Vaccini Covid: Israele +25% problemi cardiaci sotto i 40 anni

AVVISO PER I LETTORI: Abbiamo cambiato il nostro indirizzo Telegram. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale "Ultime Notizie".

Ansa.it ha ripreso in un articolo di ieri, martedì 7 giugno, una ricerca condotta in Israele, riguardante la corrispondenza tra la fase della vaccinazione e l’aumento delle chiamate alle strutture di pronto soccorso per problemi cardiovascolari.

La ricerca, condotta da Christopher Sun e Retsef Levi del Massachusetts Institute of Technology e da Eli Jafe del Servizio di medicina di emergenza di Israele a Tel Aviv, e pubblicata sulla rivista Scientific Reports lo scorso 28 aprile, afferma che nel periodo che va da gennaio a maggio 2021, quando in Israele erano state somministrate le prime e le seconde dosi dei vaccini Covid, è stato riscontrato un aumento del 25% delle chiamate al pronto soccorso per problemi cardiovascolari, fatte da persone di età compresa tra i 16 e i 39 anni.

Come si legge nella sezione relativa ai “Metodi” utilizzati per portare avanti lo studio, “Il periodo di tempo abbraccia 14 mesi di un “periodo normale” prima della pandemia di COVID-19 e del lancio del vaccino (1/2019-2/2020), circa 10 mesi di un “periodo pandemico” con due ondate di pandemia (3/2020-12/2020) e circa 6 mesi di un “periodo pandemico e di vaccinazione” (1/2021-6/2021), durante il quale Israele ha lanciato il suo programma di vaccinazioni parallelamente a una terza ondata di pandemia di COVID-19″

Nel periodo gennaio-maggio 2021 è stato rilevato un aumento di oltre il 25% […] rispetto agli anni 2019-2020. […] I conteggi settimanali delle chiamate di emergenza erano significativamente associati ai tassi di 1a e 2a dose di vaccino somministrata a questa fascia di età (16-39 anni), ma non ai tassi di infezione da COVID-19. Pur non stabilendo relazioni causali, i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco inaspettato nei giovani.

Ciò che risulta da questo studio conferma quanto già detto e ridetto più volte da noi, così come da molti altri del mondo dell’informazione indipendente, e da poco anche da parte del mainstream: è evidente oramai una corrispondenza ben precisa tra la vaccinazione e l’aumento di problemi cardiaci, soprattutto per quella parte della popolazione che meno era soggetta alle conseguenze più gravi della malattia Covid.

Nonostante lo studio israeliano sostenga comunque che “i benefici della vaccinazione COVID-19 siano chiari, soprattutto per le popolazioni ad alto rischio di sviluppare malattie gravi e potenzialmente pericolose per la vita”, ciò che oramai continua a risultare sempre più evidente è che, se pur volessimo togliere di mezzo qualsiasi altro discorso “complottista” sui vaccini, non è più negabile che estendendo la vaccinazione a tutta la popolazione, i governi hanno creato danni gravissimi a persone sane che avrebbero potuto tranquillamente superare la malattia Covid con le adeguate cure.

Agnelli sacrificati in nome della solidarietà nei confronti degli anziani e dei fragili, oggi a loro volta diventati fragili e dipendenti, in molti casi a vita, dalle cure farmacologiche.


Massimo A. Cascone, 08.06.2022

Fonte: https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/ricerca_istituzioni/2022/06/07/vaccini-israele-25-problemi-cardiaci-fra-16-e-39-anni_deaf456c-fb0f-488f-bff2-fcfe108e4662.html

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
3 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
3
0
È il momento di condividere le tue opinionix