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NESSUN ANIMALE UCCIDERA’ I SUOI SIMILI, SENZA UNA RAGIONE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” è il primo articolo della nuova Costituzione che il maiale Napoleon (Stalin), opportunista, despota e anche un po’ ottuso, introduce nella fattoria del fattore Jones (zar Nicola II), dopo aver bandito Snowball, maiale rivoluzionario e sincero (probabilmente Lev Trotsky). Gli animali della fattoria Manor, maltrattati e sfruttati, si sono ribellati al padrone, e hanno instaurato una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera nel più paradossale dei conflitti, uomini contro animali. L’animalismo-comunismo si tradurrà poi presto in una vera e propria dittatura”. (George Orwell, La fattoria degli animali).

Anche l’Europa si presenta come una sorta di fattoria, dove si prospetta uno scontro epocale tra eurocrati ed euroscettici, finalmente arrivati in Parlamento, animali e umani europei si stanno dunque posizionando sulla scacchiera della storia, per combattere il prossimo match point esplosivo, le diverse formazioni euroscettiche stanno meditando alleanze strategiche e collaborazioni determinanti.

Venderanno cara la propria pelle. Chi vincerà? Del resto gli stati europei fino a 70 anni fa erano in piena guerra fratricida, ed ora la guerra continua con altri mezzi, non c’è più bisogno di Granate e Bazooka, ora ci sono Spread, Fiscal compact, Mes, Pareggio di bilancio, Debito pubblico, ecc. Fanno meno rumore, ma altrettanto male.

E come in tutte le dittature che si rispettino, dopo il primo consiglio dei leader Ue sul rinnovo delle alte cariche dell’Unione, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble propone che la Commissione Ue venga “riorganizzata”, si parla di una Ue-28 a due velocità, il cui governo andrebbe ristrutturato con l’introduzione di una gerarchia. Una sorta di “Direttorio” insomma, in cui non tutti i commissari dovranno avere gli stessi poteri, un organismo magari simile al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui ci siano membri “permanenti” oppure no, dove appunto alcuni saranno “più uguali di altri”.

Intanto forse la “provvida sventura” della disfatta elettorale alle europee, ha risvegliato l’anima guerriera del Grillo Furioso, che è volato verso Bruxelles, dove ha incontrato Nigel Farage, leader inglese dell’UKIP, la formazione anti-euro più numerosa nel nuovo parlamento. Bella mossa: scacco al re, anzi alla regina Angie. Ma perché trascurare la Le Pen? Visto che la Francia, come noi, sta soffrendo la stessa legge del contrappasso eurista, a differenza dell’Inghilterra?

Dopo aver ingoiato un Maalox, per calmare i bruciori di stomaco, Grillo e Casaleggio sembrano determinati a fare una “seria” autoanalisi delle ragioni della sconfitta, infatti molte sono state le critiche al programma economico del Movimento, giudicate soprattutto dagli esperti ambigue e farraginose. Antonio Maria Rinaldi (Il fallimento dell’euro? – Europa Kaputt) scrive una lettera aperta a Grillo, dove suggerisce una sua interpretazione del calo dei consensi elettorali: “Non è possibile ripudiare (giustamente) il Fiscal Compact ed il relativo pareggio di bilancio in esso contemplato, per poi auspicarsi l’adozione di eurobond, espressione massima ed irreversibile verso il suo più rigido rispetto. (.) Hai mai sentito cosa si sta preparando in silenzio in Europa sotto il criptato micidiale acronimo di ERF (European Redemption Fund)? La più micidiale delle trappole a danno dei paesi euro dotati, una sorta di punto di non ritorno nei confronti della totale abdicazione delle residue sovranità nazionali.

E poi, perdonami, la storia del Referendum consultivo: va benissimo sentire i cittadini, ma non con questo strumento, poiché per rimuovere gli impedimenti tecnici (art.75 Costituzione) il tempo necessario giocherebbe a favore della speculazione finanziaria internazionale che annullerebbe i sicuri vantaggi da un esito positivo di uscita. Molto meglio proporne uno interno per conoscere l’orientamento degli iscritti e prendere di conseguenza la linea da seguire. Tutto questo te lo faccio presente perché sento il dovere, da semplicissimo cittadino italiano a cui ancora sta fortemente a cuore il destino del Paese per garantire un futuro ai propri figli in una Nazione ancora libera e non come un protettorato straniero, di prendere atto che la stragrande maggioranza della tua base è solidale con quanto ti ho espresso e che avrebbe gradito posizioni più nette e chiare e non quelle indicate dal vertice orientate nel dare il solito colpo al cerchio e una alla botte. Insomma avresti dovuto pendere una decisione precisa “senza se e senza ma” nei confronti dell’Europa e della nostra partecipazione alla moneta unica.”

Ma il Grillo Furioso continua la “sua guerra” europea per ora ancora a suo modo. Si è persa una battaglia, non la guerra. E così come sta succedendo in Ucraina, per capire chi ha ragione o chi ha torto in una guerra, basta contare il numero dei morti: quando si muore quasi solo da una parte e quasi solo fra i non combattenti, non è più una guerra codificata dalla ragione e dal diritto, ma una strage. E comunque i carnefici stanno sempre dalla parte dove si muore di meno (Pino Cabras).

La partita però sarà particolarmente dura, non solo perché bisogna arginare velocemente le riforme criminali targate Ocse, che il governo plenipotenziario Renzi, appena santificato dalle urne, è in procinto di varare, ma anche perché “là in fondo, altro storno si muove: una tregenda d’uomini che non sa questo tuo incenso, nella scacchiera di cui puoi tu sola comporre il senso.” (Eugenio Montale, Nuove Stanze)

Il gioco si fa complicato, per motivi svariati e schizoidi, primo perché si dovrà combattere una partita di cui il sistema mediatico italiano parlerà poco e male, per confondere ulteriormente le idee su strutture, meccanismi e funzioni dell’UE, di cui nessuno sa assolutamente una mazza. Secondo perché il gruppo degli euroscettici, composto di poco più di 140 voti, non sono d’accordo quasi su nulla, e per formare un gruppo all’Europarlamento, occorre un accordo tra parlamentari di almeno 7 paesi diversi. Terzo perché sempre il suddetto gruppo dovrà probabilmente bersi il Presidente che voterà il partito eurocrate di maggioranza, cioè il PPE. Perché come accade in quell’Eurolandia che è il Parlamento Europeo, che ha tre sedi dislocate a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, che ha lo stesso potere del due di coppe quando c’è sotto denari, si trascorre gran parte del primo anno dopo l’investitura, a discutere di nomine, riquadri, autorità, equilibri nazionali, geografici e istituzionali.

I Ventotto Paesi si sono riuniti per il piatto forte della presidenza della prossima Commissione europea, il cui candidato più accreditato alla successione di Barroso sembra essere il lussemburghese Jean-Claude Juncker, il capolista del Partito popolare europeo (212 seggi), arrivato primo nello scrutinio di domenica 25 maggio. Però c’è tutto il tempo, perché la prima riunione del nuovo Parlamento europeo è prevista per luglio, l’attuale Commissione invece scade in novembre.

Dunque tornando a Grillo, sembra che si sia finalmente deciso di fare alleanze, per rompere le uova nel paniere degli eurocrati. Vedremo cosa riuscirà a combinare. Trovare punti d’incontro nella babele delle proposte euroscettiche non è semplice. Perché che l’Europa fosse un’ OCA (Optimal Courrency Area) lo sapevamo già, ma adesso che le notizie dei nostri gazzettieri finalmente si faranno più frequenti, ci accorgeremo che è una vera e propria “fattoria degli animali”, proprio quella di George Orwell, frequentata da anatre selvatiche, galline ovaiole, tacchini gallopavi, fagiani nobili, pecore, conigli, asini, insomma ogni tipo di biodiversità zootecnica. Invece della dittatura animal-comunista, c’è quella neoliberista, ma se non è zuppa, è pan bagnato.

Tra le diverse formazioni euroscettiche c’è:

Francia: LePen, del Front Nazional, partito ultranazionalista, giustizialista, difesa dello stato sociale, frontiere chiuse contro immigrazione, favorevole al protezionismo, laicità dello stato, contro l’UE, l’euro e la Nato. Non accetterà mai la mutualizzazione del debito, contro aborto, eutanasia, a favore della pena capitale. Fuori tutti i prodotti stranieri.

Inghilterra: Ukip di Nigel Farage, partito per l’indipendenza del Regno Unito, volpe-liberista dal motto “laissez faire laissez passer”, ognuno si arrangi per sé, riduzione al minimo dell’intervento dello stato, nessuna mutualizzazione del debito, nessun reddito di cittadinanza, nessuna tassazione ai più ricchi per darli ai più poveri.

Grecia: Siryza, per un’altra Europa, ma a difesa dell’euro (un adynaton), coalizione di partiti indipendenti di area socialista, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti, non entrerà certo nel gruppo con M5S, snobbati dai monaci del marxismo e considerati degli alieni rozzi e ignoranti. Al contrario di Farage naturalmente questi templari militanti della fratellanza globalizzata predicano la distribuzione universale della ricchezza, l’Europa dei popoli e l’euro per tutti (del resto sono gli eredi sessantottini, quando il ’68 è lontano anni luce, quindi più marijuana per tutti).

Italia: M5S, democrazia diretta, rifiuto finanziamenti pubblici, stato sociale, difesa dell’ambiente, no-Tav, no-Expo, referendum euro sì euro no, eurobond, mutualizzazione del debito, no-trattati, no-fiscal compact, immigrazione sì-no, reddito di cittadinanza.

Germania: AfD (Alternativa per la Germania), partito ultra conservatore e anti europeista, anti-euro, nessuna mutualizzazione, perché originato da un professore di economia di Amburgo Bernd Lucke, che ha capito benissimo cos’è l’euro e se anche finora la Germania ne ha tratto profitto, arriverà necessariamente anche il momento dello scotto.

Danimarca – Finlandia: il partito nazionalista danese Dnbe quello finlandese Kok (destra conservatrice), sono liberisti, ridotta presenza dello stato, privatizzazione limitata sanità e scuola, no-UE, no-Nato, laicità-religione, vogliono mandare a casa tutti gli immigrati, no alla mutualizzazione del debito, ognuno paghi per sé, salvaguardia del loro welfare esclusivo, ma solo per i propri cittadini.

Di fronte a questo scenario agricolo pastorale, in cui gli euroscettici si presentano assolutamente in disaccordo su molte questioni, non avendo inoltre un numero consistente e rilevante da opporre alla maggioranza (141 deputati su 751), l’impresa appare veramente ardua, però è assolutamente urgente agire, dunque l’incontro Grillo-Farage potrebbe essere produttivo.

Sta di fatto che nell’attuale fase storica, all’interno del Parlamento-Fattoria si dovranno confrontare per la prima volta i due schieramenti avversi, disputando sul filo di lama la posta in gioco, con il rischio estremo per l’Italia di perdere definitivamente l’ultimo straccio di sovranità rimasta, ovvero con la possibilità di recuperarla tutta (o quasi).

Chi sono gli umani e chi gli animali? Chi lo sa. C’è però qualche mal di testa diffuso. Con l’augurio che il confronto possa essere produttivo, capace di riportare la pace e l’armonia tra uomini e animali, tra tutte le razze al potere, garantire progresso culturale, sviluppo dei rapporti commerciali, della crescita economica, in modo tale che diventi perentorio il motto “nessun animale ucciderà i suoi simili, senza una ragione”, solo così si potranno difendere i sacri confini della fattoria e finalmente intitolare una piazza alla ritrovata concordia: “Piazza della sovranità suina”.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

31.05,.2014

Pubblicato da Davide

  • Chigi

    Lei: Ma che fine dissertazione…
    Io: ma che cagata…
    Lei: ma Davide è figlio di …
    Io: spero di no…

  • italosvevo
    Credo che come molti miei coetanei vidi il cartone animato LA FATTORIA DEGLI ANIMALI in tv molti anni fa , mi colpì molto quando lo vidi, la figura del cavallo che morì dallo sforzo nell’edificazione della società più giusta,

    prospettata dai suini ,se non sbaglio si chiamava Gondrano e dopo che fu annientato dallo sforzo e soccorso dalla sua amica asina , fu venduto dai suini allo stesso macellaio a cui si erano ribellati , che brindarono a transazione avvenuta .

    Quel cartone animato la sapeva lunga sulla vera natura umana , ma mi chiedo spesso chi rappresenta oggi la figura di Gondrano , non credo che tale figura esista più ……….