DI ROBERTO SAVIO
Dedicato alle generazioni dei più giovani
Mentre la terza guerra mondiale non è stata formalmente dichiarata, i conflitti di tutto il mondo stanno raggiungendo livelli mai visti dal 1944.
Naturalmente, per la grande maggioranza di persone in tutto il mondo, le notizie su questi conflitti sono solo parte della cronaca quotidiana, ma un'altra quota di essa verte sul caos esistente nei nostri paesi.
Esso è così complesso e confuso che molte persone hanno rinunciato al tentativo di tentare qualsiasi forma di comprensione profonda, così ho pensato che sarebbe stato utile offrire dieci spiegazioni di come siamo riusciti a creare questo caos.
1) Il mondo, così come esiste oggi, è stato in gran parte plasmato dalle potenze coloniali, che lo hanno diviso tra di loro, ritagliandosi Stati senza alcuna considerazione per le realtà etniche, religiose o culturali esistenti. Questo era particolarmente vero per l'Africa e il mondo arabo, dove è stato imposto il concetto di stato sui sistemi di tribù e clan.
Solo per fare alcuni esempi, nessuno dei paesi arabi di oggi esisteva prima del colonialismo. Siria, Libano, Iraq, i Paesi del Golfo (tra cui l'Arabia Saudita) erano tutte parti dell'impero ottomano. Quando questo scomparve con la Prima Guerra Mondiale (come gli imperi russo, tedesco e austro-ungarico), i vincitori - Gran Bretagna e Francia - si sedettero a un tavolo e redassero i confini dei paesi che avrebbero dovuto gestire, come avevano fatto prima con l'Africa. Quindi, mai guardare a quei paesi come equivalenti a paesi con una storia di identità nazionale.
2) Dopo la fine dell'era coloniale, era inevitabile che per mantenere questi paesi artificiali in vita ed evitare la loro disintegrazione, sarebbero stati necessari uomini forti per coprire il vuoto lasciato dalle potenze coloniali. Le regole della democrazia sono state utilizzate solo per raggiungere il potere, con pochissime eccezioni. La primavera araba ha effettivamente spazzato via dittatori e autocrati, solo per sostituirli con caos e fazioni in guerra (come in Libia) o con un nuovo autocrate, come in Egitto.
Il caso della Jugoslavia è istruttivo. Dopo la seconda guerra mondiale, il maresciallo Tito smantellò il Regno di Jugoslavia e creò la Repubblica socialista Federale di Jugoslavia. Ma noi tutti sappiamo che la Jugoslavia non sopravvisse alla morte del suo uomo forte.
La lezione è che senza creare un processo molto partecipativo e unificante dei cittadini, con una forte società civile, le identità locali giocheranno sempre il ruolo più decisivo. Quindi ci vorrà tempo prima che molti dei nuovi paesi saranno considerati paesi reali privi di conflitti interni.
3) Dalla Seconda Guerra Mondiale, l’ingerenza delle potenze coloniali e delle super-potenze nel processo di consolidamento dei nuovi paesi è stato un ottimo esempio di disastro causato dall'uomo.
Prendete il caso dell'Iraq. Quando gli Stati Uniti hanno assunto l'amministrazione del paese nel 2003, dopo l'invasione, il generale Jay Garner fu nominato Direttore dell’Ufficio per la Ricostruzione e l’Assistenza Umanitaria ed ha resistito solo un mese, perché era considerato troppo aperto nei confronti dei punti di vista locali.
Garner fu sostituito da un diplomatico, Jan Bremmer, che ne ha preso il posto dopo un briefing di due ore con il Segretario di Stato, Condoleeza Rice. Egli ha proceduto immediatamente a sciogliere l'esercito (creando così 250.000 disoccupati) e a licenziare chiunque nell'amministrazione fosse un membro del partito Ba'ath, il partito di Saddam Hussein. Ciò destabilizzò il paese, e il caos odierno un risultato diretto di questa decisione.
L'attuale primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, che Washington sta cercando di rimuovere in quanto lo ritiene causa della polarizzazione tra sciiti e sunniti, era il candidato americano preferito. Così è stato per il Presidente dell'Afghanistan, Hamid Karzai, che ora è violentemente anti-americano. Questa è una tradizione [consolidata] che risale al primo intervento degli Stati Uniti in Vietnam, dove Washington portò al potere Ngo Dihn Dien, che si ribellò ai dettami statunitensi finché non venne assassinato.
Non c'è spazio qui per fornire esempi di errori simili (anche se meno importanti) compiuti da altre potenze occidentali. Il punto è che tutti i leader installati da potenze esterne non durano a lungo e portano instabilità.
4) Siamo tutti testimoni del fatto che la lotta religiosa e l’Islam estremista siano una minaccia crescente e inquietante. Pochi fanno qualche sforzo per capire perché migliaia di giovani siano disposti a farsi saltare in aria. Esiste una correlazione evidente tra la mancanza di prospettive di sviluppo/occupazione e l’inquietudine religiosa. Nei paesi musulmani dell'Asia (gli Arabi Musulmani rappresentano meno del 20 per cento delle popolazioni Musulmane di tutto il mondo), l'estremismo a malapena esiste.
E pochi si rendono conto del fatto che la lotta tra sciiti e sunniti sia finanziata da paesi come l'Arabia Saudita, il Qatar e l’Iran. Quei rami dell’Islam hanno convissuto fianco a fianco per secoli e ora stanno combattendo una guerra per procura, come accade per esempio in Siria. L'Arabia Saudita ha finanziato i Salafiti (la forma puritana dell'Islam) in tutto il mondo e ha fornito quasi due miliardi di dollari per il nuovo autocrate egiziano, Abdel Fattah el-Sisi, perché sta combattendo la Fratellanza Musulmana, che predica la fine dei re e sceicchi e il potere per il popolo. Anche quella in Iraq sta diventando una guerra per procura tra l'Arabia Saudita, il difensore dei Sunniti, e l'Iran, difensore degli Sciiti.
Così, quando si considerano queste guerre di religione, occorre sempre guardare chi c'è dietro di esse. Le religioni di solito diventano bellicose solo se vengono usate. Basti guardare la storia europea, in cui le guerre di religione sono state inventate dai re e combattute dalla gente. Naturalmente, una volta che il genio è uscito dalla bottiglia, ci vorrà molto tempo per rimettercelo. Quindi questo problema ci accompagnerà per un bel po' di tempo.
5) La fine della Guerra Fredda ha scongelato [nel senso di sbloccato NdT] il mondo, che era stato tenuto stabile dall'equilibrio tra le due superpotenze. I tentativi di creare alleanze regionali o internazionali per portare stabilità sono sempre stati ostacolati dagli interessi nazionali. Il miglior esempio è l'Europa. Mentre tutti parlavano di Crimea, di Ucraina e di Vladimir Putin (reso paranoico dall’accerchiamento occidentale, strategia seguita dall’amministrazione di George Bush Jr. in poi) e di come costringerlo ad ascoltare Stati Uniti ed Europa, le imprese europee hanno continuato il commercio, a dispetto dello sbandierato embargo. E ora, l'Austria ha silenziosamente [anche nel senso di tranquillamente NdT] firmato un accordo con la Russia per aderire al South Stream, un gasdotto che porterà il gas russo verso l'Europa – alla faccia della sedicente unità di un'Europa cui è stato chiesto a gran voce di ridurre la propria dipendenza energetica dalla Russia.
Un mondo multipolare è in divenire, ma resta da capire quanto stabile. In Asia, Cina e Giappone stanno aumentando i loro investimenti militari, alla pari dei paesi circostanti. E mentre i conflitti locali, come quelli in Siria, in Iraq e in Sudan, non stanno degenerando in un conflitto più allargato, ciò si verificherebbe senza dubbio in Asia.
6) In un mondo sempre più diviso da una recrudescenza degli interessi nazionali, l'idea stessa di una governance condivisa sta perdendo forza, e non solo in Europa. Le Nazioni Unite sono diventate marginali come arena in cui raggiungere consenso e legittimità. I due motori della globalizzazione - il commercio e la finanza - non fanno parte delle Nazioni Unite, che rimangono bloccate su temi come sviluppo, pace, diritti umani, ambiente, istruzione e così via. Sebbene questi temi siano cruciali per un mondo vivibile, non sono visti come tali da chi è al potere. Conclusione: le Nazi
oni Unite stanno diventando irrilevanti.
7) Allo stesso tempo, anche valori e idee considerati universali, come la cooperazione, l'aiuto reciproco, la giustizia sociale e la pace internazionale vista come un paradigma totalizzante stanno diventando irrilevanti. Il presidente francese Francois Hollande incontra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, non per discutere di come fermare il genocidio in Sudan o il sequestro di bambini in Nigeria, ma per chiedergli di intervenire con il suo Ministro della Giustizia per ridurre un'ammenda gigante comminata a una banca francese, la BNP-Paribas, per attività fraudolente. L’incombente problema del controllo del clima era in gran parte assente nell'ultima riunione del G7, per non parlare del disarmo nucleare... eppure questi sono le due principali minacce per il pianeta!
8) Dopo il colonialismo e i regimi totalitari, la frase chiave dopo la seconda guerra mondiale fu "l'attuazione della democrazia" [spesso diventata “esportazione della democrazia” NdT]. Ma dopo la fine della Guerra Fredda, la democrazia fu data per scontata. In effetti, negli ultimi venti anni, la formula della democrazia rappresentativa sta perdendo il suo fascino. Il pragmatismo ha portato alla perdita della visione a lungo termine, e la politica è diventata sempre più semplice amministrazione.
I cittadini si sentono sempre meno legati ai partiti, che sono sostanzialmente diventati egocentrici e autonomi. Gli affari internazionali non sono considerati strumenti del potere da parte di partiti, e le decisioni vengono prese senza la partecipazione [del popolo, a differenza di quanto imporrebbe l’uso della democrazia NdT]. Ciò porta a scelte che spesso non rappresentano i sentimenti e le priorità dei cittadini.
Il modo in cui il piano di salvataggio di Cipro dalla crisi finanziaria di qualche anno fa è stato trattato in seno alla Commissione Europea è stata ampiamente riconosciuto come un esempio lampante di mancanza di trasparenza. Poche persone certamente fanno più errori rispetto a molte...
9) Un elemento assai importante del caos è stata la crescita di ciò che i suoi sostenitori, soprattutto nel mondo finanziario, chiamano la "nuova economia" - un'economia che contempla la disoccupazione permanente, la mancanza di investimenti sociali, una riduzione delle imposte per i grandi capitali, la marginalizzazione dei sindacati e una riduzione del ruolo dello Stato come regolatore e garante della giustizia sociale. Le disuguaglianze stanno raggiungendo livelli senza precedenti. Le 85 persone più ricche del mondo possiedono la stessa ricchezza di 2,5 miliardi di persone.
10) Tutto ciò ha un suo corollario. Non è un caso che tutti i media mainstream in tutti i paesi abbiano la stessa lettura, visione del mondo. L’informazione oggi ha sostanzialmente eliminato analisi e processo, per concentrarsi sugli eventi. La loro capacità di seguire il caos mondiale è minima, e essi si limitano a ripetere ciò che afferma chi si trova al potere. È assai istruttivo vedere come i mezzi di comunicazione siano molto analitici per quel che riguarda gli affari nazionali e molto superficiali per ciò che concerne le questioni internazionali. I media dipendono in gran parte da tre agenzie di stampa internazionali, che rappresentano il mondo occidentale e dei suoi interessi. Avete letto qualcosa, su qualsiasi giornale, in merito all'accordo del gas tra l'Austria e la Russia?
In ultima analisi, vi lascio con un ultimo punto: non siate mai soddisfatti di ciò che si legge sui giornali, cercate costantemente di ottenere ulteriori e opposti punti di vista attraverso la Rete. Ciò vi aiuterà a guardare il mondo con i vostri occhi, e non con gli occhi di qualcun altro che probabilmente è parte del sistema che ha creato questo caos. Non siate gregge [nel testo “non andate con la marea NdT]... cercate l'altra faccia della luna. E se vi dicono che conoscono le cose, bene, basta che guardiate i risultati. Quindi, siate voi stessi e, se commetterete un errore, almeno sarà un vostro errore.
Roberto Savio, fondatore e presidente emerito della Inter Press Service (IPS), agenzia di stampa, ed editore di Other News
Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article39073.htm
12.07.2014
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PG
Adespoto 25 luglio 2014
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Ma certo, noi comuni individui non siamo mai responsabili, è questo che ci hanno insegnato.
Cosa puoi fare tu, piccolo microbo, di fronte alla straordinaria forza dei potenti che governano il mondo? Nulla, è evidente. Non è certo colpa tua se i nazisionisti commettono un genocidio annunciato, e non è certo colpa tua se gli americani si sono autoproclamati padroni del mondo e si comportano di conseguenza. Figuriamoci se puoi fare qualcosa per fermare la violenza devastante di una qualsiasi guerra o per impedire che milioni di persone continuino a morire di fame.
Hai già partecipato (e magari organizzato) diversi sit-in e marce della pace, ma i risultati sono stati insoddisfacenti. Per la salvaguardia dell’ambiente poi, fai pure la raccolta differenziata e sono certo che sgrideresti duramente tuo figlio se lo vedessi buttare qualcosa per terra…
Si, hai ragione, si può proprio dire che tu abbia la coscienza pulita e che per questo ti senta giustamente in pace con essa. Ma permettimi qualche domanda:
non è che per caso quando vai alle urne decidi di votare per colui che ti ha fatto pagare meno tasse, pur sapendo che è un lestofante, mafioso e senza scrupoli? No, non credo.
Non è che per caso quando devi scegliere una banca o un fondo d’investimento ti preoccupi solo del tasso d’interesse, ignorando più o meno volontariamente quali siano le “attività finanziarie” principali del suddetto Istituto (traffico d’armi; di organi; sperimentazioni farmaceutiche su animali o uomini di quarta fascia…)? Nooo, non credo!
Non è che per caso quando entri in un comune supermercato indirizzi le tue scelte verso il prodotto più conveniente non preoccupandoti di sapere se l’azienda che lo produce continui altezzosamente a inquinare l’ambiente corrompendo chiunque possa solo pensare di impedirglielo, e che magari neghi i diritti fondamentali ai suoi operai, costretti comunque ad accettarne le condizioni?
No, non credo.
Non è che per caso ti piace andare a mangiare in quelle catene di fast food che hanno costruito un impero economico fondato sugli allevamenti intensivi e sfruttando i ragazzi di 18/20 anni consumandoli fino all’osso per una paga ridicola; e non è che, sempre per caso, continui a bere bibite dalla composizione sconosciuta i cui geniali produttori hanno fatto affari d’oro con il terzo reich di Adolf Hitler? Sono certo di no.
E non è che, ancora per caso, da buon ecologista/ambientalista, vai a lavorare in bicicletta per poi salire su un aereo 3 o 4 volte l’anno scegliendo destinazioni esotiche per le tue vacanze;
o tieni il riscaldamento acceso 24h al giorno a temperature tropicali durante l’inverno per poi fare lo stesso con il condizionatore d’aria all’arrivo dei primi caldi…? No, non credo.
Insomma, non prenderai mica le tue decisioni quotidiane sulla base della comodità, della convenienza o del profitto, in barba a quella che dici essere la tua etica?
No, non credo! Perché se così fosse non saresti certo una vittima del sistema, bensì un complice, e di sicuro non potresti essere in pace con la tua coscienza.