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UFF….POPULISMO E V DAY

DI URIEL
Wolfstep

E’ incredibile il numero di analfabeti funzionali che girano per Internet, ovvero il numero di persone che commentano un articolo senza leggerlo, o che lo leggono ma ignorano quel che c’e’ scritto, ritenendo nella propria mente solo due o tre parole. E poi scrivono per email, invece di commentare. Tra un po’ tolgo il link “email” btw.
Comunque, adesso vado pesante.

Vedere Grillo e pensare “populista” e’ come vedere la luna e pensare “notte”. E’ un’ovvieta’, non e’ sintomo o simbolo di alcuna intelligenza analitica, e specialmente NON SIGNIFICA UN CAZZO DI NIENTE.

Il populismo e’ semplicemente il successo elettorale di chi non ci piace: non esiste altra definizione del termine che non cada in contraddizione logica.

Ma c’e’ di peggio: se vedi Grillo e pensi solo “populismo”, allora hai un QI sotto il 15. Perche’ il populismo e’ il tratto piu’ evidente di Grillo, come e’ il tratto piu’ evidente del 100% dei partiti politici. QUalsiasi idiota puo’ guardare Grillo e pensare “populista”.

Ma Grillo ha fatto un qualcosa che (e se tutti la smettessero di spararsi delle pose usando il termine “populista” solo perche’ l’hanno sentito dire lo noterebbero) non si era mai visto prima.Neppure in quel mondo anglosassone che vanta la maggior influenza di internet sulla politica. In questo senso, l’ Italia e’ il paese che anticipa le tendenze.

Ovviamente, se io dico “vado al meetup”, l’italiano idiota che poi mi scrive immediatamente scatta come un cane addestrato “allora e’ d’accordo con Grillo”. Ovviamente, il celebroleso necessita di appiopparmi una bandiera addosso prima di giudicare, perche’ in fondo l’importante e’ giudicare, giudicare, giudicare, e le etichette servono a quello.

Se aveste un QI superiore a 10 (diciamo un bovino con problemi di apprendimento) avreste notato almeno tre cose, invece di ripetere come tante scimmie ammaestrate la parola “populista”, cioe’ il tratto piu’ evidente di Grillo.

L’effetto Grillo ha bypassato tre grossi limiti , ha rotto tre muri, muri che impediscono a chiunque di interferire con la citta’ proibita della politica.

PArtiamo dai fatti: 300.000 firme autenticate. Essendo autenticate da notai, la discussione sui numeri conta poco. La questura puo’ dire quel che vuole della piazza di Bologna, i notai daranno loro torto. Nessun comitato referendario e’ mai riuscito a fare tanto. Di nessun partito.

La capacita’ di mobilitazione di Grillo e’ circa 3 volte superiore a quella della Lega Nord, una volta e mezza quella dei DS. Ma questo non e’ il problema, e’ solo il dato.

I problemi sono quei tre muri che sono crollati:

* I Costi. Sfruttando una base iniziale di suoi fans, piu’ servizi gratuiti offerti dalla rete, Grillo ha costruito un partito low cost. Sebbene l’organizzazione dell’evento (in gran parte finanziato da volontari e fans) sia comunque costosa , un partito come la Lega Nord costa svariati milioni di euri al contribuente, in un rapporto 1000:1 con il movimento di Grillo. Grillo NON ha bisogno di venire finanziato per fare cio’ che fa.

* I media. La specialita’ di Grillo e’ diventata, col tempo, quella di organizzare tramite internet degli eventi, che puntualmente finiscono sui giornali, obtorto collo ma ci finiscono. In questo senso, e’ il primo movimento politico del mondo a basare il 100% del proprio consenso su una presenza mediatica esclusivamente web. Grillo NON ha bisogno di giornali e TV amiche.

* I partiti. I movimenti come la Lega hanno avuto bisogno di conquistare posti nelle amministrazioni locali , per poi finanziarsi e crescere, fino a giungere a Roma. Nel fare questo e per fare questo hanno avuto bisogno di alleati e amici. E in politica, gli alleati indeboliscono. Grillo ha ancora le mani libere, e sono i politici a cercarlo, non lui a cercare i politici.

Grillo e’ arrivato a questa situazione probabilmente per caso. Quasi sicuramente si tratta di un meccanismo di cui non ha percepito la portata fino a ieri, e del quale oggi stesso non capisce ancora le potenzialita’.

Tanto per dire, in un paese come gli USA i tre punti di cui sopra sono i tre punti che mandano al potere un presidente.

Questo non significa che Grillo sia dalla parte del giusto, e le leggi che propone, anche se attuate (cosa che non sara’) sono disastrose. MA vedere coi miei occhi il movimento che ha creato dal nulla mi fa capire una cosa: ha creato un po’ piu’ di un partito, attingendo e svuotando quel movimento che erano i “girotondi”, e tutto il “movimentismo” di sinistra.

Il successo di Grillo e’ dovuto, oltre ad un uso sicuramente innovatore del Web (in confronto alla quale la classe politica sembra essere un gigantesco gregge di dinosauri, anche negli USA) , ad una serie di errori devastanti della sinistra e della destra.

1. La sinistra ha abbandonato i movimenti con una spocchia pretenziosa, pretendendo che la sconfinata distesa di merda montecitoriana fosse l’unica ad avere il diritto di essere definita “politica”. Oggi, le stesse persone militano da Grillo. Il quale dara’ loro cio’ che vogliono: sempre piu’ battaglie.

2. La sinistra radicale ha operato un voltagabbana assurdo nel nome di una non meglio precisata “governabilita'” intesa come il “governo che non governa ma sempre governo si chiama”. Grillo ha pescato moltissimo anche in quest’area. Alle prossime elezioni saranno NUDI.

3. La Lega Nord si e’ trasformata nel partito che rende Forza Italia “il meno peggio”. Berlusconi e Bossi stanno giocando al buono e al cattivo come due sbirri di provincia. Ma la base di FI si aspettava riforme in senso liberale che l’anima DC non vuole, e la base leghista si aspettava una propensione per l’azione diretta che Bossi ha rinnegato.

4. Molti sindaci nelle grandi citta’ hanno trasformato le giunte delle metropoli in dei frattali del governo di Roma, togliendo la sensazione di “controllo dal basso” che i tifosi di Grillo rivendicano. Ovviamente, chi si sente defraudato di questo potere militera’ li’.

In piu’ , tutta una pletora di piccoli partiti (Di pietro, Pecoraro Scanio) hanno bisogno di voti. Grillo non puo’ offrire nulla di significativo a grandi partiti come FI o DS, ma puo’ cambiare i destini di piccoli partiti.

In questo modo Grillo non dovra’ mai mettere piede in parlamento, perche’ gli bastera’ semplicemente “offrire consenso” al miglior offerente.

Come uomo di spettacolo, Grillo ha guadagnato moltissima pubblicita’. Se contiamo che questo “live” portera’ i partecipanti a comprare un eventuale DVD dell’evento, ha appena fatto una tournee delle stesse dimensioni di quelle di Vasco Rossi. A costi irrisori, con un’organizzazione praticamente gratuita e una resa mediatica spaventosa.

Chi glielo farebbe fare di formare un partito? Guadagna di piu’ cosi’, e specialmente entrare in politica lo distruggerebbe, mentre lui e’ riuscito a scavarsi una caverna “borderline”, abbastanza politica da rompere le palle e attirare attivisti, e abbastanza commerciale da farci i soldi. PERCHE’ dovrebbe entrare in politica? E’ OVVIO che non lo fara’ mai.

Sarebbe uno stupido se abbandonasse la comodissima posizione borderline che ha.

Inoltre, non dimentichiamo una cosa: lo show di ieri gli ha assicurato , tra qualche mese, un altro show in parlamento. Poiche’ i tempi della politica sono lunghi, per quel giorno avra’ il tempo di organizzare un altro evento mediatico di pressione. Il tempo a disposizione gli e’ dato dai tempi lunghi della politica, facilmente incalzabili dai tempi corti del web.

Come nel caso dell’ Opa su Telecom, finira’ in cialtronata o finira’ peggio. L’ Opa su Telecom e’ finita in cialtronata, perche’ Consob ha chiesto a Grillo di essere un operatore finanziario per compiere operazioni finanziarie.

Il parlamento e’ una preda piu’ debole: se la proposta di Grillo venisse rifiutata chi vota contro finirebbe sotto i riflettori che Grillo accendera’ per quel giorno. Se venisse disgraziatamente accettata… a parte i danni alla politica, avremmo due ingerenze parallele in politica, il Papa e Grillo.

Wow….

Tutto questo non fa di Grillo un eroe. Non ne fa un giusto e Grillo rimane quello che ogni politico italiano di oggi e’: populista.(1).

Non credo che Grillo otterra’ qualcosa , per la semplice ragione che non ha una mente politica a disposizione. Le proposte di legge che sostiene, una volta scritte in legalese, o dicono cose gia’ dette o sono inattuabili. Si poteva fare qualcosa di piu’ insidioso, a dire il vero, come pretendere che i partiti si sciolgano finite le elezioni: niente contratti di locazione, niente proprieta’, niente dipendenti, niente sedi, eccetera.

Come fa il Partito Democratico negli USA, per intenderci, ma obbligatorio. Sarebbe stata molto piu’ insidiosa, proprio perche’ lo fa il Partito Democratico in USA, di essere immateriale finite le elezioni.

La mancanza di proposte realmente ficcanti limita Grillo al ruolo di disturbatore, di guastatore, e nemmeno troppo pericoloso.

Non lo difendo, non lo scuso e non penso che abbia ragione.

Ma il problema rimane questo: sull’ Italia pende una spada di Damocle, perche’ chiunque abbia un malloppino di giovani fans da trasformare in attivisti (Corona, Totti, Vasco Rossi, Luttazzi, le Lecciso) puo’ in teoria produrre un movimento a costo zero, basato sul web, in grado di produrre eventi che costringono la stampa, obtorto collo, a parlare di loro come di entita’ politiche.

Questi movimenti sono privi di controllo, non hanno bisogno di finanziamenti ne’ di giornali amici, non necessitano di alleanze nelle amministrazioni locali e VENDONO consenso a piccoli politici che sono in parlamento per il rotto della cuffia.

Volevo vedere con i miei occhi cosa fosse la sua base e l’ho visto, mentre i celebrolesi che mi scrivono continuano a spararsi la posa “e’ populista e’ populista , quanto sono figo, guardate, io so che lui e’ populista e allora so come dovrebbe essere un politico serio”.

Mi nausea da fare schifo la stupidita’ mainstream di chi non sa dire altro che gridare “populista populista”, pretendendo anche che sia una cosa intelligente: e’ una cosa evidente, qualsiasi idiota capisce che Grillo e’ populista.

Quello che pero’ non ho visto in giro e’ uno straccio di analisi sul fatto che un partito senza costi (rispetto a quelli ordinari) e quindi senza sponsor in confindustria/ABI, un partito senza presenza in amministrazioni locali (e quindi senza alleati politici) , senza giornali amici (e quindi senza necessita’ di presenza in RCS & Co) , sia riuscito a guadagnare in un giorno quello che dei mastodonti come i DS , con investimenti ingenti, hanno fatto in piu’ di un mese: 300.000 firme. (2)

Quindi mi spiace, ma il segnale e’ forte e va amplificato. Perche’ il prossimo Grillo potrebbe invece aver voglia di andarci, in parlamento.

E di abbeverarci i suoi manipoli.

E saro’ molto sincero: se il massimo che l’intellighenzia italiana sa fare guardando Grillo e’ dire “populista”, non sono certo che il paese non lo meriti. Detto come va detto, se quella di Michele Serra su Repubblica e’ un’analisi del fenomeno Grillo, beh, beh, beh…. non sono certo che non sia il caso di abbeverare un paio di cavalli anche sulla sua scrivania.

Spazio speso bene.

Uriel
Fonte: www.wolfstep.cc/
Link
08.09.2007

Note:

(1) Il discorso di Weltroni a Torino e’ stato populista. Lo sono i discorsi di Berlusconi , quelli di Bertinotti e di CAruso. Lo sono quelli d’ D’Alema e di Fassino. E’ populista Fini ed e’ populista il Papa.

(2) I DS hanno raccolto piu’ firme in piu’ tempo. Per raccoglierne 300.000 , per il referendum, ci hanno messo piu’ di un mese.

VEDI ANCHE:DOVE VA BEPPE GRILLO ? UN’ANALISI SOCIOLOGICA

TRAVAGLIO – MA QUALE ANTIPOLITICA

Pubblicato da Davide

  • Alexis

    “se la proposta di Grillo venisse disgraziatamente accettata… a parte i danni alla politica, avremmo due ingerenze parallele in politica, il Papa e Grillo.”

    Il mio commento è…MA DDE CHE’?!?!?!?!?!?!?!

  • illupodeicieli

    magari venissero accolte le proposte di Grillo: e non mi è simpatico come non lo è chi ha il turpiloquio facile. preferisco chi parla di cose concrete, fa proposte, discute di idee e sulle idee. per questo leggevo in un altro blog di un E Day, dove è sta per energy, per parlare e proporre qualcosa di attuabile per il discorso ambiente, ma roba da fare non solo per andare a bere e mangiare in piazza. così come ci sono proposte, sempre riguardanti il parlamente, da affiancare a quelle del V day , e riguardano gli stipendi dei parlamentari. così come le porposte di Grillo,ma anche di Renato Soru, di abolire le province. Grillo che ,ripeto, non mi è simpatico, è vero che è “un evento mediatico” ma non è solo quello e sono certo che ,non so dove o non ricordo in quale piazza sia stato se a Bologna o dove, ma chi è con lui, non sono solo degli esaltati (in senso buono: cioè si infiammano stile papa boys o curva sud quando annunciano la formazione): anzi ritengo che ci siano nel suo seguito persone convinte che qualcosa si farà. non lo seguo Grillo, ma sono con lui.

  • T_Yorke

    E’ un problema cercare di cambiare in meglio l’Italia?
    Perchè si sente il bisogno di etichettare una persona per quello che dice/fa?
    Perchè bisogna far entrare nel mezzo sempre il discorso moneta?

    Credo che Grillo (è solo uno dei tanti) che nell’ultimo periodo stanno combattendo perchè la gente apra gli occhi e si renda conto quanto in basso stiamo andando, ed ogni giorno scaviamo ancora di più.

    Se poi decide di scendere i politica o meno saranno anche affari suoi. Ma credo che nella posizione in cui si trova è molto più avvantaggiato e “pericoloso”.

    Grillo ha sempre dato voce a tutti, si può non condividere quello che dice, ma la maggior parte delle cose sono ragionevoli quantomeno.

    Ieri sono sceso in piazza anch’io per vedere che movimento si fosse formato nella mia città. Ed è strano a dirsi, ma c’era molto movimento, in una città che io ho sempre considerato distaccata e menefreghista dai pubblici interessi. Quindi il lavoro di Beppe Grillo (guadagni maggiori o meno) è bene che continui fuori dal parlamento. Io lo preferisco così. Se è riuscito a far svegliare una città come Catania, beh, ce ne vorrebbero altri 100 come lui.

    Senza dimenticare anche le altre battaglie che sta portando avanti. Ha dato il megafono a diverse personalità importanti e geniali nel loro campo.

  • Tao

    IL GIORNO DEL VAFFANCULO

    DI BEPPE GRILLO

    A luglio sono andato in cassazione con dei ragazzi per depositare tre proposte di legge

    Il costituzionalista che ha scritto in legalese il testo della legge “Parlamento pulito” mi ha spiegato che in Italia le proposte di legge di iniziativa popolare, dalla nascita della Repubblica a oggi, si contano sulle dita di una mano. Riuscire a raccogliere le 50mila firme necessarie è un percorso a ostacoli.

    La proposta va prima depositata in cassazione che, se autorizza l’iter di raccolta,
    pubblica il testo sulla Gazzetta ufficiale. A tutti i banchetti di raccolta deve essere presente un pubblico ufficiale che identifica chi firma. Le firme devono poi essere convalidate dal comune di residenza dei firmatari. Vanno quindi trasmesse alla cassazione, che le verifica una per una e valuta eventuali eccezioni costituzionali. Se tutto va bene la proposta arriva finalmente alle camere, e il parlamento, essendo sovrano, la boccia senza pietà.

    Anche se servono più firme, in Italia è più semplice proporre un referendum, che però può essere solo abrogativo. I cittadini possono dire solo no, il sì è riservato ai politici. Devo fare a questo punto un passo indietro e spiegare cos’è “Parlamento pulito” e perché l’8 settembre 2007 ci sarà il Vaffanculo day, o V-day, in tutte le piazze d’Italia e in molte del mondo, e perché si chiama così.

    In Italia non esiste una vera democrazia rappresentativa e i partiti gestiscono lo stato come se fosse “Cosa loro”, talvolta in accordo con “Cosa nostra”. I partiti si sono messi d’accordo nel 2005 – il centrosinistra, è vero, ha protestato, ma solo per dovere d’ufficio – per togliere agli italiani anche la possibilità di votare il loro candidato.

    Nelle elezioni del 2006 i parlamentari sono stati scelti direttamente dalle segreterie dei partiti e quelli ci dobbiamo tenere. Una dozzina di persone ha nominato deputati e senatori per tutti. Dalla monarchia costituzionale alla partitocrazia incostituzionale. Nessuno ha chiesto che fosse azzerato il risultato del referendum sulla legge elettorale e i partiti hanno interpretato questo come un silenzio-assenso e cambiando le carte in tavola. Una volta si chiamava colpo di stato, da noi è acqua fresca.

    I partiti, dipinti a suo tempo come cancro della democrazia da Enrico Berlinguer, sono andati oltre. Visto che potevano scegliere hanno scelto il meglio: persone condannate per reati prescritti, persone con dimostrate frequentazioni mafiose e condannati in via definitiva.

    Questi ultimi sono ben 23 dopo l’abbandono, molto sofferto, di Previti, corruttore di giudici per conto terzi ed evasore fiscale motu proprio. Elencare le condanne di questi signori è come leggere il codice penale. C’è di tutto: tangenti, corruzione, estorsione, abuso edilizio e falsa testimonianza. E molti dei “diversamente onesti” (definizione di Marco Travaglio) sono lì da una vita.

    Penso per esempio a Cirino Pomicino e ad Alfredo Vito, entrambi premiati per le condanne ricevute e le loro molte legislature con un posto nella Commissione antimafia. Forse si è pensato che la loro esperienza a disposizione dei magistrati può aiutare a sconfiggere la criminalità organizzata. State ancora leggendo? Siete ancora lì? O state vomitando e siete pronti per scappare all’estero?

    Lo scorso luglio sono andato a Roma in cassazione con un gruppo di ragazzi per depositare tre proposte di legge: nessun parlamentare può essere eletto se condannato penalmente in via definitiva, in primo o in secondo grado; nessun parlamentare può essere eletto per più di due legislature, e contano anche quelle passate; i parlamentari devono essere eletti con un voto di preferenza diretto.

    Quindi ho chiesto aiuto per la raccolta delle firme ai Meet up di Beppe Grillo, gruppi organizzati sul territorio collegati con il blog beppegrillo.it che spesso condividono le mie battaglie. Sono gruppi spontanei, 40mila persone sparse in tutte le città italiane e nel mondo. Ho scelto un giorno simbolico per svegliare questo paese dal coma in cui è sprofondato tra calciatori, tette, veline e denaro a prestito. L’8 settembre mi è sembrato il migliore.

    È la data in cui l’Italia si è eclissata, il re sciaboletta e la sua corte in fuga a Pescara e l’esercito abbandonato a se stesso. Nazisti al centronord, bombardamenti e truppe coloniali francesi al sud. Dalla fine della guerra siamo stati sempre occupati politicamente e militarmente dagli americani. La sovranità nazionale è pura finzione.

    La “V” l’ho presa in prestito da una parola nazionale, recentemente depenalizzata come insulto, il sempre classico vaffanculo, e da V per vendetta, il fumetto di Alan Moore e David Lloyd. Quindi V-day o Vaffanculo day. In questo giorno si raccoglieranno le firme, io sarò a Bologna in piazza Maggiore, ma in altre 180 città italiane e 20 straniere ci saranno eventi di libertà e di informazione.

    Mentre scrivo 185mila persone hanno aderito alla giornata. Nessun giornale (tranne Rolling Stone) o canale tv ne ha parlato, se non di sfuggita come si citerebbe una curiosità o un pettegolezzo. Ho indetto una conferenza stampa a Firenze, con 500 invitati: hanno aderito in sei e l’ho annullata.

    Un buon segno. Da tempo dico che i direttori di giornali e tv sono marionette del potere, anello di congiunzione tra i partiti e i gruppi economici. Un megafono sempre meno credibile e sovvenzionato dallo stato, da noi, dalle nostre tasse. Il prossimo V-day sarà per loro

    Beppe Grillo
    Fonte: http://www.internazionale.it
    Link: http://www.internazionale.it/beppegrillo/articolo.php?id=16899
    Internazionale 709, 6 settembre 200

  • lino-rossi

    tutto dipende dalla definizione di “populista”.
    se significa “fare gli interessi veri del popolo”, allora grillo non è populista.
    se significa “prenderlo per i fondelli”, allora lo è.
    lo definirei un “gattopardo”.

  • pinosimpson

    Beppe Grillo non è solo il personaggio visto sabato a Bologna…le sue idee non sono solo quelle proposte nel V-Day…
    vorrei ricordare, se qualcuno non ne fosse venuto a conoscienza, che prima delle elezioni dello scorso anno, Grillo ha contattato 3 esperti mondiali di energia, chiedendogli di formulare un progetto energetico adatto ad una nazione come l’Italia.
    Avuto questo progetto lo ha pubblicato sul suo blog, chiedendo a tutti quelli che frequentano lo frequentavano, di analizzarlo, muovere delle critiche e fare suggerimenti per migliorare il suddetto programma; il tutto per tre mesi.
    Alla fine stilato il progetto energetico finale, l’ha proposto ad entrambi gli schieramenti, chiedendogli di sottoscriverlo; sul suo sito avrebbe elencato tutti gli aderenti(come infatti ha fatto).
    Questo per spiegare che Grillo sa proporre cose concrete…offre il suo staff legale gratuitamente a chiunque abbia subito dei torti (l’ultimo caso è la chiusura del programma radiofonico “Lo Zoo di 105”).
    Certo solleva problematiche diciamo “qualunquiste”, ma sia lui, sia tutti coloro che credono in lui e lo seguono (Meetup), idee concrete le hanno…giuste o sbagliate che siano, ma concrete!

  • katu

    a parte il solito stupido e insulso commento di alexis (io accetterei te – con l’accetta) non vedo come si possa definire il linguaggio di grillo un turpiloquio. perché dice cazzo e vaffanculo? ritengo molto più indecente il linguaggio con cui si esprimono gli esponenti politici: giri di parole e pseudo-immagini retoriche che hanno quale unico scopo quello di lasciare nell’ascoltatore un senso diverso da quello che effettivamente si è detto.
    in secondo luogo, anche se Grillo avesse in mente una sorta di tornaconto economico nelle sue tasche, cosa ci sarebbe di male? conoscete qualcuno che fa qualcosa senza ricevere anche solo un minimo in cambio? le persone non si valutano per quello che possono guadagnare dalle loro azioni, ma per quello che dicono e sostengono. a me sembra che grillo dica cose giustissime e ampiamente condivisibili. e non è detto che siano cose scontate: mi piacerebbe sapere, infatti, quanti italiani sapevano – prima della denuncia di grillo – che alle ultime “democratiche” elezioni avevano votato con liste bloccate.

  • Alexis

    Ah Ah Ah…avessi scritto io una minaccia di morte ed un insulto sarei stato contattato in 34 secondi da un moderatore…purtroppo però qui le regole valgono solo nei confronti di chi “rompe”. Sempre meglio!!!

  • katu

    sei troppo insignificante anche solo per risponderti…

  • Alexis

    Complimenti per l’educazione.

  • geopardy

    Ribadisco il commento sottostante (n°7), lasciato sul sito di Uriel in merito al medesimo articolo soprastante, ripreso da Comedonchisciotte.
    Ci inserisco il commento (n°8) in risposta di Uriel.
    Premetto che era la prima volta in assoluto che visitavo il suo sito (grazie a questo articolo che ho trovato interessante).
    Ho replicato, ma non ho avuto la possibilità di vedere pubblicata la mia risposta, ma, sinceramente non ci tengo nemmeno, a questo punto.
    Vorrei stigmatizzare su come lui definisce—– “analfabeti funzionali
    che girano per internet”———- vari commentatori, si lamenta, inoltre dei medesimi, con queste parole:——————————————–

    “Ovviamente, il celebroleso necessita di appiopparmi una bandiera addosso prima di giudicare, perche’ in fondo l’importante e’ giudicare, giudicare, giudicare, e le etichette servono a quello.”——————————————————–

    La sua risposta, secondo voi, in quale catagoria la mettereste, quella del maestrino dell’articolo o quella dei soggetti dell’articolo?
    Una semplice curiosità, naturalmente.

    Una frase popolare per concludere:
    “Fai ciò che il prete dice, ma non quello che il prete fa”
    (Naturalmente tante cose che il prete dice possono essere condivisibili).
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    Commento N° 8:: Scritto da Uriel @ 10 Sep 2007 03:28 pm

    @Geopardy: le camicie rossobrune NON sono le benvenute qui. Torna nel tuo covo di nazionalcomunisti, socialnazionalisti , eurasiani o come cazzo vi fate chiamare adesso.

    Uriel

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    Commento N° 7:: Scritto da Geopardy @ 10 Sep 2007 08:29 am

    Saluto tutti, è la prima volta che vengo in questo sito.
    Ottimo intervento Ariel su Grillo.
    Noi esseri umani, nonostante vantiamo una (da dimostrare) superiorità sugli altri esseri viventi di questo pianeta, come la maggior parte di essi (non sono in grado di asserire se invece sia la totalità) , abbiamo ancora bisogno del capo branco e ciò da una parte mi rincuora (siamo creature veramente terrestri e non come sostiene certa letteratura, che ci vorrebbe extraterrestri), dall’altra mi rattrista, poichè, si carica sempre un povero essere, nostro simile, di qualità impossibili da avere e per di più lo si condanna a non essere mai se stesso, ledendone la libertà individuale.
    Non riusciamo a legare fra semplici per formare una catena di buon senso; in fondo siamo un po’ tutti avidi ed egoisti e ci piacciono le cose facili.
    Un comandante è tale se c’è chi gli ubbidisce acriticamente.
    Non ce n’è uno, tra i carismatici della storia che, per un motivo o per l’altro, non abbia fallito il suo intento.
    Grazie, però, a questi personaggi, il genere umano si è mosso nella storia (o, perlomeno, la parvenza di movimento c’è stata), ma indubbiamente, hanno reso vecchie le categorie di pensiero precedenti.
    Ora siamo ad un bivio di tale portata, non so se Grillo è solo un sintomo o sarà il LA di una nuova concezione della politica, cioè, intendo, in quale maniera vorrà usare il suo capobranchismo, ma, personalmente, spero che l’uomo, in generale, formi, in futuro, quella bella catena di buon senso di cui parlavo sopra e non abbia più bisogno di catalizzare la sua emotività su qualcuno in particolare ed esca dalla generale e massiva inettitudine, non delegando ad altri la gestione della propria esistenza.
    Sarà utopia, ma è essa che fa muovere il motore del mondo.
    Una grande interazione creativa (non globale, per carità), a partire dalla propria “piccola” realtà e per associarsi in cose più grandi (senza il capo branco, possibilmente).
    Ciao
    Geo

  • katu

    senti, una volta per tutte: 1) la mia non può essere una minaccia. altrimenti non avrei usato il condizionale, ma l’indicativo (sottile differenza per chi conosce la grammatica italiana – che fioroni abbia ragione?). chi avrei minacciato, il mio monitor lcd? 2) quello che tu chiami insulto semplicemente non esiste. e comunque sei tu che ti insulti da solo, scrivendo “Il mio commento è…MA DDE CHE’?!?!?!?!?!?!?!”(grossomodo simile a tutti i precedenti). dal vocabolario zanichelli della lingua italiana, ult. ed., voce “COMMENTO: pensiero, meditazione; serie di ampie e ricche annotazioni su scritto altrui, o proprio, con richiami, raffronti e simili; osservazioni su cose e fatti altrui”. sfido chiunque a trovare uno di questi elementi anche solo lontanamente accostabile ai tuoi “commenti”.