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EUTANASIA DEL REALE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Fine dell’empatia comunicativa e inizio della distopia sociale, indotta ad arte dalla meraviglia multimediale dei visual network. Il 1989 è un anno di svolta, è l’anno in cui la società dello spettacolo diventa schiava di se stessa, in cui lo spettacolo viene trasformato in strumento di disperazione e di morte e si rompe quel patto millenario dell’illusione scenica utilizzato fino a quel momento per la promozione culturale della società, ridotta ora a semplice scenografia teatrale. Un teatro che rinnega se stesso, un teatro che uccide.

Il senso dell’incertezza della “società liquida” lo si riconosce anche nell’esercizio ossessivo della “navigazione in rete”, dove ci si connette immediatamente con gli altri, ma in realtà con altrettanta facilità ci si disconnette, smantellando con un canc i legami interpersonali che ci disturbano.

Navigazione rischiosa e temeraria, in cui viene consentito all’individuo di essere in un altrove extraterritoriale e slegato dallo spazio fisico del suo corpo e dal tempo della sua coscienza. 

Lo dice anche Giorgio Agamben, illustre filosofo italiano, che ha sintetizzato in modo magistrale la vicenda di Timisoara e del “falso genocidio” che la polizia di Ceausescu avrebbe provocato appunto nel 1989, anno in cui si manifesta la nascita delle notizie/spettacolo, funzionali al sostegno delle guerre moderne.

Venne allestito una sorte di set cinematografico dell’orrore, per criminalizzare Ceausescu:

«Per la prima volta nella storia dell’umanità, dei cadaveri appena sepolti o allineati sui tavoli delle morgues [degli obitori] sono stati dissepolti in fretta e torturati per simulare davanti alle telecamere il genocidio che doveva legittimare il nuovo regime. Ciò che tutto il mondo vedeva in diretta come la verità vera sugli schermi televisivi, era l’assoluta non-verità; e, benché la falsificazione fosse a tratti evidente, essa era tuttavia autentificata come vera dal sistema mondiale dei media, perché fosse chiaro che il vero non era ormai che un momento del movimento necessario del falso. Così verità e falsità diventavano indiscernibili e lo spettacolo si legittimava unicamente mediante lo spettacolo. Timisoara è, in questo senso, l’Auschwitz della società dello spettacolo: e come è stato detto che, dopo Auschwitz, è impossibile scrivere e pensare come prima, così, dopo Timisoara, non sarà più possibile guardare uno schermo televisivo nello stesso modo» (Agamben 1996).

Nei mesi successivi si accertò che le notizie non provate dei giorni precedenti andavano drasticamente ridimensionate, che le foto dei cadaveri erano un “falso giornalistico” e che non c’erano state fosse comuni, 
i giornali rettificarono e la vicenda fu presto archiviata di fronte ai grandi eventi che si prospettavano: il collasso dell’URSS, la Prima Guerra del Golfo, ecc …

La guerra moderna dunque “sola igiene” del mondo, viene anticipata da eventi traumatici sapientemente orchestrati dal regime e funzionali agli step successivi, con la produzione del falso giornalistico, per suscitare attraverso il terrorismo mediatico l’indignazione della gente e poi di conseguenza l’attacco aereo e il massacro dei civili. Così è avvenuto anche nel 1991 durante la prima guerra del Golfo, sostenuta anch’essa dalle solite denunce false: un’agenzia pubblicitaria denunciava il fatto che i soldati irakeni “tagliavano le orecchie” ai kuwaitiani che resistevano, poi che gli invasori avevano fatto irruzione in un ospedale “rimuovendo 312 neonati dalle loro incubatrici e lasciandoli morire sul freddo pavimento dell’ospedale di Kuwait City.”

Il linguaggio dell’immagine diventa il luogo politico per eccellenza, il luogo del conflitto estremo, oggetto 
di una contesa e di una manipolazione senza precedenti, dove il rapporto tra la scenografia e la sfera dei mezzi puri o dei gesti cognitivi si emancipa dalla sua relazione ad un fine. Il video/teatro o la notizia/spettacolo perdono ogni tipo di senso didascalico, per dotarsi delle categorie della guerra, che prima di essere morte fisica segneranno la morte ontologica del teatro, così come è stato inteso da millenni. Il teatro muore nel momento in cui uccide la realtà: viene così realizzato il delitto perfetto !

Infatti nel 1991 gli psicopatici della CIA organizzarono una psywar (psychological warfare) per demonizzare Saddam Hussein agli occhi del suo stesso popolo e facilitare così l’attacco. Avrebbero dovuto diffondere in Iraq un video in cui veniva mostrato il dittatore iracheno mentre faceva sesso con un ragazzo, naturalmente ripreso da una telecamera nascosta, come se si trattasse di una registrazione clandestina. Il video venne effettivamente girato, con un sosia di Saddam e alcuni agenti della CIA camuffati da arabi. Poi il progetto venne bloccato, di fronte ad altre strategie di false flag.

Il 2 agosto 1990 la 1° guerra del Golfo inizia prima sui mass media, poi nella realtà, con il simbolico conflitto tra Bush e Saddam Hussein avvenuto attraverso i canali della comunicazione, in cui entrambi si scambiavano minacce e sfide, appelli rivolti all’estero in nome del diritto internazionale o dei comuni valori religiosi e culturali del mondo arabo. La radio funzionò anche come strumento di spywar, la “Voice of America” tentò di minare il morale dei soldati iracheni dando notizia di un avvelenamento dell’acqua dei pozzi del deserto.

Sul fronte interno venne applicata una strategia di news management sui media americani (e di riflesso su quelli mondiali), prima per ottenere l’approvazione dell’ONU all’intervento armato, poi per il consenso interno alla guerra. L’amministrazione Bush diffonde il dato della presenza di 250.000 soldati iracheni e 1.500 carri armati in Kuwait (ma i satelliti sovietici non li vedono).

Intanto il governo kuwaitiano in esilio si affida alla maggiore agenzia americana di pubbliche relazioni, la “Hill & Knowlton”, che cerca di influenzare l’opinione pubblica utilizzando tecniche di marketing commerciale, demonizzando Saddam Hussein con l’accostamento rispetto ad Hitler, che si rivelerà una delle strategie vincenti per la mobilitazione dell’opinione pubblica contro l’Iraq.

Prova della malvagità irachena è anche la testimonianza portata da una ragazza quindicenne kuwaitiana a Washington davanti alla Commissione Difesa, dice infatti che i soldati iracheni staccavano la corrente elettrica alle incubatrici degli ospedali, per fare morire i neonati kuwaitiani. Questa testimonianza si rivelerà un falso, la ragazza era in realtà la figlia dell’ambasciatore kuwaitiano all’ONU e aveva recitato un copione preparato dalla “Hill & Knowlton”.

In questo senso quella del Golfo è stata la prima guerra televisiva, perché ha sfruttato pienamente le possibilità del mezzo televisivo di essere sul campo, confezionare e vendere la guerra, a differenza del Vietnam, quando politici e militari non avevano capito come il nuovo media avrebbe potuto controllare il messaggio e distruggere un nemico appartenente al terzo mondo, e perciò senza voce. Da allora la leadership politica sembra avere appreso la lezione.

L’atto finale della guerra del Golfo trasmesso dalla televisione è la calata dei soldati americani da un elicottero per riconquistare l’ambasciata di Kuwait City. Di fronte a questa scena spettacolare, nessuno pone la domanda dell’utilità dell’azione (visto che la capitale era già libera da due giorni). Per evitare le pericolose interferenze dei giornalisti e dell’opinione pubblica il comando militare si serve dei due strumenti tradizionalmente a sua disposizione: la censura e la produzione di un flusso alternativo di notizie.

Tutti i corrispondenti accreditati presso il JIB (Joint Information Bureau) a Dhahran, (in Arabia, la sede del comando delle forze alleate), sono obbligati a firmare un documento in cui si impegnano a rispettare determinate condizioni, pena il ritiro dell’accredito. È proibito loro di andare al fronte senza una scorta militare, di fotografare o filmare morti e feriti, di dare informazioni su armamenti, equipaggiamento, spostamenti e consistenza numerica delle unità alleate e sulla consistenza dell’armamento nemico, di descrivere nei particolari le operazioni militari, di fornire dati sulle perdite alleate, di nominare le basi di partenza delle missioni, di intervistare i militari senza il preventivo permesso ufficiale.

Questo controllo quasi totale della censura militare è amplificato dalla nuova natura della guerra, guerra aerea, condotta con aerei e droni, che esclude la presenza fisica del giornalista. La guerra del Golfo è così oscurata per le cronache dell’informazione vera e propria, ma alla censura si riuscirà ad unire un’apparente ricchezza informativa, ottenuta dal news management militare. Il comando militare delle forze multinazionali tiene briefings quotidiani in cui si forniscono dati, numeri, analisi delle azioni del giorno e soprattutto le immagini della guerra aerea, computerizzate o riprese da cineoperatori militari, e quelle degli aviatori in partenza o di ritorno dalla missione.

Poi però una delle immagini più famose, simbolo della guerra, quella del cormorano che agonizza nel petrolio a causa dell’incendio dei pozzi kuwaitiani, ha destato forti dubbi. Com’era stato possibile filmare, se il territorio era in mano agli iracheni? Successivamente esperti ornitologi dissero che il cormorano non dimorerebbe nella regione in quel periodo dell’anno (Mirko Nozzi, Informazione e guerra).

Per arrivare ai giorni nostri in cui numerose false flag e spettacolarizzazioni della guerra moderna rimangono micidiali armi di distruzione di massa. Mentre viviamo da spettatori stavolta coinvolti sullo scenario di una terza guerra mondiale, negli ultimi mesi ci sono state somministrate diverse bufale mediatiche, che dovevano predisporre la demonizzazione del nemico e la giusta motivazione dell’intervento. Prima il “reality show” avvenuto a Kiev nel febbraio 2014 di cui si attribuiva la responsabilità ad un “sano desiderio di rivoluzione europeista”, poi il Boeing MH17 abbattuto si diceva dai separatisti, poi l’invasione delle truppe russe in territorio ucraino, invasione mai avvenuta.

E le false flag sono poi avvalorate dai soliti vampiri, assatanati di sangue umano. Infatti a Cernobbio, il 5 settembre, si è presentato il senatore dell’Arizona John McCain, che ha detto – “Dovremmo vergognarci per non aver aiutato l’Ucraina di fronte a una chiara e aperta invasione da parte della Russia di Putin, l’ex generale del Kgb che si sente investito di un destino storico. E non venite a dirmi che questa non e’ un’invasione vera e propria. L’Ucraina ha accettato il cessate il fuoco perché sta perdendo, perché non l’abbiamo aiutata a combattere contro un nemico più forte e agguerrito di lei”.. “Di fronte al grido di aiuto dell’Ucraina – ha detto ancora McCain – l’amministrazione Obama ha deciso di fornire agli ucraini giubbotti antiproiettili che non servono un granché contro i carrarmati e gli europei non hanno fatto assolutamente nulla”.

Dunque il senatore McCain, avvoltoio di carriera, sempre presente in scenari che preannunciano l’imminenza di una guerra, non dice la verità naturalmente, non dice che le “truppe naziste” di Kiev sono state finanziate da USA, foraggiate dalla NATO, con la complicità dell’UE, e che nonostante i poderosi sostegni militari, sono state sbaragliate dai separatisti, meno riforniti di armi ed equipaggiamenti. Il senatore McCain non dice che non c’è stata nessuna invasione della Russia, ma anzi è vero il contrario, il territorio russo è stato letteralmente circondato da basi missilistiche americane. Per di più gli Usa hanno costretto l’UE all’imposizione di sanzioni economiche alla Russia, assolutamente demenziali, che danneggeranno fortemente la sua economia, per le esportazione di alimentari e manufatti rispedite al mittente e mettendola a rischio di insufficienza di risorse energetiche nel prossimo inverno.

Insomma di episodi di video/stragismo ne abbiamo visti e sentiti tanti, da quel dannato 1989 in cui è iniziata l’”eutanasia del reale attraverso le immagini”. I regimi totalitari l’avevano già utilizzata per la propaganda politica di mietitura del consenso, ma mai in maniera così massiccia e spudorata, manipolando la realtà stessa per poi ucciderla in diretta. Ma un’altra novità degli ultimi tempi è che i più diretti avversari degli USA, Vladimir Putin e ISIS, si sono attrezzati alla grande per poter fronteggiare l’egemonia mediatica del mondo occidentale.

Ispirato dai media controllati dallo Stato del regime sovietico, anche il presidente Vladimir Putin sta facendo uno sforzo concertato per “rompere il monopolio anglo-sassone dei mass media” e per “illuminare all’estero le politiche statali” del Cremlino. A tal fine, sta investendo somme incredibili di denaro nei media russi. Per esempio la Russia sta attualmente espandendo la sua emittente estera RT (precedentemente noto come Russia Today ), e la News Agency Ruptly. Lanciata nel 2005, RT è attualmente disponibile in inglese, spagnolo e arabo, e viene posizionato come alternativa ai media internazionali occidentali, come la CNN e la BBC.

Il governo USA aveva bloccato alcune volte la diffusione del canale Russia Today sul territorio nordamericano, dato che l’emittente si è sempre distinta dai media controllati dalle corporation per la sua indipendenza da grandi finanziatori americani, e ha trattato i problemi di politica internazionale dando libertà di espressione a economisti e geopolitologi “fuori dal coro”.

Siamo nel bel mezzo di una guerra di propaganda mediatica spietata. RT è diventata uno strumento assolutamente necessario per la Russia, ai fini di gestione della politica estera, ed il Cremlino sta sfidando gli USA con una guerra di propaganda di altissima qualità, che continuamente smentisce il flusso di notizie yankee a senso unico.

RT si è già affermata con successo nei nove anni dalla sua creazione, ha recentemente superato anche la CNN quando si tratta di video visualizzati su YouTube. Con quasi 1,2 miliardi di vedute, la BBC è l’unico mezzo di comunicazione prima di RT. In Gran Bretagna, RT ha più spettatori rispetto al livello europeo di notizie Euronews e in alcune grandi città degli Stati Uniti, il canale è il più visto di tutte le emittenti straniere. La marcia trionfale del broadcaster di Putin è iniziata in una ex fabbrica nel nord-est di Mosca e il suo compito è stato fin da subito: “Rompere il monopolio dei mass media anglo-sassone”.

Secondo Peter Pomerantsev, produttore televisivo e saggista, Putin sta reinventando la guerra del XXI secolo, e la propaganda viene utilizzata come arma principale. La Russia starebbe conducendo una “guerra non lineare” in una strategia di “avant-garde”, basata sul presupposto che il conflitto nel mondo globalizzato di oggi è multidimensionale, e gli Stati-nazione non sono più schierati contro altri Stati-nazione.

Allo stesso modo, anche l’insurrezione dello Stato Islamico irakeno sta impiegando nuove sofisticate tecniche di propaganda. Nel suo sapiente utilizzo di mezzi di comunicazione diversi, il gruppo ISIS ha utilizzato numerosi video, immagini scattate da terra di droni, e messaggi in multilingua sui social media. Ha utilizzato anche servizi come JustPaste per la pubblicazione di riassunti di battaglia, SoundCloud per rilasciare report audio, Instagram per condividere immagini e WhatsApp per diffondere la grafica e video. Ha adottato poi la strategia di intimidire i nemici con immagini shock di decapitazioni (vere o presunte) dimostrando grande competenza tecnologica.

Infatti la campagna d’informazione dell’ ISIS è diventata molto più sofisticato rispetto a quella di Al Qaeda; 
i suoi video ben congegnati sono ben lontani da quelle sgranate immagini statiche di Osama Bin Laden & com. significativa è la pubblicazione di un flusso costante di storie dell’orrore su Facebook e Twitter, utilizzando l’hashtag #ThinkAgainTurnAway.

L’insurrezione ribelle ha attentamente costruito una narrazione che giustifica la propria lotta contro le divisioni nazionali dei confini mediorientali tracciate dalle potenze occidentali, dopo la prima guerra mondiale e che definisce “partizioni Crusader”, adattando terminologia informatica ad eventi storici (segnale di provenienza culturale dichiaratamente yankee). L’ISIS ha continuato a sostenere che il compito di una leadership araba moderna deve essere quello di contrastare la strategia angloamericana del “divide et impera”, che impedisce al popolo musulmano di unirsi “sotto lo stesso Imam portando la bandiera della verità”.

Dunque nella “War of the Worlds” del terzo millennio, è stata realizzata sotto i nostri occhi la perfetta “eutanasia del reale”, e secondo quanto diceva Jean Baudrillard, l’immagine fantasmagorica e multimediale, riprodotta milioni di volte, su milioni di teleschermi accesi 24 ore su 24, ha ucciso la realtà globalizzata, compiendo così “Il delitto perfetto”.

The game is over, the game begins again.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

13.09.2014

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Mi chiedo: ma quanto conta per davvero questa “opinione pubblica” il cui valore scompare nel momento in cui si imbastisce una "false flag”? I primi a non avere nessuna considerazione della «opinione pubblica» non sono proprio gli architetti delle “false flag”? Ma se tutto questo non fosse, davvero una “opinione pubblica”, non condizionata e davvero informata, conterebbe qualcosa nella struttura delle attuali forme politiche? In altri termini: perché signori si sforzano tanto di ingannarci se poi danno già per scontato che comunque non contiamo nulla e loro fanno sempre quel che vogliono?

    Sulle nuove forme di comunicazione (internet…) io mi sto ancora interrogando, ma non sono giunto a conclusioni definitive, forse perché il mezzo è ancora in evoluzione e il suo esito ambiguo: tanto una libertà di comunicazione che mai prima abbiamo avuto, come pure anche una oppressione così capillare che mai si è avuto l’eguale…

    Sembrerebbe che stiamo assistendo ad una guerra senza esclusione di mezzi fra la Menzogna e la Verità, come se la semplice conoscenza di ciò che è "vero" o "falso" sia più decisivo ed imprtante del possesso di arsenali nucleari, droni, carri armati, ordigni di ogni genere… O forse vale la vecchia massima che il vincitore scrive sempre la storia, e ti puà far credere tutto quello che vuole, magari oggi il contrario di quello di cui ti avevano convinto ieri… Potrei dare qualche esempio concreto, ma mi sono dilungato anche troppo…

    La Speranza è una virtu ed un valore, da non sottovalutare o perfino disprezzare…

  • Rosanna

    Considerazione lucida e sapiente,

    infatti me lo chiedo anch’io "perché i signori si sforzano tanto di ingannarci se poi
    danno già per scontato che comunque non contiamo nulla e loro fanno
    sempre quel che vogliono"

    oppure "perché ci sono ancora "elezioni democratiche" se poi va sempre a finire come vogliono loro?

    forse perché a noi, opinione pubblica, manca la "consapevolezza della nostra forza", e loro ne approfittano fin che possono, cioè quasi sempre, finché non arriverà il momento della rivolta:

    non so quando, né come, ma conosco il perché.

    MA SI PUO’ FARE LA RIVOLUZIONE ? di Georgios

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13803

  • Servus

    Mi chiedo se a Cernobbio non c’era nessuno che poteva contestare la balle di McCain.

  • Servus

    Mi pare che a Cernobbio davanti a McCain ci fosse anche Casaleggio, era lì solo per pubblicizzare la sua amata rete?

  • A

    Che ne dici?… chiese il capo all’agente Oswald. L’agente fece un lungo sospiro prima di rispondere. Dico che sono pronti capo, lo facciamo in australia stavolta, ci sono zone di terriccio rosso sembrano un set naturale. La sera prima ingaggiamo un paio di aborigeni per la parte degli alieni. costano poco e si spostano attraverso linee spazio-temporali, così risparmiamo sugli effetti speciali. Bella lì, si bevono anche questa, disse il capo. Faccio una telefonata al negro nella casa bianca e avvio le operazioni. In quel momento suonò il telefono. Sì?…Oh, Stanley… stavo pensando proprio a te, disse l’agente Oswald mostrando il pollice al capo.

  • Rosanna

    Come sai a Casaleggio è stato concesso pochissimo tempo, tanto che non è riuscito nemmeno a terminare il suo intervento, poi non ne farei il "salvatore della patria",

    credo che si debba aderire ad una scelta ideologica, magari non condividendola in toto, ma servendosene per poter migliorare la condizione del cittadino e dell’Italia, non in termini assoluti, perché sarebbe un’utopia, ma in termini relativi.

  • ROE

    «I  gruppi  subalterni  subiscono  sempre  l’iniziativa  dei  gruppi  dominanti,  anche  quando  si  ribellano  e  insorgono:  solo  la  vittoria  "permanente"  spezza,  e  non  immediatamente,  la  subordinazione»  (Antonio  Gramsci). Ma la vittoria permanente richiede la coscienza della realtà e l’auto-responsabilizzazione della larga maggioranza della popolazione. Non è impossibile ma dai Sumeri in poi non è mai avvenuto.

  • Rosanna

    "Ma la vittoria permanente richiede la coscienza
    della realtà e l’auto-responsabilizzazione della larga maggioranza della
    popolazione. Non è impossibile ma dai Sumeri in poi non è mai avvenuto."

    Basti dire che proprio ieri mi ritrovo ad un collegio docenti, in cui si discute del metodo CLIL, cioè dell’insegnamento di materie di vario genere in lingua inglese,

    al che io avanzo molte perplessità e dico che mi  sembra un’opera di  imposizione imperialistica, di demolizione della lingua italiana, della sua cultura e della sua storia, quindi dopo aver demolito la moneta e l’economia, ora passano alla lingua madre insegnata nelle scuole, per distruggere la cultura di un popolo.

    Come ha reagito l’assemblea? Alcuni hanno gridato allo scandalo, altri hanno negato l’evidenza, altri hanno detto che ce lo meritiamo, che gli schiavi si meritano di essere schiavi, altri sono rimasti perplessi, meditabondi.

    Come può avvenire l’autoresponsabilizzazione della società?
    Io non lo so, Georgios è più fiducioso di me.

    MA SI PUO’ FARE LA RIVOLUZIONE ? di Georgios

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13803

  • Georgios

    Su questo bell’articolo non avrei da fare che una sola osservazione – sospetto. Voglio dire può darsi benissimo che mi sbagli e non abbia inteso bene la cosa.

    Ma non vorrei che nella descrizione parallela della propaganda multidimensionale – non lineare del mondo globalizzato fossero considerati di pari grado e pressoché equidistanti tra loro e rispetto all’interesse della gente comune, RT, i multimedia dei jihadisti dello "Stato Islamico" e i vari canali mainstream "his master’s voice" occidentali.

    E questo non perché io sia di parte verso Putin e i popoli slavi per qualche ragione di tipo "ideologico", "culturale", "religioso" o non so che, ma perché nella fase attuale delle cose, sto constatando due cose:

    1. La politica del Cremlino e’ una politica di pace, una politica seria, oserei dire anche di umanità. Spero di non essere frainteso, la Russia e’ sempre una grande potenza e quello che considera proprio interesse viene preso in considerazione con priorità assoluta, ma non c’è paragone con la politica USA sul profilo umanitario. Questa politica poi viene applicata con giudizio. Insomma una politica che a noi, "gente comune" come dicevo prima, conviene, soprattutto nella fase attuale.

    2. In linea generale il canale RT come anche suo fratello minore RT doc, sono dei servizi informativi caratterizzati da serietà professionale, alto grado di obbiettività e totale mancanza di isterismo bugiardo e propagandistico.

    Infine vorrei aggiungere che anche se il conflitto mediatico e’ tra parti del mondo globalizzato e non tra Stati-nazione, il messaggio portato avanti sempre e senza un’occasione mancata da parte di Putin e’ quello per la difesa di ogni Stato-nazione e dei valori sociali e culturali che esso rappresenta per il suo/suoi popoli, cioè cittadini.

  • Simulacres

    La conclusione è che ciò avviene perchè l’opinione pubblica è molto influenzabile e marcia nel corpo e nell’anima. 

    Pecore siamo e da pecore siamo trattati… un atteggiamento passivo che consente agli psicopatici deliranti di coprirti impunemente di schifose menzogne e di mostrarti le "gioiose" immagini della realtà come verità incontestabili. La realtà oggi non è consentita a nessuno.

    La realtà oggi è diventata così artificiale, così arbitraria, così tragica e così grottesca allo stesso tempo, che mai nella storia è stata così facile da manipolare che nel presente. Siamo circondati da miliardi di idioti teledormienti rintronati dalle tonnellate di propaganda cui basta un minimo input e cadono in un senso di smarrimento diffuso che spiana la strada a un sonnambulismo mortale senza fine. 

    L’attuale masoc-sonnambulismo delle masse deriva principalmente da un desiderio di rassegnazione profondamente radicato in esse, una sorta di libidinosa acquiescenza, quasi irresistibile, unanime per la sottomissione e che eccita sempre più l’appetito di sadismo delle classi dominanti.                   

  • Rosanna

    "La realtà oggi è diventata così artificiale, così arbitraria, così
    tragica e così grottesca allo stesso tempo, che mai nella storia è stata
    così facile da manipolare che nel presente. Siamo circondati da
    miliardi di idioti teledormienti rintronati dalle tonnellate di
    propaganda cui basta un minimo input e cadono in un senso di smarrimento diffuso che spiana la strada a un sonnambulismo mortale senza fine. 

    L’attuale masoc-sonnambulismo delle masse deriva principalmente da un desiderio di rassegnazione profondamente radicato in esse, una sorta di libidinosa acquiescenza, quasi irresistibile, unanime per la sottomissione e che eccita sempre più l’appetito di sadismo delle classi dominanti."

    La Sindrome di Stoccolma, le masse si innamorano dei loro aguzzini, perché sanno presentare loro una realtà talmente fascinosa che è in grado di sedurle.

    "Siamo schiavi perché ce lo meritiamo", mi ha detto ieri un mio collega, tra l’altro insegnante di storia.
        

  • cardisem

    Non ero presente a Cernobbio: non mi hanno invitato!
    Se lo avessero fatto, pagandomi le spese, ci sarei andato… Per sentire, per sapere, per apprendere, per conoscere meglio il “nemico”…

    Quanto a Casaleggio, che mi dispiace vedere continuamente attaccato, credo che la spiegazione che se ne possa dare è di carattere generale:
    il Movimento, nelle persone dei suoi Fondatori o dell’ultimo suo Attivista, deve condurre esistenza da monastero? O essere presente nei luoghi degli eventi? Anche soltanto per apprendere dati di fatto che sono poi indispensabili per elaborare programmi e strategie… Nessuno nasce con la scienza infusa, nessuno apprende nel sonno, dormendo… La prima grande battaglia è la comprensione del mondo che ci circonda, una comprensione necessaria per poter agire, non sulla spinta di ideologie che tutto spiegano e tutto sanno, a prescindere da tempo presente passato o futuro, ma su una conoscenza reale, concreta, sempre verificata sui fatti…

  • Rosanna

    Hai ragione Georgios, il mio confronto tra i vari organi di stampa (Obama, Putin, Isis) è stato volutamente generico e poco approfondito, primo perché dovrei fare una ricerca più attenta, prima di pronunciarmi, poi perché appunto mi aspettavo una tua replica, che poteva essere utlie per chiarire le idee, a me e agli altri.

    Da una visuale distante, sono d’accordo con te che le cose sembrano diverse (escludiamo l’Isis che mi sembra un’altra storia), ma sono in realtà veramente tali?

    Putin è così "democratico" come appare? E’ un difensore convinto della pace e dei diritti dei cittadini, perché ci crede? La sua non è una politica imperialistica, anche se meno invasiva di quella USA?

    E i numerosi giornalisti russi uccisi?

    O forse Putin è soltanto un perfetto stratega, uno straordinario comunicatore, che sa vendersi bene? Forse perché sa di essere in una posizione più debole rispetto a quella di Obama, che è un esponente chiave di quel patto famigerato tra corporation, potere, esercito (comparto militare finanziario), che a Putin manca.

  • Gibilee

    In ogni periodo storico sono state adottate proprie tecniche manipolatorie

    per l’informazione e il consenso, certamente più primitive nella forma rispetto alle attuali ma i cui presupposti psicologici sono eterni.
    Come dicono gli esperti l’eccesso di informazione non significa informazione.
    La memoria storica vale al massimo per gli addetti ai lavori che poi la manipolano alla bisogna.
    E’interessante conoscere quanta parte di popolazione faccia riferimento ai media aziendali e quanta invece tramite i blog sul web.E anche lì è opportuna la scelta 
    per evitare stucchevoli oasi ideologiche. 
    Per ‘false flag’ si potrebbe anche utilizzare ‘sotto falsa bandiera’ non per essere autarchici ad ogni costo ma per una maggiore accessibilità di comprensione.
  • Rosanna

    "La prima grande battaglia è la comprensione del mondo che ci circonda,
    una comprensione necessaria per poter agire, non sulla spinta di
    ideologie che tutto spiegano e tutto sanno, a prescindere da tempo
    presente passato o futuro, ma su una conoscenza reale, concreta, sempre
    verificata sui fatti…"

    Questo il dramma, e questa sacra verità la comprende solo un’élite di "persone pensanti e libere intellettualmente", purtroppo invece la maggioranza si muove secondo schemi prestabiliti, seguendo cecamente false e ipocrite ideologie, che anche se sono state veritiere e legittime nel loro sorgere, vengono poi stravolte e manipolate dagli interessi di parte:

    marxismo, maoismo, liberismo, capitalismo, socialismo …

  • Georgios

    Il mio giudizio su Putin e la Russia non era di carattere etico. Non mi interessa l’etica quando si parla di relazioni internazionali.

    Per me e’ una cosa che riguarda l’utilità o meno di certe politiche. Utilità rispetto alle aspettative popolari, in questo caso, europee prima e internazionali poi.

    Per prima cosa "noi", il popolo, non vogliamo delle guerre in Europa. La politica russa e’ contro questo tipo di guerre, speriamo che ci riesca.

    Poi, non vogliamo un’Europa al guinzaglio di Washington ma un’Europa con molti gradi di libertà di autonomia decisionale. Anche in questo la politica russa e’ a nostro favore. 

    Terzo, e’ un bene per noi avere un punto di riferimento e di paradigma di lotta portata anche agli estremi e secondo la quale viene dimostrato nei fatti che i nazicapitalisti possono essere ridicolizzati e battuti sul territorio come sta avvenendo finora nel Donbass. E a fianco di questo popolo eroico la Russia ci sta e non solo per ragioni di convenienza internazionale.

    Ti ripeto però che non mi interessa se la Russia lo fa per proprio interesse o per mancanza di un suo comparto economico-militare. Mi basta che in questo preciso istante di politica internazionale lo faccia. Sarebbe un lusso suicida per me fare il difficile perché Putin non e’ "abbastanza democratico" o perché "tanti giornalisti uccisi".

    E poi, scusa, da dove abbiamo avuto queste notizie? Chi ci ha raccontato quanto sia democratico Putin e chi veramente fossero questi giornalisti? Purtroppo non ho a portata di mano certi links sia sulla prima cosa sia sull’altra. Anche sulla Politkovskaya ci sono varie informazioni "strane". Non mi dire che ignori le operazioni coperte e finanziate dall’occidente contro la Russia, guarda caso solo dopo che al posto dell’ubriacone Eltsin e’ comparso Putin.

    Vai qui

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13859

    cerca la parola Eltsin e leggi il paragrafo relativo. Cerca su wiki il nome di Egor Gaidar pure. Non siamo degli ingenui.

    In politica si cerca il proprio interesse e non la persona giusta per affidargli tua figlia come sposa.

    Mi ricordavo di un discorso di Putin a Valdai che era stato riportato su CDC ma non mi ricordavo né il nome di Valdai (solo la V iniziale) né la data, per cui ho cercato "discorso di Putin a v". E’ uscito questo apposta per te (sottotitolato in italiano). Guardalo, sono meno di 3 minuti.

    https://www.youtube.com/watch?v=biGzij6nIOs

    Infine, tutto quello che ho scritto su RT e’ frutto di esperienza personale diretta.

  • Rosanna

    Frequenterò tutti i link che mi hai indicato, ma io non facevo riferimento a "valori etici", quanto a "valori politico democratici", sicuramente io non ho una conoscenza approfondita della società russa, ne ho soltanto una conoscenza superficiale, fornitami a distanza da fonti diverse ed eterogenee,

    ma ho avuto occasione di conoscere donne moldave che mi dicono che da quelle parti (Moldavia e Russia) la polizia è molto corrota, basta pagare e i ricchi se la cavano sempre, mentre i poveri sono sfruttati,  le donne poi sono ancora molto emarginate, sfruttate e poco rispettate.

    Queste cose non mi sembrano molto democratiche.

  • ROE
    L’autoresponsabilizzazione (responsabilità di se stesso) dell’individuo (prima ancora della società) può avvenire soltanto eliminando la dipendenza (volontaria od involontaria) da altri. La dipendenza dipende dalla struttura gerarchica di un sistema formato da livelli diadici (a doppia valenza): chi si trova su un certo livello rappresenta se stesso rispetto a chi si trova sui livelli superiori mentre rappresenta la totalità rispetto a chi si trova sui livelli inferiori. È una condizione originaria di tutta la materia. Ma la coscienza (non la scienza) umana può trasformare la struttura gerarchica in una struttura conarchica.

  • Georgios

    Ok, allora sostituisci tutte le parole "etiche" con "valori politico democratici" nel mio precedente discorso.

    Cosa cambia? Intendo per noi.

    Quello che succede da quelle parti e’ quello che succede nel capitalismo "normale" anche se in una fase più "primordiale". Infatti gli oligarchi e l’alta borghesia russa sono gli ex funzionari del partito dell’URSS che si sono mangiati le immense ricchezze pubbliche tramite il solito giochetto della borsa: Prima hanno distribuito al popolo le azioni di queste proprietà pubbliche ora trasformate in società da introdurre nel mercato della borsa e poi con il crollo della borsa e la svalutazione di queste azioni se le sono comprate massicciamente a prezzi ridicoli. E non mi chiedere chi gli ha dato quei soldi per cortesia.

    Nessuno ha detto che in Russia c’è una specie di socialismo di tipo nuovo o un capitalismo dal volto umano. O la terza via per la società verso il benessere generale.

    Questa società però porta avanti una politica internazionale che ci conviene. Dobbiamo "sfruttare" questa situazione sì o no? Quello che poi faremo in casa nostra riguarda noi, non Putin.

  • Rosanna

    Su questa ultima analisi sono pienamente d’accordo, considerato che anche la Russia ha subito quello che stiamo subendo noi, liberalizzazione selvaggia, svendita di aziende pubbliche, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, giochi di borsa e altre amenità tipiche degli oligarchi,

    certamente dovremmo approfittare della politica di Putin, che sembra essere favorevole all’occidente, più di quella degli USA, ma su questa ultima ipotesi purtroppo sembra che l’UE abbia fatto altre scelte.

  • Rosanna

    Repeat ?

  • Georgios

    Beh… e’ proprio quella UE che noi non vogliamo, no?

    Ciao Rosanna, grazie per il sempre interessante dialogo.

  • ROE

    Che cosa?

  • Rosanna

    Rispondo dal cellulare non so come verrà, comunque dicevo non ho capito bene il senso di quello che hai scritto nel commento precedente perché hai espresso concetti interessanti ma non del tutto chiari e  di semplice comprensione.

  • Mattanza

    IMO Le elezioni democratiche servono a farvi credere di poter decidere, è lapalissiano per me, mentre la constatazione di Cardisem è di tutt’altra portata, più generale e potente, e li si hai ragione a dire che non ci rendiamo conto della nostra forza…è solo paura.

  • ROE
    Scusa, hai ragione. È tutto molto complesso, diffiicile da capire (almeno per me) e tanto più da spiegare. Io sono partito da qui http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/Ecco-It.htm [holos.unigov.org].
    Poi con il resto su http://www.wgov.org/parse.cgi?f=2&l=ita [www.wgov.org].

  • Rosanna

    Link interessanti, di ordine filosofico, morale, economico, ma piuttosto complicati, occorre un sacco di tempo per leggerseli tutti, vedo che ti interessi di filosofia economico morale,

    è un po’ difficile però trovare una sintesi, perché l’economia è guidata dall’interesse, non da principi morali, quindi non saprei come giustificarne le relazioni in termini logici.

    Grazie comunque.

  • Laertino

    Qui c’è un uso troppo libero, e intimamente contraddittorio del termine "Ideologia".

    Ideologia come falsa coscienza?
    Ideologia come sintesi degli strumenti per interpretare e cambiare la storia?Come sistema di pensiero che, al pari del cristianesimo, perde la sua "purezza" originaria, stravolta dagli interessi di parte?
    Teoria tradita dalla prassi.
    La morte delle ideologie?
    Suvvia, quando usiamo concetti, o categorie, con una tale leggerezza, non facciamo che aggiungere smarrimento a confusione.
    E che dire del potpourri finale?
    Marxismo, Maoismo, liberismo, capitalismo, socialismo: termini antitetici e conflittuali messi in bella fila, come tanti salamini.
  • Rosanna

    Laertino, che cosa hanno prodotto nella storia le seguenti "ideologie", intese come sistemi di pensiero che si sono poi tradotte in sistemi sociali ed economici: marxismo, maoismo, liberismo, capitalismo, socialismo?

    Quali esiti hanno avuto se li consideriamo a posteriori?
    Certo a priori hanno avuto una funzione sociale anche molto importante, ma poi dove sono finiti?
    Falliti? Morti e sepolti? Trasformatisi in una estrema espressione caricaturale di se stessi?
    Ora hanno ancora un valore sociale?

    Mi sembra ci sia rimasto solo il neoliberismo, che sta producendo macelli sociali, e l’imperialismo finanziario, che ne è l’estremo esito postmoderno.

  • Gil_Grissom

    Saddam Hussein ha davvero gasato i curdi, ragione ufficiale per cui e’ stato impiccato, o e’ anche quella opera della CIA? L’ aggressione irachena allo stato sovrano del Kuwait era vera o false flag? Lo domando perché sul secondo punto l’articolo lascia aperto lo spazio a diverse interpretazioni?

  • Rosanna

    Credo che l’aggressione dell’Iraq allo stato del Kuwait fosse vera, riguardo invece al fatto che Saddam Hussein abbia gasato i curdi, su questo ci sono molte testimonianze che lo smentiscono, ma non ho approfondito, se sai qualcosa in merito mi farebbe piacere conoscerla.

  • Gil_Grissom

    In verita’ al suo processo alcuni testimoni curdi confermarono l’aggressione ai loro danni ad opera della guardia repubblicana: del resto le immagini del massacro fecero il giro del mondo e pensare che sia stata la CIA ad operarlo mi risulta difficile, se non altro per motivi logistici. Nulla di certo ovviamente.

  • Laertino

    Come si dice: facciamo a capirci.

    Il Capitalismo è il sistema economico che, negli ultimi trecento anni, ha dominato, plasmando, o tentato di plasmare, l’intera società umana.
     Il liberismo (di cui il neoliberismo è solo l’ultimo travestimento), è l’ossatura e i muscoli del capitalismo.
    Il marxismo è un metodo di analisi e di cambiamento della realtà e della storia, non una filosofia o, peggio ancora, una religione laica.
    Il Socialismo, e il Comunismo, sono modelli di società totalmente antitetiche alla società capitalistica.
    Il Maoismo, come lo Stalinismo, sono il risultato della ghiacciazione di un processo rivoluzionario: la sua involuzione storica.
    La Rivoluzione Bolscevica e la Rivoluzione Cinese (come la Rivoluzione Francese), sono fallite, indubbiamente. Questi fallimenti vanno analizzati, per imparare a non ripetere gli stessi errori.
    Il capitalismo sembra avere trionfato, ma solo apparentemente, e questa sua apparente vittoria sta accelerando l’esplosione di tutte le sue insanabili contraddizioni.
    Citando la frase, detta da un professore dell’Università di Salamanca, alla presenza dei neo vincitori franchisti: Voi avete vinto, ma non avete convinto. 
    Infine, facciamoci un’altra domanda: cosa sarebbe la storia senza la Rivoluzione Francese, la Rivoluzione Bolscevica o quella Cinese? 
  • Rosanna

    Laertino, stiamo vivendo un’epoca postmoderna, che ha visto in precedenza una lunga età di opposizione dei diversi sistemi di pensiero (sociale ed economico), attraverso una dialettica conflittuale ma anche vivacemente produttiva (capitalismo vs comunismo, nelle sue tre versioni: maoismo, stalinismo, castrismo).

    Ora dopo la caduta del muro di Berlino, tutto questo è finito, resta solo il capitalismo, riprodottosi nel suo esito estremo di imperialismo finanziario.

    Tu dici che la Rivoluzione Bolscevica e la Rivoluzione Cinese sono fallite, come la Rivoluzione Francese (solo apparentemente in primis), e sono d’accordo per le prime due perché si sono tradotte in dittatura di un unico partito e degli apparati politico burocratici, la terza ha subito una lunga evoluzione sotterranea, dopo la Restaurazione, ma poi è risorta dando voce ai moti liberali e risorgimentali, con l’affermazione della borghesia, che è rimasta la classe dominante dall’800 fino ad oggi.

    Questi fallimenti vanno analizzati, per imparare a non ripetere gli stessi errori? Non credo si possano applicare le categorie della storia passata ai tempi di oggi, tanto sono cambiate le coordinate tecnologiche sociali, ma un recupero molto parziale ci potrebbe anche essere. Lo stesso errore lo ha fatto anche Machiavelli: historia magistra vitae.

    Il capitalismo poi non credo sia destinato al fallimento, perché possiede mille anime e si adatterà alle trasformazioni riconfermandosi con altre modalità, dato che oggi il ceto medio viene eliminato brutalmente e governa solo l’1 % della popolazione.

    Per rispondere alla tua domanda conclusiva poi direi che la storia senza la Rivoluzione Francese non avrebbe conosciuto la Democrazia, nata dal pensiero illuminista e conquista dell’occidente (non dell’oriente), senza la rivoluzione  la Rivoluzione Bolscevica o quella Cinese forse sarebbe stata migliore, perché di queste due Rivoluzioni vedo preponderanti i lati negativi.

  • ROE
    Secondo me, la sintesi è che per cambiare la realtà bisogna conoscerla per quanto possibile. Per innescare e rendere possibile il cambiamento bisogna dare denaro sulla fiducia e senza interessi a chi ne ha bisogno per vivere e per lavorare. E, a mio parere, si può fare con EkaBank ( http://www.ekabank.org [www.ekabank.org]). Sembra l’uovo di Colombo ma anche il denaro creato dal nulla dalle banche mediante i prestiti con interesse lo è e chi controlla quel denaro controlla il mondo. Se trasferisci quel potere al popolo (non agli stati), con quel denaro senza interessi si può finanziare la libertà e quindi permettere ai popoli di passare dall’indipendenza all’autoresponsabilità. Pensaci. In fondo, è più difficile da capire (a causa dei luoghi comuni) che da fare.   http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/M&L-IT.htm [holos.unigov.org]

  • Teopratico

    L’articolo è ineccepibile e va a cogliere chirurgicamente l’inizio dell’ultima mutazione del modo di informare, o di distrarre, e quindi di controllare una certa quantità di cervelli. E non è stato l’11/09 che difatti non viene nemmeno citato perchè un nuovo capitolo troppo ampio. E’ da notare che la tv è ancora oggi il mezzo principale di tale controllo ed il web è si un nuovo mezzo pieno di opportunità, ma non si capisce bene se più per "noi" o per la propaganda (vd. filmati decapitazioni).
    Ricordo perfettamente la notte in cui Emilio Fede si faceva bello di spalle alla notte irachena illuminata di bombe, ma ricordo anche come il giorno seguente venni trascinato, da matricola e nemmeno tanto pensante, da centinaia di ragazzi in agitazione che occuparono immediatamente il liceo ed in migliaia i giorni seguenti ci riversammo per strada, c’era molta indignazione, non si poteva accettare che l’Italia partecipasse ad una guerra e si percepiva lo slittamento perverso del mondo dell’informazione che ci rendeva comodi spettatori di una tragedia senza alcun senso. L’indignazione era tale che sfociò subito nella rabbia di fronte alla polizia… le prime manganellate non si scordano mai.
    Questo mi porta a pensare alla repressione dei no-global a Genova, altro momento fondamentale che si innesca nel tema dell’informazione, o nell’impedimento di una contro-formazione delle menti, e che è stato a sua volta operato anche mediaticamente (vd. le migliaia di immagini degli scontri e perfino della morte di Carlo filtrate scientificamente ed elaborate da tutte le emittenti televisive). Per seguire l’ottima intuizione di Simulacres i nostri carcerieri in quel momento (Genova) si sono resi manifesti e di conseguenza tutti abbiamo percepito le catene ai piedi, condizione fondamentale per far scaturire una qualsiasi forma della sindrome di Stoccolma.

  • Rosanna

    Bel commento Teopratico, ti ringrazio, l’argomento infatti è talmente ampio che avrebbe bisogno di più approfondimenti, sull’uso della tv, che resta sicuramente il più efficace mezzo di controllo delle coscienze e sull’uso de web, che sta dilagando soprattutto tra le nuove forze politiche emergenti in ambito islamico, Isis per intenderci.

    Quanto al web, io credo che sia un’opportunità di cui ci dovremmo servire per comunicare velocemente tra di noi, in maniera sempre più massiccia e ragionata, però sono loro a gestirlo, dunque fino a quando non provocherà particolare ingombro, ci verrà consentito di usarlo, poi potrebbero ricorrere a censure mirate.

    L’indignazione poi di cui parli (era tale che sfociò subito nella rabbia di fronte alla polizia … le prime manganellate non si scordano mai), dov’è finita ora? Dove sono le manifestazioni di piazza contro la demolizione monetaria, economica, linguistica, culturale che stiamo subendo?

    Sono d’accordo con te, la “sindrome di Stoccolma” regna sovrana tra di noi, siamo schiavi “innamorati dei nostri aguzzini”.

  • Laertino

    Posso solo dirti che i presupposti da cui partiamo sono inconciliabili. La tua visione del mondo è tipica di una che si è fatta abbindolare dalle fate morgane della borghesia. 

    Ti lascio al tuo bel mondo (perché in fondo, per te, questo è il migliore dei mondi possibili). 
    Sul fallimento del capitalismo credo basti guardarsi attorno (così come il fascismo non era il bubbone della democrazia, la finanziarizzazione non è il bubbone del capitalismo).
    A proposito, vedi che la tua bella democrazia, ha quasi terminato la trasformazione in "democratura".
  • Rosanna

    Il ragionamento fila liscio come l’olio, praticarlo però resta un problema insormontabile, così come il commercio equo e solidale, o quello a km. 0, proposte molto sensate, ma che restano emarginate dalle consuetudini quotidiane della società di massa, abituata a farsi dirigere, comandare, controllare, e poco incline al ragionamento autonomo e all’uso del pensiero libero.

  • Teopratico

    Come ho detto penso che la rabbia è finita a Genova, ho in mente l’immagine di un prigioniero che si dimena finchè le manette non vengono serrate tanto da far male, prima o poi si rende conto della sua situazione, è affranto e finisce di ribellarsi, da lì comincia il suo percorso psicologico deviato. Comunque lo spunto sulla sindrome di Stoccolma partiva da Simulacres. Come al solito i tuoi articoli sono interessanti per il contenuto ma anche per le riflessioni che suscita (e che riesci a seguire!). 

  • Rosanna

    Rispondere ai vostri commenti penso che sia un mio dovere etico, ma non solo, è anche un piacere e un modo per apprendere dai vostri interventi quello che mi sfugge,

    perché come diceva un famoso saggio: "Io sono particolarmente sapiente, perché so di non sapere nulla".

  • Rosanna

    Mi dispiace di non essere stata chiara, questo non lo ritengo il migliore dei mondi possibile, ma esattamente il contrario, lo ritengo una tragedia immane, e sono la prima a sostenere che il capitalismo ha fallito, perché ha tradito quello che era lo spirito d’origine, cioè la difesa della libertà di commercio e della proprietà privata (libertà che avrebbe dovuto essere controllata dai vincoli e dalle regole, e che ha rispettato fino a quando la politica autentica glielo ha imposto),

    che è un’esigenza propria dell’essere umano, tant’è che il comunismo, combattendo la proprietà privata, si è trasformato nella dittatura di una minoranza partitica sulla maggioranza del popolo, minoranza che ha sequestrato la proprietà privata a tutto il popolo, accaparrandola solo per sé.

    Ma da qui a dire che il capitalismo è finito ce ne passa.

    Poi non ho detto nemmeno che questa che viviamo è una democrazia, ma ho detto, o solo fatto intendere magari, che è una dittatura della finanza atlantica, che ha condotto un’opera di demolizione monetaria, economica, linguistica, culturale drammatica.

    Poi ho detto anche che la Rivoluzione Francese e l’Illuminismo hanno permesso la nascita della democrazia in occidente (che ora è morta), ma comunque per un breve periodo della storia c’è stata (ora è finito).

    "È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion
    fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora." ( Winston Churchill [it.wikiquote.org])

    Scusa se non sono stata chiara.

  • ROE
    È vero. Ma "L’esito della battaglia dipende da un istante, da un’idea. Si viene alla mischia, si combatte un po’. Poi, l’istante decisivo: la scintilla che fa prendere una direzione invece di un’altra." (Napoleone Bonaparte). Non ha inventato niente. Ha solo applicato l’arte della guerra (e la funzione dello stratagemma) di Sun Tzu. Ma Napoleone era un presuntuso (ed infantile) velleitario. Se ne avesse seguito tutti i consigli, non avrebbe aggredito la Russia e la storia successiva sarebbe stata diversa.

  • Laertino
    Posso dirti che sei stata chiara, dannatamente chiara.

    La citazione dell’imperialista, guerrafondaio, parafascista (e decisamente antipatico) Churhill è la classica ciliegina finale.

    Comunque, ca va sans dire , la Rivoluzione Francese finisce con l’abrogazione della Costituzione del ’93. Poi è semplicemente la presa del potere della borghesia, in un mondo che resta, sostanzialmente, quello pre-rivoluzionario. 
    Non capire questo, significa non avere ben presente il vero significato della parola RIVOLUZIONE.
    Nella storia politica dell’uomo abbiamo assistito a poche rivoluzioni, e a molti passaggi di potere spacciati per rivoluzione.
    Non dimentichiamo che anche i fascisti parlavano di "rivoluzione fascista".
    Oggi questa parola viene usata così tanto spesso, che ha perso quasi di significato. Ma solo quasi.
     
  • Rosanna

    Scusa Laertino, non capisco perché tu mi definisca una seguace del pensiero di Churchill solo perché l’ho citato. La mia è una citazione culturale, perché Stalin, Mao, Fidel Castro non sono stati dittatori violenti, magari nei confronti dei loro stessi popoli, il che mi sembra ancora più criminoso.

    Non mi dirai che si vive bene in Russia, dove la polizia è talmente corrotta che difende solo i ricchi dietro lauti compensi, dove le donne sono sfruttate ed emarginate, o in Cina dove ammazzano le neonate femmine, o a Cuba, dove il sistema sanitario funziona benissimo, ma vivono nell’indigenza e sono diventati il bordello degli Usa?

    Laertino tu hai vissuto finora nel migliore dei mondi possibile, costruito dalla Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, da una democrazia che ha funzionato dal dopoguerra per circa 30 anni, da uno stato sociale che ha sostenuto l’indigenza dei più deboli, un welfare state tra i migliori al mondo, benessere per quasi tutta la pololazione, scuola pubblica libera, indipendente e gratuita, ora tutto questo è finito.

    Sono d’accordo con te che nella storia ci sono state poche Rivoluzioni, ma quella Francese è stata la più importante e ha diffuso le istanze di libertà, eguaglianza, diritti del cittadino e della cittadina (primo caso di rispetto per la donna) per tutti i secoli successivi. Ora anche questo è finito, anche quello spirito è definitivamente morto, e te ne accorgerai come si vivrà peggio.

    Anzi ce ne siamo già accorti.

  • Laertino

    Amicus Socrates, sed magis amica veritas.

  • Teopratico

    Allora la Storia insegna? Se lo fa "noi atlantici" non l’abbiamo nemmeno letta sul Bignami.

  • Rosanna

    Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955
    https://www.youtube.com/watch?v=2j9i_0yvt4w

  • Simulacres

    Scusate se mi intrometto… se mi è concesso vorrei esprimere un mio modestissimo, umilissimo, parere: l’immane disputa tra capitalismo e comunismo (che gode ancora di ottima salute) sono due facce della stessa "moneta", il davanti e il didietro di un’atavico contagio che finisce inesorabilmente per internare le "pecorelle" nei pascoli di due sole divinità: la DESTRA… e la SINISTRA… ossia una presa a 90 gradi gigantesca, un galattica mistificazione di calviniana memoria. Marx-Isterie insomma. 

    I capitalisti borghesi e ben pasciuti da una parte e i comunisti proletari fottuti dall’altra perennemente indaffarati in una disputa interminabile; l’una per acquisire privilegi, l’altra, per rivendicare gli stessi privilegi, mica per altro!

    Perché (ve lo dico da amico, eh… – razzi dixt) il tanto decantato proletariato eroico tanto caro ai comunisti (e surrogati) non è mai esistito; è un sogno vuoto, stomachevole e pieno di immagini imbecilli. E il caro compagno del sol dell’avveinr se lo osservi da vicino nell’intimo del suo "io", vale tale e quale il borghese.  Fosse nato "borghese" avrebbe fatto il borghese. Niente di più niente di meno.

    Un tale Blumenthal, nel "Judish Tidskrift" (N. 57, anno 1929): scrisse perché lo si sapesse: "La nostra razza ha dato al mondo un nuovo profeta, ma egli ha due visi e due nomi, da un lato si chiama Rothschild capo dei grandi capitalisti e dall’altro lato Carlo Marx, l’apostolo dei nemici del Capitalismo".

    Ergo, le rivoluzioni (storicamente determinate con la grana. senza grana niente rivoluzione. Neanche le più atroci estorsioni dei tiranni, la miseria più profonda basta per sollevare il popolo. Il popolo "Sovrano" non si solleva mai) dicevo… le rivoluzioni hanno sempre fatto una brutta fine, tanto più brutta quanto più divino, più alato era il suo principio. E Non v’è ideologia, per ideale che sia, che non cada sotto i colpi del piccone. Distruzione, questa, tutta materiale. Non del capitalismo ma dell’Uomo!

    L’umanità oggi ha bisogno di un nuovo Umanesimo, di una nuova Etica, di una nuova Politica… (e di una nuova concezione di democrazia diretta; quella rappresentativa si è esaurita con la partitocrazia oggi in affanno perché sente che la vita gli sfugge; le arranca dietro perché non riesce a controllare una rivoluzione etica culturale e tecnologica cui non sente di partecipare. I grandi sistemi ideologici messi a punto fra il XVIII e XX secolo vanno via via esaurendosi) e soltanto quando tutti gli individui s’applicheranno a progredire senza preconcetti, soltanto allora, l’essere umano potrà dirsi in progresso. Ma non sarà domani. 

    Per il momento si è ancora abbruttiti, ipocriti, invidiosi, rancorosi, infermi e pesanti di una pesantezza straordinaria. perché l’infermità rende pesanti e capaci di tutto; di uccidere soprattutto. Spaventosi! ecco cosa siamo! e così bisogna diffidare… e abbaiare sempre di più…

  • ROE
    Per dominarla, "la gente non deve sapere". Ma uno su centomila sa e, se non pensa solo a se stesso, appena può, nel momento di massimo disequilibrio, agisce. O, almeno, tenta di farlo.

  • Georgios

    Chi sarebbe questo Blumenthal? Si può avere qualche indicazione più precisa? Appartiene forse alla famiglia dei Blumenthal alcuni rappresentanti della quale nel periodo indicato non si possono certo definire come esempi di oggettività? Per non dire di peggio. Leggere per credere.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Blumenthal_family

    Non esistevano i proletari (cioè quelli che dovevano lavorare solo per sopravvivere) p. es. nel periodo tra i secoli 18o, 19o e inizio 20o? Quando persino dei ragazzini lavoravano nelle miniere? E allora come si spiega questo che certo non si può definire di ispirazione marxista?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_industriale#Altri_impatti

    Si può credere che Marx fu un agente nascosto del capitale o magari dei rettiliani, ognuno e’ libero di avere i propri vizi, ma confondere il "marxismo" dei politici di professione di "sinistra" cioè quelli che vengono pagati per invocare la rivoluzione a parole per seppellirla nei fatti per assicurarsi lo stipendio, con una teoria che solo ideologia non e’, e che spiega l’evoluzione sociale della società umana e’ indice, per lo meno, di una profonda ignoranza. Nel migliore dei casi. 

  • Georgios

    E per completare il quadro.

    Leggere e mettere a confronto questi due articoli.

    http://italian.cri.cn/781/2010/09/18/284s139963.htm

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/suicidi-nella-fabbrica-apple-cina/186730/

    I proletari esistono anche oggi. Usiamo i loro prodotti ma siccome non li vediamo, non esistono.

  • Georgios
  • Rosanna

    Simulacres, mi trovo abbastanza d’accordo con quanto dici, l’unica salvezza potrebbe essere questa nuova formula di democrazia diretta, e a questo punto aggiungerei anche Nietzsche, Così parlò Zarathustra, dove lui dice che l’umanità ha bisogno di un "uomo rinnovato", un oltreuomo, Übermensch, esattamente il contrario di quanto avevano inteso i nazisti. 

  • Laertino

    La lotta di classe esiste. Mi dispiace per voi, ma chiudere gli occhi non significa che il mondo sparisca.

    Lo sanno bene i "padroni", che in tutti questi anni, della quiescenza deille lotte dei lavoratori, non hanno mai smesso di farla, ostinatamente, pervicacemente.
    Il problema è che gli intellettuali, che avevano creduto di guidare le masse popolari verso il radioso futuro, come tante mosche cocchiere;dopo la sconfitta della classe operaia, hanno nuovamente assunto il gratificante ruolo di chierici del capitalismo. Ecco allora i vaneggiamenti su una improbabile democrazia diretta (sicuramente non quella dei consigli); su vecchi tromboni del pensiero ludico speculativo; sulla costruzione di una sorta di "scolastica del capitalismo".
    La lotta di classe esiste, e la politica dello Zio Tom Obama; la firma del
    mostruoso " Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti "; i bambini morti per cancro a causa dell’Ilva di Taranto;i tagliagole pseudo mussulmani paracadutati dalla CIA dove più servono; i "Sem Terra" brasiliani; gli operai cinesi suicidati dalle polizie private delle Multinazionali… e molto, molto, molto altro ancora,  dicono che la lotta di classe esiste, e che sarebbe ora di ricominciare a combattere. Altro che Nietzsche e tutti gli altri segaioli della cattiva coscienza borghese.   
  • Rosanna

    Laertino sei fantastico, appena uno nomina Churchill o Nietzsche è un segaiolo dalla cattiva coscienza borghese, ma bisogna nominare sempre Marx ? 

    e a forza di nominare Marx ho visto che fine ha fatto la classe operaia, e perchè ha fatto questa fine ? perchè gli operai sono stati traditi non solo dalla classe borghese , che sarebbe anche comprensibile,  ma dai loro più vicini profeti, Vendola che telefona con Riva e si dispone a suo zerbino, D’alema che l’ultima volta che ha detto qualcosa di sinistra si perde nella notte dei tempi, Landini che bacia e abbraccia Renzi un giorno si e l’altro si,  Bersani che si dichiara contro il fiscal compact e poi lo ficcare in costituzione.  
    Quand’è che prendete il megafono insieme con qualche bastone e glielo andate a dire ?
  • Laertino

    Hai ragione, molto di più di quello che tu possa pensare.

    Solo che i nomi che hai citato, sono quelli di persone che si sono attaccati come zecche alle classi lavoratrici. 
    Ti dirò di più. 
    Per oltre trent’anni sono stato iscritto al PCI, difendendolo con convinzione dagli attacchi dei "gruppettari". Pensavo di essere un "militante", poi ho scoperto che ero stato solo un "militonto", quando sono giunto alla conclusione che la funzione del PCI, dopo il congresso di Lione, è stata quella di una forza obiettivamente conservatrice, niente affatto rivoluzionaria: un partito riformista e antirivoluzionario nella tattica e nella strategia politica, e rivoluzionario solo nelle coscienze dei suoi militanti.
    Su Landini, poi, mi sarà difficile dimenticare quando, a Taranto, diceva di appoggiare (ma con dubbi e distinguo), le decisioni della magistratura; mentre, al nord, usava le legittime preoccupazioni degli operai ILVA, per scatenarli contro l’egoistica popolazione di Taranto.
    In quanto a l termine segaiolo, esso era riferito a tutti quei chierici (scrittori, registi, pittori, filosofi, ecc.)  che si sono baloccati, e continuano a baloccarsi con la disgregazione dell’anima, e del mondo borghese: gli eterni esponenti della cultura coprofaga.
    Grazie per il suggerimento, lo faremo quanto prima… con te al nostro fianco.
  • Georgios

    Su Nietzsche il discorso sarebbe molto lungo ma Churchill e’ stato un reazionario guerrafondaio macellaio del popolo greco subito dopo la 2a GM.

    La classe operaia non e’ stata tradita dalla borghesia perché non si può tradire il proprio avversario.

    I nomi dei "sinistri" che citi, comuni in tutti i paesi occidentali (ma non solo) hanno una ragion d’essere ma anche questo e’ un discorso abbastanza lungo. Un accenno lo faccio al mio intervento più su che forse ti e’ sfuggito (ore 15:35:03) all’ultimo paragrafo.

    Naturalmente non sono i soli. La strategia e’ stata: "Smettiamola di perseguitarli e mettiamoli sul libro paga. Tra non molto lavoreranno per noi". E già… perché se prendi un sindacalista o un politico che a malapena si guadagnava la sopravvivenza e gli dai uno stipendio per lui astronomico, senza lavorare per giunta, e’ certo che effettui uno shift alle sue aspettative e alle sue aspirazioni che diventano ambizioni.

    Comunque basta litigare, in questo momento e’ necessaria un’alleanza di tutto il popolo perché il nemico e’ comune.

  • Rosanna

    Vengo volentieri, ma urge farlo il più presto possibile, mettersi sotto i loro "balconcini" e non spostarsi più, fino a che se ne saranno andati via, queste zecche delle classi lavoratrici, e avranno lasciato il posto a voi.

    Fatevi sentire forte, il più forte possibile, senza violenza però (e questo è il lato più difficile, per via dei soliti infiltrati dalla Digos, che faranno di tutto per strumentalizzare la protesta),

    a quel punto saremo tutti uniti insieme a combattere, il popolo italiano è l’erede di una Resistenza gloriosa, occorre recuperare quella sana voglia di libertà e giustizia.

    Grazie per la piacevole, appassionata e sapiente (da parte tua) conversazione.

    Alla prossima

  • Rosanna

    Georgios, non abbiamo litigato, anzi ci siamo appena dati un appuntamento per la prossima energica manifestazione davanti a Palazzo Chigi, per chiedere le dimissioni del governo e davanti al colle, per chiedere quelle del Presidente della Repubblica.

    Vieni anche tu ?

  • Georgios

    Tecnicamente un tantino difficile. Ma sarò lì con la testa e il cuore.

    Poi non si sa mai…

  • Simulacres

    "Chi sarebbe questo Blumenthal? Si può avere qualche indicazione più precisa?" 

    Non so chi sia esattamente ma certo non poteva essere che era ebreo e redattore del Judish Tidskrift (Stockholm: Isaac Marcus Boktryckeri-Aktiebolag 1929 – Available through YIVO Library Periodicals Collection – Average Size (015008266a )). La citazione l’ho ripresa da"bagatelle per un massacro" e successivamente googlando è riportata anche in questo post.

      http://www.wakeupfromyourslumber.com/node/2931#comment-12447 [www.wakeupfromyourslumber.com] 

    "Our race has given to the world a new Messiah, but he has two faces and bears two names, on one side he is called ROTHSCHILD, head of the great capitalists, on the other, Karl MARX, the high priest of the enemies of capitalism."

    BLUMENTHAL,’Judisk Tidskrift’ No. 57, 1929.

    N.B. Il post riporta in calce anche la famosa lettera di Baruch Levy a carletto Marx

    "Letter from Baruch Levy to Marx:

    "The Jewish people as a whole will be its own Messiah. It will attain world dominion by the dissolution of other races, by the abolition of frontiers, the annihilation of monarchy, and by the establishment of a world republic in which the Jews will everywhere exercise the privilege of citizenship. In this "new world order" the children of Israel will furnish all the leaders without encountering opposition. The Governments of the different peoples forming the world republic will fall without difficulty into the hands of the Jews. It will then be possible for the Jewish rulers to abolish private property, and everywhere to make use of the resources of the state. Thus will the promise of the Talmud be fulfilled, in which is said that when the Messianic time is come, the Jews will have all the property of the whole world in their hands" (from `La Revue de Paris’, p. 574, June 1, 1928"

    _______________

    "Non esistevano i proletari (cioè quelli che dovevano lavorare solo per sopravvivere) p. es. nel periodo tra i secoli 18o, 19o e inizio 20o? Quando persino dei ragazzini lavoravano nelle miniere? E allora come si spiega questo che certo non si può definire di ispirazione marxista?

    Si vuol sempre vedere la pagliuzza… invece che la trave… io non ho detto che i proletari non esistevano, ho semplicemente detto che se il nostro caro compagno anziché nato povero fosse nato ricco farebbe anche lui il padrone come gli altri. Punto. Quindi la questione è ben più "profonda" come  l’estrema miseria. Ma le cose non sono così ponderabili forse perché l’anima dell’uomo s’è definitivamente cristallizzata dietro questa forma suicida. Tutto diventa più tragico e più irrimediabile a mano a mano che si penetra nell’animo dell’uomo, che si cessa d’immaginarlo, per vederlo come realmente è…

    Poi, ma questo è già un altro discorso, ovvio… i poveri sono sempre esistiti in tutte le epoche e mai hanno vissuto bene – non ho bisogno che venga tu a dirmelo – e i nostri nuovi tiranni – di destra e di sinistra – quando pensano al popolo non pensano che per interesse o per sadismo. Per il bene del popolo, dicono loro. Gliene hanno sempre raccontate delle storie al buon popolo… ma mai con la testardaggine e l’accanimento che vediamo adesso. 

  • Georgios

    Un’informazione ancora se possibile:

    Di quale razza parlava il maestro? Dei terrier… dei bassotti… di qualche segugio forse? O andiamo sempre a finire al pastore tedesco? La mia preferita.

  • Georgios

    Beh.. per prima cosa ritiro la domanda sulle razze. Ora capisco di chi parlavi, potevi specificare però.

    Per seconda cosa il fatto che questo Blumen… abbia scritto una frase cosi, storicamente non significa niente. Ne sono state scritte a migliaia. E allora?

    In terzo luogo ogni grande rivoluzionario proveniva da una classe più o meno agiata. Non poteva essere diversamente perché solo cosi si aveva l’opportunità di studiare e capire qualche cosa. Sono stati dei traditori della propria classe? Certo. Di traditori cosi ben vengano. Sarà tutta la società a usufruirne. Lo stesso Engels era ricco. E allora? Certo, quando uno nasce ricco (cioè nasce tra i pochi) e’ molto più probabile che segua la strada del suo interesse di classe. Mica lo biasimo per questo. Le classi appunto rappresentano degli interessi.

    Poi te lo immagini quante lettere fossero state scritte e Marx al suo tempo? Che significa questo? Se tra loro si trovasse una lettera di Jack lo squartatore che significato avrebbe? E’ logico che un ebreo fanatico cercasse delle conoscenze con gente di una certa fama e della sua religione pure. L’importante sarebbe trovare la risposta di Marx a questo tizio.

    Hai scritto che "il tanto decantato proletariato eroico tanto caro ai comunisti (e surrogati) non è mai esistito". Se allora la tua insinuazione si basava sulla parola "eroico", la storia ci informa che anche quello e’ esistito. Il proletariato eroico. C’è una guerra contro i bianchi in Russia a dimostrarlo. Il proletario eroico, da solo, contro la reazione locale ed internazionale.

    Per quel che riguarda le iene della speculazione ideologica ho dato una risposta alla signora Spadini

     http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=comments&op=showreply&tid=157039&sid=13908&pid=157037&mode=&order=0&thold=0#157039

    se ti interessa dai un occhiata.

    Il marxismo non e’ un’ideologia. E’ una teoria scientifica. Ideologia l’hanno fatta loro, all’inizio (19o secolo) per bisogni politici reali. Più tardi per fare il loro gioco, quello di svendere la rivoluzione.

  • Simulacres

    Certe razze animali non si pronuncerebbero mai con modi e toni cosi solenni’ perentori, "quela" "eletta" sì!

    PS se guardi un po all’insù nei commenti t’ho già risposto…

  • Simulacres

    Si vabbè … mettiamola così: si osserva più la personalità del soggetto anziché il contenuto dell’oggetto. Ecco… io, per esempio. sono uno a cui piace molto osservare l’oggetto più che il soggetto. L’"oggetto" non lo si osserva più ai nostri tempi. Ci si occupa molto più del soggetto che parla dell’oggetto. Ecco, io, ari-per esempio, nel mio miserrimo cantuccio di osservazione, sono un osservatore dell’oggetto. Cosa che, come la morale e la ragione, è destinata ad essere "cestinata" nella pattumiera dei ricordi! A meno che, nei secoli dei secoli, non venga una rivoluzione antimaterialista. Ma per il momento è chiaro che siamo ancora nell’epoca della propaganda… delle Marx-Isterie, insomma… e se continua di questo passo c’è da scommettere che già a metà del XXI Secolo saremo tutti immersi nel Buio Completo!!! Amen.

  • Simulacres

    Ma pensa te… mi hai letto nel pensiero!;)

    pensa che pensando a Nietzsche avevo scritto: "un nuovo uomo a propria immagine e somiglianza alla maniera di Nietzsche" ma poi l’ho cancellato per non essere tacciato troppo nichilista, per non dire di peggio. Come se l’essere nichilista fosse qualcosa di orribile! Che poi in un certo senso, è una delle componenti fondamentali del mio essere. Poiché, carissima Rosanna, io possiedo un animo irrequieto, creativo (se mi è concesso) e in un certo qual senso profondamente nichilista ed è solo grazie ad esso riesco a non inaridirmi troppo e a coltivare la speranza di futuri migliori per l’affrancamento degli uomini dalle prigioni delle cosiddette società evolute. E quando sono intriso nei miei pensieri divento un insopportabile pessimista/ottimista a fasi alterne. Il pessimismo mi concede la visione obiettiva del reale, l’ottimismo fa fiorire l’animo anche nella più cupa visione, donando nuova speranza che irradia e dona anche sulle cose più prostrate, dolenti e scoraggiate nuova linfa generatrice e nuove illuminazioni "estetiche"!

    ps. tanto per cambiare argomento (sic!), mi sto rileggendo gli "Aforismi sulla saggezza nella vita" di quell’altro inguaribile "ottimista" di A. Schopenauer.

  • Rosanna

    Ho colto benissimo la profondità delle tuo animo, ecco perchè ho nominato subito Nietzsche,    infatti è stato un autore assolutamente incompreso e strumentalizzato dal Nazismo, ma ha una mente straordinaria,  stravagante ,  eclettica ed il suo nichilismo è profondamente creativo, lui distrugge per poi per rigenerare e ricostruire.

  • Rosanna

        Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi; salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo, e così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere e con il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell’attimo e perciò né triste né annoiato…

    L’uomo chiese una volta all’animale: Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della tua felicità? L’animale voleva rispondere e dire: ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire – ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque.

    Così l’uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre attaccato al passato: per quanto egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l’attimo, in un lampo, è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via – e improvvisamente rivola indietro, in grembo all’uomo.

        Allora l’uomo dice "Mi ricordo".

    — Friedrich Wilhelm Nietzsche (scheda)
    da PensieriParole

  • Cataldo

    Si, il G8 di Genova ha rappresentato uno spartiacque, propedeutico a quello che è venuto dopo, la repressione operata a Genova è stata coordinata e premeditata, ottenendo risultati eccellenti per i pianificatori ed i loro servi locali.

  • Cataldo

    Durante la guerra tra Iran ed Iraq furono usati più volte gas, ma l’episodio imputato a Saddam, nella città curda di Halabja è stato accertato essere opera degli iraniani, che utilizzarono erroneamente il gas in una zona che credevano occpuata dagli iracheni.
    Il fatto è ampiamente assodato, un report dell’USAWC che riportava i dati di fatto, ovvero che il tipo di gas usato non era negli arsenali iracheni,  ma in proveniva da quelli iraniani, è stato confermato anche dalle ricostruzioni indipendenti, la stessa CIa nel 2003 ha corroborato il report dell USAWC. Ma c’è sempre qualcuno più amerikano degli amerikani che riciciia vecchi arnesi di propaganda.
    Sull’invasione del Kuwait ci sarebbe molto da dire, ma rimandiamo ad altra circostanza.

  • Georgios

    Appunto. Amen.

    Li conosco questi discorsi che partendo da una frase presa a caso da non si sa chi esattamente e che comincia il discorso con le razze per finire col complottismo cancellando la storia (che e’ sempre fatta a tavolino perché "senza grana niente rivoluzione" e perché  "Neanche le più atroci estorsioni dei tiranni, la miseria più profonda
    basta per sollevare il popolo. Il popolo "Sovrano" non si solleva mai") affermazioni tutte prive di una verifica, di qualche esempio, di una dimostrazione vera, no, l’ha detto una mente che nel suo miserrimo cantuccio di osservazione si occupa dell’osservazione dell’oggetto,  finiscono per l’appunto con dei giochi di parole tra soggetti, oggetti, contenuti di entrambi e fuochi d’artificio marx-isterici.