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WAR PORN

DI TANYA CARIINA HSU
globalresearch.ca

“E così, alla fine della storia, l’omicidio, nutrirà l’omicidio, sempre in nome del diritto, dell’onore e della pace, finché gli dei si stancheranno del sangue e creeranno una razza in grado di capire.“ (George Bernard Shaw, monologo di Cesare, Cesare e Cleopatra, 1898)

La guerra è sempre stata eccitante, fornisce brividi al genere umano dalla comparsa dell’uomo; è intensa; è cruda; è primitiva. Raggiunge ogni nervo, è così carnale che confina con l’erotismo sessuale. E molti che non possono partecipare desiderano guardare. Si chiama war porn. [1]

Come mezzo per aggirare il blocco degli acquisti con carte di credito dall’Iraq e dell’Afghanistan, i soldati scambiano i loro filmati che riprendono le uccisioni di nemici con siti pornografici, in cambio di video pornografici vietati ai minori. Il personale militare propone regolarmente migliaia di questi video terminali migliorati con l’accompagnamento sonoro di musica heavy metal; più il filmato è crudo, più è alto il gradimento dei visitatori dei siti web in cui sono pubblicati.Quando furono pubblicate le foto di Abu Ghraib, il Pentagono fece gli straordinari per sostenere che si trattava di incidenti isolati condotti da una manciata di personale militare aberrante. Se appare chiaro che la maggior parte dei militari non provano piacere ad uccidere, tuttavia è indiscutibile il fatto che la richiesta di immagini di war porn dimostri l’esistenza di un’euforia endemica per l’umiliazione, la degradazione e la morte del nemico.

Con Abu Ghraib è venuta fuori un’offensiva di video personali su YouTube e siti di war porn come www.gotwarporn.com. Milioni di visualizzazioni da parte di visitatori che desiderano semplicemente averne ancora hanno semplicemente rinforzato la loro popolarità. Nel 2004, 30.000 soldati erano registrati in un solo sito. [2] I militari statunitensi non hanno fatto nulla per chiudere i siti, per rendere impossibile il rintracciamento dei video, nonostante che le specifiche coordinate satellitari, i tempi e i dati di ricerca siano chiaramente visibili nei filmati. Solo un sito, www.nowthatsfuckedup.com, è stato chiuso dallo sceriffo di Polk Country, in Florida, il quale ha intentato un’azione giudiziaria per oscenità contro il proprietario del sito. [3] Il Pentagono, diversamente, ha ritenuto opportuno lasciare aperti i siti, prova del fatto che “i ragazzi sono ragazzi”. Matt McLaughlin, portavoce del Comando Centrale degli Usa, ha affermato che, sebbene la Convenzione di Ginevra proibisca le foto di detenuti o di corpi mutilati, i militari “non hanno una politica specifica per quanto riguarda la fotografia di persone decedute purché quelle fotografie non violino i suddetti divieti.” [4] Né l’Esercito, né la Marina, né l’Aeronautica, né i Marine, né lo Stato Maggiore unificato, né il Parlamento Usa, né la Casa Bianca sono intervenuti per porre un limite a questi filmati così espliciti, e nemmeno un singolo soldato è stato sottoposto a provvedimenti disciplinari per la diffusione di questi materiali.

Il fenomeno persegue due propositi preziosi. Scambiare filmati di guerra con filmati porno contiene il desiderio. In un territorio lontano da casa, il sesso al computer fa sì che le truppe siano meno portate a sedurre – o peggio aggredire – le giovani donne dei villaggi, storicamente una norma in battaglia. Ora è possibile farlo online, direttamente nei loro computer nel deserto.

È anche una forma di propaganda utile, un supporto essenziale alle truppe Usa di occupazione. Mentre nelle guerre passate questo era un ruolo riservato ai ministri di governo e ai media, la propaganda ora è convenientemente dispensata da coloro che sono direttamente coinvolti nel conflitto. Il War Porn permette ai voyeur non solo di provare la gratificazione che dovrebbe farli unire alla causa, ma rinforza la speranza per il successo nella guerra contro il terrorismo. La guerra vende, il war porn vende davvero, e la pace non va bene per gli affari dell’industria della difesa.

Perché viene permesso che i filmati restino di dominio pubblico, se non perché garantiscono una rappresaglia permanente contro i bersagli statunitensi, sia all’interno sia all’estero?

Così come i massacri di civili possono essere visti nel comfort di una poltrona negli Usa, al tempo stesso sono subito accessibili all’acerrimo nemico che i militari tentano di estirpare. Dopo tutto, il web è mondiale. L’iracheno che è stato testimone del massacro di tutta la sua famiglia da parte di una bomba statunitense, l’afgano che ha conosciuto solo la guerra da quando è nato, il pachistano che subisce i droni che sganciano missili sulla sua terra: ognuno di essi è in grado di vedere la stessa scena mentre è in casa. Anche loro sentono le urla eccitate del soldato che prova piacere mentre sgancia esplosivi sulle case dove vivono famiglie, su una madre che cammina per strada con suo figlio, o su un gruppo di uomini al ritorno dal lavoro. Anche loro possono vedere le macabre aggressioni e mutilazioni fatte dai cani mentre fanno a pezzi i resti di un soldato iracheno, oppure vedono le raccolte di filmati in cui “si identificano parti interne dei corpi” che giacciono sparse sul terreno, oppure gli auguri udibili in sottofondo dei soldati quando iniziano una missione. Guardando il war porn, anche il nemico prova una vampata di calore. Non per la sferzata di adrenalina che invade il suo corpo quando viene premuto un grilletto, ma per il desiderio di vendetta.

La guerra del XXI secolo è più complessa rispetto alla questione inerente alla desensibilizzazione di una generazione da videogiochi, di soldati che vedono gli obiettivi semplicemente come punture di spillo su uno schermo – più alto il numero di coloro che colpiscono, più alto il loro punteggio. È risaputo che coloro che imparano l’aggressività dai videogiochi è più probabile che assumano un comportamento aggressivo. [5] Una volta, una porta che scricchiolava nella notte, un coltello insanguinato pronto a colpire in un film horror degli anni ’60, una finestra che improvvisamente si apriva sbattendo in un temporale erano sufficienti per terrorizzare un uomo fino a fargli venire gli incubi. I soldati di oggi ridono quando vedono teste che esplodono e membra strappate, essendo stati cresciuti con una dieta fissa della stessa portata a base di pellicole cinematografiche, televisione e giochi digitali di morte come Mortal Kombat e God of War.

Se la gentilezza genera gentilezza, se il mangiar sano genera salute, se leggere rende migliore il rendimento scolastico, come può la violenza non generare violenza?

La tattica di combattimento oggi è drasticamente cambiata nella guerra moderna, poiché la maggior parte delle uccisioni sono compiute dagli operatori di sistema in America. Mentre si recano al lavoro con un caffè e una ciambella in mano, i tecnici militari possono leggere le e-mail, entrare nei centri di comando, lanciare qualche missile lontani migliaia di miglia dalla zona del conflitto, fare pranzo, far sparare altre armi per uccidere altri afgani e iracheni, chiamare i loro mariti o mogli per chiedere cosa devono comprare al supermercato mentre tornano a casa prima della partita a baseball dei loro figli, semplicemente per fare di nuovo la stessa cosa con tranquillità il giorno seguente dopo una buona nottata di sonno. Uomini innocenti, donne e bambini di religione e cultura diverse sono irrilevanti. Non si prova alcuna emozione per questi esiti; sono insensibili alle conseguenze.

La guerra conferisce autorità e controllo, la vita di un altro dipende interamente dal fatto che un grilletto o un pulsante è premuto. Tuttavia, non etichettiamo ciò come terrorismo o violenza quando ordinato dall’aderenza a principi morali divini, in nome di Dio e della patria; la violenza e il terrorismo sono solo riservati a un nemico che difende la sua terra da un’occupazione nemica. Solo il martirio in uniforme è onorevole.

Il war porn non può essere equiparato ai servizi giornalistici di guerra, come quelli riportati da al-Jazeera o altri canali televisivi regionali, poiché la carneficina causata da truppe straniere viene trasmessa di notte. Né può essere paragonato ai raccapriccianti filmati di prigionieri stranieri che vengono decapitati: quegli eventi non accadono per sport, piacere e divertimento. Sono chiari messaggi di rappresaglia per le torture testimoniate ad Abu Ghraib, e avvertimenti all’occidente di stare lontani dalle terre musulmane. Al contrario il war porn va fiero per la caccia e l’uccisione, il conteggio dei corpi e il massacro.

Poiché è una guerra guidata dal computer, il flusso di adrenalina ha vita breve. Quando un soldato è lontano dal suo obiettivo, migliaia metri su nel cielo o migliaia di chilometri in una sala controllo, è soltanto una piccola pera di eroina. Ha bisogno di essere nutrita ripetutamente per assicurare lo stesso effetto. Di solito, un soldato ingaggiava una battaglia faccia a faccia col suo nemico, col bianco degli occhi del suo avversario chiaramente visibile. L’adrenalina dopo un’uccisione durava a lungo, poiché i momenti finali del nemico erano eternamente vivi. Quando la vita lasciava uno, l’altro tornava a casa con l’immagine marchiata a fuoco nella sua mente, indiscutibile, indimenticabile.

Le disprezzabili atrocità commesse durante le Crociate o nel Medioevo non furono rivelate che centinaia di anni dopo, quando i documenti latini furono rispolverati e analizzati. I veterani delle due guerre mondiali tornarono a casa dalle linee del fronte e la loro privacy ed esperienza furono rispettate. Quando venivano proiettati i cinegiornali , i tedeschi e le truppe alleate gioivano in corpi raggianti. Il Vietnam ha per sempre alterato la percezione della guerra, con i Dispacci del 1977 di Michael Herr che hanno rivelato il conflitto viscerale interno all’animo umano che combatte. Il suo libro ha portato l’inferno taciuto della guerra in televisione e preparato un nuovo genere di film scioccanti.

Il war porn è generalmente definito come una fascinazione con armi oltremisura e uniformi luccicanti, carri armati hi-tech e missili guidati, “una panoplia di immagini come sostituto asettico del sesso pornografico.” [6] Oppure, come ha spiegato Linda Williams, docente di studi cinematografici e retorica all’Università californiana di Berkley, “È narcisistico; ragazzi che si riuniscono per ammirare i loro giocattoli. Ci descrive mentre mostriamo orgogliosamente le nostre armi e in questo c’è qualcosa che ha a che fare col sesso.” [7]

È più di una metafora.

La guerra intensifica gli appetiti. Ferma il tempo e amplifica i sensi fino ad una terribile estasi. L’amore per la guerra è “così intenso che… non ha limiti, nemmeno la morte.” [8]

Così era la brutale onestà riguardo all’eccitazione che gli uomini potevano provare nell’uccidere su mandato dei governi, secondo William Broyles jr nel 1984, in uno dei più franchi saggi sulla guerra mai scritti. Nel Vietnam, i marine lo chiamavano “occhio che scopa”. Broyles scrisse che la maggior parte degli uomini che sono stati in guerra ricordavano come “mai nella loro vita avevano accresciuto una sessualità.” Il “morbido, seduttivo tocco del grilletto”, la “intensa bellezza” del fosforo bianco che si alzava in volute di fumo bianco mentre annientava una popolazione: queste erano le sferzate per le quali vivevano i tossici della guerra, che “non potevano raggiungere un’erezione se non aumentavano la spinta propulsiva dei loro F-4.” E poiché la maggior parte degli uomini che sono stati in guerra hanno dovuto ammettere che, in qualche profondo luogo interiore, essi amavano ciò come niente che gli fosse mai accaduto prima o dopo, “come lo spieghi a tua moglie, ai tuoi figli, ai tuoi genitori o ai tuoi amici?” [9]

La depravazione della morte per un impulso sessuale non è solo delle truppe. Ci sono coloro che hanno “un voyeurismo ossessivo che ci porta ai filmati dell’11 settembre.” [10] Alcuni guardano ripetutamente anche i filmati della distruzione del World Trade Centre, non a causa dell’aspetto spettrale degli attacchi, ma perché provano un piacere malato a guardare così tanti salti verso la morte, bruciati vivi o sfracellati nel crollo. “Dubito di essere la sola persona al mondo che ha provato gratificazione sessuale guardando gli edifici più alti d’America mentre venivano distrutti,” ha detto Chris Korda, capo della Chiesa dell’Eutanasia. [11] “Le ripetizioni continue dell’aeroplano che penetra nella torre erano inconfondibilmente pornografiche, complete con fiamme e macerie che sprizzano fuori al rallentatore… Le torri erano falliche in maniera lampante, e il loro collasso ricordava la perdita di erezione dopo l’eiaculazione.”

Il filmato di Korda, I like to watch, non solo rappresenta la forma vile della società, ma contiene dei morphing tra guerra e pornografia sessuale con immagini dell’11 settembre, alla ricerca di un piacere grottesco derivante dalla morte. È difficile argomentare una fattispecie valida per distinguere tra i voyeur di questi filmati e coloro che guardano il war porn. Entrambi sadisticamente sperimentano la stessa carica estatica guardandoli, mentre le vittime sono ben lontane.

I filmati di war porn alimentano il nemico. Essi garantiscono virtualmente che gli statunitensi saranno sotto attacchi continui da parte dei musulmani, risentiti a lungo dopo ogni conto alla rovescia o ritiro di truppe pianificato nel Medio Oriente e in Asia. Finché ogni singolo iracheno, afgano, pachistano si potrà permettere l’opportunità di guardare filmati grotteschi della sua famiglia e dei vicini fatti a pezzi per divertire altri un continente più in là, ci sarà solo lo spazio di un respiro per una conclusione pacifica. Al massimo, ci potrà essere una pausa. La reperibilità di war porn ci regala: nessuna tradizionale pausa per un cessate il fuoco, nessun negoziato accettabile e nessuna diplomazia efficace. La guerra al terrorismo va avanti, come un gatto e un cane che si rincorrono a sostenere chi ha sparato per primo e chi per ultimo, assicurando la Lunga Guerra così spesso pubblicamente negata.

“Il potere della guerra, come il potere della vita, sorge dal cuore dell’uomo. Uno ha come frutto la morte, l’altro la vita,” credeva Broyles. “Non è casuale che gli uomini amino la guerra, così come l’amore e la guerra siano nel cuore dell’uomo.” Affinché quell’amore diventi pace, l’amore per la vita deve essere più grande di quanto è possibile immaginare.

Se il nemico è ben consapevole del livello a cui sono gli statunitensi nell’amare ed abbracciare la morte… per quale motivo dovrebbero restare passivi in silenzio e non attaccarli?

Tanya Cariina Hsu
Fonte: www.globalresearch.ca/
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=19329
25.05.2010

Traduzione per www.comeonchisciotte.org a cura di GIUSEPPE FOLLINO

Note

1 Jean Baudrillard, The Conspiracy of Art: Manifestos, Texts, Interviews, Boston, 2005, p.205
2 Carnage.com, Jessica Ramirez, in Newsweek, 10 maggio 2010; online su http://www.newsweek.com/id/237182
3 Polk Country Sheriff’s Office, News Room, Notice of URL maintenance under Chapter 847: Florida State Statutes, Bartow, Florida
4 The Porn of War, George Zornick, in The Nation, 22 settembre 2005; online su http://www.thenation.com/article/porn-war
5 Craig Anderson, Violent Video Games: Myths, Facts, and Unanswered Questions, in Psychological Science Agenda, American Psychological Association, Ottobre 2003; online su http://www.apa.org/science/about/psa/2003/10/anderson.aspx
6 Matteo Pasquinelli, Warporn Warpunk! Autonomous Videopoesis in Wartime, Saria Reader, Delhi, 2005, p.496; online su http://www.sarai.net/publications/readers/05-bare-acts/03_matteo.pdf
7 War porn, Emma Brockes, in The Guardian, 26 marzo 2003; online su http://www.guardian.co.uk/uk/2003/mar/26/military.iraqandthemedia
8 William Broyles Jr., Why Men Love War, in Esquire, Novembre 1984; online su http://www.wsu.edu/~hughesc/why_men_love_war.htm
9 Ibid.
10 Matteo Pasquinelli, Warporn Warpunk! Autonomous Videopoesis in Wartime, Saria Reader, Delhi, 2005, p.492; online su http://www.sarai.net/publications/readers/05-bare-acts/03_matteo.pdf
11 Rev. Korda on “I Like to Watch”, Marshall Dury, in The Maine Campus, University of Maine; reperito online su http://www.churchofeuthanasia.org/catalog/iltow_int1.html

[NdT] Il termine War porn fa riferimento ad immagini e filmati di personale militare e scontri. Il termine è usato sia dai sostenitori sia critici. Le immagini e i filmati tipici riguardano combattimenti letali tra truppe Usa e gruppi di combattenti nelle zone di guerra dell’Iraq e dell’Afghanistan

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    L’assioma guerra=porno è valido solo all’interno di specifici episodi dove l’individuo ha rimosso completamente i propri legami con la sacralità della morte e la sacralità della vita.
    La desacralizzazione tipica dell’era moderna (non più deus ex machina, ma deus machina) viene esasperata nella virtualità della postmodernità. Tutto è ricombinabile, resettabile, questo è l’assioma fondante della virtualità. Ogni errore è concesso nel nome di un ennesimo tentativo.
    Si da il caso però che vita e morte abbiano solo UN esito. Abbiamo solo UNA vita e solo UNA morte. Peccato per chi ignora tutto questo.

    Ci sono comunque parecchi casi di depressione post-traumatica che portano all’astenia sessuale

    In Gran Bretagna 264 veterani delle Falklands si sono suicidati dopo la guerra, mentre 255
    vennero uccisi in guerra. Negli USA ogni anno si uccidono almeno 6.200 veterani.
    A più di 1.500 veterani britannici dell’Iraq sono state diagnosticate malattie mentali. Circa
    300.000 veterani USA (il 20%) soffre di grave depressione o stress post-traumatico (PTSD)
    Pensate che per i casi qui sopra menzionati si tratti di war porn?

  • okinawa

    Dubito di essere la sola persona al mondo che ha provato gratificazione sessuale guardando gli edifici più alti d’America mentre venivano distrutti,” ha detto Chris Korda, capo della Chiesa dell’Eutanasia. [11] “Le ripetizioni continue dell’aeroplano che penetra nella torre erano inconfondibilmente pornografiche, complete con fiamme e macerie che sprizzano fuori al rallentatore… Le torri erano falliche in maniera lampante, e il loro collasso ricordava la perdita di erezione dopo l’eiaculazione.”

    Fermi tutti, so bene di essere anche io su questo mondo marcio, ma le frasi di qui sopra risuonano veramente male con i miei sensi e il modo che ho maturato di approcciamri alla vita.

    Persone che provano queste cose e non hanno più ne la decenza ne il pudore, tanto meno la vergogna di dirle così apertamente, propbabilmente non sono più considerabili essere umani.

    Probabilmente queste persone sono più che porno, horror-esperimenti, disumani, zombie…

    Le persone passano la loro vita a cibarsi di morte tutti i giorni sulle loro tavole, inevitabilmente tale morte entra dentro di loro e diventa la loro nuova macabra dimensione di vita.

    Agghiacciante.

  • brunotto588

    OKINAWA: Le provi “inconsapevolmente”, a livello subliminale … Perchè le persone comuni ( e non certo solo i maniaci ) guardano i film di guerra ? Perchè a livello inconscio provano proprio questo tipo di piacere. Poi, in molti ( ma qui siamo appunto nella non-normalità ) questo passa a livello conscio, ed allora abbiamo i sadici, i torturatori … gli stessi militari, che non reggerebbero se sotto non ci fosse una molla di questo tipo ( come infatti “i più sani” non reggono !!! ) … E se ci pensi bene, è lo stesso motivo per cui i Media manipolati non fanno che proporci produzioni di questo tipo: con lo scopo di avvicinare sempre più ( in negativo ) il nascosto al palese, l’ inconfessabile all’ apertamente desiderabile.

  • okinawa

    Che tutto abbia un fine e uno scopo subdolo siamo perfettamente d’accordo.

    Che si possa provare piacere a vedere queste cose reali e affiancarle all’irreale di un film di modo che col tempo non si distinguano più l’uno dall’altro… ce ne passa, almeno per me, che, anche solo a dover guardare un film violento, consapevole che è un film, sto male e la notte non dormo, perchè ho assorbito quelle scene e quelle scene mi fanno male dentro, ..altro che piacere inconsapevole.

  • Faulken

    Articolo interessante. Nel 1992 il gruppo industrial Ministry aveva già riassunto tutto nel brano NWO dall’album Psal69, il video è difficilmente rintracciabile, ma se riuscite a trovarlo è un utile compendio visuale a quanto letto.

  • Simulacres

    A mò di riflessione… posto uno stralcio di una delle pagine più belle, epiche e al contempo paradossali, grottesche mai scritte SULLA STUPIDITA’ DELI UOMINI E CONTRO LA GUERRA (quando la guerra la si combatteva per davvero). Si è nel ’14, in piena prima guerra mondiale

    “…Alla fine, un mattino, (…) avevamo finito per metterci, il colonnello e io, nel bel mezzo della strada, io che tenevo il registro dove lui inscriveva gli ordini.
    Molto lontano sulla carreggiata, lontano fin dove si poteva vedere, c’erano due punti neri, in mezzo, come noi, ma erano due tedeschi occupatissimi a sparare da un buon quarto d’ora.
    Lui, il nostro colonnello, sapeva forse perché quei due là sparavano, i tedeschi forse anche loro lo sapevano, ma io, veramente, non lo sapevo.
    Per quanto lontano cercassi nella memoria, gli avevo fatto niente io ai tedeschi. (…) “La guerra insomma era tutto quello che non si capiva” (…)

    Il colonnello, era dunque un mostro! Adesso, ne ero convinto, peggio di un cane, (…) Capii al tempo stesso che dovevano essercene molti come lui nel nostro esercito, dei prodi, e poi di sicuro altrettanti nell’esercito di fronte.
    Chi poteva sapere quanti?
    Uno, due, molti milioni forse in tutto? Da quel momento la mia caghetta divenne panico.

    Con esseri del genere, quest’imbecillità infernale poteva continuare all’infinito (…) Perché avrebbero dovuto fermarsi? Mai avevo sentito tanto implacabile la sentenza degli uomini e delle cose.
    Sarei dunque io, il solo vigliacco sulla terra? pensavo io. E con che spavento! (…)

    Perduto in mezzo a due milioni di pazzi eroici e scatenati e armati fino ai denti! Con elmetti, senza elmetti, senza cavalli, su moto, urlanti, in auto, fischianti, sparacchianti, cospiranti, volanti, in ginocchio, scavanti, defilanti, caracollanti sui sentieri, spetazzanti, schiacciati pancia a terra, come in una cella d’isolamento, per distruggere tutto, Germania, Francia e Continenti, tutto quel che respira, distruggere, più arrabbiati dei cani, in adorazione della loro rabbia (quel che i cani fanno mica), cento, mille volte più arrabbiati di mille cani e tanto più viziosi!
    Eravamo belli! Davvero, c’ero arrivato! m’ero imbarcato in una crociata apocalittica.”

    (Viaggio al termine della notte – L-F Cèline)

  • lucamartinelli

    ho fatto una rapida ricerca a proposito della “chiesa della eutanasia”. Trattasi di americanata assolutamente da bruciare col lanciafiamme. tutto cio’ che ne deriva è solo frutto di menti bacate. si consiglia lanciafiamme anche per esse. Credo che si debba considerare un fatto ormai consolidato dalla storia: gli yankee sono un popolo criminale, in pace e in guerra. saluti

  • brunotto588

    STUPENDA IMMAGINE DI TESTA, che capita “a fagiolo” nel contesto del discorso di “effficacia del linguaggio” che si faceva con Bertani nei commenti al suo post di ieri … L’ immagine, pur non essendo per niente “una bella immagine” nel senso estetico del termine, è però la tipica “immagine che vale più di 1000 parole”, e che CONDENSA IN UN MICROSECONDO UNA SERIE INFINITA DI SIGNIFICATI, SIMBOLISMI E LIVELLI DI LETTURA, facendo passare nell’ inconscio di chi osserva, SENZA CHE SE NE RENDA CONTO, una miriade di concetti … e nella frazione di un secondo !!!… mentre io adesso, cercando di analizzarne solo due o tre, impiegherò un sacco di tempo, parole, e tutta la capacità di “consapevole attenzione” del lettore … ed il tutto servirà molto, molto meno efficacemente parlando, in quanto, appunto, filtrato dalla ragione cosciente … 1) SIMBOLISMO FALLICO: il simbolismo fallico della Torre è ovvio, come è ovvio che chi costruisce grattacieli e fa le guerre è un “impotente affettivo”, malato di “un senso di vuoto e di castrazione” che compensa con l’ esibizione fallica. In questo senso TUTTA l’ attuale “governance” è “un’ emorme massa di disturbati mentali, sostanzialmente impotenti ma “super compensati” dai tornaconti di quanto fanno in giro, ossia la ricerca del “Potere” in ogni sua forma. 2) L’ immagine parla chiaro. E’ UN POMPINO QUELLO RAFFIGURATO, quindi ancora un desiderio di “sottomissione” del partner a confermare l’ esigenza di un potere “esterno” a colmare il vuoto dell’ impotenza interiore. Infatti NON C’E’ PENETRAZIONE: Ossia non c’è “interazione”, ma solo “passività” … la bocca della donna, pur apparendo spalancata come una vagina, non “accoglie la Torre”, ma ne succhia l’ “asta” … Ancora: simbolismo di ostentata potenza senza amore, senza coito … Del resto sul carattere sadomasochista di militari, dirigenti d’ azienda ed in genere della nostra struttura piramidale sociale c’è ampissima letteratura … 3) IL POTERE E’ EROTICO … questo il primo messaggio … UN EROTISMO DI TIPO SADOMASOCHISTA, secondo messaggio … IL POTERE PUO’ ESSERE COLPITO E AFFLOSCIATO DA UN ALTRO PENE PIU’ PICCOLO ( L’ aereo, altro evidente simbolo fallico ) … Ossia: INVIDIA DEL PENE ( La necessità spasmodica di “avercelo sempre più grosso” perchè mi sento minacciato ) DESIDERIO EDIPICO IRRISOLTO ( è il pene “piccolo” che si scaglia contro quello “grande” e lo abbatte !!! ), e Paura, paura, paura … ECCO: chiunque abbia scelto l’ immagine ha, consapevolmente o meno, descritto alla perfezione il “CARATTERE” del Potere che oggi ci domina: malati di mente, impotenti incapaci di amare, gente tutta tesa a cercare sostituti fallici per compensare l’ enorme senso di castrazione, che quindi costruisce grattacieli, aerei, aziende, guerre sempre più grossi ( Peni sempre più grandi ) nell’ infantile illusione di essere amati ( se mi sostituisco al “pene grosso”, mamma amerà me ) … e teme perennemente la presenza di altri, anche piccoli peni … ILLUSIONE d’ AMORE … in quanto il massimo cui potrà arrivare sarà solo sottoporre il parner all’ adorazione del suo pene, essendo incapace di vero amore e quindi incapace di “FONDERSI NELLA PENETRAZIONE” … questa mancanza di “fusione nella penetrtazione” verràsostituita dalla “SADICA PENETRAZIONE DI ALTRI CORPI”, ma per distruggerli … Ossia l’ apologia della guerra, della tortura, ecc ecc ecc … UN LUNGO TRATTATO NON CI SVELA IL POTERE TANTO A FONDO QUANTO QUESTA IMMAGINE …!!!

  • brunotto588

    PS 1: COROLLARIO SUL COMPLESSO EDIPICO … A dispetto degli stolti che accusano Freud di essere “uno di destra che aveva in testa solo il sesso”, aveva capito talmente bene le cose che … la stessa “destra al potere in America”, si avvarrà dei suoi studi ( tramite un nipote di cui adesso non ricordo il nome ) per teorizzare la “PROPAGANDA” … ossia l’ arma più temibile che da allora cominciò ad adottare … ma non volevo parlare di questo. IN SOSTANZA, TORNANDO ALL’ IMMAGINE: Il conflitto edipico è espresso “in condensazione” nella stessa immagine dell’ aereo ( pene piccolo) che colpisce la Torre ( pene grande) … ossia esprime 1) IL DESIDERIO di colpire il padre e sostituirsi ad esso … 2) IL MOVENTE, ossia essere amato ( anche se in modo distorto ) … 3) LA MADRE: ossia IL MONDO INTERO: voglio che tutto il mondo ami il mio pene … 4) … LA SOSTITUZIONE: avere un pene sempre più grande che si sostituisca al padre … 5) L’ UCCISIONE DEL PADRE … l’ aereo piccolo che “colpisce e affloscia” il pene più grosso … 6) LA FOBIA DEL NEMICO, generata dal senso di colpa ( Ora una disgrazia mi colpirà ) … e che un altro “pene piccolo” mi possa colpire in qualunque momento, minacciando il mio “status” di conquista raggiunta … 7) L’ incapacità di PENETRAZIONE … data sia da senso di colpa che dal fatto di sentirmi “intimamente impotente” … 8) IL PENETRARE PER UCCIDERE … tipico dei maniaci … che proprio in risposta al loro senso di impotenza, “penetrano” non più per “fusione amorosa” ma, ancora, come segno di “imposizione di potenza” … ecco quindi il penetrare altri corpi per squarciarli ( guerra, tortura, bombe, ecc ) … QUESTO E’, PSICOLOGICAMENTE PARLANDO, IL VOSTRO NEMICO … UN IMPOTENTE CHE HA PAURA, ED AGISCE PER PAURA … UNO CHE HA COSTANTE BISOGNO DI ADORAZIONE … Ecco, capirne i punti deboli serva per combatterlo. Vive la fesse.

  • brunotto588

    PS 3: RESTERo’ SOLO IO: Altro corollario di questa tesi è che QUESTO POTERE FINIRA’ INEVITABILMENTE PER DISTRUGGERE TUTTO: Infatti, se “chiunque può costituire una minaccia per il mio pene ( ossia il mio desiderio di essere l’ unico oggetto d’ amore di Mamma – Mondo ), è ovvio che vedrò nemici in tutti … e sarò perversamente portato a combattere tutti i potenziali Padre-Nemico, fino all’ estinzione di ogni altro pene in grado di sostituirsi al mio … E’ QUESTA LA PAURA FONDAMENTALE DEL POTERE, e “controllare tutto e tutti” è esattamente quello che sta facendo … Ergo: ripristinare la 180, prima che ci estingua tutti … Insomma: i fatti mostrano che ogni ragionevolezza è stata ampiamente oltrepassata, e che viviamo esattamente questa “follia collettiva” dell’ élite.

  • brunotto588

    PS 4: EDWARD L. BERNAYS, il Padre della Persuasione. Come scrive nel suo sorprendente trattato “Propaganda”, possiamo imparare come Edward L. Bernays prese le idee di suo zio Sigmund Freud e le applicò alla scienza emergente della persuasione di massa. L’unica differenza sta nel fatto che invece di usarle per scoprire i temi nascosti dell’ umana coscienza, come faceva lo psicologo, Bernays usò le stesse idee per creare illusioni ingannevoli e distorte per ragioni di marketing.
    ( http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Bernays ).

  • anonimomatremendo

    Quel nipote di Freud si chiamava Edward Louis Bernays.

    http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8&feature=related

    Ciao.

  • brunotto588

    Ovviamente NO: chi “scoppia”, chi non ce la fa, chi si uccide, costituisce paradossalmente la “parte sana” di un meccanismo sadomasochista e malato, che peraltro “attrae fatalmente” un determinato tipo psicologico, di cui più sotto cerco di dare una lettura.

  • telethont

    “Credo che si debba considerare un fatto ormai consolidato dalla storia: gli yankee sono un popolo criminale, in pace e in guerra.” _______
    E come non essere d’accordo…
    E’ applicabile anche aldilà del mero settore “chiese-delirium del settimo giorno” oltreoceano sorte negli ultimi 120 anni…
    Per quel poco (o molto, o non importa) che conosco sulla loro storia e su quella del resto del mondo, io la trovo “perfettamente centrata”… _______
    La ritengo “ineccepibile q.b.” se si ragiona e si ricorda in completa libertà, eventualmente contestabile solo qualora si lavori per propaganda… _______
    Un breve attimo a ripensare (con piccolo ma innegabile piacere) a mr. Hugo Chavez che, in istrionico episodio si è levato la “piccola ma innegabile” soddisfazione di tele-proclamare: “Yanquis de mierda”… _______
    oppure a Schopenhauer quando distilla un “Le religioni sono come le lucciole, per splendere hanno bisogno delle tenebre” _______
    oppure a chi ha detto “Ieri era il rullare del woodoo, oggi è il canto del muezzin: cambia la scusa, ma la “vera” musica non cambia mai. Si chiama colonialismo”.
    _______
    Ma sempre alegri bisogna stare…. _______
    fuori oggetto…I temi di maturità: Primo Levi, le foibe, gli ufo e i giovani in politica. Due tracce di storia e due di fantascienza… (da Spinoza.it)
    ricambio i saluti
    telethont

  • Tonguessy

    Come aforismi ti sei dimenticato questo:
    «L’America è l’unica nazione della storia che sia passata direttamente dalla barbarie alla decadenza senza la solita fase intermedia di civiltà.»

    Georges Clemenceau (ma anche attribuito a O.Wilde)

  • Nyarlathotep

    “non possono più essere considerate esseri umani”

    Hai ragione fratello, c’è qualcosa.. di non definibile e di non intellettualizzabile e di non “dialettizzabile” che dà un comune senso a ciò che è humanitas e ciò che non lo è, ed è ancora più sottile dell’inconscio stesso, è una sorta di connessione animica, la stessa che ci dà quella sensazione di malessere quando ad esempio si vede un bimbo maltrattato. Per quanto mi riguarda, il senso di malessere me lo danno anche le persone eccessivamente relativiste, questo nichilismo al contrario che non fa avere sicurezza di nulla e di conseguenza causa debolezza (in tutti i sensi) o “mollezza” se vogliamo dire

  • telethont

    si, grazie Tonguessy… la conoscevo come attribuita a Clemenceau, ma l’avevo dimenticata… personalmente avrei qualche riserva di tipo logico-cronologico (Wilde morto1900 e Clemenceau morto1929) a considerare esatta l’attribuzione a uno qualsiasi dei due… sempre che non fossero dei “veggenti”, cioè in grado di vedere già sintomi di decadenza ancor prima del raggiungimento della massima espansione, dell’apogeo dell’impero…
    Essere contro l’impero oppure no, credo rappresenti comunque uno spartiacque dirimente, di base, per qualunque suddito periferico e presunto cittadino di una delle tante colonie storicamente determinatesi…
    Come dire, fa un po’ di luce sul livello di “scienza e coscienza” di cui dispongono le persone…
    ciao
    telethont

  • Faulken