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WIKILEAKS E LO SPIONAGGIO IN STILE ISRAELIANO

DI JEFF GATES
onlinejournal.com

Gli Stati Uniti sono sotto l’attacco di un nemico interno. Esperto in guerra della teoria dei giochi, questo nemico ha come bersaglio la sfera più delicata della sicurezza nazionale americana: i suoi rapporti con le altre nazioni.

La pubblicazione online di un quarto di milione di documenti riportanti scambi diplomatici è notevole sia per ciò che è omesso che per quello che vi si include.

Per determinare se quest’ultima pubblicazione è stata una forma di spionaggio, gli analisti esaminano solo il fatto che questo bottino di banalità è stato vivacizzato con documenti che sicuramente danneggeranno le relazioni degli Stati Uniti.

Per identificare le sue fonti, gli analisti dovrebbero rispondere a una domanda cruciale: Cui bono? A beneficio di chi?

Un indizio: la pubblicazione del conversazioni triviali e insultanti nei confronti dei leader turchi subito dopo la loro insistenza perché gli Stati Uniti non condividessero le informazioni di intelligenze della Turchia con Tel Aviv.

Una tale richiesta da parte di un alleato di valore segna una svolta critica nell’isolamento di Israele tramite la pretesa della chiusura delle operazioni americane in Israele nelle loro 16 agenzie di intelligence, nella Casa Bianca e negli Intelligence Committees nella Camera e nel Senato. Tel Aviv non ha gradito.

I turchi sono ancora infuriati per la mancata presa di responsabilità per l’esecuzione da parte delle Forze di Difesa Israeliane di nove cittadini turchi a bordo di una nave umanitaria che era stata abbordata in acque internazionali mentre procedeva verso Gaza con provviste, per alleviare l’assedio israeliano.

Si è trattato di una rappresaglia in stile israeliano? Wikileaks è la parte visibile di una campagna di disinformazione di Israele? Chi ha interesse nel danneggiare le relazioni Stati Uniti – Turchia?

L’intenzione è determinante

Una fuga di notizie è tale solo se si tratta di dati a casaccio. Se la crepa fa uscire dati inclusi o esclusi di proposito in base all’effetto desiderato, si tratta di un’operazione di intelligence. L’ex Consigliere di Sicurezza Nazionale, Zbigniew Brzezinski,
evidenzia come questa diffusione sia “seminata” di informazioni che sono “sorprendentemente mirate”.

Consideriamo, per esempio, i cables che indicano l’inclinazione dei leaders cinesi a collaborare con gli Stati Uniti per la riunificazione della Corea del Sud e del Nord sotto la leadership della prima. È un’informazione che sicuramente avrebbe messo in imbarazzo i leader cinesi, danneggiato i rapporti dell’America con Pechino e reso la riunificazione più difficile.

Dalla prospettiva della teoria del gioco, il danno che ne è risultato era ampiamente prevedibile. Con l’economia americana sull’orlo del tracollo, la creazione di una frattura con il più importante partner americano è stato anche un attacco al potere economico necessario agli Stati Uniti per sostenere una possibile difesa.

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In modo simile, i riferimenti mirati ai leader arabi erano destinati a indebolire la loro credibilità politica interna e anche a complicare i rapporti esteri. La rivelazione dell’ insofferenza degli arabi nei confronti dell’Iran ha anche acuito la divisione tra Sunniti e Sciiti, fonte di continua tensione e cruciale barriera alla formazione di un possibile governo in Iraq.

L’effetto è stato quello di complicare il disimpegno americano e di elevare i costi umani e monetari.

I cables che riguardano i leader sauditi sono stati diffusi subito dopo che Washington ha concesso a Riyad la possibilità di acquistare aerei e armi americani lungo un periodo di alcuni anni. Tel Aviv non ha gradito.

Mirando alla credibilità saudita e americana, questa operazione ha colpito le due nazioni che fanno più pressione perché finisca l’occupazione israeliana in Palestina.

La trasparenza è la minaccia più grave

Ha temuto qualcosa Tel Aviv? Dopo oltre sei decenni di continue provocazioni vestendo i panni della vittima perenne, ha perso forza il copione di Israele?

Il sionismo affronta una minaccia esistenziale anche se non dall’Iran o da quelli che Tel Aviv indica come “Islamo-fascisti”. La minaccia risiede nell’emergente trasparenza che conferma i pro-israeliani come la fonte di intelligence che ha portato gli Stati Uniti alla guerra su presupposti falsi.

Una massa critica di disinformazione ha persuaso gli Stati Uniti a condurre una guerra su un’agenda a lungo cercata dai sionisti estremisti.

Steve Rosen, un ex impiegato della lobby israeliana, ha promesso che testimonierà sulla continua acquisizione di intelligence riservata degli Stati Uniti da parte della lobby. Questa enorme pubblicazione di materiale riservato ha l’obiettivo di far apparire l’operazione di raccolta di informazione come una routine?

I dati pubblicati da Wikileaks sono mirati. Quelli non pubblicati lo sono ancora di più: la mancanza di fatti che possano testimoniare il ruolo che Israele ha svolto da tempo per minare gli interessi americani.

Israele ha evitato le sue responsabilità per oltre sei decenni. Le rivelazioni di Wikileaks sono state “seminate” per screditare gli Stati Uniti in questa congiuntura critica? L’evidenza suggerisce che ciò che vediamo non è una fuga di dati ma un’operazione di disinformazione.

La settimana scorsa, l’opposizione israeliana a un piano di pace è stata sulle prime pagine. Questa settimana le notizie parlano solo di una guerra contro l’Iran. The Jerusalem Post ha subito urlato che Wikileaks “ha vendicato Israele”, citando la preoccupazione dei leader arabi sull’Iran.

Queste ultime rivelazioni hanno anche permesso a Tel Aviv di suggerire che se l’intelligence degli Stati Uniti si è mostrata inaffidabile su una Corea del Nord con armi nucleari, come si può aver fiducia negli Stati Uniti per contenere un Iran nucleare?

A chi vanno attribuite queste pubblicazioni? Chi ne ha beneficiato ?

Jeff Gates
Fonte: http://onlinejournal.com
Link: http://onlinejournal.com/artman/publish/article_6661.shtml
6.12.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RENATO MONTINI

LEGGI ANCHE: WIKILEAKS: LA TEL AVIV CONNECTION

Pubblicato da Davide

  • Tao

    WIKILEAKS STIPULO’ UN ACCORDO CON ISRAELE RIGUARDO AI DISPACCI DIPLOMATICI

    DI LIKIWEAKS
    indybay.org/

    Tutti noi vorremmo ovviamente sostenere Wikileaks e il suo fondatore e portavoce, Julian Assange, recentemente arrestato in Inghilterra in questa lurida guerra condotta dagli stati del globo contro la trasparenza e la libertà. Ma, tristemente, nel mondo della politica le cose non sono mai innocenti come sembrano. Secondo recenti rivelazioni, Assange avrebbe stretto un accordo con Israele prima del recente “cable gate” [il rilascio di documenti d’ambasciata di cui si parla da qualche tempo, NdT], il che spiegherebbe il motivo per cui le rivelazioni di Wikileaks “sono favorevoli ad Israele”, come ha dichiarato il Primo Ministro israeliano.

    Diversi commentatori, soprattutto in Turchia e Russia, si sono domandati per quale motivo le centinaia di migliaia di documenti segreti americani rilasciati sul sito lo scorso mese non contengano nulla che possa mettere in imbarazzo il governo israeliano, quando gli stessi documenti contengono riferimenti a quasi ogni altro stato del mondo. La risposta sembra essere un accordo segreto stipulato tra l’uomo che è “il cuore e l’anima” di Wikileaks, come Assange una volta descrisse umilmente se stesso [1], ed alcuni funzionari israeliani, con cui ci si assicurava che tutti i documenti di questo tipo venissero “rimossi” prima che il resto fosse reso pubblico.

    Secondo un sito arabo di giornalismo investigativo [2], Assange avrebbe ricevuto denaro da fonti israeliane semi-ufficiali e avrebbe loro promesso, in base “ad un accordo segreto e videoregistrato”, di non pubblicare alcun documento che potesse danneggiare la sicurezza di Israele o i suoi interessi diplomatici.

    Le fonti del rapporto di Al-Haqiqa sarebbero ex volontari di Wikileaks che hanno abbandonato l’organizzazione negli ultimi mesi a causa della “leadership da autocrate” di Assange e della sua “mancanza di trasparenza”.

    In una recente intervista al quotidiano tedesco Die Tageszeitung, l’ex portavoce di Wikileaks, Daniel Domscheit-Berg, ha detto che lui e altri dissidenti dell’organizzazione intendono lanciare la propria piattaforma di conroinformazione per portare a compimento l’obiettivo originario di Wikileaks, che era quello di una “condivisione senza limiti dei file”. [3]

    Domscheit-Berg, che sta per pubblicare un libro sul periodo trascorso “all’interno di Wikileaks”, accusa Assange di comportarsi come un “sovrano” all’interno dell’organizzazione e di andare contro la volontà degli altri membri, “stringendo accordi” con i mezzi d’informazione allo scopo di creare un effetto esplosivo, tutte cose di cui gli altri membri di Wikileaks sanno poco o nulla. [4]

    Inoltre, la brama di scoop con cui Assange mirava a conquistare le prime pagine dei giornali avrebbe impedito a Wikileaks di “ristrutturarsi” per far fronte alla crescita d’interesse verso la piattaforma, hanno aggiunto i testimoni. Ciò significa che le rivelazioni minori, che avrebbero potuto interessare la gente a livello locale, sono state lasciate in disparte per dare spazio alle storie più grosse. [5]

    Secondo le fonti di Al-Haqiqa, Assange si sarebbe incontrato con i funzionari israeliani a Ginevra, all’inizio di quest’anno, e lì avrebbe stipulato l’accordo segreto. Il governo israeliano, a quanto sembra, aveva scoperto o sospettava che i documenti in fase di rilascio contenevano un gran numero di informazioni relative agli attacchi israeliani contro il Libano e contro Gaza, lanciati rispettivamente nel 2006 e nel 2008/9. Questi documenti, che si dice provenissero principalmente dalle ambasciate israeliane di Tel Aviv e Beirut, sarebbero stati rimossi e forse distrutti dallo stesso Assange, il quale è l’unica persona a conoscere le password per aprire tali documenti, hanno aggiunto le fonti.

    In effetti, i documenti pubblicati presentano un “gap” che si estende su tutto il periodo di luglio-settembre 2006, durante il quale ebbe luogo la guerra di 33 giorni contro il Libano. E’ davvero possibile che i diplomatici e i funzionari americani non avessero commenti o informazioni da scambiarsi riguardo a questo evento cruciale e perdessero invece il tempo a “spettegolare” su ogni altra insignificante questione mediorientale?

    Dopo il rilascio dei documenti (e anche prima), il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in una conferenza stampa che Israele aveva “giocato d’anticipo” per limitare i danni provocati dalle rivelazioni, aggiungendo che “nessun documento segreto d’Israele è stato reso pubblico da Wikileaks”. [6] In un’intervista alla rivista Time, rilasciata nello stesso periodo, Assange incensava Netanyahu come un eroe di trasparenza e liberalità! [7]

    Secondo un altro rapporto [8], gli esponenti di un giornale libanese di sinistra si sarebbero incontrati due volte con Assange per negoziare un accordo, offrendogli una “grossa quantità di denaro” per ottenere alcuni documenti relativi alla guerra del Libano del 2006, in particolare le trascrizioni dell’incontro tenutosi nell’ambasciata americana a Beirut il 26 luglio 2006, che è considerato un “consiglio di guerra” tra gli americani, gli israeliani e quei partiti libanesi che giocarono un ruolo nella guerra contro Hezbollah e i suoi alleati. Tuttavia, i documenti che gli editori di Al-Akhbar ricevettero in seguito partivano dal 2008 e non contenevano “niente di rilevante”, affermano le fonti. Ciò non fa altro che supportare le accuse relative all’accordo stipulato da Assange.

    Infine, vale la pena di rilevare che Assange potrebbe aver fatto davvero ciò di cui è accusato al solo scopo di proteggere se stesso e di garantire che i documenti filtrati ottenessero la pubblicazione, in modo da svelare l’ipocrisia americana, che si dice sia la sua ossessione, “a scapito di obiettivi più fondamentali”.
     

    Versione originale:

    LikiWeaks
    Fonte: http://www.indybay.org
    Link: http://www.indybay.org/newsitems/2010/12/07/18665978.php
    7.12.2010

    Versione italiana

    Fonte: http://blogghete.blog.dada.net
    Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-12-09
    9.10.2010

    Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA

    Note:

    [1] http://www.wired.com/threatlevel/2010/09/wikileaks-revolt/

    [2] http://www.syriatruth.info/content/view/977/36/

    [3] http://www.taz.de/1/netz/netzpolitik/artikel/1/vom-hacker-zum-popstar/

    [4] http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,732212,00.html

    [5] http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,719619,00.html

    [6] http://www.haaretz.com/print-edition/news/netanyahu-wikileaks-revelations-were-good-for-
    israel-1.327773

    [7] http://www.time.com/time/world/article/0,8599,2034040-2,00.html

    [8] http://www.syriatruth.info/content/view/986/36/