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BILDERBERG 2015: MINISTRI E CRIMINALI A BRACCETTO


DI CHARLIE SKELTON

theguardian.com

ANCHE UNA LEZIONE ACCADEMICA SUL TIPO DI CRIMINALI RIUNITI LÌ DENTRO O SULLE PORCHERIE DELLA HSBC, AVREBBE IMPEDITO AI POLIZIOTTI AUSTRIACI DI PERQUISIRCI ANCORA UNA VOLTA.

La notte scorsa nella mia camera d’albergo ho avuto la visita di tre poliziotti austriaci. Erano lì davanti a me, con le loro facce torve, i pettorali fluorescenti, le torce e le armi sul fianco. Era come essere a una grottesca festa mascherata. Gli ho offerto un birra, hanno rifiutato. Erano troppo impegnati a controllare per l’ennesima volta la mia carta d’identità, controllata soltanto 10 minuti prima da un posto di blocco e due minuti prima da un altro posto di blocco. Questo terzo controllo è stato più lungo, era tardi e la mia pazienza stava pian piano svanendo, al punto mi sono tolto camicia e pantaloni lì davanti a loro. “Faccio una doccia” dico. Vado in bagno e me la faccio. Quando ho finito, esco fuori dal bagno con l’asciugamano addosso, pensando che se ne erano andati. Invece no. “Si vesta e venga con noi alla sua macchina”. Questa festa va di male in peggio…

Nella foto: Un cartello davanti a un posto di blocco della polizia austriaca su una strada che conduce all’ Interalpen-Hotel Tirol, sede della conferenza Bilderberg 2015.Foto di Christian Bruna / AFP / Getty Images

Raggiunta la mia macchina, non voglio continuare con la storia “ma non avete bisogno di sospetti concreti per controllarmi in questo modo?”. Così preferisco fare la mia migliore faccia possibile, apro la macchina e gli dico “prego, accomodatevi pure”. Lo fanno. Mentre uno perquisisce l’auto con la torcia accesa, un altro mi gira intorno e mi chiede: “Dove abita? Che ci fa qui?”. Sono un giornalista e sono in uno stato di polizia. E lei?

Nella tasca dei pantaloni trovo una “Guida Multimediale” del G7 che mi avevano dato insieme alla cartellina omaggio al momento dell’accreditamento.

Sotto la luce di un faro, puntato su di me come se stessi tentando la fuga da Stalag 17, per passare il tempo inizio a leggere alcuni passaggi della guida. “Personale esperto del governo federale sarà lieto di aiutarvi nel vostro lavoro …”. Uno degli agenti mi interrompe: “Il suo indirizzo per favore”. E ha la mia patente in mano…la cosa sta diventando alquanto ridicola.

Poco dopo, seccato e infreddolito, decido di dirgli che mentre sono lì e trattano un giornalista come fosse un criminale, stanno per arrivare nell’albergo che loro sorvegliano, degli autentici criminali. Criminali accertati, come ad esempio l’ex-capo della Cia, David Petraeus, a cui è stata da poco notificata una multa di 100.000 $ (£ 64,000) oltre a due anni di libertà vigilata per fuga di informazioni riservate. Ora Petraeus lavora per la società ‘avvoltoio’ di private equity KKR, gestita da Henry Kravis, che qui al Bilderberg farà la sua bella figura da Gordon Gecko di Wall Street. Oltre al fatto di avere qualcosa che lo fa realmente assomigliare a un vero ‘geco’.

Cos’è un ‘geco’?” chiede uno dei miei ‘rapitori’. ‘Glielo dico io cos’è un geco se mi dice dov’è il centro accreditamento qui. Non ce n’è uno? Un vero peccato, perché se ci fosse sarebbe davvero utile. Non sareste qui a molestare la gente nel bel mezzo della notte. Avrei potuto mostrarvi il passi ‘Stampa’”. Il poliziotto prende appunti. “Ottimo, sta prendendo nota di questo?” No, sta scrivendo il numero della mia patente di guida, di nuovo!

Posso andare ora?”. Un altro no. Così proseguo con il mio elenco di criminali. Mi sposto più vicino casa loro: René Benko, il barone dell’immobiliare austriaco, condannato per corruzione, con sentenza da poco confermata da poco dalla Corte Suprema. Cosa che però non gli ha impedito di essere qui alla Conferenza Bilderberg 2015. “Conosce Benko?” Il poliziotto annuisce. Non è facile con il bagliore delle torce puntato contro, ma mi sembra di cogliere un lampo di vergogna sul suo viso.

Lo rassicuro che i crimini di Benko sono del genere nella migliore tradizione del Bilderberg stesso. Non dimentichiamo che il primo presidente del gruppo, il principe Bernardo d’Olanda, è stato un gran truffatore. Arrestato negli anni ’70 mentre gestiva un business di tangenti con Northrop e Lockheed per uno stesso contratto di armamenti. Fu un tale scandalo che nel 1976, il Bilderberg saltò l’edizione di quell’anno per evitare l’imbarazzo mondiale.

Forse avrebbero dovuto saltare anche l’edizione di quest’anno, la cosa non mi sarebbe dispiaciuta affatto. Non mi diverto per niente qui. “Le dispiace abbassare quella torcia? Non sto cercando di fuggire, lo giuro”. Scuote la testa, un altro severo no. Hanno fatto in modo che accanto a me ci fossero sempre due agenti, uno a destra e uno a sinistra, come si fa probabilmente quando ci si trova di fronte a un giornalista mezzo bagnato che brandisce una Guida Multimediale del G7.

Decido di premiare la loro ottima vigilanza parlandogli un po’ della faccenda HSBC. Il presidente del travagliato colosso bancario travagliato, Douglas Flint, è un ‘habitué’ del Bilderberg e sta per arrivare qui anche quest’anno, insieme a un membro del consiglio di amministrazione della banca, Rona Fairhead. E nella sua Mercedes dovrà trovare posto anche il funzionario attualmente più impegnato di tutta la banca: il suo direttore per gli affari legali, Stuart Levey.

Un editoriale sul Guardian di questa settimana bollava la HSBC come “Una banca oltre la vergogna”, dopo che la stessa aveva annunciato i suoi piani di tagliare 8.000 posti di lavoro nel Regno Unito, oltre alla minaccia di trasferire la sua sede a Hong Kong. E questo dopo essere stata costretta dall’ente di controllo svizzero a pagare una multa di £ 28 milioni di sterline per riciclaggio di denaro. La grande domanda è: come risponderà a tutto questo il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne? Facile – entrerà in un lussuoso albergo austriaco e si rintanerà da qualche parte per tre giorni insieme ai tre maggiori funzionari della banca, evitando i riflettori.

Tra i primi punti all’ordine del giorno della conferenza di quest’anno c’è “Questioni economiche attuali“, e sicuramente per Osborne una delle più grandi questioni economiche è il futuro e le finanze della più grande banca d’Europa. Per fortuna, il cancelliere avrà molto tempo qui al Bilderberg per chiacchierare e definire tutto questo con Flint, Levey e Fairhead. E con l’alto funzionario svizzero per gli affari finanziari, Pierre Maudet, membro del Consiglio di Stato di Ginevra responsabile del dipartimento della sicurezza e dell’economia. Tutto è così incredibilmente comodo e facile qui al Bilderberg…

Ma tutto questo non corrisponde affatto alle intenzioni di Osborne, strombazzate cinque anni fa subito dopo il suo insediamento, di “attuare l’agenda della più radicale trasparenza che il paese abbia mai vissuto finora”. Quello che sta facendo qui in Baviera è trasparente quanto un alpeggio visto dall’alto…

Sto per arrivare alla questione degli 8,000 posti di lavoro a rischio, quando finalmente sono libero di andare. Un controllo di identità durato 35 minuti, ridicolo. Stavo per arrabbiarmi sul serio, ma per fortuna ci ho preso gusto a fargli quelle lezioni di verità. La luce della torcia si abbassa, stanno per andare via. “Ehi, un momento, ma non vi ho ancora detto niente su Henry Kissinger e i suoi crimini di guerra…”

“Buonanotte, signore”.

Charlie Skelton

Fonte: www.theguardian.com

Link: http://www.theguardian.com/world/2015/jun/11/continual-police-checks-ruining-bilderberg-party

11.06.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

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Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    ottimo, Skelton, così si fa….bisogna ricordare sempre agli sbirri che sono il cane da guardia dei padroni.

  • falkenberg1

    Trovo ovvio che ministri e criminali vadano a braccetto! Similes ,cum similibus, facillime congregantur! ISIS!  ISIS! e terroristi d’ogni credo, se la vostra esistenza fosse vera e tangibile e non foraggiata da malsani governi non vi lascereste sfuggire certe ”occasioni”! Molto meglio prendersela con mercati e luoghi di culto che con i veri delinquenti da colpire e rimuovere, vero??