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ALLARMI NEL TEMPO DI GODOT

WARning

DI TRUMAN BURBANK

comedonchisciotte.org

Si è svolta oggi a Roma la Conferenza di pandora TV, denominata Global Warning. Più che buona la partecipazione, considerando il concomitante sciopero dei mezzi pubblici, la sala era quasi piena (oltre cento persone intorno a mezzogiorno).

Poderoso l’apparato messo in campo da Giulietto Chiesa e Pino Cabras, ottima sala, servizi di traduzione simultanea, ma soprattutto relatori di altissimo livello, al di fuori del mainstream soporifero che ci ammorba tutti i giorni dalla TV e dalla stampa asservita.

Per niente casuale la parola “WAR” evidenziata nel warning. Viviamo tempi di guerra, anzi guerre diffuse e spesso sotterranee.

Riprendo parzialmente la presentazione dell’evento che aveva fatto libreidee il 3/12:


Cos’hanno in comune il grande stratega economico di Vladimir Putin, assediato dall’Occidente, e il cervello finanziario di Ronald Reagan, il presidente che rottamò la guerra fredda insieme a Gorbaciov? Entrambi hanno paura, oggi, di uno scenario che Papa Francesco non esita a definire Terza Guerra Mondiale. E hanno deciso di discuterne, insieme, al meeting internazionale battezzato “Global warning”, promosso a Roma da “Pandora Tv”, la web-tv creata da Giulietto Chiesa in collaborazione con il network internazionale russo “Rt” per illuminare i retroscena della crisi mondiale, squarciando il velo delle reticenze quotidiane dei media. E così oggi si parlano direttamente l’economista del Cremlino, Sergej Glazev, e Paul Craig Roberts, già viceministro del Tesoro di Reagan e editorialista del “Wall Street Journal”, considerato uno degli opinion leader più influenti del mondo. Spaventato, come Glazyev, dall’aggressività della politica di Obama verso la Russia, che sta avvitando la crisi in una spirale pericolosissima: guerra economica e finanziaria, sullo sfondo della minaccia aeronavale e missilistica rappresentata dalla Nato nell’Est Europa.

Riprendo anche la poderosa lista dei partecipanti:

Pino Cabras, editor-in-chief of Megachip – www.megachip.info
Giulietto Chiesa, president of Pandora TV – www.pandoratv.it – and Alternativa – www.alternativa-politica.it
Pepe Escobar, columnist for Asia TimesOnline, Russia Today, author of “Empire of Chaos” (2014)
Paola De Pin, Italian politician, member of the Italian Parliament, member of the Commission for the Human Rights and the Commission for the Balance at Senate
Marcello Foa, journalist and CEO of TImedia and Corriere del Ticino
Talal Khrais, journalist, corrispondent for Al Manar, Lebanon
Marta Grande, Italian politician, MP of the Fire Stars Movement, Member of the Commission Foreign and Community Affairs at the Chamber of Deputies
Mikhail Vladimirovich Leontyev, Press Secretary Director of the Information and Advertisement Department in the rank of Vice President of Rosneft
Piero Pagliani, researcher in the field of algebra and logic, author of several essays on the international politics
Tatiana Zdanoka, Latvian politician, Member of the European Parliament and a co-Chairperson of For Human Rights in United Latvia, part of the European Greens – European Free Alliance group

Other contribution by video interviews:
Sergey Glazyev, Russian politician and economist, Presidential Aide for the Coordination of the work of Federal Agencies in developing the Customs Union of Belarus, Kazakhstan, and Russia
Paul Craig Roberts, American economist and columnist for Creators Syndicate, Wall Street Journal, Business Week, and Scripps Howard News Service. He served as an Assistant Secretary of the Treasury in the Reagan Administration

Se non faccio confusione, tutti i relatori previsti hanno partecipato, anzi c’è stata pure qualche aggiunta (ad esempio un intervento registrato di Salvini).

Per il dettaglio delle relazioni consiglio di guardarle su Pandora TV (è tutto registrato ed a breve dovrebbe essere disponibile).

L’immagine che emerge dalle relazioni è coerente e decisamente preoccupante, per l’intero pianeta, ma soprattutto per il cosiddetto Occidente, con prospettive particolarmente cupe per l’Europa occidentale.

Ma almeno i problemi esposti sono problemi reali, derivanti da onesta analisi di ciò che sta succedendo e su tali problemi reali si può intervenire in qualche modo, mentre il mondo fantastico della TV resta uno spettacolo sempre più fine a se stesso, che si parla addosso come una Biblioteca di Babele.

Resta un angosciante senso di urgenza, il degrado avanza a ritmo accelerato e la resistenza a questo caos (caos è il termine preferito da Pepe Escobar) è ancora debole, frammentata, disorganizzata. Era abbastanza chiaro che tra gli scopi del convegno c’era anche la voglia di creare una massa critica di fonti di informazione (ma anche cultura) alternativa, una massa critica che sia in grado di innescare una reazione a catena nelle popolazioni.

Indubbiamente abbiamo visto un abbondante panorama di persone che hanno capito problemi fondamentali. C’era un’ampia convergenza sull’idea che fossero stati affrontati problemi di base.

Ma la circolazione delle idee resta in sostanza relegata ad una piccola minoranza. La massa delle persone continua a vivere in un mondo ancora condizionato dai media.

Non hanno molta fiducia, sono preoccupati, si agitano un po’. Ma in sostanza non fanno niente di pericoloso per il sistema attuale.

Mi ricordano Vladimiro ed Estragone in “aspettando Godot”, aspettano l’arrivo di qualcuno che dovrebbe risolvere i loro problemi. Ma Godot non arriva e loro continuano a macerarsi nell’attesa inconcludente.

Insomma coloro (tanti) che sono succubi dei media, sono in pratica neutralizzati.

Roberto Quaglia fa un importante lavoro di decostruzione dei miti dei media. Operazione meritoria.

Eppure vedo che la decostruzione (analisi, smontaggio, per chi gradisce termini più usuali) funziona per le persone attente, quelle che già hanno capito molto, ma sulle masse ha un effetto sostanzialmente nullo.

Il mito non è sensibile alla decostruzione. E’ più conveniente creare miti alternativi a quelli imperanti, piuttosto che cercare di demolire quelli esistenti. Un mito si combatte con un altro mito più che con la decostruzione.

E qui credo che si spieghi l’altro fenomeno evidenziato da G. Chiesa, il fallimento epocale delle sinistre. Esse hanno rinunciato a tutti i miti della propria tradizione, senza riuscire a sostituirli con nuovi miti (o forse nemmeno hanno provato).

L’approccio di Giulietto Chiesa, mette urgenza, il tempo stringe, potrebbe arrivare il disastro prima che siamo pronti a fare qualcosa. Pur condividendo in sostanza i suoi argomenti, (escludendo un certo tono che mi appare troppo apocalittico) ho qualche difficoltà a vedere il tutto come una corsa contro il tempo. Mi ricorda troppo Horses: Warfare e debito nella palude irachena, (un vecchio articolo di Rekombinant che non trovo più) nel quale la corsa per depredare l’Iraq del suo petrolio, mentre il debito Usa cresceva, veniva paragonata ad una corsa di cavalli. La domanda in sostanza era: arriverà a fine corsa prima il debito o il petrolio?

Forse è arrivato prima il petrolio, forse il debito comunque è arrivato a un punto inarrestabile che distruggerà gli USA, ma la sensazione è che l’analogia della corsa di cavalli fosse suggestiva ma non del tutto esatta.

Ancora una volta il mondo si è mostrato più complesso di ciò che credevamo.

E allora il futuro non lo riesco a leggere, ma del passato ho qualche ricordo, e più che pensare ad una corsa di cavalli che a un certo punto termina, preferisco tenermi il mio motto (rielaborato da una frase di Henning Mankell):

L’importante è non arrendersi mai.

(Il che coincide in buona parte con quanto diceva Leontiev della Russia: La Russia non si arrenderà mai).

Truman

Fonte: www.comedonchisciotte.org

12.12.2014 (rivisto il 13.12)

Pubblicato da Truman

  • Eshin

    Grazie per questo rapido primo resoconto!

  • Primadellesabbie

     "…E’ più conveniente creare miti alternativi a quelli imperanti, piuttosto che cercare di demolire quelli esistenti. Un mito si combatte con un altro mito più che con la decostruzione. …"


    É sicuramente così.

    Il mito si fonda su qualche cosa di realmente accaduto, é impossibile un mito di pura fantasia e se continuiamo a "consumare" tutto quello che accade, diffondendolo con i noti metodi, filtri, scoop, premesse, scopi e pregiudizi, disinnescando il presente dopo aver accuratamente disinnescato il passato prossimo e quello remoto, non avremo mai nulla su cui fondare un mito.
  • giannis

    E vero , il signor chiesa tende ad essere pessimista e catastrofista , comunque
    sul futuro di questa umanita’ sono pessimista anch’io : il destino della
    nostra societa’   e’ la distruzione  , lo percepisco ,
    in una umanita’ fatta solo di materia la logica fine e’ la distruzione della
    materia

  • Tonguessy

    Il mito non è sensibile alla decostruzione. E’ più conveniente creare
    miti alternativi a quelli imperanti, piuttosto che cercare di demolire
    quelli esistenti. Un mito si combatte con un altro mito più che con la
    decostruzione.


    E qui credo che si spieghi l’altro fenomeno evidenziato da G. Chiesa,
    il fallimento epocale delle sinistre. Esse hanno rinunciato a tutti i
    miti della propria tradizione, senza riuscire a sostituirli con nuovi
    miti (o forse nemmeno hanno provato).

    Non sono d’accordo. Decostruire il mito, smontando pezzo per pezzo i componenti per capirne la falsa validità è esattamente ciò che l’uomo ha sempre fatto per modificare il proprio rapporto con il reale. Se tale modifica non fosse mai avvenuta, allora sarebbe stato dimostrato l’assunto. Ma specialmente oggi che assistiamo al passaggio da modernità a postmodernità tale assunto si dimostra più che mai infondato. Non  esiste mito definitivo, ogni mito è provvisorio proprio perchè nasce in contesti storici e culturali ben definiti. Cambiando tali contesti si crea la necessità di destrutturare i  miti correnti, validarne delle parti e sostituire quelle obsolete, non più rispondenti alle necessità. Oppure crearne di nuovi.

    Neanche sulla seconda frase di Giulietto sono sono d’accordo: ci sono forze di sinistra che non hanno mai dimenticato i "miti della propria tradizione" e sono conseguentemente rimaste profondamente di sinistra, mentre altre forze appartenenti a quella tradizione hanno gradatamente destrutturato i miti storici per adattarli al nuovo panorama. Il mito dei diritti sociali trasformati in diritti civili è un classico esempio. Chi adotta il mito dei diritti civili o estetici dimenticandosi il welfare state non fa parte della sinistra, e questo discorso mi sono sgolato a farlo. Luxuria è un (una?) neoliberista, non è di sinistra: chi ancora insiste nel dipingerlo/a come  persona di sinistra sta semplicemente accettando  la destrutturazione di quei miti come fatto acclarato e necessario, mettendosi sullo stesso piano di chi sostiene che destra e sinistra sono categorie ormai morte, e che le ideologie sono cosa del passato: certo, questo è il mito neoliberista. Fortunatamente ci sono ancora persone che non si sono fatte omologare da questo indifferenziato postmoderno, e sarebbe ora che lorsignori se ne facessero una ragione.

  • Rosanna

    Tonguessy hai ragione,

    “Non  esiste mito definitivo, ogni mito è provvisorio proprio perché nasce in contesti storici e culturali ben definiti. Cambiando tali contesti si crea la necessità di destrutturare i  miti correnti, validarne delle parti e sostituire quelle obsolete, non più rispondenti alle necessità. Oppure crearne di nuovi.”
    Però solo una minima parte della sinistra storica ha compreso questo ed è rimasta aderente alla realtà, non facendosi travolgere dal nuovo mito neoliberista. Questa minima parte non fa testo, non può rappresentare una minaccia per il potere costituito, dunque in che modo destrutturare il mito “fasullo” e riconvertirlo nell’ “autentico mito” della difesa dei diritti sociali?

    Questo è il dilemma, e l’uomo postmoderno, a differenza di quello moderno, se ne sta lì a meditare come Amleto, il primo personaggio “pazzo” della modernità “ To be or not to be …”, ma non risolve il problema, non vendica la morte del padre, mentre Oreste, l’eroe della tragedia classica, era riuscito nell’intento ed aveva vendicato la morte del padre  Agamennone.

    Questa è anche la differenza tra modernità e postmodernità: l’impossibilità di agire, l’inautenticità dell’azione, l’annientamento del sociale, l’avvento del “pensiero etereo e gassoso”.

    Quindi io, a differenza di Truman, non sono così ottimista, anche se condivido il suo monito “L’importante è non arrendersi mai”.

    E sono convinta invece che una “catastrofe” dovrà arrivare, dato che i corsi e i ricorsi della storia sembrano non poterne fare a meno, speriamo solo di essere attrezzati al punto giusto da poterla disinnescare, per quanto sarà possibile …

  • Tonguessy

    solo una minima parte della sinistra storica ha
    compreso questo ed è rimasta aderente alla realtà, non facendosi
    travolgere dal nuovo mito neoliberista.

    La postmodernità si fonda sulla ridondanza di significati, ovvero sull’indistinto che uccide, novello Edipo, i sacri padri con lo scopo di accoppiarsi e procreare altro indistinto. Combattere questo morbo significa prima di tutto ridare alla sacralità il posto che le spetta. Ovvero ricominciare a distinguere la sinistra dalla destra, ad esempio, senza cadere nell’evanescente trappola dell’oltrepassare quelle storiche (ma sempre attuali) distinzioni.
    Solo da questa riconquista che fa piazza pulita dell’indistinto si può sperare di ricominciare una ragionevole e ragionata battaglia contro il neoliberismo senza cadere nella battaglia indistinta che canalizza la vendetta personale,  frutto anch’essa dell’indistinto postmoderno mentre dimentica la rivendicazione sociale, anteponendo l’Io al Noi. Che poi è la cifra del neoliberismo.

    La società non esiste. Ci sono solo individui e famiglie

  • Ossimoro

    È stata una giornata davvero interessante.

    Tuttavia, rileggendo gli appunti presi e cercando di scrollarmi di dosso il senso di ineluttabilità lasciato dall’intervento di Giulietto Chiesa, osservo con sgomento che l’intervista di paul craig roberts è stata molto più preoccupante. 
    Ha detto che:
    1) il cataclisma annunciato sulla fine prossima del dominio del dollaro (stampato da decenni per comprare ricchezze nel mondo e pagare le guerre), con inflazione diffusa a livello mondiale e crollo mercati finanziari
    2) le sanzioni contro la Russia volute dagli Usa distruggeranno l’economia dell ‘Europa
    3) la fine dell’URSS non ha affrancato l’Europa dall’ala protettrice degli Usa che invece hanno approfittato per imporre il loro ruolo egemonico di guida nel mondo. Col metodo Brzezinski si sono attribuiti il compito di prevenire l’ascesa al potere in altri paesi di soggetti che possono contrastare con intenti Usa. E ciò minaccia l’esistenza della vita sulla terra. 
    4) Ha paventato che la merkel sia un pupazzo di Washington e che i leader europei rappresentano gli Usa e non i loro popoli. E sono ben remunerati per questo. Chi non sta al gioco viene eliminato. 
    5) In UE i leader non Rappresentano più i loro popoli ma wall street,l ‘agri business e lobby Usa in genere.La democrazia inUE non esiste; ê solo una copertura. I governi non Rappresentano interessi del popolo
    6) in Usa democratici e repubblicani ora si finanziano dalla stessa fonte: Wall street. Non si può cambiare il sistema dall"interno, La protesta pacifica non funzionerà. I lavoratori sono spinti ai margini e non hanno rappresentanza. E protestare non serve a niente. Sono intrappolati e privi di potere grazie alla delocalizzazione dei posti di lavoro. Il lavoro non ha più voce in capitolo sul capitale.
    7) In UE Paesi con tanta storia non dovrebbero mai aver rinunciato alla propria sovranità e devono recuperarla nei confronti di Washington perché è pericolosa. Guardate i morti nel medio oriente, l’ingerenza Usa in ucraina, le accuse irresponsabili a russia e Cina, la costruzione di base militari per ridurre l’accesso  alle risorse della Cina. Questo ci porterà alla guerra.
    I paesi UE devono riprendersi la sovranità 
    Questa situazione è pericolosa per tutti, popolo Usa compreso.
    Glazyev al telefono ha detto che la diplomazia russa con Ucraina non compie progressi A causa di un governo non reale, perché è l’ambasciatore Usa che decide chi partecipa al parlamento ucraino e alla politica nel donbass. Hanno interesse alla guerra in Europa dove gli Usa cercano di rafforzare proprie posizioni.
    ——-
    Non so a voi, ma la situazione mi appare davvero tragica. 
    E ho davvero la sensazione che il tempo stringa.

  • Truman

    @Tonguessy: chiaramente le affermazioni sul mito sono mie, non di Giulietto.
    Faccio notare che avevo definito meritorio il lavoro di Roberto Quaglia e avevo detto che le persone attente lo capiscono.
    Il problema sono le masse, continuano a vivere immerse nei loro miti.
    Ma avevo anche chiarito che uno degli scopi del convegno era fare massa critica e ho tentato di dare il mio contributo. Non basta convincerci noi, dobbiamo raggiungere le masse.

  • Truman

    Confermo che l’intervento di Paul Craig Roberts è stato uno dei più preoccupanti.
    Addirittura ha detto che la democrazia è finita, che resta solo una vuota recita.
    Anche Leontiev diceva qualcosa di analogo.
    Eppure notava Zizek che:
    "Come hanno dimostrato ampiamente Claude Lefort ed altri la democrazia
    non è mai semplicemente rappresentativa, nel senso di rappresentare
    adeguatamente (esprimere) un preesistente insieme di interessi,
    opinioni, ecc., perché questi interessi ed opinioni si costituiscono
    solo attraverso tale rappresentazione. In altre parole l’articolazione
    democratica di un interesse è sempre un po’ realizzativa: attraverso i
    suoi rappresentanti democratici il popolo stabilisce quali sono i suoi
    interessi e le sue opinioni."
    Insomma la recita non è mai del tutto vuota.
    Ne sanno qualcosa i russi, i quali raccontavano che dopo la caduta del muro di Berlino "lo stato faceva finta di pagare ed i lavoratori facevano finta di lavorare". Era tutto fasullo, ma la recita manteneva ancora in piedi qualcosa.
    La vera tragedia, il collasso, avvenne quando tutti smisero di recitare.

  • Primadellesabbie

    Il mito é la lettura di un fatto, un accadimento, attraverso gli archetipi che questo fatto riunisce, che lo compongono.

    Il fatto in sé diviene secondario, realtà sfumata una volta che ne sia emersa, individuata, la versione sotto la forma del mito.
    Un dato mito, può essere abbandonato, dimenticato, divenire incomprensibile a un’umanità incapace di leggerne e legarne i contenuti (cosa abbastanza consueta ed evidente oggi), ma rimane "quel mito". 
    Forse, per chi lo saprà intendere e, quindi, risalire correttamente al fatto che l’ha originato.
  • Rosanna

    Sono convinta anch’io che la democrazia sia morente, in stato comatoso, in agonia … per molte ragioni … la democrazia rappresentativa non rappresenta più le istanze dei cittadini, lo vediamo accadere tutti i giorni sotto i nostri occhi, scandali di ogni tipo, mentre la casta difende solo se stessa,

    dunque mentre solo una minima particella ancora viva della sinistra storica, cerca di diffondere le verità dell’informazione e di tenere vivi i valori della costituzione, c’è un’altra possibilità da cogliere, che ci si creda o no, ma è l’unica che abbiamo a disposizione per riuscire e salvare il salvabile, la democrazia diretta, unico caso nell’occidente capitalistico "democratico" (ancora per poco),

    non si creda che sto facendo propaganda di interesse, di bassa lega, ma qualche merito i 5S ce l’hanno, perché sembrano gli unici a difendere i diritti sociali, il welfare state, e ora anche la sovranità italiana …

    e visto che "nel lungo termine saremo tutti morti …", come ripeteva spesso Keynes, conviene approfittare del breve termine, dato che per ricostruire la cara vecchia sinistra ci vorranno decenni …

    il Convegno comunque deve essre stato molto interessante, grazie a Truman per l’articolo, prossimamente lo seguiremo su PTv.

  • Ossimoro

    Recentemente ho letto il libro di Cossiga "Fotti il potere"

    Dalla sua esperienza ha constatato che gli elettori votano in base a meccanismi irrazionali che spesso hanno "nell’universalismo magico che attiene al linguaggio del corpo del leader un elemento decisivo". Cioè in base a pura empatia. Gustav Le Bon docet.
    Questo, su numeri grandi, fa cadere ogni speranza riposta sulla democrazia diretta.
    Tanta gente non solo non si cura di capire, ma non vuole proprio capire. Vuole sedere lasciata in pace snella sua "ignoranza". Sta bene (o male) così come sta. 
    Un po’ Come quando nel libro "il mondo nuovo" di Huxley, gli epsilon guardavano smarriti (un po’ compatendolo) il selvaggio che gli strappava la droga quotidiana di mano incitandoli a svegliarsi, ad aprire gli occhi sul grande inganno di cui erano schiavi.
    Cossiga parla del politico, della "dissimulazione onesta" distinguendo tra la bugia detta per difendere un proprio interesse o quello generale.
    Ma anche qui, qual’è per un politico l’interesse generale? È quello che solo la sua coscienza gli indica, quindi l’interesse generale è del tutti soggettivo. E ad es. per la forza all’opposizione coincide sempre con l’obiettivo di far cadere il governo… Anche se questo danneggia il paese.
    Allora hanno sempre giocato?
    Sembra sia sempre stata una grande presa in giro per il popolo… Che ha avuto vantaggi solo se coincidenti con quelli del potere..
    Il meccanismo dell’interesse di partito, le tecniche di voto illustrate in proposito del jobs act dal bravissimo Ali, il funzionamento dei regolamenti parlamentari che decidono se e quando una legge possa essere discussa, fondazioni in cui elementi di fazioni opposte siedono insieme…
    Chissà che alla fine non si sia trattato solo di un gioco magico… Un truman show che ora viene allo scoperto… E nemmeno per tutti…
  • Tonguessy

    Il problema sono le masse, continuano a vivere immerse nei loro miti.

    Questo è il nocciolo della questione: se pensi che tali miti siano inamovibili non lasci scampo, e la situazione è destinata a rimanere invariata nel tempo. Se invece sei consapevole che i miti nascono, crescono e si esauriscono allora c’è speranza che un nuovo mito possa guidare le masse. La modernità ha fallito miseramente gli scopi che si era prefissa e la civiltà delle macchine si è dimostrata essere una maledizione e non la benedizione del mito modernista. Eppure "Tempi moderni" di Chaplin queste cose le aveva già denunciate in tempi non sospetti. Pazienza, le masse se ne sono accorte in ritardo e quel mito è oggi tramontato. Ma con cosa è stato sostituito? Con il mito neoliberista che ha creato il mito destra=sinistra, pochi ricchi=tanti poveri, l’individuo è sempre artefice del proprio destino e se ha un destino di merda è solo colpa sua, meno Stato e più Mercato è la regola aurea e via delirando.
    Smontare questo orrendo mito vuol dire smontarne pezzo per pezzo gli assiomi fondanti, destrutturarli per farli a pezzi, e CdC può essere d’aiuto in questo senso. Se però non si è convinti di questa opera di destrutturazione (a cui necessariamente deve seguire un’opera di ristrutturazione oppure di parallela creazione di nuova mitologia) il mito imperante continuerà imperterrito a percorrere la propria strada, facendo strage di tutti noi.

  • Truman

    Nei forum un commento più  dettagliato di Piotr di Megachip:
    Il simposio ‘GlobalWARning’ è stata una….