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IL VERO PIANO B DI SCHAUBLE: FUORI TUTTI I PIIGS

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Aggiornamento –

Messo con le spalle al muro dalle rivelazioni di Blanchard e Varoufakis, Schauble ha scelto la prova di forza: fuori la Grecia dall’euro per cinque anni, ha proposto (con che moneta sopravviverà?), durante i quali la Grecia si ristrutturerà il debito da sé con la vendita di attivi per 50 miliardi ad una fiduuciaria, mentre Berlino fornirà aiuto umanitario.

E’ un diktat assurdo, demenziale, non previsto dalle regole di Maastricht che Berlino ingiunge a tutti noi di rispettare come il Vangelo. Però questa non è più la fase in cui vige il diritto; è la forza a dettare la sua legge. Bisognerà vedere quanti nell’Eurogruppo si accoderanno, magari passivamente, a questa riscrittura delle regole. Con Schauble, ossia per cacciare la Grecia, si sono subito schierate – udite udite – Finlandia, Estonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia ed Olanda. La Troika, ovviamente, ha detto che il programma di riforme presentato da Tsipras (ed elaborato dai francesi) “Non è sufficiente”: il solito gioco al rialzo.

Con questo, Berlino dichiara: sull’Unione, comando io. E voi obbedite. E’ difficile a caldo vedere tutte le conseguenze. Fra le prime, sembra di riconoscere il fatto che Berlino non ascolta più i “consigli” di Washington, né del FMI.

La seconda, sembra la decisione di spaccare la zona euro, col riconoscimento della sua insostenibilità, e l’accettazione delle responsabilità politiche che ne derivano. Il piano Schauble può essere l’attuazione del progetto di Otmar Issing, ex di Goldman Sachs, nonché capo economista della BCE: nel 2012 costui ha scritto un libro per propugnare la cacciata dall’euro non solo della Grecia, ma anche di Portogallo, Italia, Irlanda e Spagna. Insomma tutti i Piigs. E naturalmente, mettere paura alla Francia.

schauble issing

In questa foto i protagonisti: Wolfgang Schauble, il ministro delle finanze, ferocemente anti-Mosca, sostenitore della guerra in Irak (filo-americano, fino a ieri). Poi Angela Merkel, la ex responsabile della propaganda nella Repubblica Democratica, pugnalatrice alla schiena di Kohl per prenderli la poltrona, sotto costante ascolto della Cia. Infine a destra, Otmar Issing, quello del progetto di espulsione di tutti i cinque Piigs dall’euro.

(Poco decifrabile il silenzio della Markel in queste ore cruciali).

Consiglierei di ritirare dalle banche quanti più depositi possibile, da lunedì… anzi meglio dal bancomat, al più presto.

Jacques Sapir, l’economista che caldeggia l’uscita dall’euro della Grecia (e della Francia), commenta a caldo

sapir16———————

Allacciare le cinture

Dietro il Grexit la guerra franco-prussiana

“Schauble vuole il Grexit per mettere il timor di Dio nei francesi e far accettare loro il suo modello di eurozona disciplinare” : così Yanis Varoufakis in un suo fondo sul Guardian, peraltro interessantissima in altri punti

http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jul/10/germany-greek-pain-debt-relief-grexit

Un’affermazione “stunning” per Zero Hedge, che non si fa’ scrupolo di esercitarsi anch’esso nella derisione del personaggio (dà proprio sui nervi, questo Varoufakis). Probabilmente per la scarsa conoscenza della lingua, non sa che la stessa cosa ha appena detto Olivier Blanchard: nientemeno che l’econonomista capo del Fondo Monetario Internazionale. Docente di economia al MIT, Blanchard è noto per aver ammesso, nel 2013, che il FMI si è sbagliato a prescrivere le ricette di austerità come volute da Berlino: la restrizione fiscale di 1 euro ha prodotto una recessione di 1,5, anzichè come previsto dai modelli (sbagliati) dello 0,5. Aggravando la depressione dei paesi del Sud Europa.

Adesso anche Blanchard si dimette (danno sui nervi, questi veritieri), lascerà l’incarico a settembre, e ne approfitta nel suo blog-FMI per lasciare “qualche riflessione”. Ce ne sono molte interessanti.

http://www.imf.org/external/french/np/blog/2015/070915f.htm

Ma riportiamo subito questa:

“Forte della mia esperienza di mesi di trattative, è mia convinzione che il ministro tedesco delle Finanze ha voluto far uscire la Grecia dalla moneta unica allo scopo di spaventare i francesi onde far accettar loro il suo modello di eurozona disciplinare”.

Parbleu. Non solo l’autorevolissimo del FMI dà ragione al risibile Varoufakis, ma lo fa’ usando le stesse parole.

Il fatto è che devono aver ascoltato la stessa intercettazione, o letto lo stesso rapporto di intelligence: della NSA? del FSB? Della DGSE? La storia dirà…

Ora si capisce perché i migliori esperti di Parigi, mandati da Hollande, hanno preso sotto la loro protezione il giovane Tsipras e stilato con lui – che scriveva sotto dettatura – il piano di “riforme” che tutti i media chiamano una capitolazione del greco. Schauble e i suoi satelliti hanno preteso “un piano credibile” di riduzione delle spese pubbliche ed aumenti delle tasse, ossia accettabile dall’Eurogruppo, altrimenti…Altrimenti cosa? Eccolo, il piano. “E’ serio e credibile”, ha già detto Hollande, e ti credo: l’hanno scritto i suoi uomini migliori, dell’ENA, i più versati nella neolingua europoide.

Adesso la palla sta nel campo della Merkel. La quale dovrà convincere il Bundestag che il piano è – ahimé – credibile, e dunque bisogna accettarlo. E cominciare a sborsare i 50 miliardi almeno per l’ulteriore “salvataggio” alla Grecia, o discutere della ristrutturazione del debito. Personalmente, non credo che il Bundestag, gonfio di rabbia del suo elettorato, accetterà; in ogni caso, la rabbia dei tedeschi per dover aprire ancora il borsellino, la responsabilità politica (e di aver mentito ai suoi elettori) ricade su Angela.

La donnetta che comanda la UE dovrà piegare la schiena? La NSA veglia su di lei perché ingoi il rospo. Preparatogli, non dimentichiamo, dall’amico Hollande, il suo grande alleato eccetera eccetera; in risposta alla volontà di Schauble di “insegnare il timor di Dio ai francesi”: Gott Mit Uns. Sicchè ecco uno dei magnifici risultati della Unione a guida prussiana: non solo è riuscita a far sì che i suoi popoli si detestino più che mai, ma ha persino riaperto la frattura storica che De Gaulle ed Adenauer avevano per sempre creduto di sanare.

Dalle ultime notizie, Schauble ha avuto un accesso di furor teutonicus: “La ristrutturazione del debito è impossibile! Tutti sanno che dei greci non ci si può fidare! Non pagano i conti!”, palesemente con la bava alla bocca. Il ministro estone, il viceministro olandese: “No! No Non vale!”.

Saranno giornate interessanti, le prossime, a Berlino e a Francoforte.

Era chiaro a Parigi che la Germania voleva brutalizzare la Grecia, ridurre i greci al mettersi in fila alle mense dei poveri, rovinarli accuratamente, per dare una lezione a loro. Per spaventarli, dicono Varoufakis e Blanchard. Perché proprio la Francia e non l’Italia, la cui uscita sarebbe davvero una bomba per la Germania? Ma è ovvio: l’Italia è sottomessa, anche se qui si è schierata con Hollande, tutte le sue oligarchie vogliono l’euro, e gli oppositori sono poco significanti (Salvini) o comici (Beppe). In Francia, invece, c’è “Madame Frexit”: Marine Le Pen. Che apertamente vuole che la Francia esca dall’euro, anzi (parole sue) “uno smantellamento ordinato della moneta comune, con Francia e Germania che si siedono a un tavolo per scioglierla”. Ora, la Le Pen prende i voti dei francesi. Evidentemente i tedeschi hanno ragione di temere che – nonostante tutti i trucchi messi in atto da 40 anni per sbarrare la via al Front National, Madame possa davvero arrivare all’Eliseo. Ed attuare il programma. Quindi, facciamo paura ai francesi facendo vedere come finiscono i greci che hanno sfidato la concezione disciplinare dell’eurozona.

Nel frattempo, il governo di Atene potrebbe denunciare Goldman Sachs per i costosi trucchi che consigliò al governo precedente onde farlo entrare nell’euro; anzi dovrebbe, secondo un “importante consulente”, ex alto banchiere di Goldman Sachs, che adesso ha messo la sua esperienza a disposizione di paesi indebitati e vittime dell’ingegneria creativa con cui Goldman li ha convinti a mutare i loro debiti in qualcos’altro, nascosto sotto derivati e swaps. Si valuta che Goldman, per il servizio, abbia ottenuto dai greci 500 milioni di dollari; la banchiera che impapocchiò l’affare, la greca (ma laureata ad Oxford) Antigone Loudiadis, avrebbe intascato quell’anno un 12 milioni di dollari.

Il personaggio che vuole farsi dare il mandato per trascinare Goldman in tribunale si chiama Jaber George Jabbour, faceva per Goldman il “progettatore di derivati”, e adesso ha fondato la Ethos Capital Advisor. Ha già aiutato il Portogallo a recuperare qualcosa delle cifre spese “ingenue” transazioni a cui era stato convinto da importanti banche d’affari di Londra. Ne nacque un’inchiesta parlamentare in cui vari politici portoghesi lasciarono le penne. Speriamo.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/sotto-il-grexit-una-piccola-guerra-franco-germanica/

11.07.2015

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    " la guerra franco-prussiana"???

    Beh, se di guerra si dovesse trattare ricordiamo chi l’ha iniziata : Mitterand e chi ha dovuto subire il primo assalto : Kohl. L’euro è nato perché la "grandeur" francese veniva messa in discussione dal Marco tedesco e dalla Bundesbank ed è stato imposto alla Germania come condizione per la riunificazione. Da questo orecchio però Blondet non ci sente.

    I filo-americani Schaeuble e, in misura minore, Merkel stanno opponendosi a pressioni pesantissime in favore della Grecia che arrivano proprio dagli americani. È questa la novità della situazione. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni geopolitiche che sono molto più importanti e che vanno al di là dell’avvicinamento a Mosca della Grecia.

  • natascia

    Trovo che  far  uscire  per prima la Grecia dall’unione  europea e dall’euro  per cinque anni, (ma poi chi ci ritorna), sia corretta sotto tutti i profili.  Smorza le tensioni politiche, libera i PIIGS, dopo il sacco, e lascia liberi i paesi piu’ forti di dedicarsi al nuovo e futuro "giardino di casa". Sembra quasi incredibile. Renzi sarà iracondo. 

  • ROE
    Forse servirebbe un atto di orgoglio e di coraggio.

    Uscire da euro, da Unione europea e da Nato.

    Non pagare debito pubblico.

    Concordare con BRICS ed altri paesi disponibili scambi mediante baratto.

    Distribuire beni e servizi essenziali gratuitamente.

    Emettere nuova moneta nazionale (all’inizio solo elettronica).

    Aderire alla banca di sviluppo dei BRICS.

    Impostare piani di sfruttamento delle risorse nazionali.

    Mettersi a lavorare sul serio.

    Sarebbe pura pazzia?

    Od il rifiuto al ricatto ed alla schiavitù?

  • AlbertoConti

    Se Schaubel e Issing prevalessero sarebbe la salvezza dei PIIGS.
    Peccato che
    facciano solo finta, o che comunque gli anglofoni lo impedirebbero in qualsiasi
    modo (sono tanto bravini nell’escogitare e mettere in atto i "qualsiasi modi,
    specialmente se son modi criminali"!).

  • oriundo2006

    Le cifre che si leggono sono di giorno in giorno diverse e non è facile quantificare esattamente l’impegno dei creditori ( l’Italia è fra i maggiori ) nel caso di default, pilotato o meno. Leggo adesso qui ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/06/crisi-grecia-i-rischi-per-i-creditori-il-futuro-delle-banche-e-il-ruolo-della-bce/1848246/ ) che la chiamata in garanzia dei Paesi ( CDS ) che l’avessero a suo tempo sottoscritta ”.. la mancanza di fondi sarebbe coperta tramite la richiesta ai vari Stati aderenti di adempiere agli impegni di garanzia sottoscritti. “Per l’Italia si parlerebbe di una cifra che, stando ai documenti ufficiali dell’Efsf, sarebbe pari a un massimo di 139 miliardi e 267 milioni”..”.

    Mi chiedo queste cifre se siano realistiche e ci siano contabilmente parlando degli scostamenti da quelle finora circolate visto che la Grecia aveva ‘truccato ‘ suoi bilanci. Insomma sono sempre piu’ persuaso che ci sia parecchia ‘polvere’ sotto il tappeto…
  • makkia

    Veramente è la Germania che chiesto la riunificazione: non era mica scritto da nessuna parte che il blocco più pericoloso d’Europa (due guerre mondiali) dovesse per forza ricompattarsi. Gli avevano già condonato il debito di guerra, adesso chiedevano UN ALTRO favoruccio da niente!

    Mitterrand ha messo come condizione una "mordacchia" che tenesse sotto controllo il mostro di Frankestein che si andava creando.
    E i tedeschi hanno accettato, MA ANCHE LORO hanno posto una condizione: la deindustrializzazione della temibile Italia.

    I francesi (e QUESTO è stato l’errore di <i>grandeur</i>, non l’euro in sé) hanno abboccato, pensando che l’Italia fosse un concorrente fastidioso anche per loro.
    Il che era pure vero, li avevamo raggiunti. Ma non tennero conto del fatto che la doppia concorrenza delle nazioni alpine frenava i tedeschi più dell’euro.

    Inoltre i tedeschi avevano un altro asso: nessuno avrebbe mai pensato che sarebbero stati così spietati da trattare i loro "fratelli" dell’est come peones e macellarli economicamente e socialmente.
    Con un enorme serbatoio di mano d’opera altamente specializzata a basso costo, senza il problema del tenore di vita e del costo del lavoro che aveva il resto d’Europa, il mostro di Frankenstein ha velocemente strangolato il mercato col suo surplus e ha preso possesso delle istituzioni europee che lo avrebbero dovuto impastoiare (approfittando anche della loro struttura federale, che permette varie scappatoie contabili alle "ferree" regole di Maastricht)

    Molto efficenti, i tedeschi. Soprattutto nel maciullare gli altri popoli. Peraltro, se lo fanno ai loro, che ti aspetti?

    Sì, i francesi hanno sbagliato i calcoli. Credono ANCORA OGGI che esista "l’asse franco-tedesco", poveri fessi.
    Ma non credo che sia Blondet a "non sentirci da quell’orecchio". Credo che sia tu a semplificare un po’ la faccenda.

  • Earth

    Esci dall’europa i mercati crollano

    Esci dalla nato, il paese e’ filorusso e va invaso
    a parole e’ facile…
  • clausneghe

    Il nostro caro Leader, il pinguino fiorentino, ha appena detto che in Italia il referendum sull’uscita dall’EU non si farà mai e che comunque (lo dice Lui) la maggioranza degli Italiani è per restare in questa UE.

    E se lo dice Lui, noto venditore di fumo in pentola… siamo sicuri che è vero. O no?
  • PietroGE

    No, l’euro è stato inventato da Mitterand ed è stato imposto alla Germania come condizione per l’assenso della Francia alla riunificazione tedesca. La Germania ha solo chiesto che fosse una moneta forte e la Francia ha accettato perché era una condizione ovvia.

    La Francia, che ritiene sia più importante l’immagine che non l’economia, non ha calcolato che il Paese economicamente più forte poi decide a seconda dei propri interessi e gli altri si adeguano o se ne vanno. La Le Pen questo lo ha capito, Hollande no.

    Blondet queste cose le sa benissimo, ma lui è filo francese e  non le ammetterà mai. Lui crede che l’euro sia una cospirazione tedesca per dominare l’Europa. Io sono sicuro che se ci fosse stato un referendum sull’euro in Germania, questa moneta disgraziata non sarebbe mai nata.

  • Rosanna

    http://www.zerohedge.com/news/2015-07-11/eurogroup-meeting-ends-zero-agreement-cant-even-agree-what-disagree-about [www.zerohedge.com]

    Riunione dell’Eurogruppo Finisce senza accordo: "enormi problemi", "emissione di fiducia alla Grecia resta molto difficile"

  • makkia

    Che sia stato inventato da Mitterrand in occasione della riunificazione l’ho detto anch’io, solo che ho spiegato anche il perché è stato inventato. Quindi "no" cosa?

    Fu una trattativa. Washington diede l’assenso, altrimenti non se ne faceva niente. E l’Italia (questa strana nazione occidentale che se la cavava benissimo pur col suo fortissimo partito comunista) fu l’agnello sacrificale che i democristiani "transatlantici" (i dorotei) accettarono di macellare.

    E comunque "la guerra", come l’hai chiamata, (trattativa, come la chiamo io) iniziò perché la Germania chiese l’unificazione, non perché Mitterrand inventò l’euro.

    Quanto a Blondet, sono convinto anch’io che le sappia benissimo e che sia filo-francese. Che "non le ammetterà mai" ci credo: sono TUE idee, molto parziali, sulla vicenda. Probabilmente lui ha una visione più ampia, quindi "ammetterà" le cose compatibili con la SUA comprensione dei fatti. Che l’euro sia una ca##ata lo sa, che sia una contromossa di Mitterrand pure. Che l’invenzione dell’euro sia un attacco a freddo della Francia contro la Germania non l’ammetterà perché semplicemente non è vero: i francesi pensavano di indurre i tedeschi a formare un’alleanza d’acciaio e spartirsi l’Europa, non di farsi guerra economica.

    Sul fatto che la Francia pensi più all’immagine che all’economia e che i
    tedeschi avrebbero detto no all’euro (e quindi anche alla agognata
    riunificazione) sono opinioni tue. Non mi risulta nessuna delle due
    cose, e capirei benissimo Blondet se "non vuole ammetterle".

    E Hollande è uno smidollato. Certo. Quali governanti contemporanei conosci che non lo siano?

  • Rosanna

    PietroGE,

    non dobbiamo dimenticare che, come dici spesso tu, l’Europa è una colonia degli Usa, nata proprio nell’immediato dopoguerra, rientrante nella strategia di controllo politico economico del Piano Marshall, nata appunto per sfamare il Minotauro globale, con le sue massicce importazioni di capitali e  prodotti in Usa, ed anche per ridurre gli interlocutori europei ad un solo membro, così da migliorare le trattative politiche, ed asservire le economie europee a quella americana (vedi il TTIP).

    Quindi le beghe interne all’Europa, il conflitto tra Francia e Germania, nell’ambito degli scenari globalizzati, perde un po’ di significato …

  • PietroGE

    1. La riunificazione tedesca era già prevista alla fine della guerra, anzi gli alleati avevano riconosciuto addirittura il secondo Reich nei confini del 31.12.1937, quindi con i territori che oggi fanno parte della Polonia e l’enclave di Kaliningrad. Con la riunificazione la Germania ha accettato la perdita di quei territori. La Germania, quindi non doveva richiedere niente e Mitterand non aveva nessun diritto di mettere condizioni.

    2.Che l’Italia sia stata sacrificata sull’altare della riunificazione tedesca è la prima volta che lo sento. È talmente strana che non ha bisogno di commento.

    3.I francesi non pensavano di spartirsi l’Europa perché sapevano e sanno benissimo che la potenza economica tedesca è superiore alla loro e quindi sarebbero solo il junior partner. Hanno pensato, sbagliando, che il segreto dell’economia tedesca fosse la moneta e quindi mettendola in comune avrebbero imbrigliato il potere economico tedesco e  ristabilito, visto che loro sono una potenza nucleare, una certa parità di status.

    4.Io sono stato per anni abbonato al sito, effedieffe, in cui scriveva, fino a qualche mese fa, Blondet. So benissimo come la pensa su questa e su altre cose.

  • ROE
    Vero ma non dipende solo dagli anglofoni ma anche dai popoli degli stessi PIIGS. Per esempio, i greci hanno detto NO alle proposte della Troika ma vogliono restare nell’euro. Auguri.

  • PietroGE

    Totalmente d’accordo. Trovo interessante la resistenza della classe dirigente tedesca, più che della Merkel stessa, alle pressioni, che secondo la stampa tedesca dono state molto pesanti, degli americani per mantenere la Grecia nella zona euro. Che succede? I tedeschi stanno provando a mettersi in proprio, dopo aver fatto i servitori degli USA per 70 anni?

  • ROE

    Certo è più facile consumare a debito. Ma non può durare.

  • FlavioBosio

    Uscire dall’euro, dichiarare default, tagliare con la scure la spesa pubblica, liberalizzare il mercato privatizzando tutto (serve a fare cassa) chiedere fondi a russi, cinesi ed americani, il miglior offerente si tiene le basi militari (si tiene perché giá sappiamo chi fará la miglior offerta), taglio del debito (dato che hai dichiarato default e sei giá fuori dall’euro i creditori dovranno accontentarsi delle briciole)

    Sfruttamento risorse e lavoro sodo senza assistenzialismi, se vuoi mangiare sgobbi sennò vai a pescare..
    Tempo 5 anni e la crisi sarebbe solo un brutto ricordo.
    Ma sono marxisti, non possono riconvertirsi al libero mercato dall’oggi al domani.
  • FlavioBosio

    Ma se non dichiari default ti trascini all’infinito un debito impagabile senza possibilitá di ridurlo, sarebbe un suicidio, al contrario, come ha fatto la Carinzia dichiari default senza minacciare o prendere per il culo i creditori,  ti siedi ad un tavolo e tratti per la ristrutturazione del debito, nel loro caso più che dimezzato dalla Baviera ( si, proprio i cattivi tedeschi).

    Niente manfrine, niente circhi equestri, serietá ed onestá.
  • ROE

    Dipende da che cosa si intende per libero mercato e dai suoi effetti concreti.

  • adriano_53

    se FlavioBosio ha una partita IVA dev’essere quella di un’attività di sfasciacarrozze, perchè,  dai suoi ragionamenti, non vedo che altre potrebbe fare. Ovviamente, la contabilità è all’esterno.

  • Gracco

     La riunificazione tedesca era già prevista alla fine della guerra, anzi gli alleati avevano riconosciuto addirittura il secondo Reich nei confini del 31.12.1937, quindi con i territori che oggi fanno parte della Polonia e l’enclave di Kaliningrad. Con la riunificazione la Germania ha accettato la perdita di quei territori. La Germania, quindi non doveva richiedere niente e Mitterand non aveva nessun diritto di mettere condizioni.


    Questa è una pura invenzione: solito gioco di prendere per vero ciò che si desidera, anche retrospettivamente!
    La riunificazione tedesca era un pio desiderio dell’Occidente, non una "decisione", fin quando in Urss non venne al potere Gorbaciov. In Europa nel dopoguerra solo la Germania di Bonn continuava a sciorinare impudentemente e nazisticamente carte geografiche con i confini del 1937 ma smise di farlo con l’avvento di Brandt e della sua Ostpolitik (quando andò a inginocchiarsi a Varsavia davanti al ghetto). Poi vennero gli accordi di Helsinki ratificati nel 1975 nei quali tutti i paesi europei (più Usa e Canada) riconoscevano l’integrità e l’intangibilità delle frontiere scaturite dalla seconda guerra mondiale nonché l’esistenza di due Stati tedeschi e il loro riconoscimento reciproco. Era un trattato internazionale di enorme portata, quindi era fonte di diritto. Però la storia insegna che i trattati internazionali non valgono la carta su cui sono scritti se viene a mancare la garanzia militare. Ciò che permise alla Germania di Bonn di annettersi la DDR non fu certo il diritto internazionale (del quale si è fatto scempio negli ultimi decenni) ma il venir meno di quella garanzia militare.
    Per quanto riguarda la Cee (allora si chiamava ancora così) gli stati membri erano quelli del trattato di Roma del 1957 con i loro confini  ratificati a Helsinki nel 1975, quindi il socio francese aveva tutto il diritto di eccepire che un altro socio si allargasse surrettiziamente all’interno della Comunità grazie a un contrabbando di territori. Mitterrand chiese e ottenne in compenso che la Germania accettasse la moneta unica e rinunciasse al marco: la Germania accettò obtorto collo, perché "Berlino…val bene una messa"!
  • Vocenellanotte

    Se la posizione della Germania è sincera, è totalmente condivisibile.

    Le analoghe posizioni di altri stati sono ridicole in quando prive di spessore culturale, progettuale e strategico.
  • FlavioBosio

    Basta andare su http://www.vonmises.it ed inserire il termine "Libero mercato" nel campo ricerca.

  • Earth

    La gente purtroppo vuole le cose facili pur di morire.

    Nonostante il no greco, e loro hanno 2 coglioni grandi cosi’ al contrario degli italiani, molti di coloro che hanno votato no non vogliono uscire dalla moneta unica dell’ Euro.
    Le soluzioni di uscire dall’ Europa e dalla nato le condivido, ma fin quando esistera’ la democrazia non la vedo come soluzione possibile, forse percorribile solo con anni e anni di propaganda massiccia in tutti i media, contro euro e nato, da parte del mainstream.
  • Aironeblu

    Fare uscire i PIGS dall’Euro per spaventare i galletti?

    MA SPERIAMOLO!!! 
    Altrimenti se aspettiamo l’iniziativa del popolo italico capeggiato da Pinocchio ci toccherà sopportare per altri lunghi decenni la stupidità arrogante dei barbari nordeuropei.
    Torniamo al Mediterraneo, torniamo alla Civiltà!
  • makkia

    Esatto.

    E insisto sulla contro-richiesta tedesca di deindustrializzare l’Italia, sulla quale erano d’accordo tutti i player (UK, Ger, Fra, USA, e persino Israele) ciascuno per i suoi motivi geostrategici e/o economici.

    Youtube "Galloni" per avere qualche info.
    Sulle motivazioni strategiche invece è una storia lunga: si parte dal ruolo di "poliziotto buono" del medio oriente (quello cattivo era Israele) che gli USA ci hanno assegnato. Almeno fino a quando Craxi ha alzato troppo la posta (e la cresta).