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IL VEGETARIANO COMUNARDO

elises

DI JON HOCHSCHARTNER

counterpunch.org

Elisee Reclus, anarchico francese e geografo, era un vegetariano militante che aveva, per l’epoca, idee molto progressiste riguardo ai diritti degli animali. Servendo come membro della milizia, partecipà attivamente alla Comune di Parigi del 1871, una rivolta della classe operaia che Karl Marx denominò “il presagio glorioso di una nuova società”. Dopo la sua cattura da parte delle forze governative, Reclus venne inizialmente deportato in Nuova Caledonia, un arcipelago al largo delle coste dell’Australia. Ma grazie all’intervento dei suoi sostenitori , che secondo alcune fonti includevano anche Charles Darwin, una nuova sentenza ridusse la distanza del confino, ciò gli permise di vivere in Svizzera.

Reclus era sensibile come un bambino alla violenza contro gli animali. “Una volta un mio familiare mi aveva inviato, piatto in mano, dal macellaio del villaggio, con l’ordine di prendere qualche pezzo di carne da mangiare”, ha scritto Reclus, ricordando un esempio.

“Ricordo ancora questo cantiere cupo dove uomini terrificanti andavano e venivano con grandi coltelli, indossando grembiuli schizzati di sangue. Appesa sotto un portico un’enorme carcassa sembrava occupare una straordinaria quantità di spazio. Dalla sua carne bianca un liquido rossastro scorreva nei canali”. Travolto dalla vista del macello, Reclus, a quanto pare, svenne.

Reclus ha scritto acutamente circa il processo che permette agli esseri umani di commettere tale violenza, un processo che potremmo chiamare di socializzazione specista. La reazione inorridita di un bambino di fronte allo sfruttamento degli animali “svanisce nel tempo, cedendo davanti alla perniciosa influenza dell’educazione quotidiana”, ha dichiarato Reclus. “I genitori, gli insegnanti, in modo ufficiale o amichevole, i medici, per non parlare del singolo potente che noi chiamiamo ‘tutti’, lavorano tutti quanti insieme per ‘indurire’ il carattere del bambino rispetto a questo alimento a quattro zampe, che, tuttavia, ama come facciamo noi, (e) sente come noi”.

Forse anticipando il lavoro di scrittori come Joan Dunayer, Reclus ha riconosciuto il ruolo dei giochi linguistici nel negare o razionalizzare lo sfruttamento degli animali. “Gli animali sacrificati per l’appetito dell’uomo sono stati sistematicamente e metodicamente resi orrendi, informi, e sviliti in intelligenza e valore morale”, ha scritto Reclus. “Anche il nome degli animali in cui è stato trasformato, il cinghiale viene utilizzato come grossolano insulto, la massa di carne che vediamo sguazzare nelle piscine rumorose è talmente ripugnante da guardare che siamo d’accordo per evitare ogni somiglianza del nome tra la bestia e i piatti che fanno fuori di esso.”

E naturalmente Reclus credeva ci fosse un collegamento tra la violenza contro gli animali e la violenza contro gli esseri umani. “C’è poi così tanta differenza tra il corpo morto di una giovenca e quello di un uomo?”, chiede Reclus. “Gli arti mozzati, le interiora mescolate uno con l’altro, sono molto simili: il massacro del primo rende facile l’omicidio del secondo, soprattutto quando fuori squilla l’ordine di un leader, o da lontano arriva la parola del maestro incoronato, ‘essere senza pietà’. “

Reclus è morto nel 1905 all’età di 75 anni. “Si dice che i suoi ultimi giorni siano stati resi particolarmente felici dalla notizia della rivoluzione popolare in Russia”, secondo Camille Martin e John P. Clark. “Morì poco dopo aver sentito della rivolta dei marinai sulla corazzata Potemkin.”

Jon Hochschartner è uno scrittore freelance dello stato di New York. Visita il suo sito web all’indirizzo JonHochschartner.com .

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2014/03/19/the-vegetarian-communard/

19.03.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura della redazione

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    Uno dei pochi comunisti rivoluzionari che non mangiavano i bambini ,per loro fortuna era vegetariano…..

  • Notturno

    " La reazione inorridita di un bambino di fronte allo sfruttamento degli animali "svanisce nel tempo"

    Questo per me è vero. Si nasce bambini e poi si cresce.

    E pensare che ero stato anche rimproverato per questa stessa idea.

    🙂

    " il cinghiale viene utilizzato come grossolano insulto". Questa, invece, è una palese sciocchezza. Il cinghiale, al contrario, è simbolo di forza dirompente, al punto che viene esposto come trofeo sulle pareti da certi tipi di cacciatori.

    Forse intendeva dire "il maiale". Ma quel concetto di sporcizia era dovuto ai bagni di fango che fa.

    <<<"Reclus è morto nel 1905 all’età di 75 anni. "Si dice che i suoi ultimi giorni siano stati resi particolarmente felici dalla notizia della rivoluzione popolare in Russia", secondo Camille Martin e John P. Clark. "Morì poco dopo aver sentito della rivolta dei marinai sulla corazzata Potemkin."">>>

    Quest’ultimo passaggio, invece, è infame. Accostare la militanza politica con l’essere vegetariano è un giochetto da pubblicitario di terza classe.

    Mi ripugnano queste cose. Sono veri e propri tentativi di manipolazione.

    Però mi allieta, nel complesso, questo articolo, perché mi convince sempre più che questa gente vive la scelta veg come una religione e se stessi come missionari con il compito di convertire.

    Bah…..

  • Notturno

    Rossini è stato uno dei compositori italiani di maggior verve e genio.

    Chi non ha mai ascoltato le sue ouvertures ha perso davvero molto nella vita.

    La Gazza ladra, il Guglielmo Tell o Il Barbiere di Siviglia sono pura gioia di vivere.

    E’ stato acclamato nei maggiori teatri del mondo ed è considerato uno dei musicisti di più ricca vena artistica.

    Qui di seguito la ricetta di sua invenzione dei "Tournedos alla Rossini", in cui la carne (il filetto di manzo) viene celebrata e innalzata al ruolo di massimo piacere per il palato, assieme al foie gras:

    bla bla bla….

    Vi piacerebbe un discorso così?

    Non si capisce che l’accostamento è pretestuoso?

    Accostare il genio umano in un campo delle arti o della filosofia o della politica con le sue scelte alimentari è palesemente pretestuoso.

    Ma se si vuol se serve per raggiungere uno scopo, allora va bene, giusto?

  • ottavino

    La relazione cibo>emozioni o cibo>coscienza o cibo>qualità della vita è molto profonda. Però questo vegetarianesimo sentimentale è noioso, incompleto, fuorviante. La relazione c’è, ma il sentimentalismo non la fa comprendere. 

  • mazzam

    Mmmmh…, non credo si voglia perseguire una "redenzione" postando questi articoli, ma che abbiamo piû carattere informativo. Personalmente sono vegetariano ma me ne sbatto se qualcun’altro addenta uno stinco, certo mi rimane incomprensibile la mancanza d’immaginazione del carnivoro che non riesce ad immedesimarsi nell’animale, nel suo terrore, nel suo dolore.

    Ma che dirti se non ce l’hai non ce l’hai, poi vuoi mettere un bell’arrosto servito a tavola che figurone che ti fa fare con gli amici…
  • Notturno

    [quote]poi vuoi mettere un bell’arrosto servito a tavola che figurone che ti fa fare con gli amici…[/quote]

    Queste sono le frasi che innescano le guerre… contento tu….

    A me rimane incomprensibile la tua incapacità di gustarti una bistecca.

    Ma non apro una discussione su un forum, con cadenza continua, per illuminare la bellezza della mia scelta.

    Mangia quel che ti pare.

    Ma venirmi a dire che il vecchio vegetariano è morto gioendo per la rivoluzione di ottobre è davvero strumentale.

    Ma capisco che non ammetterlo sia normale.

    Per alcuni.

  • mazzam

    No guarda, vengo in pace. 

    La battuta era riferita a quel che a mio parere (che penso di poter esprimere) è un’atto violento.
    Relativamente a CdC, non mi sono accorto di "cadenza continua", ma magari sono stato disattento o sono molto ingenuo, ma anche perché non ne vedrei la ragione convinto come sono che non si può convertire nessuno soprattutto su cose che riguardano la sensibilità personale che ripeto o ce l’hai oppure no.
    (E non lo dico come valore aggiunto ma per evidenziare i differenti punti di vista.)
    La mia bistecca urla ed è per questo che non la mangio, la tua no ed è per questo che riesci a gustarla, buon per te. (Il maiale magari non è d’accordo ma tant’è…)
    Se, nella mia replica, qualcosa ti ha offeso non era mia intenzione. 
    Buon appetito.
  • furibondius

    L’autore dell’articolo voleva porre un interessante considerazione psicopedagogica sulla formazione coatta, e credo che in tanti sorvolino su questa usanza molto pregnante. L’occidente, aggiungerei, grande divoratore di carne, non a caso è storicamente il piu grande predatore di uomini, oltre che di animali! Gli americani poi…… se vogliamo lo stesso articolista, il newyorkese HOCHSCHARTNER , uno scarta ossi………

  • Gracco

    "E’ infame accostare la militanza politica con l’essere vegetariano… un giochetto da pubblicitario di terza classe"


    Ma non ti sembra di esagerare? Se si rievoca la figura di un personaggio storico è giusto mettere in evidenza tutti gli aspetti della sua personalità, cosa che l’articolista fa, anche se in modo piuttosto maldestro e lacunoso, all’americana, per l’appunto!
    Detto questo, l’essere vegetariani è una forma di religione, non credo ci siano dubbi, una religione laica, senza presupposti metafisici e senza ministri di culto. Come tale dovrebbe essere rispettata al pari delle altre fedi. Se un cattolico può –o poteva- essere comunista (quante volte lo abbiamo sentito ripetere qui in Italia!) perché non potrebbe esserlo un vegetariano? Parlando di Chavez,per esempio, sarebbe giusto tener celata la fede cristiana che lo ha affiancato durante tutto il suo percorso rivoluzionario? Non lo sarebbe, come non sarebbe giusto celare che il comunardo Eliseo Reclus era vegetariano.
  • Notturno

    Ah si, eh?

    Noi, qui su questo forum, siamo in grado di scoprire  complotti e intenti nascosti, partendo da elementi molto meglio mascherati di questo.

    Lo hai letto il titolo?

    Non viene rappresentato un uomo nei suoi diversi aspetti, ma soltanto IN DUE.

    Vengono accostati solo quei due specifici aspetti.

    Ma possibile che vi sfuggano queste cose?

    Tu dici che questi due aspetti sono interconnessi tra loro al punto che vadano affrontati assieme per meglio comprendere l’uomo?

    Rossini tu lo capiresti meglio, nella sua musica, attraverso la sua ricetta?

    Ma stai scherzando?

  • Notturno

    [quote]No guarda, vengo in pace. [/quote]

    Si si, s’è visto da subito.

    La battuta la puoi certo esprimere, ma te lo ripeto, è una di quelle battute che normalmente danno luogo alle "escalation".

    E, peraltro, evidenziano sempre un certo atteggiamento aggressivo che non capisco in quelle persone che considerano violento il mero cibarsi.

    No, non è questione di offendersi, mazzam, ma solo di sottolineare certe cose che poi dopo 2 o 3 giorni di discussione non si sa mai chi ha cominciato.

    Stavolta ho preferito dirlo subito, così almeno questa cosa sappiamo che fonte ha avuto. Tutto qui.

    Buon appetito anche a te.

    🙂

  • lanzo

    Ritengo che l’"uomo"  originalmente sia stato costretto a diventare carnivoro.  Come avrebbe potuto competere con gli scimpanze’ o i bonobo, territoriali e che sono 10 volte piu’ forti di un umano, sarebbe morto di fame,  anche un babbuino  incazzato metterebbe in fuga un "Rambo" disarmato. Credo sia preferibile, meno stressante ma sopratutto  piu’ facile raccogliere frutta, noci, piuttosto che ammazzare un animale, cosa non facile specie ai primordi. I casi di cannibalismo tra gli scimpanze’ sono noti, cosi’ tanto per la cronaca.

    In contrapposizione  si potrebbero configurare gli sciacalli o i procioni che sono diventati quasi onnivori in quanto la carne era di esclusiva "competenza" di carnivori piu’ forti ed aggressivi.
    E’ solo una riflessione che feci  tempo fa quando vidi su NatGeo o simili, non ricordo, di alcuni forest rangers, in Africa fatti a pezzi da da un gruppo di scimpanze’. Per non menzionare gli esquimesi che di certo non avevano alternativa alla foca, sempre tenendosi bene alla larga degli orsi, altrimenti loro sarebbero diventati la foca.
  • BWV826

    Uno dei peggiori "giochetti da pubblicitario di terza classe"
    riguarda il tentativo
    di qualificare
    la compassione per le torture inflitte agli animali
    come un retaggio dell’età infantile
    .

    L’articolo risponde a chi vorrebbe far confondere la degna compassione con sentimentalismo:

    […] "La reazione inorridita di un bambino di fronte allo sfruttamento degli animali svanisce nel tempo

    cedendo davanti alla perniciosa influenza dell’educazione quotidiana"
    , ha dichiarato Reclus.

    "I genitori, gli insegnanti, in modo ufficiale o amichevole, i medici,
    per non parlare del singolo potente che noi chiamiamo ‘tutti’, lavorano tutti quanti insieme
    per indurire il carattere del bambino rispetto a questo alimento a quattro zampe,
    che,
    tuttavia, AMA COME facciamo NOI, (e) SENTE COME NOI"
    .[…]

    E’ quanto Theodor ADORNO, uno dei maggiori filosofi marxisti della scuola di Francoforte,
    riassumerà ponendo domande scomode per i sostenitori del "dogma dello sfruttamento animale".

    […] Della possibilità del pogrom si decide nell’istante in cui l’occhio dell’animale ferito
    colpisce l’uomo.
    L’ostinazione con cui egli devia da sè quello sguardo si ripete incessantemente
    nelle crudeltà commesse sugli uomini
    .


    Fa parte del meccanismo della proiezione morbosa che i detentori del potere avvertano come uomo

    solo la propria immagine
    , anzichè riflettere l’umano proprio come il diverso.

    Ciò che non è visto come uomo viene trasformato in "cosa".
    […]

    Un altro dei massimi filosofi marxisti, Max HORKHEIMER, si servì dell’immagine del grattacielo

    per rappresentare la struttura gerarchica della società basata sul dominio del forte sul debole.

    […] la vita dei paesi capitalistici sviluppati è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento

    che funziona nei territori coloniali.

    […]
    Andrebbe rappresentata l’indiscrivibile e inimmaginabile sofferenza degli animali,

    l’inferno animale nella società umana,
    il sudore, il sangue, la disperazione degli animali.
    […]
    Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale,

    dalle finestre dei piani superiori, assicura una bella vista sul cielo stellato [..].

    La legge vieta di torturare "in pubblico" un animale, ma non di torturarne migliaia

    al riparo delle pareti di mattatoi e laboratori.

    Sono gli animali bollati come "cibo" o vivisezionati a fini "scientifici",
    […]
    è "la loro nuda sofferenza che regge il peso e da forma alla società repressiva".

    Fonti: Theodor W. Adorno, "Minima moralia. Meditazioni della vita offesa".
    Max Horkheimer, "Crepuscolo, appunti presi in Germania 1926/1931".

  • lukes01

    Uno dei pochi uomini ad essere rimasto bambino e aver compreso pienamente lo specismo..

  • Notturno

    Capito?

    Proselitismo.

    😉

  • makkia

    Se cucinare il manzo fosse "controverso", forse userei Rossini come testimonial.
    Non per far capire meglio la sua musica, ma proprio perché il rispetto per la sua musica forse permetterebbe al lettore di guardare con occhio meno prevenuto al cucinare il manzo.
    Artificio retorico che si chiama "captatio benevolentiae".
    Non lo trovo neanch’io particolarmente grave

    Comunque, un artificio piuttosto debole e di misero effetto. Tanto più che punta su una dinamica gesuitica da complesso di colpa: non vegetariano perché "ti fa bene" ma vegeteriano perché a ogni animale ucciso, Karl "Gesù Bambino" Marx piange.

    Non mi sembra né furbo né efficace.

    Personalmente sono arrivato in fondo all’articolo e ho pensato "embé?"

    Oltretutto i Vegan, più di altri, devono stare in campana con le captatio via testimonial: che Hitler fosse vegetarianissimo lo sanno cani e porci (o forse dovrei dire "cardi e porri").

  • d_a_d_o

    La differenza tra un vegetariano e un carnivoro sta in cosa mangia il primo e chi mangia il secondo; non è il primo ad essere vegetariano ma il secondo ad essere carnivoro.
    Ciao

  • Notturno

    Ma perché dite queste cose che non sono vere?

    Mangiare ANCHE la carne è cosa che fanno TUTTE le culture umane su tutta la terra.

    Da sempre.

    Cibarsi anche di carne non è un’invenzione recente, nata per crudeltà o per mera pigrizia mentale.

    Non è cosa riservata al capitalismo. Ma come vi vengono in mente cazzate così assurde???

    Certo che alcuni marxisti sono vegetariani! Certo!

    Ma anche Hitler lo era.

    Ora spiegatemi: che gusto si prova a dire balle?

    Questa cavolata fa il paio con quella per cui sarebbe il fatto di mangiare carne che provoca lo sfruttamento dei paesi sottosviluppati.

    Qui di sottosviluppato c’è il senso del ridicolo.

  • Notturno

    Guarda, le motivazioni dei veg sono una galassia.

    c’è chi lo fa per salutismo, chi per etica e chi per ambientalismo.
    Poi ci sono quelli che "purché tu lo faccia" e se ne impipano del tuo specifico motivo.
    Un po’ più come certi gesuiti.
    E quelli li riconosci perché sparano a raffica e a casaccio.
    A questi non interessa spiegare il proprio punto di vista.
    A questi non interessa portare la propria esperienza. 
    A questi interessa fare proseliti. 
    Qui ne leggi almeno un paio.
  • Tetris1917

    Il problema di fondo è sempre quello: non se mangiare o meno la carne; ma se tutta questa maledetta carne che si mangia si veramente utile e se questi allevamenti massivi, sono qualcosa che va oltre il bisogno umano di nutrirsi. Gli Indiani d’America che erano uomini, affrontavano i bisonti, ne uccidevano qualcuno e non buttavano via niente, si mangiava esso in base alle gerarchie, ma nessuno rimaneva senza carne…….poi vennero i Custer

  • Notturno

    Concordo.

    Il maggiore dei problemi che abbiamo, secondo me, sta nella mancanza di un criterio "umano" di produzione e di ripartizione del cibo, che avvengono, invece, solo in base ai criteri dell’utile economico.

    E questo provoca assurdità tipo migliaia di tonnellate di carni che restano invendute, scadono e marciscono, senza mai finire sulle tavole.

    E allo stesso tempo poveri e disperati senza cibo.

    Il criterio non può restare soltanto quello del margine di utile.

    Deve intervenire un criterio di umanità sia nella produzione del cibo (evitare sofferenze inutili agli animali è un dovere, non una opzione) e sia nella distribuzione alle genti.

  • mazzam

    Non ho dati ma a logica, credo che i primitivi fossero cannibali, almeno anche cannibali. 

    Fino all’altro ieri la società considerava normale lo schiavismo poi, lentissimamente, è diventato inaccettabile. 
    Tra dieci o venti generazioni ci ricorderanno come trogloditi mangiatori di animali.
    Che piaccia o no ai carnivori, sarà così.
  • makkia

    Sì, sì. Ma il mio punto era solo che se sono convinto di una cosa, farò pubblicità a quella cosa. Se lo faccio in modo scorretto saltami addosso. Se sono maldestro sbeffeggiami.
    Ma non dare addosso al vegano "perché fa proselitismo di tipo religioso". Sarebbe un processo alle intenzioni e, da parte tua, un automatismo difensivo, a rischio di andare a scapito della analisi, che va fatta volta per volta.

    Sinceramente forzare il legame fra marxismo e vegetarianesimo lo trovo solo maldestro, gli sporchi trucchi di bieca propaganda sono altri. Questo articolo è solo inutile, non pericoloso.

    Pericoloso è far vedere il bambino di 5 anni che "spontaneamente" rifiuta di mangiare il polpo, fornendo motivazioni degne di un Gesù Cristo al top della forma.