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IL GOLPE DIMENTICATO. DA CANBERRA A KIEV, LE STESSE REGOLE MAFIOSE

DI JOHN PILGER
Truthout

Il ruolo degli Usa in questo golpe fascista contro il governo ucraino può sorprendere solo quelli che seguono i media senza considerare la storia più o meno recente del pianeta. Dal 1945, dozzine di governi, molti dei quali democraticamente eletti, hanno incontrato un analogo destino, il quale solitamente ha comportato spargimenti di sangue. Il Nicaragua è una delle nazioni più povere del pianeta, con una popolazione inferiore a quella del Galles, ma nel periodo sotto i riformisti sandinisti degli anni ‘80 esso era visto da Washington come una seria minaccia strategica. 

Nella foto: 16 marzo 2014, nel centro di Kharkiv la Polizia Ucraina in tenuta antisommossa sorveglia il palazzo dell’amministrazione regionale dai manifestanti filo russi. Con migliaia di soldati russi pesantemente armati che occupano la penisola, gli elettori della Crimea sono andati a votare il referendum per la secessione dall’Ucraina, referendum  condannato e dichiarato illegale dai leader occidentali, i quali minacciano la Russia di sanzioni commerciali. (Tyler Hicks/The New York Times)La logica dietro ciò era comunque semplice, se il più piccolo e debole si libera della catena, ponendo le basi per un esempio, chi altro potrebbe seguirne le orme?

Il grande gioco strategico offre scarse garanzie persino per gli alleati americani più fedeli. L’esempio più lampante viene fornito dal semisconosciuto golpe australiano, la cui storia dovrebbe illuminare quei governi che credono che mai lo scenario Ucraino e Cileno potrebbe verificarsi a casa loro.

Il servilismo australiano verso gli Usa rende la Gran Bretagna quasi come un “infedele”. Durante l’invasione Usa del Vietnam, a cui l’Australia aveva chiesto di partecipare, Canberra si lamentò con Washington che gli inglesi avessero più accesso di loro alla strategia e agli obbiettivi Usa.

La risposta che ricevettero fu veloce “Gli inglesi devono essere informati per mantenerli tranquilli, mentre voi siete con noi, e questo vi deve bastare”.

Questo status quo venne scosso nel 1972 con l’elezione del riformista laburista Gough Whitlam. Questi, sebbene non fosse considerato di sinistra, era un social democratico anticonformista per principio, con una straordinaria immaginazione politica. Credeva che una potenza straniera non dovesse controllare le risorse della propria nazione e deciderne le politiche economiche e estere. Propose di “ricomprare la fattoria” e di essere indipendenti sia da Londra che da Washington.

Il giorno dopo la sua elezione, Whitlam stabilì che il suo staff non potesse sottoposto a pressioni da parte della ASIO (Australian Security organization) una organizzazione legata, oggi come allora, all’intelligence Anglo-americana. Quando condannò pubblicamente l’amministrazione Nixon/Kissinger come “corrotta e barbara” un funzionario della Cia di stanza a Saigon, Frank Snepp, ricordò che “Ci avevano comunicato che gli australiani potevano essere considerati come collaboratori dei nord vietnamiti”.

Victor Marchetti, agente della CIA che aveva contribuito alla realizzazione della Pine Gap, stazione di monitoraggio satellitare australiana-americana posizionata nel cuore dell’Australia, mi disse in seguito che “la minaccia di chiudere questa stazione aveva “innervosito” la Casa Bianca, e stava per avere inizio una cura cilena.”

Infatti in quel periodo la Cia aveva aiutato il generale Pinochet a rovesciare il governo democratico di Allende in Cile.

Nel ’74 venne inviato Marshall Green come ambasciatore della Casa bianca a Canberra. Questi era conosciuto nell’ambiente come una figura anziana e imperiosa nel dipartimento di stato, una figura che lavorava nell’ombra. Conosciuto come il “Coupmaster” (“maestro del golpe”, ndt) aveva già rivestito un ruolo di primo piano nel colpo di stato del ’65 contro il presidente indonesiano Sukarno, colpo di stato che era costato quasi un milione di morti. Uno dei suoi primi discorsi in Australia fu all’istituto dei direttori australiani e venne descritto da un membro allarmato del pubblico come un aperto invito a sollevarsi contro il governo.

I messaggi classificati provenienti da Pine Gap venivano decodificati in California dai contractor della Cia. Uno di questi era il giovane Christopher Boyce, un idealista che, turbato dal trattamento riservato verso un alleato, divenne un “informatore”. Rivelò che la CIA si era infiltrata nella politica australiana e nella dirigenza dei sindacati e che il governatore generale australiano, Sir John Kerr, veniva definito come “il nostro Kerr”.

Nei suoi vestiti scuri e nei suoi incarichi prettamente cerimoniali, questo Kerr ancora incarnava un impero, difatti questi era il viceré australiano della Regina di Inghilterra, in una terra che ancora la riconosceva la Regina come “capo di stato”. I suoi compiti erano cerimoniali, eppure Whitlam – che lo aveva nominato- non era a conoscenza del suo vero ruolo oppure scelse di ignorarne i legami con i servizi anglo-americani.

Kerr era anche membro entusiasta della Associazione Australiana per la libertà culturale, descritta da Jonathan Kwitny nel suo libro “I crimini dei patrioti” come “una elite chiusa, generalmente controllata dalla CIA”. La CIA “finanziava Kerr, contribuì alla sua carriera e lui continuò per tutto il tempo a battere cassa all’agenzia”.

Quando nel ’75 Whitlam scoprì che i servizi inglesi stavano da tempo operando contro il suo governo “i Britannici stavano effettivamente decifrando i messaggi classificati che arrivavano al mio ufficio affari esteri” dichiarò in seguito. Uno dei suoi ministri, Clyde Cameron, mi disse un giorno “sapevamo che i servizi inglesi stavano ponendo le basi per incontri “di gabinetto” per gli americani” in un’intervista risalente agli anni ‘80 un ufficiale esecutivo della CIA dichiarò che “il problema Whitlam veniva discusso con una certa urgenza tra il direttore dell’agenzia, Wiliam Colby e il capo dei servizi inglesi Sir Maurice Oldfield, in quell’occasione vennero presi accordi e “Kerr semplicemente fece ciò che gli era stato ordinato”.

Nel 1975 Whitlam venne a conoscenza dell’esistenza di una lista segreta di personale della CIA in possesso del Capo Del Dipartimento della Difesa Australiano, Sir Arthur Tange, -un “mandarino” iper conservatore che godeva di un potere senza precedenti a Canberra- una volta ottenutala scoprì che Richard Stallings, sotto copertura, aveva ideato Pine Gap come una installazione di copertura dell’Agenzia. In quel momento Whitlam aveva in mano la prova che cercava.

Il 10 Novembre dello stesso anno ebbe modo di visionare un telex riservato inviato dalla ASIO a Washington, in questo si dichiarava che lo stesso primo ministro Whitlam era un rischio per la sicurezza al suo stesso paese. Il telex era stato scritto da Theodore Shackley, capo della CIA per l’Asia orientale. Shackley era stato responsabile a Miami per l’eliminazione di Fidel Castro e capo stazione in Laos e Vietnam.

Inoltre si era recentemente occupato del “problema Allende”.

Il giorno prima Kerr era stato in visita al Quartier Generale della NSA australiana, un’ istituzione che era e rimane profondamente legata a Washington, dove venne indottrinato sulla “situazione di crisi”. Subito dopo gli fu chiesta una linea di comunicazione sicura ed egli passò 20 minuti in una conversazione silenziosa.

L’11 dello stesso mese, mentre Whitlam veniva informato della presenza segreta della CIA nel suo paese, venne convocato da Kerr, il quale, invocando una legge arcaica ma ancora in vigore sulla “riserva dei poteri”, licenziò il primo ministro democraticamente eletto. Il problema era risolto.

John Pilger
TruthOut

Link: The Forgotten Coup – and How the Same Godfather Rules From Canberra to Kiev

18.03.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MEMNONE

Pubblicato da Truman

  • Simec

    a leggere articoli come questo e a essere costretti a vivere in un paese di giornalismo servile e prono al potere come l’italia, non c’è che da vergognarsi.
    qui tutte le pavde d  regime a stigmatizzare la democrazia del referendum di crimea e a baciare il culo al militarismo di obama e di renzie. che vergogna essere italiani !
    e che vergogna pensare che esiste ancora qualche babbeo che addirittura paga per repubblica o corriere della  serVa etc…Pagare per sentirsi dire bugie ! masochismo puro.
    Comunque grazie John Pilger, che ci ricordi cosa è il giornalismo, quello che in questo paese di merda non è mai esistito.

  • Servus

    W la democrazia. Ma esiste la democrazia? Non su questo pianeta guardato a vista dai cani americani.

  • Gariznator

    Macchè democrazia… Bisogna cercare i Rimanenti (come li chiamava Albert Jay Nock) e lasciare in pace i servi. Quando tutti i Rimanenti saranno uniti i servi continueranno a servire come piace loro ma stavolta serviranno qualcuno che realmente vuole la libertà per tutti.

  • oriundo2006

    I ‘colpi di stato’ paiono un filo ‘nero’ che evidenzia nel tempo, sopratutto dopo la Seconda Guerra, il disegno egemonico degli Usa. Questi si nutre non solo della violenza militare ma anche del secretamento di invenzioni capaci di migliore essenzialmente la vita su questo pianeta. Anche questo è crimine contro l’umanità. Ad esso tuttavia ci si può opporre, come stanno facendo alcuni ricercatori sulle nuove energie: http://www.opptitalia.org/index.php/tecnologia/158-la-free-energy-e-realta-qeg. Credo che questo progetto, come gli altri segnalati altrove sul blog, sia la risposta vincente all’imperialismo: ovvero, contendergli l’egemonia scientifica sulle scoperte utili non solo alla ‘scienza’ astratta, spesso a braccetto con quella militare, ma su quelle che possono utilmente modificare la nostra vita quotidiana e dunque costituire una ‘cultura’ di pace e vita insieme sul pianeta.