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UN PIANO EPICO DEL FMI PER SCONGIURARE IL DEBITO E DETRONIZZARE I BANCHIERI

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DI AMBROSE EVANS.PRITCHARD
www.telegraph.co.uk

Allora esiste la bacchetta magica!

Un documento rivoluzionario emesso dal Fondo Monetario Internazionale afferma che si potrebbe eliminare il debito pubblico netto degli Stati Uniti in un colpo solo, e di conseguenza fare la stessa cosa per la Gran Bretagna, la Germania, l’Italia o il Giappone.
Il rapporto del FMI dice che il gioco di prestigio è quello di cambiare il nostro sistema che chiede alle banche private di creare il nostro denaro.

Si potrebbe tagliare il debito privato del 100 % del PIL, rilanciare la crescita, stabilizzare i prezzi e detronizzare i banchieri, tutto allo stesso tempo.Si potrebbe fare in modo pulito e indolore, per ordine legislativo, molto più rapidamente di quanto si possa immaginare. Il gioco di prestigio è quello di sostituire il nostro sistema di denaro creato da una banca privata – circa il 97% della massa monetaria – con un sistema di  stato che crea il suo denaro. Torniamo alla norma storica, prima che Carlo II mettesse in mani private il controllo della moneta con la legge inglese Free Coinage Act del 1666.
In particolare, questo consiste in un assalto alla “riserva frazionaria”. Se i creditori sono costretti a versare il 100% come riserva per i depositi, perdono l’esorbitante privilegio di creare denaro dal nulla.

La nazione riacquista il controllo sovrano sull’offerta di moneta. Non ci sono più banche coinvolte e nemmeno cicli con alti e bassi di credito. Il gioco di prestigio contabile farà il resto. Questo  è l’argomento.

Qualche lettore potrebbe già aver visto lo studio del FMI, di Jaromir Benes e Michael Kumhof, che è uscito nel mese di agosto e ha iniziato ad avere un codazzo di  cultori in tutto il mondo.

Si chiama  “The Chicago Plan Revisited” (1) e fa rivivere il primo schema proposto dai professori Henry Simons e Irving Fisher nel 1936 durante il fermento del pensiero creativo alla fine della Grande Depressione.

Irving Fisher aveva pensato che i cicli di credito portano ad una concentrazione malsana di ricchezza. Vide  con i propri occhi nel 1930 i creditori opprimere i poveri agricoltori, sequestrando la loro terra o comprandosela per un tozzo di pane.

Ma, alla fine, i contadini trovarono il modo di difendersi, mettendosi insieme  e  inventando le “Aste a un dollaro”, comprandosi a vicenda le loro proprietà e poi ricomprandosele. Qualsiasi estraneo che avesse cercato di fare offerte superiori sarebbe stato picchiato a sangue.

Benes e Kumhof sostengono che il trauma del ciclo del credito – causato dalla creazione di denaro da parte di privati – ha radici profonde nella storia e si trova già alla base della cancellazione del debito nelle religioni antiche della Mesopotamia e del Medio Oriente.

I cicli dei raccolti portarono a default sistemici, migliaia di anni fa, con la confisca dei beni a garanzia, e la concentrazione della ricchezza nelle mani dei creditori. Ma questi episodi non sono stati solo causati dal maltempo, come si è sempre detto, ma sono stati amplificati dagli effetti del credito.

Il legislatore, filosofo e poeta ateniese Solone mise in atto il primo Vero piano Chicago/New Deal, nel 599 a.C. per ridurre le sofferenze degli agricoltori provocate dagli oligarchi che beneficiavano dei vantaggi del conio della moneta privata. Cancellò tutti i debiti, restituì le terre confiscate dai creditori, fissò i prezzi delle materie prime (cose molto simili a quello che fece Franklin Roosevelt), e consapevolmente cominciò a coniare moneta emessa dallo stato “senza-debito”.

I Romani inviarono una delegazione per studiare le riforme di Solone 150 anni dopo e copiarono le sue idee, per creare il loro proprio sistema fiat money, poggiato sulla Aternia Lex del 454 aC.

Si tratta di una leggenda – innocentemente raccontata dal grande Adam Smith – sul denaro usato come mezzo di  scambio basato su materie prime o legato all’oro, che è stato sempre molto apprezzato, ma questa è un’altra storia, anche perché gli amanti del prezioso metallo spesso confondono le due questioni.

Studi antropologici dimostrano che la moneta come mezzo di scambio ebbe inizio nella notte dei tempi. Gli Spartani vietarono le monete d’oro e le sostituirono con dischi di ferro di poco valore intrinseco. Gli antichi Romani utilizzavano tavolette di bronzo. Il loro valore era stato interamente determinato dalla legge – una dottrina spiegata da Aristotele nella sua Etica – come il dollaro, l’euro o la sterlina di oggi.

Alcuni sostengono che Roma cominciò a perdere il suo spirito di solidarietà, quando permise ad una oligarchia di emettere privatamente monete a base di argento durante le guerre puniche ed il sistema di controllo scivolò dalle mani del Senato. Si potrebbe chiamare il sistema bancario ombra di Roma. L’evidenza suggerisce che poi divenne una macchina per l’accumulazione della ricchezza delle elites.

Un controllo sovrano, incontrastato o papale sulle valute continuò per tutto il Medioevo fino a quando l’Inghilterra ruppe i clichè nel 1666. Benes e Kumhof dicono che questo fu l’inizio dell’epoca delle bolle finanziarie.

Si potrebbe anche dire che questo aprì la strada alla rivoluzione agricola dell’Inghilterra del 18° secolo, alla rivoluzione industriale che seguì e al più grande balzo economico e tecnologico mai visto. Ma cavillare serve poco (N.d.T. anche perché l’autore è British).

Gli autori originali del Piano di Chicago dovevano fronteggiare la Grande Depressione e credevano di poter evitare il caos sociale causato dalle forti oscillazioni dei crolli e dei rialzi, senza bloccare il dinamismo economico.

Il benefico effetto collaterale delle loro proposte portò al passaggio dal debito pubblico ad un surplus nazionale, come per magia. “Perché le banche con il piano di Chicago devono prestare tutte le riserve delle loro tesorerie, e in questo modo il governo acquisirebbe un grande risparmio nei confronti delle banche. La nostra analisi rileva che il governo restò con un debito molto più basso, di fatto negativo, senza l’onere netto del debito. “

Il documento FMI dice che il totale delle passività del sistema finanziario degli Stati Uniti – incluso il sistema  bancario ombra – è circa al 200 % del PIL. La nuova regola sulle riserve sarebbe una manna e potrebbe servire ad un  “enorme buy-back del debito privato”, forse del 100 % del PIL.
Quindi Washington potrebbe emettere molto più denaro fiat, da non rimborsare, cosa che diverrebbe patrimonio netto della repubblica, non il suo debito.

La chiave del Piano di Chicago era la separazione tra “funzioni monetarie e creditizie” del sistema bancario. “La quantità di denaro e la quantità di credito diverrebbero completamente indipendenti l’una dall’altra.”

I finanziatori privati ​​non sarebbero più in grado di creare nuovi depositi “ex nihilo”. Il nuovo credito bancario dovrebbe essere finanziato solo da nuovi utili.

“Il controllo della crescita del credito sarebbe molto più semplice perché le banche non sarebbero più in grado, come lo sono oggi, di creare fondi propri, depositi, nell’atto di fare prestiti, un privilegio straordinario di cui non gode nessun altro tipo di business”, dichiara il documento del FMI.

“Piuttosto, le banche potrebbero diventare quello che molti erroneamente credono che siano oggi, degli intermediari puri che devono ricevere finanziamenti esterni, prima di essere in grado di fare prestiti.”

Per la prima volta la US Federal Reserve avrebbe un controllo reale sull’offerta di moneta, cosa che rende più facile gestire l’inflazione. Fu proprio per questo motivo che Milton Friedman chiese, nel 1967, che le riserve bancarie coprissero il 100 % dei prestiti. Anche gli operatori sul libero mercato implicitamente hanno chiesto un giro di vite sul denaro privato.

Il cambio può comportare un aumento del 10%, sulle spese economiche di lungo termine. “Nessuno di questi benefici servirà a diminuire le spese per la funzionalità di un sistema finanziario privato.”

Simons e Fisher volavano alla cieca nel 1930. Non disponevano dei moderni strumenti necessari per incrociare i numeri, quindi il team del FMI ora l’ha fatto per loro –  utilizzando il modello stocastico `DSGE’ ora di rigore nelle alte economie, amato e odiato in egual misura.

Il risultato è sorprendente. Simons e Fisher sottovalutarono le loro rivelazioni. Forse è possibile affrontare i capi della plutocrazia bancaria senza mettere in pericolo l’economia.

Benes e Kumhof fanno affermazioni di grande importanza, tanto che mi lasciano perplesso, ad essere onesti. I lettori che vogliono conoscere i dettagli tecnici possono farsi una propria opinione leggendo il loro testo riportato nella Nota (1).

Il duo del FMI ha dei sostenitori: il Professor Richard Werner dell’Università di Southampton – che ha coniato il termine quantitative easing (QE) nel 1990 – ha testimoniato alla Commissione britannica Vickers che il passaggio di emissione di denaro allo stato porterebbe ad un maggior benessere ed è stato sostenuto da una campagna del Gruppo di  Positive Money e dalla  New Economics Foundation.

Questa teoria ha anche forti critiche. Tim Congdon di International Monetary Research dice che le banche sono in un certo senso già costrette ad aumentare le riserve dalle norme UE, dalle regole di Basilea III e dalle varianti che coprono tutto d’oro nel Regno Unito. L’effetto è stato quello di soffocare i prestiti al settore privato.

Dice che è la ragione principale per cui l’economia mondiale rimane bloccata, quasi in crisi, e perché le banche centrali si trovano a dover ammortizzare lo shock con il QE.
“Se fosse adottato questo piano, ci sarebbero devastazioni nei profitti bancari e causerebbe un enorme disastro deflazionistico. Dovrebbero fare un “QE al quadrato”’ per compensare il danno.

Il risultato sarebbe un enorme cambiamento nei bilanci delle banche che non darebbero più prestiti privati per i titoli di Stato. Questo è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma quello era un costo anomalo per sconfiggere il fascismo.

Per fare questo in modo permanente in tempo di pace ci sarebbe quello da cambiare il carattere del capitalismo occidentale. “La gente non sarebbe in grado di ottenere denaro dalle banche. Ci sarebbe un danno enorme per l’efficienza dell’economia”.

Probabilmente, soffocherebbe la libertà e metterebbe sul trono uno stato Leviatano. Alla lunga potrebbe essere ancora più spiacevole di un dominio dei banchieri.

Personalmente, io sono molto lontano dal raggiungere una conclusione in questo straordinario dibattito. Lasciamo correre, e aspettiamo che si litighi fino a quando non si saranno chiariti questi concetti.

Una cosa è certa. La City di Londra avrà una grande difficoltà a conservare i suoi privilegi se una qualsiasi delle varianti del Piano di Chicago dovesse cominciare ad avere un sostegno abbastanza ampio.

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: http://www.telegraph.co.uk
Link : http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/9623863/IMFs-epic-plan-to-conjure-away-debt-and-dethrone-bankers.html
21.10.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Note :

  1. http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2012/wp12202.pdf

Pubblicato da Bosque Primario

  • Primadellesabbie

    Quando mai avremo un giornalismo cosí? E si tratta del Telegraph:

    ” Personalmente, io sono molto lontano dal raggiungere una conclusione in questo straordinario dibattito. Lasciamo correre, e aspettiamo che si litighi fino a quando non si saranno chiariti questi concetti. “

  • Lif

    Va bene. Fanno la magia e spariscono i debiti pubblici (di tutti?). A questo punto, l’esperimento greco a cosa è servito? Vediamo se qualcuno risponde onestamente e ne ricava le debite conseguenze.

  • Ercole

    NESSUNA ILLUSIONE,nel capitalismo monopolistico, i debiti degli stati si azzerano dopo una guerra mondiale, o una rivoluzione,restiamo con i piedi per terra, il capitalismo non prevede il mutuo soccorso, si nutre delle disgrazie altrui, e non fa sconti a nessuno.

  • Tanita

    Ma quante volte ancora si dovrá dire, spiegare, far capire che questo schema del debito, la struttura dell’Euro, le banche centrali private e la BCE, FED, ecc., sono tutti elementi di un’architettura che ha per scopo il saccheggio della ricchezza dei popoli e degli Stati e il cammino verso un totalitarismo controllato da un’oligarchia di bankster i cui nomi sono stranoti?
    Che senso ha parlare di ció che “potrebbe” essere quando ció che é in atto sono crimini contro i popoli, quasi direi crimini contro l’Umanitá?

  • Mondart

    Siamo sempre lì: la “testa del sistema” coincide con i Mercanti o è “altra” ? Sono gli Architetti a servirsi dei Mercanti quale volano storico-sociale, o è il contrario ? Siamo prossimi ad un divorzio di questa (storicamente assai ben solida) “strana coppia” ?? … Ai posteri l’ ardua sentenza.

  • Mondart

    Tanita, neanche questo è del tutto vero, in quanto un simile sistema, esteso a sistema globale, semplicemente non potrebbe reggersi sulla lunga distanza. Per questo fin qui si è optato per la “ciclicità sistemica” … bisogna vedere se quella attuale è semplicemente l’ ennesima fase del solito ciclo, o se hanno veramente in testa un diverso ( e POSSIBILISSIMO ) modello di sviluppo. Quello che stanno facendo infatti è interpretabile in entrambi i sensi … vedrùm.

  • Giovina

    Togli pure il “Quasi” cara Tanita.

  • stefanodandrea

    Questo sistema di riserva frazionaria al 100% mi sta pure bene ma dobbiamo sapere:
    a) che i cittadini dotati di risparmio dovrebbero pagare i custodi del denaro (le banche), perché se le banche non potessero prestare il risparmio altrui, non si capisce per quale ragione dovrebbero spendere denaro per pagare immobili, personale e riscaldamento e carte e computers per fornire gratuitamente un servizio di custodia. Se parcheggi la macchina in un posteggio paghi e varrebbe anche per il denaro;
    b) il credito privato continuerebbe ad esistere. Le banche presterebbero capitali propri; e avremmo molti cittadini che presterebbero denaro;
    c) i prestiti sarebero minori e a più alto tasso di interesse (un conto è che presti denaro altrui più volte, un conto è che lo presti una volta sola (e il tuo);
    d) che il denaro verrebbe convogliato o immesso nel sistema dallo stato e quindi avremmo una economia pubblica maggiore (a me sta molto bene);
    e) avremmo più strade, più scuole, più industrie pubbliche, più servizi, maggiore stabilità economica, non avremmo bolle; ma…
    f) avremmo molti meno beni di consumo. Molti ma molti di meno. meno ristoranti, meno locali, meno bar, meno palestre, ec soì via e a me sta benissimo, probabilmente molta meno pubblicità.
    Il sistema sarebbe, essenzialmente, socialista – qualcosa di intermedio tra il nostro sistema negli anni 60 e l’Unione sovietica del tempo, pur ammettendo la proprietà dei mezzi di produzione.
    Io sottoscrivo questo programma ma mi sembra sospetto che sia voluto dal FMI (al più si tratterà del centro studi).
    E voi?

  • albsorio

    È abbastanza chiaro che c’è un conto da pagare (debito pubblico), creato con la frode del signoraggio primario, ora per gentile concessione dicono che si potrebbe cancellare (anche perchè obbittivamente inesigibile). Quello che conta per il futuro è che la moneta sia del popolo e venga emessa senza debito, poi bisogna eliminare la riserva frazionaria, i cialtroni dell’1% non si devono preoccupare loro continueranno a non lavorare, semplicemente passeranno da “prenditori” maghi della finanza a imprenditori.

  • Mondart

    Personalmente la ritengo, come ho già detto sotto gli altri articoli sullo stesso tenore, semplicemente l’ applicazione della “tattica di fase” ora necessaria ed imprescindibile: non si può aspirare oltre dal corpo sociale, quindi l’ impalcatura-debito deve in qualche modo crollare ( se non con una rivoluzione, per semplice decreto, dov’è il problema ? )

    In un sistema ciclico, quel che ieri era eresia oggi diventa necessità, ma non per questo lo sarà domani … sono dei gran furbacchioni, questi Mercanti.

  • Mondart

    Personalmente la ritengo, come ho già detto sotto gli altri articoli sullo stesso tenore, semplicemente l’ applicazione della “tattica di fase” ora necessaria ed imprescindibile: non si può aspirare oltre dal corpo sociale, quindi l’ impalcatura-debito deve in qualche modo crollare ( se non con una rivoluzione, per semplice decreto, dov’è il problema ? )

    In un sistema ciclico, quel che ieri era eresia oggi diventa necessità, ma non per questo lo sarà domani … sono dei gran furbacchioni, questi Mercanti.

  • stefanodandrea

    Mondart, però se le cose stessero come dici tu, e non lo escludo, potremmo approfittarne. Tra l’altro, ciò che è scritto in questo articolo cozza un po’ con ciò che è scritto negli articoli citati nel post da GZ. O forse non contrasta? In effetti ci devo pensare

  • ROE

    L’unico modo per riportare il denaro alle sue funzioni naturali di misura del valore, mezzo di scambio e riserva di valore è l’abolizione del corso legale. E l’unico modo per iniziare a ridistribuire equamente la ricchezza è l’adozione di una moneta del lavoro con limite massimo di emissione da assegnare in parti uguali a tutti gli abitanti del pianeta (www.dhana.org).

  • ericvonmaan

    Serve esattamente a sfruttare, a vantaggio delle oligarchie, il potere che deriva dal sistema della moneta privata e del debito pubblico, che è quello di condizionare le politiche dei governi, ridurli alla fame e costringerli a svendere tutti i “beni di famiglia” per pagare questo fantomatico debito. Quando in Grecia non ci sarà più nessun bene statale da privatizzare, la alsceranno andare. A questo serve il debito pubblico.

  • Mondart

    E questa è la metà sulla quale ti dò ragione.

  • sandropascucci

    ##

    IL SIGNORAGGIO,

    ossia il POTERE di creare moneta dal nulla che la BANCA CENTRALE(*) ha avuto in dono dai CAMERIERI POLITICI.

    Senza SOVRANITA’ MONETARIA da parte dello STATO è IL GRASSO BANKIERE che gode dell’AGGIO DI CREARE MONETA, indebitando tutta la popolazione.

    Il DEBITO PUBBLICO è una delle conseguenze della mancanza di SOVRANITA’ MONETARIA.

    Studiate il SIGNORAGGIO bancario e scoprirete il perché la gente non è felice.

    Ne’ mai lo sarà.

    ———————————
    *e quindi le BANCHE COMMERCIALI, con la “riserva frazionaria”

    http://forum.primit.it
    http://www.primit.it
    http://www.signoraggio.com

    ##

  • Mondart

    Beh, i modi per rilanciare ( economia, ciclo storico, ripresa sociale ecc. ) possono essere diversi, e in questo una soluzione Keynesiana ( riserva al 100% in pratica equivale ad una non più fattibile riserva aurea ) non differisce sostanzialmente dalla Fiat Money “regolamentata” ( l’ MMT di Barnard altro non è che una fiat money regolamentata sull’ effettiva potenzialità produttiva ). Questo per quanto concerne l’ aspetto prettamente monetario che, essendo pura convenzione, dipenderà solo ed esclusivamente dai LIMITATORI ad esso posti, limitatori scientemente aboliti dal liberismo -soprattutto finanziario- attualmente adottato ( ma ritengo che ciò sia stato fatto per motivi “altri” da quelli puramente economici ).

    Per quanto concerne il sistema-debito, esso può essere cancellato o “ritrattato” ( come avvenuto in Argentina, per esempio, senza creazione di eccessiva iper-inflazione improvvisa ) … ma NESSUNA delle due cose basterebbe a garantire una ripresa della sovranità ormai delegata ( questo il vero motivo, ritengo, delle politiche finanziarie fin qui tenute ), ipotesi peraltro vista come il fumo negli occhi dalla dominanza attuale.

    Se entrambe queste ipotesi vengono ora ventilate dagli stessi organi di dominio, è ovvio che si tratta di una strategia che, lungi dal puntare ad un ritorno alle “obsolete” sovranità nazionali, mira ad altro. Il fatto è che, in questa fase, intenzioni positive “in assoluto” vanno a coincidere con intenzioni pragmatiche “di fase”, per cui diventa difficile capire se davvero si punti con queste proposte a debellare il sempiterno ciclo del “millantato credito privato” ( è una definizione più calzante ), o semplicemente a farne partire uno nuovo tout-court.

    Saranno i prossimi sviluppi a dircelo: se si punterà ad aumentare ancora le contraddizioni ( una nuova Weimar, per intenderci ) è chiaro che si vada a cercare il conflitto bellico, del resto già ben geopoliticamente preparato, e quindi una semplice ripresa dei vecchi schemi; se davvero invece ritengono già giunta a sufficiente punto la pianificazione sociale conseguita di “decrescita occidentale” ( scusa ma io non riesco a pensare che non ci sia una precisa concertazione in tutto ciò ) allora l’ ipotesi “socialista sui generis” qui suggerita e da te (e anche da me, in questo mi associo) auspicata, potrebbe davvero garantire un limitatore interno sufficiente al potere conseguibile, senza necessità del reiterarsi del controllo ciclico-monetario.

    E saremmo allora nell’ ipotesi migliore di quel controllo “illuminato” che, portando ad un livello esterno alle nazioni la concertazione organizzativa e legislativa, può lasciare ad esse una relativa “sovranità di ritorno” ( economica almeno, se non pienamente politica ), senza timore di perdere su di esse il livello di controllo ormai conseguito.

    Infine: riuscirà il lupo a perdere il vizio, oltre che il pelo ? ( Ossia riuscirà la classe mercantile a rinunciare ai suoi intrallazzi fin qui socialmente premiati, e accontentarsi di gestire “oculatamente” il potere fin qui conseguito ? Questo il grande quid ).

  • Mondart

    PS: e infatti con un perfetto lapsus freudiano, avevo letto “edipico” al posto di “piano epico”: in effetti si tratterebbe davvero per il FMI di uccidere il padre che l’ha messo al mondo. Saranno capaci di tanto ? Sarebbero capaci gli attuali mercanti di auto-regolamentarsi fino a tanto ? Ecco che torna, legittimamente, la mia domanda: “chi comanda qui dentro ?”

  • AlbertoConti

    Da quello che ho intuito si tratta più o meno della mia idea. La cosa non mi lusinga affatto, al contrario m’insospettisce molto sapere che quest’idea nasce in ambito FMI. Se non c’è già sotto la fregatura stiamo certi che è allo studio pure quella. Ovvero come bruciare il miglior candidato a sostituire Bretton Woods.

  • AlbertoConti

    Comunque un paio di conseguenze vanno dette. 1) con questo sistema sparisce l’effetto leva e tutto il circo delle scommesse ne esce drasticamente ridimensionato, il che significa spurgare la finanza di gran parte del marciume accumulato 2) il sistema bancario unico mondiale, che è già realtà da un bel pezzo, deve per forza di logica essere statalizzato. Corollario: gli Stati sono costretti a confederarsi. E a questo punto il vero federalismo può decollare: va bene il principio di sussidiarietà, purchè depurato da trucchi, imposture e inganni che abbiamo visto nel contesto della europeizzazione (fraudolenta e peraltro fallita), ma ancor più importante è il principio del rispetto a due livelli, non gerarchici ma complementari. Quello locale e quello sistemico (globale).

  • Mondart

    Eh, come dicevo a Stefano d’ Andrea: può essere che la sovranità monetaria tolta venga restituita alle “nazioni” ormai politicamente depotenziate e private di ogni altra sovranità, non tanto per tornare al modello ormai “obsoleto”, ma per consolidare apertamente quanto potenzialmente già raggiunto sott’ acqua con metodi certamente “Cavouriani” per non dire poco ortodossi …

    In fondo risponderebbe perfettamente all’ assunto del “pensa globale e agisci locale”, e tutto il disegno comincerebbe ad assumere una sua più logica intelligibilità …

  • AlbertoConti

    Se l’ho capita giusta mi sembra una visione real-pessimistica. Certo, qualsiasi struttura per quanto coerente e sensata può essere utilizzata nel peggiore dei modi, per ottenere esiti opposti a quelli virtuosi che l’hanno ispirata. Basti pensare alla nostra Costituzione mai realizzata e cosa non si è fatto sotto il suo ombrello. Proviamo invece a immaginare una sovranità monetaria locale che responsabilizzi un paese e liberi le sue migliori risorse, all’interno di un sistema-mondo che lo rispetti integrandolo in esso ove vige il principio della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale, nella stessa misura in cui il paese la rispetti. Siamo molto sul teorico-generico, e ancora troppo sfumato, lo so. Ma dal punto di vista monetario non vedo altra via per conciliare una confederazione di monete locali, ognuna delle quali rappresenti la realtà economica del proprio paese e una logica equilibrata degli interscambi commerciali. Ognuno ha i suoi “fondamentali” e il tipo di stabilità monetaria che più gli si confà, senza rinunciare all’appartenenza ad una moneta unica dalle mille sfaccettature (cambi flessibili), senza però che i big possano fare dumping finanziario ai danni di altri.

  • Thelonious

    c’è una cosa che mi lascia perplesso:il piano sostanzialmente prevede,oltra al ripristino della sovranità monetaria,anche l’abolizione della riserva frazionaria,cioè riserva per la banche al 100%.

    In questo modo,come dice anche l’autore dell’articolo,questa proposta si espone facilmente alle critiche di chi dice che in questo modo le banche presteranno molti soldi in meno di prima,con ricaduta in negativo sull’economia.

    Ci vogliono convincere che se si aboliscono i privilegi e i profitti dei banchieri,anche l’economia va a puttane.
    Infatti:

    “Se fosse adottato questo piano, ci sarebbero devastazioni nei profitti bancari e causerebbe un enorme disastro deflazionistico. Dovrebbero fare un “QE al quadrato”’per compensare il danno. ”

    “La gente non sarebbe in grado di ottenere denaro dalle banche. Ci sarebbe un danno enorme per l’efficienza dell’economia”.

    Probabilmente, soffocherebbe la libertà e metterebbe sul trono uno stato Leviatano. Alla lunga potrebbe essere ancora più spiacevole di un dominio dei banchieri. ” ”

    E’ un trucco. Perchè se si ritiene che l’espansione del credito sia necessaria al buon funzionamento dell’economia,questa funzione potrebbero benissimo svolgerla delle banche pubbliche.
    Sarebbe lo stato allora a creare moneta ex-nihilo e a prestarla a tassi bassissimi,se non a tasso zero.
    Anzi,è la conseguenza diretta di questo ” piano “,perchè se lo Stato stampa fiat money è ovvio che può anche prestarlo,chissenefrega se le banche non prestano più?
    Questo non viene detto,ed è una cosa banalissima.

    Si fa finta di non capire che quello che fanno attualmente le banche private,lo può benissimo fare lo Stato.
    Allora per me si tratta di una finta alternativa…ti dicono:se vuoi un economia florida,devi concedere il privilegio ai banchieri di creare moneta dal nulla ( e quindi poterla prestare,anche allo Stato) ,se invece vuoi togliere questi privilegi ai banchieri,preparati ad una crisi deflazionistica.

    No,no,la cosa non mi convince per niente. Mi sembra una versione più raffinata del vecchio trucco: ” se lo Stato stampasse moneta,si finirebbe come in Zimbabwe,con l’inflazione al 2000% .”

    Alla fine ti diranno: ” vedete? Era meglio prima. ”
    Come dire che il banchiere privato è insostituibile,perchè ha un ruolo sociale che può svolgere solo lui.

    Per me questo è uno specchietto per le allodole grande quanto il telescopio Hubble.

  • mincuo

    Come sempre il commento del giornalista e il paper, conosciuto, sono due cose diverse. Ma tanto….poteva dire qualunque cosa, è uguale.

  • mincuo

    Non sparisce leva. Separano le funzioni di creazione di moneta da credito, che resta privato, ma emette titoli di debito solo su BC e non controparti. La moneta è un asset ed è statale. Man mano i depositi sono backed 100%. E’ simile a quel che avevo messo io nel forum su moneta. Ma la leva non sparisce, sarebbe una follia poi.

  • Mondart

    No, non è real-pessimistica, anzi un tale sviluppo mi starebbe anche molto bene. Da tempo sono dell’ idea che il sistema si auto-rigenera e andrà nella sua direzione indipendentemente da noi, anche se “attraverso” noi, e cerco solo di intravedere tale direzione, che poi è l’ unica cosa che ci sia concesso fare.

  • AlbertoConti

    Ti spiace essere più chiaro quando dici ” ma emette titoli di debito solo su BC e non controparti.”? Forse qui sta l’inghippo. Sarebbe anche bene intendersi sul significato generale di “effetto leva”, con qualche semplice esempio. Poi vediamo dove sta la follia.