Home / ComeDonChisciotte / L'ESPORTAZIONE DELLA STUPIDITA'

L'ESPORTAZIONE DELLA STUPIDITA'

heinbergDI RICHARD HEINBERG
Resilience.org

Il Congresso questa settimana sta convocando alcune audizioni sulla possibile revoca del divieto alle esportazioni di petrolio da parte degli Stati Uniti, istituita nel 1970 per promuovere l’autosufficienza nazionale di energia, e ha invitato un certo numero di “esperti” con dubbi legami con l’industria petrolifera e del gas per convincerli del fatto che è una buona idea. Dopo la quasi annessione della Crimea da parte della Russia, i politici americani vogliono tagliare il più grande patrimonio geopolitico del presidente russo Vladimir Putin. Se gli Stati Uniti fornissero all’Europa grandi quantità di carburante, ciò ridurrebbe la dipendenza del continente dalla Russia, privando Putin di questi introiti tanto necessari.

I parlamentari di entrambi i partiti stanno utilizzando le audizioni anche per sollecitare l’amministrazione Obama ad accelerare le esportazioni di gas naturale come una copertura contro la minaccia di un taglio di forniture di gas da parte della Russia verso l’Ucraina e altri paesi. Quattro nazioni dell’Europa centrale, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, hanno già fatto una richiesta formale per le esportazioni americane.

C’è solo un piccolo problema che riguarda queste brame ardenti e queste buone intenzioni. Fondamentalmente, gli Stati Uniti non hanno petrolio o gas da esportare.

Certo, la nostra nazione produce un sacco di combustibili, e le quantità sono cresciute negli ultimi anni. Ma gli Stati Uniti rimangono un importatore netto di petrolio e di gas naturale. Ripeto e sottolineo che gli Stati Uniti sono ancora importatori netti di petrolio e gas naturale.

Nel 2013 gli Stati Uniti hanno prodotto circa 7,5 milioni di barili di greggio al giorno, ma ne hanno importati altrettanti. Anche se il ritmo di produzione nazionale sta ancora aumentando, è probabile che se aggiungeranno circa 1,5 mb/g per poi iniziare a diminuire. La probabile rapidità del declino è una questione controversa: la Energy Information Administration prevede un lungo pleateau e poi una lenta diminuzione, mentre la nostra analisi interna al Post Carbon Institute indica un calo più rapido. In entrambi i casi, è estremamente improbabile che l’America potrà mai ridiventare un esportatore netto di petrolio.

L’anno scorso gli Stati Uniti hanno prodotto 24,28 trilioni di piedi cubici di gas naturale, una quantità record. Tuttavia, abbiamo ancora importato 2,5 trilioni di piedi cubici di gas (l’11 per cento del consumo totale). L’andamento del ritmo della produzione di gas degli Stati Uniti si è stabilizzato e (secondo la nostra analisi) è probabile che inizi a declinare nei prossimi anni, proprio quando saranno messi in funzione i nuovi terminali per l’esportazione di di gas naturale liquefatto (GNL).

Invece, sono state fatte affermazioni straordinarie sul potenziale del petrolio e del gas negli Stati Uniti, ora che l’industria ha sviluppato il fracking e le tecniche di perforazione orizzontale nelle formazioni shale in Texas, North Dakota, Pennsylvania, e altrove. Ma, come ho sostenuto nel mio libro Snake Oil: How Fracking’s False Promise of Plenty Imperils Our Future, queste affermazioni sono assolutamente esagerate. Una valutazione molto più accurata delle prospettive del settore deriva dalla sua pubblicazione in anteprima dell’Oil & Gas Journal, che parla di riduzione delle riserve stimate che si avvicinano ai 35 miliardi di dollari per i quindici principali operatori shale. Il Journal cita “[…] le analisi recenti di Energy Aspects, una società di consulenza per le materie prime, indicano sei anni di progressivo peggioramento della performance finanziaria di 35 società indipendenti focalizzate sul gas e il petrolio shale negli Stati Uniti.” Questo peggioramento della performance finanziaria arriva nonostante l’aumento della produzione e il passaggio, dal 2010, dalle perforazione di gas naturale a quelle di combustibili liquidi a maggior valore aggiunto (greggio e GNL).

L’Oil & Gas Journal cita l’analisi di Ivan Sandrea, un associato di OIES e collaboratore di primo piano di Ernst & Young London, che suggerice che “se non verranno migliorate le performance finanziarie, i mercati dei capitali non sosterranno le continue trivellazione necessarie per mantenere la produzione da risorse non convenzionali.” Sandrea prevede che “alcuni operatori dell’industria dovranno ristrutturare e concentrarsi maggiormente sulle zone che hanno le risorse più appetibili, forse pari al 40 % delle attuali stime.

Quindi, cosa dovremmo riuscire a esportare?

In realtà, il parlare di esportazioni di petrolio e di gas non è stato provocato da un eccesso di capacità produttiva o da acume geopolitico, ma solo dalla vecchia ricerca del profitto. L’industria petrolifera statunitense attualmente è inguaiata dalla mancata corrispondenza tra la qualità del petrolio che viene sempre più prodotto nella nazione (greggio leggero dai giacimenti di Bakken e di Eagle Ford) e le qualità che le nostre raffinerie possono accettare (qualità più pesanti di greggio, ad esempio quelle delle sabbie bituminose del Canada). L’abolizione dei vincoli legali all’esportazione di petrolio per gli Stati Uniti aiuterebbe i raffinatori a risolvere questo problema temporaneo.

Nel frattempo, l’industria americana del gas naturale soffre per i bassi prezzi interni di vendita, problema la cui colpa è unicamente dell’industria stessa. Nel corso degli ultimi anni, le aziende di shale gas hanno prodotto in eccesso, per poter aumentare il valore dei loro asset (licenze di trivellazione per milioni di ettari) , facendo così scendere i prezzi sotto ai costi effettivi di produzione. Se un po’ del gas naturale degli Stati Uniti potrà essere esportato grazie ai terminali GNL che sono in costruzione, ciò farebbe aumentare i prezzi sul mercato interno. Tuttavia, potrebbe anche rendere vane le reiterate promesse del settore sul tenere bassi i prezzi, promesse che hanno attirato l’industria chimica per ricostruire gli impianti di produzione nazionali e che hanno sedotto le imprese che producono elettricità per passare dalla combustione del carbone a quella del gas naturale, ma comunque erano solo parole.

Questa è la verità sul pandemonio che si sta alzando sulle esportazioni di gas e petrolio. Per quanto riguarda invece l’idea di fare tremare Vladimir Putin nei suoi stivali grazie allo tsunami di greggio e gas naturale dall’America, lasciate perdere. Putin sta infatti probabilmente tremando, ma dalle risate.

Forse l’America invece dovrebbe prendere in considerazione l’esportazione della stupidità. È una risorsa che sembra davvero essere in surplus.

****************************

RICHARD HEINBERG
Resilience.org

Link: Export Stupidity

27.03.2014

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

Pubblicato da

  • luiginox

    Shale gas: palla, bolla, balla insomma un bluff incredibile, enorme.gli usa non lo esporteranno mai e molti investitori perderanno i loro soldi.in europa solo quei pirla dei polacchi ci hanno creduto.gli altri si stanno ravvedendo.l’eni fa finta di crederci per far lavorare nell’est europa le sue controllate .insomma un flagello economico ed e cologico che non ci voleva

  • BettoMaurelli

    gli americani,cioè gli operatori delle energie fossili stanno piu che tranquilli..

    l’embargo contro la russia infatti costringerà i paesi europei a rifornirsi di gas e petrolio dalle compagnie americane..
    NATURALMENTE CON IL SOVRAPPREZZO….
    e tutti(negli usa)vissero felici e contenti..
    Putin e la russia pur con disappunto venderà i suoi tesori agli odiati musi gialli(cinesi coreani giapponesi).e anzi sarà contento della salita dei prezzi delle materie prime…
    E GLI EUROPEI..che  hanno I SOLDI in banca PAGHERANNO TUTTI I COSTI..
    e anzi con il TTPI.il trattato transatlantico(operativo dal2015).gli europei saranno quelli che garantiranno il debito,la carta straccia americana..
    L’EUROPA DIVENTA LA BANCA SICURA DEGLI USA…
    agli usa non è bastato inondare le banche europee di titoli tossici e cambiali del loro deficit commerciale e i costi delle loro guerre,
    (nel 2008-2010…la bce..cioè i paesi europei hanno dovuto garantire e rifinanziare  il debito delle banche privateUE per quasi3000.tremila.miliardi di euro.. ma è segreto di stato…anche per quei quasi 150miliardi di euro con i quali ha dovuto contribuire l’Italia nonostante le sue banche non fossero state fottute come quelle tedesche inglesi olandesi francesi…con la truffa dei derivati–cds-etcC’è  in ogni modo IL SEGRETO DI STATO SULLE CIFRE.. QUALCHE GRILLINO  SAREBBE PREGATO DI ANDARCI A GUARDARE..a meno che non sia uno dei limiti imposti a casaleggio-grillo)
    ORA CON IL RICATTO DELL’EMBARGO ALLA RUSSIA e quindi costringere l’europa a rifornirsi di materie fossili cereali etc dagli usa…L’EUROPA DIVENTA LA CASSAFORTE..LA GARANZIA DI TUTTO IL DEBITO AMERICANO…
    …ED IL TTPI..CI METTE LA PIETRA LEGALE SOPRA….
    (legalmente europa diventa colonia a perdere degli Usa)
    Gli Usa ci hanno portato democrazia e benessere dopo il 1945?
    ORA RISCUOTONO IL PREZZO DEL FAVORE..
    SI RIPIGLIANO TUTTO..
    hanno liberato dal giogo una vitella magra..affamata ..l’ha ingrassata fatta figliare e ORA SI PIGLIA TUTTA LA BELLA STALLA DI BOVINI INGRASSATI…
    naturalmente con il beneplacito dei tanti troppi lacché sia italiani che europei che gliene fotte dei loro popoli e pensano solo alla loro panza!
    il potere ha le sue strategie..la massa è un branco di pecore…
    PERò E CHE CAZZO….
    QUANDO è TROPPO è TROPPO!!!!!!!!!!!!!!
    ps.come il nobel per la pace che afferma che la libertà ha un costo!!!
    SI IL PREZZO DI CIRCA 100 BARE VOLANTI COME GLI F35 CHE NON SOLO GLI STESSI MILITARI USA HANNO SCARTATO PERCHé INAFFIDABILE…MA CHE SONO STRUMENTI CHE NULLA HANNO A CHE VEDERE CON LA LIBERTà E LA DEMOCRAZIA DATO CHE LIBIA DOCET…SEMINANO SOLO MORTE TRAGEDIA DISTRUZIONE….
    una libertà del cazzo!!!!!!!!!!
    ed oltretutto PURE GLI STESSI MILITARI AMERICANI SCONFESSANO GLI F35 PERCHé INAFFIDABILI….E NOI CE LI DOVREMMO PIGLIARE???
    vabbè—paghiamo per la libertà…ma ci accontentiamo degli EUROFIGHTER!!!!!!!!!!!O DEI GRIPEN…E PERCHé DEI RAFALE….
    non bisogna però incazzarsi troppo con chi ovviamente tenta di fare i cazzi proprii..
    WANNA MARCHI VENDEVA QUATERNE PER IL LOTTO..deplorevole.
    me è piu deplorevole IL COGLIONE I COGLIONI CHE LE HANNO COMPRATE..
    lo stesso per gli f35…
    vabbè la libertà si paga…MA TIERNITI GLI F35..SIMILI F104=BAREVOLANTI!
    ecco il guaio è che in Italia siamo tutti delle merde a partire dal pupazzo sopra al colle piu alto…
    QUINDI FANNO BENE LE WANNA MARCHI A VENDERE LE LORO QUATERNE PER IL LOTTO…ALLO STESSO MODO DELLE INDUSTRIE SORPASSATE YANKEE A VENDERE F35 AI COGLIONI ITALIANI………..
  • ascanio

    caro Betto,
    devo dire che non fa una piega il tuo commento.
    il patto transatlantico di cui parla LaRouche da molto tempo infatti si sta ergendo.
    se gli asini che ci stanno vendendo si rendessero conto che sono fottuti pure loro anche se hanno la panza piena, allora le cose sarebbero diverse.
    Ma il denaro rende miope pure un’aquila!
    Fottuto genere umano di coglioni!
    Chi nascerà in queste acque avvalerà il presente come unico possibile modo di vivere…e la schiavitù arriverà a poco a poco fino a raggiungere la forma propriamente intesa fatta di catene ( non fisiche, ma con qualche diavoleria elettronica e un qualche chip impiantato nel corpo).
    Razza di dementi!
    L’unica speranza è che un asteroide colpisca questa latrina di mondo e la disintegri!

  • mazzam

    Bella analisi, da approfondire. 

  • Truman

    Nei forum c’è un post correlato:

    Quando e da Dove Verrà in Europa lo Shale GAS Yankee  di FunnyKing.