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UN COMPLOTTO CONTRO L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE ?

DI ANDREA CARANCINI
andreacarancini.blogspot.com/

Sui recenti attacchi contro l’articolo 21 della Costituzione
Il grande poeta Thomas S. Eliot definì a suo tempo Aprile come “il più crudele dei mesi”. Sicuramente questo Aprile è stato crudele con i revisionisti: la Procura di Arezzo ha infatti oscurato nei giorni scorsi il sito “Thule Toscana” in base all’articolo 3 della legge Reale.[1] Si tratta del primo attacco giudiziario contro il revisionismo dell’Olocausto da parte di una procura italiana.

Il fatto

Se digitiamo l’indirizzo del sito http://www.thule-toscana.com/ leggiamo le seguenti parole: “SITO WEB SOTTOPOSTO A SEQUESTRO (art. 3 legge nr.654 del 13.10.1975).

Ecco cosa dice l’articolo 3, lettera a) della legge del 1975 (legge Reale):

“E’ punito con la reclusione da uno a quattro anni: chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale”.[2]

Nella foto: Carlo MattognoIn realtà, tale lettera non è più in vigore: essa è stata sostituita dalla lettera “a” della legge 85 del 2006, che recita:

“con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.[3]

Leggendo poi l’articolo del Tirreno del 17 Aprile scorso, apprendiamo che l’indagato è accusato di aver fatto propaganda di “teorie revisioniste dell’olocausto, con chiare affermazioni fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico”.[4]

Devo dire che quando ho letto queste parole la memoria è corsa subito a un vecchio articolo di Repubblica, pubblicato all’epoca in cui l’ex Ministro Clemente Mastella cercava di far approvare dal Parlamento il suo famoso disegno di legge “antinegazionista”: si tratta precisamente dell’articolo pubblicato in data 25 gennaio 2007.[5] Di quest’articolo interessa soprattutto il passaggio seguente:

“Con le nuove modifiche alla legge 2006, dunque, si torna al passato. Basterà semplicemente “diffondere”, pur senza fare “propaganda”, idee antisemite o sulla superiorità e l’odio razziale per essere perseguiti. In questo senso, dipenderà dall’interpretazione che daranno i magistrati alle nuove norme – viene fatto notare da tecnici del Ministero della Giustizia – se le idee o le esternazioni di storici o opinionisti negazionisti della Shoah possono considerarsi o meno diffusione delle idee fondate sulla superiorità o l’odio razziale”.[6]

Il fatto è che le “nuove norme” non vennero poi approvate dal Parlamento: l’ultima modifica della legge Reale che fa testo è ancora quella del 2006.[7] La mossa del PM aretino Julia Maggiore sembra quindi azzardata. Ammesso infatti – e non concesso – che il revisionismo sia equiparabile all’odio razziale, bisognerebbe dimostrare che l’imputato Poggi Giuseppe propagandava davvero, e non semplicemente diffondeva, idee fondate sull’odio razziale. Ora, la differenza tra “diffusione” e “propaganda” è sottile ma reale: è la stessa che c’è, ad esempio, tra un semplice sito internet, quale appunto “Thule Toscana” e un social network come Facebook (della cui efficacia ai fini della propaganda di partito, non a caso, si sono già accorti i politici più scaltriti).

Alla luce di tutto ciò, questo richiamo alla legge del 1975 appare come una forzatura, rivolta – oltre il singolo malcapitato – contro quella libertà di espressione, garantita dall’art. 21 della Costituzione, che fa dell’Italia una (felice) anomalia rispetto alla maggioranza degli altri paesi dell’Unione Europea. Da questo punto di vista però, l’attacco contro il detto sito si inserisce in una manovra molto più vasta: è da un pezzo che in Italia qualcuno vuole la famosa legge “antinegazionista”, rispetto alla quale l’articolo 21 viene visto come un intralcio intollerabile.

Il contesto politico della manovra liberticida

Per chiarire quello di cui stiamo parlando vorrei citare, per una volta, il Capo dello Stato: i giornali dei giorni scorsi hanno riportato le dichiarazioni di Giorgio Napolitano relative al 25 Aprile. In particolare, Repubblica riportava Sabato scorso il passo in cui Napolitano osservava che “nella Costituzione possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni ‘43-’45, quanti ne hanno una diversa memoria ed esperienza personale”.

Concordo sentitamente con le parole del Presidente. Bisognerebbe però fargli notare che a non riconoscersi nei valori di tutta la Costituzione (il riferimento qui è sempre al fatidico articolo 21) sono proprio i suoi amiconi sionisti, quelli a sostegno dei quali Napolitano fece a suo tempo la famosa equiparazione fra antisionismo e antisemitismo.[8]

Tra i detti personaggi il primo da citare è sicuramente il noto deputato PD Emanuele Fiano: per lui l’articolo 21 è espressamente “un problema”, e questo proprio in relazione alla necessità – impellente per tutta la “Israel lobby” italiana – di varare la famosa legge “antinegazionista”.[9] Che il problema sia di quelli seri si desume dal fatto che, come si è detto, è un pezzo che gli esponenti della detta lobby provano, senza ancora esservi riusciti, a fare in modo che preclari studiosi come Carlo Mattogno finiscano in galera anche in Italia.

Con il ddl Mastella del 2007 erano arrivati a un passo dal traguardo: quella volta però fu un nutrito gruppo di storici (tra i quali, a onor del vero, c’erano anche degli ebrei intellettualmente onesti come Sergio Luzzatto) a mettersi di traverso.

Adesso, ed è storia di questi giorni, ci riprovano: è proprio lo stesso Fiano ad aver presentato in Parlamento, insieme a Khaled Fouam Allam (un algerino che fa concorrenza, quanto a servilismo nei confronti dei sionisti, al più noto Magdi Allam) una proposta di legge che prevede il ripristino delle norme più liberticide della Legge Mancino (per poter così aggirare l’articolo 21 in funzione antirevisionista) estendendole alle presunte discriminazioni sessuali e di genere (e in questo caso nel mirino entrerebbero ad esempio tutti quei cattolici per i quali l’omosessualità è un’aberrazione).[10]

La successione cronologica degli ultimi avvenimenti

Basta fornire un riassunto di quanto è successo in questi ultimi trenta giorni per capire la pressione messa in campo dai nemici dell’articolo 21:

Il 30 Marzo Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, chiede per l’ennesima volta una legge contro il “negazionismo della Shoah” associandolo, come sempre, al neonazismo;[11] il 4 Aprile il sito “Thule Toscana” viene posto sotto sequestro;[12] il 9 Aprile l’amministratore del sito “Thule Toscana” viene sottoposto a perquisizione da parte della Digos di Livorno, nella quale gli vengono (abusivamente, è bene ribadirlo) sequestrati libri di Carlo Mattogno perfettamente legali;
l’11 Aprile Emanuele Fiano pubblica sul suo sito internet il testo della proposta di revisione della legge 85 del 2006;
il 17 Aprile il Tirreno pubblica un articolo sensazionalistico sul caso “Thule Toscana” attribuendo al revisionismo dell’Olocausto valenze “gravi e sconvolgenti”.

A questi fatti va aggiunto l’antefatto: la delazione contro Poggi da parte del blog-spazzatura “Perle complottiste”[13].

Si tratta di un complotto? Se non è vero, come dice il detto, “è ben trovato”. Certo, il precipitare degli ultimi giorni è il frutto di qualcosa che bolliva in pentola da qualche tempo: l’impressione è che vi sia stato un evento catalizzatore che abbia favorito l’intraprendenza dei nemici del revisionismo. Non dimentichiamo che a Gennaio esplode il caso Williamson, ed è a Febbraio che “Thule Toscana” comincia a subire le “attenzioni” dell’autorità giudiziaria. D’altra parte, anche la pavida ritirata del Vaticano sulla questione del “negazionismo”, rispetto alla ben più dignitosa presa di posizione del 2007 di Civiltà Cattolica, non ha certo contribuito al formarsi di un clima favorevole alla libertà di parola e di espressione.[14]

Tutto ciò fa pensare a René Guènon e alla famosa teoria massonica degli états d’esprit.[15]

In ogni caso è bene ribadire che la presente iniziativa giudiziaria ha le caratteristiche di una scorciatoia (rispetto all’impostazione della legge 85 del 2006) e che la sottesa assimilazione di un metodo storiografico (il revisionismo) a un’ideologia (il razzismo) è speciosa e senza fondamento, se si esamina la questione in modo sereno e senza paraocchi ideologici.

Conclusione

Resta l’impressione che la “Israel lobby” sia potente, molto potente, ma non onnipotente (almeno: non ancora). Riesce a trovare audience con una certa facilità in certi settori della magistratura e del giornalismo ma non riesce ancora a sfondare in Parlamento: anche Alessandro Ruben, noto giudeo-massone del B’nai B’rith non ha ancora presentato la ventilata legge-mordacchia contro internet, nonostante le ripetute sollecitazioni. Forse perché su un tema trasversale come la libertà di coscienza e di parola, in Parlamento, esistono settori non irrilevanti di partiti come Lega e Forza Italia che non vedono di buon occhio la prevaricazione dell’articolo 21 della Costituzione. Da questo punto di vista, il governo Berlusconi (nonostante la presenza al suo interno di forze illiberali come i sionisti della disciolta Alleanza Nazionale) non sembra più “fascista” dei suoi oppositori del PD.

Andrea Carancini
Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com
Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2009/05/sui-recenti-attacchi-contro-larticolo.html
1.05.2009

NOTE

[1] http://www.thule-toscana.com/
[2] http://guide.supereva.it/diritto/interventi/2001/05/42468.shtm
[3] http://www.governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/doc/LEGGE_240206.pdf
[4] http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/sotto-inchiesta-per-il-sito-web-negazionista/2078829
[5] http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/shoah-dibattito/approvato-dd-mastella/approvato-dd-mastella.html
[6] La sottolineatura in grassetto è mia.
[7] Sulle differenze tra il disegno di legge Mastella e la legge 85 del 2006 si veda la puntuale analisi del prof. Claudio Moffa: http://21e33.blogspot.com/2007/09/un-passo-avanti-e-due-indietro.html
[8] http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/politica/napolitano/shoah/shoah.html
[9] Vedi l’intervista concessa al giornalista RAI Massimiliano Giaquinto: http://www.radio.rai.it/radio1/inviatospeciale/archivio_2008/audio/is2008_11_22.ram
[10] http://emanuelefiano.it/home/index.php?option=com_content&task=view&id=127&Itemid=30
[11] http://moked.it/blog/2009/03/30/pacifici-negare-la-shoah-deve-diventare-un-reato/
[12] http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=589842
[13] http://complottismo.blogspot.com/2009/04/finalmente-chiuso-thule-toscana.html
[14] Confronta le dichiarazioni di Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede (http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/vaticano-shoah/vaticano-shoah.html?rss ) con quanto sostenuto dalla rivista dei gesuiti nel quaderno 3769: http://www.gazzettadisondrio.it/11183-la_civilt__cattolica_il_quaderno_3769.html
[15] http://santaruina.splinder.com/post/19825645/Etat+d

VEDI ANCHE: CONSIDERAZIONI SUI SITI REVISIONISTI

Pubblicato da Davide