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“War is coming”. Parola di Generale dei Marines

 

DI GIAMPAOLO ROSSI

L’Anarca

NATALE IN NORVEGIA
Robert Neller è l’attuale Comandante del Corpo dei Marines; è uno dei militari più influenti degli Stati Uniti. Generale pluridecorato, ha partecipato con onore ad alcune delle operazioni più importanti degli ultimi anni, dalla Somalia all’invasione di Panama.

Prima di Natale, è volato in Norvegia a portare gli auguri ai 300 marines di stanza a Trondheim; e ai suoi uomini ha spiegato di tenersi pronti perché lui vede all’orizzonte un enorme conflitto (…) spero di sbagliarmi, ma è in arrivo una guerra”.
Questa guerra non sarà giocata in Medio Oriente, dove l’America si è impegnata in questi ultimi 20 anni, ma nell’area del Pacifico e in Eurasia. E il principale nemico, secondo il Generale, è proprio la Russia.

Infatti i marines in Norvegia fanno parte di una forza di rotazione (Marine Rotational Force-Europe) dislocata, formalmente, su invito del governo di Oslo per intensificare addestramento ed esercitazioni in ambito Nato, in ambienti artici; ma di fatto rappresentano una dispiegamento strategico finalizzato ad avere una forza di pronto intervento (che può raggiungere le 3000 unità in poche ore) nel caso di conflitto con Mosca; conflitto che i vertici del Pentagono ritengono ormai inevitabile.

SOVVERSIONE DELLA DEMOCRAZIA
Qualche giorno prima Herbert R. Mc Master, anche lui un Generale e Consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump, intervistato dalla BBC, ha accusato Mosca di voler sovvertire le nazioni democratiche: “dobbiamo contrastare il comportamento destabilizzante della Russia e le sofisticate campagne di propaganda e disinformazione” tese a mettere le società libere e aperte “le une contro le altre (…). Credo che la Russia sia impegnata in una campagna di sovversione molto sofisticata per influenzare la nostra fiducia nelle istituzioni democratiche”.

Prima di lui l’ex vicepresidente americano Joe Biden, il regista del “colpo di Stato democratico” in Ucraina, aveva lanciato l’ennesima fake news made in Usa. In un lungo articolo su Foreign Affairs (firmato insieme a Michael Carpenter) aveva affermato: “il governo russo sta assaltando sfacciatamente le basi della democrazia occidentale  in tutto il mondo”.

Aggiungendo tra l’altro che in Italia, il Cremlino sarebbe intervenuto direttamente per influenzare il referendum costituzionale del 2016 (quello in cui Obama fece campagna elettorale diretta per Renzi e l’ambasciatore Usa in Italia inviò un pizzino niente male, nel caso avessero vinto i No… a proposito di interferenze in uno Stato sovrano); e che un simile sforzo i russi lo starebbero attuando per sostenere la Lega e il M5S alle prossime elezioni; ingerenze smentite categoricamente dai Servizi d’intelligence italiani.

L’Atlantic Council, uno dei più influenti think tank occidentalisti il cui scopo “è promuovere nel mondo la ledaership americana”, ha redatto nel novembre scorso un documento dal titolo The Kremlin’s Trojan Horses; un’analisi su come la Russia starebbe influenzando partiti e forze politiche in tre Paesi europei: Spagna, Italia e Grecia.
Geysha Gonzalez, il Direttore dell’area eurasiatica del think tank, intervistato su Formiche.net ha confermato: “l’obiettivo finale della Russia è senza dubbio la destabilizzazione e, meglio ancora, la messa in pericolo della democrazia su cui si fondano gli ordinamenti occidentali”.

GetFileBRACCIO DI FERRO TRUMP/DEEP STATE
La sensazione è che l’apparato tecno-militare di Washington e il Deep State Usa stiano accelerando il livello di tensione con Mosca verso un punto di non ritorno. Questo nonostante i tentativi di Trump di attuare politiche di distensione.
Nel summit dell’Apec in Vietnam del novembre scorso, il presidente Usa aveva ammonito che “avere la Russia in una posizione amichevole piuttosto che combatterla sempre, è una vantaggio per il mondo e per il nostro paese, non un ostacolo”.

L’America ha bisogno di guerre per sostenere la sua enorme industria di dominio globale tecno-militare e d’intelligence.
Ma nello stesso tempo, oggi è governata da un uomo che non ha esitato a denunciare l’imbroglio delle guerre umanitarie, di una ventennale guerra al terrorismo che ha prodotto più terrorismo, che ha definito la guerra in Iraq “la peggiore decisione dell’America”, e la guerra in Libia un errore evidente.

In questo braccio di ferro si gioca il futuro dell’America e del mondo.

Nel frattempo la Nato continua ad ammassare truppe e mezzi ai confini della Russia, facendo credere che ci sia in procinto un’invasione di Mosca; che le navi russe invadano le acque britanniche (come hanno scritto i media occidentali); e che gli hacker russi e siano pronti a diffondere fake news e manipolazioni per disintegrare le democrazie occidentali.

Solo un sistema dei media colluso con l’élite guerrafondaia che sta ridisegnando l’Ordine mondiale, può avvalorare assurdità del genere.

“War is coming” dice il generale dei Marines. Speriamo di non doverci preparare al peggio.

 

Giampaolo Rossi

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/rossi

LInk: http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/12/29/war-is-coming-parola-di-generale-dei-marines/

20.12.2017

 

Pubblicato da Davide

29 Commenti

  1. Ci sono almeno tre opzioni in gioco:
    1-Trump si fa scavalcare dal Deep State e militari e falchi globalisti hanno la meglio. Opzione guerra attivata.
    2- Trump NON si fa scavalcare dal Deep State e la situazione rimane in evidente stallo così come è adesso. In fin dei conti lui rimane sempre la persona più potente degli USA e decide come meglio gli pare.
    3-Gli USA collassano prima che si arrivi al punto 1. Opinione frutto di lunghi studi di scienziati come E. Todd che ci ha scritto sopra un libro un ventennio dopo avere predetto (altro libro) il crollo dell’URSS. Stessa storia per J.Galtung il quale, partendo da analisi diverse arriva allo stesso risultato: il declino degli USA è inesorabile ed entro il 2025 si sarebbe verificato il collasso. Poi rivide le stime al ribasso a causa del militarismo di Bush
    jr, collocando la fine entro il 2020. Quindi mancano due anni. E non è detto che questo militarismo non possa essere una ulteriore accelerata verso la rovina USA.

    https://motherboard.vice.com/it/article/jpj77x/declino-usa-causa-trump-johan-galtung

    Si accettano scommesse. Personalmente mi fido di più di queste due previsioni che di altre.

    • Il problema della situazione internazionale attuale è che non si riesce nemmeno a capire chi siano i soggetti in gioco.
      Dire Deep State, Trump o USA non significa molto e nemmeno si può piu ricorrere alle semplificazioni come “gli ebrei” perché Netanyahu è in conflitto con Soros e la stragrande maggioranza dei paesi all’ONU ha votato contro Gerusalemme capitale.
      È una contingenza che a me sembra del tutto inedita e proprio questo mi fa pensare che siamo vicini al momento in cui le (ormai famose) aporie intrinseche del sistema stanno entrando in cortocircuito.

      • Non sono d’accordo. Deep State nel mio vocabolario significa forze globaliste (quindi democratici e una certa destra repubblicana) mentre Trump in qualche modo rappresenta un modello di capitalismo produttivo che non ama la globalizzazione. Tra i due c’è sicuramente tensione. I soggetti hanno pertanto identità molto chiare, al punto che studiosi sulla base di calcoli si spera precisi hanno formulato una previsione abbastanza precisa sul futuro degli USA, altra ontologia per me poco oscura.

      • Se non ti è chiaro cosa significhi Deep State leggiti il libro di Germana Leoni “Lo Stato Profondo”

        • Perché tu sai davvero cos’è il Deep State.
          Non esageriamo, stiamo andando a tentoni e non solo noi, se leggi i commenti degli analisti vedi quanta confusione c’è in giro.
          Non è che ripetendo le formulette si può pensare di aver capito.

          • Leggi il libro, e poi rimangiati “le formulette” (se sei in buona fede)

          • Non sai nemmeno di cosa parli.

          • In questo caso se c’è uno che non sa di cosa parla quello sei tu.
            E sei pure poco accorto, visto che il titolo del libro che ti ho consigliato di leggere s’intitola proprio “Lo Stato Profondo”, che è esattamente il Deep State che tutti citano.
            L’autrice, che io conosco bene, è una giornalista d’inchiesta di lungo corso, che documenta tutto ciò che scrive. Chi parlasse a vanvera di questi argomenti, citando nomi e cognomi, dovrebbe passare il resto della sua vita nei tribunali, altro che fare commenti senza riscontri!
            Il libro, ed. Imprimatur, è recentissimo e aggiornatissimo, ma disegna un quadro che ha radici storiche lontane. Leggilo, e vedrai che alla fine saprai esattamente anche tu cosa significa oggi “Stato Profondo”.
            Ciao. Passo e chiudo.

          • Senti tesorino, io il deep state quello vero l’ho visto da vicino e ho capito una infinitesima parte di ciò che c’è da capire.
            Sapere i nomi e i cognomi non c’entra un fico secco con il problema della “soggettività” di cui parlavo.
            Ti ho detto che le formulette da quattro soldi danno l’illusione di aver realmente compreso qualcosa.
            Riflettici su.

          • <>.
            Arrampicarsi sui vetri è uno sport come un altro; contento tu!

          • Parla di quello che conosci e non di altro.
            Il vero deep state italiano l’ho visto da vicino per decenni e ho capito solo una infinitesima parte di ciò che c’è da capire.
            Una delle cose che ho capito però è che ci sono tanti chiacchieroni un po’ seghe che si riempiono la bocca di formulette low cost.

            Intanto cerca di comprendere cosa intendo per “soggettività”, anche se mi sembra che con te sia tempo perso.

      • a me sembra che il conflitto sia tra chi sostiene la versione dell’egemonia e superiorita’ indiscriminata e gli altri, anche in guerra tra loro, che si coalizzano per evitare proprio il predominio assoluto di uno di loro (della serie il nemico del mio nemico)

        il problema vero e’ che entrambe le parti vedono la guerra come “utile” anche se partendo da due posizioni diverse: la parte egemona lo vede come base per poter stabilire chi e come sara’ egemone mentre l’altra parte lo vede come mezzo di stabilire un equilibrio teso proprio a prevenire l’egemonia

        l’alternativa e’ una redistribuzione pacifica delle risorse e del potere (anche tra le classi) ma non mi sembra di vedere questo all’orizzonte

  2. La solita spazzatura occidentale. Cosa devo pensare che l’arroganza del fair play della Russia li ha resi talmente rabbiosi da affrontare una catastrofe termonucleare per ottenere un pianeta lunare dove si potrebbero solo ingozzare di cenere e scorie radioattive se sopravviverebbero.
    Sognano di volare su marte o su venere per trovare un paradiso che esiste solo nelle loro frustrazioni?
    La mia opinione: prevarrà la paura come sempre.

  3. Tutti questi scemi giocano a chi ce l’ha più grosso.
    Kim o Coreano dice che ha il pulsante nucleare bene in vista sulla scrivania, Trump o Giallo gli risponde che però il suo è più grosso e potente e Putin se la ride intanto che si trastulla con le teste tagliate dei 60.000 Jahdisti in Siria, contro le 39 perse dagli Orsetti)..
    Siamo al chi piscia più lontano, il mondo è in mano a questi pazzi detonanti… ci sarebbe da ridere se non fosse che il nostro futuro, per colpa di questi idioti degenerati, puzza tremendamente di morte.
    Possiamo sperare solo in un intervento ultra-umano o in un evento globale inaudito, per evitare di finire macellati da questi nemici del genere umano, ai quali, ironia della sorte, abbiamo noi (inteso come massa planetaria) dato il nostro consenso, magari sventolando le bandierine.

    • Esatto , Ognuno nel suo piccolo è responsabile Perché accettiamo questi assassini psicopatici come padroni e non facciamo niente per cacciarli , l’ umanità è un’unica famiglia , un’unica coscienza che sta decidendo se continuare a vivere pacificamente o no

  4. Mi pare evidente che gli Usa (o chi per esso sia il Deep State, la lobby militare e relativo apparato, la lobby ebraica sionista finanziaria, il patriota di turno, ecc.), cercano in ogni modo lo scontro, con la propaganda arrivata ai limiti del ridicolo che solo gli allocchi non vedono.
    Più difficile dire QUANDO questo scontro inevitabile, che per ora è solo verbale, scoppierà con tutte le conseguenze catastrofiche immaginabili.
    A mio avviso lo scontro avrà luogo appena il dollaro sarà rimpiazzato negli scambi importanti. Abbiamo visto cos’è successo a Saddam Hussein (scambi in euro) e Muhamar Gheddafi (dinaro panafricano), che peraltro erano solo delle briciole.
    Il messaggio è chiaro a Cina e Russia. Le quali peraltro possono persino avere interesse a ritardare gli scambi in yuan/rublo per continuare a indebolire gli Usa e attrezzarsi meglio loro nella risposta bellica.

  5. Capire la situazione attuale è immaginare, sapere che accanto agli attori umani esistono forze non-umane che tendono la situazione al pnto di non-ritorno, oppure la ritardano, oppure ancora la sospendono in attesa di altri avvenimenti. Siamo come quei selvaggi del paleolitico che vedevano astronavi fiammeggiare in cielo e non sapevano cosa significasse…ma le disegnavano nei loro graffiti. Ecco, i nostri commenti sono solo graffiti in attesa di ‘qualcosa’ che sappiamo avverrà fra breve…e sono graffiti pieni di angoscia sulle umane sorti…

  6. a meno di un imprevedibile incidente causato al di fuori (o contro)la catena di governo delle due superpotenze,
    ritengo che la situazione attuale si trascinerà ancora per anni.
    gli angloUSSionisti hanno bisogno di un certo numero di focolai nel mondo per sostenere
    il PIL ,(le spese militari sonno di fatto la risorsa principale dei banditi amerlock) cercando di realizzare un disegno che porta allo scontro diretto,con tutti i vantaggi tattici possibile(accerchiando il nemico,affamandolo,escludendolo dal circuito affaristico -monetario giudaico eliminando o mettendo in grave difficoltà eventuali alleati)).
    ma certo sanno che il boccone è indigesto e che occorrerebbe fare i conti anche con la cina che non starebbe inerte ad aspettare il suo turno
    secondo me continueranno sulla falsariga attuale ancora per qualche decennio,a meno di gravi incidenti non voluti o provocati al di fuori dei poteri istituzionali,o dal cambio cruento
    degli attuali presidenti.

  7. Sarà anche vero che la situazione è complessa e non è chiaro quali sono le parti in gioco e i rispettivi interessi. Ma alcuni punti fermi ci sono, e su quelli si può un provare a ragionare un po’. Qui abbiamo un solo vero e unico aggressore, che da sempre va in giro per il mondo a rompere le balle più o meno a tutti, a volte per motivi palesi, a volte per valutazioni oscure che noi facciamo fatica ad individuare. Di fronte ad un soggetto del genere, che evidentemente capisce solo il linguaggio della forza, meglio ancora se gestita da chi si professa (apparentemente) più folle di lui, abbiamo per l’appunto, un altro soggetto, il coreano, che in effetti non vuole invadere nessuno, semmai solo difendersi. Il buon Kim ha semplicemente capito che con certa gente occorre prima di tutto buttarla sul nucleare, e poi dare a vedere di essere sufficientemente instabile mentalmente da scatenare una apocalisse; questo se non si vuole fare la fine di tutti quelli che hanno cercato una qualche forma di dialogo o, peggio, hanno persino tentato di venire incontro a chi protestava al proprio interno, per più democrazia e altre amenità simili. Dobbiamo tener presente che, ora come ora, all’aggressore tutto conviene meno che un mondo pacificato e in salute anche dal punto di vista economico; per molti motivi, ma prima di tutto perchè un mondo in cui tutti vanno d’accordo è pericolosissimo per chi fa del divide et impera la base dei propri rapporti con gli altri. Poi se tutti vanno d’amore e d’accordo non ci sono più guerre, quindi niente più mercato per i giocattoli di morte che ormai sono quasi l’unico prodotto che l’aggressore esporta con poca concorrenza, niente più appalti per ricostruzioni ecc. Insomma, il caos, per l’aggressore, è diventata la politica estera predominante.

  8. A parte il fatto che un generale guerrafondaio non direbbe mai ai suoi sottoposti “fatevi le seghe che non si fa un ca,,o” … la strategia globale dei governanti che sono, quelli vivi, tutti d’accordo è mantenere l’umano schiavo sotto il terrore di guerra crisi economica rivoluzione ecc ecc. E le pecore abboccano.

  9. ““War is coming” dice il generale dei Marines. Speriamo di non doverci preparare al peggio”: il problema è che, se ci si guarda in torno, non si vedono altro che politici di una statura ben al di sotto dello zero. Il Presidente Putin è l’unico Statista oggi di caratura internazionale ma, oggettivamente, il suo Gigantismo è dovuto in larga parte al Nanismo dei vari Gentiloni/Renzi, Merkel, Macron/Hollande, Rajoy, May/Cameron e il Deep State Usa che ha normalizzato il pannocchia reso ormai innocuo: una massa di idioti inadeguati che, per il principio della stupidità redatto da Carlo Maria Cipolla, farà molto male agli altri ma anche a loro stessi.
    “War is coming”: questa è una certezza. Speriamo che sia il più tardi possibile.

  10. Ma perché tutti i militari americani non si danno all’ eroina o si suicidano ? Sarebbero meno dannosi per l’umanità

  11. Per esempio il NYT dice che Hariri è stato convocato in Arabia Saudita dove è stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a dimettersi pare con la minaccia di accusarlo di corruzione.

    Qualcuno ha mai visto una cosa simile, un capo di stato richiamato da un altro paese e praticamente arrestato?

    Per di più se gli arabi volevano costringere Hezbollah alla moderazione hanno ottenuto il risultato opposto, secondo il giornalista:

    “Now, Mr. Hariri remains in office with new popularity, and Hezbollah is stronger than before”

    https://www.nytimes.com/2017/12/24/world/middleeast/saudi-arabia-saad-hariri-mohammed-bin-salman-lebanon.html

    • un paio di settimane fa hanno strangolato e sembra violentato una diplomatica britanica in libano anche questo non e’ molto comune per esempio

      in quanto all’arabia saudita e’ una monarchia corrotta di tipo coloniale che non ha mai brillato per nulla tanto meno per intelligenza (tipo l’ideona dell’embargo al qatar) per cui non direi che hanno una reale strategia su niente tanto meno in libano

      l’unica cosa degna di nota della storia e’ che non c’e’ stata alcuna ripercussione, nemmeno a livello diplomatico, per l’arabia saudita dopo un azione del genere specie da parte dell’unione europea che segue cosi’ attentamente gli eventi in quell’area come l’alto rappresentante si degna di farci sapere

  12. Direi che pur di evitare che il mondo multipolare prenda una forma più concreta e duratura , gli americani sono disposti a far una guerra aperta con Russi e Cina ,perché il loro potere non svanisca . O se svanirà sarà con un “caldo fungo nucleare”.

  13. inventano nemici per continuare a mantenere gli stipendi.

  14. La parte più divertente di questo piano per cretini, esilarante se non fosse per le infauste conseguenze, è che se un player minore decide di rovesciare il piatto del bluff, come sta facendo l’Iran, saranno gli USA obbligati ad agire per primi. Le conseguenze della perdita di una qualunque guerra iniziata dagli USA, anche fosse roba di bruscolini, come la Corea del Nord (territorialmente parlando) avrebbe a quel punto risonanze interne così devastatati da frantumare tutte le alleanze interne e mandare in pezzi tutti i fragili strumenti di ricatto su cui si basano. Prendiamone due “a caso”: oltre allo swift come meccanismo di transazione economica internazionale, c’è il master swich di internet che è centralizzato. Se questi due nodi troveranno entro l’anno un alternativa possibile, operativa prima del 2020 (sospetto ci sia già) quello sputo e spago con cui è tenuto insieme il Moloch su cui conta ora l’amministrazione americana verrà meno.
    Ovviamente questo non è garantito perché ci vuole un urgenza. Ma sappiamo che i cretini sono lì per quello e ci penseranno loro. Ora sono cosi automasturbati dalla guerra con la russia che se provocati -dal player minore alleato con il nemico- gli USA si sentiranno costretti a ricorrere obbligatoriamente agli “strumenti duri”, tipo blocco swift e questo accelererà di botto la realizzazione delle alternative, come è stato per il ponte sullo stretto di Kerc per la Crimea, rendendo improvvisamente reale un alternativa che prima nessuno aveva veramente voglia di realizzare o poteva rendere appetibile e avrebbe certamente dormito per anni, fino forse ad essere accantonata, per il quieto vivere. Questo curioso @gioco all’automassacro con contorno di delirio di onnipotenza parrebbe per ciò guidato dalla forza più grande dell’Universo, quella già indicata da Einstein.