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UNA CITTA' DESERTA, L'ONU CHE SCAPPA E UNA TEMPESTA CHE ARRIVA

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DI ROBERT FISK
independent.co.uk

DAMASCO : “ Non sopravviverà” ha detto il mio amico siriano e credo che abbia ragione.

L’uomo che parlava alla televisione di stato aveva la barba lunga fino al petto e, per sua stessa ammissione, era un  salafita – nome di battaglia “Abu Dolha”, vero nome Ahmed Ali Gharibo.  Era un siriano : “Alas – ha detto il mio amico – della zona di Ghouta a Damasco e stava ammettendo, proprio lì di fronte alle telecamere, che “gli dispiaceva” di aver ucciso duecento persone con le sue proprie mani“.Come hanno fatto a trovare un uomo come questo che ammette certe cose in televisione? Seduto in una bella villa piena d’aria, a sedici chilometri da Damasco – Maher, il fratello del mio amico Bashar,  vive proprio dietro l’angolo – e potrei credere facilmente a quello che mi ha detto: Ahmed Gharibo non sopravviverà.

Come in tutti i conflitti civili, le voci si trasformano in fatti, i fatti in voci. Damasco è quasi deserta, quasi vuoti i viali che hanno più posti di blocco militari che semafori, un po’ di sicurezza “mukhabarat” ( dei servizi segreti siriani), qualche militare, l’occasionale “Shabiha”( la milizia filo-governativa siriana), tutti che vorrebbero, o non vorrebbero, fare gli amici con me – che guido verso i palazzi dell’élite fuori città – ma sembrano svogliati.

 “Ma come fate in Occidente, voi che siete i fautori della democrazia e della libertà, a  sostenere questa gente?” – chiede il mio amico –  “I vostri lettori lo sanno che Sua Maestà invia armi e denaro a queste persone?”

Sto per chiarire che Sua Maestà afferma di non dare armi affatto – ma la parola “afferma” è importantissima in Siria in questi giorni, come la teoria del complotto della storia.
“Il primo passo per smantellare l’Iran è smantellare la Siria – noi siamo isolati e 123 paesi sono contro di noi. Questa  è l’immagine che hanno fatto arrivare qui i paesi che si sono riuniti, i cosiddetti ‘Amici della Siria, dalla conferenza di Parigi.”

Comincio a pensare ai serbi e alla loro piena convinzione  che il mondo fosse contro di loro e che la loro innocenza era indiscutibile   Ma come nella vecchia Jugoslavia, basta camminare per le strade di Damasco per rendersi conto che la tempesta non si è ancora allontanata completamente.

Dietro le mura della vecchia caserma francese giù sotto piazza degli Omayyadi, il relitto del camion bomba bruciato questa settimana sta ancora sotto un albero avvizzito. Sarà stato fatto saltare per colpire la “caserma” semi-abbandonata che l’esercito siriano utilizza ancora o sarà stato un trucchetto  per gli ufficiali delle Nazioni Unite che alloggiano al Dama Rose Hotel dall’altra parte della strada?

Gli ultimi 100 osservatori militari stanno facendo i bagagli per il viaggio in macchina che li porterà all’aeroporto di Beirut mercoledì prossimo. Il fatto che partano da Beirut, piuttosto che dall’aeroporto di Damasco, la dice tutta. “Saremo defunti tra cinque giorni,” Ho sentito dire a uno degli ufficiali delle Nazioni Unite nella hall dell’albergo.

Parola divertente, “defunto”, come si dice in francese, per non dire morto.

Ma forse il camion bomba voleva che anche l’ONU saltasse in aria? Poco dopo l’esplosione, alcuni colpi sono stati sparati al terzo piano dell’hotel negli uffici delle  Nazioni Unite.  E ‘vero che una troupe televisiva siriana era già appostata all’ottavo piano, pronta a riprendere la bomba? E che le ambulanze sono arrivate entro tre minuti?

Le Nazioni Unite hanno cominciato a rendersi conto che i loro uomini sono sempre più in pericolo nelle province. A Aleppo, non si allontanano oltre un raggio di 30 miglia della città e da  mesi, i loro accompagnatori governativi non si avventurano al di là dell’ultimo punto di controllo governativo posto al limite della città. I ribelli sono ormai meno amichevoli con le Nazioni Unite, e molti osservatori internazionali, hanno visto combattenti stranieri infiltrati tra le fila dell’”Libero Esercito Siriano”.

La scorsa settimana – le Nazioni Unite non hanno dato il giusto risalto al fatto – che un uomo della sicurezza che lavorava per le Nazioni Unite, un ex agente di sicurezza del governo, è stato rapito, torturato e poi assassinato nei pressi della sua casa a nord di Damasco. Gli hanno trovato venti ferite da proiettile in corpo.

Gli uomini delle Nazioni Unite non parlano – raramente sono stati così poco loquaci – ma hanno contato i cadaveri di Artous,  25 km a ovest di Damasco, settanta corpi in tutto,  sunniti, buttati in una fossa comune, appena due settimane fa. Ammazzati, a quanto pare, dalla “Shabiha”.

Il FSA è stato  veramente sbattuto fuori dal centro di Damasco – le periferie di notte sono una cosa diversa – e solo pochi Damasceni sembrano credere che i ribelli armati stiano vincendo ad Aleppo.

“I cristiani  protestano,” un altro amico siriano mi dice : “L’Arcivescovo greco-cattolico di Aleppo ha appena lanciato un appello alle potenze occidentali per non inviare armi ai fondamentalisti. La chiesa cattolica siriana di Aleppo è stata bombardata.

Che si può fare davanti a questi fatti?   Il Governo siriano vuole veramente che le Nazioni Unite se ne vadano? “No!” grida il mio amico. “Vogliamo che la pressione delle Nazioni Unite qui si faccia sentire per spingere questa “gente  al dialogo”.

Il salafita ha detto al suo pubblico televisivo di oggi che i suoi nemici sono gli “alawiti [naturalmente, dato che  Bashar al-Assad è un alawita] , gli sciiti e i cristiani“.  

Ma è proprio così? Con la guerra in  televisione?  Questa è una conferma che quell’uomo non vivrà a lungo dopo  questa trasmissione.

E le Nazioni Unite stanno andandosene veramente. C’è l’idea di lasciare  un ufficio minuscolo a Damasco con un militare e un osservatore politico. Ma per il resto, i grandi occhi tristi di quegli asini delle Nazioni Unite si chiuderanno per il sonno mercoledì: è il fallimento di un’altra missione – e non sarà lasciato nemmeno un soldato internazionale per controllare quando scoppierà la tempesta.

Robert Fisk è un giornalista pluripremiato esperto in politica del Medio Oriente che vive a Beirut.

Fonte: http://www.independent.co.uk
Link: http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/damascus-a-deserted-city-a–deserting-un-and-a-storm-about-to-break-8057364.html
18.08.2012

18.08.2012

Scelto e Tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    Che schifo, vedremo se la NATO senza i soliti pretesti umanitari autorizzati dall’ONU fornirá il supporto aereo ai mercenari che stanno attaccando la Siria, questi mercenari stanno perdendo perchè sono un corpo estraneo alla Siria.

  • cassamc

    Allora devo dire che al momento in Siria c’è una confusione incredibile! Mio cognato è palestinese ed ha diversi zii in Siria con cui si sente periodicamente per sapere come stanno e come è la situazione laggiù. Essendo palestinesi non possono scappare perchè nessuno stato gli accetterebbe (naturalmente stiamo cercando di dargli una mano dall’Italia ma è comunque molto difficile). Chiariamo un pò di questioni: 1 punto A nessun Siriano piaceva e piace il regime di Assad, e quando dico “nessuno” intendo che il 99% è sempre stato contro il regime. 2 punto All’inizio della guerra i “ribelli” erano realmente la rappresentanza del popolo siriano.

    Poi qualcosa è cambiato…. Quello che mi ha detto mio cognato è che all’interno dei “ribelli” sono entrati a far parte mercenari ed armi dall’occidente, uniti a questi anche le fronde più estreme dell’Islam si sono unite a loro, e da lì è cominciato il delirio totale. La situazione in questo momento laggiù è che ci sono sempre più mini plotoni di “ribelli” che agiscono per conto proprio saccheggiando villaggi e uccidendo persone a prescindere, se sono con il regime o contro a nessuno interessa. Gli zii del mio cognato hanno assistito per loro sfortuna ad una sparatoria tra i “ribelli” , ho provato a chiedergli se sapeva il motivo per cui in quel caso combattevano tra di loro ma giustamente mi ha risposto che il caos li è tale che non c’è molto spazio per le domande e sopratutto se sei in mezzo ad una sparatoria davanti casa.

    Insomma in Siria stà crollando tutto e tutti e il caos e l’insicurezza ormai è ovunque. L’occidente sicuramente ha fomentato tutto ciò facendo della Siria un posto ormai senza leggi dove ormai regna il Caos.

  • cardisem

    Io non posso confermare o smentire se il 99 per cento dei siriani sia contro Assad. So che sono stato ad una manifestazione di siriani in Italia, dove però i manifestanti erano tutti a favore di Assad. Ma a parte questo, sulla base delle informazioni più attendibili che riesco ad avere, ragionandoci sopra, a me sembra di poter dire che il governo di Assad è il legittimo governo della Siria, magari in condizioni di difficile governabilità, ma pur sempre un governo legittimo. A fronte di questo vi è una chiara aggressione dall’esterno che non ha nessuna legittimità e che certamente non vuole il bene dei siriani. Ciò che si vuole è una frantumazione della Siria e lo stato di guerra di tutti contro tutti. In queste condizioni l’unica speranza possibile per la Siria è che il legittimo governo di Assad non venga sopraffatto e che Assad non faccia la fine barbara del “sodomizzato” Geddafi… Non credo che l’«Occidente» possa portare ed intenda portare nessuna “civiltà” o “umanità” in Sira e credo altresì che la responsabilità di quanto di tragico stia succedendo in Siria cada principalemente su Israele, come ispirato e come esecutore… Posso certamente sbagliarmi, e se me ne accorgerò niente e nessuno potrà impedirmi di ricredermi, ma al momento io vedo così le cose…. L’articolo di Fisk, di cui ho letto due libroni (raccolte dei suoi articoli), non mi sembra molto chiarificatore, ma mi sembra che alcune cose nel senso da me indicato le dica…

  • cardisem

    Spero che alcuni refusi del mio testo precedente non rendano incomprensibile il senso generale. Vorrei aggiungere circa il valore di “testimonianze” come quella sopra citata quanto succede per i terremoti. Chi ci si trova coinvolto può sapere al massimo i danni causati dal terremoto nel punto preciso in cui si trova, ma per avere una visione generale del terremoto bisogna osservarlo dall’alto ed avere una visione di insieme. Paradossalmente, chi non sta per nulla dentro il terremoto e ne è distante, ma riceve tutte le informazioni – attendibili e criticamente vagliate – che siano disponibile, può avere una visione complessiva del terremoto superiore a quella di un singolo testimone diretto… E con ciò non intendo per nulla screditare quanto scrive l’Utente da cui ho preso le mosse.

  • Valdez

    Se il 99% fosse stato contro il “regime” (ricordo che Assad e’ un presidente democraticamente eletto, piu’ di Bush o di Monti…) a quest’ora Assad sarebbe carne per i vermi. Invece sta ancora li. Con i paesi arabi e occidentali che riempiono di armi e mercenari i combattenti per la liberta’. Come me lo spieghi? Forse ai siriani sta bene cosi’?

    Non ho voglia di fare polemiche, ma che i ribelli erano realmente la rappresentanza del popolo siriano non mi risulta. Anzi, all’inizio ricordo che c’erano articoli sui giornali che parlavano di immagini di guerra civile a damasco e invece gente che viveva sul posto diceva di non saperne niente, anzi, che le targhe delle macchine non erano neanche del luogo. Forse qualcosa la trovi anche nell’archivio di CDC.

  • Valdez

    Edit: non sui giornali, ma nel web. I giornali il loro sporco lavoro lo hanno sempre fatto tutti.

  • yakoviev

    Ribadisco quello che ho detto altre volte: non è una lotta fra i sostenitori di un governo, di un presidente, e i sostenitori di un altro leader o di altre forze politiche. E’ una guerra fra civiltà e barbarie, tra principio dello stato e legge della jungla, tra cultura millenaria e demenza, fra vita e morte.

  • nuovaera89

    Ottima risposta, io ho ricevuto notizie di una piccola parte di oppositori del governo, non del 99 per cento!