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VI HANNO MENTITO SUI PIRATI SOMALI

DI JOHANN HARI
The Independent

Da Repubblica.it (20/04): “Il Puntland contro il Buccaneer
‘Doveva sversare rifiuti tossici'”
. Le accuse mosse dalle autorità della regione semi-autonoma della Somalia
al rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati. La società Micoperi: “Era vuoto”.

Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla. Presto inizieranno a combattere le navi somale e a cacciare i pirati sulla terraferma, in una delle regioni più piegate della terra. Ma dietro alla stravaganza del tipo ‘avanti-miei-prodi’ che questa storia racchiude, si nasconde uno scandalo non confessato. Le persone che i nostri governi stanno etichettando come “una delle più grandi minacce del nostro tempo” hanno delle storie incredibili da raccontare – e un po’ di giustizia dalla loro parte.I pirati non sono mai stati quello che noi in realtà crediamo. Nell’“età d’oro della pirateria” – dal 1659 al 1730 – venne creata dal governo britannico, sull’onda di uno spirito propagandistico, l’idea odierna del pirata come un ladro selvaggio e senza scrupoli. Molte persone comuni la ritenevano però non veritiera: i pirati venivano spesso tratti in salvo dalle navi da folle di sostenitori. Perché? Che cosa coglievano loro che a noi non è concesso intendere? Nel suo libro Furfanti di tutti i Paesi [“Villains of All nations”], lo storico Marcus Rediker scava tra le prove per scoprirlo. All’epoca, diventare mercante o marinaio – raccolto dai porti dell’East End londinese, giovane e affamato – significava finire a navigare in un Inferno di legno. Significava lavorare a tutte le ore su una nave sovraccarica e senza cibo, e a concedersi una breve pausa si finiva frustati con il Gatto a Nove Code dal plenipotenziario capitano. I perditempo abituali correvano il rischio di essere gettati in mare. E dopo mesi o anni di tutto questo, spesso si finiva con l’essere imbrogliati sulla paga.

I pirati sono stati i primi a ribellarsi a questo sistema. Sono andati contro i loro capitani-tiranni e hanno inventato un modo diverso di lavorare sui mari. Non appena riuscivano ad avere una barca, i pirati eleggevano i loro capitano e prendevano tutte le decisioni assieme. Dividevano il bottino nel modo che Rediker definisce “uno dei più egualitari piani di distribuzione delle risorse esistenti nel diciottesimo secolo”. Addirittura, essi prendevano con loro schiavi africani fuggitivi e ci vivevano assieme, trattandoli da eguali. I pirati hanno dimostrato “piuttosto chiaramente – e in modo sovversivo- che le navi non dovevano necessariamente essere condotte con i modi brutali e oppressivi utilizzati dal servizio mercantile e dalla flotta britannica”. Ecco perché erano popolari, nonostante fossero dei ladri poco produttivi.

Le parole di un pirata di quell’epoca perduta – un giovane inglese di nome William Scott – dovrebbero risuonare in questa nuova epoca di pirati. Prima di essere impiccato a Charleston, Carolina del Sud, egli disse: “Quello che ho fatto è stato salvarmi dalla morte. Sono stato costretto a fare il pirata per vivere”. Nel 1991 il governo della Somalia – nel Corno d’Africa – è collassato. I suoi nove milioni di abitanti da sempre vivono sull’orlo della fame – e molte delle peggiori forze del mondo occidentale hanno visto questa cosa come una grossa opportunità per rubare le riserve di cibo del paese e per versare scorie nucleari nei loro mari.

Esatto: scorie nucleari. Non appena il governo somalo è caduto, misteriose navi europee hanno iniziato a comparire al largo delle coste della Somalia, svuotando grossi barili nell’oceano. Gli abitanti della costa hanno cominciato ad ammalarsi. All’inizio soffrivano di strane irritazioni e di nausea, oltre al fatto che mettevano al mondo bambini malformati. Poi, dopo lo tsunami del 2005, centinaia di barili scaricati e perforati sono stati dispersi sulla spiaggia. La gente ha iniziato a soffrire di sintomi da radiazioni e più di 300 persone sono morte. Ahmedou Ould-Abdallah, inviato delle Nazioni Unite in Somalia, mi dice: “Qualcuno sta svuotando materiale nucleare qui. C’è anche del piombo e metalli pesanti come il cadmio e il mercurio”. La maggior parte di queste scorie proviene da ospedali e aziende europee, che sembrano affidarle alla mafia italiana affinché se ne “liberi” in modo economico. Quando ho chiesto a Ould-Abdallah che cosa stavano facendo i governi dell’Europa per questo, mi ha risposto sospirando: “Nulla. Non c’è stata nessuna attività di ripulitura, nessun risarcimento e nessuna attività preventiva”.

Nello stesso periodo, altre navi europee hanno iniziato a saccheggiare i mari della Somalia privandoli della loro più importante risorsa: il pesce. Noi abbiamo distrutto le nostre riserve ittiche a causa dello sfruttamento eccessivo, e adesso stiamo attaccando le loro. Più di 300 milioni di dollari di tonno, gamberetti, aragoste e altri pesci vengono rubati ogni anno da enormi pescherecci che navigano illegalmente nelle acque somale non protette. I pescatori locali hanno improvvisamente perso la loro fonte di sostentamento e stanno morendo di fame. Mohammed Hussein, un pescatore nella città di Marka,100 km a sud di Mogadiscio, ha detto all’agenzia Reuters: “Se non si fa niente, presto non ci sarà più pesce nelle nostre acque costiere”.

E’ questo il contesto da cui emergono gli uomini che noi ora chiamiamo “pirati”: tutti sono concordi nell’affermare che essi erano dei normali pescatori somali, i quali inizialmente si sono armati di motoscafi nel tentativo di frenare la pesca a strascico e le scarico di scorie chimiche, o almeno di imporre una “tassa” su tali attività. In una surreale intervista telefonica, uno dei capi dei pirati, Sugule Ali, disse che il loro scopo era di “fermare la pesca illegale e lo scarico nelle nostre acque…Noi non ci consideriamo banditi del mare. Noi consideriamo banditi del mare quelli che pescano illegalmente e che rovesciano nelle nostre acque scorie nucleari e portano armi nel nostro mare”. William Scott avrebbe capito queste parole.

No, tutto questo non giustifica la cattura di prigionieri e sì, alcuni sono evidentemente solo dei gangster – specialmente quelli che si sono impossessati delle scorte inviate dal World Food Programme. Ma i “pirati” godono del massiccio sostegno della popolazione locale per una ragione. Il sito somalo d’informazione indipendente WardherNews ha condotto l’indagine più approfondita che abbiamo a disposizione riguardo a ciò che la gente somala pensa e ha scoperto che il 70% della popolazione “sostiene fermamente la pirateria come una forma di difesa nazionale delle acque territoriali del paese”. Durante la guerra rivoluzionaria in America, George Washington e i padri fondatori americani pagarono i pirati affinché proteggessero le acque territoriali americane perché non avevano una loro marina o una guardia costiera. La maggior parte degli americani li sosteneva. E’ tanto diverso?

Ci aspettavamo forse che i somali affamati restassero passivi sulle loro spiagge, a fare il bagno nelle nostre scorie nucleari guardandoci mentre rubiamo loro il pesce che verrà mangiato nei ristoranti di Londra, Parigi e Roma? Non abbiamo fatto nulla per fermare quei crimini – ma quando qualche pescatore reagisce interrompendo il corridoio di transito del 20 percento della fornitura mondiale di petrolio, allora noi iniziamo a gridare al “male”. Se veramente vogliamo occuparci della pirateria, dobbiamo arrestarne la causa originaria – i nostri crimini – prima di spedire navi armate a scovare i criminali somali.

La storia della guerra ai pirati del 2009 è stata riassunta nel modo migliore da un altro pirata, che è vissuto e morto nel IV secolo avanti cristo. Egli era stato catturato e portato davanti ad Alessandro Magno, il quale voleva sapere “a cosa mirasse prendendo possesso del mare”. Il pirata sorrise e rispose: “A ciò a cui miri tu impadronendoti di tutta la terra; ma io, che lo faccio con una barca insignificante, vengo chiamato ladro mentre tu, che lo fai con una grande flotta, vieni chiamato imperatore” (1). E di nuovo, le nostre grandi navi imperiali oggi navigano per i mari – ma chi è il ladro?

Note
(1) Agostino d’Ippona, De Civitate Dei 4,4 (nota redazionale)

POST SCRIPTUM: Alcuni commentatori guardano con perplessità al fatto che sia lo scarico delle scorie tossiche sia il furto di pesce avvengano nello stesso posto –il pesce non viene contaminato? Di fatto, la costa somala è vasta, estendendosi per 3.300 km. Per rendere l’idea, pensate a quanto sarebbe facile – se non ci fossero la guardia costiera o l’esercito- rubare pesce dalla Florida o gettare scorie nucleari in California. Questi sono eventi che accadono in posti diversi ma con gli stessi terribili effetti: morte della popolazione locale e incoraggiamento della pirateria. Non c’è nessuna contraddizione.

Johann Hari scrive per il quotidiano The Independent.

Titolo originale: “You Are Being Lied to About Pirates”

Fonte: http://www.independent.co.uk/
Link
12.04.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • robocop

    L’uomo bianco è il peggior virus di cui sia stata infettata la terra,
    il problema è che siamo riusciti ad infettare anche gli altri.

    Penso che mai la terra abbia conosciuto flagello simile.

    Abbiamo ucciso, derubato, schiavizzato, violentato, ingannato, danneggiato, inquinato, ecc………………………. miliardi di persone.

    Mai nessun altro popolo era riuscito a condensare tali insulse capacità negative tutte insieme.

    Speriamo che ci autodistruggiamo, cosi libereremo il mondo della peggiore disgrazia che si sia mai vista.

    Ma la cattiveria non paga, non facciamo più figli, siamo una razza in decadenza, fra 50 anni saremo la minoranza nelle nostre nazioni.

    E giustamente i figli di coloro che abbiamo derubato si riprenderanno ciò che era dei loro loro antenati.

    Se noi fossimo in popolo onesto ci ribelleremo a coloro che ci vendono benessere macchiato di sangue, c’è ne andremo nelle campagne a sudarci quello che mangiamo, ed a vivere dignitosamente del nostro lavoro.

    http://www.ecolcity.it [www.ecolcity.it]

  • Tao

    PIRATI, SOMALIA, NOI

    FONTE: PAOLOBARNARD.INFO/

    Mohamed Abshir Waldo è un analista somalo che lavora in Kenia. E’ autore di una pubblicazione dal titolo “Le due piraterie in Somalia: Perché il mondo ignora l’altra?”. Ecco la sua testimonianza:

    “Ci sono due piraterie in Somalia. Una è quella che sta all’origine del problema di oggi, e che è la pesca illegale da parte di imbarcazioni straniere, che oltre tutto mentre pescano assolvono a un altro compito illegale, cioè la discarica di scorie tossiche industriali e persino nucleari nelle nostre acque, tutte provenienti dal mondo ricco. L’altra pirateria è quella che vi raccontano i vostri media. Ma essa si è scatenata in reazione a quei crimini, quando le nostre acque furono avvelenate, quando fu saccheggiato i nostro pesce, e in un Paese poverissimo i pescatori capirono che non avevano altra possibilità se non quella di reagire con la violenza contro le navi e le proprietà dei Paesi potenti che sponsorizzano la vostra pirateria e la discarica tossica qui.

    Le nazioni maggiormente coinvolte in questa prima pirateria sono la Francia, la Norvegia, la Spagna, l’Italia, la Grecia, le Gran Bretagna, ma anche la Russia e i Paesi asiatici come la Korea, Taiwan, le Filippine, la Cina. Tutto è cominciato, per quanto riguarda la pesca illegale, nel 1991. Le comunità dei pescatori somali ha per anni protestato presso l’ONU e la UE, ma sono stati del tutto ignorati. I pescherecci occidentali arrivano qui e pescano senza licenza, addirittura reagiscono con la forza quando le nostre barche li contrastano, ci tirano addosso acqua bollente, ci sparano, ci mirano contro con i vascelli. Queste cose sono accadute per anni, finché i pescatori somali si sono organizzati in un corpo di Guarda Costiera di Volontari Nazionali, che voi ora chiamate ‘i pirati’.

    Oggi le marine militari di questi Paesi pirateschi sono qui a proteggerli. I nostri pescatori hanno paura ad uscire in mare perché spesso vengono fermati dagli incrociatori occidentali e arrestati solo perché sospettati di essere ‘pirati’. Si tratta di una terribile ingiustizia, con la comunità internazionale che fa solo i propri interessi e ci ignora. I nostri ‘pirati’ di oggi sono ex lavoratori alla disperazione, null’altro.

    E poi c’è nel sottofondo il problema della discarica di sostanze industriali tossiche dai Paesi ricchi nelle nostre acque, che è iniziato negli anni ’70 ed è continuato sempre, in risposta soprattutto alla nascita in Occidente di leggi ambientali molto più severe di prima. E così i vostri governi hanno pensato di scaricarle in nazioni povere o in guerra, che non potevano reagire, o i cui governi potevano essere corrotti. Al Jazeera lo ha documentato, ma anche la CNN credo. E’ stato detto e più volte scritto che la Mafia italiana è pesantemente coinvolta qui in Somalia nella discarica di sostanze proibite (Ilaria Alpi, ricordiamoci, P.B.).

    Proprio ieri (13/04) una nave è stata catturata nel golfo di Aden dai pescatori, non dai ‘pirati’, ma dai pescatori, che sospettavano che stesse per scaricare sostanze tossiche. La nave ha immediatamente gettato a mare due enormi container quando hanno visto i pescatori, ma per fortuna essi non sono affondati e sono stati trascinati a riva. La comunità locale ha invitato i vostri governi a venire a ispezionare quei container, ma per ora non c’è stata risposta.

    La Banca Mondiale alcuni anni fa fece trapelare un memorandum confidenziale dove Larry Summers, che allora era il suo capo economista (oggi consiliere economico di Obama, P.B.), diceva “Penso che la logica economica dietro alla discarica di sostanze tossiche nelle nazioni più povere sia impeccabile e dovremmo affrontare questo fatto. Ho sempre pensato che i Paesi sotto-popolati in Africa siano molto sotto inquinati”. Poi ritrattò e disse che era sarcasmo.”

    Fonte: http://www.paolobarnard.info/
    Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=102
    15.04.2009

  • bornpirate

    Paolo Barnard ha scritto le sue considerazioni sui pirati della Somalia il 15-4 e io l’avevo mandato a Comedonchisciotte subito dopo averlo letto ma non e’ stato inserito.
    Come mai? e’ forse piu’ interessante tradurre un articolo da un altro sito ? vi sembra piu’ credibile?mi chido se anche Comedonchisciotte sta’ censurando Barnard.
    Ringrazio Tao per averlo inserito fra i commenti.

  • bornpirate

    Sono sempre i piu’ poveri e gli indifesi che pagano per il nostro benessere. I terroristi sono loro! i piu’ forti ,gli altri reaggiscono perche’ sono stanchi di subire.

  • Santos-Dumont

    Cito:


    La storia della guerra ai pirati del 2009 è stata riassunta nel modo migliore da un altro pirata, che è vissuto e morto nel IV secolo dopo cristo. Egli era stato catturato e portato davanti ad Alessandro Magno … […]

    Evidentemente il pirata dev’essere vissuto e morto nel IV secolo avanti cristo… 😉
    Bell’articolo, complimenti.

  • mikaela

    ————————————–LA CNN SEMINA TERRORE PER RACCOGLIERE CONSENSI————————————-

    Guardando la foto di questo articolo vedo 5 uomini armati alla meno peggio,non si capisce bene se sono seduti su di una impalcatura o un pontile, un mare azzurro e delle abitazioni sullo sfondo.
    Quattro giorni fa alla CNN, parlando del sequestro della nave da parte dei pericolosissimi pirati, hanno estrapolato da questa foto solo il primo piano del primo soggetto tolto lo sfondo azzurro ingrandito il primo piano in bianco e nero i lineamenti erano indefiniti e dominavano tutto lo schermo alle spalle del giornalista che dava la notizia.L’immagine era veramente terribile, terrificante sembrava un demonio con il mitra.Dopo un po’ trovo l’articolo di Barnard nella sua pagina web e inizio a capire come stanno veramente le cose .Ricordare quella notizia cosi’ rappresentata e paragonarla con la foto originale che vedo oggi qui c’e’ un abbisso .
    Grazie Barnard per quello che ci hai detto. Grazie Ilaria per quello che avresti voluto dirti e che non ti hanno permesso di dire

  • mikaela

    Salve. Non credo che Comedonchiscotte censuri Barnard
    Forse doveva mandarlo lui!

  • edo

    Quanto romanticismo! Vi sembra che se i pirati somali avessero davvero il ruolo da cartolina di questi articoli, non avrebbero ancora ricevuto una dozzina di missili sulla testa?
    I pirati somali facevano comodo, e se oggi (pare, forse, chissà) saranno prese delle “contromisure” può essere dovuto al fatto che i pirati hanno “passato il segno”, oppure: non servono più.

  • sacrabolt

    E’ solo nella traduzione…

    The story of the 2009 war on piracy was best summarised by another pirate, who lived and died in the fourth century BC. He was captured and brought to Alexander the Great,

  • Gioacchino_Murat

    Il pirata che e’ morto nel quarto secolo dopo Cristo ed e’ stato portato
    al cospetto di Alessandro Magno e’ un raro esempio di longevita’ perche’
    deve essere morto a circa seicento anni di eta’.Se tutti i fatti riportati
    nell’articolo hanno la medesima attendibilita’ storica siamo a posto.
    Comunque il messaggio e’ chiaro:qualunque cosa succeda in Africa e’
    sempre colpa dell’uomo bianco,guerre,pirateria,devastazioni,carestie,
    malattie,fame,miseria,poverta’,scorie nucleari.Gli indigeni non hanno
    mai alcuna colpa,nemmeno di cio’ che succede in Ruanda e Darfour
    dove si sono scannati e si stanno scannando tra loro alla grande.
    Non mi pare una visione molto obiettiva.

  • alcenero

    Se tutti i fatti riportati nell’articolo hanno la medesima attendibilita’ storica siamo a posto.

    Non serve essere dei geni per accorgersi che e’ un banale refuso.

  • Pausania

    Se non mi sbaglio questo aneddoto è riportato da S. Agostino (IV secolo d.C.) che cita la storia del pirata di fronte ad Alessandro. L’articolo ha mischiato le date.

  • ario

    …che è vissuto e morto nel IV secolo AVANTI cristo…; questo è scritto nell’articolo.

  • mirko1313

    Tornatene pure a guardare il tuo tranquillizzante TG1, così non dovrai subire le sterzanti critiche all’integrità morale dell’uomo bianco che, per purezza di razza, mai si abbasserebbe mai a commettere le nefandezze descitte in questo articolo.
    Non pensi che aggrapparsi ad un errore di traduzione sia un po’ miserevole come mezzo per screditare l’articolo? Dai, non ti sforzare…

  • mirko1313

    Tornatene pure a guardare il tuo tranquillizzante TG1, così non dovrai subire le sterzanti critiche all’integrità morale dell’uomo bianco che, per purezza di razza, mai si abbasserebbe mai a commettere le nefandezze descitte in questo articolo.
    Non pensi che aggrapparsi ad un errore di traduzione sia un po’ miserevole come mezzo per screditare l’articolo? Dai, non ti sforzare…

  • mirko1313

    Tornatene pure a guardare il tuo tranquillizzante TG1, così non dovrai subire le sterzanti critiche all’integrità morale dell’uomo bianco che, per purezza di razza, mai si abbasserebbe mai a commettere le nefandezze descitte in questo articolo.
    Non pensi che aggrapparsi ad un errore di traduzione sia un po’ miserevole come mezzo per screditare l’articolo? Dai, non ti sforzare…

  • brontomauro

    Ho capito. Sei il marito della Vergine Immacolata alias virgo_sine_macula.
    Ci sono entità che si nutrono delle nostre energie psichiche, sono particolarmente ghiotte di rabbia e paura. Questo genere di interventi se notate non entrano mai nel merito ma si limitano a trovare faziose le opinioni riportate negli articoli aggrappandosi a cavilli di poco conto. Sono interventi che non stimolano la discussione a meno che non si abbia una grande pazienza e una grande voglia di trovare argomenti anche dove non se ne scorgono. Probabilmente chi è vettore di questi stimoli è inconsapevole del proprio ruolo o forse no. Comunque sia trovo utile a questo proposito documentarsi sugli Arconti.

  • Borokrom

    Quello che mi fa venire il dubbio è che da quelle parti ci sia tempo per pensare ai rifiuti tossici.
    Questi, per altro, se smaltiti illecitametne sono di solito sganciati in oceano aperto. Non c’è nessuna convenienza a sganciarli in prossimità di alcuna costa.
    Diciamo che se fossimo americani o europei è preferibile sganciarli nell’ocena indiano dato che non abbiamo coste bagnate da questo mare.

    Ma credo che questi PIRATI che sganciano rifiuti abbiamo ben poca coscienza, l’importante è sganciare, fosse anche nell’orto dei vicini.

    Adesso, anche questo supposto governo del Puntland, che non si sa bene cosa sia, si serva dei pirati per allontanare barche che scaricano rifiuti tutto può essere.

    Vedremo melgio in cosa consiste il governo del Puntland.

    Per il momento in quell’area esiste un anarchia quasi totale, con gruppi che si ammazzano a vicenda, casini di ogni tipo, fame disperata, e ignoranza totale.
    Per cui, mi sembrava strano che ci possa essere una consapevolezza di imbarcazioni che scaricano rifiuti a centinaia di miglia dalla costa, quando a terra a malapena si sopravvive giorno dopo giorno.

    I pirati di solito non fanno cenno a nessuna protesta, basterebbe bruciarla una nave, ad esempio.
    Le navi con un minimo di carico appettible sono infatti fatte attraccare e svuotate, quelle con un carico non servibile agli usi quotidiani (tipo il petrolio greggio vengono tenute fino a che non viene pagato un riscatto).
    Riscatti per altro completamente fuori luogo, chiedono pochi miliondi di dollari, a fronte di un valore spesso impressionante, solo una superpetroliera vuota vale almeno 500 milioni.

    Per cui, sequestrare Lapo Elkann e poi chiedere 200euro di riscatto sembra essere opera di una mente non criminale ma ignorante (nel senso proprio di ignorare).

    Da dire che il rimorchiatore Italiano Buccanier, non è un rimorchiatore nel senso classico, ma un rimorchiatore SUPPLY.
    Cioè, un rimorchiatore da CARICO, atto generalmente a portare rifornimenti, pezzi di ricambio e personale su piattaforme e navi da trivellazione o navi deposito, cioè a a installazioni fisse che hanno bisogno di frequenti rifornimenti e supporto(SUPPLY appunto).

    In poche parole quel rimorchiatore è adatto al trasporto, quindi nulla impedisce che abbia trasportato RIFIUTI TOSSICI.

    Da dire c’è per che chi butta in mare rifiuti preferisce farlo con navi che nascondano il carico (quel rimorhciatore non si presta, dato che non ha praticamente molta stiva, ma il materiale è in coperta). E la capienza non è gran che.

    Può essere che chi si libera di scorie adesso preferisca poco carico ma scaricare spesso.

    Il Buccanier, fa parte della flotta MICOPERI, che per chi è a conoscenza, sa che è una grande impresa che fa lavori marittimi.
    Micoperi 7000 è stato il più grande “pontone” del mondo.
    Questi fanno appoggio a posaoleodotti, a grandi ditte come SAIPEM a varie imprese di lavori marini e oceanici. Il loro noleggio giornaliero è assai costoso.

    Il fatturato di queste aziende rende non verosimile che impieghi sui mezzi per attività sporche, dato che si giocherebbero commesse multimilardarie in tutto il mondo…

    Io sono più propenso ad uno interesse geopolitico verso il Corno D’Africa, Sudan comprese. Nell’intera area si dice che i Cinesi hanno aperto una campagna di sondaggi geologici e ci sia una situazione petrolifera interessante.
    Trovare un escamotage per “esportare la democrazia” anche nel corno D’Africa è una buona ragione, specie se possiamo anche prevedere che presto troveranno anche AlQuaeda tra i pirati…
    Vi ricordate Black Hack Down?
    Ci hanno già provato ad andare da quelle parti…

  • Gioacchino_Murat

    Va bene che repetita iuvant ma tre volte mi sembra esagerato

  • Gioacchino_Murat

    ?

  • Gioacchino_Murat

    Ti assicuro che sul mio schermo appare scritto quarto secolo dopo Cristo,tant’e’ che anche un altro blogger ha fatto la medesima osserva-
    zione.

  • DANI

    SULLE SCORIE NUCLEARI STAVA INDAGANDO ILARIA ALPI PRIMA DI ESSERE UCCISA .
    IN ITALIA LA PROCURA DI PAOLA HA INDAGATO SULLO SPIAGGIAMENTO DI NAVI A LARGO DELLE COSTE CALABRESI, DIETRO A CUI STAVANO INTERESSI DELLA MASSONERIA INTERNAZIONALE E DELLA CRIMINALITà ORGANIZZATA.

  • Galileo

    Tu dici che stava indagando Ilaria Alpi.
    C’è qualcosa di scritto di Ilaria che si possa leggere?

  • edo

    L’hanno uccisa prima che scrivesse “il libro” ma questo ti riporta al suo lavoro in video http://www.youtube.com/watch?v=pdn1eL73eb0&hl=it

  • diego

    maledetti dalinguenti loro e i politici che li coprono ma prima o poi ci sarà giustizia e forse non ci sarà più tanto da aspettare non aggiungo altro

  • mirko1313

    vedo che hai ottimi argomenti per rispondere. è un problema del server credo, comunque per te no, non è esagerato

  • Santos-Dumont

    L’ho fatta per evidenziare un banale errore di traduzione, tutto qui.

  • Santos-Dumont

    Infatti l’avevo immaginato, visto che Alessandro Magno morì nel 323. a.C. Volevo solo segnalare il refuso senza alcun intento polemico, al contrario: l’articolo m’è piaciuto molto.
    Ciao.

  • nessuno

    Non serve essere dei geni per accorgersi che e’ un banale refuso.

    Ma qui siamo di fronte a un genio molto incompreso

  • nessuno

    se permetti ti quoto
    meglio abbondare in caso di scarsa comprensione….
    Questo si è già guadagnato un pò di estimatori.

  • nessuno

    mi devo ripetere quoto anche te

  • nettuno

    Borokrom è propenso ad uno interesse geopolitico verso il Corno D’Africa, Sudan compreso. Nell’intera area egli dice che i Cinesi hanno aperto una campagna di sondaggi geologici e ci sia una situazione petrolifera interessante.
    Trovare un escamotage per “esportare la democrazia” anche nel corno D’Africa è una buona ragione, specie se possiamo anche prevedere che presto troveranno anche AlQuaeda tra i pirati…
    Vi ricordate Black Hack Down?
    Ci hanno già provato ad andare da quelle parti. §§§§§§§ – Ma per me
    che sono per il sito “Nettuno” vedo torbido e che le acque sono effettivamente inquinate da rifiuti tossici, ma sopra i Pirati non penso siano indipendenti.
    Non vedo bene , ma mi sembra che si stia preparando il terreno per un intervento e avere la scusa per entrare Africa. `Il Dal Molin ci serve per le guerre in Africa` => http://www.terrelibere.org/terrediconfine/3775-il-dal-molin-ci-serve-per-le-guerre-in-africa. Andare in Africa serve agli Americani per togliere ai Cinesi le vie di accesso alla materie prime. Questo è quello che vede nel torbido “Nettuno”.

  • Gioacchino_Murat

    Ti rispondo subito:io guardo il tg1,il tg2 e anche il tg3.Se tu non credi
    a quello che dicono fatti tuoi,personalmente ci credo e non penso che
    la mia opinione valga meno della tua.Io guardo cio’ che voglio finche posso,tu fai altrettanto,quando saro’ costretto a vedere telekabul
    magari non guardero’ piu’.

  • Gioacchino_Murat

    Non ho affatto screditato l’articolo,solo mi auguravo che tutte le notizie
    non avessero la stessa attendibilita’ del pirata ultracentenario.

  • alnilam

    Bell’articolo, ora i pirati assumono tutta un’altra connotazione. Anche noi in Italia abbiamo avuto un fenomeno per certi versi molto affine: il BRIGANTAGGIO!