Una pianta dalle sorprendenti proprietà

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La moringa oleifera è una pianta originaria dell’India che si è poi diffusa anche in Africa e Sud America.
Nelle zone tropicali e subtropicali da secoli viene utilizzata perché ricchissima di nutrienti, ma soprattutto è tenuta in considerazione per le sue capacità terapeutiche confermate negli ultimi anni da sempre più studi scientifici.
È fonte di vitamine, minerali, aminoacidi essenziali, flavonoidi, isotiocianati, tannini, acidi grassi Omega 3- 6-9, clorofilla e ha mostrato benefici per la salute in molte situazioni: stress ossidativo, malattie del fegato, disturbi neurodegenerativi, iperglicemia, ipertensione (QUI una recente revisione sistematica che si basa sui dati estratti da ricerche indicizzate nelle banche dati Web of Science, Google Scholar, PubMed, Science Direct e Scopus).

Oltre a poter essere utilizzata come alimento e come strumento di cura, la moringa oleifera ha un interessante effetto protettivo contro le tossine ambientali: in India e in Africa i suoi semi sono impiegati per la depurazione dell’acqua, se ne ricava una farina che assorbe e fissa i batteri e le impurità in sospensione per poi fare precipitare il tutto sul fondo lasciando il liquido depurato. Anche la radice viene usata da secoli dalle popolazioni per la sua attività fungicida e antibatterica.

La scienza sta studiando il modo per produrre farmaci a base di moringa per il trattamento di varie malattie. La strada, però, è ancora lunga. Le ricerche si stanno concentrando al momento sui semi che hanno evidenziato una buona capacità di modulazione della glicemia e un effetto protettivo nei confronti del danno tissutale a reni e pancreas in topolini diabetici.

In Oriente, in Africa e in Sudamerica questa pianta è consumata in tutte le sue parti (foglie, fiori, frutti, semi, radici) sulla base di conoscenze che si tramandano da molti anni. Qui da noi, invece, si trovano prevalentemente le foglie essiccate sminuzzate o polverizzate che si prestano a essere aggiunte ai cibi, ai centrifugati, ai frullati oppure a essere utilizzate per la preparazione di tè e infusi.

N.B.
Da evitare in gravidanza e allattamento. In caso di terapie farmacologiche in corso confrontarsi sempre con il proprio medico di riferimento per evitare eventuali interazioni.
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VB

 

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