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VIAGGIO IN ASIA


DI LORETTA NAPOLEONI
lanapoleoni.ilcannocchiale.it/

Ieri ho incontrato Jim Rogers (nella foto), meglio noto come il guro di Wall Street, e’ diventato milionario con George Soros negli anni ’80. Da due anni vive a Singapore perche’ e’ convinto che il futuro sia in Asia. Abbiamo fatto una chiacchierata sulla Cina ed in linea generale siamo d’accordo, anche lui pensa che la Cina uscira’ dalla Crisi prima dei paesi occidentali e quindi ci sara’ il decoupling, il sorpasso e cioe’ riprendera’ un ritmo di crescita intorno all’8%, non sostenuto dalle esportazioni, mentre i paesi ricchi continueranno ad avere una crescita negativa.

Mi ha anche detto che secondo lui ci saranno una serie di crisi delle monete finche’ non avremo un nuovo sistema monetario. In effetti nella storia economica la moneta di riferimento non e’ mai stata quella di un paese deficitario e gli Stati Uniti lo sono. Cio’ vale anche per il primato economico, la Gran Bretagna l’ha perso dopo la seconda guerra mondiale a causa dell’indebitamento a quel punto e’ subentrata l’America. Al momento i paesi non deficitari, quelli che hanno grandi risorse sono in Asia, Cina e Singapore, ad esempio, e nel Medio Oriente l’Arabia Saudita e gli altri paesi produttori di petrolio. L’epicentro economico si spostera’ per forza verso oriente.


Il problema monetario e’ presto detto: nessuna moenta al momento e’ in grado di rimpiazzare il dollaro a parte l’euro che si trova in difficolta’ perche’ anch’esso e’ la moneta di riferimento di un’aera economica deficitaria. La Cina non ha una moneta convertibile e quindi sarebbe impossibile prenderla come moneta di riferimento. Rogers non crede che torneremo all’oro, ad un sistema agganciato all’oro, ne’ ha fiducia nella proposta cinese di usare gli SDR del Fondo Monetario. Piuttosto pensa a una sorta di paniere con dentro i valori di alcune materie prime. Io continuo a credere che torneremo all’oro.

Rogers sostiene che noi occidentali non riusciamo a capire cosa sta succedendo in Asia perche’ siamo accecati dall’arroganza, ho paura che sia vero, anzi a dire il vero lo penso da tempo. Qui a Singapore si respira un’altra aria. La crisi economica sembra molto attutita, la gente e’ meno stressata e le aspettative molto piu’ realiste. Naturalmente a monte c’e’ una dittatura soft, il che ci deve far riflettere sul ruolo che la forma di governo gioca nella creazione ed evoluzione delle crisi.

Parlando con la mia amica Loretta dal Pozzo, che copre per la televisione svizzera l’Asia, abbiamo ragionato sul rapporto tra regimi autoritari, capitalismo moderno e crisi. Perche’ i paesi asiatici reagiscono meglio e sono stati meno coinvolti? In parte l’esperienza della crisi dei mercati asiatici alla fine degli anni ’90 li ha vaccinati contro quella attuale ma in parte la velocita’ ed accuratezza con la quale hanno reagito e’ legata al fatto che qui i governi sono autoritari e prendono decisioni che vengono poste in essere nel giro di pochi giorni. Proprio perche’ non c’e’ democrazia esistono regole ben precise anche al modo in cui la finanza viene gestita. In Cina poi ancora esistono le restrizioni monetarie e la moneta non e’ convertibile.

Anche Rogers e’ d’accordo sul fatto che il sistema capitalista e’ piu’ consono a forme di governo autoritarie che democratiche, e’ un concetto che mi ripropongo di studiare quando arrivero’ in Cina.

Loretta Napoleoni
Fonte; http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/
Link: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/2009/05/04/viaggio_in_asia.html
4.05.2009

Pubblicato da Davide

  • BlackWarrior

    Allora, i casi sono due: o la smetteti postare ‘sta merda mondialista in Home, o cambiate il titolo al sito da “Arm yourself with information” in “Welcome to the New World Order” o roba del genere…”Verrete assimilati. La resistenza è futile” anche ci starebbe…

  • Gioacchino_Murat

    Dunque se la Cina sostituira’ gli Usa nella leadership economica mondiale
    e se si ammette che la Cina e’ un regime autoritario ma fondato su un
    sistema sostanzialmente capitalista(la cina e’ infatti solo nominalmente
    comunista,ricordiamo infatti che in questo paese esistono circa cento
    milioni di superricchi e oltre un miliardo di pezzenti),ne consegue che un
    paese capitalista autoritario soppiantera’ un paese capitalista ai vertici
    dell’economia mondiale.Ma sempre di capitalismo si tratta e non di
    marxismo o terze vie di cui molti vanno cianciando.Sarebbe la conferma che
    il capitalismo si e’ trasformato ma non e’ morto.

  • Tao

    Dopo aver letto i vostri commenti all’ultimo post (vi ringrazio per la partecipazione e per le domande) riprendo di seguito le questioni toccate con alcune considerazioni soprattutto a proposito dei sistemi monitari agganciati all’oro.

    Il 6 maggio è stata una giornata di fuoco sui mercati dei cambi. Mentre il presidente della banca centrale europea dichiarava che l’Europa fara’ il quantitative esing – e cioe’ stampera’ carta moneta per far fronte alla crisi – il dollaro scendeva, la sterlina saliva, l’euro saliva e scendeva a seconda di quale frase pronunciava Trichet durante la conferenza stampa.
    Ecco un bell’esempio del pericolo di un sistema monetario internazionale che poggia su una moneta di riferimento che non funziona piu’.
    Naturalmente i vantaggi ci sono, oggi qualche trader ha fatto molti soldi e qualcun’altro li ha persi, la finanza e’ un gioco a somma zero. Anche il turista che cambia la propria moneta alla stazione centrale di qualche citta’ straniera, o chi ha pagato con la carta di credito acquisti fatti all’estero finisce senza saperlo per perdere o guadagnare dalle fluttuazioni dei cambi.
    Ma l’impatto vero e’ sul commercio internazionale dove si scambiano grandi quantita’ di denaro da una valuta all’altra. La copertura per difendersi da queste fluttuazioni e’ molto costosa, bisogna acquistare opzioni sul mercato a termine e piu’ i tassi di cambio sono volatili piu’ costano.

    Una crescita economica equilibrata ha bisogno della stabilita’ dei tassi. Dall’inizio del 1800 fino alla prima guerra mondiale l’occidente ha beneficiato di un sistema di cambi fissi, le monete erano agganciate all’oro. Durante quel periodo i conflitti armati, che sempre hanno caratterizzato l’Europa sono diminuiti. La stabilita’ e la crescita equilibrata economica contribuiscono alla pace. E’ vero che quei cento anni di pace e prosperita’ regalati dalla parita’ aurea sono irripetibili, oggi tornare ad un sistema che poggia sull’oro come quello europeo del 1800 sarebbe impossibile. Ma un’ancora solida ci deve essere ed e’ questo che i Cinesi vorrebbero e molto probabilmente prima o poi riusciranno a creare.

    La Cina si e’ impegnata ad acquistare dal Fondo Monetario oro in cambio della moneta nazionale il Remimbi per aiutare il FMI ad aumentare la propria liquita’. La Cina ha acquistato grosse quantita’ d’oro anche sul mercato internazionale ed e’ ormai il primo produttore mondiale di oro. Mentre cinque ai fa comprava i buoni del tesoro americani adesso acquista oro. Il prezzo dell’oro e’ a 950 dollari l’oncia, presto molti pensano che rompera’ la barriera dei 1000 dollari. Sono tutti indicatori che ci devono far riflettere sul futuro delle nostre monete.

    Un saluto,

    Loretta Napoleoni
    Fonte; http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/
    Link: http://lanapoleoni.ilcannocchiale.it/2009/05/08/sul_futuro_delle_nostre_monete.html
    8.05.2009

  • BlackWarrior

    Il discorso in sè sarebbe anche più che valido, ma vogliamo togliere l’elogio alla dittatura, le boiate sulla crescita infinita (possibilmente senza passare alle boiate sulla decrescita felice) e velati accenni a monete uniche e govenance mondiale che si intravedono tra le righe?

    Vogliamo spenderle due paroline in più sull’oro? Penso anche io che ci sia una soluzione migliore dello standard aureo – non sono sicuro sia un paniere di materie prime però – ma se dici che tornarvi sarebbe “impossibile” devi anche dire PERCHE’ fai tale affermazione.

    Le diciamo quattro paroline sul fatto che il prezzo dell’oro sta sotto 920$ perchè schifosamente manipolato dai soliti truffatori con la stampante magica di banconote (aka carta straccia) tramite futures e derivati altrimenti il prezzo sarebbe già oltre 1000$, e forse il muro prossimo a cedere sarebbe quello dei 2000 o dei 300 – impossibile dirlo in questo teatrino dell’assurdo dove il “quantitative easing” fa salire l’Euro e l’annuncio di 74 miliardi di dollari in banche che si presumevano “sanate” è una “buona notizia” che fa salire le azioni…

  • BlackWarrior

    Errata corrige: “74 miliardi di dollari di buchi”, ovviamente.

  • Duffy

    🙂 ehheheh grande

  • marcello1950

    SONO DACCORDO CHE C’E’ UNA NATURALE TENDENZA DA PARTE DELLA CINA AD ASSUMERE LA LEADERSHIP MONDIALE.
    non sono daccordo che le nazioni con un deficit non hanno mai dominato il mondo, l’Inghilterra costruì e mantenne l’impero a debito, pur riuscendo sempre a governarlo grazie alla carta moneta e alla sterlina come moneta di riserva (anche se con ordini di grandezza modesti rispetto al dollaro).
    LA LEADERSHIP DELLA CINA NON E’ SCONTATA, se l’America non è così stupida da dargliela,

  • marcello1950

    CARISSIMO GIOACCHINO MA ANCORA CREDI ALLA BEFANA E NEL PARADISO COMUNISTA CHE E’ UNA GRANDE BALLA – NATA DA UN EBREO IN VENA DI MESSIANISMO.

  • marcello1950

    si potrebbero eliminare i giochi speculativi e lasciare le transazioni commerciali ma ciò contrasterebbe con la mentalità britannica, ma può darsi che dopo tre o quattro di queste crisi potrebbero anche prendere tutte le azioni ed operazioni speculative e buttarle nel fuoco insieme ad i giocatori di borsa e autorizzare solo obbligazioni ed azioni scambiabili una volta all’anno.

  • Jung_Zorndike

    A parte che, in Cina, la finanza è sotto il “controllo” del governo, mentre in occidente (e non solo) i governi sono “camerieri dei banchieri”, non credo che l’America, che sarà pure in deficit, dotata dell’arsenale di armi che possiede cederà le redini del comando mondiale così facilmente.

  • adriano_53

    loretta napoleoni, articolo dopo articolo, dimostra di essere in piena sindrome da “giovane esploratrice del mondo”.

    il danno collaterale, di questa nuova illustratrice del mondo, è che stimola la fantasia dei geostrateghi, geopolitici, geoeconomi, geotuttologi da tastiera, i quali ovviamente non perdono l’occasione di esternare le loro fantasie

    a rallegrare un pò le cose c’è il piacere della lettura di alcuni duetti che, per una poco misteriosa empatia, producono i frequentatori del sito: murat e marcello 50 su tutti!