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IN EUROPA STA EMERGENDO UN NUOVO GRANDE ACCORDO, CON LA GERMANIA CHE SI ADEGUA ALLA VITTORIA DI CAMERON

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

“Tutti sono consapevoli del fatto che la Gran Bretagna è il prossimo grande problema che si profila all’orizzonte. L’impressione è che dobbiamo salvare i britannici da se stessi”, ha dichiarato “Friends of Europe”.

La Germania ha aperto la porta ad un “grande accordo” e a possibili modifiche del “trattato costitutivo” per evitare che la Gran Bretagna si tiri fuori dall’Unione Europea. Un rischio considerato “disastroso” per gli interessi tedeschi e per la stabilità a lungo termine dell’UE.

“Abbiamo un grande interesse a che il Regno Unito resti un membro forte ed impegnato [dell’UE]”, ha dichiarato Wolfgang Schäuble, Ministro delle Finanze tedesco.

Schäuble ha sostenuto che Berlino è decisa a trovare un modo perché si possa coniugare l’impulso verso una profonda riforma del “sistema UE” con le particolari esigenze della Gran Bretagna.

“Cercheremo di muoverci in questa direzione, eventualmente attraverso accordi che sarebbero poi incorporati nelle modifiche al ‘trattato’. C’è un grande margine di manovra”, ha dichiarato al quotidiano francese Les Echos e al Wall Street Journal.

Il cambio dell’orienatamento politico è arrivato dopo che i leaders politici europei si sono resi conto della cruda realtà costituita dal referendum britannico sull’adesione all’UE che si terrà l’anno prossimo, dopo la scioccante vittoria di David Cameron nelle elezioni di questo mese.

“Tutti sono consapevoli del fatto che la Gran Bretagna è il prossimo grande problema che si profila all’orizzonte. L’impressione è che dobbiamo salvare i britannici da se stessi “, ha dichiarato Giles Merritt, Direttore del think-tank “Friend’s of Europe” con sede a Bruxelles.

E ha continuato: “I tedeschi si sono resi conto che devono fare qualcosa per fermare il dramma “Britain-alone” [Gran Bretagna da sola] e spostare il discorso su un terreno più costruttivo. Stanno cercando di disinnescare il confronto prima che Cameron gli dia inizio, perché egli ha l’abitudine di intervenire ai vertici dicendo cose tutte sbagliate, anche nei toni”.

Il Sig. Schäuble ha invitato George Osborne in Germania per sviscerare a fondo le possibili aree di compromesso, sulla base della stretta intesa che esiste fra i due conservatori, entrambi a favore dell’austerità. Il Cancelliere [dello Scacchiere] svolgerà un ruolo da protagonista nel corso dei prossimi negoziati sulle condizioni per l’adesione della Gran Bretagna all’Unione Europea.

Stephen Booth di “Open Europe” ha detto che stanno cominciando ad emergere i contorni, seppur deboli, di un “grande accordo”, con ognuno dei tre “blocchi” di paesi [in cui è divisa l’UE] teso a garantirsi qualcosa: quello guidato dai “falchi tedeschi” vuole ottenere più poteri per le politiche di bilancio; il “blocco sociale” a guida francese vuole degli investimenti maggiori ed infine quello costituito dai paesi favorevoli all’opt-out [facoltà di rinuncia] – ovvero quelli che non fanno parte dell’eurozona, essenzialmente Gran Bretagna, Svezia, Danimarca e Polonia – che vuole fissare nuove dispense che riconoscano il loro status di “paesi diversi”, mettendoli in grado di prevenire qualsiasi piano concepito dall’Eurozona.

Il governo [britannico] non ha ancora ufficializzato con precisione le sue esigenze, ma i contorni generali sono ormai ben noti. L’elenco comprende un giro di vite sui benefici per i migranti dell’UE, un’opt-out da “un’Unione sempre più stretta”, misure di salvaguardia per la City [la piazza finanziaria londinese], l’accesso garantito al “mercato unico europeo” per gli “outs” [coloro che scelgono l’opt-out], la fine al protezionismo nel settore dei servizi ed infine potere per i parlamenti nazionali di rilasciare “cartellini rossi” sulle Leggi europee.

La maggior parte di questi obiettivi sono realizzabili. I creativi avvocati dell’UE hanno uno spiccato talento per soddisfare le esigenze dell’esasperante geometria politica europea.

David Cameron si è comportato in modo tranquillo nelle sue richieste di “rimpatrio su larga scala del potere” e di riduzione dell’“acquis comunitario” – il grande corpus delle direttive e dei regolamenti dell’UE – sapendo che entrambi sono per la Germania una specie di anatema.

“Sembra che abbiano smesso di ‘attaccare i mulini a vento’, moderando le loro richieste. Sanno che il rimpatrio [dei poteri] non è in agenda”, ha dichiarato Charles Grant, Direttore del “Centre for European Reform”.

Il Sig. Cameron è già sottoposto all’enorme pressione delle imprese perché trovi un valido compromesso, prima che le cose gli sfuggano di mano. Airbus e Deutsche Bank hanno entrambe minacciato di rivedere le loro operazioni in Gran Bretagna, se il paese dovesse lasciare l’Unione Europea, mentre Vodafone ha fatto notare il conseguente e notevole danno commerciale.

Paul Kahn, responsabile di Airbus UK, ha dichiarato che il “Brexit” comporterebbe delle “enormi conseguenze”, e ha avvertito che questa prospettiva sta già causando un notevole allarme presso la sede europea del gruppo, a Tolosa. L’azienda impiega 16.000 persone nel Regno Unito, ed un numero molto più grande di persone, indirettamente, attraverso i sub-appalti.

Il Sig. Grant ha detto che alla Gran Bretagna potrebbe essere offerto un “trattato internazionale” al di fuori della struttura dell’Unione Europea, la formula usata nei primi anni ’90 per l’opt-out della Danimarca [dall’euro]: “Tutto ciò eviterebbe il complicato processo di ratifica da parte di tutti e 28 gli Stati aderenti. Sembrerebbe un “trattato” solenne e vincolante, ma sarebbe in realtà solo un protocollo [d’intesa]. Potrebbe essere incluso nei trattati dell’UE in un secondo momento”.

Il Sig. Grant ha detto che i tedeschi continuano ad essere estremamente riluttanti dall’avviare colloqui in piena regola sul “trattato costitutivo” dell’UE, temendo che gli Stati dell’Europa meridionale possano cogliere l’occasione dei colloqui per spingere in direzione della fine dell’austerità fiscale: “Semplicemente, non si fidano dei francesi e degli italiani al riguardo dei bilanci”.

Denis MacShane, ex Ministro europeo, ora al forum finanziario OMFIF [http://www.omfif.org/], ha detto che la Gran Bretagna deve stare attenta a non far troppo affidamento sulla Germania per raggiungere un accordo, trascurando gli altri paesi, dotati di proprie e forti opinioni.

Egli ha detto che: “La gente degli altri paesi – non solo quella di Parigi e di Bruxelles – è frustrata dall’essere considerata come una “négligeable quantité” [entità insignificante] dagli arroganti negoziatori britannici. Nel bene o nel male l’UE è un sistema in cui la questione delle Istituzioni interessa tutti i paesi membri, grandi o piccoli che essi siano. Anche se la Merkel è senz’altro la “forza dominante”, non sempre riesce a fare le cose a modo suo”.

Il Sig. Merritt ha detto che la Francia potrebbe essere il player fondamentale in questo elaborato balletto diplomatico. Le élites francesi temono che la Francia possa perdere un prezioso contrappeso alla dominazione tedesca se la Gran Bretagna dovesse andarsene, ma in questo momento hanno problemi più pressanti di cui preoccuparsi – la fulminea ascesa di Marine Le Pen del Front National.

Egli ha sostenuto che: “Il timore è che qualsiasi concessione al Regno Unito possa prendere la via del contagio politico, dimostrando che l’Unione Europea può essere ricattata dagli antieuropei”.

Il Sig. Cameron si accinge ad attraversare un campo politico minato, di spaventosa complessità.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/11621737/Grand-bargain-emerging-on-Europe-as-Germany-adjusts-to-Cameron-victory.html

21.05.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore

Pubblicato da Davide