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E' TRUMP IL CANDIDATO DELLA PACE ?

DI PATRICK BUCHANAN

Buchanan.org

Mentre i Democratici strillano che Vladimir Putin ha hackerato il partito democratico e fatto trapelare 19000 mail solo per aiutare Trump, “the Donald” ha avuto un colpo di genio: magari i russi potrebbero recuperare le mail perse di Hillary Clinton.

Idea tutt’altro che divertente, e quasi sovversiva, è stato l’urlo di disappunto.

Trump ha poi detto al New York Times che una incursione russa in Estonia non dovrebbe innescare una risposta militare USA.

Ancora più shoccante. La nostra elite di politica estera ha risposto che suggerendo che gli USA non debbano onorare il loro impegno NATO sotto l’articolo 5 di combattere contro la Russia per l’Estonia, Trump ha minato la struttura di sicurezza che ha mantenuto la pace per 65 anni.

Ancora più interessante però è stata la reazione dell’America profonda. O per essere più precisi, la non reazione. Gli americani non sembrano né shoccati né orripilati. Cosa ci dice ciò?

Dietro alle garanzie belliche che l’America ha dato a un sacco di nazioni europee, mediorientali e asiatiche sin dal 1949, le fondamenta dell’appoggio pubblico che esisteva durante la Guerra Fredda è crollato.

Ne abbiamo avuto un indizio nel 2013. Barack Obama, dopo avere affermato che era stata varcata la “linea rossa” dell’uso di gas venefico in Siria, scoprì che non aveva alcun appoggio pubblico ad attacchi aerei e missilistici contro il regime di Assad.

Il paese si è sollevato e gli ha detto: scordatelo. E così è stato.

Siamo in guerra dal 2001. E se si guarda alle rovine di Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e Yemen, e si sommano le migliaia di morti e feriti e miliardi di dollari buttati e persi, c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che il nostro “partito della guerra” ci ha reso un buon servizio?

Per quanto riguarda il portare l’Estonia nella NATO: nessun presidente durante la Guerra Fredda si sarebbe sognato di dare una tale folle garanzia bellica.

Eisenhower si rifiutò di intervenire in favore dei ribelli ungheresi, JFK si rifiutò di fermare la costruzione del muro di Berlino. Johnson non fece nulla per impedire al Patto di Varsavia di schiacciare la primavera di Praga. Reagan non prese nemmeno in considerazione l’uso delle armi per fermare la repressione contro Solidarnosc.

Questi presidenti erano tutti servili isolazionisti?

No, piuttosto erano dei realisti che riconobbero che non avremmo rischiato una guerra mondiale o una guerra nucleare per quei paesi che avremmo comunque voluto liberi. Punto e basta.

Nel 1991 Bush disse agli ucraini che ogni dichiarazione di indipendenza da Mosca sarebbe stata un atto di “nazionalismo suicida”.

Oggi i falchi di Washington vogliono far entrare l’Ucraina nella NATO. Questo vorrebbe dire che l’America potrebbe andare in guerra con la Russia per preservare un’indipendenza che Bush I considerava “suicida”.

Ci siamo bevuti il cervello?

Il primo comandante supremo della NATO, il generale Eisenhower, disse che se le truppe USA fossero rimaste più di 10 anni in Europa la NATO sarebbe stata un fallimento. Nel 1961 fece pressioni su JFK perché iniziasse a ritirare i soldati USA in modo che gli europei non diventassero militarmente dipendenti dagli Stati Uniti.

Aveva ragione o no? Persino Obama parla di “approfittatori” della difesa americana.

E così oltraggioso che Trump si chieda quando gli USA debbano essere responsibili di difendere paesi europei ricchi che si rifiutano di arruolare soldati o pagare i costi della loro difesa, quando Eisenhower chiedeva la stessa cosa 55 anni fa?

Nel 1997, l’esperto di strategia George Kennan avvertì che portare la NATO nell’Europa dell’est “sarebbe l’errore peggiore della politica americana post Guerra Fredda”. Predisse una fiera risposta nazionalistica russa.

Aveva ragione Kenna? La NATO e la Russia stanno raggruppando forze nel Baltico orientale dove non vi è alcun interesse vitale USA e dove, proprio per questo motivo, non abbiamo mai combattuto sino a oggi.

Non c’è alcuna prova che la Russia voglia invadere l’Estonia, e non c’è alcuna ragione per cui lo debba fare. Ma se lo facesse, la NATO lancerebbe attacchi aerei e missilistici per espellere le truppe russe devastando così quel piccolo paese?

E, se uccidessimo dei russi all’interno della Russia, siamo sicuri che Mosca non userebbe armi atomiche tattiche come risposta? Dopo tutto la Russia non può indietreggiare più di così. Siamo proprio di fronte a loro.

Su questa questione Trump sembra parlare per la maggioranza silenziosa e certamente sta sollevando problemi che vanno discussi.

Per quanto dobbiamo impegnarci ad andare in guerra per difendere delle piccole repubbliche baltiche contro una Russia che potrebbe sopraffarle il 72 ore?

Quando mai finirà quest’obbligo? Se è eterno non rende inevitabile uno scontro contro una Russia sempre più revanchista e anti-americana?

Le garanzie militari USA verso le Repubbliche Baltiche sono anche solo credibili?

Se le generazioni di americani della Guerra Fredda erano poco disposti ad andare in guerra per Ungheria e Cecoslovacchia contro un’Unione Sovietica dotata di armi nucleari, i “millennial” sono pronti a combattere una guerra con la Russia per l’Estonia?

Ciò di cui abbiamo bisogno ora è la diplomazia.

Lo scambio: la Russia assicura l’indipendenza delle repubbliche baltiche che ha lasciato andar via. E la NATO si allontana dai confini russi.

Se la Russia non rispettasse questo impegno la risposta dovrebbero essere sanzioni economiche, non un’altra guerra in Europa.

Titolo originale: Is Trump The Peace Candidate?

Fonte: http://www.zerohedge.com/

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02/08/2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • fendente
    Trump sa che il popolo stà soffrendo e non vuole pagare un prezzo ancora più alto per limpero che comunque non si regge.
    Lantica Roma reggeva l’impero su due pilastri: panem et circens.
    Limpero degli eroici boys è ormai in piena carestia e manca il pane.
    Hanno, è vero, molta e divertente fantasia (vedasi Holliwood) al punto di autosuggestionarsi e credersi "unici ed indispensabili".  Ma questo non basta a mettere insieme il pranzo con la cena di parecchie decine di milioni di americani.
    Forse Trump e Putin stanno facendo accordi per lenire le sofferenze dei due popoli. Il che è un merito di non poco conto.
    Magari Trump vuole dedicarsi al suo giradino di casa che è abbastanza impegnativo (il centro ed i sud america non sono una bazzecola).
    L’Europa a questo punto deve tirarsi su i pantaloni o gravitare per forza di cose sull’Eurasia.
    Fin qui non vedo ostacoli e nemmeno rimostranze di rilievo da parte dell’Europa continentale che ormai ha forti legami di partenariato con la Russia. Rimane però il bubbone cancerogeno dell’Inghilterra a cui la nostalgia imperiale, coloniale e schiavista fa ancora sognare di contare qualcosa nel grande gioco geo-strategico globale.

  • ProjectCivilization

    Donald ( la madre era delle Ebridi ) e’ sicuramente il candidato della pace  . E’ il motivo e’ che e’ piu’ equilibrata e piu’ capace di prendere decisioni di quelli che hanno fatto il Presidente degli USA a memoria d’uomo . Ed e’ anche un buono ( obamo e clinton non lo sono ) . I media ebraici hanno molto da lavorare per impedire a chi non lo conosce di rendersene conto .

    Il tema che Buchanan ( grande personaggio della politica USA ) non ha il coraggio di affrontare , e’ che la MORTO non ha come obbiettivo tutelare gli europei…..ma fare guerre , nel quadro della sfrenato imperialismo e della sfrenata spesa  in guerre  , degli USA .

     T , con la scusa del bilancio……offrirebbe la liberta’ a noialtri . Siamo capaci di gestirla ? Per fare la pace ? Tra di noi e con i paesi poco fuori ?

    Le ambizioni del Regno Unito , non sono velleitarie . L’impero e’ cosa loro come dei cugini , massoni , USA .

  • Eshin

    Stephen Lendman (analista politico di Chicago) :

    ”La politico a lungo termine degli USA rimane la stessa, non importa chi e’ il capo di stato.

    L’America non e’ la nazione con due partiti, ma e’ uno stato a partito unico. Si tratta di un duopolio gestito da potenti e ricchie lobbies.

  • Fischio

    Fiumi mari oceani di parole, scritte o dette. Ma per cosa? Di certo per convincere il cittadino che la sua scelta(?) pesa e addirittura può essere decisiva. E non importa se poi il prezzo da pagare sarà alto, molto alto, e la Storia caracolla ai confini della tragedia planetaria: Clinton o non Clinton, Hollande o non Hollande, Merkel o non Merkel, Renzi o non Renzi e così via…Senza dire dei giullari assimilati del tipo Podemos, M5S, movimento Occupy Wall Street, forconi e forchette. Da lassù sghignazzano i banchieri, le lobby, le multinazionali, gli speculatori finanziari in generale.
    Perciò l’unica via d’uscita risiede nel capovolgimento del sistema dominante! 

  • PietroGE

    Ottimo articolo di Buchanan che non affronta però il nodo fondamentale della sicurezza europea : il ruolo della Germania. La NATO è in Europa anche per garantire che la Germania non assuma un ruolo egemone anche in ambito militare, dopo che se lo è conquistato nell’economia e finanza.

    Sarebbe d’accordo Buchanan e l’establishment americano se ad un disimpegno della NATO dall’Europa corrispondesse un riarmo nucleare tedesco? Alla Francia e alla Gran Bretagna uno sviluppo del genere non piacerebbe affatto. Questa è anche la ragione per cui la Francia si è integrata nella NATO dopo la riunificazione tedesca. E non credo che piacerebbe a Putin.

  • AlbertoConti

    Se dovessimo assegnare un età psicologica a Trump e Clinton direi che siamo 5 a  3. A chi dei due infanti regalare a Natale un arsenale atomico rimodernato con 1.000 miliardi di dollari? Al demente elettore americano l’ardua sentenza.

    Quanto a noi, se tutto va bene siamo rovinati ….

  • giannis

    Gli USA sono la potenza che sono grazie a morte , violenza e fare guerre con falsi pretesti tipo l’ autoattentato del 11/9/2001 , quindi chiunque vinca nelle presidenziali non cambia niente

  • giannis

    Esatto 

  • ProjectCivilization

    rari sono i paesi dove due partiti rappresentano gruppi di potere veramente diversi , e la cosa  non e’ affatto utile . Violenze e colpi di stato si susseguono . Il multipartitismo formale ha distrutto Brasile e Italia . Vero che Dem e Repubblicani sono simili . Anzi , erano simili prima dello strapotere dei globalizzatori . Al momento Trump attrae i voti di chi non vuole essere globalizzato . Berlusconi , anzi la mafia stessa , dopo la batosta si sono massonizzati . Il problema , quindi non e’ il numero dei partiti , ma la disponibilita’ dei popoli a piegarsi a gruppi di potere organizzati .