Home / ComeDonChisciotte / UN EROE NORMALE, UNA GATTA FELICE E UNA TORTA

UN EROE NORMALE, UNA GATTA FELICE E UNA TORTA

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com

Da Tel Aviv, Fiamma Nait e Deborah Firenstein
Il Giornale del Berlusconi Minore, martedì 1 giugno, 2010, sezione Esteri

Mitzi oggi è una gatta felice. Fa le fusa, inarca la schiena e si lascia accarezzare da Ari, che si riposa stanco, nella sua casa di Tel Aviv.

Dalla finestra, nella calda aria della tarda primavera, Ari guarda le scintillanti file di grattacieli che i suoi nonni hanno eretto nel deserto, in una terra senza popolo che sembrava quasi invocare un popolo senza terra.

Oggi, Ari non vuole guardare verso il mare. E nemmeno verso le splendide spiagge. I bagnanti, le giovani coppie che si baciano, i bambini spensierati che giocano con le figurine del Milan (anche a Tel Aviv, c’è chi tifa per il Milan e ancora di più per il suo Presidente), non sanno che se possono continuare a godersi la vita in un mondo che li odia, è grazie ad Ari.

Perché Ari custodisce un segreto, che condivide solo con Mitzi e con noi due, e che noi confidiamo a voi.

Ieri mattina lui era in mezzo a quel mare. Non sulle calde spiagge, ma tra le onde alte. Di vedetta, Ari, Shlomo e Gilad. Tre ragazzi normali, tre eroi che si conoscono da sempre.

Non è ancora l’alba, quando vedono comparire una nave immensa, che inalbera la bandiera della Mezzaluna dell’Odio. Una sagoma paurosa come un iceberg, che vorrebbe affondare il piccolo, fragile vascello di Ari, Shlomo e Gilad.

Carica di cemento, dicono che sia la nave, e la parola suona terribile per orecchie come quelle di Ari, giovani ma che non dimenticano come Auschwitz e le Piramidi fossero state costruite proprio con il cemento.
Carica di sedie a rotelle, dicono.

Ma Ari sa bene a cosa servono: quei vigliacchi di Chamas prendono i loro stessi figli affetti dalla sindrome di Down (tra gli arabi tale sindrome è diffusa, a causa della loro sporcizia e delle loro ripugnanti abitudini), promettono loro un paradiso pieno di caramelle, se si fanno saltare per aria.

Ari è un ragazzo sensibile, che non farebbe male a una mosca. Ma ricorda bene quello che gli ha insegnato il suo istruttore: ogni volta che spari a un bambino in carrozzella, pensa a quanti bambini continueranno a camminare normalmente grazie al tuo gesto. Per fare del bene a quegli altri bambini, devi a volte avere il coraggio di fare male a te stesso imponendoti di uccidere. E’ il sacrificio più grande, che tanti israeliani fanno umilmente. Un sacrificio d’amore.

Dalla sua piccola imbarcazione, guardando attraverso il binocolo a raggi infrarossi, Ari vede i visi di decine, centinaia, migliaia di persone, che si affacciano e scrutano le acque oscure.

Hanno i nasi che fremono eccitati: anche al buio, sentono odore di ebreo. Di un piccolo ebreo, disperso e quasi solo, in mezzo alle onde. Come la terra fragile che Ari improvvisamente si trova a dover difendere, un paese che vorrebbe disperatamente vivere in pace, ma deve sempre difendersi.

Anche contro il cemento e le sedie a rotelle, anche in mezzo al mare, pieno di acqua, di squali e di antisemiti.

Ari, Shlomo e Gilad. Tre ragazzi normali. In quel momento, Ari pensa a Leah. Lei è bella, lui è timido; ma Leah non sa che Ari è anche un eroe.

Ari conosce il proprio dovere. Anche se la nave è carica di terroristi e assassini, deve dare loro una possibilità.

E’ quel senso innato di altruismo che hanno tutti gli israeliani, che lo porta a dare il preavviso, anziché affondare l’imbarcazione con un semplice colpo di siluro, come avrebbe fatto chiunque altro alla vista di una nave civile in acque internazionali.

Con voce forte e chiara, grida alla nave: “You dirty son of bitch terroristim, I Israeli man I take you prison every you you tink you do Hitler in my sea I do more bad in your ship!”

Ari sa di aver fatto tutto il possibile per salvare le persone a bordo. Anche se lo odiano, lui comunque pensa prima a loro: gli israeliani sono fatti così. Anche quando sanno che gli altri ne approfitteranno.

Lanciano la fune e si issano a bordo: Ari, Shlomo e Gilad.

Hanno il fiato corto per lo sforzo.

Vedono attorno a loro una selva di visi indemoniati. Dicono di essere pacifisti, ma i ragazzi sanno cosa sono in realtà: schiere di SS e sanguinari macellai muslumaniaci.

Lo sguardo di Ari si fissa per un momento su uno di loro.

E’ un ragazzo vestito, anzi mascherato, da cuoco. E’ della stessa età di Ari, ma quanto è diverso! Lo sguardo strabico, il labbro contorto da anni di antisemitismo, e tra le mani regge, no, ostenta una torta.

Una torta.

Ari riconosce quella torta. Morbida e cremosa. E sa cosa vuol dire.

Capisce il messaggio di odio che quel ragazzo gli sta lanciando.

Ari non dimenticherà mai la scena nel film. Il tavolo con la torta. L’ufficiale nazista, le dita ancora ricoperte di crema, che con i suoi stivali immacolati prendeva a calci una ragazza ebrea. Una ragazza che aveva le stesse lentiggini di Leah.
Fu solo allora, vedendo la torta, che Ari iniziò a sparare.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/22807925/un-eroe-normale-una-gatta-felice-e-una-torta
1.06.2010

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Oggi sarò un po’ volgare, abbiate pazienza e non dite che non ve l’avevo detto.

    Quando ero ragazza io, quelli che leggevano il “Giornale” di Montanelli lo nascondevano per paura.
    Adesso, quelli che leggono il “Giornale” di Feltri dovrebbero nasconderlo ugualmente — per vergogna.

    E’ inammissibile che, dopo quello che è successo ieri in acque internazionali ( http://www.infopal.it/leggi.php?id=14746 ), un giornale possa titolare «Israele ha fatto bene a sparare». Come è inammissibile manipolare la verità in modo così smaccato e scodinzolante.

    Non mi stupisce che su questo “Giornale” scrivano Fiamma Nirenstein e Renato Farina — che collocherei nel primo gruppo indicato nel titolo; invece mi dispiace moltissimo che ci scriva Gian Micalessin, che ho conosciuto molti anni fa e che considero un ottimo reporter di guerra nonché una persona corretta. Mi rincrescerebbe mutar giudizio, ma i fatti sono fatti. Lo metto nel secondo gruppo, peccato.

    Del resto, se persino l’Onu cala le braghe ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-01/lonu-condanna-blitz-israele-085300.shtml?uuid=AYkRIyuB ) di fronte a una così evidente e insultante violazione del diritto internazionale, che ci possiamo aspettare?

    «Verrà un giorno…», profetava fra Cristoforo. Speriamo, aggiungo io.

    Alessandra Colla
    Fonte: http://www.alessandracolla.net
    Link: http://www.alessandracolla.net/?p=445
    1.06.2010

  • vimana2

    Niente da dire se nn fogne vivente!

  • brunotto588

    Con tutto il beneficio del dubbio che, non essendo direttamente presenti sulla scena, è doveroso concedere … ma la prosa di questo articolo è talmente ridicola e piena di clichet, e le immagini talmente abusate e stereotipate, che si commenta da sè … superando in propaganda di cattivo gusto quella dei Cinegiornali LUCE. ( Eh sì: purtroppo per chi la spaccia, la propaganda ha un suo odore fortemente acre, che ricoprire di profumo richiede abilità eccezionali … e questa è solo propaganda mal fatta tout-court, senza nessuna abilità ).
    ( Il Linguaggio Dimenticato )

  • cardisem

    Quale dubbio?
    Non ti piace il taglio letterario dell’articolo?
    Fra qualche anno, quando passerà la censura, se vorremo esprimerci e comunicare dovremo tutti imparare l’arte dell’allusione e fare uso di miti e parabole.
    Se tu avessi seguiti i lavori della Commissione Nirenstein ed una conferenza stamoa che ne è seguita, non ti stupiresti della finzione letteraria qui usata.
    Scusa la franchezza, ma sei oper caso un Troll di passaggio?

  • Sokratico

    vomitevole…

    Perfino nelle ricostruzioni del Governo Israeliano, che possiamo dire essere di parte?, c’erano solo 2 pistole, qualche spranga e qualche coltello.

    In realtà, molto probabilmente e per puro buon senso, non c’erano pistole e forse neppure coltelli…

    Voglio dire, state andando a forzare un blocco navale e militare dell’esercito più aggressivo del mondo, come pacifisti: volete proprio farvi del male? ma dai, su…

    E questi li assalgono di notte in acque internazionali, si chiama pirateria a proposito, e sparano a chi si difende, si chiama assassinio preterintenzionale.

    E dicono che “hanno risposto al fuoco dei pacifisti”….si chiama cazzata. O bugia. O propaganda, fate voi…

    Dire che la spedizione era una “provocazione” è davvero stupido: certo che era una provocazione…una provocazione pacifista! un gesto dimostrativo
    come si fa nelle democrazie per attirare l’attenzione sugli abusi di chi governa!

    e quello di israele è stato un altro gesto dimostrativo: possiamo fare quello che ci pare…


    per me vero responsabile di tutto questo sono Europa e USA: hanno lasciato passare 60 anni di violazioni, appoggiandoli, hanno lasciaso che Israele violasse oltre 70 risoluzioni dell’ONU, senza condannare, hanno lasciato che Israele compisse crimini di guerra, instaurasse un’apartheid peggiore di quello Sudafricano (Rapporto Goldstone)…
    ora è scandalo solo perchè c’è la Turchia di mezzo. I poveracci bruciati vivi a Gaza, non fanno scandalo…

  • Matt-e-Tatty

    Non hanno vergogna.

  • brunotto588

    No: ho frainteso, chiedo scusa.

  • Tao

    I miserabili antisemiti tifosi di Israele sempre e comunque: “ISRAELE HA FATTO BENE A SPARARE”. E le ridicole balle della versione ufficiale. Che fine hanno fatto i nostri connazionali che erano su quelle navi ?

    Il più sbracato è forse Vittorio Feltri, questo individuo che preferisco non aggettivare per evitare di sporcarmi la bocca. Ha titolato a tutta pagina “ISRAELE HA FATTO BENE A SPARARE”, aggiungendo per buona misura “Dieci morti tra gli amici dei terroristi”. Anche il sommario gronda odio, miseria feroce e la solita disinformazione intossicante: il succo è che “con la scusa di portare aiuti umanitari” gli “amici dei terroristi” volevano “violare la sovranità dello Stato israeliano”. Conclusione: “Reazione inevitabile”. L’odio partorisce una tale ignoranza pecoreccia da far dimenticare perfino a chi intasca stipendi più da killer che da giornalista che a 75 miglia dalle coste non esiste nessuna sovranità nazionale. E comunque la ferocia di questi cani da guardia del padrone di turno tradisce ciò che sottendono: Gaza non è nulla, non è uno Stato, non ha diritti, non ha sovranità, la sovranità ce l’ha solo Israele. Ecco cosa intendiamo per il famoso “Stato dei palestinesi”, che Israele piuttosto che vederlo nascere userà le atomiche, come ha egregiamente detto anni fa il cattolicissimo Vittorio Messori senza che nessuno fiatasse.
    Se Feltri è forse il più sbracato e miserabile nei titoli e negli arzigogoli, lui che ha sputato sul cadavere di Enzo Baldoni e accoltellato alla schiena Dino Boffo, Fiamma Nierenstein è invece la più patetica. I suoi (s)ragionamenti, da anni intesi a sostenere che gli arabi e l’Islam sono il male assoluto e che Israele è un esempio, anzi è”l’”esempio per antonomasia per l’Europa, sono talmente contorti e apodittici che li lascio volentieri a lei. E a suo marito, se è vero che è un ufficiale delle forze armate israeliane. Se fosse vero, mi chiedo chi glielo fa fare alla signora Nirenstein di restare cittadina italiana e occupare un posto in senato: quali sono gli interessi italiani che vi cura?
    Il più penoso, espressione della solita ipocrisia berluscoide-catto-italiota, è senza dubbio il nostro baldo ministro degli Esteri, che se la cava ignominiosamente così: “Sia un’opportunità di pace”, Un “errore inesplicabile” che può trasformarsi in “una grande opportunità” di pace. “Credo che in questo momento Israele abbia una grande opportunità, dopo questo gravissimo gesto – ha detto il capo della Farnesina al Tg1 – dopo questo errore francamente inesplicabile e grave in assoluto, potrebbe fare un gesto di distensione”. Lo stato ebraico, ha aggiunto Frattini, potrebbe esprimere la volontà di “moltiplicare gli sforzi per la pace; accelerare il negoziato; dare al più presto ai palestinesi uno Stato”.
    Strana gente, la gentaglia: pronti a massacrare un demente che tira una statuetta addosso a Berlusconi, pronti a massacrare “il dittatore Fidel Castro” perché tiene in galera un po’ di intellettuali – ma questa gentaglia gli intellettuali non li disprezza? – ma prontissimi a lodare Israele quando compie carneficine a ogni invasione del Libano, quando strangola Gaza facendo in tre settimane percentualmente più morti di quanti ne hanno fatto tre anni di bombardamenti angloamericani sulla Germania, quando compie pesante rappresaglie contro i civili, vietate dalle leggi internazionali, quando imprigiona e tiene in galera a tempo indeterminato migliaia di palestinesi, minorenni compresi, quando si pulisce il culo con più di 80 risoluzioni Onu, e quando massacra una dozzina di pacifisti. Per questa gentaglia i pacifisti sono la bestia nera. La loro porcaggine è tale da volergli far fare Wojtyla “santo subito!”, ma castrandolo del suo non volere la guerra in Iraq e del suo sostegno al “popolo dell’arcobaleno”. “Santo subito”, sì, ma per poterlo brandire come ennesima bandiera di guerra.

    Non parliamo poi dei commenti che vedo su altri blog. Non so se provare più pena od orrore per il caprume sardico e il caccavigismo imperante, destinati ad affogare nel proprio guano vaniloquente. Agli imbecilli e mascalzoni che non vedono l’ora di poter dar sfogo alle voglie assassine che ribollono atavicamente nelle loro viscere quella dove si trovavano o dove volevano andare le navi pacifiste è “zona di guerra”. Menzogna atroce, che però tradisce il pensiero e la prassi di questi aspiranti assassini complici di assassini veri: per loro siamo in guerra, a quelli di Gaza bisogna fare la guerra. Anzi, siamo in guerra anche con l’Iran e la guerra bisogna farla a tutto il mondo musulmano, Afganistan compreso. Ma che dico? La guerra dobbiamo farla anche contro la Corea del Nord… Che schifo dio gente. O meglio: di gentaglia.

    L’altro cavallo di battaglia degli sporcaccioni per vocazione è “la sicurezza di Israele”. Questi aspiranti neonazisti con simbolo diverso dalla croce uncinata sono passati dal “Deutschland ueber alles!” di adolfiana memoria a un altro tabù, a un altro vitello d’oro: “Israel Sicherheit ueber alles!”. Nella loro demenziale coglionaggine non si rendono conto che così danno ragione ad Hamas, ai talebani e a chiunque usi il cannone e le bombe anche a sproposito per il totem della “sicurezza”. Forse che Hitler non ha invaso l’Urss e sterminato milioni di persone per “la sicurezza” della Germania? Tra gente civile l’unica sicurezza sono le regole e il rispetto delle regole, l’unica sicurezza è la pace, contrattata tra tutti gli interessati. “Tutto il resto”, come diceva il rabbino Hillel, “è commento”. E’ ormai chiaro da tempo che una parte forse maggioritaria di Israele, supportata soprattutto dal sionismo cristiano, vuole a tutti i costi la guerra, una nuova guerra: è l’unico modo che hanno per mettere Obama di fronte a scelte sul solco delle solite. Il sionismo ebraico statunitense sta ormai smaltendo i fumi della sessantennale sbornia “religiosa”, “etnica” e “nazionale”: è ormai chiaro a chiunque non sia disonesto incallito che, come ha scritto l’ebreo israeliano Abraham Yehoshua in un suo bel libro, i termini “ebreo”, “sionista” e “israeliano” sono da “maneggiare con cura” e non coincidono affatto. Checché si affannino a blaterare da Sharon ridotto a vegetale da anni all’impresentabile Avigdr Lieberman, dai bari Barak-Olmert-Netanyahu alle giovannedarco nierensteiniane fino alla infime capre nuragiche luna abbaianti e annessi virus caccavigginici. Il sionismo ebraico negli Usa sta aprendo gli occhi, in compenso è in crescita il sionismo cristiano, a suo tempo lo zoccolo duro del bellimbusto George Bush che ha inguaiato non solo gli Usa per otto anni di fila. Il sionismo cristiano è un ossimoro simmetrico e speculare dell’ossimoro israeliano “ebrei per Gesù”: il fine comune di questi ubriaconi “religiosi” è la guerra al mondo musulmano, una nuova versione del colonialismo e delle crociate, una nuova guerra di religione dove la “vera religione” è una accoppiata di due “religioni”, una guerra di religione dove i crociati dovranno rettificare il nome, magari in “crocio-stellati”, e arricchire con un altro simbolino la croce dello scudo. E’ l’Occidente, bellezza!

    La malafede e la disonestà del governo e delle forze armate israeliane straripa da tutti i pori dai loro demenziali comunicati, che tentano invano di “spiegare” l’ingiustificabile e sanguinoso atto di pirateria. Premesso che in acque internazionali chiunque ha il diritto-dovere di difendersi da chiunque si presenti armato con elicotteri e navi da guerra; premesso che se si vuole “ispezionare” una nave, volontà peraltro illegale in acque internazionali, ci si annuncia via radio e si lascia il tempo di fare le opportune verifiche perché potrebbe anche trattarsi – che so – dei subdoli iraniani camuffati; premesso tutto ciò fa ridere i polli la versione ufficiale israeliana che vuole giustificare il massacro col fatto che “i pacifisti erano armati di fionde e bastoni”. Chi si nutre da secoli del mito di Davide e Golia dovrebbe guardarsi bene da parlare di fionde in mano altrui… In mano, i questo caso, a piccoli Davide diretti a recare sollievo al milione e mezzo di esseri umani strangolati a Gaza. E in ogni caso suscita scherno e indignazione l’aggiunta del comunicato: “I pacifisti hanno disarmato della pistola un soldato e hanno cominciato a sparare con quella”. Ammesso e non concesso che su quelle navi ci fossero idioti siffatti, e ammesso e non concesso che ci siano parà che si lasciano disarmare come pagliacci, e uno mi spara addosso mi difendo sparandogli. Sparando a lui, ma non alla folla circostante, e a quella che dorme sottocoperta. In questo caso invece i militari israeliani, che sono molto bene allenati e non sono donnette isteriche o bambini dell’asilo, hanno reagito in massa sparando all’impazzata. Un “errore inspiegabile”? Per carità, chiunque può sbagliare, anche i superman israeliani come i marine Usa di My Lai o quelli di Falluja. Però quando a ripetersi all’infinito è sempre lo stesso “errore”, allora non di errore si tratta, ma di volontà. Di strategia. E’ almeno da Sabra e Chatila, ma anche da prima, dalle stragi di Deir Yassin e da quella per mano armata del colono Baruch Goldstein ad Hebron – che ha provocato la nascita di Hamas, non a caso finanziata in seguito da Israele come gli Usa hanno finanziato i talebani – per finire alla mattanza di Gaza, è da allora ad oggi che è chiara come il sole la strategia politico militare israeliana: fare più vittime e distruzioni possibili, case, aranceti e oliveti compresi, per mandare avanti la pulizia etnica. Il problema non è tanto Israele che compie queste imprese, quanto gli Usa e l’Europa che gliele lasciano fare. Fingendo di protestare quando il troppo stroppia, ma fregandosi sotto banco le mani perché il lavoro sporco lo facciamo fare agli israeliani per i nostri interessi (soprattutto petroliferi).

    La malafede e la disonestà del governo e delle forze armate israeliane è resa lampante anche dal dopo: si rifiutano infatti di dire i nomi e la nazionalità dei 60 arrestati e di specificare in quali prigioni li hanno portati. Questo comportamento a me ricorda quello di certi regimi che preferirei non nominare. Quello che mi preme sottolineare è invece che il nostro eroico ministro degli Esteri, il baldo Frattini, se ne fotte egregiamente di sapere che fine hanno fatto i sei italiani a bordo. E del resto cosa pretendiamo da uno che ha accompagnato il Chiavaliere nel viaggio di Stato in Israele per scodellare l’infame affermazione “Quella di Israele a Gaza è stata una giusta reazione”? Alla feccia viene da dire che anche la mattanza sulle navi pacifiste è stata una “giusta reazione”, come sostiene vergognosamente in prima pagina il signorino Feltri. Solo che i ministri ora come ora non lo possono dire: meglio “auspicare”, la pace ovviamente. In attesa dell’ennesimo “scurdammoce ‘o passato, simme ‘e Occidente, paisà! E israelià!”.
    Chissà ora le proteste in Israele per la “troppa libertà di stampa”, libertà che “si permette di criticare troppo le forze armate”, come un sondaggio ha appurato pensa una larga fetta dell’opinione pubblica di quel Paese. Certamente la parte migliore della società israeliana non mancherà di protestare, anche duramente, per questo ennesimo delitto: dai giornalisti come Gideon Levy ai rabbini non antiarabi, cioè non antisemiti, dai giovani desiderosi di un futuro sicuro per tutti agli anziani stanchi di guerre, la società israeliana ha molte forze sane che si faranno sentire. Ormai i peggiori nemici di Israele sono i suoi cittadini fanatici e la tifoseria alla Feltri. Lo scandalo non è che Israele strangoli lentamente, tra una mattanza e l’altra, un milione e mezzo di esseri umani a Gaza, trasformandola in una immessa Masada il cui sangue si riverserà sugli strangolatori. Ogni Stato e ogni governo fa la sua porca politica, i propri sporchi interessi. Lo scandalo è che la “civilissima” Europa e gli Stati Uniti “alfieri della libertà e della democrazia nel mondo” gliela lascino strangolare. Tra una giaculatoria e l’altra, tra una protestino e l’altra. Tra un business e l’altro.
    Siano maledetti gli aridi e i duri di cuore.

    Post sciptum – La notizia della partenza della flottiglia per la pace m’è arrivata via e-mail il 14 maggio. Avrei voluto aggregarmi, fare il bis via mare del tentativo vano di rompere l’assedio di Gaza fatto in Egitto a fine dicembre. Era pronto a riempire di nuovo la valigia con cioccolata e pennarelli, quaderni, colori e sogni… Non l’ho fatto solo perché ancora sotto l’effetto del viaggio in Uzbekistan, perché in ritardo sulla scrittura di un nuovo libro e per un impegno privato cogente. Col senno di poi, mi spiace non essere partito. Sento sempre dire che prima o poi tutti dobbiamo morire. Farlo come quei “dieci amici dei terroristi” è un modo sensato. Ed è un modo sensato farlo anche come chi invece è rimasto vivo. Testimone. Solidale e testimone.

    Pino Nicotri
    Fonte: http://www.pinonicotri.it/
    Link: http://www.pinonicotri.it/?p=2011
    1.06.2010

  • redme

    ..ho letto anche il link segnalato..mi sembra tutto troppo paradossale per essere vero..anche per dei criminali come loro……invece potrebbe essere plausibile come satira/critica del condizionamento storico/politico a cui sono inevitabilmente sottoposti i giovani israeliani….anche i nomi delle autrici sembrano caricature ( riconosco la indegna Fiamma Nirestein )…..il “sincretismo” arabi-ss è sicuramente più adatto ad un film di Mel Brook che ad un articolo anche di propaganda……

  • Truman

    Questa mi è proprio piaciuta, descrive bene lo spirito israeliano:


    …quel senso innato di altruismo che hanno tutti gli israeliani, che lo porta a dare il preavviso, anziché affondare l’imbarcazione con un semplice colpo di siluro, come avrebbe fatto chiunque altro alla vista di una nave civile in acque internazionali.

  • Eli

    “Ari guarda le scintillanti file di grattacieli che i suoi nonni hanno eretto nel deserto, in una terra senza popolo che sembrava quasi invocare un popolo senza terra.”
    In realtà quella terra un popolo ce l’ aveva, ed era il popolo PALESTINESE.
    Forse il milione e mezzo di profughi che furono scacciati dalle loro terre, costretti a vivere nei campi profughi in Libano, in Siria e Giordania non bastano, a queste belve assetate di sangue. Ultime notizie: pare che i 750 naviganti sequestrati siano stati condotti nel deserto del Negev. E’ lì che possiedono i campi di concentramento, oltre a quello en plain air di Gaza?
    Ed i quattro italiani si rifiutano di firmare il decreto di autoespulsione, perché non sono giunti in Israele per la propria volontà, ma in quanto sequestrati e rapiti. Saranno pertanto sottoposti ad un processo.

  • nautilus55

    Felicissima prosa, perfettamente maritata con i contenuti. Grazie Miguel.

  • TizianoS

    “Israele aveva più volte offerto agli organizzatori della flotta di ispezionare i beni nel porto di Ashdod, e quindi di recapitarlo ai destinatari”

    Questo è quello che scrive la vera Fiamma Nirenstein su “Il Giornale”

    Credo che nessuno, nemmeno un suo amico, crede che Israele avrebbe mantenuto la promessa.

    L’isolamento e la diffidenza che circondano Israele, giusti o no siano, rivelatori o meno di sentimenti semiti o antisemiti, sono ormai prevalenti, e questa è la grande sconfitta che Israele deve registrare in questo momento.

  • alfa69

    se qualcuno gli molla un pugno in bocca a feltri, si parlera di vile agressione?

  • guru2012

    scusate, sono un po’ tardo di comprendonio, ‘sta favoletta del cazzo è una presa in giro, o è una cosa scritta davvero su “il giornale”?

  • lucamartinelli

    Feltri è uno squadrista della carta stampata come Fede lo è per il video.

  • lucamartinelli

    Vorrei ricordare che Feltri è tutto tranne che un giornalista. Anni fa, dopo una manifestazione studentesca a Milano, il nostro eroe scrisse un articolo che criminalizzava i giovani. In piu’ scrisse che i vandali quasi terroristi avevano incendiato una utilitaria, sicuramente di un operaio. Allora alcuni personaggi del teatro, tra cui Dario Fo, chiesero a Feltri il nome dell’operaio, perche’ avrebbero fatto una colletta e gli avrebbero ricomprato l’auto. Risultato: era tutto falso..Questo è Feltri. saluti

  • idea3online

    Perché, si chiede Feltri, non sparano sulla ‘ndrangheta che li opprime? E’ solo una questione di rapporti di forza.
    “Anziché ai negri, sparate ai mafiosi”. Feltri provoca i calabresi – Adnkronos Cronaca [www.adnkronos.com]

    Perchè lo stesso Feltri se non sbaglio ha detto che gli immigrati di Rosarno….? Nel primo casi la parte lesa i palestinesi devono stare calmi e umili, nel secondo caso gli immigrati di Rosarno devono gridare ad alta voce e umiliare i padroni. Io penso che in entrambi i casi sono delle vittime che devono essere aiutate. Se aiutano gli immigrati sono uomini coraggiosi, se aiutano i palestinesi…cosa dovrei scrivere?

    Sinceramente non capisco!!!

  • amensa

    se non si supera le avversità con spirito positivo, si ripercorre le stresse strade.
    gli ebrei sono stati massacrati, e questo hanno imparato.
    e lo fanno.
    era la comunità internazionale che avrebbe dovuto prevenire, ma già 60 anni fà, solo che già allora conveniva avere un “presidio” in medio oriente.
    resta valida la lezione degli antichi giapponesi: “se hai un nemico devi uccidere lui, la moglie, i figli, i fratelli e i nipoti fino al 7° grado. allora potrai stare tranquillo.”
    i nazisti non hanno finito il massacro, e questo è il risultato, quando la convenienza non permette a chi può di porre barriere alla vendetta.

  • amensa

    una testa bacata come quella di feltri, non merita tutti questi commenti.
    più proficuo descrivere una merda da tutti i punti di vista.

  • idea3online

    Leggendo l’articolo di Gennaio su Rosarno ho trovato la risposta sui Palestinesi:

    PERCHE’ SI CHIEDE FELTRI, non sparano sulla ‘ndrangheta che li opprime? E’ solo una questione di rapporti di forza. ”Gli extracomunitari sono poveri e debolissimi, brutti e sporchi: bersagli ideali. Mentre la criminalità organizzata, che tiene in scacco le forze dell’ordine e lucra sul lavoro della gente di qualsiasi colore, è forte violenta e vendicativa e, quindi, conviene non toccarla”.

  • sentinella

    ma io sta favoletta repellente nell’edizione on line del Giornale non l’ho trovata. C’era però un commento sul blog che diceva tra l’altro:
    “….. D’altro canto è possibile che gli israeliani abbiano volutamente calcato la mano, reagendo in modo sproporzionato. In questi casi, tuttavia, molto spesso le cose non vanno come previsto e l’incidente assume proporzioni inaspettate.

    Una sola certezza, anzi due. La prima: molte persone innocenti sono morte.”

    Quello che è avvenuto è poco difendibile perciò penso che questa favoletta della gatta e della torta sia stato inventata: non penserete che la gente sia tanto allocca?

  • fuser1500

    Sono gli interessi in gioco punto e basta,una volta compresi potremmo capire
    il perche’ ci certe eterne vittime designate che ne pagano il risultato ,e solo cambiando gli equilibri cambiano anche gli interessi.
    L’ impopolarita’ di un titolo incondivisibile non basta contro l’opportunita’ di
    tenersi bene stretto un alleato importante che sapra’ apprezzare il gesto in un momento in cui pochi condividerebbero un’azione da pirati dei caraibi.
    Bene,qual’e’ l’interesse?..

  • Truman

    Qui sopra c’è la presa in giro, scritta da Martinez, relativa all’articolo del Giornale riportato nell’illustrazione iniziale.

  • AlbertoConti

    Il direttore di un giornale è responsabile di quanto ci si scrive sopra. Allora Feltri è proprio un bamba, o è stanco di vivere. Se ritiene cosa buona e giusta sparare agli amici dei terroristi, cosa dovrebbe auspicare per un vero terrorista, quale lui stesso è?

  • eresiarca

    Fa il paio con un altro megafono sionista, Guzzanti, che mentre distruggevano mezzo Libano scrisse l’indimenticabile “Oh Israele”:
    http://www.essereliberi.it/modello_articolo.php?id_artic=634

  • bstrnt

    Feltri, tra le bagasce della carta imbrattata, è la più immonda, strappando con uno scatto finale lo scettro a Fede, Belpietro e Minzolini.
    Il Giornale che fu di Montanelli, ora è diretto da un prosseneta laido e ignobile.
    Non mi soffermerei molto sulle cialtronerie di questa testata che, mancando di lettori, per avere sussidi è costretta a regalare buona parte della sua tiratura a Trenitalia

  • telethont

    Ill.mo prof. io mi auguro che i suoi (comprensibili) timori siano eccessivi, che le cose da noi non vadano a delinearsi come in Germania… certo che le avvisaglie sono ben poco incoraggianti, vedremo… ma se così sarà, ebbene …impareremo anche ad alludere, diverremo maestri di allegorie, miti, parabole (qualche antennista lo è già…)
    nel tentativo di non ingrossare le fila dei “martiri del libero pensiero”…
    D’altronde i servi della gleba e le cacce alle streghe mi risulta non siano solo retaggi del passato (a mio avviso non hanno mai smesso di esistere, anche in epoche recentissime) …quindi prepariamoci a “di tutto e di più”.
    In estrema e grossolana sintesi, parafrasando Animal Farm mi verrebbe da dire che: “tutte le religioni sono merda (sterco), ma qualcuna è più merda (sterco) delle altre”.
    Mi si perdoni la volgarità …è solo apparente, credo che l’osceno del villaggio sia ben altro.
    Saluti con la pinnagialla
    Telethont

  • telethont

    N.B.: il mio commento è @cardisem.
    Telethont

  • guru2012

    Ecco appunto, tardi, ma ci sono arrivato e in effetti, il titolo de Il Giornale (quello è vero!!!?) risulta essere ancora più “incredibile”.
    Un vero inno al “terrorismo”.

  • savi

    BASTARDI CHI SCRIVE SUL GIORNALE E CHI LO LEGGE

  • nuvolenelcielo

    questa minorata mentale tira fuori “hitler, “ss”, l’ufficiale nazista…” senza parole. chissà perché li mettono in galera quelli che scrivono libri non-allineati sull’olocausto, mah?

  • nuvolenelcielo

    ma probabilmente è volontariamente un pezzo ironico, una presa per i fondelli di israele. solo che viene dal “giornale”. boh