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UNA DATA FINALE? (NOTE SPARSE SUL FUTURO NUCLEARE CHE CI PREPARANO)

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Se esistiamo è perché il livello di radioattività alla superficie della terra è compatibile con noi. Per meglio dire noi, esseri umani e esseri viventi in generale, siamo nati compatibili con un determinato livello radioattivo. Il fatto è che noi umani abbiamo esteso la tavola di Mendeleev, aggiungendo altri elementi, tutti variamente radioattivi. Poi abbiamo fatto anche di peggio, creando centinaia di sostanze che in natura non esistono, molecole che la natura non riconosce. Come tali queste sostanze, che continuiamo a immettere nella natura, non possono essere riciclate, perché la natura ricicla se stessa e non prevede le nostre follie.

Dunque resteranno per sempre, fino a che soffocheranno l’ecosistema.

Se non si tiene presente questi “dettagli” la discussione sul nucleare non ha molto senso e rischia di avere poca efficacia, o di ridursi a una questione di economia, o di energia. Non è così.

Coloro che continuano a sostenere il nucleare, nonostante Fukushima, non provano paura. Noi, invece, dobbiamo in certo qual senso alzare il livello di paura. Lo affermo con decisione, pur sapendo che la paura è un sentimento, una emozione, e in genere non aiuta a prendere decisioni razionali. Cercherò tuttavia di dare un contributo all’innalzamento della paura perché temo che sia l’unico modo per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Il 12-13 giugno, per esempio, in Italia si dovrebbe votare un referendum per abrogare la legge che sintetizza il programma nucleare del governo Berlusconi: un programma che prevede la costruzione di alcune centrali nucleari sul territorio italiano.

Ho messo il condizionale “si dovrebbe”, perchè al momento in cui scrivo queste righe il governo, temendo di perdere il referendum – che cancellerebbe ogni programma nucleare italiano per i prossimi decenni, cioè per sempre – ha cominciato una ritirata tattica che potrebbe (ma non è sicuro) far cancellare lo stesso referendum con una decisione della Corte di Cassazione. In realtà questa manovra del governo non significa affatto una rinuncia al nucleare. Lo dicono gli stessi ministri: noi restiamo di quell’idea, ma, alla luce degli eventi di Fukushima, riteniamo sia necessaria una “pausa di riflessione”. Già questo dice il livello di irresponsabilità con cui si prendono decisioni di portata epocale. Se c’era bisogno di una “pausa di riflessione”, ciò significa che avete preso una decisione senza avere riflettuto abbastanza. Ma queste sono questioni italiane, di un paese allo sbando. Il loro piano è di lasciar passare l’emozione, e poi, quando essa si sarà smorzata, con il tempo, tornare alla carica con un nuovo progetto nucleare appena appena modificato per non dare nell’occhio.

C’è di peggio in realtà. Il governo ritira il nucleare perché teme che questo argomento, da solo, potrebbe trascinare al voto gli italiani anche sugli altri tre referendum che pendono suo capo. Due di essi sono contro la privatizzazione dell’acqua, il quarto – per Berlusconi esiziale – concerne l’abrogazione del cosiddetto “legittimo impedimento”, cioè la possibilità attuale del premier di sottrarsi al giudizio dei tribunali che lo stanno giudicando in ben quattro processi penali. Ovvio che l’opinione della grande maggioranza della popolazione è ostile al nucleare italiano, come lo era nel 1986, subito dopo Chernobyl. Molto di più dopo Fukushima. Da qui la manovra di ritirata tattica dal nucleare. E queste, di nuovo, sono questioni italiane, di un paese che è stato occupato con la frode da un esercito di lanzichenecchi, che hanno a cuore solo il potere e il portafoglio, entrambi propri. In realtà tutti e quattro i referendum, in particolare, oltre al nucleare, anche il pronunciamento popolare contro la privatizzazione dell’acqua, sono tutti diritti del popolo italiano. Tentare di cancellarli è un vero e proprio attentato alla democrazia. E io sono certo che questo moltiplicherà le energie di milioni di attivisti e di cittadini per difendere appunto la democrazia.

La paura del nucleare, dunque, già esiste in Italia. Ma bisogna – come ho detto – estenderla a tutta l’Europa e al mondo intero. Un referendum in cui 50 milioni di italiani, cioè di europei, rifiutano per sempre l’energia prodotta dalle centrali nucleari, sarebbe un segnale – politico e culturale – europeo e mondiale. Dunque bisogna insistere segnalando i pericoli con tutta la forza di cui disponiamo.

Puntando sul primo elemento che ormai emerge con assoluta evidenza: non esistono centrali atomiche sicure. Le tredici centrali atomiche costruite sulle coste giapponesi dell’Oceano Pacifico erano state progettate per resistere a terremoti fino al 7° grado della scala Richter e a corrispondenti tsunami. Si è registrato invece un terremoto del 9° grado. E almeno cinque di queste centrali sono andate in tilt. Delle altre poco si sa al momento. L’unica cosa certa è che l’informazione che il mondo ha ricevuto è microscopica, mentre la catastrofe è stata immensa e le conseguenze produrranno, con alta probabilità, centinaia di migliaia di morti per irradiazione.

Solo che noi non vedremo le cifre di questa immane ecatombe, perché queste morti saranno diluite nel tempo e si cercherà comunque di nascondercele.

Adesso ci dicono, in Italia e altrove, che si tratterà di progettare meglio, di aumentare i “livelli di sicurezza”, di moltiplicarli. Ma la domanda che rimane aperta – una delle cento domande insormontabili – è questa: cosa ne sappiamo del futuro? Qual’è la magnitudo del prossimo terremoto? O l’altezza dell’onda del prossimo tsunami? Cento anni fa nessuno avrebbe potuto nemmeno immaginare l’esistenza di una centrale nucleare. Tra cento anni questi impianti saranno ancora lì, a inquinare il pianeta, loro o i loro successori.

E noi, che stiamo già turbando tutti gli equilibri del nostro ecosistema, come potremo prevedere quale sarà il livello delle catastrofi che produrremo? Cosa produrrà ad esempio, il riscaldamento climatico che noi stiamo attivamente alimentando con una sviluppo insensato? Che rapporto esiste tra lo scioglimento delle calotte polari e la frequenza e l’intensità dei terremoti? Solo che una catastrofe naturale la si può “parare”, seppure spendendo molti denari, e con qualche migliaio di morti per volta. Ma una catastrofe atomica potrebbe essere irreparabile. Per tutti. E in ognuno dei secoli futuri nei quali non possiamo guardare. Questa è la differenza.

In questo dibattito molti sembrano non rendersi conto di questo “dettaglio”. Per esempio quelli che dicevano: perché preoccuparsi di qualche nuova centrale nucleare in Italia quando, appena passata la frontiera, in Francia ce ne sono decine? E in Europa altre decine. Appunto: una catastrofe atomica in Francia sarebbe immediatamente esportata in Italia e in Europa. Chernobyl fu esattamente questo e tutta l’Europa fu investita perché un solo blocco della centrale andò in avaria e il suo nocciolo si fuse (e resta sepolto, in fusione, ancora oggi). Ma vi pare questa una buona ragione per moltiplicare le centrali, cioè i rischi?

Quello che pochi sanno è che le cifre dei rischi nucleari in tempo di pace sono assai più alte di quanto ci sia stato detto. Recentemente (New York Times, 13 aprile 2011) un ricercatore americano, il fisico Thomas Cochran del Natural Resources Defense Council, ha fatto uno studio molto accurato dal quale risulta, sulla base dei dati raccolti a partire dal primo “meltdown” (fusione del nocciolo) avvenuto nel 1957, che, “con 439 reattori ora operanti in tutto il mondo, ogni tre anni in media si verifica statisticamente un incidente nel nocciolo di un reattore”.

Una cifra agghiacciante.

Ma i sostenitori del nucleare ci parlano delle centrali della terza generazione, che sarebbero la panacea di tutti i mali, e cercano di tranquillizzarci. Ci dicono che anche se l’uranio non è infinito, come tutte le cose di questa terra, qualche genio ha inventato i reattori autofertilizzanti, (breeder reactor) che producono altro combustibile nucleare mentre lavorano per produrre calore. Qualcosa di molto simile al moto perpetuo. Evviva. Dunque avremo combustibile per la fissione, e per sempre.

Vero? Falso? Se guardi dentro questo vaso di Pandora ti verranno i brividi. Tanto per cominciare i reattori breeder erano già stati inventati negli anni ’70, simultaneamente in molti paesi, tra cui Giappone, Stati Uniti, Unione Sovietica, China, Gran Bretagna, Francia, Germania. Sfortunatamente furono abbandonati perché i problemi che creavano e i pericoli che implicavano erano troppo grandi. Adesso ce ne sono due in costruzione, in Francia e in Finlandia. La entrata in funzione del primo è stata bloccata tre volte dalla stessa autorità di sorveglianza francese per la sua attuale, persistente pericolosità. Il secondo, in Finlandia, doveva essere concluso tra anni or sono, ma ancora non lo è, mentre i costi, specie assicurativi, diventano astronomici. La ragione è semplice: i rischi sono enormi e le assicurazioni lo sanno. Non lo sa la gente.

Ora, purtroppo, una qualunque ipotesi di sviluppo del nucleare comporta la costruzione di reattori breeder, perchè l’uranio a disposizione, per quanto ce ne sia non poco nella crosta terrestre, non è e non sarà sufficiente per risolvere i problemi energetici del pianeta agli attuali ritmi di crescita della domanda energetica. I depositi naturali utilizzabili a costi praticamente sostenibili basterebbero per 80 anni circa con l’attuale numero di reattori in funzione. Se raddoppiassero (dio ci salvi) scenderemmo a 40 anni. Ma allora l’uranio sarebbe sufficiente, sì e no, per nutrire le attuali centrali. Niente da fare.

Allora vediamo come è fatta la materia. L’uranio naturale contiene 140 atomi dell’isotopo uranio 238 per ogni atomo di uranio 235. I reattori nucleari funzionano con uranio 235. Quindi per avere combustibile utilizzabile bisogna arricchirne il contenuto di uranio 235. Fino al 2-4%. Per avere un’idea, il reattore di Chernobyl usava uranio 235 arricchito all’1,8%. Si produsse una esplosione nucleare, che fu piccola proprio per la bassa percentuale di arricchimento. Questa è roba nota ormai anche all’uomo della strada che ha letto qualche cosa.

Ma cosa fa un breeder reactor? Produce come “scarto” di lavorazione il plutonio 239, buono anch’esso come combustibile nucleare. Inoltre, sempre come effetto della creatività umana, si è scoperto che gli stessi breeder possono convertire il torio in uranio 233, anch’esso utilizzabile come combustibile. E il torio è in natura cinque volte più abbondante dell’uranio.

Fin qui siamo nel paese delle meraviglie. C’è solo un problema: che sia il plutonio 239, che l’uranio 233 “lavorano”, cioè si scindono nella fissione, a temperature molto superiori a quella delle attuali centrali, che sono raffreddate ad acqua.

L’acqua che viene usata nei reattori attuali è moltissima, perché deve raffreddare continuamente un nocciolo che produce vapore a circa 400 gradi. Ma non è sufficiente per raffreddare i breeder. Dunque si deve lavorare ad alte temperature. Per raffreddare il nocciolo si deve dunque usare sodio liquido o litio liquido. Cioè ci vuole un circuito di raffreddamento molto più delicato e molto più pericoloso, perché il sodio e il litio liquidi esplodono quando vengono a contatto con l’acqua o con l’aria. Ma a loro volta questi due metalli liquidi, che escono roventi dal nocciolo dopo averlo raffreddato, devono essere raffreddati prima di rientrare nel nocciolo. E non c’è altro sistema che immergere queste condutture – rigorosamente sigillate, è ovvio – nell’acqua di mare. Basterebbe una microscopica perdita per provocare esplosioni devastanti.

Ma sarebbero esplosioni come quella di Chernobyl? Purtroppo per noi tutti la risposta è negativa. Perché i breeders usano combustibile assai più arricchito: siamo a livelli del 15-30%, e qualche volta anche 50 o 60% , di un mix di uranio 235, uranio 233, plutonio 239. Un incidente anche minimo in un reattore di questo tipo potrebbe provocare una detonazione nucleare tale da vaporizzare l’intero reattore. Data l’alta concentrazione del combustibile, gli effetti anche di una sola detonazione di questo genere sarebbero letali non più a livello di un paese, ma di interi continenti.

L’ipotesi, come ben si capisce, fa correre brividi lungo la schiena. Il fatto è che per esempio l’India sta già costruendo un reattore breeder da 500 megawatt a Kalpakkam sulla costa di Tamil Nadu. E progetta di costruirne per 600 gigawatts (cioè 1200 reattori di questo tipo). Scriveva recentemente Risto Isomaki scrittore e ambientalista finlandese (da cui ho tratto queste cifre) che, un programma di questo genere – poiché questi reattori devono essere costruiti in riva al mare, come quelli di Fukushima – equivarrebbe alla scrittura della dichiarazione di estinzione del genere umano. Con la data in bianco. Corrispondente a quella del primo tsunami-gigante che capiterà.

E ora un’ultima considerazione. Stiamo parlando di tempi di pace. Proviamo ora a immaginare una guerra. Vi sembra fuori tema? A me non pare, perché, al contrario, tutto dimostra che i pericoli di guerra stanno aumentando. Ma facciamo uno sforzo tutti insieme. La prima e la seconda guerra mondiale avvennero senza atomo. Hiroshima e Nagasaki non furono decisive. La prossima potrebbe vedere impegnate le armi atomiche. Ma non è necessario neppure fare questa ipotesi. Esistono già adesso 439 armi atomiche, pronte a saltare in aria se opportunamente bombardate. Se, tra qualche decennio, avremo i breeder sparsi per il mondo, saranno armi letali, perfino più letali di una testata nucleare, da far esplodere all’interno di ciascun paese belligerante. Mine che ciascuno avrà messo dentro la propria casa.

Ecco perché la lotta contro la cosiddetta energia nucleare pacifica deve diventare una lotta mondiale.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/beni-comuni/6049-una-data-finale-note-sparse.html
25.04.2011

Pubblicato da Davide

  • Albert_Wesker

    Il ragionamento di Chiesa e’ ineccepibile dal punto di vista teorico ma
    ha una piccola pecca dal punto di vista pratico:come molti di coloro
    che giustamente si oppongono al nucleare non fornisce una valida
    alternativa che poi e’ il nocciolo della questione.L’ Italia importa circa
    la meta’ del suo fabbisogno energetico dall’estero pagandolo a prezzo
    carissimo e questo e’ il motivo per cui ci troviamo bollette sempre cosi’
    salate.Cosa vogliamo fare per tentare di ovviare a questo spreco di
    denaro nonche’ di dipendenza dall’estero?Una via credo percorribile
    sarebbe quella di creare altri termovalorizzatori come quello di Brescia,uno dei piu’ grandi d’Europa che smaltisce quasi 800 000
    tonnellate di rifiuti all’anno e che da solo fornisce circa un terzo dell’energia elettrica per la citta’ i cui abitanti pagano infatti bollette
    piu’ basse rispetto alle citta’ limitrofe.

  • vic

    Ah Giulietto, che delusione!

    Ragioni come un troglodita, perche’ quel nucleare li’, quello di cui parli tu, e’ un nucleare da eta’ della pietra atomica, cioe’ e’ un nucleare fermo ai tempi di Fermi.

    Adesso ti spiego perche’ stai prendendo una cantonata colossale. Essenzialmente per tre motivi. Uno diciamo cosi’ scientifico-filosofico e due prettamente tecnici.

    L’energia che puo’ liberare un nucleo atomico e’ dell’ordine dei megaElettronVolt o MeV. Quella liberata da una reazione chimica, dunque da una fiamma, da un’esplosione nel motore a scoppio, eccetera eccetera, e’ dell’ordine dell’eV. Niente Mega, cioe’ 1000 volte meno! Prova a togliere 1000 volte la potenza alla tua auto poi mi dici dove vai! Te lo dico io: non vai da nessuna parte perche’ non ce la fai a superare l’attrito.
    Dunque scartare a priori lo sfruttamento dell’energia insita nel nucleo atomico e’ abbastanza da polli. Anzi no, poi ti spiego perche’ i polli sono piu’ furbi di te, o Giulietto. Avendo a disposizione due animali da tiro per tirare un carretto carico di sacchi di patate, poniamo un topolino ed un cavallo, tu quale sceglieresti? Stiamo parlando di una scelta di questo tipo.

    Ho capito, stai calmo, non tiriamo in ballo le radiazioni, le scorie e tutto il contorno tipico del nucleare troglodita. Stiamo parlando di nucleare in genere, ok! Con vista verso il nucleare di domani, sempre che non si facciano scelte peggio di quelle fatte dai polli.

    Facciamo un passo per volta. Passin passetto spero di convincerti.
    Primo passo: niente reattori all’uranio! E’ questo che tu propugni, quindi usala bene la lingua, non dire in modo generico niente nucleare se non capisci un tubo di nucleare! Be’, ti consolo subito, neanche i cosiddetti esperti in nucleare capiscono veramente molto di nucleare, la maggioranza di costoro e’ ferma al suddetto trogloditismo nucleare. Al massimo propongono terze e quarte generazioni, ma sempre di uranio parlano o come hai capito anche tu, ancor peggio tirano in ballo il plutonio, elemento sconosciuto in natura.
    Il primo passo del ragionamento e’: niente uranio arricchito!
    Cio’ significa molte cose: niente quantita’ pazzesca di uranio impoverito che viene buttato via, lo sai beinissimo come; niente scorie praticamente perenni che nessuno sa ancora di preciso dove e come immagazzinare.
    Be’, mi dici, stiamo dicendo la stessa cosa!
    Eh no, tu ti fermi, io invece continuo con il ragionamento e dico: si puo’ usare un combustibile nucleare molto migliore dell’uranio, molto meno raro, di cui dispongono praticamente tutti, anche il papa che ci sta letteralmente seduto sopra. Si tratta del torio.
    I reattori al torio, quelli su cui voglio attirare la tua attenzione, sono di tipo diversissimo dai reattori all’uranio arricchito. Innanzitutto sono molto piccoli, non occorre costruirci attorno una cattedrale. Funzionano con un nucleo di sali liquidi a pressione ambiente. Sono i sali stessi che fanno da moderatore in caso di problema tipo Fukushima, per cui il reattore si spegne da solo senza bisogno di pompe attive che pompano acqua in quantita’ pazzesca.
    Inoltre non ci sono scarti minerali, per dirla in modo comprensibile zero torio impoverito. Tutto, proprio tutto il torio viene consumato nel reattore e trasformato in xenon, rodio e altri elementi ben piu’ docili del plutonio. Elementi che se inizialmente radioattivi decadono in poche ore e diventano “normali”. Quelli piu’ tenaci, che sono un’esigua minoranza hanno un tempo di dimezzamento dell’ordine dei cent’anni. Cosa vuoi che sia in confronto ai miliardi di anni delle scorie da uranio arricchito!
    Tu che non sei sprovveduto, sai benissimo che lo xenon, unico gas che si sviluppa in quantita’ nel reattore al torio di tipo LFTR, e’ un gas nobile, dunque chimicamente inerte, dunque non esplosivo, dunque infinitamente piu’ sicuro dell’idrogeno che ha fatto boum boum a Fukushima.
    Il bello del torio e’ questo: i militari non sanno che farsene!
    Tenendo presente la sua diffusione abbondante nelle rocce, ce n’e’ per migliaia di anni. Tempo sufficiente per trovare una conveniente soluzione nucleare vera, cioe’ del nucleare di domani: LENR

    LENR, che e’? Una sigla di uno schieramento politico sommerso, mi chiedi.
    Uhm, in un certo senso si’. E’ l’acronimo che sta per Low Energy Nuclear Reactions, cioe’ reazioni nucleari a bassa energia. Dai che l’hai capito, si tratta di quei processi che volgarmente vengono chiamati, un po’ impropriamente, di fusione fredda.

    Giulietto, tu lo sai bene che i media ne combinano di tutti i colori, ci vendono sovente lucciole per lanterne. Be’, e’ successo anche con la fusione fredda. C’hanno dato ad intendere che non funzionasse, che Fleischmann e Pons erano dei cialtroni , ecc. ecc.
    Sorpresa!
    Dei gruppetti di tenaci ricercatori non hanno mai mollato, sono passati un paio di decenni e voila’ la grande notizia: le LENR sono industrializzabili. Un tizio ha inventato un aggeggio che scalda casina per un anno intero, costa 2mila euro e consuma un nonnulla: 300W in entrata di energia elettrica per ottenere 12mila W d’energia calorica. Zero radiazioni, un po’ d’idrogeno e qualche etto di polverina di nichel all’anno. Ah l’aggeggio e’ talmente piccolo che lo puoi mettere su un tavolino. Siccome l’inventore, chiamiamolo signor Rossi, e’ assai intraprendente, per la fine dell’anno fara’ una bella dimostrazione in Florida mettendo assieme 100 di questi aggeggi: 100 x 12kW = 1.2 MegaWatt. Radiazioni sempre zero. Scorie radioattive zero. Consumo elettrico quel tanto che occorre per far funzionare l’elettronica di controllo.

    Pssst Giulietto, non pensi che questo signor Rossi sia degno di stima come perlomeno il signor Marconi o meglio il signor Tesla o il signor Watt?

    Dire ad un inventore cosi’ no al nucleare e’ come insultare lui, sua mamma, sua nonna, suo nonno e tutta la famiglia umana. Non credi Giulietto?

    Allora modifica lo slogan: “niente reattori all’uranio arricchito” invece di quello slogan obsoleto e francamente da ignoranti che strilla “niente nucleare”.

    Ne riparleremo qui su CDC. Riflettici.

    Con stima
    V.

    — PS —
    Ho dimenticato il dettaglio del pollo.

    Queste reazioni nucleari a bassa energia, in pratica delle trasmutazioni da un elemento ad un altro contiguo nella tavola periodica, avvengono anche in natura. E’ un trucco adottato dalle galline quando nel loro nutrimento c’e’ troppo poco calcio. Che fa la gallina, nota moglie del pollo? Nel suo corpicino mette in azione delle trasmutazioni nucleari che trasformano il potassio in calcio e voila’ che la nostra furba gallina puo’ fare l’uovo come Dio comanda, cioe’ col guscio, benche’ nel nutrimento non vi sia traccia di calcio.
    L’esempio della gallina e’ uno dei tanti, ve ne sono anche nel mondo vegetale. La faccenda e’ che gli studiosi di queste cose, come capirai, sono piuttosto rari, non essendo i processi di interesse militare.
    Sperimentalmente sono stati constatati. E’ la teoria che arranca.

    Nel caso delle LENR non e’ che manchi la teoria, al contrario ce ne sono troppe e nessuno ha per ora idea di quale sia quella giusta. Come mai? Per via che gli sperimentatori (rari) e i teorici (rarissimi) di queste cose camminano su sentieri diversi (per ora).

  • AlbertoConti

    Stai bestemmiando! Cancrovalorizzatore per distruggere materia prima e risolvere il problema energetico, con un “efficienza” termodinamica prossima a zero! Le soluzioni vere esistono già, ma con chi sragiona con la testa del mainstream non arriveranno mai! Primo, taglio degli sprechi inutili, anzi gravemente nocivi, come gli edifici anni ’70 ’80 ’90 ’00 fatti di cemento armato e mattoni forati, secondo solare, solare e ancora solare!

  • Longoni

    Leggere un po quel che scrive Rubbia non nuocerebbe. In Cina sembra che abbiano già iniziato a leggerlo per bene. Con buona pace di Giulietto.

  • lucamartinelli

    altro che bestemmiare. Siamo al peggio, caro amico. perche’ non da’ una occhiatina ai dati di morbilita’ tumorale di Brescia? Siamo, anzi sono, a 6-7 volte la media nazionale. A parte lo spreco di risorse riciclabili, come dice Alberto. Non è vero che l’energia importata dall’estero è carissima. E’ il contrario, costa pochissimo, tranne un contratto di anni fa con la Svizzera su cui ci sono dubbi di truffa. Poi l’Enel fa la cresta e noi paghiamo. siccome mi piace anche proporre dopo aver contestato le proposte altrui le dico cosa si puo’ fare per tagliare la testa a tutti i tori. Se è vero che il 50% del consumo energetico è per illuminazione (pubblica e privata, ovviamente) si potrebbe risparmiare l’80% di questo 50 illuminando a LED. I led di potenza esistono gia’ e addirittura con tonalita’ diverse dal bianco. Le gallerie del tratto A9 Como-Chiasso sono illuminate a Led. Quindi tutti a Led, per legge, e per 20 anni viviamo del risparmio. Che le sembra?. P.S. sto aspettando la mail di uno storico, mio amico, a proposito di Zukov capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, che come ricordera’ il sottoscritto nega sia mai stato.

  • NerOscuro

    L’unico problema del tuo bellissimo reattore al torio è la necessità di costruirci accanto un sincrotrone. A prezzi modici.

  • castigo

    lui si è spiegato, perché non lo fai pure tu??

  • castigo

    ma giulietto fa una battaglia politica, ed in queste si deve terrorizzare il popolo bue.
    per cui basta uno slogan semplice, di facile comprensione e metabolizzazione.
    mentre sarebbe meglio se si impegnasse ad informare sul nucleare vero, quello senza rischi esposto qualche post più sopra, in modo da generare un movimento che ne chieda lo sviluppo.
    ma questo è fuori da ogni logica per i nostri politicanti, anche per quelli che sembrano più “impegnati” e “fuori dal coro” (ma se lo fossero VERAMENTE dubito assai che potrebbero sedere in parlamento…..)

  • antsr

    Per l’Enel l’importazione notturna è percentualmente molto più importante di quella diurna proprio a causa della natura della produzione elettrica con centrali nucleari; queste infatti hanno limitate possibilità di modulare in economia la potenza prodotta e quindi l’energia prodotta durante la notte (in cui l’offerta supera la domanda) ha basso costo di mercato. Ciò consente di fermare in Italia durante la notte le centrali meno efficienti e le centrali idroelettriche a bacino e di attivare le stazioni di pompaggio idriche che poi possono “rilasciare” nuovamente energia durante il giorno. Questo meccanismo ha reso economicamente conveniente l’importazione di energia dall’estero, da cui il grande sviluppo del commercio di energia negli ultimi anni. Questa flessibilità degl’impianti dell’enel nella produzione dell’energia elettrica è tutt’altra cosa davanti alla rigidità e di conseguenza tanta inefficienza nella produzione energetica delle centrali nucleari francesi che va a sommarsi alla bassa efficienza di una centrale nucleare ed allora pensiamo a chi costa di più l’energia elettrica!

  • surfgigi

    mi sta bene quello che dice giulietto chiesa.mi starebbe bene anche quello che dice vic a patto che non si tratti di un’ulteriore invenzione del moto perpetuo.aspettiamo e vedremo.nel frattempo in preda al dubbio suggerirei di astenerci dall’appoggiare proposte ancora da verificare.

  • Longoni

    Purtroppo hai ragione! Infatti è lui stesso a rivelarcelo “Noi, invece, dobbiamo in certo qual senso alzare il livello di paura.”

  • antsr

    I tanti commenti mi fanno pensare, dato che segue da tempo la problematica tecnica sulle nuove tecnologie alternative, che al di là dei proclami al no sul nucleare spinti oggi anche dall’influenza del caso Giappone, che non esiste una vera consapevolezza, una vera conoscenza più o meno approfondita sulle energie rinnovabili con i loro pro e contro. Almeno è quello che vivo nella mia realtà ciò è presente anche nel non conoscere e non voler approfondire e capire l’importanza di altre problematiche ad esempio quelle a livello economico, politico europeo come il trattato di Lisbona. Voglio dire che molti militanti sono fermi alle oramai vecchie conoscenze sull’ambiente, energie alternative sommariamente, su un’Europa buona, efficiente, etc. Ed allora questi discorsi, discussioni, approfondimenti rimangono, purtroppo, per poche persone. E’ una constatazione giornaliera: esiste ancora un popolo militante, che non si sente bue anche se lo è tanto ed allora vallo a smuovere dalla sua apatia, dal rimanere ignoranti nella conoscenza di nuove prospettive ed allora non c’è da stupirsi di questo articolo dal punto di vista tecnico

  • Longoni

    Proposta molto pericolosa!!! Che il buon Dio ci aiuti! Che fine faranno i parassiti dello spreco energetico dopo? Luigi Sertorio nel suo libro “Storia dell’abbondanza”, spiega bene il concetto del vivere energivoro, tanto caro alla nostra modernità. Saluti.

  • Longoni

    “Noi, invece, dobbiamo in certo qual senso alzare il livello di paura.” Questo la dice lunga sul “cambiamento” che Chiesa vuole portare in politica. Conosco qualcun altro ch’è da un po che ragiona in questo modo.

  • NerOscuro

    Da come risulta da più fonti che puoi reperire anche tu come ho fatto io, il reattore al torio cui si accenna, che dovrebbe essere quello progettato da Carlo Rubbia detto Rubbiatron, ha bisogno di un acceleratore di particelle per innescare la reazione nucleare. Questo acceleratore di particelle ha costi molto alti.
    Vic, che peraltro è sempre molto interessante e preciso negli interventi, non ha menzionato questa necessità, forse sta parlando di un altro tipo di reattore al torio che non è il Rubbiatron e dovrebbe allora indicare quale.

  • AlbertoConti

    Giulietto parla del nucleare reale, quello che ci volevano rifilare i francesi, quello che la banda berluscones ci avrebbe messo sotto il nostro culo per lucro immediato, privato, e cazzi pubblici di lungo respiro, da pagarsi a cura dei contribuenti futuri. Qualcun altro (vic e non solo) parla invece del libro dei sogni. Quando almeno un sogno si sarà avverato ne riparleremo, per adesso ci teniamo i cazzi amarissimi del nucleare esistente, funzionante sullo stesso principio del reattore di Fermi, con qualche “generazione” di miglioramenti (?) di assoluto contorno tecnico. Se poi i progetti indiani si avveressero, ecco risolto il problema della sovrapopolazione. Che Dio ci aiuti!

  • vic

    Quella del protosincrotrone accoppiato al reattore al torio e’ una soluzione mai realizzato finora nemmeno come prototipo funzionante per almeno un anno.

    Quello su cui metto l’accento si chiama LFTR. Fai una ricerca nel web e trovi parecchio al riguardo, perfino delle ottime presentazioni video su YouTube. E’ tecnologia conosciuta e relativamente semplice, anche dal punto di vista chimico. Condizioni di funzionamento a temperature decenti ed a pressione normale. Niente acqua di raffreddamento.
    Un ulteriore lato positivo per i reattori al torio di questo tipo e’ la loro grande scalabilita’. Se ne possono costruire di potenza relativamente modesta come di buona potenza.
    Cio’ che voglio risvegliare con il mio ragionamento e’ quello di non cadere nel trabocchetto psicologico: e’ nucleare allora e’ demoniaco. Il sole funziona a fusione nucleare. In natura succedono trasmutazioni nucleari senza tanto rumore, senza radiazioni ne’ temperature tremende, a dirla tutta sono temperature normali, tipiche di un essere vivente. Succede negli organismi, nei campi.

    Per l’Italia lanciarsi sui reattori al torio potrebbe essere un modo per recuperare conoscenza in campo nucleare che e’ andata persa con gli anni. Si tratterebbe di un nucleare prettamente civile, chiaramente staccato dalla filiera militare. Un nucleare senza buona parte delle controindicazioni del nucleare basato sull’uranio arricchito. La Francia non puo’ intraprendere questa strada subito perche’ e’ troppo coinvolta con i reattori all’uranio. Ma sotto sotto stanno gia’ studiando la faccenda, e non sono mica tanto indietro nemmeno con la fusione fredda. Non sono a corto di inventori i transalpini, ne’ di universita’ tecniche d’eccellenza. In Europa stanno studiando l’approccio al torio specialmente in Slovacchia. Tutti dei cretini?

    I reattori promessi dalla Francia all’Italia sono una sbolognata di una tecnologia vecchia, pericolosa e probabilmente presto obsoleta. Poi non si capisce nemmeno tanto bene da dove verra’ tutto quell’uranio per farli funzionare questi reattori francesi sbolognati. Le stime delle riserve mondiali di uranio parlano di circa 40-50 anni (sperando che i Cinesi non si lancino come forsennati su questa tecnologia, non sono sciocchi, non lo faranno). Le localizzazione di siti sicuri per le scorie da uranio sono 50 anni che si dice fra 30 anni le troviamo, un po’ come la fusione calda: fra 50 anni ci sara’, si diceva ieri, fra 50 anni si dice sempre ed ancora oggi.
    La fusione fredda invece, dopo soli 20 anni, con pochissimi che la studiano disponendo di mezzi esigui, gia’ fornisce risultati tangibili, addirittura industrializzabili: un guadagno di 10 fra potenza in entrata ed uscita, e siamo solo all’inizio!

    Ignorare tutto cio’, anzi demonizzarlo per il solo motivo che c’e’ dentro l’aggettivo nucleare, mi sembra proprio una reazione da stolti.
    Guardiamo di cosa si tratta, proviamolo, mi sembra una reazione piu’ logica.

    Potremmo avere sotto il naso la soluzione al problema energetico, un possibile salto tecnologico paragonabile all’invenzione della macchina a vapore, o dell’elettricita’, e dovremmo buttar via tutto per via del nome?

    Suvvia!

  • vic

    LFTR = Liquid Fluoride Thorium Reactor

  • maremosso

    I Breeder non saltano come una bomba atomica perchè il nocciolo non raggiunge la massa critica. In caso di catastrofe avremmo una seconda Fukushima non di più. I reattori installati sui sommergibili sovietici classe Lyra del tipo autofertilizzante a neutroni veloci hanno lavorato per anni senza rilevanti problemi, analogamente al Superphoenix di Grenoble nei periodi di sperimentazione fin dal 1970.
    Lo sviluppo e la diffusione dei grandi Reattori Breeder è stato impedito politicamente dagli USA per non mettere in condizioni le piccole nazioni di produrre plutonio, da utilizzare come componente base di un ordigno nucleare tecnologicamente semplice da realizzare.
    Sarà quel che sarà ma in questo momento i morti nipponici per radioattività sono zero, poi vedremo. Lo Iodio 131 che entra nella catena alimentare ed emettendo radiazioni ad intensità letale deve essere contrastato con la somministrazione di compresse minerali adeguate, trasmutandosi, sparisce completamente in 80 giorni. Tutte le altre scorie sono meno pericolose e possono essere confinate nel sarcofago insieme al reattore spento. Lo scenario non è idilliaco ma tracciare analogie con le esplosioni atomiche è come paragonare la strage di Capaci alla battaglia di Stalingrado. Per la cronaca, una parte dei materiali processati dall’industria nucleare finiscono nei proiettili all’uranio impoverito che esplodendo li diffondono sotto forma di nanoparticelle nei polmoni degli abitanti delle regioni liberate dalle guerre umanitarie della NATO e di Israele. L’opinione pubblica però se ne frega abbastanza, tutt’al più si commuove unicamente per qualche soldato italiano diventato leucemico mentre stava sparando agli altri.
    Mi domando quindi perchè la sinistra nazionale risulti così sensibile al problema di qualche quintalata di scorie rilasciate in Giappone mentre è indifferente alle centinaia di tonnellate di elementi radioattivi sparsi in Iraq, Afghanistan, Kosovo, Serbia, Libia, Palestina che oltretutto sono anche più vicini. La risposta è che il polimorfismo cattocomunista bada unicamente all’interesse di bottega nostrano infischiandosene della realtà e della coerenza. Calvalcare l’onda emozionale suscitata dal black out della centrale di Fukushima serve per spaventare la gente in prospettiva elettorale. Giungiamo al paradosso che IDV e PD si dolgono del fatto che il governo abbia sospeso il piano nucleare per non poter organizzare il referendum abrogativo. E’ come se la polizia si dispiacesse della diminuzione dei reati per non poter compiere arresti più numerosi. La verità che nessuno dice è che l’alternativa alle centrali atomiche non sono le inconsistenti energie rinnovabili bensì la riduzione della domanda complessiva di Kwh, ottenibile in qualche misura con il miglioramento del risparmio e dell’efficienza ma soprattutto attraverso il decremento demografico. Occorre obbligare tutti i paesi ed in particolare quelli in via di sviluppo, con le buone ma anche con le cattive maniere come la saggia Repubblica Popolare Cinese insegna, ad iniziare un programma di stabilizzazione e successivamente di progressiva diminuzione della densità abitativa del pianeta. Certo che fino a quando il Vaticano continuerà a predicare che c’è posto per tutti preconizzando una popolazione di 36 miliardi di anime sulla terra siamo fuori strada. Qualcuno fra rossi, verdi, progressisti, girotondini, disobbedienti e alternativi, dimostri che è in grado di fare qualcosa di serio nella vita ed inizi pertanto a sostenere questa argomentazione.

  • AlbertoConti

    Padre perdona loro, perchè non sanno quello che dicono! “…senza rilevanti problemi, analogamente al Superphoenix di Grenoble nei periodi di sperimentazione fin dal 1970” Un enorme elettrodotto passa (deturpandola) attraverso la Valle d’Aosta, ed è noto a tutti come Superphoenix, perchè avrebbe dovuto traspostare in Italia parte dell’energia elettrica prodotta da quella “promettente” supercentrale atomica. Da decenni è sottoutilizzato, per il flop della corrispondente centrale. Costava più star dietro ai suoi infiniti problemi di quel che avrebbe mai potuto rendere! Ma la cosa più grave è sulla catastrofe dei giorni nostri: “… i morti nipponici per radioattività sono zero …”. Bene, vai con volo low-cost a Fukushima, tanto gli aerei tornano vuoti. Pare che anche sulle spiagge ci sia tanto posto, così da rilassarsi e dimenticare la sovrapopolazione nel mondo. Poi ci racconterai …

  • vic

    E’ semplice bilancio energetico. Non cominciamo a confondere le acque.
    Puo’ dare l’impressione del moto perpetuo in quanto si estrae piu’ di cio’ che si immette. In realta’ si estrae l’energia dal nucleo dell’atomo. Il moto perpetuo c’entra come i cavoli a merenda.

    Aspettiamo cosa?
    Il prototipo c’e’ funziona e non emette radiazioni.
    Dobbaimo aspettare i professoroni che spiegano come mai non puo’ funzionare?
    Staremmo ancor qui ad aspettare il motore a vapore se fosse per quello. Il suo funzionamento teorico venne spiegato nei dettagli molto ma molto tempo dopo la sua invenzione. Con l’elettricita’ fu piu’ o meno la stessa cosa. E pure con la distribuzione dell’elettricita’. Nikola Tesla aveva contro mezzo mondo, ma alla fine la sua idea e’ stata quella vincente. Impiego’ parecchio tempo a convinvere i professoroni. Alla fine pero’ s’inchinarono davanti all’evidenza.

    A nessuna citta’ verrebbe oggi in mente di distribuire l’elettricita’ come propugnava Edison, cioe’ con la corrente continua. Anche lui inveiva ed allarmava sui pericoli alla salute della corrente alternata. Be’, basta imparare a che altezza tirare i fili del treno e dell’alta tensione. E poi escogitare come ricoprire di isolante un filo di rame. Cose da inventori piu’ che da professori.

    Temo che si insinui nella gente un’illusione: che sia possibile far andare i treni con la corrente elettrica generata dal vento o dal fotovoltaico. Finora non lo fa nessuno. Eppure la tecnologia ci sarebbe. Come mai? E’ una questione di scala: un carro carico lo si fa trainare da un cavallo, non da 10mila topi! Tantomeno da un miliardo di formiche. La formica va bene per portare a casa il cibo ad un’altra formica. Impresa molto difficile per un cavallo.

  • vic

    L’invenzione di Rossi e’ realta’. Come sono realta’ i vari esperimenti fatti in giro per il mondo con altri approcci alla fusione fredda. Rossi li ha battuti e sorpresi tutti, perche’ ha adottato un approccio diverso, lasciando perdere i metalli pregiati come il platino ed il palladio ed utilizzando il nickel. Altro colpo di genio: niente elettrolisi, par di capire. Le cose che funzionano non si chiamano sogni, si chiamano processi tecnologici. Rossi il suo lo chiama catalizzatore energetico. Il che rende bene l’idea, si comincia a capire che c’entra anche la chimica, sebbene il processo decisivo sia di tipo nucleare. Non e’ un sogno! Era un sogno fino all’altro ieri, ma neanche troppo, perche’ i progressi nel campo delle LENR ci sono stati. Nessuno si aspettava un salto tecnologico come quello di Rossi. La sorpresa e’ un po’ quella.

    I reattori FLTR al torio non sono un sogno nemmeno quelli. Sono reali, hanno funzionato per anni (anni ’60) senza inconvenienti. Vennero messi da parte per il motivo che non erano utili in un contesto da guerra fredda, cioe’ non interessavano perche’ non si poteva estrarre plutonio.

    A me sembra piu’ da sognatori il voler far andare un treno con il fotovoltaico che ha un rendimento se va molto bene del 20% e se va male (di notte) del 0%. Ma anche volerli far andare con l’eolico mi sembra piuttosto da sognatori. Se uso tutta l’energia elettrica estratta dal vento per far andare il treno, poi come accendo la lampadina di casa, come illumino le strade?
    Le proposte degli ambientalisti non vanno affatto scartate. per esempio risparmiare energia e’ un’ottima idea, induce a cambiare stile di vita. Abbiamo forse piu’ bisogno di quello che di elettricita’, a ben pensarci. Ma voler far andare un treno col vento, no, mi sembra davvero un sogno. Chiunque fa vela se ne rende conto senza grandi calcoli.

    Avendo gia’ visto cosa puo’ combinare la psicologia di massa nella questione del CO2, mi par di cominciare ad assistere a qualcosa di analogo nel nucleare ora. Si perdono di vista i processi essenziali. Per l’effetto serra sono le nuvole, mica il CO2. Per generare energia in abbondanza, la cosiddetta energia di banda, dovrebbe essere l’approccio nucleare ragionevole a sbarazzare il campo. Lasciando all’idroelettrico e alle altre forme di energia rinnovabile il ruolo di supporto nelle ore di punta o di accumulatore quando l’offerta supera la domanda. Il risparmio energetico non fa accumulare di notte l’energia ricavata di giorno! Le strade illuminate servono piu’ di notte che di giorno. I treni e’ bene che funzionino anche il mattino presto e la sera tardi d’inverno, quando e’ buio e non e’ detto che spiri il vento.

    Insomma credo che i sognatori siano quelli che si illudono di sostituire un cavallo con un miliardo di formiche.
    Oppure anche quelli che dormono, cioe’ hanno gli occhi chiusi, quando sta succedendo una rivoluzione tecnologica sotto i loro occhi.

    Cio’ detto, il sognare fa molto bene!

  • AmonAmarth

    Caro Albert_Wesker, probabilmente allo stato attuale, per i quantitativi dell’energia “di massa” che intendi, di alternative non ce ne sono, e rimane pur sempre il fatto che il nucleare, per noi italiani soprattutto, NON E’ NEMMENO UN’ALTERNATIVA. Sunto dei motivi: 1) uranio materia prima esauribile; 2) tempi e costi di costruzione delle centrali incompatibili con la prima: SE dovessero prima o poi essere costruite sarà già tardi per i prezzi dell’uranio, ormai non più “TATTICO”) 3) quello che la maggior parte ripete sui problemi del nucleare. E POI, se bisogna cercare delle alternative, rimane: 1) non sprecare e poi nuove tenologie come 2) Kitegen/eolico di alta quota 3) Fusione fredda (l’evento AVVIENE ECCOME, non si può scartare solo perchè non capiamo ancora PERCHE’ avviene) 4) Fotovoltaico a concentrazione5) Termosolare a concentrazione 6) Fotovoltaico low cost (organico e non) a film sottile …..ETC ETC ETC e chi più ne ha più ne metta a seconda dell’infinito ingenio umano. Comunque, per applicazioni energetiche “quantitative” come quelle industriali credo che potrebbero fare qualcosa solo le prime due per ora. Altro che assenza di alternative…

  • AmonAmarth

    Allo stato attuale ne esistono di alternative al nucleare, eccome! Proprio per questo (oltre al già conosciuto eolico d’alta quota (Kitegen) e al fotovoltaico termodinamico di Rubbia) voglio solo riportare un fatto molto importante e molto recente, di quest’anno: la fusione fredda di Focardi e Rossi. PRIMA di scialaquare l’argomento come probabilmente qualcuno farà perchè gli prudono le mani (se ne parla infatti da più di 20 anni, ma finora nessuno l’ha fatta diventare una cosa facilmente riproducibile e tantomeno CAPIBILE) vorrei apporre le seguenti semplici osservazioni:
    – Energia in uscita maggiore di quella fornita per il mantenimento (fattore circa 30)
    – Creazione di altri isotopi (Ni –> Cu)
    SE UNA COSA ACCADE E’ PERCHE’ E’ REALE, CAPIRNE IL PERCHE’ (SCOPRIRNE LE LEGGI FISICHE) E’ TUTT’ALTRA COSA.
    Rimane quindi un’argomento di fondamentale discussione.
    Per chi mastica matematica e fisica lascio quindi il link: ” http://www.journal-of-nuclear-physics.com/ ” . Saluti.

  • cirano60

    caro vic ,
    qui non si tratta di sognare , ma cercare di tenere i piedi ben piantati a terra;
    quello che noto è che
    noi comuni mortali stiamo partendo per la tangente con fantastici voli pindarici: novelli eroici prometeici tesi nello sforzo di salvare gli abitanti della terra dal fatale depauperamento delle risorse energetiche fornendo quel calore che puòi evitare di farli morire di freddo. Noi ci interessiamo di problematiche che in un certo senso ci riguardano solo come soggetti passivi ma dal lato delle decisioni noi siamo semplici spettatori: son altri i soggetti che indirizzano la nostra vita!
    Or mi pare che l’entropia sia quella fisica che quella del linguaggio stia salendo in modo esponenziale, entropia è indice di disordine ed è quello che accade in tutti i settori della vita pubblica italiana. Come una volta eravamo 50 milioni di ct della nazionale ora molti si sentono “scienziiiati” di fisico-chimica atomica; per mia esperienza so che il voler assimilare un poco dal mare della conoscenza scientifica richiede tempo, sacrificio, capacità intellettive etc.
    Perchè dico questo , tengo presente i fatti di chernobil , in quella occasione si diede potere decisionale ad una astrazione mentale(il popolo) su scelte strategiche vitali come il nucleare in italia. Col senno di poi ci si rese conto di aver commesso un errore enorme(forse voluto) stroncando ancora una volta le ambizioni della ricerca italiana che sin dalle origini dell’era atomica si era distinta per assoluta genialità: i famosi ragazzi di via panisperna, Fermi Amaldi,Segrè, altri;
    chissà se la ricerca teorica italiana non sarebbe riuscita a produrre reattori nucleari all’avanguardia utilizzando come combustibile il torio come tu hai affermato.
    Detto questo,
    è incontrovertibile che nella ricerca avanzata tecnologica non è nemmeno pensabile di rimanere fermi per più di venti anni e poi pretendere di rientrare in gioco come se quel gap non sifosse messo di mezzo. Il nucleare di berlusconi nel caso che insista (se ne capicono le ragioni:affari di miliardi di euro , da fare felici tutti sostenitori politici, elettorato, il mondo della stitica industria italiana etc) a volerlo realizzarlo consisterebbe in niente altro che una catena di montaggio di brevetti stranieri( raffinamento del combustibile, gestione scorie, acciai, pompe di raffreddamento etc etc) l’unica cosa italiano verace sarebbe il cemento c’è da giurarci siamo super specializzati avendo cementificato la ex bella italia . Ah mi sfuggiva, guarda che il nikel gode di cattiva fama pur non avendo il vizio della radiattività.. ma di questo in un altro commento.

  • vic

    E’ fuorviante tirare in ballo un paragone col nucleare militare, in quanto le norme di sicurezza nucleare vigenti in campo militare non verrebbero mai accettate, neanche alla lontana, in campo civile! Troppo rischiose.

    Gli incidenti ai reattori dei sommergibili sono frequenti, solo che non se ne parla per i soliti motivi di “sicurezza nazionale”. Nemmeno delle bombe atomiche finite in mare per sbaglio se ne parla. Intanto loro se ne stanno sul fondale in attesa che l’involucro venga corroso, poi si vedra’! Quando cominceremo a vedere sui banchi del pescivendolo salmoni a tre teste ognuna con mezzo occhio forse cominceremo a preoccuparci, ma non e’ detto. Un paio di filmetti ben fatti a Hollywood potrebbero assuefarci in tempo.

    Lascia perdere i breeder, va. Solo il fatto che vien prodotto plutonio consiglia di starne alla larga. Il Superphoenix e’ stato un disastro e venne chiuso proprio per questo motivo. Grazie anche ai cittadini di Ginevra che si fecero sentire in modo forte e chiaro. Avendo il CERN sotto casa qualcosa di reazioni nucleari capiscono. La faccenda e’ che il Giappone puntava parecchio sui breeder. Probabilmente v’e’ anche una spintarella statunitense, gli USA probabilmente oggi vedrebbero di buon occhio un Giappone con l’atomica.
    Roba da scappare a gambe levate, l’ultima delle soluzioni.

    Guarda che t’e’ sfuggita qualche notizia perche’ qualche morto a Fukushima c’e’ gia’ stato. Faceva parte dello “staff”. Qualche altro seguira’, e’ ineluttabile con le radiazioni che si stanno beccando questi lavoratori “volontari”. Ma non ci avviseranno per email.

    Piantiamola con la banalizzazione. I danni da radiazione che lasciano stecchiti sul colpo sono quelli della bomba. A dire il vero si rimane vaporizzati sul colpo perche’ resta solo l’ombra sul muro. Del corpo piu’ nulla, neanche la stecca dello scheletro. Questo per i piu’ fortunati.
    Altrimenti, se non c’e’ bomba interposta, i danni si estendono nel tempo e sono molto subdoli, perche’ l’effetto non fa risalire necessariamente alla causa nucleare. Prendiamo l’esempio corrente del radon. Gli addetti dicono: quest’anno sono morti tot persone di cancro al polmone per via del radon. Ma lo dicono in senso statistico, usando dei modelli. Nessun medico e’ in grado di fare una diagnosi del genere: lei signora ha un cancro da radon, doveva fare un miglior pavimento in cantina. Potrebbe anche essere un cancro da sigaretta, nel qual caso la cantina va benissimo col pavimento di terra, niente prova certa, niente incriminazione, niente reato. Capito come funziona. Nel caso del radon il ragionamento lo usano per spaventarci inutilmente, nel caso di Cernobyl e Fukushima lo stesso ragionamento serve a scaricarsi delle responsabilita’.

    Ah no basta con sta storiella dello iodio. Prima di tutto non e’ affatto una bagatella e non e’ detto che la cura funzioni, e’ un gioco al lotto. Secondariamente e’ la sola cosa in campo nucleare che la medicina sappia curare, curare per modo di dire. E del cesio, dello stronzio che facciamo? Dopo Cernobyl i pesci del lago di Lugano, che non e’ propriamente in Ucraina, rimasero incommestibili per oltre un decennio a causa dell’alto tenore di cesio radioattivo. Decadeva fisicamente ma s’accumulava per via dei misteri della catena alimentare. Degli altri organi oltre la tiroide che facciamo? Un midollo osseo irraggiato in continuazione dal cesio non e’ incoraggiante.
    Dosi considerate dagli specialisti come insignificanti hanno dimostrato di provocare mutazioni ben visibili sugli insetti e sulle foglie delle piante. La radioattivita’ agisce sempre a qualunque dose, per bassa che sia. E’ come giocare alla roulette russa. Si gioca con la genetica, che e’ come stracciare qua e la’ il programma della lavatrice. Chi userebbe una lavatrice semimpazzita? La vogliamo perfetta, senza danni genetici, la lavatrice. E dovremmo tollerare un organismo con il DNA danneggaito?

    Gli specialisti di sicurezza nucleare hanno un punto di vista che a noi puo’ sembrare paradosslae: affermano che i reattori delle vecchie generazioni sono piu’ sicuri di quelli di nuova generazione, nel senso che sono conosciuti bene, si hanno dati affidabili. Di quelli delle nuove generazioni non avendo dati a dispozizione, non sanno dire nulla, neanche che siano piu’ sicuri. Non sono in grado di proporre nessuna misura se non a danno avvenuto. Ma dovrebbero comunque improvvisare assai. I difetti dei reattori come quello di Fukushima sono conosciuti in tutto il mondo. I difetti dei breeder di quarta generazione, vattelapesca quali saranno. Un reattore che utlizza plutonio, una gran sicurezza non puo’ ispirarla in nessun caso, nessuno! Andrebbe bandito per l’uso il plutonio, tout court. Unica eccezione in campo spaziale, ma anche li’ e’ da vedere da vicino se sia realmente indispensabile.

    Riduciamo la popolazione cinese! Perche’ mai la Cina? E la nostra medicina che ci campa alla grande sul mantenimento in vita di mummie viventi? Oltre ad un risparmio energetico farebbe bene anche un certo qual risparmio farmaceutico. Sti poveri vecchietti rimbambiti li ingozzano di tutte le pillole possibili ed immaginabili. Certo per la loro salute, finanziaria di Bigpharma.

    Questo voler proporre al mondo intero una soluzione globale mi ricorda un tizio coi baffetti. Ogni paese si regoli come vuole. Se in India gli va bene di essere pochi ricchi e tanti straccioni, sono loro a deciderlo per se’. Ai Cinesi va bene di farsi imporre un figlio al massimo dallo stato? beati loro. Da noi non credo proprio che siano tanti che pensano al papa in certi momenti d’intimita’!
    Comunque il problema demografico era piu’ acuto negli anni ’60 che oggi. Anzi oggi siamo al punto che certi paesi, come la Francia, hanno adottato una politica che favorisce l’aumento della natalita’. Ogni paese fa quel che ritiene consono alla propria situazione. Le soluzioni calate dall’alto, in tutti i sensi, vanno bene per certi tipi di mentalita’. Se ti piace la politica cinese, vai in Cina, non e’ mica proibito, anzi. Le donne cinesi sono molto gentili e sorridenti e anche intelligenti. Di sicuro mille volte meno complicate di quelle italiane.

    Il problema demografico e’ acuto in realta’ solo nelle grandi metropoli. Sono quelle che andrebbero ridotte di popolazione. Ma c’entra ben poco la natalita’, c’entra di piu’ l’immigrazione dalla campagna, e l’illusione che in citta’ si possa vivere meglio, il che non e’ mica detto, anzi!

    Questione di gusti. Il grande fratello, e’ quello il problema di oggi, mica l’esplosione demografica, La presenza dell’occhio dello stato e del marketing, qualunque cosa si faccia, ovunque si stia o si vada. Cinesi, Indiani o Occidentali: tutti siamo supersosservati in modo schifosamente indecente.

    Fosse per me, ridurrei la popolazione delle spie elettroniche prima di preoccuparmi di ridurre la popolazione. Adesso s’e’ messa pure l’auto di Google e i droni che volano sopra la testa. Riduciamo gli aggeggi oppure facciamoli impazzire procreando come conigli, magari fregandoli con la tecnologia genetica: scodelliamo solo gemelli, cosi’ non possono piu’ identificare chi e’ chi.

    Cordiali saluti alla spia postale che sta leggendo questo post
    😉

  • vic

    Si’, effettivamente occorre fare le due cose: essere realisti e nel contempo cercare di capire cosa sta succedendo in campo tecnologico.

    Mi viene in mente l’esempio dell’elettronica.
    Poniamo che poco prima dell’invenzione del transistor ci fosse stata una sensibilita’ per il risparmio energetico: tutti a dar contro ai pentodi, ai triodi, che consumano una barca d’elettricita’ per eseguire un compito semplicissimo, che in teoria non dovrebbe nemmeno necessitare di energia. Si formano le due fazioni agguerritissime: i propentodi e gli antipentodi. I secondi fanno notare che non e’ necessario infilare cosi’ tante valvole dentro una radio, una potrebbe bastare e si risparmierebbero 4/5 dell’energia. La via e’ quella, il risparmio intelligente.

    Nel frattempo un paio di tizi sconosciuti, che non ne sanno nulla del partito degli antipentodi ne’ dei propentodi, armeggiano con del silicio, un nonnulla di germanio e silicio, un cristallietto trattato in un certo modo, e riescono a fare con un’inezia ridicola di corrente quel che fa il deprecato pentodo che consuma la deprecata barca di corrente sviluppando calore inutile.

    La fisica nucleare si trova ad una svolta simile.
    Pochissimi ritenevano possibile far partire delle reazioni di fusione nucleare a temperature non stellari. Qualcuno aveva ipotizzato la possibilita’ di reazioni catalizzate, come succede in chimica, ma pensava piuttosto a dei catalizzatori fisici, delle particelle normalmente estranee immesse artificialmente in vicinanza di un atomo. Oggi si scopre che il dopaggio del reticolo cristallino con dei minuscoli atomi estranei e poi una forte corrente elettrica possono fare da catalizzatore a delle reazioni nucleari. E’ qualcosa di completamente nuovo per tutti coloro che si occupano di reazioni nucleari, che manipolano numeri di misurazioni di collisioni di particelle su target fissi o addirittura spiaccicantesi contro altre particelle in perfetto stile da kamikaze autostradale. Quelle sono tutte reazioni che avvengono praticamente nel vuoto. Nella materia condensata, sia essa liquida o solida, l’ambiente e’ completamente diverso. Vi possono succedere cose inimmaginabili perche’ controintuitive: la superconduttivita’ per esempio, o fenomeni di coerenza collettiva che fan si’ che un cristallo reagisca come se fosse costituito da particelle sonore, che nel vuoto manco esistono. Le cose bizzarre che avvengono nella materia condensata non avvengono nel vuoto degli acceleratori. Ci sono situazioni dove non vi e’ rinculo. Inimmaginabile per una particella libera essere colpita senza rinculo, o staccarsi da un’altra particella senza il rinculo di questa.

    Inoltre bisogna tener conto di un fattore psicologico: chi lavora agli acceleratori ha la mente bloccata su un unico tipo di esperimento che e’ lo stesso ormai da decine d’anni: il cannoneggiamento. Il che va benisssimo in un ambiente sociale dove non si fa che parlare di interventi armati di qua e di la’. Fatto e’ che i poveri ricercatori sperimentali devono sorbirsi la monotonia dello stesso esperimento per tutta la vita. Cambiano dei dettagli, ma l’essenza e’ sempre quella: fantasia sperimentale zero, tanta abilita’ ingegneristica invece: costruzione di magneti mostruosamente potenti eppure relativamente compatti. Detettori grandi come edifici, e cosi’ via. Ma sempre attorno al solito benedetto raggio che impatta contro qualcosa o contro un altro raggio: si cannoneggia e basta, solo quello si sa fare.

    E’ ovvio che gente cresciuta lavorando attorno solo ad un unico tipo di esperimento sia piuttosto stupefatta quando dal nulla spuntano fuori un paio di individui che loro non hanno mai incontrato attorno ai sofisticatissimi cannoni, per di piu’ con in mano una bottiglietta e dicono che li’ dentro fanno succedere quello che ai cannoneggiatori non riesce: producono una reazione nucleare ad accelerazione zero, che per i cannoneggiatori sarebbe come dirgli di fare l’esperimento con l’acceleratore spento. I cannoneggiatori danno fuori di testa, danno del matto ai due ingenui con la bottiglietta, li scomunicano, li ridicolizzano davanti al mondo chic dei pari. Gli tolgono il saluto e poi li buttan fuori a pedate nel sedere dal mondo esclusivo dei fisici che sanno tutto sul nucleare.

    Ci sono momenti topici, come quando venne inventato il transistor, o come adesso che viene ingegnerizzata la fusione fredda, in cui si possono in un attimo recuperare anche decenni persi prima. Proprio perche’ e’ un po’ come ricominciare da zero per quasi tutti. Anzi quelli che sono in ritardo hanno un leggero vantaggio, non devono liberarsi di un pesante fardello, sono liberi di agire subito. Quelli col fardello hanno bisogno di tempo, devono decidere che farsene del fardello, dove mandare tutti quelli che se ne occupano, come fare a stipendiarli se cessano i sussidi cosi’ abbondanti e facili in passato.

    Ecco perche’ l’Italia dovrebbe cogliere la palla al balzo ora, non fra 20 anni. E’ quello che fanno paesi non proprio di primissimo piano: l’India, la Cina, la Russia, il Giappone, la Corea. Gli USA invece stan li’ ancora a cincischiare, sono legati, affezionati al loro vecchio primitivo pentodo nucleare, alla filosofia del cannoneggiamento, ne sono in fondo diventati un po’ schiavi. Il loro stesso sistema li rende pachidermici e poco agili.

    Secondo me un politico queste cose dovrebbe capirle al volo, o perlomeno avere accanto qualcuno che lo aiuti a capirle. Con la mentalita’ del venditore di tappeti non si va molto lontano. Occorre anche saperlo annodare il tappeto per avere veramente voce in capitolo. Senno’ siam sempre li’ agli intrallazzi fra amici e conoscenti, che si passano tappeti altrui convinti di fare un grande affare, quando la realta’ e’ che in quel tappeto di loro non c’e’ nulla, nemmeno la lana, nemmeno il disegno, nulla di nulla. Solo l’arte di comprarlo e rivenderlo.

  • Albert_Wesker

    Infatti non ho scritto che non esistono alternative ma solo che chi
    boccia un programma nucleare deve indicare delle alternative possibili,
    come ha giustamente fatto lei ma non il bravo Giulieto Chiesa.

  • Albert_Wesker

    Le faccio cortesemente ma fermamente presente che il termovalorizzatore di Brescia e’ stato proclamato nel 2006 miglior
    impianto del mondo dal Wtert. waste to energy research and technology
    council,cui appartengono i migliori tecnici,scienziati,studiosi di tutto il
    mondo.Ma probabilmente secondo lei sono tutti dei bestemmiatori,perche’ l’unica opinione che conta e’ la sua,il Verbo
    biblico,la verita’ fatta persona,il depositario unico dello scibile umano,
    nonche’ un uomo dotato di gran garbo ed educazione.

  • Albert_Wesker

    Su Zukov le ho gia’ citato con precisione libro capitolo e pagina di
    quello che a mio avviso,ma non solo,considero in assoluto uno dei
    migliori storici sul secondo conflito mondiale tant’e’ che ha insegnato
    26 anni all’accademia militare di Sandhurst, la West Point inglese.
    Sempre pronto a citarle ovviamente altre fonti, tra cui le memorie
    dello stesso maresciallo che non credo fosse tipo da dire cose false su
    se stesso.
    Per quanto riguarda la provincia di Brescia le posso dire che ci vivo e
    piu’ precisamente in un paese a pochi chilometri di distanza dal termovalorizzatore in questione,paese che si affaccia sulle sponde del
    lago di Garda e che e’ risultato per qualita’ dell’acqua e dell’aria per il
    secondo anno consecutivo il meno inquinato del lago,che come lei sapra’
    ha anche una sponda veronese e una trentina.
    La tecnologia a led mi sembra una buona proposta ma le chiedo,al
    momento attuale che percentuale energetica del fabbisogno nazionale siamo in grado di soddisfare a Led?Grazie e un saluto.

  • Albert_Wesker

    Non metto in dubbio cio’ che lei dice,ogni tanto mi informo da amici
    che vivono oltralpe e vedo con rammarico che le loro bollette della
    luce sono molto piu’ basse delle nostre e idem per quelle tedesche:
    solo un caso?

  • vic

    Ho gia’ postato qui su CDC, sotto segnalazioni, alcuni link per chi vuole informarsi sull’E-cat di Rossi e Focardi:
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=34259

    Finalmente si muove la RAI, era ora, sono arrivati prima gli svedesi ed i sudafricani. Meglio tardi che mai.
    Maurizio Torrealta di RAInews24 mandera’ in onda un servizio sull’E-cat il 3 maggio 2011 alle 20h37

  • wilcoyote

    No, non sono bestemmiatori. Sono solo di parte.
    Un termovalorizzatore altro non è che un inceneritore, ha comunque bisogno di un importante apporto esterno di combustibile per bruciare la monnezza.
    Un volgare inceneritore si limita a bruciare la monnezza ed inquinare l’ambiente, anche con diossine, un termovalorizzatore fa le stesse cose, però sfrutta il calore per generare vapore, che a sua volta aziona gruppi di turboalternatori per produrre energia elettrica. Non è la monnezza che produce energia, piuttosto l’energia è un prodotto collaterale, utile per lo meno, dell’incenerimento della monnezza.
    Però l’energia prodotta per unità di combustibile “esterno” (olio combustibile, ricavato dal petrolio!) è inferiore a quella che si otterrebbe bruciando lo stesso combustibile in una centrale termoelettrica tradizionale, inoltre inquinerebbe moltissimo di meno.

  • lembo11

    mi riesce spiacevole, essendo lei evidentemente in buona fede, tanto da indicarlo come la prova provata della bontà dell’impianto bresciano, segnalarle che il premio conferito all’inceneritore di Brescia è una patacca. Il Wtert della Columbia University di N.Y. riceve ampie elargizioni dalla Martin Gmbh, l’azienda tedesca costruttice dell’inceneritore premiato. E’ come se un presidente di provincia premiasse sul tetto del Duomo di Milano il suo ex datore di lavoro, nel frattempo datosi alla politica, perchè “statista di rara capacità e lungimiranza”. Oppure come chiedere all’oste com’è il suo vino.

  • AmonAmarth

    E’ un bene che lo si sappia, e che si sappia anche che è una scienza ai suoi albori piena di speranze. Al di fuori che la cosa venga capita prima del tempo, entro fine anno Rossi dice di poter costruire il primo impianto da 1MW, vedremo come va a finire. Saluti.

  • Albert_Wesker

    Cio’ non toglie che sia composto da una pletora di esperti che ne sanno
    sicuramente piu’ dei lettori di Comedonchisciotte, con tutto il rispetto.

  • lembo11

    ci sono fior di scienziati sensibili a disinteressati finanziamenti o meno ipocrite ricompense per esprimere pareri che magnifichino il prodotto che sta a cuore alla lobby che li interpella. Qualche anno fa un’amica mi convinse ad andare all’ IEO, era previsto una serata con l’intervento del più prestigioso oncologo e di altri luminari che ci avrebbero dovuto informare sugli strumenti utili a uscire dalla schiavitù del fumo. La sala era tappezzata da manifesti pubblicitari di un prodotto della Pfizer, Nicorette.

  • maremosso

    VIC dovrei perdere troppo tempo a replicare al cumulo di inesattezze(eufemismo) che hai propinato. Documentati per bene e poi parla, questo è il consiglio. Solo un inciso. Pur non appartenendo anagraficamente alla categoria, sono molto affezionato ai vecchietti che tu vorresti gasare o far crepare anticipatamente lesinando loro aiuti farmacologici, per tutta una serie di motivi. Uno dei principali è indubitabilmente che in questa fascia di età la percentuale di teste di c…o è molto più bassa che in altri ambiti.

  • maremosso

    Troverai questa noterella anche a margine di una tua replica ad un mio commento successivo, ma siccome MEMORARE IUVAT te lo ripresento testuale:
    “VIC dovrei perdere troppo tempo a replicare al cumulo di inesattezze(eufemismo) che hai propinato. Documentati per bene e poi parla, questo è il consiglio. Solo un inciso. Pur non appartenendo anagraficamente alla categoria, sono molto affezionato ai vecchietti che tu vorresti gasare o far crepare anticipatamente lesinando loro aiuti farmacologici, per tutta una serie di motivi. Uno dei principali è indubitabilmente che in questa fascia di età la percentuale di teste di c…o è molto più bassa che in altri ambiti”

  • maremosso

    Sig.Alberto Conti lei fa molta confusione. Innanzitutto io ho affermato che i Breeder sono sicuri o pericolosi tanto quanto lo sono i reattori tradizionali e la storia di Superphoenix e dei reattori militari navali lo dimostrano. Poi si può rinunciare al nucleare sostituendolo con il fossile pagando l’energià la metà o con il solare pagando 10 volte di più o con l’eolico pagando 20 volte di più ma queste sono scelte economiche. Superphoenix generò costi e periodi di fermo impianto (64 mesi persi per contestazioni politiche) più che preventivati su un modello sperimentale, dimostrando in tre occasioni la sicurezza dei meccanismi di autospegnimento. Terminata la decennale fase di sviluppo, dal 1996 iniziò a lavorare a pieno regime e fu fermato non per ragioni tecniche, bensì per un atto ideologico del socialista Lionel Jospin che doveva accontentare i verdi alleati nella coalizione di governo. I medesimi verdi ispiratori degli eco-pacifisti, e sottolineo la parola pacifisti, che in un momento di esuberanza democratica non trovarono di meglio che sparare 5 razzi terra-aria di fabbricazione sovietica contro la centrale. In quanto a Fukushima ribadisco che in questo momento per irraggiamento non è morto ancora nessuno, in futuro vedremo.
    Quindi l’evangelica citazione “perdona loro che non sanno quello che dicono” se la cacci giù per l’esofago perchè riguarda lei e non me.

  • castigo

    Albert_Wesker:

    Cio’ non toglie che sia composto da una pletora di esperti che ne sanno sicuramente piu’ dei lettori di Comedonchisciotte, con tutto il rispetto.

    allora c’è da sperare che non siano come quelli coinvolti nel “climategate” 😉
    ciò premesso, ci sono ampie prove che gli inceneritori siano dannosi alla salute.
    diossine, metalli pesanti e nanopolveri, per non parlare delle ceneri, non sono certamente quanto di più indicato per la salute, come ben dimostrato da numerose ricerche effettuate sull’argomento.
    QUI [www.google.it] una delle più esaustive, dalla quale riporto solamente questo periodo tratto dalla premessa:
    Questo modo di procedere è inaccettabile dal punto di vista della salute pubblica e della salvaguardia dell’ambiente e, se paragonato a metodi alternativi, non è vantaggioso né economicamente, né socialmente dal punto di vista della creazione di posti di lavoro.
    buona lettura, e se abita nei pressi di un “termovalorizzatore” dia retta, si trasferisca……

  • castigo

    allora fattelo TU un bel breeder in salotto e non rompere i maremossi (eufemismo)…..

  • castigo

    allora fattelo TU un bel breeder in salotto e non rompere i maremossi (eufemismo)…..

    P.S. ma non era REPETITA IUVAT??? 😉

  • maremosso

    torna a scuola sumero

  • maremosso

    torna a scuola sumero

  • castigo

    hai hai hai dare torto ad un prof. di latino non aiuta davvero.
    peccato, hai perso un’altra ottima occasione per tacere…….

  • castigo

    peccato, hai perso un’altra ottima occasione per tacere…….