatto dell’uomo sulla produzione di CO2 e’ da considerarsi trascurabile, cioè vicino allo Zero%!!!
    Chi dice il contrario o mente o è ignorante, studiate il Ciclo della CO2 e capirete che il questo è un ciclo che può essere modificato solo prendendo in considerazione una scala temporale di MILIONI DI ANNI!!!
    e anche ammesso che fosse di origine antropica (tanto per dirne una) un aumento della CO2 provocherebbe solo un conseguente aumento di biomassa, cioè un aumento della flora che sappiamo essere la maggior fonte di assorbimento per il biossido di carbonio, cioe avremmo semplicemente un aumento del regno vegetale!

    2)L’aumento della popolazione non ha NULLA a che vedere con la carenza di cibo, visto che ogni anno circa l’80% dei cereali viene semplicemente bruciata x tenere i prezzi alti, informarsi x credere!
    Semmai il problema si potrebbe porre nei termini di consumo di cereali al fine di allevare CARNE (malata, trattata con antibiotici, “ormonata” non che non compatibile con la struttura anatomica dell’uomo che si evince essere un frugivoro/fruttivoro, non certo un carnivoro).

    Si cita giustamente l’Incidente di Fukushima, dimenticando pero l’altro grande danno creato nel Golfo del Messico dalla BP, che sta modificando il cammino della CORRENTE DEL GOLFO, che avrà conseguenze climatiche disastrose su tutto il mondo, qualora si arrestasse( la corrente sta rallentando a ritmi significativi!!!)

    MA soprattutto non si cita la fonte REGINA delle modificazione climatiche:
    LA GEOINGEGNERIA / CHEMTRAILS (scie chimiche) che dal 2003, come secondo accordo firmato dall’italia con USA (consultabile in rete) sta insistendo anche sull’Italia e provocando SICCITA in alcuni luoghi e ALLUVIONI in altri (leggasi SArdegna, Emilia, Toscana, Calabria, Campania e Lazio, tanto x citarne le ultime).
    E’ ora di iniziare a svegliarsi, a documentarsi.
    Chi fa finta di credere alla propaganda NE E’ COMPLICE e responsabile tanto quanto il governo occulto mondiale che la sta mettendo in atto!

  • geopardy

    Sono dati calcolati intorno all’anno 2000, ma, credo, che ancora siamo sostanzialmente (coni variazioni non molto significative) su queste proporzioni:

    Premettendo, che l’area territoriale è stata utilizzata come termine di paragone quantitativo (comprende tutte le voci dell’economia). 
    Per uno statunitense in media servono 8 ettari di terreno per vivere, per un europeo 4 ettari (UE, Giappone, Australia, Canada), per un indiano 0,4 ettari (1a 20 e 1 a 10), figuriamoci per un africano, che, sicuramente, sta ben al di sotto della media indiana ed un cinese che sta un po’ sopra.
    Utilizzando la semplice operazione di moltiplicazione e, come parametro quello indiano:
    Circa 330 milioni di statunitensi x 20= circa 6,6 miliardi di indiani
    circa 700 milioni x 10 = 7 miliardi di indiani
    totale = 13.6 miliardi di indiani.
    Totale umanità odierna è a 7,3 miliardi
    Popolazione USA+UE+Giap+Aus+Can = 14% del totale.
    Il 14% dell’umanità consuma come una popolazione quasi doppia di quella attuale.
    Qual’è il problema maggiore?
    La "sovrappopolazione" (che è sicuramente un fattore da considerare sempre) oppure il sistema economico attuale, che, di fatto, rispetto ai parametri indiani, quasi triplica il peso della popolazione, con tendenze ad aumentarne ulteriormente il peso , anche se calasse della metà?
  • saurowsky

    Grazie amico pensante 🙂

    C’e’ ancora chi riesce a tenere il timone dritto nonostante la propaganda incessante

  • cavalea
    Qual’è il problema maggiore?

    Il problema è che il restante 86% della popolazione, pretende giustamente di sedere a tavola e consumare quanto l’attuale 14%, che può ancora per poco, permetterselo.
    Mi sa che non c’è più trippa per gatti.


  • lanzo

    Attenzione !   Gli ammerigani hanno una tradizione di catastrofismo che e’ persino incistita in molti movimenti religiosi il piu’ diffuso dei quali e’ avventisti del settimo giorno.

    Il fondatore previde che il mondo sarebbe finito il giorno X – parlo dell’800, un sacco di seguaci si disfarono delle loro proprieta’ abbandonarono il lavoro, ma poi non successe niente.  Il fondatore disse che si era sbagliato e diede un’altra data. Niente. Nonostante tutto cio’ la chiesa avventista esiste e prospera.
    Ora, col fatto che ti possono fare una class action in tribunale, gli avventisti si mantengono nel vago circa la data della fine del mondo.
    Purtroppo la madre degli stolti e’ sempre in cinta.
  • lanzo

    Ma a parte fenomeni religiosi, pensate solo a tutta la produzione hollywoodiana  di film di pseudo science fiction (belli anche alcuni)  basati sul fatto che la maggior parte della popolazione del pianeta e’ stata distrutta da – a voi la scelta (catastrofe nucleare, glaciazione, deglaciazione – water world – epidemie et cetera). Comunque i sopravvissuti sono sempre e solo ammerigani.

    In inglese si direbbe "whishful thinking" eh, eh ! 
  • Tanita

    Tutto sommato, basta pensare a Fukushima per capire che proprio ce lo meritiamo. La terra ha molto tempo per ricuperarsi e di certo lo farebbe meglio senza di noi. Comunque sia, mi sembra che sará la natura a definire. Non c’é niente che noi possiamo fare di fronte alla sua potenza e alla sua disponibilitá di tempo.

    In ogni caso, saremmo un’altra delle speci estinte lungo la storia di questo pianeta.
    Ho letto in diversi articoli che l’élite sta costruendo rifugi, che hanno costruito una volta gelata per i semi lá a nord (Norveggia, mi sembra di aver letto). Per loro. Mi domando come farebbero mai a sopravvivere senza il vasto esercito di CEOs e schiavi dei quali oggi si servono per mantenersi "la sú". 
    /sarc.
  • gimo

    Quoto dall’inizio alla fine.

  • lanzo

    @Tanita

    Gli USA sono letteralmente traforati (coast to coast) da tunnell antiatomici sotterranei – e parlo di migliaia di miglia… Alle brutte, elite e militari sopravviveranno, magari brindando a champagne.