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UN GENOCIDIO SOCIALE

DI CESARE ALLARA
campoantimperialista.it

Sul Corriere della Sera di lunedì 23 sono apparse due severe requisitorie contro l’operato del centrodestra italiano e contro Berlusconi. I due fondi, complementari fra loro, di Ernesto Galli della Loggia e di Pierluigi Battista, sono un processo alle cose fatte e soprattutto a quelle non fatte dal regime berlusconiano dal 1994 ad oggi. I contenuti e i toni dei due articoli tolgono ogni residuo dubbio sulla volontà del grande padronato italiano di disfarsi al più presto del cavaliere di Arcore.

Battista snocciola i capi d’accusa contro il presidente del consiglio. Per citare solo quelli riguardanti l’economia si parla di “lunga e inarrestabile mutazione genetica” del centrodestra che ha spento “ogni afflato liberista nei dogmi di un neo-statalismo invasivo, dirigista, sfrenatamente spartitorio”; “l’estromissione del reprobo Fini … ha posto una pietra tombale su ogni traccia di spirito liberale”; “liberalizzazione è diventata una brutta parola, la privatizzazione addirittura un difetto attribuito alla sinistra”; “il merito, perno e cardine di ogni rivoluzione liberale che si rispetti, si è perduto per strada”; “i lacci e i lacciuoli che soffocano l’economia e la società restano inalterati” mentre “l’elettrizzante follia del ‘milione di posti di lavoro’ si è deformata nella promessa di campi da golf a Lampedusa e nell’acquisto di una casa in loco (a proposito: quel benedetto rogito è stato alla fine firmato?)”.Galli della Loggia si domanda: “Ma davvero si può pensare che dilagare sui telegiornali, promettere ministeri, togliere multe, elargire mance e favori possa rovesciare un risultato che ha cause politiche profonde?” e detta un elenco di misure a costo zero che il governo di centrodestra, qualunque sia il risultato finale di Milano, dovrebbe prendere entro la fine della legislatura: istituire un sistema di controllo delle tariffe assicurative e del prezzo del carburante, togliere alle istituzioni locali meridionali ad alta densità criminale la gestione degli appalti pubblici affidandoli alle prefetture, tenere aperti gli uffici postali sino alle 18, liberalizzare gli orari nel commercio, abolire il numero chiuso dei notai e delle licenze delle farmacie, cancellare l’ordine dei giornalisti, rinverdire il decreto Galasso che vietava di edificare sino a trecento metri dalla linea di costa ed infine il blocco della costruzione delle “mostruose” pale eoliche.

Nel derby di Milano di domenica prossima, per il grande padronato è fondamentale la vittoria di Giuliano Pisapia; e se ciò non dovesse bastare ad abbattere Silvio Berlusconi e il suo governo di ascari, non è esclusa una campagna mediatica pro quorum ai referendum del 12-13 giugno prossimi, anche se ciò dovesse comportare la momentanea rinuncia ai business dell’acqua e del nucleare.

Il presidente del Consiglio non è ritenuto idoneo ad affrontare una fase in cui l’Europa ci chiede drastiche misure economiche per abbattere il deficit. Berlusconi è ormai un uomo sotto assedio, pressato da Confindustria, braccato dalla giustizia, taglieggiato dalle escort per comprare il loro silenzio e politicamente sotto scacco della Lega e di “responsabili” sempre più avidi. Ma Berlusconi, ad esempio, non aumenterebbe mai le licenze di taxi, né abolirebbe il numero chiuso di notai, farmacisti ecc. colpendo una parte della sua base elettorale. Per questi provvedimenti meglio i dirigenti della cosiddetta “sinistra” che, come tutti i neo convertiti, hanno bisogno di dimostrare costantemente la loro ormai incrollabile fedeltà nei principi liberali e liberisti.

Sono però soprattutto i provvedimenti economici non più rinviabili, ormai incombenti, che angustiano i padroni. Su quasi tutti i quotidiani occorre sfogliare almeno una ventina di pagine, e dopo le pernacchie di Bossi, le moschee piene di terroristi islamici e cazzate padane varie, si trova finalmente la notizia con la N maiuscola, e cioè che la Corte dei Conti suggerisce a Tremonti di continuare sulla strada dei tagli alla spesa pubblica per ottemperare ai vincoli europei. I titoli parlano di 35-40 miliardi di euro tanto per cominciare, ma bisogna poi leggere attentamente l’articolo per sapere che dal 2015 in poi saranno necessarie manovre di 46 miliardi ogni anno. Non viene citata una scadenza definitiva delle rate da pagare. Qualche giorno addietro, nel corso di un convegno, Mario Draghi aveva già annunciato che i tagli andranno fatti sulle principali voci di spesa, che tutti sanno quali sono: pensioni, stato sociale, più qualche provvedimento puramente demagogico del genere eliminazione di qualche auto blu, riduzione simbolica del numero dei parlamentari e dei loro emolumenti ecc. tanto per dimostrare che la manovra è equa. La sinistra al completo tace opportunisticamente sulle rate dal 2015 in poi preferendo solo accollare la responsabilità della prima rata agli errori di politica economica di Berlusconi.

Come ho già avuto modo di dire e scrivere, per compiere questo genocidio sociale occorre un ampio schieramento politico e un grande consenso sociale, perché nelle moderne “democrazie” occidentali olocausti di simili proporzioni non si possono imporre violentemente, ma conviene costruirli e portarli a compimento col consenso delle vittime. Come per gli internati dei campi di concentramento nazisti che venivano avviati alle camere a gas nella convinzione di andare a fare una doccia purificatrice. Come fu per l’euro, che in un sol giorno dimezzò nel giubilo generale il potere d’acquisto di salari e pensioni, con lavoratori e pensionati contenti di aver evitato guai ben peggiori.

Il blocco sociale che ha appoggiato Fassino a Torino è il prototipo di quello su cui puntano i padroni. Un blocco sociale che va dal pensionato ex comunista ed ex lavoratore FIAT ai cementificatori della città, dalla mafia del TAV alle grandi banche, da Marchionne alla FIOM passando ovviamente per i sindacati collaborazionisti. Un blocco in cui lo zoccolo duro è composto dai vecchi ex PCI convinti che il PD sia un partito di sinistra, e dalla FIOM, in cui la quasi totalità dei dirigenti aderisce a SEL e che, nel gioco delle parti, funge da ammortizzatore politico delle frustrazioni operaie. Ovviamente, all’interno di questo blocco, alla fine gli interessi che predominano sono sempre quelli dei poteri forti della città; agli “utili idioti” e agli ultras della curva di “sinistra” resta la soddisfazione di aver battuto una “destra pericolosa” come quella di Berlusconi e di aver salvato la “democrazia” in Italia.

A questo blocco sociale e politico tenta disperatamente di aggrapparsi la FDS. Se, come dicono tutti, è probabile che il governo Berlusconi non termini la legislatura e che nel 2012 si vada ad elezioni politiche anticipate, è chiaro che ripetendo i risultati ottenuti in queste elezioni amministrative la FDS il parlamento non lo vede neanche col binocolo. Anche perché i risultati della FDS sono stati tutt’altro che entusiasmanti. E in alcuni casi “drammatici”, come a Torino, dove la FDS ha mendicato un posticino nella coalizione di centrosinistra sino all’ultimo giorno utile ricevendo solo calci in culo da Fassino, e rimediando infine all’ultimo minuto un accordo con Sinistra Critica. Questi accattoni della FDS, fanno finta di non capire che in genere il PD li accoglie nella coalizione dove e quando non è sicuro di battere il centrodestra, mentre li scarica dove invece ha i sondaggi dalla sua.
Per la serie “Chi si contenta muore e non lo sa” (Sergio Endrigo, Perché piangi fratello, 1968) si possono invece ascoltare analisi del voto entusiastiche come quella di Oliviero Diliberto che definisce il risultato della FDS “incredibilmente buono”; ciò al fine di dimostrare che i voti della FDS sono indispensabili per la vittoria contro Berlusconi nelle elezioni politiche prossime venture e spuntare un accordo col PD che possa garantire qualche strapuntino istituzionale. Nel frattempo, nell’ennesimo festival dell’unità che è cominciato a “sinistra” col nobile intento di battere la famosa “destra populista”, SEL e IDV dietro suggerimento dell’immortale deus ex machina Bertinotti spingono per un partito unico della sinistra assieme al PD, ma senza la FDS; mentre l’impiegato della FDS Claudio Grassi, preoccupato per il suo posto di lavoro, predica insistentemente l’unità con SEL e IDV per garantirsi una via di fuga in caso i dirigenti nazionali del PD si comportassero come Fassino a Torino.

Se sul chi e sul come verrà spalmata la bolletta europea non vi sono dubbi, e resta soltanto da vedere la composizione della coalizione politica che gestirà tutta l’operazione in nome della responsabilità nazionale dopo i rituali, accorati richiami del presidente della repubblica, rimane da capire chi raccoglierà la bandiera dell’opposizione sociale. E’ difficile immaginare più precisamente gli scenari politici e sociali che potrebbero presentarsi, potrebbe veramente capitare di tutto e di più. Date queste premesse, nella totale assenza di una organizzata sinistra di classe, potrebbe persino presentarsi il caso che sia la Lega Nord sganciata dal berlusconismo a raccogliere la bandiera del malcontento sociale, e non solo quello dei padani duri e puri.

Cesare Allara (già delegato Flm a Mirafiori ed ex militante del Prc, partito nel quale ha militato dalla fondazione fino al 2006)

Fonte: www.campoantimperialista.it/

Link: http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1562:un-genocidio-sociale&catid=13:italia-cat&Itemid=21

25.05.2011

Pubblicato da Davide

8 Commenti

  1. ottimo articolo. purtroppo i veri alfieri delle istanze neoliberiste in italia sono tutti nel blocco sociale e politico antiberlusconiano. da notare anche i recenti attacchi della marcegaglia nei confronti del governo, reo di non far crescere il paese, cioè di non aver messo ancora sul tavolo quelle “riforme” che farebbero comodo solo a loro.

  2. e bravo l’amico Cesare. Ha cominciato a pensare e questo è buono. ma temo che di questo passo ci mettera’ una manciata di anni ad arrivare alla conclusione. gli basterebbe spulciare su questo sito e guadagnerebbe tempo. Intendo dire, ironia a parte, che pur dicendo cose concrete non fa il passaggio logico che gli farebbe capire che è tutto un teatrino. destra e sinistra sono le facce della stessa medaglia e la democrazia è finta, oltre che essere un colossale inganno. secondo lui e quelli come lui il popolo si lascera’ massacrare negli anni futuri? temo e spero di no. cambieranno tante cose, forse gia’ a partire dalla fine di quest’anno. Il debito pubblico basato sull’inganno ha i giorni contati. le bande massoniche che mettono ai vertici delle istituzioni i loro lacchè anche. O forse il mio è solo un sogno. “loro” sono talmente abili che troveranno il modo di condizionare le masse becere e semi-analfabete anche in tempi di fame. E tutto cambiera’ perche’ tutto rimanga uguale, come recitava quel tale siciliano. buona serata a tutti

  3. destra e sinistra sono le facce della stessa medaglia e la democrazia è finta

    E’ grazie alle accurate operazioni della destra che la sinistra e’ diventata il suo alter-ego. E la vera e teorica democrazia non e’ mai cominciata, storicamente e politcamente parlando. Insomma se sei convinto che tutto cambiera’ perche’ tutto rimanga uguale (Tomasi) non riesci a vedere che la vera sinistra fa parte di cio’ che non e’ previsto dai piani dei lacche’?

  4. La vera sinistra non esiste, e forse è meglio così. In Europa quelli che vogliono davvero un cambiamento stanno a destra(chiamala destra sociale, radicale o come ti pare); un esempio è Marine Le Pen che spero davvero diventi la nuova presidente francese nel 2012, potrebbe essere la persona giusta per dissolvere questa europa di merXa, con questa moneta unica che ci sta rovinando. E’ solo un sogno?? lo vedremo, ma per ora è l’unica speranza che abbiamo.

  5. In Europa quelli che vogliono davvero un cambiamento stanno a destra(chiamala destra sociale, radicale o come ti pare)

    Gia’ visto, questo film, grazie. Ce lo siamo goduto per un ventennio, al contrario di un vero governo di sinistra. Non mi pare proprio il caso di rivedercelo, quel filmaccio.

  6. Il ventennio … un secolo fa era già stata creata la Federal Reserve, il primo potere è quello energetico, il secondo è finanziario (virtuale), segue il potere tecnologico militar-industriale. La politica è al quarto posto e chi crede ancora che una croce di matita su un foglio sia speranzosamente utile a cambiare le sue schiavizzate condizioni d’esistenza farebbe meglio a tentare un terno al lotto, che davvero gli cambierebbe la vita. Rousseau definiva democrazia una società dove la differenza fra lo stipendio più ricco e quello più povero fosse di un 5%. Guardiamoci intorno e alziamo le antenne.

  7. Andreapound farebbe pensare subito a un noto “gruppo” nettamente orientato … ma a parte questo dettaglio, se riferendoti alla Francia citi la figlia di Le Pen, in italia visto che siamo in italia, chi potrebbe essere a quel punto, la Mussolini ..?
    Giusto per restare nelle scie di famiglia …
    Ma per carità.

    Purtroppo che ti piaccia o no, la differenza la fanno due cose al mondo: onestà e intelligenza. Nei sensi più ampi possibili si possano intendere queste “parole”. Il resto, quel che ne è escluso, è destinato al fallimento. Prima o poi.

    Personalmente infine ammetto di non aver ancora capito se l’€ sia realmente stato e quanto una rovina. Certamente e non solo per questo la distorta equazione tutta italiana 1€ = 1000 lire è stata una sciagura. E si era visto fin da subito. Ma se come e quanto lo sia stato io non saprei dirlo. Anche se mi piacerebbe.

  8. prima o poi? Ma quanto “poi”, con la fine del mondo insieme alla sconfitta difinitiva del demonio? Perchè mi sembra che le poche volte in cui nella storia ci sia stato un governo che abbia agito per il bene del popolo, sia stato demolito in fretta prima e demonizzato a lungo poi, le cose poco oneste invece cambiano magari nome, stravolgono la forma, ma nella sostanza permangono.
    Mi piacerebbe che fosse come dici tu, davvero tanto, perchè ne sei convinto?