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IL RISVEGLIO DELLA RUSSIA E IL DECLINO DELL’OCCIDENTE

DI GIACOMO GIGLIO

sinistraineuropa.it

Le guerre in Jugoslavia, Kosovo, Afghanistan, Iraq e Libia avevano inaugurato un nuovo ordine mondiale: gli Stati Uniti, utilizzando lo scudo della Nato, si proponevano come protettori del mondo libero, garanti di una pax basata sull’affermazione della democrazia rappresentativa e del capitalismo.

Possiamo individuare l’acme dell’imperialismo proprio nel conflitto in Iraq: George W.Bush, auto-raffiguratosi come un Traiano dell’epoca moderna, guidava l’ “Impero del Bene” impegnato contro la malefica tirannia di Saddam Hussein. Tutti abbiamo ancora negli occhi le immagini di Bush su una portaerei che, a pochi giorni dalla caduta di Baghdad, dichiara “missione compiuta” e promette vendetta contro tutti i nemici dell’America.

Sono passati solo poco più di dieci anni da quelle immagini, eppure pare un secolo. Cos’è cambiato di profondo nelle nostre società? Certo, sono successe molte cose: l’elezione di Barack Obama, la grande crisi americana, la conseguente crisi europea, shock geopolitici di varia natura.

Gli analisti militari e geopolitici giustamente si concentrano sui fallimenti di natura strategica dell’Occidente: la scelta folle di bombardare l’Iraq senza alcuna prova, la disastrosa gestione del post-conflitto, la decisione improvvida di appoggiare le “Primavere Arabe” senza neppure accertarsi che gran parte delle proteste era logisticamente organizzata da estremisti islamici – peraltro, la stessa cosa è accaduta in Ucraina, essendo la Rivoluzione di Maidan frutto perlopiù della violenza di strada di milizie neofasciste appoggiate dalla Nato.

Sono tutte Caporetto evidenti, su cui ormai non c’è il minimo dubbio. Tuttavia, in questi giorni in cui la Russia di Putin torna alla grandeur sovietica mentre l’Occidente naufraga nella sua incompetenza, dobbiamo andare alla radice dei problemi e dire cose che forse sappiamo ma che perfino noi fatichiamo ad accettare.

La crisi dell’Occidente nasce da profonde motivazioni morali, che precedono anche quelle di carattere economiche. La società americana, così come la stragrande maggioranza delle società europee, è infettata dal virus della mancanza di senso, di un “domani senza avvenire” (come scriveva Nietzsche). Le pietre miliari su cui si basa l’Occidente, a cui ho fatto riferimento in apertura (la democrazia e il capitalismo), sono in rovina: la democrazia – e lo vediamo chiaramente nelle imbarazzanti campagne elettorali in corso negli States – è diventata una tribuna per megalomani arricchiti e famiglie dinastiche assetate di potere. La democrazia, ancorata al concetto di sovranità nazionale, è ridicolizzata dal potere del Mercato; il Mercato, Olimpo pagano in cui spicca lo Zeus del denaro, è il vero giudice che può mandare in bancarotta interi stati sovrani. E il Mercato, ovviamente, può sbarazzarsi senza problemi del tuo futuro, che in fondo non interessa a nessuno – non è nemmeno quotato in Borsa.

Il Mercato, a sua volta, è una divinità sfregiata dalla crisi del 2008 e dalle continue ricadute che interessano ormai tutte le parti del globo; gli uomini comuni, in balìa della volatilità del Mercato globale, vivono alla giornata, ben sapendo che il loro lavoro domani potrebbe essere rimpiazzato dall’automazione alimentata dal Mercato stesso – dato che più sale l’automazione meno aumenta il bisogno di nuovi lavoratori.

E chi vive protetto dall’instabilità politica e dall’imprevedibilità economica come se la passa? Non bene: le nostre esistenze, anche quando sono piene di oggetti e di soldi, sono spesso vuote di valori ed idee. La scomparsa delle ideologie e l’arretramento della religione ha prodotto il grande vuoto: viviamo come stranieri nel mondo, senza una bussola per interpretare la complessità che ci circonda.

Mi pare eloquente sul tema una frase che vorrei citare, pronunciata proprio da Vladimir Putin. “Senza i valori presenti nel cristianesimo e nelle altre religioni del mondo, senza gli standard morali che si sono formati nei millenni, i popoli perderanno inevitabilmente la loro dignità umana”.

“Standard morali” è forse un’espressione orribile e burocratica, ma rende bene l’idea. La sinistra, pena la sua estinzione, farebbe bene a comprendere la lezione che viene da Est.

Fonte: www.sinistraineuropa.it

Link: http://www.sinistraineuropa.it/approfondimenti/il-risveglio-della-russia-e-il-declino-delloccidente/

06.10.2015

Pubblicato da Truman

  • ilsanto

    Ognuno nasce nudo su una striscia di asfalto, e deve correre tutte le mattine come la gazzella che sfugge al leone nella savana, no questa non è civiltà,  dove chi ha dei numeretti sul computer della banca comanda e chi no potrebbe morire di fame.

    Una volta avevamo un pezzo di terra i suoi frutti l’indipendenza almeno alimentare se non economica solo 100 anni fà l’80% viveva cosi, oggi non hai nulla, cento anni fà ed anche meno tutti nel paese sapevano chi eri, oggi il tuo vicino non ti saluta neanche, lo stato avrebbe dovuto accompagnare il cambiamento dandoti la sicurezza, ma così non è cosi tutto è diventato una giungla dove devi cavartela da solo o sei morto. Una volta potevi provvedere a te stesso oggi la società è cosi tecnologica, complessa che non hai nessuna speranza e quindi diventi cattivo, arrivista, mafioso, delinquente, finanziere no mi spiace siamo in un vicolo cieco.