Home / ComeDonChisciotte / INIZIATA LA GRANDE RIVOLTA DELLA LIRA
13877-thumb.jpg

INIZIATA LA GRANDE RIVOLTA DELLA LIRA

DI AMBROSE EVANS PRITCHARD

Il più grande partito unico nel parlamento italiano per numero di voti ha gettato il guanto di sfida, chiedendo un referendum sull’ euro per metter fine alla depressione e per salvare la democrazia – scrive Ambrose Evans-Pritchard.

Il dado è tratto in Italia. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha lanciato una petizione per promuovere il ritiro dell’Italia dall’Unione Monetaria Europea e per il ripristino della sovranità economica.

“Dobbiamo lasciare l’euro il più presto possibile”, ha detto Grillo, parlando ad un raduno durante il fine settimana.
“Stasera stiamo lanciando un referendum consultivo. Raccoglieremo mezzo milione di firme in sei mesi – un milione di firme – e porteremo il nostro caso in parlamento, e questa volta, grazie ai nostri 150 parlamentari, dovranno parlare con noi “.

Da quando questo comico battagliero si è imposto sulla scena politica, le élite della zona euro avevano creduto che il partito non fosse, in fondo, euroscettico e comunque che non volesse seriamente ritornare alla lira.

Questa illusione è stata infranta.

Un referendum in sé non sarebbe vincolante, ma una “legge di iniziativa popolare” lo sarebbe sicuramente. Per la prima volta, si è avviato in Italia un processo che imposterà un dibattito nazionale sulla unione monetaria – che potrà spingersi fino a un voto sulla adesione all’UEM – che non potrà essere facilmente controllato.

Gianroberto Casaleggio, il co-fondatore del partito e guru dell’economia, mi ha detto oggi che il Movimento Cinque Stelle – o Cinque Stelle – aveva già esposto le proprie richieste a maggio scorso, proponendo la creazione di Eurobond per appoggiare la UEM e l’abolizione del Fiscal Compact imposto dall’UE. “Sono passati cinque mesi e non abbiamo rivevuto nessuna risposta. Ci hanno completamente ignorato” – ha detto.

Il Fiscal Compact è una follia economica, significa obbligare l’Italia a dover prevedere enormi avanzi di bilancio per decenni. Così la depressione sarebbe ancora più profonda e spingerebbe il rapporto con il debito ancora più in alto e sarebbe quindi scientificamente controproducente. Saranno gli storici ad emettere un verdetto che condannerà quei mascalzoni che hanno voluto imporre questa atrocità in Europa.

La mia opinione è che l’Italia non sarebbe riuscita a ripristinare la redditività all’interno dell’UEM, nemmeno se la Germania avesse accettato le due condizioni (un’idea impossibile). E’ già troppo tardi ormai, l’Italia ha perso il 40% di competitività sul costo del lavoro contro la Germania da quando il marco e la lira stabilirono un cambio fisso-perpetuo a metà degli anni 1990.

Qualsiasi tentativo di mettere in atto una “svalutazione interna” sullo stile irlandese, in una economia chiusa già in deflazione, sarebbe suicida, e innescherebbe un crollo del sistema bancario italiano con una esplosione dell’ indice di indebitamento pubblico e privato. Ho il sospetto che Casaleggio abbia un punto di vista simile al mio. “Un quarto dell’industria italiana è scomparsa. La nostra valuta è sopravvalutata e non possiamo fare niente restando dentro l’euro” – ha detto.

La critica dei Cinque Stelle all’UEM non si limita solamente all’economia, benché questo sia un punto di importanza cruciale, ma si rivolge anche alla difesa della sovranità italiana, all’autogoverno, alla democrazia ed è contro gli abusi di un meccanismo comunitario che ha usurpato le funzioni parlamentari.

Io non do via la mia sovranità a nessuno”, ha detto Casaleggio.

“Mio nonno ha combattuto tre anni con i partigiani. Se volete la mia sovranità, dovete venirvela a prendere, non basta sventolare una lettera della BCE. Dovete venire ben armati, come come fecero quando ci provarono l’altra volta “ – ha detto.

La lettera della BCE – la Lettera, come la chiamano in Italia – fu il diktat segreto inviato al presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi nel mese di agosto 2011 dove si chiedevano drastiche “riforme” di tutti i tipi. Una lettera simile fu inviata al capo della Spagna. Il quid pro quo era l’acquisto delle obbligazioni.

La minaccia implicita era che la BCE avrebbe rifiutato di assumersi la sua responsabilità come prestatore di ultima istanza, a meno che Berlusconi non si fosse dimesso. Lui non lo fece, o almeno tentò di non farlo. L’acquisto delle obbligazioni fu bloccato e il rendimento dei titoli italiani a 10 anni schizzò oltre il 7% . Berlusconi fu rovesciato.

Ho sempre pensato che queste due lettere sarebbero diventate l’incubo della BCE, e dell’Unione Monetaria stessa, e pare che adesso stiano presentando il conto.

[Mario] Draghi [il Presidente della BCE] ci ha detto che i governi che non avessero fatto le riforme sarebbero stati buttati fuori. Draghi non è un membro del governo e non so con quale autorità possa esigere queste riforme: non ha il diritto di ordinarci niente né direttamente né indirettamente “ – ha detto il signor Casaleggio.

Cinque Stelle ha vinto con il 26% dei voti nelle elezioni politiche italiane dello scorso anno, più di ogni altro partito unico. (Non ha preso la maggioranza ufficale, per effetto delle particolari modalità previste dal sistema parlamentare italiano). Ha 108 deputati e 54 senatori.

E’ vero che il premier Matteo Renzi quest’anno ha rubato la scena a Beppe Grillo, ma Cinque Stelle non è svanita. E’ arrivata seconda alle elezioni europee a maggio con il 21.5% dei voti. I suoi 17 deputati siedono con l’UKIP a Strasburgo.

La luna di miele di Renzi è già finita, e in ogni caso ha fatto un errore di valutazione strategica. Il giovane prodigio ha strappato il potere con un colpo di Stato interno al suo partito nel mese di febbraio – con brillantezza tattica, per essere sinceri – basandosi sul presupposto che l’Italia avesse ormai toccato il fondo dopo sei anni di depressione, con una caduta del PIL del 9.1%, del 24% della produzione industriale e con una disoccupazione giovanile al 43%.

Aveva creduto al mantra, tanto ben orchestrato, che l’Europa stava sull’orlo di un nuovo ciclo di ripresa spontanea, poggiando sulla crescita mondiale, e si era convinto che tutto quello che doveva fare sarebbe stato solo galleggiare sulla marea che stava salendo. Invece, è sprofondato di nuovo nella crisi.

L’errore di Renzi è comprensibile. Un pio desiderio può convincere, come certe idee sulla ripresa che si affidano a teorie come quella di Irving Fisher – della deflazione del debito – o come quella di Knut Wicksell – la contrazione del debito e l’allineamento dei tassi di interesse possono generare delle spontanee spirali virtuose – oppure la più recente teorie di Michael Woodford, sul tasso di cambio reale .

L’Italia è già in una tripla recessione, la sua economia è tornata a livelli di quattordici anni fa. L’OCSE dice che la crisi si trascinerà ancora per gran parte del prossimo anno e che la crescita sarà solo dello 0.1% nel 2015.

Ricordiamoci che il governo Monti tre anni fa disse che il rapporto del debito italiano sarebbe arrivato al 115% nel 2014. In realtà ha raggiunto il 135.6% del PIL nel primo trimestre di quest’anno, con un aumento che si sta avviando al 5% del Pil ogni anno, nonostante una serie di pacchetti di austerità, e un avanzo di bilancio primario del 2.5%.

Antonio Guglielmi di Mediobanca ha lanciato un monito il mese scorso perché questa situazione è “catastrofica per le finanze del Paese”. Il debito schizzerà automaticamente verso 145% il prossimo anno (secondo i vecchi calcoli, e resterà sotto il 140% in base alle nuove norme contabili). “Stavolta sta scoppiando una bomba nucleare, se Draghi finisce per non fare quasi niente, l’Italia è morta ” – ha detto.

Stavolta non stiamo parlando del solito difetto morale nell’Italia degli ultimi anni, si tratta di un effetto meccanico, un “effetto denominatore”, con un onere del debito che cresce, mentre alla base c’è un PIL nominale che si contrae.

Il punto è molto semplice. Il tasso di interesse medio sul debito pubblico in Italia si aggira intorno al 4%, quindi il pagamento degli interessi costa circa il 5,5% del PIL. A meno che il PIL nominale non cresca alla stessa velocità, il rapporto PIL/debito deve continuare a salire. Qualsiasi riforma strutturale sarebbe senza dubbio auspicabile, se fine a se stessa, ma non avrebbe nulla a che vedere con questo rapporto numerico.

L’attuale crisi italiana è interamente dovuta al fallimento della politica monetaria e al rifiuto della BCE di raggiungere il suo obiettivo di inflazione, o di rispettare i propri obblighi scritti nel Trattato di Lisbona per sostenere la crescita. (E sì, la BCE ha un doppio mandato come prevedono le leggi del trattato UE). Quindi in queste circostanze più saranno le riforme drastiche che farà l’Italia, peggiori saranno i risultati immediati. Come tutti sanno gli effetti a breve termine delle riforme portano ad una immediata contrazione (a breve termine).

Non sono male i risultati raggiunti in tutte e tre le principali economie dell’UEM: il Fronte Nazionale, in Francia, ha vinto le elezioni europee di maggio chiedendo un ritorno immediato del franco francese; AfD, il partito Anti-euro tedesco si è improvvisamente imposto in tre parlamenti regionali chiedendo un ritorno del marco tedesco; e ora Cinque Stelle vuole un ritorno della lira in un paese che è stato sempre affidabile e con una passione europeista da oltre 60 anni.

Qualcosa da pensare ci sarebbe.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: http://www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11159649/The-great-Lira-revolt-has-begun-in-Italy.html

13.10.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • MarioG

    Aspetta il referendum… Campa cavallo!
    Oltretutto corre il serio rischio di perdere, blindanfo definitivamente l’euro. In fondo non e’ difficile spargere un po’ di "sano" terrore sulle tremende catastrofi incombenti a seguito dell’abbandono dell’euro.

  • clack

    Finalmente anche in Italia un movimento politico dotato di un ampio consenso popolare si schiera apertamente per l’uscita dall’Euro, sia pure con modalità opinabili ma in linea con la propria filosofia di democrazia diretta.

    E tutti gli euroscettici storici cosa fanno?
    Si schierano contro.
    Per poter ascoltare una voce imparziale al riguardo è stato necessario attendere quella di Evans Pritchard. Paradossale.
    Che i noti guru del movimento antieuro finora rimasto nel limbo del quasi-underground abbiano il timore di perdere il loro ruolo nella recita, tanto amorevolmente costruito nel corso degli ultimi anni? 
  • s_riccardo

    Uscire dall’euro. Mi poiacerebbe invece restare con la moneta euro ma le nazioni che compongono l’Ue dovrebbero aver un bilancio indipendente, ogniuno ha il deficit che si merita, ma anche un bilancio federale Ue. Se abbiamo bisogno si stampa moneta, si sforano i limiti ecc. Come in altre nazioni composte da stati indipendenti ma confederati.

  • warewar

    Non possiamo uscire dall’euro perché ci sono

    1- 600-700mld di debito in mani straniere
    2- 400mld in mano alle banche
    3- e con un ritorno alla lira dovremo svalutare del 25-30%
    Questo significa default !!
    L’unica soluzione sono i Certificati di Credito Fiscali spiegati su cobraf.com/blog e http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/
  • Unaltrouniverso

    Si può fare. Come c’era il franco francese e il franco svizzero, la lira maltese, turca, italiana o britannica, il dollaro canadese o statunitense e così via. Si esce dall’UE e dall’unione monetaria e doganale e la nuova moneta si continuerà a chiamare euro. L’Euro italiano. 

  • MarioG

    Arriva un po’ tardi. E l’idea del referendum sa troppo di messa in scena.

  • Unaltrouniverso

    A me fanno ridere i numerosi sostenitori dell’euro… "L’euro ci ha salvato!" quando poi il raddoppio dei prezzi e il declino dell’economia italiana ha coinciso proprio con l’entrata in vigore dell’euro.

    Proverò a dipingere l’assurditá della situazione con un esempio romanzato che com’é ovvio non può che essere, ed infatti lo é, una storia idiota.
    "C’era una volta un cacciatore di nome Mario.
    Un giorno durante una battuta di caccia un amico, di nome Helmut, lo ferì al volto con una fucilata in conseguenza della quale perse la vista.
    Al suo rammarico per l’accaduto l’amico gli disse:"Non devi rammaricarti, se non ti avessi ferito avresti attraversato la strada e saresti stato investito, morendo".
    Da allora in poi Mario pensò:"Come sono stato fortunato ad essere sparato in faccia, che buon amico é il caro Helmut!"….
    😂😂😂😂😂😂😂😂😂
    Chi difende l’euro é come il Mario di questa stupida storia!
  • MarioG

    Proprio Mario l’hai chiamato!

  • Rosanna

    Quale dispiacere per Bagnai, Borghi, Salvini, Meloni, La Malfa, Alemanno e tutto il fronte no-euro, che finora non ha fatto che riesumare partiti storici già morti e sepolti, per le loro gravi responsabilità di collaborazionismo con la finanza internazionale, riciclatisi all’ultimo momento per sopravvivere allo tsunami che tra breve ci travolgerà …

    Bravo clack, solo un giornalista straniero ha colto la portata storica dell’intervento di Grillo, gli italiani invece tutti a gufare …

  • pasquale50

    E anche se fosse..con questi ritmi di spesa, di riduzione del Pil e di aumento del Deficit, siamo a circa 3 anni dal Fallimento Tecnico stile grecia..

    Quando si fa default, si fa default; e quello che noi dovremmo risarcire sono circa 650 Mld di euro verso terzi..Almeno sai, quanto è la ricchezza del popolo Italiano? si aggira sui 3400 Mld di Euro..tra cittadini, pubblico e Aziende..credo sia giunto il tempo di ristrutturare, la moneta con cui lo faremo sarà solo un più o un meno.

  • MarioG

    Che candido ottimismo… renziano, il suo!

  • saurowsky

    Grillo esasperera i toni per una GIUSTA CAUSA a mio avviso, visti tutti i parametri economici e cio che la Troika ha in serbo per noi.

    Il problema sara che anche ammesso che con tutto il terrorismo mediato /propagandistico che ci sara, dove ci mostreranno un italia tornata ad uno stile rurale del dopoguerra (magari, pittosto dello scempio odierno), la maggioranza del popolo Italaino decidera per USCIRE dall’Euro, succedera esattamente quello che e’ successo in SCOZIA: ci saranno ENORMI BROGLI ELETTORATI , vinvera "l’Europeismo" diranno e il tema sara sepolto per sempre.
    P.S: subito dopo saremo immersi da valanga di cacca dall’US grazie al TTP (trattato transpacifico), che con ul colpo solo saltera i limiti EU contro i prodotti killer OGM che saranno immessi senza limiti ne controlli ne tantomeno ETICHETTATURE nei nostri mercati!
    La verita e’ che non SERVE USCIRE DALL’ EURO, possiamo tranquillamente tenerlo in piedi ma non utilizzarlo, creando una nuova moneta Locale (che sia lira o bubbu) per scambiare tutti i prodotti interni e lasciare l’Euro a chi voglia comprare fuori paese…
    INOLTRE IL DEBITO PUBCLICO va ripudiato in quanto una truffa, se non si fa questo come primo passo,  tutto il resto e’ NOIA, ma di questo mi sembra che il M5S non ne parli affatto, o mi sbaglio?
    In fonod Casaleggio E’ un Rotchild e e’ sotto gli occhi di tutti cosa succede al giorno d’oggi ai paesi che non usano la loro MONETA-DEBITO, immediatamente diventano pericolosi/terroristi, 
    leggasi Iraq, Iran, Sirya, Cina e Russia…. 
  • Hamelin

    Purtroppo non esiste un opzione sul fare default o meno .

    Il Default è certo ed ineluttabile .
    Quando arrivi a emettere debito per ripagare gli interessi sul debito pregresso non hai piu’ chaches .

    L’italia lo fa da 10 anni .

    Per riuscire

    Bisogna solo decidere se farlo ora mentre conserviamo ancora una discrete ricchezza pro capite ed un industria morente .

    O farlo dopo l’arrivo della TROIKA con povertà generale diffusa e nessuna industria e servizio .

  • Mattanza

    Insomma, a te non va bene niente…dimmi, cosa bisognerebbe fare?

  • Hamelin

    Non ci lascieranno uscire dall’Euro a qualunque costo .

    Se uscissimo dall’Euro salterebbero tutti i piani USA di dominio Globale in quanto l’Europa cadrebbe .

    Gli Yankee hanno sganciato e sganciano bombe per molto meno …

  • MarioG

    Giusto quello che dice. L’inutilita’ di Grillo-Casaleggio a questo riguardo e’ palese, come del resto si e’ dimostrata finora in tutto il resto. Se mai si uscira’ dall’euro, non sara’ certo per qualche cervellotico referendum di pannelliana memoria. Sara’ invece a causa del sopraggiunto default, che non potra’ essere gestito come hanno fatto in Grecia.

  • soviet65

    A me hanno sempre detto che se hai un debito di 100€ con la banca tu hai un problema. Se invece il debito è di 1.000.000 € è la banca ad avere problemi.

    Quindi se i famosi 700 miliardi di € di debito, detenuti dalle banche e istituzioni straniere sono reali, abbiamo ancora un’ottima carta da giocare nella prospettiva di uscita dall’euro. Altrimenti non ci resta che chiedere default. E con un debito di 2400 miliardi di € state pur certi che non va in default solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Questo è il vero motivo per cui agli italiani non viene concesso di avere libere elezioni, ma vengono imposti governi senza arte ne parte. Bisogna trovare in modo di far rientrare i 700 miliardi di € in mani straniere. Fino al 2011 si trattava di ben 1000 miliardi di € il debito in mano alle banche e istituzioni straniere… Stessa soluzione fu messa in atto in Grecia, solo che li si trattava di 100 Miliardi di €. Non è mica la stessa cosa…
  • MarioG

    Che vuol dire che non mi va mai bene niente? Non sono il fanciullo che aspetta qualcosa dai gennitori. Semplicemente esprimo opinioni, e non necessariamente un’opinione negativa deve essere validata da una controproposta in positivo. Non saprei da dove tirarla fuori.

  • Unaltrouniverso

    Nome italiano per antonomasia…

  • Mattanza

    Non capisco, se hai riserve sulla validità del referendum, se hai riserve perché valuti che vinca il NO, se pensi che uscire dall’Euro senza approntare un’alternativa finanziaria nuova (statalizzazione Banca d’Italia)sia sbagliato…ne ho azzeeccata una?

  • MarioG

    Sulla utilita’ (piu’ che sulla validita’) ho chiaramente espresso il mio giudizio negativo nell’altro commento. Non so nello specifico se via siano anche questioni di validita’ (riguardo alla funzione del referendum abrogativo etc); ma non e’ la cosa che mi interessa di piu’
    Sull’alto rischio che sia controproducente mi sono parimenti espresso nel post iniziale. Sulle questioni piu’ tecniche non ho la competenza per entrarci.

  • haward

    Mio nonno ha combattuto tre anni con i partigiani

    8 Settembre 1943 –
    25 Aprile 1945

  • GiovanniMayer

    Potrebbe essere un’idea, però per attuarla occorrerebbe molto più lavoro, lavoro praticamente impossibile, che con l’uscita dall’eurozona e la disgregazione dell’UE.

    Bisognerebbe obbligatoriamente rivedere da cima a fondo tutti i trattati – e disposizioni varie – fondanti l’UE e l’euro. Lavoro titanico, reso praticamente impossibile dalla conformazione dei trattati stessi.
  • Teopratico

    Nell’articolo si parla di una legge di iniziativa popolare.

  • GiovanniMayer

    O almeno, non ci lasceranno uscire fino a che la spoliazione di ricchezza e diritti non sarà terminata. Per esempio dopo la ratifica del TTIP, tenendo presente che per quella data, probabilmente, saranno concluse altre riforme.

    A meno che qualcuno decida, prima, di non aspettare il permesso…
  • Rosanna

    Rivolto a tutti i gufi della carta stampata, delle tv, e anche del web, cosa ne dite?

    Casaleggio avrebbe detto:

    "Io non do via la mia sovranità a nessunoo".

    "Mio
    nonno ha combattuto tre anni con i partigiani. Se volete la mia
    sovranità, dovete venirvela a prendere, non basta sventolare una lettera
    della BCE. Dovete venire ben armati, come come fecero quando ci
    provarono l’altra volta "
    – ha detto.

    "[Mario] Draghi [il Presidente della BCE] ci ha detto che i governi
    che non avessero fatto le riforme sarebbero stati buttati fuori. Draghi
    non è un membro del governo e non so con quale autorità possa esigere
    queste riforme: non ha il diritto di ordinarci niente né direttamente né
    indirettamente "
    – ha detto il signor Casaleggio.

  • GiovanniMayer

    Sperando che alle parole seguano i fatti…

    I fatti non possono prescindere da una mobilitazione popolare, tanto più efficace quanto più motivata a lungo termine.
    Una nota non polemica:
    Credo che la sovranità ce l’abbiano già presa, semmai è da riconquistare.
  • MarioG

    Direi che la sua sovranita’ l’hanno GIA’ avuta. In effetti, piu’ o meno negli anni in cui suo nonno gironzolava pei monti.

  • Georgios

    Questi
    non sono tempi per discorsi accademici.

    Non si
    può aspettare l’eventuale risultato di un eventuale referendum il
    quale avranno tutto il tempo di manipolare. Il che non significa
    necessariamente (o solo) barare. Qualcuno qui ha ben ricordato la
    Scozia.

    La BCE
    non emetterà mai Eurobond. Sarà travolta dagli speculatori quando
    la vedranno prendersi carico di tutta l’Europa disastrata. Lascerà
    la Germania che accada una cosa simile?

    Il
    Fiscal Compact non si abolirà mai. La UE e’ stata fatta per imporre
    il Fiscal Compact. Lascerà la Germania che accada una cosa simile?
    Recentemente ha sbattuto in faccia alla Francia la finanziaria di
    quest’ultima.

    Queste
    cose dovevano essere chiare da almeno 4 anni: Hanno cominciato coi
    pesci piccoli, Grecia, Cipro, Irlanda e Portogallo. I primi due li
    hanno letteralmente schiacciati avendo trovato dei sistemi politici,
    quisling perfetti, disposti a svendere anche la propria madre. Gli
    ultimi due stanno in qualche modo resistendo. Poi sono passati alla
    Spagna e poi al pesce veramente grosso, l’Italia. Seguirà la
    Francia, ci sono già i segnali. Il tutto fa parte del disegno
    dell’impero che mira a dividere il mondo in stati vassalli. Per
    l’Europa e’ previsto quello della Germania.

    E’ da
    questa Germania che si aspettava collaborazione e comprensione?

    Leggo:
    "Io
    non do via la mia sovranità a nessuno",

    ha detto Casaleggio. "Mio
    nonno ha combattuto tre anni con i partigiani. Se volete la mia
    sovranità, dovete venirvela a prendere, non basta sventolare una
    lettera della BCE. Dovete venire ben armati, come come fecero quando
    ci provarono l’altra volta "

    – ha detto.

    Ecco:
    questo doveva essere il concetto fin dall’inizio. Un concetto
    semplice, un concetto di sovranità
    nazionale, che in pratica dovrebbe
    significare due cose essenziali. Punto
    primo fuori dall’eurozona e dall’euro e punto secondo ripudio del
    debito strozzino.

    E
    allora se le cose sono cosi chiare ("Se volete la mia sovranita, dovete venirvela a prendere"),

    perché
    rincorrere a dei referendum? Quando si farà questo referendum? Nei
    tempi non lontani del TTIP? E con quale Costituzione in vigore?
    Quella che stanno demolendo?

    Che
    si deve fare? Si deve fare una cosa elementare che e’ sempre
    possibile perché dei rappresentanti onesti della gente si possono
    trovare sempre. Ci sono tra le fila del popolo
    disposti
    a mobilitare ed a lottare contro i
    l
    nemico del popolo (o dei popoli).

    Ci
    vuole una m
    obilitazione
    generale
    che
    sarebbe la fatidica “rivoluzione” di cui tanto si discute
    ultimamente, a volte immaginandola come qualcosa di estremo, di
    sanguinario, di terribile e di impossibile
    .
    E
    che invece potrebbe essere
    semplicemente
    una cosa cosi
    :

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14045&mode=&order=0&thold=0

  • MarioG

    Mi sara’ sfuggito. Quel che e’ certo e’ che nella prima riga dell’articolo si parla di REFERENDUM.

  • Albertof

    A mio avviso la consultazione popolare sulla questione Euro deve necessariamente essere preceduta da un’attenta ed efficace informazione sui concetti macroeconomici di base. E’ necessario far comprendere a tutti che gli spauracchi utilizzati fino ad ora quali: debito pubblico, inflazione, ecc sono sono strumentali a mantenere questo stato di cose e che non rappresentano, in linea generale un problema, considerando, a maggior ragione, lo stato attuale di dissesto economico.

  • MarioG

    "Un’attenta … informazione sui concetti macroeconomici di base". A tutti! Qualcosa mi lascia perplesso… Meglio ricorrere agli spauracchi, come sanno bene i piu’ avveduti

  • Georgios

    Risposta anche a MarioG.

    La sovranità non e’ una cosa on-off, o la si ha o non la si ha.

    La sovranità come anche la democrazia e’ sempre e continuamente "negoziabile" e rivendicabile.

    Addirittura la Grecia (esempio non proprio da ispirarci fierezza qui) ha ancora parti di sovranità che la troika cerca continuamente di sottomettere, che non sono ancora state cedute. Ci sono nella Costituzione e nelle leggi dello stato e l’obbiettivo dell’occupante e’ abolirle o sostituirle.

    Certo, la sovranità in una parte ormai e’ persa (in una parte minore era persa anche prima, fin dalla 2aGM) e va rivendicata ma non si deve ragionare in termini "l’abbiamo-non l’abbiamo" perché cosi si semplifica troppo e si perde il senso non solo della storia ma anche quello della prospettiva di lotta.

  • MarioG

    Ha ragione. Ad esempio, nel caso italiano sappiamo bene che fino all’ ‘ 89, nei dovuti limiti, abbiamo goduto di una certa liberta’ di manovra, anche nelle relazioni estere. Dopo la fine della guerra fredda, coinciso in Italia con Mani Pulite, e’ cominciato il crollo verticale. Ora siamo agli ultimi scampoli di sovranita’. E la situazione mi sembra irreversibile.
    In ogni caso, la risposta un po’ secca era mirata al tono della rivendicazione dei meriti ancestrali del Casaleggio, francamente un  po’ tronfia e ridicola in questo contesto.

  • Rosanna

    La perdita di sovranità non è per nulla reversibile, perché una volta crollato l’euro, noi riprenderemo la sovranità monetaria, di conseguenza in parte quella economica ed anche quella politica … perché un collasso istituzionale di portata storica travolgerà la coscienza del paese …

    Ricordate che in Argentina il governo nel 2001 è scappato sugli elicotteri …

    "Le proteste del 20 e 21 dicembre 2001 a   Plaza de Mayo ,
    dove i dimostranti si scontrarono con la polizia. Esse si conclusero
    con diversi morti e accelerarono la caduta del governo. Alla fine De la
    Rúa abbandonò la Casa Rosada   in elicottero il 21 dicembre."

  • MarioG

    Come diceva anche un altro commentatore, piu’ il tempo passa e piu’ la dissipazione del patrimonio residuo (di beni, capacita’ produttive, competenze) si assottiglia. Quando saremo un guscio vuoto ho i miei dubbi che la situazione sara’ reversibile. E’ la decadenza di una comunita’ accaduta innumerevoli volte nella storia, e di solito non si torna indietro.
    In secondo luogo, suggerirei di non  concentrarsi sul mero aspetto monetario. L’evolversi della configurazione geopolitica, in particolare in rapporto alla strategia americana sull’Europa, e’ il perno centrale di ogni discorso sulla sovranita’, qui da noi.

  • clack

    43, 44 e 45? 😉 

  • GiovanniMayer

    Mi permetto di citare Pepe Escobar che, a sua volta, cita non so chi, nell’articolo "guerra pura a Teheran" (articolo precedente a questo, qui su cdc):

    "La miglior difesa è l’attacco; e per attaccare è necessario disporre di alcune idee; in questo momento non ci sono idee. L’immaginazione oggi è l’immagine, e l’immagine è al potere. Non c’è per niente fantasia, c’e’ solo immagine".
    Credo che calzi a pennello, sia in generale per il governo, sia in particolare per il m5s.
  • AlbertoConti

    Cito Cesare Sacchetti:
    "I quattro elementi che costituiscono le parti vitali
    dello Stato nazione del XX secolo possono identificarsi nelle quattro sovranità:
    legislativa, territoriale, monetaria e militare. Qualora venisse a mancare uno o
    più di questi elementi, la struttura stessa dello Stato nazione sarà compromessa
    e sostituita da una nuova struttura sovranazionale, non controllata e dai tratti
    dispotici, intollerante al dissenso e pronta a reprimere con la macchina della
    propaganda mediatica quegli elementi che minacciano il trionfante cammino
    dell’accentramento del potere."

    La micidiale macchina di distruzione
    degli Stati Nazione viene ora punzecchiata da Casaleggio in rappresentanza "del
    primo partito unico italiano" (che non è un partito e ci tiene a non
    esserlo).

    Personalmente son felice che esista il M5S, e vi ho anche
    aderito, anche se "uno vale uno", ma ce n’è uno "più uguale", ed è proprio
    quello di cui meno mi fido.

    La domanda che mi pongo è quindi molto
    pertinente: è questo il modo migliore, o comunque possibile e potenzialmente
    vincente, di affrontare il mostro della stegocrazia lobbistico-finanziaria (che
    non è un ipotesi di complotto, visto l’ultimo mezzo secolo di prove storiche
    inconfutabili)?

    Se questo sarà la via italiana alla controrivoluzione
    finanziaria, ben venga, sono anche disposto a seguirla camminando sulle mani. Ma
    se è l’ennesima fregatura di lorsignori ……  guai a loro.

  • Matt-e-Tatty

    L’euro è una moneta illegale.

    Lo stato italiano non ha alcun controllo sull’€.

    La Costituzione della repubblica italiana non contempla ne lì’euro ne l’UE.

    Su questi temi non servono referendum, serve solo la restaurazione della Carta Costituzionale e posti liberi nelle carceri.

  • vic

    E’ veramente strano questo titubare nell’indire un referendum.

    Tanto ci fregano. Ma che razza di ragionamento e’?
    Se ci si mette in testa che tanto ti fregano, non fai piu’ niente.
    Perche’ vai al centro commerciale che tanto ti fregano?
    Perche’ fai benzina che tanto e’ una fregatura?
    Perche’ paghi le tasse se poi se ne fregano di usarle in modo decente?
    Perche’ vai a lavorare che tanto ti fregano con uno stipendio da fame?
    No, gli italiani devono assolutamente riscoprire il meccanismo della democrazia diretta. Anzi devono scoprire il diritto di iniziativa, Pritchard da buon alngosassone l’ha capito.
    Se il referendum e’ l’analogo di una battaglia, allora via, ci si prepara senza tanti si, pero’, ecc.
    Quelli che parlano di rivoluzione e contemporaneamente ignorano la via del referendum a mio avviso sono assai pericolosi nel caso la rivouzione loro riuscisse. Sarebbero i primi ad impedire ulteriori referendum.
    Comunque l’Italia necessita’ anche di iniziative popolari.
    Che sono versioni referendarie propositive anziche’ abrogative.
    La vera rivoliuzione e’ la riscoperta della sovranita’ popolare, cioe’ dei meccanismi del referendum e dell’iniziativa.
    Esattamente quei meccanismi che i superburocrati dell’UE si guardano bene dal citare nelle loro esternazioni manifeste od occulte che siano, tipo "lettere al governo".
  • atene85

    400 miliardi in mano alle banche. Bene. E tutti quelli che sono nei fondi pensione e nelle polizza vita ramo I quanti sono?

    Il debito pubblico, ormai, è tornato quasi tutto a casa. In Italia.
  • italy4d

    Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L’uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

  • italy4d

    Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L’uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

  • italy4d

    Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L’uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

  • italy4d

    Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L’uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

  • warewar

    L’uscita è sicuramente possibile, ma sarebbe più dolorosa della soluzione esposta da Zibordi e Cattaneo (Certificati di Credito Fiscali) perché avremmo una svalutazione dei 400 mld di titoli nelle banche (con conseguente fallimento di alcune) e ci sarebbe una vendita copiosa dei 700 mld di titoli in mano ai non residenti (con conseguente caduta del valore dei titoli in mano agli italiani).

  • GiovanniMayer

    Molto interessante l’evento dell’articolo linkato.

    Sarebbe già un grande inizio.
    E dovrebbe avere un prosieguo.
    Però non sembra così impossibile da realizzarsi.
  • Quantum

    L’Euro è stato progettato apposta per distruggere i paesi membri che l’adottavano, ad esclusione di chi ne controlla l’emissione, ossia Francia e Germania, che hanno progetti specifici per paesi come l’Italia!

    Inoltre uno dei vantaggi di una moneta propria sovrana è proprio la fluttuazione, e con il sistema che proponi tu credo sia impossibile.
    Ma non capisco che problema ci sia a mantenere ognuno la sua moneta, tanto il cambio è ormai operazione automatizzata in ogni tipo di transazione.
    Oppure avere doppia moneta, Euro per commercio coi paesi che lo desiderano, e Lira da usare internamente.
    Danimarca, Svezia, Ungheria, Inghilterra, Lituania, funzionano esattamente con la doppia moneta, non mi pare si stiano strappando le vesti o sia soffocati dalla burocrazia e dai problemi di cambio e convivenza tra le due monete.
  • francescosantoianni

    Come “attivista” (metto le virgolette per la buona pace di
    qualcuno) del Movimento Cinque Stelle sono profondamente deluso da Grillo che
    butta a mare la parola d’ordine di non pagare il Debito pubblico e, verosimilmente,
    nella illusione di recuperare i suoi voti che ora stanno ritornando alla Lega,
    sposa questa sostanzialmente inutile mobilitazione per “uscire dall’euro.

    E se qualcuno ha tempo da perdere può dare una occhiata a
    questo post: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/10/12/grillo-debito-pubblico/

  • mimmogranoduro

    Svalutare la lira del 25/30%?rispetto a quale moneta?mai pensato che se l’italia esce dall’euro,l’euro non esiste più-L’Italia è un contribuente netto dell’europa,non siamo i pezzenti d’europa,vi è difficile comprendere che noi siamo l’europa?che senza di noi non esiste più ne questa europa ne l’euro?

    Svalutare,magari,sarebbe l’unico meccanismo per farci ripartire-
  • Teopratico

    Ma poi che differenza fa? E’ meglio il nulla? La realtà non è mai rigida come la legge, certo che sfidare la propaganda è rischioso, ma rimanerne schiacciati è peggio ed è quello che sta accadendo.

  • Mattanza


    Secondo me ci si potrebbe concentrare sull’aspetto meramente monetario, mi sa che il resto vien da se….e poi è molto più facile dirgli: Noi ci stampiamo la Nostra moneta e son cazzi nostri, che obbligarli a schiodare (fuori le basi militari USA dal territorio).

  • Simec

    Il M5S ha perso l’occasione storica di provare a fare una rivoluzione, si è fatto normalizzare dal regime.
    Grillo, ti ricordi chi era il professor Auriti? Con che coraggio oggi cambi bandiera e torni a parlare di MONETA….Ma è tardi. hai perso la credibilità
    Da questo EURO-NAZISMO della troika ci usciremo, si, ma non colle scartoffie di regime, bensì con la lotta, forse la guerra civile o mondiale o la rivoluzione, non con queste cazzate-
    Quando mancherà il pane in tavola lo capiremo meglio e muoveremo il culo. solo allora. purtroppo…