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A WASHINGTON RULLANO I TAMBURI DI GUERRA

DI PAUL CRAIG ROBERTS

paulcraigroberts.org

Vorrei tanto poter dare ai miei lettori solo buone notizie, o poterne dare anche solo una. Ma, ahimé, le cose buone hanno cessato di far parte della politica statunitense ed è ormai impossibile poterle trovare nelle parole e nei fatti che provengono da Washington o dalle capitali dei suoi paesi europei vassalli. Il mondo occidentale si è arreso al male.

In un articolo pubblicato da Op-Ed News, Eric Zuesse appoggia la mia tesi che Washington si stia preparando ad un primo attacco nucleare contro la Russia. (http://www.opednews.com/populum/printer_friendly.php?content=a&id=180039)
E’ cambiata la dottrina di guerra degli Stati Uniti. Le armi nucleari americane non sono più limitate alle controffensive, ma sono state elevate al ruolo di attacco preventivo.

Washington si è tirata fuori dal Trattato anti-balistico missilistico con la Russia e sta sviluppando e spiegando un suo Shield ABM. Washington sta demonizzando la Russia ed il suo Presidente con una vergognosa propaganda diffamatoria, preparando la popolazione statunitense e i suoi stati-sudditi alla guerra contro laRussia.

Washington si è fatta convincere dai neo-conservatori che le forze nucleari russe sono ferme e impreparate, quindi un ottimo bersaglio per un attacco. Questa falsa opinione si basa su informazioni vecchie di dieci anni, come ad esempio l’argomento esposto in “L’avvento della supremazia nucleare degli Stati Uniti” di Keir A. Lieber e Daryl G. Press nel numero di aprile 2006 di Foreign Affairs, una pubblicazione del Consiglio delle relazioni estere, un’organizzazione americana di elite. http://www.foreignaffairs.com/articles/61508/keir-a-lieber-and-daryl-g-press/the-rise-of-us-nuclear-primacy

Indipendentemente dalle reali condizioni delle forze nucleari russe, dal successo del primo attacco di Washington e dal livello di protezione dello Shield Americano, l’articolo di Steven Starr da me postato “La letalità delle armi nucleari” mette bene in chiaro che un conflitto nucleare non ha mai vincitori. Tutti muoiono. http://www.paulcraigroberts.org/2014/05/30/lethality-nuclear-weapons/

In un articolo pubblicato nel numero di dicembre 2008 di Physics Today, tre scienziati atmosferici osservavano che nonostante la riduzione degli arsenali nucleari che si sperava di ottenere attraverso lo Strategic Offensive Reduction Treaty (Trattato sulla riduzione delle capacità offensive strategiche) da 70.000 testate nel 1986 a 1700-2200 entro la fine del 2012, non si è ancora ridotta la minaccia che rappresenta una guerra nucleare per la vita umana della Terra. Gli autori conclusero che oltre agli effetti della distruzione simultanea di centinaia di milioni di persone, “gli effetti indesiderati sarebbero anche la distruzione della maggior parte della vita umana sulla Terra”. Il fumo emanato dalle esplosioni nella stratosfera causerebbe l’inverno nucleare e il collasso dell’agricoltura. Quelli scampati alla morte e alle radiazioni morirebbero comunque di fame. (http://climate.envsci.rutgers.edu/pdf/ToonRobockTurcoPhysicsToday.pdf)

Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov avevano ben compreso tutto questo. Purtroppo, non c’e’ stato un degno successore tra i governi americani che seguirono. Per Washington, la morte succede agli altri, “non alle persone eccezionali”. Pare che l’accordo SORT sia fallito. Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, i nove stati dotati di armi nucleari ancora possiedono un totale di 16.300 testate (http://rt.com/news/166132-nuclear-weapons-report-obama/)
E’ ormai appurato che a Washington ci siano dei politici che pensano, erroneamente, che la guerra nucleare sia una guerra che si può vincere, e che sia un valido strumento per arrestare l’ascesa di Russia e Cina che mette a repentaglio l’egemonia americana nel mondo. Il governo degli Stati Uniti, indipendentemente dal partito in carica, è una grossa minaccia per la vita sulla terra. I governi europei, che si reputano civilizzati, non lo sono affatto, poiché permettono a Washington di perseverare nella sua sete di egemonia. E’ proprio questo desiderio di egemonia che minaccia la vita sulla terra. L’ideologia che concede all’eccezionale ed indispensabile America questa supremazia è un’enorme minaccia per il mondo.

La distruzione parziale o totale di sette paesi del mondo operata dall’Occidente nel 21° secolo, con l’appoggio di altre “civiltà e mezzi d’informazione occidentali”, è la prova lampante che la leadership del mondo occidentale è completamente svuotata di coscienza morale e di compassione per il genere umano. Ora che Washington è armata della sua falsa dottrina di “supremazia nucleare”, si prospetta un triste futuro per l’umanità.

Washington ha dato il via alla preparazione di una terza guerra mondiale, e gli europei sembrano ben disposti a prenderne parte. Di recente, nel novembre del 2012 il segretario generale della Nato Rasmussen ha detto che la NATO non considera la Russia come un nemico. Ora che la folle Casa Bianca insieme ai suoi folli vassalli hanno dimostrato alla Russia che l’Occidente è ancora un nemico, Rasmussen ha dichiarato che “Dobbiamo accettare il fatto che la Russia ci considera suoi avversari”, per aver sostenuto militarmente l’Ucraina insieme agli altri paesi dell’Europa Centrale e Orientale.

Il mese scorso Alexander Vershbow, ex-ambasciatore statunitense in Russia, attuale Vice Segretario Generale NATO, ha dichiarato che la Russia è un nemico e ha detto che i “contribuenti americani ed europei devono sostenere l’ammodernamento degli armamenti non solo per Ucraina ma anche per Moldova, Georgia, Armenia e Azerbaijan.”
Questo appello all’incremento della spesa militare potrebbe essere visto come una normale operazione degli agenti al servizio del sistema militare e di sicurezza statunitense. Avendo perso la “guerra al terrore” in Iraq and Afghanistan, Washington ha bisogno di recuperare e ha riesumato la Guerra Fredda.

Questo probabilmente è il punto di vista delle industrie di armamenti e di qualcuno a Washington. Ma i neoconservatori sono molto più ambiziosi. Essi non perseguono soltanto il profitto nel sistema della sicurezza e degli armamenti. Il loro scopo è l’egemonia degli Stati Uniti nel mondo, ovvero azioni sconsiderate come la minaccia strategica che il regime di Obama, con la complicità dei vassalli europei, ha lanciata contro la Russia in Ucraina.

Dall’autunno scorso il governo Americano non ha fatto che mentire sull’Ucraina, dando la colpa alla Russia per le conseguenze delle azioni di Washington e demonizzando Putin nello stesso modo in cui Washington ha demonizzato Gheddafi, Saddam Hussein, Assad, i Talebani e l’Iran. La stampa “prostituita” e le capitali dei paesi Europei hanno assecondato queste menzogne e questa propaganda ripetendole senza sosta. Di conseguenza, l’atteggiamento pubblico degli Stati Uniti nei confronti della Russia è diventato del tutto negativo.

Come pensate che vedano tutto questo Russia e Cina? La Russia ha visto la NATO spingersi fino ai suoi confini, una violazione degli accordi sottoscritti da Reagan e Gorbachev.

La Russia ha visto gli Stati Uniti violare gli accordi del trattato SHIELD e costituire un proprio “shield” da guerre stellari. (Se questo shield funzioni o meno, è del tutto irrilevante: il suo scopo è quello di convincere i politici e l’opinione pubblica che gli Americani sono al sicuro). La Russia ha visto gli Stati Uniti cambiare il ruolo delle armi nucleari da mezzi deterrenti a mezzi di attacco preventivo. E ora la Russia sente ogni giorno fiumi di menzogne ripetute in Occidente e assiste al massacro di civili nell’Ucraina russa da parte del vassallo ucraino degli Stati Uniti, civili che Washington definisce “terroristi”, con armi come il fosforo bianco; e tutto questo senza alcuna protesta da parte dei paesi dell’occidente.

Attacchi massicci di artiglieria e aerei sulle case dell’Ucraina russa si sono compiuti nel giorno del 25° anniversario di Piazza Tienanmen, mentre Washington e i suoi paesi-marionetta hanno condannato la Cina per un evento che non è mai accaduto. Come oggi sappiamo, non c’era stato alcun massacro in piazza Tienanmen. Era solo un’altra bugia di Washington, come quella del Golfo del Tonchino, come le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, come l’uso di armi chimiche di Assad, come le armi nucleari iraniane. E’ davvero sorprendente vedere come il mondo stia vivendo una falsa realtà creata dalle bugie di Washington.

Il film “The Matrix”, è una fedele rappresentazione della vita in occidente. La popolazione vive in una falsa realtà creata dai suoi governanti. Un gruppo di umani sono sfuggiti a questa falsa esistenza e sono impegnati nel far tornare tutti gli umani alla vera realtà. Recuperano Neo, “Il Prescelto”, che credono abbia il potere di liberare gli umani dalla falsa realtà in cui vivono. Morfeo, il capo dei ribelli, spiega a Neo:

“Matrix è un sistema, Neo. Quel sistema è il nostro nemico. Quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, operai. Sono le menti delle persone che stiamo cercando di salvare. Ma finchè questo non accade, quelle persone sono parte del sistema, e questo le rende nostri nemici. Devi capire che la maggior parte della gente non è pronta a staccare la spina. E molti di loro sono così assuefatti, così completamente schiavi del sistema che lotteranno per proteggerlo.”

Vivo quest’esperienza ogni volta che scrivo un articolo: ecco che arrivano le proteste di quelli che non sono disposti a staccare la spina, attraverso e-mail o dai quei siti che nella sezione dei commenti accusano gli scrittori di calunnia verso i loro governi-trollo. “Non credete alla vera realtà” – dicono – “credete nella falsa realtà!”.

The Matrix raffigura anche parte della popolazione russa e cinese, in particolare quelli che hanno studiato in occidente e quelli particolarmente suscettibili alla propaganda occidentale. Ma, nel complesso, possiamo dire che queste popolazioni conoscono bene la differenza tra verità e bugia. Il problema per Washington è che la propaganda che prevale tra le popolazioni occidentali non prevale tra i Russi e tra i Cinesi.

Come pensate che reagirà la Cina quando Washington dichiarerà che il Mar Cinese Meridionale è una zona di interesse nazionale degli Stati Uniti, e invierà il 60% della sua flotta nel Pacifico e costruirà nuove basi aeree e navali americane dalle Filippine al Vietnam?

Supponiamo anche che Washington abbia in mente solo di mantenere l’attuale livello di finanziamento da parte dei contribuenti per sostenere la spesa militare e di sicurezza, riciclando poi parte di questo denaro restituendolo in forma di contributi alle campagne elettorali politiche. Pensate che Russia e Cina possano correre il rischio di minimizzare in questo modo le parole e le azioni di Washington?

Finora i Russi, solo i Russi (e i Cinesi,) si sono comportati in modo ragionevole. Lavrov, il ministro degli Esteri Russo ha detto: “In questa fase, vogliamo dare ai nostri partner la possibilità di calmare gli animi. Vedremo cosa succederà in seguito. Se continueranno le accuse contro la Russia e i tentativi di pressione su di noi attraverso la leva economica, allora potremo rivalutare la situazione”.

Se la folle Casa Bianca, le prostitute mediatiche di Washington e i vassalli d’Europa convinceranno la Russia che la guerra è inevitabile, la guerra diventerà davvero inevitabile. E poiché non esiste possibilità alcuna che la NATO sia in grado di montare un’offensiva convenzionale contro la Russia nemmeno lontanamente vicina alle dimensioni e alla potenza delle forze d’invasione tedesche del 1941, che poi incontrarono la distruzione, la guerra non potrà che essere nucleare, e questo significa la fine per tutti.

Tenetelo bene a mente, tutto questo, mentre Washington e i suoi canali d’informazione continuano a far rullare i tamburi di guerra. Tenete a mente, inoltre, che una lunga storia sta lì a dimostrare che, oltre ogni dubbio, tutto quello che Washington e le sue prostitute mediatiche hanno detto e dicono, non sono che bugie al servizio di un fine non dichiarato. E la cosa non si risolve votando democratico invece che repubblicano o repubblicano invece che democratico.

Thomas Jefferson ci suggerì la soluzione: “L’albero della libertà di tanto in tanto si deve bagnare con il sangue dei patrioti e dei tiranni. E’ il suo concime naturale”.

A Washington ci sono pochi patrioti e molti tiranni.

Paul Craig Roberts

Fonte: www.paulcraigroberts.org

Link: http://www.paulcraigroberts.org/2014/06/17/washington-beating-war-drums-paul-craig-roberts/

19.06.201

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Loro, i folli capeggiati dal replicante capo dei Droni, il falso Nobel mulatto, pensano alle bombe sempre più grosse e letali mentre il "nemico", più intelligente, pensa a fregarli con la morte del dollaro e anche dell’euro.

    Se poi si aggiungesse anche una scomunica del Papa sarebbero messi nell’angolo dei perdenti sporchi e cattivi, quello che gli compete, alla fine.
    L’Impero ha i giorni contati e lo sa.
  • oriundo2006

    Tutto dipende dalla posizione che prenderanno i dirigenti sionisti, se a favore o meno degli Usa, ovvero della loro egemonia totalitaria sul piano mondiale. Oggi la situazione è incerta, e l’ ‘amicizia’ solo strumentale. Di fatto sono loro che controllano il gigante yankee: e questi lo sa e sotto sotto non vede l’ora di sbarazzarsi di tali ingombranti alterità. Il fatto che gli avvenimenti siano ‘pilotati’ da esponenti giudei ( ad esempio in Ucraina ) ma con cariche ufficiali negli Usa è indicativo ma è anche sintomatico di un rapporto che alla lunga sta mostrando segni di cedimento strutturale, se così si può dire. Alla Casa Bianca sanno benissimo che le guerre patrocinate in Sion si sono rivelate assolutamente disastrose per loro, sopratutto in quello che più importa, negli atteggiamenti filo od anti-americani dei popoli musulmani, con tutto quello che può significare per l’ideologia e la pratica ( anche commerciale ) dei loro interessi multinazionali. E le prospettive post-belliche sono se si può dire ancora più controverse: la Libia sta a dimostrarlo. Sono i sionisti a comandare e comanderebbero ancora di più senza la Russia o con questa fortemente indebolita. Converrebbe agli Usa ? Di sicuro i cabalisti in Gerusalemme puntano su di un ridimensionamento di entrambe, giudicando inaffidabile la Presidenza Obama come quella omologa di Putin. Ma sanno che hanno entrambi nelle loro mani, essendogli riuscito il giochetto che già li vide attori in quel di Danzica del ’38… Tutto dipende dalle scelte che faranno.

  • luiginox

    e vai col catastrofismo!in un modo o nell’altro,informazione e controinformazione fanno a gara ad incutermi paura.è gusto sadico?è disegno subdolo di chi meglio mi vuol dominare e sfruttare?basta vi prego. voglio stare sereno 

  • stefanodandrea

    Lunginox c’è del vero in ciò che dici. Però sereno sta solo lo sfruttato al quale il potere lascia la possibilità di riprodursi per partecipare alla produzione del sistema voluto dal potere. Nemmeno chi esercita il potere sta sereno, perché è preso da mille problemi. Non credo che dobbiamo desiderare di stare sereni, per quanto riguarda la nostra dimensione politica. Per quanto riguarda la nostra dimensione familiare, il nostro nido nella società, ovviamente le cose stanno in modo diverso.

  • clausneghe

    Buona analisi Oriundo.. Puntano al governo unico mondiale i Cabalisti, lo sappiamo. Se gli Usa saranno d’intralcio ai loro piani non esiteranno a frantumarli. Anche il nostro (si fa per dire) Renzi si è messo a blaterare di "Stati Uniti d’Europa" non è un caso. Esegue gli ordini dell’Agenda che punta ai cinque macro Stati per poi ridurli ad un solo unico governo mondiale ad impronta Luciferina. Ciao

  • Cataldo

    Bisogna sempre prendere cum grano salis queste affermazioni, senza inutili millenarismi. Il problema è sicuramente serio, in quanto stiamo tornando a livelli di confronto tipici della guerra fredda, ma non siamo ancora all’anteprima di una guerra mondiale totale.
    Diciamo che con le nuove tecnologie questo confronto avrà uno sviluppo molto più rapido. e sopratutto, non c’è uno schema duale tra blocchi, come nel passato.
    In altri termini molti commentatori sono sempre più in allarme perchè non trovano dei riferimenti concettuali, come nel passato della guerra fredda, per inquadrare le mosse dei contendenti  e rapportarle ad uno schema interpretabile, da qui una esagerazione dei toni allarmistici, non è che c’è da stare tranquilli, ma nemmeno da scavare bunker, per adesso.

  • GioCo

    Ci sono troppi interessi intrecciati in campo e la questione non è più risolvibile con schemi vecchi, compreso quello duale verso cui apparentemente vediamo ri-orientata la politica attuale.

    L’intreccio di ambiente, economia, industria, sfruttamento delle risorse, interessi individuali e collettivi, sono molto più confusi e complessi del passato. Ad esempio, oggi è complicato parlare di classi, anche se i localismi prendono forza per controtendenza alle dinamiche sociali centralizzatrici, è più vera la differenza espansa tra mondo economico benestante e sotto la soglia di povertà. Più difficile però mantenere il discorso entro confini territoriali, dato che ogni nazione ha una sua complessità in cui entrambi gli aspetti prendono forma e coesistono. Così è difficile oggi quanto paradossale, capire come funziona il consenso nell’era della manipolazione scientifica dello stesso, perché la popolazione mondiale fuori dal perimetro della monitorabilità permane maggioranza assoluta (e abbondante).

    C’è quindi una solida convergenza di interessi per la terza guerra e l’uso tattico atomico, tutt’altro che scevra da aspetti e interessi economici e di larghe vedute strategiche, ben oltre l’interesse di un singolo paese, sia esso anche solo gli USA e tutto fuorché frutto di follia, priva di senso o disumana. Certamente questo non rende nulla meno inquietante (anzi). Non vedo altro se non una estrema lucidità nell’azione globale, di qualunque parte si parli, anche nei conflitti regionali in corso, come tra oligarchi locali in Ucraina. Che poi si parli di uso spregiudicato del potere, questo ci dice solo che tra noi e Attila l’Unno, c’è solo la tecnologia e la possibilità aumentata di far danno, non una crescita reale Umana, individuale o civile, entro cui poterci cullare.

    Diminuire la popolazione significa creare un mondo in cui la sostenibilità, per questo modello economico certamente migliorabile ma comunque dipendente dalle materie prime esauribili e da una tecnologia sempre più incredibile, straordinaria e futuristica, diventa possibile per molte generazioni, facendo la fortuna di chi è attualmente in sella e Governa la gestione delle materie prime. Ovviamente non si parla di diminuire la parte "fortunata" ma quella che rimane in ombra rispetto la monitorabilità attuale. E tra queste c’è poi da scegliere perché ancora ne rimane da sfoltire ed è un processo in atto (marginalizzazione) che mi pare diretto anche con determinazione e lucidità. Nessun dietrologismo, questa oggi è solo evidenza che se vogliamo vedere vediamo, altrimenti nessuno potrà toglierci le fette di carne (spessa) sugli occhi.

    Non so se la terza guerra si farà, ma se dobbiamo pensare che quella attuale è la condizione della guerra fredda, prepariamoci ad amarissime soprese. Altrettanto se vogliamo buttare tutto sulla confusione e la follia "globalizzante" di politici corrotti e supini. Non si convince nessuno, per quanto spregiudicato sia a una guerra di questo tipo se non ci sono le garanzie per migliorare pesantemente le proprie condizioni di potere. Solo che come ho fatto già notare in passato, tra gli oligarchi mondiali oltre a non esserci accordo filosofico-politico-morale (etc.), non c’è nemmeno spazio per tutti in questo ipotetico futuro. Chi è sveglio lo ha capito da un pezzo.

  • spadaccinonero

    stai tranquillo

    hanno preferito una guerra economica perché se ci fosse un olocausto nucleare i vivi invidieranno i morti e i ricchi non ne ricaverebbero assolutamente NULLA