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UN INEDITO DI JEAN DE LA FONTAINE (@IMPRENDITORI D'ITALIA)

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

C’era una volta una cicala imprenditrice, tutta diversa
dall’altra cicala canterina. Questa lavorava sodo, eccome, faceva arredi per
ristoranti, e che scic! Cristalli e marmi nel banco bar, gran design, modulistica e legno
fino. Il made in Italy come vanto.

C’era una volta una formica operaia, lavorava per la cicala,
ironia della sorte, eh?

Un brutto giorno la cicala chiamò quella formica, e altre 50
sue compagne, e gli disse: “Son
spiacente, licenziate! L’efficienza vi ha dannate. Meno bocche qui al lavoro,
per l’azienda è tutto oro!
” Immaginate le formiche, il dramma.

Cosa era successo? Era successo che poco tempo prima una cavalletta in giacca e cravatta si era presentata dalla cicala con una bella
storia da raccontare. Parlava fino, e le disse “I dipendenti, pelandroni, sono come dei limoni. Tu non sai: ne spremi
uno e due ne avrai!
”. La cicala si era illuminata. “E’ vero!” aveva pensato, la produttività! ottimizzazione delle
risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Si fanno più arredi
e si pagano meno stipendi! E così aveva fatto. Via 50 formiche, a casa.

La voce poi si era sparsa, infatti quella cavalletta in
cravatta era balzata da lì all’azienda del calabrone, poi a quella del
coleottero, e poi a quella della coccinella, alla multinazionale della mantide,
e via così per tutta la filiera nazionale… produttività! ottimizzazione delle
risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Sforneremo più
prodotti, pagheremo meno stipendi!

Una festa della modernità aziendale. Un funerale per le 50,
più 400, più 34, più 98, più 311, più 1.032, più 23, più 67… e mille e mille
altre formiche a casa, senza lavoro. No lavoro, no stipendio.

Passa dunque un anno. Un bel giorno la nostra povera formica
incrocia per la strada la cicala imprenditrice. E sorpresa delle sorprese:
indovinate chi c’aveva un muso lungo da toccare in terra? un broncio cotto come
una pagnotta bruciata? Era la formica? No. Era la cicala. Cosa mai era
successo? “E’ successo che non so!!”,
sbotta la cicala dopo un po’. “Non si
vende un accidenti! Non si trovano clienti! Meno ordini i primi mesi, a fine
anno siamo stesi!! La mia azienda è un modello! Si lavora a martello! Soldatini
efficienti! Non si vedono indolenti… Ma lo stesso siam piantati, soprattutto i
fatturati!
” concluse stizzita.

La buona formica si appoggiò al muro, e senza neppure
guardare la cicala disse: “Licenziati,
cassintegrati, tasche vuote, buie note. E se ci mancano i contanti chi li
riempie i ristoranti? I coperti sono calati, i gestori desolati. L’arredo
vecchio basta e avanza. Farlo nuovo? Si fa senza
”.

E se ne andò, aggiungendo non sonoro “Cogliona”. Almeno quello!

(Nota dell’autore: adesso, mia cara cicala, chiama quelli
incravattati della ‘produttività’ per vendere i tuoi arredi, e fatteli pagare
con un testo di macroeconomia dal titolo “Le
dinamiche della Domanda Aggregata
”. Oppure accetta di capire che il dogma
economico che ti vendono ogni giorno è una truffa, e che se ti studi i bilanci
settoriali di Keynes, Kalecki e Godley capirai come salvare la vita della tua
azienda, assieme a tutta l’occupazione necessaria a creare quel circolo
virtuoso di investimenti, spesa e consumi per tornare a vendere e per dare
reddito a chi ne ha bisogno, a tuo vantaggio. Noi siamo a tua disposizione, www.democraziammt.info.)

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=391
2.06.2012

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. Bella fiaba, ma la realtà è ben diversa. la cicala imprenditrice e la cavalletta sono la stessa persona. Per questo l’idea di far finanziare la MMT agli imprenditori lascia il tempo che trova…

  2. Sinceramente, sono stufo di sorbirmi le favolette calviniste di PB. Voglio il reddito di cittadinanza. E se voglio comprarmi un iPhone, allora voglio poter lavorare 4 o 5 mesi. Questo deve essere la MMT: abituarsi a vivere con molto meno ma con tutte le tutele di uno Stato di diritto. Altro che piena occupazione. Per produrre cosa? Per avere un’altra crisi di sovraproduzione? No no abbiamo già dato. Barnard capisca una buona volta che niente può cambiare se prima non si capisce che siamo tutti diventati consumatori. E che nessuna guerra contro la finanza si vince se arruoli nel tuo esercito gli agenti del nemico: andatevi a vedere i curriculum di Auerback e Mosler.

  3. Buona rappresentazione .
    Il ruolo della cavalletta è ampiamente sottovalutato.
    La cavalletta mentre dice di licenziare persegue il suo vero obbiettivo , fior di prestiti da erogare e cosi’ la buona ed operosa formica si inizia ad indebitare e la cicala sorniona a sogghignare che il gioco cosi’ puo’ avanti andare.
    La cicala molto stupida pero’ si fà raggirare…senza il trucco notare ed un giorno ohibo’ la cavalletta al suo risveglio pensa un po’ : ” Perchè mai delle briciole degli interessi della formica mi dovrei accontentare se strozzandola , la fabbrica della cicala potrei a prezzi stracciati acquistare?”.
    Cosi’ l’astuta cavalletta gli interessi alzo’ e la liquidità scarseggio’ , la formica impiccata di debiti si trovo’ e i consumi con amarezza per pagare gli interessi taglio’ senza piu’ comprare prodotti dalla fabbrica della buona cicala che si trovo’ in difficoltà in tempi duri di austerità.
    E senza saper piu’ cosa fare ando’ dalla cavalletta a mendicare per un prestito ottenere e tirare a campare e la fabbrica avanti far andare .
    La cavalletta soddisfatta il denaro’ sborso’ ed alla sua catena oltre alla formica anche la cicala lego’.

  4. Chi rappresenterebbero le formiche ? Le formiche sono quelle che in natura, regolarmente si divorano le cavallette, i grilli e qualsiasi cosa capiti a tiro, termiti comprese morte o vive od anche cadaveri di umani o animali. Le formiche mi fanno piu’ pensare a consulenti finanziari e bancari (le operaie) e banchieri di wall street, Monti, Draghi et cetera (i guerrieri) e le api regine invece sarebbero i vari Rock, Rotsh, Goldman e via dicendo che espellono dallo sfintere in continuo questa moltitudine di accaparratori. Le formiche nel loro nido hanno sostanziali riserve di cibo, pezzi di altri insetti smembrati, cereali e qualsiasi cosa abbiano potuto rimediare. Specialmente le formiche rosse, anche se sei umano, se gli pesti il nido, sono cazzi – sono quelle chiamate “fire ants” se una ti rnra dentro il pantaloni e’ come avere una cicca accesa di sigaretta che ti gira sulle cosce. Non a caso si trovano in gran numero negli USA dove hanno fatto fuori colonie di formiche piu’ pacifiche.

  5. Quale sarebbe in questa fiaba, il ruolo-insetto di un giornalista alla PB?

  6. Fino a quando un bel mattino, nel bel mezzo del cammino, la cicala mesta mesta vide Paolo e fece festa! Egli andava professando, anche urlando e bestemmiando, una nuova e straordinaria, gran teoria monetaria… La cicala lo ascoltava con il cuore palpitante, e la fiducia ritornava tutta quanta in un istante! Che teoria tanto brillante, vado a dirlo a tutte quante! …. Ed in men che non si dica, fu riassunta la formica, le compagne vecchie sue, e anche altre nuove due! Con i soldi nelle tasche, si recaron tutte quante, nelle sale fresche fresche, di quel vecchio ristorante: e mangiarono e cantarono, e poi bevvero e scherzarono, che fu tanta l’allegria che anche l’oste disse “e sia!”: il bancone è rovinato, e la sedia non sta in piedi, oggi andrò dalla cicala a ordinare i nuovi arredi! …. Ma arrivato lì vicino, la trovò nel suo portone, che piangeva il suo destino in una gran disperazione: “che peccato, proprio adesso, tutto a posto avevo messo, ero pronta a crescer tanto, ma non resta che il mio pianto! Non si trova più la legna che di un mobile sia degna, neanche il marmo che brillava, è rimasto nella cava, non parliamo dei tessuti, dai mercati ormai spariti, e nemmeno due piastrelle, non si trovan neanche quelle! Con la foga di produrre di sprecare e consumare, tutto quanto è ormai esaurito, e non c’è più da mangiare! Mi diceva il mio maestro, Paolo il grande col suo estro, l’importante è consumare, e la ricchezza può volare, più si compra e più si vende, più si vende e più si prende, più si prende e più si spreca, quel che conta è che produca!”

    Cosí tanto abbiam prodotto…
    Tutto il mondo abbiam distrutto!

  7. bella fiaba

  8. Fantastica. Mi chiedo sempre cosa ci sia di diverso nella MMT dal paradigma del capitale Produci>Consuma>Crepa.

  9. Effettivamente…. ^^

  10. Giustissimissimo! Però non scarto la MMT a priori, è l’unica economia che assegna al welfare un ruolo propulsivo in campo economico e politico. Sai cosa dicevano i democristiani quando furono introdotti in italia gli asili pubblici? Dicevano :”ma sei bambini si abituano a mangiare gratis fin dall’asilo, come li convinceremo, poi, a lavorare?”. Ecco perché le teorie keynesiane sono state respinte dal noliberismo, non perché non fornissero più i lauti profitti ai capitalisti, ma perché avevano questo “bug” imprevisto. Per la prima volta il popolo aveva intravisto la reale possibilità di una vita liberata dal lavoro. E poi… sgobbare 5/6 mesi per un iPhone? Naah, 15 giorni, massimo… 🙂