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USA E CINA: UNO PERDE, L’ALTRO VINCE

DI JAMES PETRAS
Rebelion

Introduzione

Il capitalismo asiatico, in particolare Cina e Corea del Sud, è in concorrenza con gli Stati Uniti per il potere mondiale. Il potere asiatico globale ha una crescita economica dinamica, mentre gli USA perseguono una strategia di costruzione di un impero con i mezzi militari.

Lettura di una edizione del Financial Times

Anche una lettura superficiale di un singolo numero del The Financial Times – come quella del 28 dicembre 2009-ci fa capire le diverse strategie di costruzione di un impero. In prima pagina, il principale articolo sugli Stati Uniti parla dei conflitti militari in atto e della “guerra contro il terrorismo”, sotto il titolo di “Obama chiede la revisione dell’elenco delle organizzazioni terroristiche”. Paradossalmente ci sono due articoli nella stessa pagina, uno sulla Cina che parla della inaugurazione del treno passeggeri più veloce al mondo e della decisione di mantenere la loro moneta legata al dollaro USA per promuovere il loro settore di esportazioni. Mentre Obama è focalizzato sulla creazione di un quarto fronte di battaglia (Yemen) nella “guerra al terrore” (dopo l’Iraq, Afghanistan e Pakistan), il Financial Times nella stessa pagina informa che un trust della Corea del Sud ha vinto un appalto di 20.400 milioni di dollari per sviluppare l’energia nucleare ad uso civile negli Emirati Arabi Uniti, battendo i suoi concorrenti americani ed europei.A pagina due del FT c’è un lungo articolo sulla nuova rete ferroviaria cinese, sottolineando la sua superiorità nei confronti del servizio ferroviario degli Stati Uniti. Il treno cinese d’ultima generazione ad alta velocità unisce due importanti città distanti 1.100 km, in meno di tre ore, mentre “l’Espress” della compagnia Amtrack, nordamericana “impiega tre ore e mezza per coprire i 300 km da Boston a New York.” Mentre le ferrovie statunitensi si logorano per mancanza di fondi e di manutenzione, la Cina investe 17.000 milioni di dollari nella costruzione delle sue linee. Inoltre sono in preventivo la costruzione di altri 18.000 km di linee del suo sistema ultramoderno entro il 2012, mentre gli USA investiranno altrettanti soldi nel finanziamento dell’offensiva militare in Afghanistan e Pakistan, e nell’apertura del nuovo fronte bellico nello Yemen.

La Cina costruisce un sistema di trasporti che collega i produttori e i mercati del lavoro nelle province interne con i centri di produzione e porti situati sulla costa, mentre a pagina quattro del FT si legge come gli Stati Uniti sono ancora aggrappati alla politica di affrontare la “minaccia islamica” in una “infinita guerra al terrorismo”. L’invasione e le guerre ai paesi musulmani hanno dirottato centinaia di milioni di dollari dei fondi pubblici verso una politica senza benefici per il paese, intanto la Cina modernizza la sua economia civile. La Casa Bianca e il Congresso soddisfano e sovvenzionano lo Stato militarista e coloniale di Israele, con la sua base di insignificanti risorse di mercato, allontanandosi da 1.500 milioni di musulmani (FT , pag. 7), il Pil della Cina è aumentato di dieci volte negli ultimi 26 anni (FT , pag.9). Mentre gli Stati Uniti hanno stanziato più di 1.400 miliardi di dollari a Wall Street e ai militari, aumentando il deficit fiscale e il deficit bancario, raddoppiando il tasso di disoccupazione e prolungando la recessione (FT , pag.12), il governo cinese ha lanciato un pacchetto di incentivi mirati ai settori interni del manifatturiero e della costruzione che ha prodotto una crescita dell’8% del PIL, una significativa riduzione della disoccupazione e “la ripresa delle economie coinvolte” in Asia, America del Sud e Africa (FT , pag12).

Mentre gli Stati Uniti sciupavano il loro tempo, le risorse e il personale nella organizzazione di “elezioni “ per conto dei suoi corrotti Stati satelliti in Afghanistan ed Iraq, e faceva da inutile mediatore fra il suo intransigente partner israeliano e il suo impotente cliente palestinese, il governo sudcoreano ha sostenuto un gruppo condotto dalla Kora Electric Power Corporation nella riuscita manovra di 20.400 milioni di dollari per l’installazione di centrali nucleari, aprendo così la strada a svariati altri contratti miliardari nella zona (FT , pag. 13).

Mentre gli USA spendono più di 60.000 milioni di dollari per il controllo interno nella crescita a dismisura dei suoi organismi interni di sicurezza in cerca di potenziali terroristi, la Cina investiva più di 25.000 milioni di dollari per consolidare i suoi scambi energetici con la Russia (FT , pag.13).

Quello che ci raccontano gli articoli e le notizie di una sola edizione, in un solo giorno, nel Financial Times , riflette una realtà più profonda che illustra la grande divisione del mondo d’oggi. I paesi dell’Asia, con in testa la Cina, stanno raggiungendo lo status di potenze mondiali, a suon di grandi investimenti nazionali ed esteri nell’industria manifatturiera, nel trasporto, nelle tecnologie, nell’estrazione e lavorazione dei minerali. Contrariamente, gli Stati Uniti sono una potenza in declino, con una società in caduta, risultato della costruzione dell’Impero con mezzi militari e della economia finanziaria speculativa:

1-Washington cerca clienti militari minoritari in Asia, mentre la Cina allarga i suoi accordi commerciali e di investimenti con importanti partner economici: la Russia, Giappone, Corea del Sud ed altri.

2-Washington prosciuga la sua economia nazionale per finanziare le guerre all’estero. La Cina estrae minerali e risorse energetiche per fomentare il suo mercato interno del lavoro e dell’industria.

3-Gli Stati Uniti investono in tecnologia militare per combattere contro i ribelli locali nei loro Stati satelliti, la Cina investe in scienza tecnologica per poter fare esportazioni competitive.

4-La Cina inizia a ristrutturare la sua economia per poter meglio sviluppare il paese all’interno, e conferisce maggiori spese sociali per correggere le disuguaglianze e i grandi squilibri, gli Stati Uniti riscattano e rinforzano il settore finanziario sfruttatore, che ha saccheggiato l’industria (riducendo i suoi attivi tramite fusioni e acquisizioni), e speculano su mete finanziarie senza impatto sul lavoro, sulla produttività e sulla competitività.

5-Gli Stati Uniti moltiplicano la guerra e l’ammasso di truppe in Medio Oriente, Asia meridionale, Corno d’Africa e nei Caribi. La Cina mette a disposizione investimenti e prestiti pari a 25.000 milioni di dollari per la costruzione di infrastrutture, estrazioni minerarie, produzione di energia e per le costruzione de impianti di assemblaggio in Africa.

6-La Cina firma accordi commerciali di migliaia di milioni di dollari con l’Iran, Venezuela, Brasile, Argentina, Cile, Perù e Bolivia, assicurando l’accesso all’energia strategica e alle risorse minerarie ed agricole; Washington offre 6.000 milioni di dollari di aiuti militari alla Colombia, ottiene dal presidente Uribe la cessione di sette basi militari (con le quali minacciare il Venezuela), appoggia un colpo militare nel Honduras, e denuncia il Brasile e la Bolivia perchè diversifichino le loro relazioni economiche con l’Iran.

7-La Cina incrementa le sue relazioni economiche con le economie dinamiche dell’America del Sud che rappresentano più dell’80% della popolazione del continente; gli Stati Uniti si associano con il fallito stato del Messico, che detiene il peggior ruolo economico dell’emisfero e nel quale potenti cartelli della droga controllano ampie regioni e sono profondamente infiltrati nel macchinario statale.

Conclusioni

Come paese capitalista la Cina non fa eccezione. Sotto il loro capitalismo vi è sfruttamento del lavoro, abbondano disuguaglianze di ricchezza e di accesso al benessere come altrove, i piccoli agricoltori si vedono sfollare a causa di progetti di megadighe, le aziende cinesi estirpano minerali ed altre risorse naturali nel Terzo Mondo senza troppi indugi. Ma la Cina ha creato decine di milioni di posti di lavoro nell’industria ed ha ridotto la povertà molto più velocemente e per molte più persone nel lasso di tempo più breve della storia. Le sue banche finanziano soprattutto la produzione. La Cina non bombarda, non invade, non saccheggia altri paesi. In compenso, il capitalismo statunitense è una mostruosa macchina militare mondiale che prosciuga l’economia nazionale e riduce il tenore di vita del paese pur di finanziare le sue interminabili guerre all’estero. I capitali finanziari, commerciali, immobiliari minano il settore manifatturiero, a beneficio della speculazione e delle importazioni a basso costo.

La Cina investe nei paesi ricchi di petrolio; gli Stati Uniti li attaccano. La Cina vende vassoi e ciotole per i matrimoni afghani, gli Stati Uniti bombardano le loro feste con i droni. La Cina investe in industrie estrattive, ma a differenza dei coloni europei costruisce ferrovie, porti, aeroporti e fornisce crediti a prezzi accessibili. La Cina non finanzia né arma guerre etniche, ne organizza “rivoluzioni colorate” come la CIA. La Cina autofinanzia la propria crescita, il suo commercio ed il suo sistema di trasporto, nel frattempo gli USA stanno sprofondando sotto un debito di parecchi miliardi di dollari per finanziare guerre senza fine, per salvare le loro banche a Wall Street e appoggiare altri settori privi di produttività, mentre molti milioni di persone restano disoccupate.

La Cina crescerà ed eserciterà il suo potere attraverso i mercati economici, gli Stati Uniti entreranno in guerre senza fine verso il cammino del fallimento e del declino interno. La crescita diversificata della Cina è legata a partner economici dinamici; il militarismo degli Stati Uniti è vincolato ai narcostati, regimi sotto controllo dai signori della guerra, registi delle repubbliche delle banane e all’ultimo e peggiore regime razzista e coloniale dichiarato: Israele.

La Cina attira i consumatori del mondo; le guerre globali degli Stati Uniti producono terroristi nel proprio territorio e all’estero.

La Cina potrebbe trovarsi di fronte ad una crisi e anche alle agitazioni dei lavoratori, ma ha i mezzi finanziari per risolverli. Gli Stati Uniti sono in crisi e potrebbero dover affrontare una sommossa interna, ma hanno esaurito il loro credito e le loro fabbriche sono all’estero, mentre le loro basi ed installazioni militari portano conti passivi, non attivi. Ci sono sempre meno fabbriche negli USA disposte a riassumere i loro disperati lavoratori: uno sconvolgimento sociale potrebbe mostrarci i lavoratori statunitensi occupando con i loro scheletri i vuoti delle loro vecchie fabbriche.

Per diventare uno Stato “normale” dobbiamo ripartire dall’inizio: chiudere tutte le banche e le basi militari all’estero, tornare in Nord America. Dobbiamo cominciare una lunga marcia verso la ricostruzione di una industria al servizio delle nostre necessità nazionali, dobbiamo vivere dentro il nostro proprio ambiente naturale e abbandonare la costruzione dell’impero a favore della costruzione di una repubblica socialista democratica.

Quando è che prendendo il Financial Times , o qualsiasi altro giornale, leggeremo che i nostri treni ad alta velocità ci portano in meno di un’ora da New York a Boston? Quando saranno le nostre fabbriche a fornire i nostri negozi di ferramenta? Quando costruiremo generatori di energia eolica, solare o marina? Quando potremo abbandonare le nostre basi militari e far sì che i signori della guerra, i trafficanti di droga e i terroristi si trovino ad affrontare la giustizia della loro propria gente?

Arriveremo a leggere tutto questo sul Financial Times ?

In Cina tutto ebbe inizio con una rivoluzione………

Titolo originale: “Uno pierde, el otro gana”

Fonte: http://www.rebelion.org/
Link
06.01.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARISA CRUZCA

Pubblicato da Das schloss

  • Rossa_primavera

    Finalmente un articolo che riconosce che la Cina e’ un paese capitalista e,come tutti i paesi capitalisti,si regge sullo sfruttamento del lavoro da parte del capitale e vi sono enormi diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza,altro che comunismo,la Cina e’ cio’ che di piu’ lontano immaginabile esista dal comunismo.
    Sul fatto che la Cina abbia creato e crei tuttora moltissimi posti di lavoro e che abbia una solidissima economia penso siamo tutti d’accordo.Sul fatto ce non invada e non opprima avrei qualche dubbio:il Tibet e’ forse un’operazione commerciale?

  • Jack-Ben

    Sotto il Tibet ci sono altre storie…. comunque alla Cina non importa il colore del gatto, l’importante che il Gatto mangi il Topo.
    I fatti dimostrano che sebbene gli Usa siano uno Stato intriso di Sangue umano da quando e’ stato trovato per l’ultima volta a noi conosciuta… la Cina avanza con il suo pragmatismo creando milioni di posti di lavoro mentre gli Usa si stanno avvicinando di corsa alla Frutta…
    Pensate solamene ai milioni di malati psichici che ha creato nei suoi Marines. quando torneranno a casa a pezzi per aver cercato di esportare la loro Democrazia.. non fermiamoci sui milioni di futuri disoccupati senza futuro made Usa…. il futuro prossimo prevedo una Cina sempre piu’ espansa ma in modo limitato …. a loro il gatto serve sano … non malato psichico come hanno in Usa

  • vimana2

    Premetto che nn sono marxista e nn condivido il modo con cui il tibet è stato invaso però ti faccio notare che il tibet è stato per secoli dominato dalla Cina e sono state le invasioni inglesi a determinarne l’indipendenza.
    Ti faccio notare che gli USA con 300 milioni di abitanti volevano dominare il mondo intero mentre la Cina con 1 miliardo e 300 milioni hanno voluto riprendere un territorio che consideravano loro….lo stesso abbiamo fatto noi ( anzi peggio ) con lo Stato della Chiesa nel 1861…..i Papa ci sono ancora…lascia che il regimen cambi un pò alla volta e verranno accettati anche i prox dalai lama anche nn governativi…..
    L’oriente nn è mai stato come l’occidente, perfino l’impero russo e poi quello sovietico….se c’era da essere duri nn si facevano problemi ma nn invadevano, nn sfruttavano almeno che nn fossero attaccati!
    Poi se sei filo occidentale il discorso è diverso….

  • Rossa_primavera

    Non voglio difendere gli Usa che non mi stanno affatto simpatici,ma solo dire che la Cina puo’ essere presa ad esempio in tanti campi,non forse quello dei diritti umani e della tolleranza ecco tutto.Avrei anche da eccepire sul fatto che l’industria americana sia alla frutta,come scrive il lettore precedente ma questo e’ un altro discorso.Certo l’oriente e’ molto diverso da e come scrivi tu stesso nella fase finale del commento,se c’era da essere duri non si facevano problemi,diciamola con le tue parole allora,il concetto e’ pressoche’ uguale.

  • Serafino

    Cosa vuol dire “se c’era da essere duri non si facevano problemi” ?
    Mi sembra di intuire che ci sia qualcuno convinto che esistano governi che di fronte alle rivolte rispondono concedendo “diritti umani”. Beh, penso che questa sia una mistificazione della realtà, poiché l’unico governo che esce dalla propria linea è quello che ha paura del popolo. Quest’ultima minaccia è stata pressoché completamente esorcizzata dopo l’invenzione della “gauche” e della “droite” e dopo la divinizzazione di Ghandhi. O no?

  • vimana2

    ….io sono dell’opinione che l’uso della forza nn sia sbagliato, il punto è che l’uomo tende ad abusare dell’uso della forza….ma se nn c’è la forza allora la gente tende ad abusare dell’indulgenza governativa…..gli imprenditori italiani ne sanno qualcosa visto che nn pagano mai le tasse si lamenta però del fatto che sono alte e però nn gli succede mai niente….

  • nuunciaafamo

    Leggendo l’articolo sembra che a confrontarsi siano gli aspetti pratici di due differenti pianificazioni strategiche, invece che di due culture l’un l’altra agli antipodi.
    500 anni fa gli Stati Uniti NON esistevano – se non nella carte di Piri Reis – mentre l’Imperatore Shi (il primo) Huang (giallo) Ti (figlio del cielo) già nel 221 a.C. unificò il paese cosi come lo vediamo geograficamente ai nostri giorni.Mentre il primo Imperatore Huang (giallo) è datato 2697 a.C. e dal 719 a.C. gli studiosi cinesi cominciano a tenere il computo delle eclissi………………

    Non c’è storia.

    In America il Far West non è “l’epopea” ma la cultura tuttora dominante, dove il “diritto” – lasciamo stare per una volta la democrazia – è inciso sempre sulla cartuccia di un proiettile.

    E’ il confronto tra due culture una, quella cinese, con un passato pesante alle spalle.
    L’altra, quella americana – o meglio quella nord-americana – priva di ogni tipo di passato di cui potersi ricordare senza vergogna.

    Quale può essere il terreno di scontro di due cosi differenti assetti culturali ? E’ possibile che ad un campionato del mondo di una qualsiasi disciplina si scontrino due atleti dei quali uno è nato praticando quella disciplina ed il suo antagonista ha iniziato a praticare due giorni prima attraverso un corso a dispense Reader’s Digest.
    Come potrebbe andare a finire ?

  • silviu

    Gran bell’articolo (forse toppo succinto).

    Grazie CdC

  • Jack-Ben

    Praticamente non esiste storia, come i dinosauri rettiliani anche gli usa dovranno pagare il loro Karma… una volta per ciascuno non fa male a nessuno…

  • Rossa_primavera

    Certo la Cina ha una storia millenaria che pochissime culture possono vantare,sono sempre stati e sempre saranno un grande popolo che ha contribuito a molti progressi dell’umanita’,una delle civilta’ piu’ antiche mai esistite,un popolo dal grandissimo passato,nessun dubbio.Gli americani,essendo un popolo relativamente giovane,non hanno ovviamente questo pedigree ma,non scordiamolo,quelli che noi oggi chiamiamo americani sono in sostanza discendenti degli europei che scoprirono,colonizzarono,coltivarono e industrializzarono questo paese anche calpestando i diritti delle popolazioni native,gli indiani appunto.
    Si tratta di inglesi,olandesi,irlandesi,italiani,francesi,ispanici,tutti i popoli d’europa hanno contribuito a fare l’america e l’Europa,qui non si tratta di essere filo occidentali o meno,e’ la culla della civilta’ avendo generato due colossi coma la civilta’ greca e quella romana da cui ancor oggi tutto i mondo dovrebbe prendere esempio in molti frangenti.

  • Spock

    Altro articolo su Cina/USA… Mah, l’impressione rimane (per me) sempre la stessa, ovvero che si stia puntando verso il conflitto armato (non lo sto auspicando, anzi: spero ovviamente di sbagliarmi). La domanda è: c’è veramente un possibile vincitore (prima ancora morale) della faccenda? La Cina è veramente migliore degli USA? Per me sono entrambi peggiori l’un l’altro. Analizzarli richiede troppo tempo, ma, sinteticamente, vorrei commentare la frase “Ma la Cina ha creato decine di milioni di posti di lavoro nell’industria ed ha ridotto la povertà molto più velocemente e per molte più persone nel lasso di tempo più breve della storia.”. Se ha ridotto la povertà lo ha fatto puntando ad un sistema occidentale alla cinese, dove (se è vero che) è scomparso il comunismo, non sono migliorate le condizioni di stato sociale del pueblo (mi pare, tanto per citare, che le pubbliche esecuzioni di massa in piazza si facessero prima e si continuino a fare). Mi pare anche che il pensiero unico di Mao avesse schiarito bene le idee del prezzo da pagare per l’unità di un così vasto Paese. Il popolo stava meglio prima o adesso? La loro economia è cresciuta ma ricordiamo che esiste tuttora la censura (SI, anche in internet!) C’è chi è finito in galera per avere espresso libere opinioni su siti internazionali senza prendere adeguate misure di occultamento della propria identità, ed inoltre i motori di ricerca sono filtrati (omettono di mostrare ricerche sgradite al potere) ed anche la stessa rete è opportunamente modificata per mantenere l’informazione entro il recinto. Infine ricordiamo che sono da decenni una delle più grosse potenze nucleari, ben equipaggiata di ICBM: si tratta di una scelta di vita piuttosto aggressiva per essere un esempio di virtù. Gli USA… nemmeno ci spendo tempo perchè quanto detto nell’articolo è corretto. Conclusione: speriamo veramente che il finale del libro non sia lo scontro fisico tra le due, perchè sarebbero dolori, anche per noi. P.S.: giusto per…. un facile link sugli armamenti ICBM (ancora) esistenti (e non sono pochi come ce la raccontano)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Missile_balistico_intercontinentale

  • Rossa_primavera

    Milioni di malati psichici tra i suoi marines?Suvvia,forse centinaia.

  • Rossa_primavera

    Francamente mi e’ sfuggita la parte finale del tuo ragionamento,gauche,droite e divinizzazone di Gandhi.Che ci azzecca?

  • Rossa_primavera

    Non si potevano esprimere con parole migliori questi validissimi concetti,
    bravo.

  • Jack-Ben

    Questa domandina dovresti porla ai nativi delle Americhe a vedere cosa ne pensano o ai 200 milioni di schiavi nord africani importati in Usa … per essere sterminati. Gli Usa hanno una loro ben definita visuale del mondo… poi sai ognuno e’ “liberissimo” di vedere come puo’. Gente che non vuole ricordare certi particolari … secondo me anche se vivesse 2000 anni “sentirebbe pochino” in akascico…. quindi tempo sprecato

  • nuunciaafamo

    E’ certamente un punto di vista personale, ed in quanto tale meritevole del massimo rispetto. Ma giusto per non perdere di vista i fondamentali del confronto, richiamerei l’attenzione su quanta “democrazia” hanno (e stanno ancora ) esportato gli USA e quanta ne ha “esportato” la Cina. In Africa – solo come esempio – gli americani vendono armi mentre i cinesi costruiscono infrastruttura; e lo stesso dicasi in Sud America……. Confrontare adeguatamente due scenari culturali cosi diversi portando ad esempio Mao (che non ha unificato niente che già non lo fosse) con i suoi 100 milioni di cinesi morti o il numero dei missili intercontinentali in magazzino, trovo sia limitativo.
    E, sopratutto, un tantino fuorviante.

  • Rossa_primavera

    Certo hanno commesso le loro atrocita’ come ho ammesso nel post precedente:cio’ non toglie verita’ al fatto che coloro che noi chiamiamo
    americani siano in sostanza discendenti degli europei e che dunque hanno alle spalle due fari di civilta’ come quella greca e quella romana.

  • Mara79

    Al di là dei vistosi problemi interni della Cina e del fatto che il suo progresso economico si basa anche su schifezze come lo sfruttamento brutale della forza lavoro e conseguente invasione dei mercati altrui con merci a basso prezzo, devastazione ambientale ecc… la cosa che più mi fa inorridire di questo articolo è il fatto che si cerchi di far passare quel paese come un benefattore del terzo mondo quando in realtà lo sanno anche i muri che sta facendo con l’Africa le stesse cose che l’Occidente fa da decenni: vendere armi, proteggere dittatori, fomentare guerre civili per perseguire i propri interessi economici. Basta pensare allo Zimbabwe e al Sudan, tanto per fare un paio di esempi.

  • maumau1

    l’articolo ha ragione in tutto..
    il problema è che gliUSA mi fanno paura perchè ormai sonoal collasso
    ed il loro unico modo di salvarsi (o meglio di salvare gli investimenti che su quello stato hanno fatto le elite internazionali) è quello di creare guerre a ripetizione sempre più grandi potenzialment mondiali in modo da creare un tale polverone un tale problema di approviggionamento delle risorse energetiche(per questo la Cina si sta convertendo sempre più a risorse alternative e nucleari ma ce la farà?)controllando i punti di maggiore traffico delle stesse come ad esempio la zona vicino alla Yemen ed impossessarsi di tutti i passaggi degli oleodotti in modo da decidere essa stessa quando aprirli alla Cina..
    Il problema è proprio quello ormai agli USA non rimane che infiltrare ,sabotare,organizzare atti terroristici(imputandoli ad altri),rivoluzioni colorate,ricatti ed attentanti a politici ostili ai loro piani,bombardare piccoli staterelli ma strategicamente importanti..e quello fa ma gioca col fuoco e prima o poi ci si scotta tutti…
    ormai è solo un parassita che andrebbe sterilizzato ma purtroppo tieni in pugno i politici di mezzo mondo sia appunto col ricatto corruzione infiltrazione minacce e quindi ad oggi detta ancora legge..

    ciao

  • Jack-Ben

    li hanno solo alle spalle… ma non nel cuore …. e tanto meno nella mente…. quindi lasciamo dormire i Greci e i Romani nei loro sepolcri imbiancati e guardiamo la realta’ di “qui e ora” senza fonambulismi sperticati e retorica da TV.

  • Jack-Ben

    hai mai fatto il militare in qualche caserma tosta di quelle serie…. guarda che i militari non vivono film alla Rambo di celluloide …. quella e’ per le mappe mentali dei Robot (per il popolo delle pantofole e GF)… La realta che stanno vivendo quei poveri cristi e’ tremenda e ne pagheranno le conseguenze i loro discendenti se ne avranno dopo quello che devono fare ….

  • Rossa_primavera

    Nel caso degli americani questo concetto e’ vero,nel caso degli europei no,noi siamo molto diversi.E comunque voglio ricordare che una delle pratiche in cui la Cina e la sua antica civilta’ divennero famose fu quella della tortura:la famigerata tortura cinese.Dunque la crudelta’ non apparteneva solo ai cow boys che sterminavano gli indiani,ma anche ai romani che crocefiggevano gli schiavi uno per chilometro dopo la rivolta di Spartaco,ai cinesi che praticavano torture orrende ai loro nemici.Anche le grandi civilta’ hanno i loro lati oscuri,tutte.

  • anonimomatremendo

    Hai ragione,i post-stalinisti tipo Petras perdono il pelo ma non il vizio.Gira e rigira sempre li a difendere il capitalismo di stato,ieri spacciato per socialismo,oggi come motore di “sviluppo”.E si dichiarono pure “marxisti”.Al peggio non c´é mai limite.

  • anonimomatremendo

    I cinesi(al potere) sono gli ultimi a volere il tracollo degli USA,e in genere di tutto il sistema capitalistico loro compresi.Marxoidi tipo Petras cercano di spacciare la Cina come antitetica rispetto all ´economia USA quando invece e´complementare.Prima sognavano il mercato socialista ,oggi il disaccoppiamento con gli Usa e il fiorire del mercato interno cinese,noncuaranti che le leggi del capitalismo sono uguali per tutti per cui dove c´é sviluppo li cresce in proporzione la miseria.Tutto ció mi fa ricordare quei vecchi stalinisti che credevano fermamente che nella Russia stalinista si stava costruendo l´ Uomo Nuovo.Abbiamo visto tutti come é andata.Ormai svergognati di brutto,oggi non parlano piu´di socialismo,bensi di “crescita” “sviluppo” e amenitá simili,scimmiottando il crasso stile borghese,non curanti che gli stessi borghesi da anni ormai mettono in guardia sui limiti dello sviluppo e della crescita continua.Ma si sa,il lupo perde il pelo ma non il vizio.Gli stalinisti sono bravi a riciclarsi,é il loro mestiere di zerbini.Il futuro ricordandoli avrá pietá di loro,noi no.

  • anonimomatremendo

    Ma quali culture ,a confrontarsi sono sempre modi e forme di produzione.Il turbo capitalismo cinese si differenzia dagli altri in quanto é piu´feroce.Come tutti i ritardatari storici devono compiere a tappe forzate la loro “accumulazione originaria (o primitiva)” ,conclusa la stessa i tassi di crescita ´spedita cominceranno a calare sempre piu´ fino a diventare insufficenti ad alimentare l enorme massa di capitali messi in moto e l enorme massa di popolazione superflua gettata al di fuori del ciclo riproduttivo capitalista.voglio vedere come li fermeranno gli apologeti dello Sato cinese le masse crescenti di diseredati,con i “finanziamenti” o con la repressione poliziesca,vediamo caro Petras. I”marxisti” che fanno l apologia di questo o quello Stato imperialista,ieri l URSS,oggi la Cina,bisognerebbe solo prenderli a pesci in faccia.

  • anonimomatremendo

    Comunque per chi volesse approfondire le peculiaritá dell evoluzione storica cinese consiglio questa lettura [www.quinterna.org].

    Ciao a tutti.

  • Rossa_primavera

    Sottoscrivo soprattutto l’ultima frase ma oggi,purtroppo,non si puo’ parlare male della cina,dire che ha 200 milioni di ultraricchi e quasi un miliardo di pezzenti,dire che e’ una polveriera sociale,che ben presto si evidenzieranno anche li tutti i mali che si evidenziano nelle economie capitaliste.Purtroppo questi discorsi non sono politically correct.

  • Jack-Ben

    Quoto, unica leggerissima differenza che oggi nell’anno del Signore 2010 qualche Stato (Confederazione) continua a perpetrare questo sistema in nome della Democrazia, e il sistema funziona considerando quanti vivono ipnotizzati da questa Favola, ma la prossima crisi alimentare e guerra civile da quelle parti dovrebbe ristabilire un ordine per via del contrappasso.

  • riefelis

    Booooooooooooo!