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AFFAIRE CHARLIE HEBDO: PERCHE' LA FAMIGLIA DEL POLIZIOTTO “SUICIDATO” NON AVRA’ ACCESSO AL RAPPORTO DELL’AUTOPSIA ?

FONTE: PANAMZA.COM

ESCLUSIVO. PANAMZA HA CONTATTATO LA MADRE DI HELRIC FREDOU, IL COMMISSARIO DI POLIZIA INCARICATO DI REDIGERE UN RAPPORTO SULL’ENTOURAGE FAMIGLIARE DI CHARLIE HEBDO E RITROVATO MORTO IN SEGUITO A UN COLPO DI PISTOLA ALLA TESTA QUALCHE ORA DOPO L’ATTENTATO.

Ho chiesto il rapporto dell’autopsia, mi è stato risposto: “Non l’avrete”.

Venerdì 16 gennaio, Panamza pubblicava (qui) la testimonianza scioccante della sorella del poliziotto Helric Fredou il cui il misterioso «suicidio» continua ad essere ignorato dai media nazionali (francesi).

Nove giorni più tardi, è il turno della madre di portare nuove rivelazioni.

La signora, contattata dall’autore di questo articolo, si dichiara prima di tutto “enormemente sconcertata” che Bernard Cazeneuve (il Ministro dell’Interno) non le abbia trasmesso alcun messaggio di condoglianze. E non a caso: l’attuale Ministro dell’Interno, secondo lei, aveva degli eccellenti rapporti con il figlio deceduto. Dal 2010 al 2012, i due uomini avevano lavorato insieme a Cherbourg, il primo in qualità di deputato della Repubblica e Sindaco della città, l’altro in qualità di primo commissario. “Spero un giorno di incontrarlo per dirgli quanto sono stata delusa”, ha aggiunto.

Stesso silenzio da parte dell’Eliseo (la residenza del Presidente della Repubblica francese): eppure Helric Fredou aveva fra le sue competenze, oltre ad altre località, il dipartimento francese della Corrèze, nella regione del Limousin, e specialmente della città di Tulle, feudo storico di François Hollande.

Panamza ritornerà molto presto sull’intervista completa, raccolta grazie ad un colloquio telefonico effettuato sabato 24 gennaio.

Sette punti sono fin d’ora da sottolineare:

1* Secondo la madre di Helric Fredou, i poliziotti che l’hanno ascoltata le hanno chiaramente fatto sapere che non avrà accesso al rapporto dell’autopsia.

Eppure, il codice di procedura penale prevede che nel caso di un’autopsia giudiziaria (per suicidio o per morte sospetta), ogni membro della famiglia possa farne domanda alla Procura della Repubblica. Niente da fare: questo è il messaggio già trasmesso ad una madre in lutto che “vuole sapere la verità”.

2*. L’arma di ordinanza di Helric Fredou non aveva il silenziatore. La madre ha dunque posto una domanda elementare ai suoi colleghi: “Com’è possibile che non abbiate sentito nulla visto che era circa la mezzanotte?” (ora indicativa del presunto suicidio). Risposta laconica: “Il suo ufficio era ben isolato”.

3* Secondo la madre, Helric Fredou, voleva fare una telefonata importante dopo avere fatto due cose: dapprima ascoltare il resoconto di “tre inquirenti” andati ad interrogare una famiglia in stretto contatto con una delle vittime dell’attentato a Charlie Hebdo (più precisamente, si tratta dei genitori di Jeannette Bougrab – autoproclamatasi compagna (1) di Charb (diminutivo di Stéphane Charbonnier, direttore e disegnatore di Charlie Hebdo ucciso nell’attentato)) – (come già aveva riportato e divulgato Panamza) e successivamente consultare i social network. E’ in quel momento preciso che Fredou avrebbe fatto una deduzione talmente importante da indurlo a “continuare a lavorare”. Un’importante precisazione: il “comandante” di turno quella sera (non identificato) avrebbe voluto occuparsi personalmente dell’incontro con gli inquirenti e della redazione del rapporto, ma Fredou avrebbe insistito dicendogli “E’ il mio lavoro”. Il superiore diretto di Helric Fredou era Gil Friedman, direttore del servizio regionale di polizia giudiziaria di Limoges.

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4* Secondo la polizia, Helric Fredou si sarebbe puntato la pistola alla tempia e il proiettile sarebbe entrato all’interno della scatola cranica.

5* Il medico curante di Helric Fredou, con il quale la madre si è intrattenuta giovedì 22 gennaio, si rifiuta di avallare il quadro descritto dai rari articoli apparsi riguardo al poliziotto insinuanti che Fredou soffrisse di depressione e di un non meglio precisato “burn – out” (esaurimento nervoso).

6* La madre ha voluto sapere a chi aveva telefonato l’ultima volta suo figlio. I poliziotti le avrebbero ribattuto “Non si può sapere” prima di ammettere finalmente che una telefonata era stata fatta.

7* “Quattro direttori” di polizia, venuti espressamente da Parigi, hanno incontrato la madre di Helric Fredou per porgerle le loro condoglianze e convincerla che si è trattato di un “suicidio”.

Infine, un’informazione secondaria merita comunque di essere riportata: a parte l’autore di questo articolo, NESSUN giornalista ha contattato – dopo l’8 gennaio – la madre o la sorella di Helric Fredou per cercare di chiarire il mistero.

Fonte: www.panamza.com

Link: http://www.panamza.com/250115-charlie-fredou-autopsie

25.01.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da PAOLO

HICHAM HAMZA

(1) Il fratello di Charb ha negato, parlando a nome suo e dei suoi genitori, in una dichiarazione a l’Agence France Presse il 10 gennaio 2015, l’esistenza di una relazione sentimentale tra suo fratello e Jeannette Bougrab (NdT).

Pubblicato da Davide

  • formatomentale

    A questi livelli di giurisdizione/giurisprudenza quando un’inchiesta come questa del suicidio presunto di un pubblico ufficiale (e questo era uno importante sembra)viene in qualche modo censurata e secretata c’e’ solo da aspettarsi il peggio, l’affare più torbido e nebuloso che chiunque nell’opinione pubblica può ipotizzare.
    E’ strano che nel ‘dibattito’ pubblico su questa tragica vicenda terroristica venga oscurato questo tassello che pare aprire a certe letture filo-complottistico da sempre e per sempre presenti nella cronaca dove figurano i servizi segreti come attori attivi e decisivi dell’indagine. La libera circolazione di idee ed informazioni non è tale in queste condizioni, per cui lampante è la contraddizione evidente come questa: si sventola la difesa della libera espressione ,di CharlieHebdo e del movimento ‘je suis Charlie’ mentre si rema contro contemporaneamente.
    Sbagliato parlare di ‘servizi deviati’, essi non esistono, i servizi sono quello,con le piu’ svariate facce, ma mai frammentari o divisi. Loro compito di intelligence è informare il potere esecutivo e ministero difesa, con i quali formulare la strategia. L’intelligence informa del pericolo, può sventare un attacco o meno sebbene ne sia a conoscenza reale,con solide certezze sul rischio concreto di realizzazione. Questo è a parere mio la grave separazione tra indagine ‘poliziesca’ e indirizzo ‘politico’, a questi livelli,ripeto, sono impensabili sviste o piani paralleli o incertezze di sorta…

  • MaxpoweR

    Nei dibattiti pubblici non si parla certo delle cose importanti e fondamentali ma solo delle sciocchezze di contorno.

  • lanzo

    Un altro tassello che mi conferma che sia stata una "false flag" e’ proprio il fatto che – solo attenendoci a quanto riportato dal mainstream –  come minino il ministro dell’interno si sarebbe dovuto dimettere.

    Che abbia evitato le condaglainze ? Forse perche’ gli era rimasta un po’ di vergogna.
  • lanzo

    O meglio essere cacciato a calci in culo.

    Ma avete visto che testa di cazzo arrogante, col cappottino e la sciarpetta di cachemire a concionare…
  • BillyMartini

    Commento questa faccenda con un fatto personale:

    un amico, che e’ commissario di Polizia a Lione, mi ha scritto dicendomi che dopo aver mandato una email a diversi suoi colleghi nella quale metteva in dubbio la versione ufficiale di questo caso (cosi come fa questo stesso articolo), ha ricevuto come risposta la loro richiesta di non scriver loro piu e di cancellare I loro indirizzi dai suoi contatti email e telefonici.

    Mi ha scritto preoccupato dicendomi che lui non ha nessuna intenzione di suicidarsi.

     

  • adriano_53

    per vedere il capo del fascismo italiano all’opera, e di conseguenza la politica quotidiana del fascismo, non c’è nulla di più illuminante dei diari di Claretta Petacci.

    Una luce identica sulla vita politica francese, ai tempi  attuali, lo fornisce il libro della signora Valérie Trierweiler, ex première dame. Se a questo si aggiunge un pizzico, un soupçon, come direbbero loro, di Manchette, voilà, Charlie Hebdo e tutto il corollario, in cui la stupidità è il colore dominante.