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muro messico usa

L’ombra di Sion e il muro di Park Avenue

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La costruzione del muro con il Messico cominciò intorno alla metà degli anni novanta, sotto la presidenza Clinton, e oggi  il confine tra i due paesi, lungo 3.200 chilometri, è intervallato da una serie discontinua di recinzioni, inoltre è stato via via militarizzato, con la costruzione di una “barriera virtuale”, costituita da un sistema di sensori, telecamere e droni monitorati dalla polizia di frontiera. Dal 2010 al 2015, gli agenti di frontiera hanno ucciso 33 persone che provavano ad attraversare il confine. Sono state anche raccolte decine di denunce di abusi e di deportazioni illegali di migranti messicani.

muro-messicoTuttavia l’immigrazione e il narcotraffico non si sono fermati, le rotte migratorie si sono spostate e sono controllate sempre di più dai narcotrafficanti, mentre alcuni migranti camminano per più di 50 chilometri nel deserto dell’Arizona, tanto che dal 1990 sono stati recuperati seimila corpi di clandestini morti durante la traversata. Dunque riuscirà il nostro biondo eroe a costruire gli altri restanti 2000 km di muro? E soprattutto, riuscirà a farli pagare al Messico?

Intanto le tessere del puzzle si stanno ricomponendo lentamente, fino ad evidenziare la presenza inquietante di Sion nel governo ombra della Casa Bianca …  si sapeva già che Trump era stato finanziato da sionisti quali Sheldon Adelson, il miliardario proprietario di casinò, poi il figlio Eric ha reso ancora più evidente il fatto, dicendo che l’accordo nucleare con l’Iran avrebbe fortemente convinto il padre ad impostare la campagna presidenziale contro il disastroso accordo nucleare con l’Iran «che è il più grande sponsor del terrorismo nel mondo». Netanyahu ringrazia sentitamente, mentre Walid Phares, un importante consigliere di politica estera di Donald, assicura alla BBC che Trump riconoscerà Gerusalemme capitale ma lo farà per consenso e non straccerà il trattato con l’Iran, ma  lo rinegozierà.

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Hair Force One

Ma il “governo ombra” si anima di un’altra inedita presenza, quella di Jared Kushner, genero di Donald e marito della figlia Ivanka, che si sta confezionando un ruolo esplicito nell’entourage della prossima Casa Bianca. Jared Kushner, 35 anni, figlio di un ricco costruttore del New Jersey con trascorsi giudiziari per evasione fiscale, contributi elettorali illegali e reati di manomissione di testimoni, sta lavorando alacremente per bypassare i divieti sul nepotismo, con la creazione di un blind trust anti conflitto di interessi dove collocare i suoi asset e con la rinuncia a qualunque salario federale

Ebreo ortodosso, titolare di una grande fortuna immobiliare ed editore del quotidiano New York Observer, il rampollo miliardario sembra destinato ad avere un’influenza enorme nella Casa Bianca targata Trump. Ha contribuito  anche fortemente alla vittoria del suocero, organizzandone le strategie digitali. Molte volte Trump ha lodato il genero e ora ha chiesto che sia autorizzato a partecipare ai briefing quotidiani, nei quali il presidente viene fornito di informazioni top-secret.

Al giovane Jared piace lavorare nell’ombra, senza troppi clamori, e sembra che il suo intervento abbia determinato la rimozione dal team di transizione di Chris Christie, governatore del New Jersey, un nemico della famiglia Kushner perché responsabile dell’incarcerazione del padre, che durò 18 mesi. Una purga vera e propria insomma, compiuta lontano dagli occhi indiscreti dei media.

Kushner è molto meno conosciuto della moglie Ivanka, ma è chiaramente una figura che può muovere un’enorme influenza dietro le quinte. Mentre infatti il mondo aspettava le riprese dell’incontro alla Casa Bianca tra Donald e Obama, le telecamere hanno ripreso un giovane che passeggiava nel South Lawn, immerso in una conversazione con il capo del personale di Obama, Denis McDonough.

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Jared Kushner passeggia nel South Lawn, con il capo del personale di Obama, Denis McDonough

Nato e cresciuto in tutta comodità a Livingston, nel New Jersey, insieme a due sorelle e un fratello, i suoi nonni erano sfuggiti all’Olocausto dalla Polonia durante la guerra, e arrivarono negli Stati Uniti nel 1949.

Il giovane Jared  vince un posto ad Harvard nonostante i voti bassi, secondo Daniel Golden, autore de ” The Price of Admission”, l’anno della sua ammissione il padre Charles Kushner aveva donato 2,5 milioni di $ per l’Università, insieme con simili donazioni una tantum a Cornell e Princeton.

Ad Harvard il giovane Kushner, si era ritagliato un  profilo notevole, quando in un campus pieno di magliette e bermuda cargo, lui indossava camicie di seta e jeans dall’etichetta esclusiva 7 For All Mankind,  guidava una Range Rover intorno alla città universitaria, finché un compagno di classe lo ha ricordato dicendo «guarda sto cazzo di ricco».

ivanka-trump-jared-kushner-matrimonioIl matrimonio di Jared Kushner e Ivanka sposatisi nel 2009 dopo circa due anni di fidanzamento ha sancito la fusione di due importanti famiglie immobiliari di New York, e lei si è convertita al giudaismo per poi dichiarare su Vogue «E ‘stata una grande scelta di vita per me … ho davvero scoperto che l’ebraismo è fonte di tradizioni millenarie che fortificano la sacralità della famiglia. Da Venerdì a Sabato non facciamo altro che uscire insieme, e non usiamo i cellulari”. Ma la Torah sembra anche rappresentare un collante insolubile dal sapore politico, perché quando i critici hanno accusato il presidente eletto di fare appelli antisemiti, Kushner ha scritto immediatamente un editoriale sul suo giornale in difesa di Trump. Del resto Donald stesso, durante un raduno in Ohio nel mese di luglio, aveva dichiarato “Mia figlia è ebrea, i miei nipoti sono ebrei, ed io li amo”.

E poi Trump ha sempre incoraggiato il suo son-in-law a lavorare per la Casa Bianca, impressionato dopo averlo visto all’opera durante la propria campagna elettorale ed ora nella squadra di transizione come consigliere. C’è la sua mano dietro a purghe e riorganizzazioni in corso per rilanciare il team. Però due norme federali sono sulla sua strada, quella che vieta il nepotismo, cioè l’assunzione di parenti da parte di funzionari pubblici e lo statuto che mette all’indice anche la possibilità di prestare servizi volontari e gratuiti se questi incorrono in divieti legislativi. Jared Corey Kushner però è abituato al successo, ha sempre saputo sfruttare la sua posizione favorita per confezionarsi una carriera colma di soddisfazioni.

trump-hotel-pensylvania-avenueI vecchi consuoceri, Donald e Charlie, hanno ricevuto enormi ricchezze dalla loro frequentazione con i politici di entrambi gli schieramenti, infatti il successo su larga scala nel settore immobiliare dipende spesso da relazioni governative, così gli appalti fanno lievitare il patrimonio e vengono più facilmente controllati incentivi fiscali, licenze e ispezioni. Come ha detto Trump, spiegando i suoi contributi alle campagne al Senato di Hillary Clinton, «Io do a tutti, quando chiamano, io do. E sai una cosa? Quando ho bisogno di qualcosa da loro due o tre anni dopo, io li chiamo, e sono lì per me». Dal 1996 al 2004 Charlie Kushner ha dato più di $ 1.4 milioni ai politici democratici, e quando la Clinton ha vinto la corsa al Senato, ha fatto un pellegrinaggio alla casa dei Kushner sul Jersey Shore per la cena del Shabbos.

Jared intanto, tra il 2007 e il 2016 ha investito circa 7 miliardi di dollari in proprietà a New York City. Nel 2007, in particolare, mise a segno l’acquisizione record per un singolo palazzo negli Stati Uniti: 1,8 miliardi per il numero 666 sulla Quinta Avenue. Sempre quell’anno convinse il padre a vendere una quota in Aig prima della grande crisi, con un profitto da un miliardo. L’anno successivo ascende a chief executive del gruppo di famiglia. A soli 25 anni, cioè due anni prima, era già diventato editore comprando per dieci milioni l’Observer, che si è distinto per essere uno dei pochi giornali ad avere appoggiato Trump durante le primarie repubblicane. Quando poi è diventato di fatto responsabile della campagna, ha avuto l’astuzia di contattare decine di figure influenti, quali Henry Kissinger, Paul Ryan, Rupert Murdoch, e Roger Ailes.

I due rampolli miliardariequinox-park-avenue sono comunque una coppia di populisti  piuttosto improbabili … lui elegante, alto, e raffinato … lei esile, bionda, bellissima. Vivono a Park Avenue, dove chi parla di “muro” si riferisce più probabilmente all’impianto sportivo dell’Equinox, piuttosto che a quello al confine con il Messico.

E mentre i genitori di Kushner sono stati tra i finanziatori più rilevanti dei democratici della East Coast, anche i più grandi sponsor per la campagna di Clinton al Senato del 2000, Chelsea Clinton e suo marito sono amici intimi di Ivanka e Jared. Ma le note più rabbiose del Trumpismo rampante, per esempio il muro messicano, il divieto di ingresso agli islamici, la battuta di uccidere Hillary Clinton, da una parte hanno fatto un bel bottino di consensi, e Jared li ha saputi manovrare alla perfezione.

Però le tensioni  hanno toccato lo spannung quando, ai primi di luglio, il candidato premier aveva twittato un’immagine composita che evidenziava  Hillary Clinton e una stella a sei punte, su uno sfondo spalmato di dollari, con l’aggiunta di un commento infamante  “il candidato più corrotto di sempre“.

hillary-clinton-stella-davidAl che Dana Schwartz, una scrittrice d’intrattenimento dell’Observer, si lamentò sul giornale con “una lettera aperta a Jared Kushner, da uno dei vostri dipendenti ebrei”. In risposta Kushner fece la sua prima dichiarazione pubblica, citando il suo tragico background, ricordando i nonni sopravvissuti all’Olocausto, e scusandosi per l’errore commesso «L’America deve affrontare le sfide molto serie della globalizzazione  . . . sono certo che il mio father-in-law sarà in grado di  affrontarle”. Subito dopo la stella di David venne eliminata dall’immagine antisionista.

Per quanto riguarda l’ambiguità populista di Ivanka, lei avrebbe annunciato che la sua difesa della emancipazione delle donne e il suo sostegno alle imbarazzanti affermazioni del padre erano in perfetto accordo: «Come molti dei miei compagni  millennials, io non mi considero categoricamente repubblicana o democratica … infatti voto in base a ciò che ritengo giusto, per la mia famiglia e per il mio paese. A volte è una scelta difficile, però questa volta ho le idee chiare».

Intanto i primi appuntamenti di Donald Trump stanno alzando gli allarmi per la sua politica islamofobica,  preoccupanti in tal senso appaiono le nomine del tenente generale in pensione Michael Flynn come suo Consigliere per la Sicurezza nazionale, e quella di Steven Bannon come Capo di gabinetto. Entrambi gli uomini hanno parlato in termini ampi di una malattia all’interno dell’Islam e hanno trattato  l’estremismo islamico come una minaccia per l’umanità, proponendo sempre l’equivalenza Islam-Terrorismo.

Nihad Awad, direttore esecutivo del Consiglio per le Relazioni Americano-Islamiche (CAIR) ha dichiarato infatti che «Le prime candidature del presidente eletto Trump mostrano una tendenza preoccupante islamofobica che dovrebbe essere fonte di preoccupazione per tutti gli americani».

Steven Bannon, nazionalista bianco, sessista ed islamofobo, che piace a neonazisti e al Ku Klux Klan, ha costruito la campagna anti establishment di Trump, ed ha in passato lavorato per Goldman Sachs.

Mentre Steven Bannon dirigeva Breitbart dal 2012 ad agosto 2016, aveva promosso una linea nazionalista che ritraeva i musulmani come una minaccia terribile per gli Stati Uniti.  Bannon spesso aveva accolto figure accusate di pregiudizi anti-islamici, tra cui almeno sette incontri amichevoli con Pamela Geller, presidente della American Freedom Defense, cui il governo britannico nel 2013 aveva vietato l’ingresso nel Regno Unito, per la sua presenza “non favorevole al bene pubblico”.

Ma il punto forte della propaganda che ha partorito la presidenza Trump non è stato solo Breitbart, quanto il documentario “Clinton Cash”, il cui sottotitolo recita: “La storia non detta di come business e governi stranieri abbiano fatto ricchi Bill e Hillary”. Inizialmente il libro scritto dall’ex caporedattore di Breitbart, Peter Schweizer, era diventato un best seller del New York Times, poi fu tradotto in film documentario proprio da Bannon.

Lo scandalo ha dominato per mesi il dibattito americano, ed è stato fondamentale nel dipingere Hillary Clinton come il candidato dell’establishment della finanza globale, e di conseguenza, Trump come il candidato libero della società civile.

Già, perché se a primo impatto il lavoro di Bannon può sembrare quello di un semplice direttore di giornale online sensazionalista, in realtà lo spin di Trump è stato una figura chiave della campagna elettorale, anzi è stato proprio lui a riempire i discorsi elettorali di Donald della retorica sulle élite globali della finanza e delle banche «Clinton s’incontra in segreto con le banche internazionali per distruggere la sovranità americana».

Michael Flynnflynn_michael, da parte sua, ha definito l’Islam un cancro e in un tweet di luglio aveva linkato un video che asseriva «Il timore per l’Islam, che vuole l’80% dell’umanità asservita o sterminata, è del tutto razionale e quindi non può essere definito una fobia».

Michael Flynn, generale in pensione, chiamato nel 2012 da Barack Obama a dirigere la Dia (Defense Intelligence Agency), dopo due anni fu liquidato dal presidente per le sue posizioni considerate poco ortodosse e per qualche dichiarazione di troppo. Sosteneva che gli Usa erano diventati meno sicuri ed erano deboli nei confronti del terrorismo islamico, scrivendo sull’argomento anche un libro di successo insieme a Michael Ledeen, The field of fight, che presenta la guerra all’Iran come inevitabile per la salvezza degli USA.

Infine, ciliegina sulla torta, Mike Pompeo,  il parlamentare repubblicano che Trump  ha messo a capo della Cia, ha un solo scopo nella vita «Non vedo l’ora di smantellare questo accordo disastroso con il più grande Stato sponsor del terrorismo mondiale». Pompeo ha 52 anni e fa parte del movimento del Tea Party,  si è da sempre opposto all’Obamacare ed ha manifestato il suo dissenso alla chiusura di Guantanamo, il suo nome è tra i sostenitori del programma di sorveglianza dell’Nsa denunciato da Edward Snowden.

Quindi la prossima guerra si farà all’Iran? L’ombra di Sion ringrazia e gode come un riccio …

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

19.11.2016

 

Pubblicato da Rosanna

Sono docente di italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare alla ricerca della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso il flusso ridondante delle informazioni, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • PersicusMagus

    Il bello è che entra in carica solo fra due mesi e per di più perché che si possano vedere i primissimi provvisori effetti della sua amministrazione dovrebbe passare per lo meno un anno (se ci arriva, a un anno).
    Però c’è già quello dice che farà il false flag contro l’Iran, altri che è amico dei sionisti, quell’altro ancora (testuale sul NYT) che i mercati crolleranno e non si riprenderanno più…

    Ma poi Steve Bannon perché sarebbe sessista?
    Perché non è una donna?

    • Beh … le tre figure scelte da Trump, cui sono stati affidati ruoli di potere non indifferente, mi sembra che promettano bene, come ho detto nell’articolo, dato che rappresentano una strategia politica antislamista, e soprattutto antiraniana, quindi rispondono all’interesse di Israele … per quanto riguarda Steve Bannon, lo considero una persona di grande talento mediatico, infatti buona parte della campagna scandalistica contro la Clinton l’ha gestita lui, per mezzo del suo sito d’informazione breitbart.com, che io consulto quasi quotidianamente … certo che le sue posizioni sono di estrema destra, quindi viene descritto come un suprematista bianco (chi sostiene la superiorità della razza), più volte accusato di antisemitismo, oltre che forte critico delle rivendicazioni femminili, antiabortista e fervente islamofobo.

      • PersicusMagus

        Mi scusi, neh…

        O si allea con la Russia o fa la guerra all’Iran. Non può fare entrambe le cose.

        Si circonderebbe di filosionisti a cui soggiace assecondandone pedissequamente l’agenda però contemporaneamente nomina il capo della strategia andandolo a prendere fra i presunti suprematisti bianchi.
        In altre parole: o è un filosionista shabbath goy succube del giudeo o un razzista, maschilista, antisemita del Ku Klux Klan.
        Non può essere tutti e due.
        Probabilmente non è nessuno dei due.

        Poi “le tensioni hanno toccato lo spannung”…è stato individuato il punto G di Melania!

        • Rosanna Spadini

          Scusami neh … PersicusMagus … se tu credi alle promesse elettorali dei politici in genere, e di Trump in questo caso … beh, io non ci credo, quindi ho fatto un’analisi delle prospettive politiche, non ho fatto una diagnosi con la risonanza magnetica, né ho assegnato la terapia da seguire … è chiaro che che la politica di Trump appare opposta a quella di Barack Obama, ma quella di Hillary prometteva anche di peggio … comunque un conto sono le minacce ed un altro conto è una concreta strategia di guerra contro l’Iran … la conclusione dell’articolo poi è ironica, ma vedo che anche tu sai usare bene l’ironia … e allora tu forse crederai al nuovo anti-eroe miliardario, il nuovo messia di Park Avenue divenuto per incantesimo il cavaliere senza macchia, che salverà i poveri d’America, capace di umiliare Wall Street, solo contro i giganti della finanza e delle grandi banche, solo contro Hollywood e l’intero star system, l’anima buona e generosa che combatte contro l’asse del male Obama-Clinton … dunque una favoletta mielosa e dolcificata che farà piangere rigorosamente tutte le casalinghe del globo … vorrei avvisare i naviganti che la realtà è diversa … quindi a prescindere dal fatto di essere contenti della sconfitta della Clinton, sarebbe ora di riprendersi dalla sbornia … o da qualche visione erotica dal volto di Melania … Trump è un uomo dell’establishment né più e né meno degli altri …

          • PersicusMagus

            Non estremizzi il discorso dell’interlocutore per sminuirlo, non è corretto.
            Come non è corretto attribuirmi una eccessiva ingenuità senza sapere realmente come la penso.
            Non mi interessa minimamente credere che, o prevedere se, Trump manterrà le promesse. Clinton era peggio, lui ormai è eletto, sapremo fra poco, quindi è inutile agitarsi.

            Sto dicendo che lei ha scritto cose contraddittorie e le ho elencate nel post sopra.
            Non c’è polemica né astio, semplicemente constato che il suo discorso non ha un focus preciso.
            Ha detto tutto e il contrario di tutto (nazista, vicino agli ebrei, Flynn filorusso ma Pompeo anti iraniano) come stanno facendo anche altri sia qui su CdC che sui giornali MSM.

            Trump, promesse o non promesse, potrebbe dare uno scossone fortissimo alla UE quindi già solo oer questo è il benvenuto.
            Dopodiché, come ho già detto in precedenza, se soltanto realizzerà delle vere politiche espansive con grandi investimenti, se creerà posti di lavoro di qualità per gli americani (cosa che Steve Bannon considera la assoluta priorità) se e normalizzerà i rapporti con la Russia, sarà stato un buon presidente.

            Se tradirà le promesse non lo sappiamo ancora ma nel caso sarà punito dai suoi elettori.

          • Bravo … continua così, è il modo migliore per discutere … mi piace dialogare con chi non sa giudicare un articolo ed è mosso solo da astio e rancore ideologico …

          • Apollonio

            Mi intrometto in difesa di Persicus , ho provato a rileggere il suo intervento e non ho trovato nessun astio e rancore ma solo una critica costruttiva, sintetizzabile così: ..Trump è indubbiamente un passo avanti, aspettiamo a giudicarlo dai fatti e non dalle impressioni.

          • PersicusMagus

            Grazie, molto gentile.

            Vorrei chiarire in brevissimo il mio pensiero.

            Sarebbe ingenuo aspettarsi che Trump sia Che Guevara (come è abbastanza ingenuo stupirsi che ci siano diversi ebrei nella sua squadra. Sua figlia si è sposata con un ebreo e si è convertita, è ovvio che avrà dei rapporti).

            Trump però è una “opportunità”:

            1) ha dimostrato che i media MSM possono essere battuti (ricorderei che il nostro Grillo, dieci volte meglio di Trump, ci era riuscito e senza i miliardi di Donald…comunque va detto che Trump aveva contro non Repubblica e Corriere ma l’Invencible Armada al completo…)

            2) ha dimostrato che il voto popolare ha una potenza incontrastabile spingendo alcuni a levarsi apertamente la maschera con inaudite dichiarazioni “contro” il suffragio universale (roba che nessuno si azzardava più a pensare da oltre un secolo, vorrei far notare)

            3) potrebbe (condizionale) tornare a politiche di grandi investimenti fiscali il che avrebbe una grande ripercussione in UE e qualche vantaggio anche per i lavoratori

            4) ha dato una spinta colossale al populismo il che in Europa potrebbe portare a un filotto impressionante di risultati elettorali clamorosi (a partire dal referendum italiano e dalle elezioni austriache) che cambierebbe per sempre l’Unione.

            5) potrebbe finalmente normalizzare i rapporti con la Russia

            Poi se si rimangia tutto o se si rivela un incapace nessuno può prevederlo ma nemmeno ci interessa più di tanto.
            Trump ha sparigliato e quindi ha aperto uno slot di “possibilità”.

            Ripeto: Grillo è molto meglio ma avrete notato che i piagnoni sospettosi ci stanno pure sul M5S…(è un gatekeeper…Ah! È stato all’ambascuata americana!…Di Maio è amico dei poteri forti…Di Battista è “il gallo cedrone”…).
            È la sindrome del servo liberato: quando si presenta finalmente la agognata occasione di liberarsi il servo si fa prendere dallo sgomento e si immagina una serie infinita di argomenti pretestuosi per non essere costretto ad abbandonare la catena.

          • Rosanna Spadini

            Stavolta le tue considerazioni sono molto condivisibili … perché non le hai usate prima, invece di fare geroglifici semantici sullo spannung di Melania? il mezzo è il messaggio, e per essere compresi al meglio non si dovrebbe aggredire la posizione dell’interlocutore senza concedergli una possibile apertura al dialogo …

          • Rosanna Spadini

            Apollonio, le tue osservazioni sono sempre prevenute e faziose, quindi con te non ci può essere né un dialogo sereno né un confronto corretto … buona giornata anche a te !!

          • Apollonio

            Rosanna visto l’ accusa, si spieghi meglio…:
            prevenute verso chi ? o cosa ?
            faziose verso quale parte ?

            il contraddittorio si accetta o non si accetta, sembra che lei non l’ accetti, allora diventa imposizione ideologica a punti di vita o opinioni diverse, proprio il contrario delle sue accuse nei confronti di Persicus e di Apollonio.

          • Il contraddittorio lo si accetta se è motivato secondo argomentazioni obiettivamente documentate, non campate in aria, né prevenute, né faziose … le opinioni sono tutte ammissibili, però bisogna sostenerle con prove oggettive … e vale per te, perché sto parlando con te, e non con altri …

          • Apollonio

            Rosanna veramente non ha risposto ..!
            e non comprendo come possa affermare che non si possa avere un dialogo con Apollonio dal momento che non ce ne sono mai stati di significativi tra noi..! …

            ne prendo atto e non interverrò più nei suoi articoli.

          • PersicusMagus

            Ma come si permette?
            Sto discutendo portando argomenti senza alcun attacco personale e lei mi risponde in questo modo?
            La metto in ignore e risolvo il problema.
            La saluto.

          • Rosanna Spadini

            PersicusMagus, quando si critica un articolo bisognerebbe entrare nel merito degli argomenti, valutare la tesi proposta, esaminare la validità delle tematiche, giudicare organicità e coerenza, percepire i messaggi espliciti … tu dici che l’articolo è contraddittorio perché Trump non può fare la pace con la Russia e la guerra all’Iran … ed hai le tue ragioni … io ti ho risposto che le contraddizioni esistono nella stessa politica economica di Trump, tant’è che ti ho anche girato un articolo che sosteneva questo … poi ho anche aggiunto che il mio articolo faceva una disamina degli eventi e dei fatti … per giudicare la strategia politica del nuovo presidente, credo che sia ancora presto, forse conviene osservare e trarre alcune considerazioni … ma ho anche notato che tu sei partito in quarta, senza ascoltare le mie risposte, quindi ripeto che il tuo intervento mi è sembrato volutamente fazioso … ti saluto anch’io e buona giornata !!

          • Intanto ti posto un articolo significativo riguardo alle difficoltà che sta incontrando Trump nell’accordare anime così diverse all’interno della squadra, quindi la vera contraddizione la si trova nel trumpismo … ma credo che si metteranno d’accordo nella spartizione del potere e degli interessi reciproci …
            http://www.zerohedge.com/news/2016-11-19/war-breaks-out-between-neo-cons-and-libertarians-over-trumps-foreign-policy

  • Stodler

    Ottimo articolo, come sempre del resto. Per sapere come è andata a finire la presidenza Trump non ci resta che aspettare il 2021.

    • ga950

      “Ottimo articolo, come sempre del resto.” Se non è piaggeria questa?!

    • Grazie Stodler … purtroppo sei perseguitato da un ronzio fastidioso, che t’insidia continuamente, non appena apri bocca … 🙁

  • Mylan Key

    Questa nuova mano degli Usa, a quanto si sta’ evidenziando, attuera’ a sommi capi con migliori entrate dell’ elite’ genrale Usa , cogliendo il terrorismo sull’ Iran , e andando direttamente da Russia e Cina, per vedere cosa si puo’ fare per farli cadere.
    Vista la vasta matassa intrescata fra le varie opposizioni, che opposizioni non sono , quello che non riesce a fae Trum, ci sono sempre i soliti sotto e legati, la varia linea Busch Clinton Obama ISIS, Iran, Ucraina , Libia, Siria , Afganistan , Sauditi, e nuovi arrivi di zone da scombussolare e prendere . Nulla e’ cambiato, ma i principali, rimangono sempre di supporto .
    Oltre che l’ Iran déclamer ( oggi se non si puntualizza in lingua straniera nemmeno contiamo ) , pure gli Emirati Sauditi sono stati decantati colpevoli dai maggiori colpevoli 11/9 , imputandoli maggiori rei dell’ 11/9 , di complicità’ per l’ 11/9 e a richiesta risarcimento, messa in veto di NO da Obama il nobel nero, ma bocciato a maggioranza dal governo Usa . E quindi, nel mazzo e nella lista dei paesi terroristi, il petrolio e i miliardi dei Sauditi, fanno tanto globalismo e geopolitica. La linfa finanza e politica Usa e mondiale, ha sempre la clorofilla Ebrea.
    O sbaglio , Spadini ?
    ( leggevo che, pure nelle rivoluzioni Russe, a fare e a costituirsi , i posti principali di dirigenza e influenza, hanno sempre avuto la partecipazione diretta Ebrea ) . E a quanto si vede, non solo influenzano la pseudo vecchia guardia passata di supporto, ma ne e’ direttamente insediata negli nuovi Usa . Il doppio gioco di faccia confonde , e fra tante minacce e complimenti, sono attivi entrambi su tutti i fronti . Sembra una gara , a chi concludera’ meglio la storia mondiale, per avere la prima sedia, come lustro .

    • Sicuramente Washington e Sion hanno sempre considerato le proprie missioni come messianiche, esclusive, universali … forgiate dal volere divino e interpreti di un insieme di valori economici e confessionali che affondano le proprie radici nello spirito calvinista dell’ Antico Testamento, matrice della fusione tra la cultura ebraica e il puritanesimo dei Padri Pellegrini … però probabilmente la comunità ebraica americana è tradizionalmente più vicina ai democratici … quindi Trump con queste mosse sembra voler provare a scalzarli, ed una delle strategie è proprio il cambio di capitale. Infatti se gli Usa riconoscereranno Gerusalemme come “capitale unica ed indivisibile” di Israele, Trump sarà riuscito ad ottenere un vasto appoggio politico.

      • Mylan Key

        Alla fine, maggiori forze, magior guadagno e potere , e disgregandosi, tutto e’ messo a repentaglio. I Calvinisti, nel loro staccarsi ai principi della bibbia liberata, sono stati i primi a puntare sulla base delle finanze e delle entrate, come forza religiosa ed economica. Che l’ ebraismo sionista sia cosi’ , e’ cosi’, e non fa’ altro che redimere e catalizzare un altro ebraismo, quello del dollaro e dei ricchi Usa e non , fra finanza, politica e potere. L’ uno vale l’ altro. Due religioni diverse con lo stesso dio .

      • Apollonio

        Non a caso Lloyd Craig Blankfein, nato in Usa ma proveniente da famiglia Ebrea presidente dal 2006 della Goldman Sachs intervistato da un giornalista che osservava gli affari europei stanno sfuggendo dalle mani dei politici e delle nazioni disse:…..” Con Goldman Sachs io faccio il lavoro di Dio”. In poche ore, la frase pronunciata da Llyod Blankfein, nel giugno 2010, …. abbiamo il preciso dovere di essere vigili e di far da sentinelle. … Ma c’è chi lo afferma ma nessuno si sofferma: «Io faccio il lavoro di Dio».

  • Apollonio

    Niente di nuovo che introduce questo articolo, tutta la Cleptocrazia conduce sempre verso un’unica direzione la Stella di Davide..!

    • gianni

      il popolo ebraico si comporta come millenni fa quando avevano il loro dio assassino criminale YAHVEH , come scritto nella bibbia , alle volte penso che YAHVEH sia ancora vivo e sta ancora guidando il popolo ebraico

  • PietroGE

    Un bell’articolo informativo sul retroterra del ‘cerchio magico’ attorno a Trump.
    Certo che le contraddizioni ci sono : 250 cattedratici ebrei che scrivono un appello contro Trump, praticamente tutta la galassia dei media ebraici schierati contro di lui, e poi si scopre che il genero praticamente fa la quinta colonna di Israele nella Casa Bianca. Io sono sicurissimo che il rapporto confidenziale dei servizi segreti al presidente sarà, un minuto dopo, nelle mani di Netanyahu. Bisogna anche qui vedere cosa vien fuori di concreto. La guerra contro l’Iran era già programmata durante la presidenza di George W Bush, non se è fatto niente per l’opposizione dei militari, i quali hanno fatto presente che l’Iran non è la Libia o l’Iraq. Io ho scritto che l’impatto più dirompente della presidenza Trump si avrà in Europa non negli USA e rimango della stessa opinione.

    • Sono d’accordo PietroGe, speriamo che tu abbia ragione !! Infatti la distensione verso la Russia, l’attacco protezionistico alla Cina, e il gelo relazionale emerso negli ultimi approcci diplomatici tra Trump e Juncker … sembrano promettere un buon viatico per le prossime sorprese politiche …

  • Mario Vincenti

    Trump e’ stato accusato dai suoi detrattori di essere un feroce antiisraelita e ora viene invece accusato di essere un sionista. Di quest’uomo ormai si e’ detto tutto il male possibile e gli sono state addossate responsabilita’ di ogni tipo, manca solo che dicano che e’ il famoso secondo tiratore dell’omicidio Kennedy e siamo a posto. Mi ricorda molto un italico personaggio di cui si diceva tutto il male possibile per poi finire a rimpiangerlo, visti i suoi ignobili e pessimi successori.

    • Ho fatto un’analisi dei fatti, non delle opinioni … sai distinguere tra fatti ed opinioni?

      • Mario Vincenti

        So distinguere benissimo tra fatti e opinioni, infatti la mia critica non era rivolta a lei ma ai detrattori di Trump in genere, come scritto in italiano decoroso e piu’ che comprensibile all’inizio del discorso. Inoltre le ricordo che un’analisi non puo’ mai prescindere dalle opinioni di chi la compie, come scriveva Kant in un suo famoso trattato.

        • E’ logico che nel momento in cui si espongono i fatti c’è un leitmotiv di fondo che li ordina e li dispone secondo certi criteri prestabiliti, però tu hai preso immediatamente le difese del biondo miliardario, che come il suo mentore e tuo modello politico Berluska, ha interessi sparsi in tutto il globo all’ennesima potenza, e altrettanti processi da scontare … quindi tenendo presente che io ho voluto evidenziare solo un aspetto dei rapporti di forza che definiscono il suo entourage politico, e considerando che il problema è molto più complesso, dato che i giochi sono solo all’inizio, accetto il tuo giudizio positivo, perché effettivamente potrebbero esserci dei risvolti vantaggiosi per accelerare l’implosione dell’euro e dell’UE, che è già in stato comatoso, ma permettimi di essere un tantino più cauta …

  • Adriano Pilotto

    M’ero illuso con i primi paragrafi sul muro con il Messico. Ricostruirne la storia, la sua scomparsa e ricomparsa nell’immaginario dei nostri neoliberisti, la sua inutile funzione e la sua utile finzione, i risvolti economici diretti ed indiretti. mi sembrano argomenti meritevoli di approfondimento. Invece già al terzo paragrafo mi ritrovo gettato nell’ennesima saga ebraica.
    Come reazione allo sconforto mi torna in mente John Kleeves: per chi trova diletto in simili faccende, tuttora utile è la lettura del suo ” Dietro la potente lobby ebraica degli USA c’è qualcun altro”.
    Non nego che, tolti tutti i riferimenti alle origine ebraiche di questo o quello, l’articolo possa avere una qualche utilità, ma con tutti quei riferimenti l’articolo si colloca, forse non intenzionalmente, in un’altra categoria.

    • Hai ragione Adriano Pilotto, la storia del muro con il Messico sarebbe meritevole di approfondimento … a me sembra un po’ la stessa vicenda del ponte sullo stretto di Messina, anzi fare il ponte probabilmente è più facile, perché il confine col Messico è lungo 3200 km e non è sempre lineare, quindi sembra più uno slogan di propaganda politica, cui siamo abituati da diversi anni … in questo caso mi sembra che Donald abbia imparato dai nostri replicanti … magari anche questo tema potrebbe trovare risvolti interessanti … quanto a John Kleeves, credo come lui che il vero potere sia detenuto dalla lobby degli WASP, cui si aggiunge certo quella ebraica, eterna piovra dai mille tentacoli … la mia intenzione però è stata quella di indagare sui rapporti di forza che sembrano emergere dalla squadra del nuovo presidente, perché le dinamiche non sono così scontate, e magari accorgersi che anche l’Alt Right ha trovato rappresentanza politica, tingendo forse di interessi economici e di quelli che sono i nuovi valori propagandati dalla campagna elettorale del nuovo presidente: nazionalismo messo sotto attacco da parte delle forze multiculturali, onestà politica, giustizia sociale per difendere posti di lavoro in USA, isolazionismo economico e culturale, protezionismo vs globalizzazione …

  • Cataldo

    Cara Rosanna il fatto che Michael Flynn possa essere “islamofobo” non cambia la sua storia e le sue posizioni reali come esponente di una parte resistente dell’establishment militare USA, che per fortuna ha resistito alle purghe dei neocons e all’inerzia di Obama.
    La sua visione della politica USA in medioriente è stata cosi chiara da garantirgli l’odio sincero di tutto il sottobosco neocons: è contrario all’utilizzo di mercenari, è contrario alla destabilizzazione siriana, e contrario all’alleanza con i fratelli musulmani, è contrario alla politica dei droni, già è strano che non abbia avuto un infartino o non si sia suicidato attaccandosi ad un termosifone 🙂

    Su queste posizioni basa il suo peso politico negli ambienti militari e non credo che possa cambiarle in corso d’opera, si prefigura per la prima volta da molto tempo una revisione delle strategie del Caos che abbiamo visto disastrosamente all’opera negli ultimi anni.
    E’ evidente che il citato avrà le redini della sicurezza nazionale, ed è uno dei cardini su cui si baserà la rinegoziazione con la Russia, non è che questo può essere sminuito da considerazioni politically correct su come considera il ruolo dell’Islam o altre facezie propagandistiche.