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IL PAPA SI DIMETTE. NE SANNO NIENTE ALLO IOR ?

DI ALDO GIANNULI
aldogiannuli.it

Nella storia della Chiesa c’è un unico precedente, quello di Celestino V di cui sappiamo tutti per aver studiato la “Divina Commedia” negli anni del liceo. Gli altri sono tutti morti in carica; non tutti per morte naturale, va detto: ci sono stati i martiri della prima cristianità, poi qualche papa assassinato nel Medioevo… poi forse qualche altro. In Vaticano pare vada molto in voga il caffè corretto… Il codice canonico prevede la possibilità di dimissioni del Papa, ma la cosa è sempre parsa molto sconveniente. La Chiesa è monarchica e non ama i dualismi: pensate solo al problema della convivenza fra un Papa in carica ed uno emerito. Ogni starnuto del secondo (e questo scrive libri e twitta che è un piacere) potrebbe suonare come sconfessione del precedente. Poi, sul piano simbolico, la cosa può apparire come una fuga dalle proprie responsabilità.Quando Wojtyla era già molto grave chiesero ad un prete se avrebbe potuto dimettersi e la risposta fu: “Può dimettersi Gesù dalla croce?”. Quella è una carica carismatica e delle normali dimissioni la fanno sembrare una qualsiasi carica politica.

Quando Luciani esitava ad accettare l’elezione, un cardinale gli disse: “Se il Signore dà la prova, dà anche la forza”. E questo, per un prete, chiude il discorso. Dunque, cosa può esserci stato di così grave da indurre Ratzinger ad un gesto così clamoroso? La salute? Probabilmente questa sarà la spiegazione che verrà data fra poche ore, magari ci sarà uno scoop (naturalmente smentito con forza dal Vaticano) di un Alzheimer o qualcosa del genere. Ma non è cosa da prendersi sul serio e non solo perché Ratzinger appare in buona salute (o per lo meno, nulla fa pensare ad un suo crollo imminente) e Woityla se l’è tirata per almeno otto anni (e negli ultimi due era palesemente malconcio), ma anche per altri aspetti.

Ad esempio, lo stesso Sodano ha parlato di “fulmine a ciel sereno” e se il Papa avesse avuto problemi di salute così gravi, la cosa si sarebbe saputa prima. E lo stesso secco comunicato d’agenzia, per ora non fa cenno a motivi di salute.

Poi un’altra cosa: nella Chiesa il periodo che precede la Pasqua è quello liturgicamente più intenso e (per chi crede) più importante. Il Papa avrebbe potuto benissimo dimettersi dopo la Pasqua se non proprio dopo la Pentecoste, sotto periodo estivo, quando la cosa, pur sempre clamorosa, sarebbe parsa un po’ più “naturale”. Magari preparando il terreno con qualche “indiscrezione” nei mesi precedenti. E, invece, tutto fa pensare ad una decisione scaturita da una vera e propria crisi politica dentro le mura leonine. Quindi, la domanda è: che diavolo sta succedendo in Vaticano?

Il pontificato del povero Ratzinger non poteva essere più tormentato (e, bisogna riconoscerglielo, ne è uscito dignitosamente): scandalo dei preti pedofili, polemiche aperte con il collegio cardinalizio, problema dei rapporti con l’Islam, confronto costante con il suo predecessore e, più di ogni altra cosa, la raffica di scandali finanziari dello Ior.

Prima la fuga di documenti di monsignor Caiola che consentirono a Nuzzi di scrivere il suo libro e che ha rivelato la prosecuzione dello Ior parallelo, che si credeva finito già anni prima. Poi a raffica gli scandali Fiorani, Anemone, Roveraro e riciclaggi vari. Poi l’inchiesta della Procura romana sui movimenti dello Ior presso la Jp Morgan e le pressioni della finanza mondiale perché lo Ior regolarizzasse la sua posizione giuridica (formalmente esso non è una banca e non è soggetto ai controlli internazionali del sistema bancario).

Conseguentemente, Benedetto XVI, dopo aver imposto Gotti Tedeschi (uomo dell’Opus Dei) a capo dello Ior (sino a quel punto più vicino all’ala massonica del “sacro collegio”), decise,  a fine 2010, di aderire alla convenzione monetaria Ue, accettando l’applicazione delle norme antiriciclaggio. Quel che non servì ad evitare nuovi scandali su sospetti movimenti di capitali. A proposito: nella stranissima vicenda dei falsi titoli di Stato americani, che girano dal 2009, il nome dello Ior spunta in 6 casi su 11. Forse solo un caso.

Poi continuò implacabile la fuga di documenti per tutto il 2011-12 dietro la quale non era difficile intravedere lo scontro fra gli uomini dell’Opus e quelli della “Loggia” vaticana. Al punto che, nel maggio dell’anno scorso, Gotti Tedeschi rassegnava le dimissioni, dando il via ad un aperto scontro in seno alla commissione cardinalizia presieduta dal cardinal Bertone, segretario di Stato. Da allora lo Ior non ha un presidente effettivo.

Il prossimo 23 febbraio occorrerà riformare la commissione cardinalizia, con l’uscita dei cardinali Attilio Nicora e Laois Tauran (grande amico di Gotti Tedeschi) entrambi assai polemici con Bertone. In queste stesse settimane il nome dello Ior è tornato all’onore (si fa per dire: onore!) delle cronache per l’acquisizione di Anton Veneta da parte del Monte dei Paschi di Siena e tutto fa pensare che altro verrà fuori, nonostante la scontata smentita vaticana.

Per completare il quadro, ricordiamo che, nell’autunno scorso, ci fu un altro strano caso che coinvolgeva Bertone. Una ventina di anni fa l’ordine dei salesiani ricevette una cospicua eredità che produsse un contenzioso giudiziario, risolto grazie alla mediazione di alcuni valenti avvocati e periti. Solo che, subito dopo i valenti mediatori presentarono richieste economiche che andavano anche oltre il totale dell’eredità, esibendo un accordo sottoscritto dall’ordine. E, infatti, nell’ottobre scorso, l’Autorità giudiziaria dava torto ai salesiani che ora rischiano il sequestro di tutti i loro beni ed il puro e semplice fallimento (e su questo torneremo). Ma come hanno fatto i salesiani a cacciarsi in un pasticcio di questo genere? A indirizzarli in questa direzione sarebbe stato Tarcisio Bertone (che viene proprio da quell’ordine) all’epoca arcivescovo di Genova. Così, Il Reverendissimo Cardinale di Santa Romana Chiesa si vide costretto a scrivere una molto imbarazzata lettera al magistrato, lamentando si essere stato raggirato da persone che avrebbero abusato della sua ingenuità. Un salesiano ingenuo? Come è fatto? Ha le antenne in testa, tre braccia ed è coperto di squame? Del mio lontanissimo passato di giovane cattolico, ricordo una battuta che circolava in molti ambienti ecclesiali: “Non saprai mai cosa pensa un gesuita e dove trova i soldi un salesiano”. Don Bosco aveva un senso degli affari ed una spregiudicatezza che era pari solo alla sua straordinaria capacità organizzativa ed al suo genio educativo. Ed i suoi seguaci non sono mai stati da meno. Quello che più inquieta è la coincidenza temporale fra l’ “accordo” che avrebbe portato alla spoliazione i salesiani e l’approssimarsi della fine del pontificato di Wojtyla . Certamente un caso. Sarà che ho letto troppo Andreotti, ma questo Bertone non mi pare che la conti proprio giusta.

Ed allora, è troppo pensare che le dimissioni del Papa siano il punto di arrivo di uno scontro politico in Vaticano e che il cuore della faccenda sia lo Ior? Ma c’è anche un’altra pista – peraltro complementare- che va valutata: Ratzinger è certamente nell’ultima fase del suo mandato (un uomo di 86 anni non può pensare di avere davanti a sé molti anni ancora) ma è ancora vigile ed efficiente. E se avesse deciso di dimettersi per pilotare, in qualche modo, la sua successione?

Ed anche qui torna lo scontro fra le varie cordate pontificie: Opus Dei, Massoneria, Cavalieri di Colombo…. Vedremo. Quello che ci sembra certo è che queste dimissioni sono la mossa politica di un uomo che vuole giocare d’anticipo su altri.

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2013/02/dimissioni-papa/
11.02.2013

UNA PRECISAZIONE SUCCESSIVA

Prima di chiudere, devo fare una autocritica: ieri, nella fretta, ho fatto un errore dicendo che l’unico caso di dimissioni del Papa è quello di Celestino V (1294) che, per la precisione, non si dimise ma rifiutò l’elezione a Papa. Dopo sono andato a rileggermi la storia della Chiesta di Hertling e mi sono rinfrescato la memoria. Prima c’erano stati i casi di Benedetto IX (1045), Gregorio VI (1046) (mentre non sono chiari i casi di papa Clemente I, di papa Ponziano e papa Silverio) e dopo ci fu quello di Gregorio XII (1415). Ma la sostanza non cambia, sia perché l’ultimo caso risale a 6 secoli fa, sia perché esso avvenne in circostanze del tutto straordinarie: essendo ben in tre a rivendicare il titolo di legittimo erede di San Pietro (Benedetto XII ed Alessandro V –cui succedette Giovanni XXIII- oltre che lo stesso Gregorio XII) si determinò il cosiddetto “scisma di Occidente”, per cui la questione venne risolta dal Concilio di Costanza (1415) con la rinuncia di tutti tre i pretendenti e l’elezione di un nuovo papa nella persona di Martino V. Ed anche Gregorio VI si dimise solo dopo che si scoprì che aveva acquistato la carica per una ingente quantità di oro. Insomma, circostanze non proprio ordinarie che sottolineano come le dimissioni del Papa, nella Chiesa, siano sempre state un evento traumatico e non un semplice ritiro per ragioni private.

Appunto: cvd.

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2013/02/effetto-dimissioni-su-elezioni/
12.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Tetris1917

    Si deve pure valutare quello che l’Islam sta facendo in Africa. E’ in atto una guerra silenziosa dal Marocco all’India. Non ci sta piu’ il comunismo, ma l’insidia dell’ Islam e’ la nuova frontiera della guerra ideologica. Il vaticano si deve preparare al piu’ presto!

  • Black_Jack

    Quando scrivono Giannuli e Modigliani il pirlometro supera i livelli di guardia.

  • vanbasten83

    Almeno Giannuli scrive poco

  • Valdez

    Bella critica, anche molto articolata.

  • Bloodow

    Dimettersi per pilotare la sua successione?Dimettersi per i troppi scandali in Vaticano o per le lotte intestine tra le varie fazioni?
    Prima di fare ipotesi leggermente azzardate e senza lo straccio di una prova non sarebbe meglio cercare prima di saperne di piu’ visto che la notizia e’ di oggi?

  • albsorio

    Quello che ci sembra certo è che queste dimissioni sono la mossa politica di un uomo (con le spalle al muro?) che vuole giocare d’anticipo su altri.—- chissa se la frase gia detta da un’altro, non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo andrebe bene anche questa volta e a che proposito, putroppo noi comuni mortali non sapremo mai la verità.

  • albsorio

    Mia mamma nella sua semplicità contadina mi diceva che i soldi sono la merda del diavolo, questo detto per lo IOR. Poi come non ricordare Papa Leone XIII, peccato aver tolto a fine messa la preghiera a San Michele Arcangelo, —- difendici nella battaglia, contro la malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.

  • Jor-el

    Giannulli comincia l’articolo con un errore, che quasi tutti i commentatori hanno commesso oggi. Diversi papi hanno abdicato, non soltanto Celestino V: Clemente I, Papa Benedetto IX, Gregorio XII, Papa Ponziano, Papa Silverio, e il famoso Celestino V. Benedetto IX fu papa tre volte, quindi avrebbe abdicato ben 4 volte! Non è molto per un’istituzione millenaria, ma non è neanche zero, visto che si può fare e si è fatto, più di una volta e più di due volte. Sul motivo e il significato della rinuncia di Benedetto XVI la salute non c’entra, visto che da cardianale, intervenendo nell’autorevole “Porta a Porta” a proposito della malattia di Giovanni Paolo II dichiarò: “Solo il Signore può licenziare da Papa”. La Grande Crisi è arrivata anche in Vaticano, e l’ultimo papa della globalizzazione e della lotta all’Islam ha dovuto uscire di scena con una certa fretta. La religione neoliberista, a cui Ratzinger aveva convertito il cattolicesimo, si sta sgretolando, e nella sua terra d’origine, gli USA, ha perso l’egemonia culturale che aveva tenuto saldamente per 30 lunghissimi anni. La caduta del papa tedesco è una bomba che scoppia nel cuore della fortezza dell’Euro, mandando in frantumi il sogno della restaurazione dei sacri poteri dell’elite. L’ora più buia è sempre quella prima dell’alba.

  • Black_Jack

    Ahahah…

  • Truman

    Intanto non è “un fulmine a ciel sereno”. Era più o meno un anno fa quando un amico informato sugli ambienti del Vaticano mi parlava di potenti spinte per convincere Ratzinger alle dimissioni.

  • Jor-el

    Cioe? Deve mandare i caccia-bombardieri in Mali ANCHE il vaticano?

  • bysantium

    Jor-el : “La religione neoliberista, a cui Ratzinger aveva convertito il cattolicesimo”(???)
    Prego citare almeno un passaggio, una frase che avvalori l’affermazione, perché è proprio il contrario ( Io posso citare tutta la ” Caritas in veritade”)

    Truman : “Intanto non è “un fulmine a ciel sereno”. Era più o meno un anno fa quando un amico informato sugli ambienti del Vaticano mi parlava di potenti spinte per convincere Ratzinger alle dimissioni.”
    No, è lo stesso Benedetto XVI che ha ipotizzato il suo ritiro.
    Si veda in particolare il libro intervista “ luce del mondo” di Peter Seewald : “quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto e in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi”.
    Ora, sono proprio quelli che remavano contro che hanno più da temere dal ritiro di Benedetto XVI : sono tutti azzerati e non così certi di riuscire a far eleggere un nuovo Papa che pari loro il c..o ( absit iniuria verbis ).

  • Truman

    Giannuli ha ammesso la dimenticanza il giorno dopo. Ho inserito la precisazione in fondo all’articolo.