Vaccini anti-COVID, il TAR Lazio non decide: vince Big Pharma

Dopo essere stata presente in aula il 2 dicembre scorso tramite l’Avvocatura dello Stato e aver confessato nella memoria di costituzione in giudizio di non possedere le idonee certificazioni di sicurezza dei vaccini anti-COVID, AIFA non si è presentata alla recente udienza del 31 gennaio di fronte al TAR Lazio. I giudici hanno sottolineato un vizio di rito (che secondo gli avvocati non esisteva), evitando così di entrare nel merito della questione. Tutto questo nel silenzio generale: nessun giornalista o cittadino ha partecipato. I legali IDU (Istanza Diritti Umani), Oddo: “Mai vista un'udienza così: volevano una scusa per rigettare!", Sinagra: "Siete complici di una strage!".

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di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Il 2 dicembre scorso l’Agenzia Italiana del Farmaco, chiamata in causa di fronte al TAR del Lazio dai legali dell’Associazione IDU, Istanza Diritti Umani di Novara, in merito alla fondamentale questione delle relazioni obbligatorie sulla sicurezza ed efficacia dei cosiddetti vaccini anti-COVID, aveva ammesso espressamente di non essere in possesso di tale documentazione (QUI l’articolo che ne parla).
Alla luce di quanto emerso l’udienza era stata rinviata al 31 gennaio 2023, tuttavia la settimana scorsa AIFA non si è presentata e, in un clima abbastanza teso, agli avvocati di IDU è stato eccepito dai giudici del TAR un vizio di forma, un cavillo procedurale sulla base del quale, in sostanza, i giudici hanno evitato di prendere una decisione nel merito della questione.

L’Avvocato Andrea Oddo, uno dei legali del collegio difensivo di IDU, commentando sul suo profilo FB a fine giornata, ha espresso così la propria amarezza:

“Mai vista un’udienza così: volevano una scusa per rigettare! Al Prof. Sinagra stava venendo un colpo, a me la gastrite, ed al Collega Petrongolo idem.
L’Avvocatura dello Stato non si è presentata.
Ho fatto presente al Collegio che Aifa ha completamente violato la norma sulla farmacovigilanza, dato che avendo confessato di non avere le certificazioni sulla sicurezza non ha potuto adempiere all’obbligo di effettuare la vigilanza sulle reazioni legate alla somministrazione del farmaco… niente, non gliene fotteva niente, neppure quando ho sottolineato che tanta gente sta male e muore!
Questo è lo Stato di cui i cittadini si sono fidati…
Il Prof. Sinagra ha urlato al Collegio che facendo finta di non vedere, loro sono complici di una strage, e che hanno perso un’occasione per entrare nella storia, ma è stato tutto inutile! A questi della vita di chi si è fidato non frega nulla, nulla, nulla!!!
Col Collega Petrongolo abbiamo pazientemente cercato di spiegare che la mancanza delle relazioni obbligatorie di sicurezza giustificava la richiesta di ritiro dal commercio… quindi ci hanno eccepito che dovevamo impugnare l’autorizzazione alla vendita, ma quando ho fatto presente che se avessimo fatto questo, avrebbero rigettato perché ai tempi dell’immissione in commercio ancora non potevamo sapere che Aifa non possedesse le relazioni di sicurezza, sono rimasti zitti!
La situazione quindi è questa: adesso un organo dello Stato sa ufficialmente che un altro organo dello Stato ha violato le norme di sicurezza sul monitoraggio farmaceutico, ciò comporta che si ipotizzi il reato di strage, reato di pericolo che è ipotizzabile anche solo quando si metta a rischio la pubblica incolumità. A questo punto tale organo, composto da pubblici ufficiali, avrebbe l’obbligo di denunciare alla Procura della Repubblica tale situazione, ma qualcuno pensa che ciò avverrà?
ASSOLUTAMENTE NO!!!
Perché questa gente conta sul menefreghismo delle masse, e quindi usa tale mancanza di controllo per erodere i diritti dei cittadini.
Il Prof. Sinagra prevedeva che davanti al Tar Lazio sarebbero venuti giornalisti e cittadini desiderosi di assistere all’udienza, quindi aveva previsto di sollevare un’eccezione fondata su alcune sentenze della Corte di Giustizia europea (ed una della Corte Costituzionale) per chiedere la disapplicazione del rito camerale e quindi ottenere la pubblica udienza… ma non si è presentato nessuno, nessuno, nessuno… quindi è stato impossibile sollevare anche tale eccezione.
Allo Stato non frega nulla della vita della gente, ma alla gente frega qualcosa di aver capito di essere stata ingannata? Di essere stata obbligata a fare da cavia per un esperimento che serviva esclusivamente agli interessi di Big Pharma?
Questo certamente non è lo Stato al quale ho giurato fedeltà, ma altresì non riesco a giustificare un popolo che assiste in silenzio alla propria messa a rischio.
Rigetteranno tutto, ma non finirà qui, questo è scontato, è quanto gli ho detto mentre uscivo: “Ci rivedremo!”. Ma mi chiedo: nell’interesse di chi? Di un popolo che accetta l’inaccettabile? Di gente che si accolla il rischio di andare a dormire la sera mettendo in conto che una trombosi nel sonno potrebbe stroncarla?
Noi ripartiremo, ma senza la rabbia della popolazione per gli abusi subiti, saremo sempre sepolti dalla corruzione di uno Stato che dei suoi cittadini si sente padrone di poter fare in qualunque momento carne da cannone… tanto il popolo è bestia!
Per oggi basta, sono troppo schifato…”

In seguito l’Associazione IDU ha emesso un comunicato stampa ufficiale, ne riporto un passaggio:

“All’udienza del 31 gennaio 2023 AIFA non si è presentata (neanche con l’avvocatura dello Stato). I Giudici del TAR Lazio, dopo una lunga e accesa discussione, hanno espresso l’intenzione di voler rigettare il Ricorso per un vizio di forma. In questo modo non entreranno nel merito della questione, non affronteranno il problema dal punto di vista sostanziale (illegittimità della campagna vaccinale per violazione delle norme e per omesso possesso di certificazioni attestanti “efficacia” e “sicurezza”), e in definitiva, come molti altri Organi Giudicanti, faranno in modo di “non decidere”, sottraendosi alle proprie responsabilità, e quindi dall’emettere Sentenze scomode. Il Prof. Sinagra ha anche ammonito i Giudici sull’assenza di coraggio e di aver perso un’occasione per restare nella storia. La sensazione, dopo questa vicenda, è che la nostra vera controparte siano proprio le Istituzioni, le quali continuano a negare giustizia nei confronti di chi ha creduto alla campagna vaccinale. Coloro che sono stati vaccinati attendono quella doverosa giustizia che non può essere negata da un vizio di forma o da una scusa procedurale”

Il Collegio, al di là dell’udienza, ancora non ha emesso alcun provvedimento. Intanto sempre più persone si ritrovano a fare i conti con condizioni di salute che sono tragicamente peggiorate dopo la vaccinazione (il regista Paolo Cassina ha raccolto varie testimonianze nel docu-film ‘Invisibili’, censuratissimo, per il quale con grande difficoltà si stanno organizzando varie proiezioni in tutta Italia) e continuano i malori e le morti improvvise anche dei giovani per le quali siamo costretti a leggere le ipotesi più incredibili (la pizza, il deodorante, la gioia per aver superato un esame).
C’è urgenza di fare chiarezza su quello che è accaduto e che sta accadendo.
Servono giudici che abbiano il coraggio e la determinazione di andare a fondo a questa storia.
Soprattutto, serve un popolo che abbia la forza e la volontà di svegliarsi e di lottare in prima persona per difendere i propri diritti, senza più delegare uno Stato apparentemente sempre meno dalla sua parte.

Il comunicato stampa integrale di IDU si può leggere QUI.

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