UN LUTTO VERAMENTE GRANDE PER NOI

DI GIANFRANCO LA GRASSA
conflittiestrategie.it

So adesso della morte di Costanzo Preve avvenuta questa mattina. L’avevo sentito al telefono un paio di settimane fa all’incirca; non certo bene, ma comunque senza che ne avessi una sensazione di precipitazione degli eventi. Sono riuscito infine a parlare con la moglie, ma non ho voluto insistere nei particolari per ovvii motivi. Purtroppo ancora un incidente, una caduta disatrosa e poi, insomma, condizioni generali per cui il cuore non ha retto. E’ passato dal sonno a quello più lungo e sempre eguale a se stesso. Non ho gran che voglia di scrivere molto al momento. Circa 40 anni di conoscenza con non so quanti eventi in comune: culturali, politici, di frequentazione di tipo famigliare, ecc.

A seguito, “IN MEMORIA DI COSTANZO PREVE”, EUGENIO ORSO; “IN MEMORIA DI PREVE”, DIEGO FUSARO, (lospiffero.com)Non mi metto, scusatemi, a biascicare la solita retorica del cameratismo, della lotta comune, degli ideali coltivati insieme (e delusi) ecc. ecc. Dico solo che sempre più odio il tempo che tutto corrode e guasta. Sono rimasto perplesso nel leggere in facebook alcune litanie con in mezzo il solito Dio che lo dovrebbe accogliere, ecc. Non ho nulla contro i credenti, mai avuto nulla; tuttavia, non ho mai conosciuto Preve in quanto credente (se non nell’Uomo, credenza su cui non eravamo d’accordo, ma è altra cosa). In ogni caso, non mi sento di onorarlo augurandogli di essere ricevuto in chissà quali luoghi misteriosi.

Il mio augurio sincero è che il Nulla lo avvolga come tutti noi, che egli divenga appunto polvere che si mischia ad altra polvere. E che invece restino i suoi pensieri, i suoi scritti; e che chi l’ha conosciuto ne porti in serbo il ricordo e, se può, lo tramandi. Il ricordo, quando è positivo e financo bello, in fondo duole sempre; e l’idea che mai più si rivedrà una persona con cui si è discusso, riso, mangiato e bevuto, litigato e poi rappacificato, ecc. provoca un senso di straniamento e di vera inutilità e mancanza di senso di questa nostra esistenza, che non ha nulla di essenziale e non risponde ad alcuna finalità conosciuta e non soltanto fantasticata.

Non amo consolazione alcuna: l’amico morto non vede né sente più nulla e nessuno lo rivedrà più se non nella memoria, cioè in una “non esistenza”. Non c’è nessuno che lo accolga da qualche altra parte, non c’è altro luogo in cui si riposerà e non patirà più affanni. Resta solo ciò che può averci insegnato e nemmeno sappiamo oggi quanto questo insegnamento durerà, se fruttificherà o inaridirà. L’unica certezza è che passerà poco tempo (un “istante” per me, appena “qualche secondo” in più per i “ragazzi” che lo conoscevano) e poi, uno alla volta, andremo a mischiarci anche noi alla polvere o alle onde della Terra (che durerà certo molto più a lungo, ma anch’essa farà una “brutta fine”). Mi dispiace, ma non mi sento di avere pensieri consolatori, mi hanno sempre irritato e ho sempre fatto disperare il mio padre confessore fin da piccolo (pur essendo battezzato, comunicato, cresimato). In ogni caso, ricorderò sempre Costanzo, fa parte integrante della mia vita per una buona metà (e più) del suo percorso; e mi crea come sempre un profondo affanno il pensiero: non ho più possibilità di vederlo (e nemmeno di telefonargli).

Comunque anche questo affanno alla fine non sarà più perché non esisterà più il suo portatore. E questo è tutto, non so dire altro.

Gianfranco La Grassa
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/un-lutto-veramente-grande-per-noi
23.11.2013

LEGGI ANCHE: COSTANZO PREVE, UN BORGHESE OTTOMANO

22 Commenti
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totalrec
totalrec
23 Novembre 2013 15:25

Io lo conoscevo solo tramite i suoi scritti ed è anche per me un lutto enorme. Preve e La Grassa, per quanto spesso in disaccordo e in aperta lite, sono due intellettuali veri, di quelli rari come le mosche bianche, tra i pochissimi capaci ancora di esporre idee degne di questo nome, cioè degne di ricevere lettura. Mi dispiace tantissimo, sono desolato, non so che dire.

(GF)

nigel
nigel
23 Novembre 2013 15:59

Ho perso recentemente anch’io un amico fraterno e duole vedere come l’articolo riesca ad emanare gelo, disperazione e sensazione di inutilità del tutto, persino della stessa esistenza di Preve, tanto caro a La Grassa. Seneca, a proposito della morte – traguardo che si raggiunge spesso dopo inenarrabili sofferenze – scrive “… torneremo nella pace in cui eravamo immersi prima di nascere..”. E infatti, guardando le immagini di orrori realizzatisi PRIMA della nostra nascita, è opportuno chiedersi: dov’ero, io, allora? Qualcuno o qualcosa poteva farmi del male? Potevo temere qualcosa o qualcuno? NON ero – almeno come corpo mortale – e non potevo soffrire. Con che animo, dopo una giornata faticosa, carica di sofferenza, ci accingiamo a riposare? Io personalmente con immenso sollievo, augurandomi che il mattino giunga il più tardi possibile. Noi non piangiamo perciò la sorte di Preve, del resto comune a noi tutti: piangiamo noi stessi, privati di Preve, che dovremmo imparare ad amare in modo diverso, sentendolo dentro di noi, anche se la memoria è dolore, ed è indubbiamente meno doloroso dimenticare. E riguardo all’aspetto metafisico del destino umano, pur non essendo credente sensu strictu, ho la sensazione (che era anche di Seneca) di un SENSO che… Leggi tutto »

yakoviev
yakoviev
23 Novembre 2013 16:12

Dispiace il fatto che sia morto uno che ho sempre considerato una persona a posto, intellettualmente onesto e, malgrado molti e malgrado forse anche lu stesso, un compagno nel senso politico e umano del termine, e soprattutto dispiace il fatto che non potrò più ascoltarlo nè leggere ulteriori suoi scritti e interventi, cosa che ho sempre fatto con grandissimo interesse e giovamento.

Ercole
Ercole
23 Novembre 2013 16:46

Che dire uno dei tanti ” intellettuali comunisti”in cui ha aderito a una molteplice di gruppi politici che a chiacchere si richiamavano al Marxismo ma in realtà erano solo degli opportunisti borghesi ,peccato che non ci abbia capito nulla pure il” FILOSOFO PREVE” ennesima perla di opportunismo che non ha fatto avanzare di un centimetro la lotta di classe, con buona pace di chi lo rimpiange….

Tao
Tao
23 Novembre 2013 17:17

Riceviamo e volentieri pubblichiamo DI EUGENIO ORSO Questa mattina avevo intenzione di scrivere un post dal titolo “Un’altra Europa non è possibile”, per smentire tutti coloro che ammettano la negatività dell’euro e delle “istituzioni unioniste”, puntelli della dittatura europoide, ma credono che “un’altra Europa sia possibile”, buona, giusta, democratica, e farneticano sulla possibilità futura dei cosiddetti stati uniti d’Europa. Purtroppo, a metà mattinata mi ha telefonato l’amico Luigi Tedeschi, di Roma, per comunicarmi una triste notizia. La morte del filosofo Costanzo Preve, da qualche tempo gravemente malato, sottoposto a chemioterapia e ormai quasi allettato. Classe 1943, di padre piemontese e di madre greco-armena, laurea in filosofia alla Sorbona di Parigi, studi di ellenistica ad Atene e laurea in scienze politiche all’università di Torino, dove viveva e dove ha insegnato nei licei, Costanzo ha rappresentato, in particolare dal 1999 in poi, una delle rare voci critiche, libere e autenticamente anticapitaliste nate nel mondo marxiano e marxista europeo-mediterraneo. Silenziato dai media, costretto, in Italia, a pubblicare le sue opere con piccole case editrici, accusato talora di rosso-brunismo dalle piccole tacche postcomuniste della pseudocultura asservita al nuovo capitalismo, Costanzo, come tutte le grandi personalità – nel nostro paese, ad esempio, Antonio Gramsci –… Leggi tutto »

Georgejefferson
Utente CDC
23 Novembre 2013 18:01

CONDOGLIANZE DI CUORE

Tao
Tao
23 Novembre 2013 18:39

DI DIEGO FUSARO lospiffero.com È scomparso il 23 novembre il filosofo Costanzo Preve. La sua notorietà era inversamente proporzionale alla sua statura intellettuale. Pochi (o comunque non abbastanza), anche tra gli addetti ai lavori, conoscevano il suo nome, il suo pensiero, le sue numerosissime opere. Dopo aver studiato in Francia sotto la guida di Hyppolite, Preve ha vissuto a Torino: città alle cui logiche si è sempre sentito estraneo, vivendo, di fatto, come uno straniero in patria.   La città, probabilmente, non tributerà il degno ricordo al filosofo. Ed è anche per questo che ho deciso di ricordarlo io in questa sede. È per me un dovere, anche se mi costa molta sofferenza. È un dovere perché Costanzo è stato il mio maestro a Torino e perché vi era una profonda amicizia che mi legava a lui fin dal 2007. Non è facile parlarne, come sempre accade quando scompare una persona a noi vicina, a cui volevamo autenticamente bene. Con Costanzo, se ne va anche un pezzo – e non secondario – della mia vita e del mio legame con la città di Torino.    Ricordo quando lo conobbi: in una gelida serata del gennaio del 2007, al bar Trianon,… Leggi tutto »

Truman
Staff CDC
23 Novembre 2013 18:39

Nei forum altri commenti:
Morto Costanzo Preve?

Black_Jack
Black_Jack
23 Novembre 2013 20:01

È vero, il senso c’è m esisterá davvero solo se lo troveremo insieme come comunità.
L’affetto e l’amicizia sono le molecole del senso e unendole insime tutti noi lo renderemo vivo e reale.

biancorosso
biancorosso
23 Novembre 2013 21:06

MI DISPIACE TANTO…

eresiarca
eresiarca
23 Novembre 2013 22:04

Con la “lotta di classe” ci possiamo tranquillamente sciacquarci le palle.

Ercole
Ercole
23 Novembre 2013 23:39

A ciascuno il suo mestiere ,io resto internazionalista .Tu continua a fare la cosa che ti riesce meglio: il reggicoda della borghesia assieme ai suoi servi.

eresiarca
eresiarca
24 Novembre 2013 10:09

E tu cosa sei bravo a reggere? Ah, sì, le tue pallette in mano mentre te le sciacqui con la “lotta di classe”.

eresiarca
eresiarca
24 Novembre 2013 10:12

Di fronte al lutto, ognuno (tanto più un amico) ha il sacrosanto diritto di prenderla come vuole. Tuttavia questo commento di La Grassa è davvero “disperante”… Atteggiarsi in questo modo di fronte al mistero della morte è da disperati (filosoficamente parlando). L’alternativa non sarà una qualche favola “consolatoria”, ma da qui a non vedere nulla in fondo al tunnel ce ne corre…

AlbertoConti
AlbertoConti
24 Novembre 2013 12:03

Caro Diego, hai avuto un grande maestro, e si vede. Fa che il tuo dolore do oggi diventi la tua forza e la tua guida di domani e per sempre, come solo la filosofia può fare.

AlbertoConti
AlbertoConti
24 Novembre 2013 12:22

Se muore la filosofia muore l’uomo. Preve ci dimostra con la sua eperienza terrena che abbiamo ancora una chanche.

totalrec
totalrec
24 Novembre 2013 13:17

A ciascuno il suo mestiere ,io resto internazionalista .

Tu resti un analfabeta, incapace di usare tanto la punteggiatura quanto i pronomi relativi, mentre Preve resta il grande intellettuale che è stato. E’ impossibile per un analfabeta rendersi conto di ciò che abbiamo perso con la scomparsa di Preve: l’impegno dell’analfabeta è tutto rivolto a sputazzare su persone (meglio se defunte, non si sa mai che si facciano vive per rispondergli come merita) i cui scritti non sarebbe neppure in grado di leggere. L’unica consolazione è che nella famosa “lotta di classe” gli analfabeti come te abbiano fatto la fine che meritavano (schiacciati come scarafaggi e tornati definitivamente alle loro zappe). Sarebbe bello poter dire che la lotta l’hanno invece vinta gli ottimi borghesi come Preve; purtroppo è evidente a tutti che nemmeno questo è vero.

(GF)

alvise
alvise
24 Novembre 2013 21:51

Non voglio entrare nella vostra diatriba, salvo sottolineare un atteggiamento di bassa onestà intellettuale, e cioè soffermarsi e contestare chi, ammesso e non concesso, usi male la punteggiatura o i pronomi, o la grammatica in generale.Gli Egizi si esprimevano con i geroglifici, eppure hanno avuto ingegneri che hanno costruito quello che sappiamo.Chi usa questi argomenti per denigrare una persona, non si ritenga superiore solo perchè sa usare bene i pronomi e la punteggiatura. Temistocle disse agli Ateniesi: “io non suono la cetra ma farò un grande stato di una piccola città”

Primadellesabbie
Primadellesabbie
24 Novembre 2013 23:10

“…Gli Egizi si esprimevano con i geroglifici, eppure hanno avuto ingegneri…”

Alvise non posso pensare che tu non abbia mai sentito parlare della complessità dei geroglifici, che, tra l’altro consentono di esprimersi contemporaneamente su piani diversi.

Per ottenere qualcosa di simile, in modo più primitivo, Dante e i suoi amici hanno dovuto mettere a punto e usare una quantità di termini in codice.

Ercole
Ercole
24 Novembre 2013 23:25

I “filosofi” sono morti con la undicesima tesi diFuerbach :loro il mondo lo hanno solo interpretato ,ora si tratta di cambiarlo .Si chiama materialismo storico è dialettico questo fa tremare la borghesia è non le ideologie alla moda . LE VIRGOLE ,I PUNTI I PRONOMI, LA GRAMMATICA ,ECC.. ECC.. la lasciamo volentieri ai cialtroni che non hanno nulla da spartire con la causa rivoluzionaria è che sono già stati spazzati via dalla storia anche se nel pollaio riescono a catalizzare quelli come te che li sponsorizzano vivendo di chiacchere è fanno la vita comoda alle vostre spalle a differenza di noi operai che ci tirano il culo nelle fabbriche ,che tu neppure conosci e parli da piccolo borghese seduto sulla scirvania .

alvise
alvise
25 Novembre 2013 23:55

Hai ragione, ma il mio esempio era per specificare che nei geroglifici non c’erano verbi, grammatica, pronomi, punteggiatura.Se poi ti riferivi alla stele di rosetta, la chiave per decifrare i geroglifici, certo che conosco la complessità di quella scrittura.Tanti anni fa, pur non condividendone la politica, andai a sentir parlare Pannella perchè come personaggio lo ritengo “curioso”.Una frase mi colpì, quando disse “la persona capace, la persona che sa, non deve portare la stella luccicante per farsi riconoscere, la persona che sa, sa, e non deve dimostare niente”. Forse non è la frase esatta, ma il concetto è questo, e questa frase me la ricoderò sempre, perchè secondo me è vera, e quindi far pesare ad altri quanto uno sia sgrammaticato o ignorante nei verbi ecc, mi fanno pensare a quella meschina stella luccicante, quindi l’importante secondo me è farsi capire, magari anche con i geroglifici

Primadellesabbie
Primadellesabbie
26 Novembre 2013 0:48

Chiaro.