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7 MODI IN CUI LE AZIENDE DEI PESTICIDI PILOTANO LA CRISI DELLE API PER TUTELARE I PROFITTI

DI MICHELE SIMON

Friends of the Earth

Se vi piace mangiare, allora dovreste fare attenzione a ciò che accade alle api. Lo sapevate che i due terzi delle colture alimentari hanno bisogno dell‘impollinazione – ogni tipo di cibo su cui facciamo affidamento per avere un’alimentazione corretta- ossia mele, bacche e mandorle, giusto per nominarne qualcuna. Questo è il motivo per cui il grave declino nella popolazione delle api sta avendo sempre più attenzione, con intere campagne tese a difendere le api.

Un forte corpo crescente di prove indica l’esposizione a una classe di pesticidi neurotossici detti neonicotinoidi (i pesticidi sintetici più usati) come principale fattore della sparizione delle api.

L’Unione Europea ha proibito i tre neonicotinoidi più usati, in base a prove scientifiche che indicano che i nicotinoidi possono completamente ammazzare le api e renderle più vulnerabili ai parassiti, patogeni e altri stress.

Consideriamo gli spin doctor aziendali (gli strateghi delle strategie di Public Relations, ndt). Come mostra il mio report su Friends of the Earth, tre delle maggiori aziende di antiparassitari – Bayer, Monsanto e Syngenta- sono impegnate in una massiccia campagna di disinformazione pubblica per distogliere il pubblico e i politici dal pensiero che i pesticidi possano avere qualcosa a che vedere con la morte delle api e la loro distruzione.

Per decenni la Big Tobacco (la lobby del tabacco, ndt) ha usato queste strategie, praticando un ostruzionismo che ha provocato milioni di morti evitabili.
Proprio mentre gli azionisti Bayer si incontravano in Germania questa settimana, il mio report portava una luce critica su queste pratiche aziendali distruttive.

Di seguito ci sono le sette tattiche che le aziende di pesticidi usano per trarre in inganno riguardo alla moria delle api.

1. Fingere di aver cura – con un blitz nelle PR

La Big Tobacco ha perfezionato l’arte di fare il proprio interesse nelle pubbliche relazioni, cioè quella di apparire come se gli importasse qualcosa dei problemi causati dai suoi prodotti e di offrire finte soluzioni.

Un elemento chiave della strategia di PR del settore dei pesticidi è quello di passare all’offensiva con la creazione di un’ immagine raffinata in cui essa compare “in prima linea” e assume un ruolo guida nel “salvare le api”. Ad esempio, l’anno scorso, la Bayer ha avviato il suo “Bee Care Tour” itinerante (un “tour per la cura delle api”) in un forum dedicato ai problemi dell’agricoltura a Orlando, in Florida. Il tour prosegue nel 2014, con fermate a Oregon State University, Washington State University, University of California, Davis, South Dakota State University e Purdue University. Nel mese di giugno, il Bee Care Tour sarà a disposizione per il National Pollinator (la settimana nazionale dell’impollinatore) a Washington, DC.

2. Creare distrazioni: incolpare qualsiasi cosa tranne i pesticidi

La Big Tobacco era maestra nell’inventare distrazioni per dimostrare al pubblico che la colpa non era sua. L’ idea è di creare incertezza; come spiegava bene un dirigente dell’industria del tabacco: “Il dubbio è il nostro prodotto” .

In modo analogo, Bayer , Syngenta e Monsanto hanno schierato una combinazione di tattiche di PR per distogliere l’attenzione dai neonicotinoidi come causa principale della moria di api. In genere hanno promosso un argomento “multifattoriale” che minimizza il ruolo dei pesticidi e produce dubbi su di essi, allo stesso tempo sottolineando l’acaro varroa, agenti patogeni e l’alimentazione delle api come forze primarie che minacciano le api.

Ad esempio, Helmut Schramm, responsabile della Bayer CropScience in Germania, ha spiegato: “E’ generalmente noto che l’acaro varroa è il principale nemico delle api”. Per allontanare ulteriormente l’attenzione, la Bayer ha anche eretto una gigantesca scultura dell’acaro varroa su un’ape nel suo Centro “Bee Care” (“per la cura della api”, ndt) in Germania. Come osserva il New York Times, “Opportunamente, Bayer commercializza anche prodotti per uccidere gli acari”.

3. Manipolare la scienza

La Big Tobacco era così impegnata a nascondere gli aspetti scientifici del fumo che creò il “Tobacco Institute” il quale aveva lo scopo di fondare una scienza favorevole alle industrie.

Tutte e tre le aziende – Bayer, Syngenta e Monsanto – stanno rafforzando i loro legami nella comunità scientifica per migliorare la credibilità della loro tesi che ci sono numerosi colpevoli per la moria delle api, ma non i pesticidi.

Le aziende stanno finanziando studi scientifici, coltivando alleanze e partnership strategiche con gli agricoltori, apicoltori e le organizzazioni agricole, al fine di rafforzare la legittimità delle proprie argomentazioni e di posizionarsi come “amici delle api”.

4. L’acquisto di credibilità: inserire esperti sui libri paga e cooptare associazioni

Un modo correlato che la Big Tobacco usa per distorcere la scienza è quello di pagare i ricercatori a contratto e cooptare le organizzazioni professionali. Ancora una volta, le aziende di pesticidi seguono quella rotta. Ad esempio, lo scorso giugno, la Monsanto ha ospitato per tre giorni lo “Health Summit Bee” (Convegno sulla salute delle api, ndt), dove l’azienda ha ampliato notevolmente il suo raggio d’azione e la sua influenza nella comunità scientifica.

Al convegno, la Monsanto ha annunciato la formazione di un consiglio consultivo Bee Honey (ape e miele, ndt), un’alleanza strategica composta da dirigenti della Monsanto in persona e da altri componenti. Sebbene il pubblico fosse amico, un sondaggio ha mostrato che solo il 14% dei presenti pensava che i pesticidi venissero discussi in modo completo o utile.

Inoltre, l’associazione British Bee Keepers ha ricevuto un finanziamento significativo da Bayer, Syngenta e altre società di pesticidi, un accordo che alcuni critici hanno definito una contropartita per l’approvazione degli insetticidi come “bee -friendly” (innocui per le api, ndt) da parte dell’organizzazione.

5. Incolpare gli agricoltori

Un’altra tattica comune di Big Tobacco è di incolpare i fumatori che “avrebbero dovuto sapere” che il fumo era mortale. Questa strategia spudorata viene ora usata dalle aziende di pesticidi.
Ad esempio, il sito web Bee Care di Bayer spinge un uso dei suoi prodotti “che tenga in conto le api”, il che implica che qualsiasi problema con i nicotinoidi è causato da un uso improprio dei propri prodotti da parte degli agricoltori e altri.

In modo analogo, Syngenta afferma: “I pochi casi di danni alla salute delle api [causati] da questi pesticidi si sono verificati nelle rarissime occasioni in cui gli agricoltori hanno utilizzato il prodotto in modo non corretto (ad esempio non hanno seguito le istruzioni d’uso).”

Syngenta si spinge ad accusare la paura umana per la moria delle api e afferma: “Molte persone hanno paura delle api , vespe, calabroni, e molti altri insetti volanti. Questa paura purtroppo si tramuta in una grande minaccia per la salute delle api, perchè troppe persone semplicemente le uccidono se entrano in casa o volano troppo vicino alla gente”.

6. Mirare ai bambini

Proprio come Phillip Morris si ispirava al personaggio Joe Camel da giovane ora dalla Bayer arriva il libro per bambini intitolato “Toby e le api”, in cui in un amichevole vicino, apicoltore spiega al giovane Toby che le api si ammalano ma “non preoccuparti”, in quanto è solo un problema di acari, e una medicina speciale farà ritornare le api sane – una medicina prodotta dalla Bayer. In un altro tentativo di plasmare le giovani menti, il Centro per le api della Bayer promuove un concorso chiamato “Colora l’ape” per “incoraggiare gli studenti sotto i 12 anni a conoscere la salute delle api”.

7. Attaccare i legislatori

L’Unione europea è molto più avanti degli USA quando si tratta di intraprendere azioni per proteggere le api dagli effetti dannosi dei nicotinoidi. Proprio come Big Tobacco ricercava i favori dei responsabili politici, così fa l’industria dei pesticidi.

I documenti ottenuti dal Corporate Europe Observatory hanno rivelato che Syngenta, Bayer, e la European Crop Protection Association (la lobby dei produttori di pesticidi) sono state impegnate in una campagna privata di lobbying dietro le quinte, che ha avuto inizio già a giugno 2012, per evitare un divieto dei neonicotinoidi nell’Unione europea.
Attraverso una serie di lettere, queste società hanno fatto accuse con discutibile supporto scientifico o di fatto, nel tentativo di convincere i commissari europei che i neonicotinoidi non erano il problema.

È necessario muoversi ora per salvare le api e il nostro approvvigionamento alimentare

I politici, i media e il pubblico devono essere consapevoli di queste tattiche nello stile dell’industria del tabacco, che per anni sono state usate per ingannare e ritardare l’azione politica per decenni. Non possiamo permetterci lo stesso ritardo nel proteggere le api da ulteriori danni.

E ‘ ora per il governo degli USA di seguire la guida dell’Unione europea per proteggere le api e il nostro cibo. L’EPA dovrebbe prestare attenzione al crescente corpo di scienza che collega i nicotinoidi alla moria di api e limitare l’uso di questi pesticidi. Il Congresso dovrebbe approvare il Saving America’s Pollinators Act (Legge per salvare gli impollinatori dell’America, ndt). La Casa Bianca dovrebbe spingere sia il Congresso che le agenzie federali a muoversi rapidamente.

Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi. È in gioco il nostro stesso approvvigionamento alimentare.

Michele Simon

Fonte: www.foe.org

Link: http://www.foe.org/news/blog/2014-04-follow-the-honey-7-ways-pesticide-companies-are-spinning-bee-crisis

28.04.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DANIELA PALLOTTA

Pubblicato da Truman

  • vic

    Qui in Svizzera il governo ha finalmente preso in considerazione la moria della api.

    Esperti ed apicoltori si sono chinati sul problema. Sono arrivati dopo i documentaristi, che hanno fatto loro da apripista.
    Per intanto emerge una constatazione: le cause della moria sono piu’ di una: i neonicotinoidi, l’acaro varroa e forse pure qualcosa d’altro di cui non parla nessuno, nemmeno gli esperti di api.
    La cosa e’ venuta fuori quando un prof. ha analizzato il miele a modo suo per arrivare al dunque: nel miele, come nell’acqua, afferma il prof., c’e’ una presenza inquietante di [b]nanoparticelle di plastica[/b]. Una presenza in quantita’ niente affatto trascurabili.
    Insomma, stiamo ingurgitando nanoplastica a nostra insaputa. A quanto pare queste nanoparticelle provengono da prodotti d’uso quotidiano: paste dentifricie, saponi, vernici, in cui le nanoparticelle aumentano l’efficacia del prodotto. Ma poi vanno a finire nel ciclo dell’acqua ed a quanto pare, se finiscono nel miele, vuol dire che le api ingeriscono questa nanoplastica.
    Siccome le api non hanno un grande sistema immunitario, a differenza della mosca per esempio, non e’ da escludere che la nanoplastica giochi pure lei un ruolo nella moria delle api.
    E’ per ora solo un’ipotesi, che pero’ nessuno ha indagato finora, nemmeno le commissioni di "esperti di api".
    Insomma, siamo immersi in un mondo in cui le cattive sorprese si susseguono una dopo l’altra. A monte c’e’ sempre la solita industrializzazione spinta e la brama di innovare a ritmo forsennato.
    🙁
  • Aironeblu

    Purtoppo la cosa va ben oltre la "tutela dei profitti" nascondendo i danni collaterali da parte delle mega-aziende in questione, e lo si puo’ facilmente dedurre pensando ai vantaggi che possono trarre i grandi produttori OGM  in termini di monopolio dalla moria delle api impollinatrici.
    Queste sono le stesse aziende a indirizzo mondialista che hanno dichiarato guerra all’agricoltura tradizionale e mettono in campo i loro potenti mezzi per eliminare la concorrenza, e imporre il governo unico anche in campo alimentare.
    Queste iniziative di disinformazione farebbero veramente ridere se non fosse per la loro tragica gravita’.